In ogni caso sarebbe interessante un confronto tra il grico del salento ed il grecanico di calabria, laddove ancora si parla. Per esempio, non ho mai capito se c'è reciproca comprensione.
Credo che ci sia tuttora un disaccordo sull'origine ultima di grico e grecanico, c'è chi dice che provengano direttamente dal periodo magno greco, chi dal periodo bizantino. Io penso che valga quest'ultima, ma in qualche modo anche la prima ha un senso; ossia, può trattarsi di una re- grecizzazione che in periodo bizantino non ha fatto altro che rivitalizzare la precedente grecità magnogreca. Un po' come è accaduto in bretagna; il bretone è una lingua celtica che non deriva dal gallico antico, ma dal cornico, quindi è celtico insulare e non celtico continentale; questo perché alla caduta dell'impero romano, sotto la spinta delle invasioni sassoni, dalla cornovaglia alcuni transitarono in bretagna; ma lì trovarono un sostrato gallico, trovarono dei galli forse non troppo romanizzati, o comunque, sebbene romanizzati, pur sempre galli; quindi si è trattato di una ri-celtizzazione di una terra che presentava già un passato celtico, anche se sopito.
Analogamente per grico e grecanico, penso.




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