



Le altre inzegnandi sono nelle truppe del 5stalle in pappamento.




Spero di essere ancora vivo per godere la libertà il giorno che non ci sarà più chi semina odio e riceve lodi dai servi del sistema.


La Segre.
Non ho mai perdonato.
E via le lodi e gli applausi dei nostri ipocriti vertici che hanno sempre fatto del perdono l'arma vincente ed indispensabile contro qualsiasi delitto e porcata.
Una vera lezione civica per i giovani.
Ma per certe religioni e certa gente evidentemente il perdono non vale e non serve, non si usa. Anzi è proprio da rigettare per vantarsi del contrario. Esseri superiori, non possono permetterselo verso chi è considerato inferiore.
Gente da portare ad esempio.
E tutti i nostri a prostrarsi rinnegando i propri valori.
Che schifo, che pena!


Dopo essere corsi ad accogliere la rinnegata passata all'Islam oggi la scena si ripete coi Giuseppi e i giggini che corrono ad accogliere l'inculatore di negretti e l'infiltrato dei servizi simil turista in bicicletta.
Ma quando la finiranno di fare queste figuracce?


https://it.sputniknews.com/italia/202010149655046-di-maio-a-mosca-ammettiamo-differenze-con-la-russia-ma-siamo-per-il-dialogo-attivo/
Il dialogo attivo.
https://www.google.it/url?sa=t&sourc...5E8IqhF1Rjw2xV


Bambino di 1 anno in quarantena da 50 giorni per Covid. E’ negativo ma il certificato di guarigione non arriva
14 OTTOBRE 202014 OTTOBRE 2020 CRONACA LETTURA 5 MIN
Nonostante sia negativo da 9 giorni, un bambino di 1 anno residente a Roma è ancora chiuso in casa, raggiungendo la cifra record di 50 giorni di quarantena. Il suo certificato di guarigione, infatti, ancora non arriva. Così continua a non poter uscire, anche se di fatto non ha più il Covid-19.
E’ un incubo che dura dal 24 agosto e che lo vede bloccato in casa, a causa di una sequela di ritardi sia nell’effettuare i tamponi che nell’ottenere i loro risultati. Come riporta GreenMe è prigioniero del coronavirus, anche se non ce l’ha più. Francesco, nome di fantasia, è un bambino di un anno che ha passato la maggior parte della sua breve vita chiuso in casa in quarantena. Un blocco della sua vita sociale di cui solo in futuro conosceremo gli effetti sul suo sviluppo e sulla sua psiche.
Riportiamo l’intervista esclusiva di GreenMe alla mamma del bambino. Tutto è iniziato il mese di agosto, con un viaggio per andare a trovare i nonni, dove hanno incontrato anche dei parenti venuti dal Nord Italia. Una volta rientrati, arriva la notizia che proprio questi ultimi erano stati ricoverati d’urgenza per Covid-19.
Così, padre, mamma e bimbo si sottopongono volontariamente al tampone. Risultato: tutti e tre positivi. Nessuno di loro sta male, solo qualche lieve sintomo. Francesco ha avuto un solo giorno di febbre in tutto questo tempo.
Il 24 agosto comincia per l’intera famiglia l’isolamento, con tamponi ogni 10 giorni, alla ricerca della negativizzazione. La prima arriva il 25 settembre, ma i risultati giungono il 30, ben 5 giorni dopo. Sono tutti e tre negativi. Ma il secondo tampone di verifica viene fissato per il 4 ottobre, quindi a distanza di 10 giorni dal primo tampone, perché “prima non ci sono posti”. Questi ultimi risultati, ormai in forte ritardo, arrivano l’8, e solo dopo svariate insistenze della famiglia. Mamma e figlio sono negativi, il papà invece torna a essere positivo e viene isolato in casa.
L’incubo però non finisce qui. Perché ora servirebbe il certificato di guarigione, che libererebbe almeno mamma e figlio dopo questi 50 giorni di prigionia. Ma non arriva: l’Asl Roma 2 resta silente, così, a distanza di ben 10 giorni dal doppio tampone negativo, Francesco e della sua mamma sono ancora bloccati in casa per via di un pezzo di carta mancante. E la Asl non risponde alle loro chiamate e alle loro mail.
Nessuno ci sapeva dire come attivare il ritiro. Siamo stati rimpallati tra Asl, Croce Rossa, Comune di Roma, Protezione Civile, Ama. Abbiamo mandato mail a tutti e alla fine ci ha chiamato una ditta privata che era incaricata del ritiro, perchè i nostri erano rifiuti speciali. Così abbiamo accumulato nel nostro appartamento spazzatura per settimane, compresi i pannolini sporchi del bambino”, ci racconta molto provata mamma E.
Suo figlio di tamponi ne ha fatti 5, prima di ottenere i due di fila negativi che consentissero la fine della quarantena.
“I risultati dei tamponi arrivano in ritardo. Noi siamo dichiarati guariti, come conferma la mail che ci è arrivata dalla Asl, anche se siamo a contatto con un positivo, per quanto isolato e con uso della mascherina in casa. Mi chiedo che senso abbia tutto questo. Ora attendiamo, oltre al nostro certificato, l’ennesimo tampone per mio marito, che è stato fissato per oggi 14 ottobre. Sono 50 giorni che mio figlio è recluso in casa”, continua E. Che a sua volta, nonostante sia asintomatica, non ha mai potuto riprendere il suo lavoro, neanche in modalità Smart working, risultando in malattia obbligatoria.
Una storia fatta di ritardi, incongruenze e assurdità. E a rimetterci ancora una volta sono i più deboli e indifesi, i bambini. Perché, ormai è chiaro a tutti, a oggi il nostro sistema sanitario non ce la fa a reggere.
https://www.lanuovapadania.it/cronac...ne-non-arriva/
italia = burocraza + fisco + mafia
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Che popolo
Maurizio Blondet 22 Ottobre 2020
Che popolo. Gli hanno tolto la sanità pubblica e gratuita, ospedali, cure, chirurgia non esistono più; gli hanno chiuso la pubblica istruzione, e lui non se ne accorge perché la tv non lo dice.
Si diceva – falsamente – che mentre i turchi assediavano Costantinopoli e stavano per espugnarla, i teologi bizantini discutessero del sesso degli angeli.
Di questo popolo si racconterà nei secoli che mentre a milioni di loro toglievano i posti di lavoro, lo Stato sociale, i servizi pubblici, le libertà politiche e civili, fino a vietargli di uscire di casa la sera, chiuderlo in un coprifuoco da tempo di guerra e farlo braccare e mutare dalle polizie come un delinquente, il suo parlamento varava la legge contro “l’omotransfobia”, e lui festeggiava.
Un popolo che si credeva laico, esultava perché EL Papa aveva detto che “gay e lesbiche hanno diritto ad avere una famiglia”. Credeva di essere un progredito che viveva in una civiltà avanzata, mentre stava profondando nel terrore superstizioso per una malattia perfettamente curabile.
Per spaventarlo, basta fare titoli così:
Gli tolgono i viaggi, gli vietano di andare da una regione all’altra, da un comune all’altro, da una strada all’altra. I servizi ferroviari non sono più previsti dopo il 12 dicembre. Il governo dittatoriale ha già deciso il lockdown completo a Natale?
Sesso e Covid: “A rischio anche in coppia stabile, meglio masturbarsi”. Pregliasco non ci dà tregua
https://www.ilprimatonazionale.it/ap...liasco-171624/
Di Cristina Gauri – 22 Ottobre 2020
(Loro possono – gli amici PD non contagiano lo zanzarologo)
https://www.google.it/url?sa=t&sourc..._2Cx8U80v0fugI
Ultima modifica di Eridano; 23-10-20 alle 13:44


https://www.google.it/url?sa=t&sourc...9q2UyDrmtRKCGJ
Sempre detto e scritto che la speranza è nei Terry.
I Padani sono civili. Leggi coglioni senza palle.