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Discussione: Leonardo da Vinci

  1. #11
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    IL... GESTO DI GIOVANNI

    Appare per la prima volta nell’Adorazione dei Magi, opera incompiuta conservata agli Uffizi. In questo dipinto, i Magi offrono a Gesù incenso e mirra, ma non oro, metallo associato alla regalità. Il cosiddetto gesto di Giovanni viene espresso da uno spettatore che si trova accanto a un carrubo, albero dedicato al Battista, verso cui guarda con espressione devota un gruppo di presenti.




    Torna poi, come già visto, nella prima versione della Vergine delle Rocce e di nuovo nel bozzetto La Vergine e il Bambino con Sant'Anna e San Giovannino, dove Gesù benedice Giovanni mentre Sant'Anna osserva la figlia e fa il gesto di Giovanni con una mano curiosamente grande e mascolina.




    Nell'Ultima Cena, è Tommaso a puntare l'indice davanti al volto di Gesù...




    E che dire del San Giovanni Battista del Louvre?




    Ma c’è dell'altro. Nel gruppo scultoreo che si trova all'esterno del Battistero di Firenze, realizzato da Giovan Francesco Rustici "a quattro mani" con Leonardo (… e nella statuaria fece pruove nelle tre figure di bronzo che sono sopra la porta di San Giovanni da la parte di tramontana, fatte da Giovan Francesco Rustici ma ordinate col consiglio di Lionardo, le quali sono il piú bel getto e di disegno e di perfezzione, che modernamente si sia ancor visto... G. Vasari), il Battista tiene sollevato proprio l'indice della mano destra.




    E, se tutte queste coincidenze non bastassero, potremmo scomodare un altro grande, Raffaello Sanzio, che nella Scuola di Atene dipinge il genio fiorentino nelle vesti di Platone proprio nell'atto di compiere il solito gesto. Raffaello, che lo conosceva bene, ha voluto forse alludere alla posizione religiosa non proprio ortodossa di Leonardo?



    Un anno prima di morire, Leonardo, deluso da se stesso (non deve essere stato facile, per lui, convivere con la sua versatilità) ci regala un ultimo (?) mistero, scrivendo su un foglio: 24 giugno 1518, festa di San Giovanni. E, un po’ più in basso: ... rimarrò.
    Ultima modifica di Silvia; 02-12-09 alle 22:29

  2. #12
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    San Giovanni Battista, detto nella Chiesa Ortodossa il Precursore, (viene spesso raffigurato nelle icone con le ali), indica la Via.
    Egli è lo spartiacque tra due mondi: prima e dopo la venuta di Cristo. Egli annuncia la venuta del Cristo (è l'ultimo dei grandi profeti), egli lo riconosce, lo battezza.
    Nella Vergine delle rocce si allude a questo: il San Giovannino riconosce il Cristo. L'angelo indica la Via. Il San Giovannino porta la croce, perché prefigura il destino di Gesù.
    Nel San Giovanni del Louvre, stessa cosa: San Giovanni indica La Via della Croce all'umanità.
    Anche la Madonna in molte raffigurazioni indica il Cristo. Questa forma di rappresentazione si chiama Odighitria, "Colei che mostra la Via".
    La raffigurazione di Madonna, Cristo e Battista forma, nell'iconografia ortodossa, la deiesis.

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  3. #13
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio

    Un anno prima di morire, Leonardo, deluso da se stesso (non deve essere stato facile, per lui, convivere con la sua versatilità) ci regala un ultimo (?) mistero, scrivendo su un foglio: 24 giugno 1518, festa di San Giovanni. E, un po’ più in basso: ... rimarrò.
    L'importanza esoterica di Giovanni Battista è indubbia.
    Il fatto che sia il Battista che l'Evangelista assomiglino a Gesù non è certo un caso.
    Basti riflettere sull'importanza di entrambi i Giovanni nell'esoterismo cristiano, negli ordini cavallereschi e anche nella massoneria.

    Ma qui andrei OT alla grande.

    Non c'è bisogno, secondo me, di scomodare sette segrete e culti alternativi. Leonardo evidentemente era a conoscenza di elementi dell'esoterismo cristiano, anche se evidentemente si divertiva anche a "giocare" con l'iconografia tradizionale. Ma neanche poi tanto.

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  4. #14
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    Non c'è bisogno, secondo me, di scomodare sette segrete e culti alternativi. Leonardo evidentemente era a conoscenza di elementi dell'esoterismo cristiano, anche se evidentemente si divertiva anche a "giocare" con l'iconografia tradizionale. Ma neanche poi tanto.
    Sì, è possibilissimo. Che il Battista rivesta per Leonardo un'importanza particolare credo sia innegabile, probabilmente proprio per le ragioni che esponi tu. E il cosiddetto "gesto di Giovanni", secondo il professor Pedretti, alluderebbe semplicemente a Dio: veniva infatti usato nei conventi, durante le ore in cui vigeva l'obbligo del silenzio e si poteva comunicare solo attraverso i gesti, proprio per indicare Dio.

    Ma è certamente possibile che Leonardo abbia celato le proprie idee religiose, forse non proprio ortodosse, sotto forma di simboli. E non c'è bisogno di scomodare Dan Brown né le ancora più fantasiose interpretazioni di Picknett e Prince: a proposito della "Vergine delle Rocce" del Louvre, per esempio, il professor Pietro Marani (ex direttore della Soprintendenza ai beni artistici e storici di Milano) ritiene possibile che Leonardo si sia ispirato all'Apocalipsis Nova, testo di un tale Amedeo di Portogallo (un francescano che fu ospite della Confraternita milanese che aveva commissionato il dipinto), in cui San Giovanni e la Vergine erano considerati spiritualmente più elevati di Gesù.

    Interpretazione certamente soggettiva (e ultimamente rivista in parte dallo stesso Marani), come del resto tutte le interpretazioni che, per quanto articolate, rimangono - tutte quante - a livello di ipotesi, più o meno sensate.

  5. #15
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Ma… qual è Gesù e qual è Giovanni?

    Citazione Originariamente Scritto da Silvia Visualizza Messaggio

    Il dipinto mostra l'angelo Uriel con il dito indice puntato sul bambino accanto alla Vergine,
    Ho letto spesso che l'angelo raffigurato sarebbe Uriel. Ma da che cosa si desume che sia lui? Hai delle fonti a proposito? L'argomento mi interessa molto...
    Ultima modifica di sugarbabe; 03-12-09 alle 20:10

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  6. #16
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    LA DIVINA PROPORZIONE E L'ESTASI DELLA CONTEMPLAZIONE

    Le esperienze più importanti dell'esistenza umana avranno sempre il carattere dell'estasi, cioè di uno "stare fuori di sé". Tutto ciò che turba o che incoraggia la nostra esistenza fisica e i moti del nostro animo, si sublima in un'estasi suprema, in attimi di vera felicità come la chiamavano i Greci. Hans-Georg Gadamer (1900-2002)

    Agli uomini manca ancora il senso divino dell'universale, non vi sono che due verità: l'io e il mondo. Quando l'io sarà dilatato fino a contenere il mondo, quando il mondo sarà racchiuso, con tutta la sua divina ricchezza, nell'io, ogni problema umano sarà risolto in un canto di infinito tripudio. Walt Whitman (1819-1892)


    Per comprendere l'importanza della sezione aurea occorre risalire alla Grecia antica e al concetto del bello di quella epoca. Il bello, secondo i greci, crea un'emozione perché la bellezza tende alla perfezione e la perfezione è divina.

    I greci cercarono di capire che cosa fosse "il bello" e quali fossero le relazioni proporzionali delle parti che compongono la forma. L'intuizione fu di una particolare scansione ritmica nella quale le parti avevano una precisa correlazione proporzionale. Le parti maggiori erano in relazione con le parti minori secondo il rapporto di 1.6 circa.

    Nei secoli successivi questa intuizione geometrico-matematica venne ripresa, approfondita e divulgata da diversi illustri personaggi di varie epoche e culture. Il matematico Leonardo da Pisa detto il Fibonacci diede vita alla famosa serie omonima per cui ogni numero diviso per il precedente da come risultato 1.618.

    Luca Pacioli con la pubblicazione del libro De divina Proportione, testo illustrato con disegni di Leonardo Da Vinci, diede un largo contributo alla conoscenza ed alla divulgazione di questo metodo di suddivisione armonica che venne ampiamente usato nell'architettura rinascimentale sia per suddividere le facciate dell'edificio che per proporzionare volumetricamente gli ambienti.

    La sezione aurea emerge in natura come risultato della dinamica di alcuni sistemi. Rapporti aurei sono stati ritrovati nella struttura delle conchiglie, nella dimensione delle foglie, nella distribuzione dei rami negli alberi, nella disposizione dei semi di girasole, e nel corpo umano. La sezione aurea è parte di un segmento media proporzionale fra il segmento intero e la parte restante di essa.

    "Nissuna umana investigazione si pò dimandare vera scienzia s'essa non passa per le matematiche dimostrazioni, e se tu dirai che le scienzie, che principiano e finiscono nella mente, abbiano verità questo non si concede, ma si niega, per molte ragioni, e prima, che in tali discorsi mentali non accade esperienzia, sanza la quale nulla dà di sé certezza" Leonardo da Vinci (1452 - 1519)

    http://www.artechint.com/sezione_aurea.html

    Ultima modifica di GNU-GPL; 03-12-09 alle 20:45

  7. #17
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    Predefinito Rif: Ma… qual è Gesù e qual è Giovanni?

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    Ho letto spesso che l'angelo raffigurato sarebbe Uriel. Ma da che cosa si desume che sia lui? Hai delle fonti a proposito? L'argomento mi interessa molto...
    Credo si deduca dal fatto che la tradizione cattolica identifica Uriel come l'angelo protettore di San Giovanni Battista. Ma non so citarti fonti precise. Nelle varie interpretazioni della Vergine delle Rocce, si parla o genericamente di un angelo, o espressamente (e molto spesso) di Uriel. Tanto che lo davo per scontato.

  8. #18
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Per dissipare il mistero della Gioconda basterebbe guardarla intensamente negli occhi: così almeno sostiene Silvano Vinceti nel saggio Il segreto degli occhi della Gioconda, di imminente pubblicazione.



    <><><><><>


    Silvia Lambertucci

    MISTERO GIOCONDA. SIMBOLI NEGLI OCCHI


    Forse numeri e lettere. La scoperta del comitato che trovò le ossa di Caravaggio




    Nasconderebbero anche misteriosi simboli gli occhi della Gioconda di Leonardo, due lettere piccole piccole, volutamente celate in ognuna delle pupille della fascinosa dama la cui identità, dopo più di cinquecento anni, aspetta ancora di essere svelata. A sostenerlo sono gli esperti del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni storici, culturali e ambientali, (quello che ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi per il ritrovamento dei resti di Caravaggio), impegnati da qualche settimana nel tentativo di dare un nome alla protagonista del quadro più celebre e più celebrato, ma anche più misterioso del grande artista toscano. E un terzo simbolo, forse due lettere, forse due numeri, sarebbe nascosto in un altro punto del quadro, sotto la prima arcata a destra del ponte che fa da sfondo al ritratto della Gioconda.

    A occhio nudo è difficile notarlo, ma l'ingrandimento dell'immagine, spiega il presidente Silvano Vinceti, rivela la presenza nell'occhio destro della modella (sinistro per chi guarda il quadro) ''la presenza di un monogramma che sembra essere 'LV', forse proprio le iniziali di Leonardo''. Diversi ma ancora più difficili da decifrare i caratteri riconoscibili all'interno dell'occhio sinistro della modella (il destro per chi guarda la tela): in questo caso, secondo Vinceti, potrebbe trattarsi di 'CE' o semplicemente di una 'B'. Quanto ai segni nascosti sotto l'arcata del ponte sembrano due numeri, '72', che potrebbero però, dice, anche leggersi rovesciati.. e in questo caso si tratterebbe di una L e di un 2. Come già lo furono per le ossa del Caravaggio, riportate con tutta solennità questa estate a Porto Ercole, gli esperti del comitato guidato da Vinceti sono certissimi della loro scoperta, che si deve peraltro al contributo casuale di un bidello pugliese, Luigi Borgia, che li ha convinti ad un esame piu' attento del dipinto: ''Abbiamo fatto esami dettagliati e chiesto la consulenza di pittori esperti'', racconta Vinceti, ''tutti hanno confermato che questi segni non possono essere stati fatti per caso o per errore, sono stati inseriti volutamente dal pittore''.

    Resta il fatto che nessuno dei tantissimi specialisti di Leonardo si era mai accorto della presenza di simboli nello sguardo della pur enigmatica Gioconda, così come negli altri quadri di Leonardo. ''Dopo la scoperta abbiamo sottoposto ad esame anche la Dama con l'Ermellino - sottolinea Vinceti - e nei suoi occhi non abbiamo trovato nulla''. Però è un fatto, dice, che la Gioconda è un quadro particolare nella produzione di Leonardo, cominciato intorno al 1490 e finito molti anni dopo. Un quadro, ricorda Vinceti, ''che il grande artista portò a lungo con sé e al quale sicuramente attribuiva un valore particolare. Non era un semplice ritratto, aveva un significato filosofico, con quest'opera Leonardo voleva lasciare una testimonianza che andasse oltre la pittura''.

    La ricerca prosegue. A giorni la scoperta verrà illustrata in una conferenza stampa, annuncia il presidente del comitato, con nuove rivelazioni, anticipa, anche sull'identità della Gioconda. Intanto, tra simboli esoterici e dame misteriose, la vicenda è di quelle che potrebbero stimolare la fantasia di un Dan Brown.

    Ultima modifica di Silvia; 13-12-10 alle 22:10

  9. #19
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Polemica sugli occhi della Gioconda

    È normale che negli occhi di una donna affascinante gli uomini possano vedere di tutto, anche se la donna non è in carne ed ossa, ma semplicemente dipinta. Ma Silvano Vinceti, secondo Vittorio Sgarbi, con la Gioconda di Leonardo esagera. Il presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici culturali e ambientali, infatti, afferma che «due lettere che sembrano essere una “L” e una “V”, forse proprio le iniziali di Leonardo» si trovano nell’occhio destro della celebre modella; e che «due lettere unite, forse “CE” o forse una “B” sono all’interno dell’occhio sinistro».

    Decisamente tranchant il commento di Sgarbi: «Assolute insensatezze». Ma Vinceti, autore di un libro sull’argomento, insiste, adducendo «gli ingrandimenti fotografici che lo dimostrano». E aggiunge: «Stiamo studiando simboli e numeri che venivano usati all’epoca anche in chiave ermetica ed esoterica. Sappiamo che Leonardo esercitava questo tipo di pratica e l’ipotesi che queste sigle avessero per lui un significato particolare ci appare del tutto verosimile». E Sgarbi, di rimando, non le manda a dire: «Sono forme di “vampirismo”: queste persone si attaccano a un autore importante soltanto per far parlare di sé». Insomma, tutto il can can giocondesco non sarebbe altro che... fumo negli occhi. Del pubblico, però.

    Ma ormai siamo in ballo, quindi si deve ballare. E registrare il fatto che il pittore Luciano Buso rivendica la paternità della scoperta dei simboli nel quadro di Leonardo, con tanto di atto notarile, sottolineando di essere «impegnato da anni» sull’argomento. Non solo. Buso annuncia un suo libro concorrente di quello di Vinceti. Il quale Vinceti era partito, nella sua indagine sull’opera conservata al Louvre, dalla volontà di svelare l’identità della modella leonardesca.

    È proprio vero. Valle a capire, le donne...



  10. #20
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    Predefinito Rif: Leonardo da Vinci

    Elysa Fazzino


    «MONNA LISA ERA UNA SFORZA, LO SFONDO ERA NEL PIACENTINO»

    E' stato scoperto il vero "Codice Da Vinci"? Il Daily Mail si diverte a tirare in ballo il bestseller di Dan Brown nel dare notizia della nuova teoria sui misteri della "Monna Lisa" sui quali da secoli si arrovellano gli esperti. Chi era la nobildonna dipinta da Leonardo da Vinci? E dove si trova esattamente il paesaggio che da fa sfondo al ritratto?




    La storica d'arte savonese Carla Glori ha la sua risposta: la donna immortalata nella "Gioconda" era Bianca Giovanna Sforza e il ponte dietro di lei era il Ponte Gobbo sul fiume Trebbia a Bobbio, nel piacentino. Leonardo avrebbe disseminato indizi per rendere possibile questa interpretazione. Negli occhi di Monna Lisa lo storico d'arte Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici e culturali, ha individuato il mese scorso simboli che, secondo lui, sono lettere.

    Il Daily Mail scrive che ci sarebbero le lettere S e G, due delle iniziali di Bianca Giovanna Sforza. La giovane era figlia di Ludovico Il Moro, che controllava Bobbio. "Dalla mia ricerca ho identificato il soggetto come Bianca Giovanni Sforza e il ponte nello sfondo è quello che attraversava il fiume Trebbia a Bobbio". Sotto l'arcata del ponte Vincenti ha individuato, a malapena visibile, il numero 72. La Glori ritiene che questo numero potrebbe riferirsi all'anno 1472, quando il ponte fu distrutto dalla piena del Trebbia.

    La teoria della studiosa savonese – scrive il Daily Mail - potrebbe venire dritto dalle pagine del romanzo di Dan Brown, "Il codice Da Vinci", nel quale la Monna Lisa conteneva indizi nascosti sul nascondiglio del Sacro Graal, il calice usato da Gesù durante l'Ultima Cena. Gli studi di Carla Glori sono illustrati nel libro "Enigma Leonardo: La Gioconda, in memoria di Bianca", che racchiude una ricerca già resa nota nel giugno dell'anno scorso, aggiornata con le recenti scoperte. "E' altamente probabile che Da Vinci avesse visitato Bobbio a causa della sua famosa biblioteca e che abbia dipinto il paesaggio basandosi sulla memoria qualche anno dopo, probabilmente quando viveva in Francia", afferma la studiosa. La Glori aggiunge che la struttura del ponte ad archi, che fu poi ricostruito, è simile a quello che attraversava il fiume Trebbia e che fu distrutto nel 1472.

    Gli abitanti di Bobbio – prosegue il quotidiano – sostengono che il ponte è lo stesso, facendo notare che quello attuale presenta archi disuguali, proprio come quello del dipinto. La vallata di Bobbio – aggiunge il Daily Mail - è descritta da Ernest Hemingway come una delle più belle del mondo e il ponte è conosciuto anche come "ponte del diavolo".

    Ma la teoria di Carla Glori non convince Martin Kemp, esperto di Leonardo, professore di Oxford ora in pensione. Il Daily Mail cita i dubbi dello studioso: "Il ritratto è quasi certamente di Lisa del Giocondo, per quanto poco romantica e poco misteriosa l'idea possa essere". "Ci sono stati molti tentativi di individuare il luogo specifico del paesaggio e la somiglianza con il ponte di Bobbio non mi sembra così vicina". "Ho grandi riserve su tutti i tentativi di trovare significati nascosti nei lavori d'arte del Rinascimento".

    Anche il Telegraph dedica spazio alla vicenda. La storia coincide con quella del Daily Mail per quanto riguarda l'interpretazione del numero 72, che per la Glori individua il ponte sul fiume Trebbia a Bobbio. Il giornale precisa però che la maggior parte degli storici ritiene che lo sfondo sia un paesaggio idealizzato tratto dall'immaginazione dell'artista.

    Per quanto riguarda l'identità della Monna Lisa, il Telegraph ricorda che si pensa sia il ritratto di Lisa Gherardini, moglie di un ricco commerciante di seta fiorentino. E a proposito delle lettere trovate negli occhi della Gioconda, dice che secondo Vinceti nella pupilla destra ci sono le lettere LV (le iniziali di Leonardo) e in quella sinistra altre lettere, forse CE o B. "Ma altri esperti – conclude scetticamente il Telegraph - contestano l'affermazione, dicendo che i cosiddetti simboli nascosti non sono altro che crepe apparse nei secoli nella pittura a olio".


    Ultima modifica di Silvia; 11-01-11 alle 11:25

 

 
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