IL... GESTO DI GIOVANNI
Appare per la prima volta nell’Adorazione dei Magi, opera incompiuta conservata agli Uffizi. In questo dipinto, i Magi offrono a Gesù incenso e mirra, ma non oro, metallo associato alla regalità. Il cosiddetto gesto di Giovanni viene espresso da uno spettatore che si trova accanto a un carrubo, albero dedicato al Battista, verso cui guarda con espressione devota un gruppo di presenti.
Torna poi, come già visto, nella prima versione della Vergine delle Rocce e di nuovo nel bozzetto La Vergine e il Bambino con Sant'Anna e San Giovannino, dove Gesù benedice Giovanni mentre Sant'Anna osserva la figlia e fa il gesto di Giovanni con una mano curiosamente grande e mascolina.
Nell'Ultima Cena, è Tommaso a puntare l'indice davanti al volto di Gesù...
E che dire del San Giovanni Battista del Louvre?
Ma c’è dell'altro. Nel gruppo scultoreo che si trova all'esterno del Battistero di Firenze, realizzato da Giovan Francesco Rustici "a quattro mani" con Leonardo (… e nella statuaria fece pruove nelle tre figure di bronzo che sono sopra la porta di San Giovanni da la parte di tramontana, fatte da Giovan Francesco Rustici ma ordinate col consiglio di Lionardo, le quali sono il piú bel getto e di disegno e di perfezzione, che modernamente si sia ancor visto... G. Vasari), il Battista tiene sollevato proprio l'indice della mano destra.
E, se tutte queste coincidenze non bastassero, potremmo scomodare un altro grande, Raffaello Sanzio, che nella Scuola di Atene dipinge il genio fiorentino nelle vesti di Platone proprio nell'atto di compiere il solito gesto. Raffaello, che lo conosceva bene, ha voluto forse alludere alla posizione religiosa non proprio ortodossa di Leonardo?
Un anno prima di morire, Leonardo, deluso da se stesso (non deve essere stato facile, per lui, convivere con la sua versatilità) ci regala un ultimo (?) mistero, scrivendo su un foglio: 24 giugno 1518, festa di San Giovanni. E, un po’ più in basso: ... rimarrò.










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