Della silicon valley manca la dinamicità di impresa e la facilità di ottenere capitale, cervelli ce ne sono sempre stati, parchi tecnologici o meno.


Della silicon valley manca la dinamicità di impresa e la facilità di ottenere capitale, cervelli ce ne sono sempre stati, parchi tecnologici o meno.


Veramente ho posto una riflessione seria. Sono sicuro di aver già convinto decine di giovani lettori che la strada giusta non sono l'università e la cosiddetta ricerca scientifica (di solito guidata da lobby e multinazionali senza scrupoli), ma il duro lavoro fin da ragazzi.
Non giudicate e non sarete giudicati;
Non condannate e non sarete condannati
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.


Senza contare la ridicola deadline 2021, pure l'urss si sarebbe imbarazzata ad andare oltre i 5 anni di pianificazione.




Sono entrambe strade valide.
Se poi qualcuno riesce a percorrerle entrambe, ha delle ottime possibilità di svoltare...
Il lavoro come "beruf" diceva il buon Max Weber, uno dei capisaldi del Calvinismo.
Che tu ovviamente conoscerai bene, insieme a passera bionda e buona birra mi sa che ne hai notizia tutti i giorni...
Giusto?
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)


Il punto è che la ricerca scientifica è praticamente ferma da 50 anni.
Non si scopre più niente di veramente utile, i "cervelli" se la cantano e se la suonano da soli e le castronerie che elaborano riescono a rivenderle giusto ai soliti polli vittime dell'ignoranza.
I cinesi si sono arricchiti vendendo ciabatte. E' da qui che bisogna ripartire, dobbiamo tornare ad essere leader nei settori che ci hanno resi importanti, ma che gli stranieri ci stanno portando via.
Poi va bè, sorvolo su Weber, che è un'uscita proprio ridicola e non mi va di sparare sulla croce rossa.
Ultima modifica di Giovanni81; 13-08-13 alle 10:10
Non giudicate e non sarete giudicati;
Non condannate e non sarete condannati
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.


E' esattamente quello che penso anch'io.
Non tutti sono portati per lo studio.
Ci sono ragazzi che a scuola non rendono affatto, che la patiscono... ma sono obbligati a starci per l'obbligo scolastico... quando magari troverebbero soddisfazione e riuscirebbero a realizzarsi in un'officina meccanica, facendo il falegname, facendo il panificatore, il sarto, lavorando nel settore lattiero-caseario, facendo l'orafo... Sono tutti lavori degni e che hanno le potenzialità per dare soddisfazioni e un discreto tenore di vita.
Invece no... questo mito del pezzo di carta per tutti... ha creato generazioni di soddisfatti?
Ultima modifica di acquazzurra; 13-08-13 alle 10:11




pero'c'e un piccolo dettaglio...a fare muratori e artigiani c e'gente che non capisce un cazzo a cui per tutta la vita hanno detto a scuola "o studi o vai a fare l idraulico"dando per scontato che un idraulico sia una persona che non sa lavorare...niente di piu'sbagliato.... per operare ristrutturazioni e nelle costruzioni bisogna avere notevoli conoscenze (pratiche magari non teoriche) di meccanica e fisica....sono lavori ad altissima specializzazione
se invece si ghettizzano a lavori per handicappati va a finire che li fanno veramente gli handicappati col risultato che qualita'dei servizi e costi diventano altissimi...infatti tutto il sistema e'inefficiente in italia... tutto dal pubblico al privato fatto di laureati ai settori di artigiani e company
Ultima modifica di Airbus; 13-08-13 alle 10:14


Per le cose come sono messe adesso certo.
Ma tu hai idea di COSA erano i muratori di 60 anni fa?
Della competenza che avevano?
E i falegnami di 60 anni fa? Quelli che venivano chiamati Mastro?
Io ne ricordo uno... si chiamava Mastr'Antonio.... un falegname che era un'artista.