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Discussione: Fare Chiarezza

  1. #81
    paracadute zen
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    Per quanto riguarda gli schieramenti in politica estera, dal punto di vista pratico, gli analchici stanno a livello di Bush, a quanto pare.
    Trollhunter delle 2 Sicilie.

  2. #82
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    Citazione Originariamente Scritto da Kroenen Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda gli schieramenti in politica estera, dal punto di vista pratico, gli analchici stanno a livello di Bush, a quanto pare.
    Hai detto bene!

  3. #83
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    Pensi di farlo postando qua e là articoli disomogenei che peraltro esprimono spesso posizioni personalistiche?
    il punto però è che quasi sempre quando c'è un'aggressione imperialistica yankee gli anarchici non difendono mai lo stato aggredito, perchè, appunto, è uno stato, quindi è male per definizione, e alla fine si riducono nel nè con gli USa nè con la vittima di turno che potrà anche essere ideologicamente coerente, ma è di corte vedute, visto che quando c'è un aggressore e un aggredito non si può restare imparziali solo perchè ad essere aggredito è uno stato e non una comune anarchica...

  4. #84
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    Citazione Originariamente Scritto da tercerista Visualizza Messaggio
    La purezza, l'ortodossia, la paranoia, la fede secolarizzata...mi sembra di sentire i soliti dibattiti anti-comunisti di gente come Farina e Guzzanti.

    Le questioni sollevate sono, a mio parere, fondamentali e non hanno nulla a che spartire con le isterie di opinionisti prezzolati.
    Non si può liquidare qualsiasi riflessione bollandola di anti-comunismo, a meno che non si voglia approdare a soluzioni orwelliane.
    Qualora tu preferissi portare tutto sul piano del confronto sterile tra due o tre narrazioni egualmente sciocche (con botta e risposta puerili sulla falsariga di: "i leninisti sono più belli"/ "sì, però gli anarchici sono più simpatici"/ "gli autonomi più affascinanti" etc), la massima infruttuosità della discussione sarebbe evidente sin dalla prima battuta.



    Il discorso è che io porto dati di fatto.

    Marx disprezzava Bakunin. Ci sono documenti a tal proposito.

    Verissimo, ma qui tutti conoscono la burrascose vicende della prima Internazionale, ergo non vi è alcun bisogno di ricordarle.
    In ogni caso, io disprezzo entrambi.


    Gli anarchici sostengono i "ribelli" siriani. Documenti postati.

    Trascuri un aspetto fondamentale: non esiste una linea anarchica ufficiale né tanto meno un'unica prassi libertaria, semmai vi sono numerosi, e talvolta conflittuali, modi di intenderla, a seconda dell'orientamento, della formazione culturale e delle varianti diacroniche e diatopiche.
    Anti-organizzatori, "piattaformisti", organizzazioni "di sintesi", individualisti, ecologisti radicali, singole realtà indipendenti, sincretismi vari tra le differenti visioni etc: sarebbe assurdo cercare, in un tal coacervo, una voce univoca.
    Ancorché aspramente critico nei confronti dell'anarchismo, specie- ma non esclusivamente- verso le sue componenti più sociali, sono ben lieto che la stragrande maggioranza degli anarchici non si interessi alle questioni geo-politiche.
    Ritengo, infatti, che essi siano così mesmerizzati dalle idiozie mitico-narrative da non potersi permettere anche la perversa logica del "meno peggio" (tanto cara a certi soggetti politici): sarebbe decisamente troppo.


    Daniel-Chon Bendit è un pedofilo. Anche in questo caso: ho portato documenti.

    Anche Polanski e il chitarrista degli Who sono stati accusati di pedofilia, non per un libello scritto con l'intento di scandalizzare i benpensanti, ma in seguito a denunce e deposizioni giudiziarie.
    Da ciò dovrebbe conseguire
    che tutti i registi e tutti i chitarristi rock sono potenziali pedofili?
    Inoltre il personaggio menzionato è quanto di peggio abbia partorito la già triste galassia anarcoide: un residuato del maggio francese più volte eletto in parlamento.
    Non credo serva aggiungere altro per inquadrare il soggetto.



    .
    Ultima modifica di Egomet; 18-08-13 alle 03:48
    "Una salus victis, nullam sperare salutem"

  5. #85
    Canaglia
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    Citazione Originariamente Scritto da tercerista Visualizza Messaggio


    Insomma: contro Assad e con i "ribelli"
    No, contro Assad e contro quelli di al qaeda.

    Citazione Originariamente Scritto da tercerista Visualizza Messaggio
    ANCHE CONTRO CHAVEZ GLI ANALCHICI

    L'atteggiamento
    sostanzialmente acritico della sinistra ex stalinista e
    socialdemocratica nei confronti del caudillismo populista del
    presidente Chavez (come già era accaduto con Castro) non consente
    un'effettiva comprensione della natura del chavismo e della sua
    cosiddetta "rivoluzione bolivariana".

    A-Infos (it) FdCA: Anarchici venezuelani e non, di fronte a Chavez
    Ottimo, onore ai compagni bolivariani.

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    No, ma devi capire: loro ora lottano contro Assad insieme ai qaedisti, poi ( speriamo mai ) lotteranno anche contro i qaedisti al potere.
    perchè sono "coerenti con i principi"...
    Tu stavi con Mubarak o con i ribelli?E adesso, stai con i Fratelli Musulmani o l'esercito?

    Citazione Originariamente Scritto da tercerista Visualizza Messaggio
    Poveraccio raimondino. Continua a sbraitare contro di me, ma quello che leggo dei suoi "interventi" (virgolette d'obbligo) è questo:

    Questo messaggio è nascosto perché Raymond la Science è nella tua lista ignorati.
    Chi cacchio se ne frega? L'importante è che gli altri che leggono capiscano che scrivi un mare di cazzate...
    Ultima modifica di Josef Scveik; 18-08-13 alle 10:17

  6. #86
    Canaglia
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    il punto però è che quasi sempre quando c'è un'aggressione imperialistica yankee gli anarchici non difendono mai lo stato aggredito, perchè, appunto, è uno stato, quindi è male per definizione, e alla fine si riducono nel nè con gli USa nè con la vittima di turno che potrà anche essere ideologicamente coerente, ma è di corte vedute, visto che quando c'è un aggressore e un aggredito non si può restare imparziali solo perchè ad essere aggredito è uno stato e non una comune anarchica...
    Non è vero, molto spesso gli anarchici hanno partecipato anche alle lotte di liberazione nazionale, ma l'hanno fatto sempre con le loro specificità.

  7. #87
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    Citazione Originariamente Scritto da Egomet Visualizza Messaggio
    .
    Ti rispondo perché, nonostante l'abissale differenza che tra noi intercorre, sei almeno un anarchico onesto che espone la sua opinione senza arrampicarsi sullo specchio e senza mettere in bocca ad altri parole mai dette/scritte

    Sarò breve

    1) Io sto cercando di smontare il mito che vuole gli anarchici e la sinistra extraparlamentare come un gruppo di pittoreschi, ma in fondo buoni, sognatori. Tutto falso. Gli anarchici hanno sempre boicottato i comunisti e i trotzkisti hanno avuto connessioni con gente alquanto sospetta

    2) No, non dico che se il chitarrista degli Who è pedofilo tutti gli altri chitarristi del mondo sono della stessa risma (altrimenti mi toccherebbe cestinare un sacco di dischi). Il problema è che Chon-Bendit rivendicava con orgoglio quelle esperienze appellandosi alla libertà individuale e ad una non precisata voglia di uscire dagli schemi borghesi. Come se non bastasse ci si è messo pure Mario Mieli, certo non un anarchico tout court ma un marxista libertario, a reclamare il diritto di scoparsi bambini e pure cadaveri. Uno schifo! Questa non è libertà ma il vizio che si diffonde tra i settori peggiori della borghesia. Non tutti gli anarchici sono di questa pasta, è vero, ma non mi sorprenderei se un Raimondino facesse cose simili o fantasticasse in tal senso.

  8. #88
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    Ha scritto tercerista ad Egomet:
    Ti rispondo perché, nonostante l'abissale differenza che tra noi intercorre, sei almeno un anarchico onesto che espone la sua opinione senza arrampicarsi sullo specchio e senza mettere in bocca ad altri parole mai dette/scritte...

    Egomet non è anarchico, l'ha detto lui stesso. D'altronde nessun anarchico direbbe che Bakunin gli fa schifo. Al limite lo criticherebbe, ma schifo è un termine che nessun anarchico utilizzerebbe...


    1) Io sto cercando di smontare il mito che vuole gli anarchici e la sinistra extraparlamentare come un gruppo di pittoreschi, ma in fondo buoni, sognatori. Tutto falso. Gli anarchici hanno sempre boicottato i comunisti e i trotzkisti hanno avuto connessioni con gente alquanto sospetta...
    Che gli anarchici siano personaggi pittoreschi lo pensi tu e Studio Aperto. In Spagna e Ucriana chi ha boicottato chi?

    2) No, non dico che se il chitarrista degli Who è pedofilo tutti gli altri chitarristi del mondo sono della stessa risma (altrimenti mi toccherebbe cestinare un sacco di dischi). Il problema è che Chon-Bendit rivendicava con orgoglio quelle esperienze appellandosi alla libertà individuale e ad una non precisata voglia di uscire dagli schemi borghesi. Come se non bastasse ci si è messo pure Mario Mieli, certo non un anarchico tout court ma un marxista libertario, a reclamare il diritto di scoparsi bambini e pure cadaveri. Uno schifo! Questa non è libertà ma il vizio che si diffonde tra i settori peggiori della borghesia. Non tutti gli anarchici sono di questa pasta, è vero, ma non mi sorprenderei se un Raimondino facesse cose simili o fantasticasse in tal senso.


    Occhio, questa è diffamazione...stai scivolando nel penale...

  9. #89
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    BAKUNIN SMASCHERATO



    1. «Noi abbiamo già manifestato la nostra profonda ripugnanza per la teoria di Lassalle e di Marx, la quale raccomanda ai lavoratori — se non come ideale finale, almeno come principale scopo immediato — la creazione di uno Stato popolate (narodnogo gosudarstva), che, secondo la loro spiegazione, non sarà altro che il proletariato "elevato al grado di ceto dominante". Domandiamo: se il proletariato sarà il ceto dominante, su chi dominerà? Questo significa (znacit) che rimarrà ancora un altro proletariato, il quale sarà sottomesso a questo nuovo dominio, a questo nuovo Stato (gosudarstvo)».

    Questo significa che, fino a quando esistono altre classi, e particolarmente la classe capitalista, fino a quando il proletariato lotta contro di essa (giacché, quando giunge al potere, i suoi nemici e la vecchia organizzazione della società non sono scomparsi), deve adoperare dei mezzi violenti, cioè dei mezzi governativi; esso stesso rimane ancora una classe, le condizioni economiche su cui si basa la lotta di classe e l'esistenza delle classi non sono ancora scomparse, ma devono essere violentemente eliminate o trasformate, e il processo della loro trasformazione dev'essere violentemente accelerato.
    1. «Per esempio il basso popolo contadino (krestianskaja certi), il quale, com'è noto, non gode della simpatia dei marxisti e che si trova all'infimo gradino della cultura, sarà probabilmente governato dal proletariato urbano e di fabbrica.»

    Vale a dire, dove il contadino esiste in grandi masse come proprietario privato di terra, dove esso costituisce persino una maggioranza più o meno considerevole, come in tutti gli Stati dell'Europa occidentale, dove non è scomparso e sostituito dal bracciante, come in Inghilterra, avviene quanto segue: o il contadino ostacola, fa fallire qualsiasi rivoluzione operaia, come ha fatto sinora in Francia, oppure il proletariato (poiché il contadino proprietario non appartiene al proletariato e anche quando, per la sua situazione, vi appartiene, non crede di appartenervi) deve, come governo, prendere delle misure in seguito alle quali il contadino migliora immediatamente la sua situazione ed è cosi conquistato alla rivoluzione; misure che tuttavia, in embrione, facilitano il passaggio dalla proprietà privata della terra alla proprietà collettiva, in modo che il contadino vi pervenga economicamente da sé, senza urtarlo di fronte col proclamare, ad esempio, l'abolizione del diritto di eredità o l'abolizione della sua proprietà. Questa abolizione è possibile soltanto là dove l'affittuario capitalista ha eliminato il contadino e il coltivatore effettivo è altrettanto proletario, operaio salariato, quanto l'operaio della città e ne condivide perciò gli stessi interessi, non soltanto indiretti, ma immediati. Ancor meno si ha il diritto di rafforzare la proprietà parcellare con la semplice trasmissione delle grandi proprietà ai contadini, come nella campagna rivoluzionaria di Bakunin.
    1. «Oppure, se si considera questa questione da un punto di vista nazionale, si può far l'ipotesi che per i tedeschi, ad esempio, gli slavi si troveranno allora, per do stesso motivo, di fronte al proletariato tedesco vittorioso, nella medesima situazione di schiavitù in cui si trova questo ultimo di fronte alla propria borghesia.»

    Asineria da scolaro! Una rivoluzione socialista radicale è legata a determinate condizioni storiche dello sviluppo economico; queste ultime sono le sue premesse. Essa non è dunque possibile che là dove, unitamente alla produzione capitalistica, il proletariato industriale occupa almeno un posto notevole nelle masse popolari. E, affinché abbia almeno una probabilità di vittoria, il proletariato dev'essere almeno in grado di fare immediatamente per i contadini, mutatis mutandis, quanto ha fatto la borghesia francese al tempo della sua rivoluzione per i contadini francesi di allora. È una bella idea, che il dominio degli operai comporterebbe un'oppressione del lavoro agricolo! Ma qui appare il pensiero più intimo del signor Bakunin. Egli non comprende assolutamente nulla della rivoluzione sociale; non conosce a questo riguardo che delle frasi politiche; le condizioni economiche della rivoluzione per lui non esistono. Poiché tutte le forme economiche, sviluppate o no, che sono finora esistite, implicano l'asservimento del lavoratore (sia come operaio salariato, sia come contadino, e cosi via), egli crede che una rivoluzione radicale sia egualmente possibile sotto tutte queste forme. E ancor più! Egli vorrebbe che la rivoluzione sociale europea, fondata sulla base economica della produzione capitalistica, procedesse al livello dell'agricoltura russa o slava e dei popoli pastori, e che essa non superasse questo livello, quantunque egli veda che la navigazione marittima crea una distinzione tra fratelli — ma soltanto la navigazione marittima — perché questa differenza è nota a tutti gli uomini politici! La volontà, e non la situazione economica, è la base della sua rivoluzione sociale.
    1. «Se vi è Stato (gosudarstvo), vi è inevitabilmente dominio (gospod-stvo) e di conseguenza anche schiavitù; un dominio [1] senza schiavitù, aperta o dissimulata, è inconcepibile; ed ecco perché noi siamo nemici dello Stato.
      «Che cosa significa: proletariato elevato a ceto dominante? »

    Significa che il proletariato, invece di lottare alla spicciolata contro le classi economicamente privilegiate, ha acquistato una potenza e un'organizzazione sufficiente per poter applicare nella lotta contro di esse dei mezzi generali di costrizione; ma non può applicare che dei mezzi economici, i quali eliminino il suo carattere specifico di salariato e, di conseguenza, lo eliminino come classe. Con la sua vittoria completa finisce quindi anche il suo dominio, perché finisce il suo carattere di classe.
    1. «Forse che tutto il proletariato sarà a capo del governo?»

    Forse che, per esempio, in una trade union tutto il sindacato costituisce il comitato esecutivo? Forse che nella fabbrica cesserà ogni divisione del lavoro, con tutte le varie funzioni che ne derivano? Forse che, nell'ordinamento di Bakunin dal basso in alto, tutti saranno in alto? Forse che tutti i membri della comunità [2] gestiranno contemporaneamente gli interessi comuni della regione? Allora non ci sarà alcuna differenza tra la comunità e la regione.
    1. «I tedeschi si calcolano a circa quaranta milioni. Forse che tutti i quaranta milioni saranno membri del governo?»

    Certainly! dato che la cosa comincia con l'autogoverno della comunità.
    1. «Tutto il popolo governerà e non si avranno dei governanti.»

    Se un uomo si governa da sé, non si governa, secondo questo principio, perché è soltanto se stesso e non un altro. Allora non ci sarà un governo, uno Stato, ma,
    1. «se ci sarà uno Stato, ci saranno anche dei governanti e degli schiavi».

    Questo significa soltanto: quando il dominio di classe scompare, non ci sarà uno Stato nel significato politico attuale.
    1. «Questo dilemma nella teoria dei marxisti si risolve semplicemente. Per governo popolare, essi» [cioè Bakunin] «intendono un governo del popolo per mezzo di un numero insignificante di rappresentanti eletti dal popolo».

    Donkey! [Somaro] Questa è insipienza democratica, vaneggiamento politico! Le elezioni sono una forma politica persino nelle più piccole comunità russe e nelle cooperative(artel). Il carattere delle elezioni non dipende da questi nomi, bensì dalle basi economiche, dai legami economici tra gli elettori, e non appena le funzioni hanno cessato di essere politiche: 1) non esistono più funzioni governative; 2) la distribuzione delle funzioni generali diventa una questione d'affari e non dà luogo a nessun dominio; 3) l'elezione non ha nulla dell'odierno carattere politico.
    1. «II suffragio universale per tutto il popolo »:

    una cosa come tutto il popolo, nel senso attuale, è un puro fantasma;
    1. «rappresentanti popolari governanti dello Stato, questa è l'ultima parola dei marxisti, come pure della scuola democratica, ed è una menzogna che nasconde il dispotismo della minoranza governante, tanto più pericolosa in quanto essa appare come espressione della cosiddetta volontà popolare».

    Con la proprietà collettiva la cosiddetta volontà popolare scompare per lasciare il posto all'effettiva volontà collettiva.
    1. «Quindi il risultato è: governo della stragrande maggioranza delle masse popolari da parte di una minoranza privilegiata. Ma questa minoranza, dicono i marxisti»,

    dove?
    1. «sarà formata di lavoratori. Si, forse di ex-lavoratori, i quali, però, cessano di essere dei lavoratori»,

    non più di quanto un fabbricante cessa oggi di essere capitalista quando è membro di un consiglio comunale,
    1. «e guarderanno dall'alto dello Stato tutti i lavoratori comuni; essi non rappresentano più il popolo, ma se stessi e le loro pretese di governare il popolo. Chi può dubitare di questo, ignora completamente la natura dell'uomo».

    Se il signor Bakunin fosse per lo meno al corrente della posizione di un amministratore di una cooperativa operaia, avrebbe mandato al diavolo tutto il suo delirio a proposito del dominio. Egli avrebbe dovuto domandarsi: quale forma possono assumere le funzioni amministrative sulla base di questo Stato operaio, se vuole chiamarlo cosi?
    1. «Ma questi eletti saranno dei socialisti ardentemente convinti e inoltre dei socialisti dotti. Le parole "socialismo dotto",

    parole mai adoperate,
    1. «socialismo scientifico»

    (espressione adoperata soltanto come contrapposto al socialismo utopistico, che si sforza di inculcare nel popolo nuove fantasie e illusioni invece di limitare la sua conoscenza allo studio del movimento sociale fatto dallo stesso popolo: vedere il mio libro contro Proudhon) [Miseria della filosofia]
    1. «che si incontrano continuamente nelle opere e nei discorsi dei lassalliani e dei marxisti, dimostrano di per sé che il cosiddetto Stato popolale non sarà niente altro che un governo molto dispotico delle masse popolari da parte di una nuova e infima aristocrazia di veri o sup-posti dotti. Il popolo non è dotto e, quindi, esso sarà interamente liberato dalle preoccupazioni del governo, sarà interamente incluso nel gregge governato. Bella liberazione!
      «I marxisti sentono questa [!] contraddizione e, riconoscendo che il governo dei dotti {quelle réveriel) sarà il più duro, il più odiato e disprezzato del mondo e, nonostante tutte le forme democratiche, sarà una vera dittatoria, si consolano col pensiero che questa dittatura sarà provvisoria, di breve durata».

    No, mon cher! Il dominio di classe degli operai sugli strati del vecchio mondo che lo combattono durerà fino a quando non saranno distrutte le basi economiche dell'esistenza delle classi.
    1. «Essi dicono che la loro unica preoccupazione e il loro unico scopo saranno quelli di educare ed elevare il popolo» (politicante da caffè!) «cosi economicamente che politicamente, a un livello tale che ogni governo diverrà ben presto inutile e lo Stato, perdendo qualsiasi carattere politico, cioè di dominio, si trasformerà da sé in una libera organizzazione di interessi economici e di comunità. Qui vi è una contraddizione stridente. Se il loro Stato sarà veramente popolare, perché distruggerlo? E se invece la sua distruzione è necessaria per l'effettiva liberazione del popolo, come si può osare di chiamarlo popolare?»

    A parte le continue ripetizioni sullo Stato popolare di Liebknecht, che è un'insulsaggine diretta contro il Manifesto dei comunisti ecc, questo significa soltanto: visto che il proletariato, nel periodo della lotta per l'abbattimento della vecchia società, agisce ancora sulle basi della vecchia società, e perciò dà ancora al movimento delle forme politiche, che più o meno le corrispondono, in questo periodo di lotta esso non ha ancora raggiunto la sua organizzazione definitiva, e applica per la sua liberazione dei mezzi che dopo la liberazione diventano superflui. Il signor Bakunin ne conclude che è meglio che il proletariato non intraprenda nulla e aspetti... il giorno della liquidazione generale, il giudizio universale!
    1. «Con la nostra polemica »,

    la quale naturalmente, è venuta alla luce prima del mio libro contro Proudhon e del Manifesto dei comunisti, e prima ancora di Saint Simon,
    1. «contro di essi»

    (bell'usteron proteron!) [ Cioè, porre dopo ciò che viene prima]
    1. «noi li abbiamo indotti a riconoscere, che la libertà e l'anarchia»

    (il signor Bakunin ha soltanto tradotto l'anarchia proudhoniana e stirneriana [3] in un selvaggio dialetto tartaro)
    1. «cioè la libera organizzazione delle masse operaie dal basso in alto»

    (insulsaggine!)
    1. «è lo scopo finale dello sviluppo sociale e che ogni Stato, non escluso il loro Stato popolare, è un giogo: da una parte esso genera il dispotismo e dall'altra la schiavitù».

  10. #90
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    Predefinito Re: Fare Chiarezza

    BAKUNIN SMASCHERATO



    1. «Noi abbiamo già manifestato la nostra profonda ripugnanza per la teoria di Lassalle e di Marx, la quale raccomanda ai lavoratori — se non come ideale finale, almeno come principale scopo immediato — la creazione di uno Stato popolate (narodnogo gosudarstva), che, secondo la loro spiegazione, non sarà altro che il proletariato "elevato al grado di ceto dominante". Domandiamo: se il proletariato sarà il ceto dominante, su chi dominerà? Questo significa (znacit) che rimarrà ancora un altro proletariato, il quale sarà sottomesso a questo nuovo dominio, a questo nuovo Stato (gosudarstvo)».

    Questo significa che, fino a quando esistono altre classi, e particolarmente la classe capitalista, fino a quando il proletariato lotta contro di essa (giacché, quando giunge al potere, i suoi nemici e la vecchia organizzazione della società non sono scomparsi), deve adoperare dei mezzi violenti, cioè dei mezzi governativi; esso stesso rimane ancora una classe, le condizioni economiche su cui si basa la lotta di classe e l'esistenza delle classi non sono ancora scomparse, ma devono essere violentemente eliminate o trasformate, e il processo della loro trasformazione dev'essere violentemente accelerato.
    1. «Per esempio il basso popolo contadino (krestianskaja certi), il quale, com'è noto, non gode della simpatia dei marxisti e che si trova all'infimo gradino della cultura, sarà probabilmente governato dal proletariato urbano e di fabbrica.»

    Vale a dire, dove il contadino esiste in grandi masse come proprietario privato di terra, dove esso costituisce persino una maggioranza più o meno considerevole, come in tutti gli Stati dell'Europa occidentale, dove non è scomparso e sostituito dal bracciante, come in Inghilterra, avviene quanto segue: o il contadino ostacola, fa fallire qualsiasi rivoluzione operaia, come ha fatto sinora in Francia, oppure il proletariato (poiché il contadino proprietario non appartiene al proletariato e anche quando, per la sua situazione, vi appartiene, non crede di appartenervi) deve, come governo, prendere delle misure in seguito alle quali il contadino migliora immediatamente la sua situazione ed è cosi conquistato alla rivoluzione; misure che tuttavia, in embrione, facilitano il passaggio dalla proprietà privata della terra alla proprietà collettiva, in modo che il contadino vi pervenga economicamente da sé, senza urtarlo di fronte col proclamare, ad esempio, l'abolizione del diritto di eredità o l'abolizione della sua proprietà. Questa abolizione è possibile soltanto là dove l'affittuario capitalista ha eliminato il contadino e il coltivatore effettivo è altrettanto proletario, operaio salariato, quanto l'operaio della città e ne condivide perciò gli stessi interessi, non soltanto indiretti, ma immediati. Ancor meno si ha il diritto di rafforzare la proprietà parcellare con la semplice trasmissione delle grandi proprietà ai contadini, come nella campagna rivoluzionaria di Bakunin.
    1. «Oppure, se si considera questa questione da un punto di vista nazionale, si può far l'ipotesi che per i tedeschi, ad esempio, gli slavi si troveranno allora, per do stesso motivo, di fronte al proletariato tedesco vittorioso, nella medesima situazione di schiavitù in cui si trova questo ultimo di fronte alla propria borghesia.»

    Asineria da scolaro! Una rivoluzione socialista radicale è legata a determinate condizioni storiche dello sviluppo economico; queste ultime sono le sue premesse. Essa non è dunque possibile che là dove, unitamente alla produzione capitalistica, il proletariato industriale occupa almeno un posto notevole nelle masse popolari. E, affinché abbia almeno una probabilità di vittoria, il proletariato dev'essere almeno in grado di fare immediatamente per i contadini, mutatis mutandis, quanto ha fatto la borghesia francese al tempo della sua rivoluzione per i contadini francesi di allora. È una bella idea, che il dominio degli operai comporterebbe un'oppressione del lavoro agricolo! Ma qui appare il pensiero più intimo del signor Bakunin. Egli non comprende assolutamente nulla della rivoluzione sociale; non conosce a questo riguardo che delle frasi politiche; le condizioni economiche della rivoluzione per lui non esistono. Poiché tutte le forme economiche, sviluppate o no, che sono finora esistite, implicano l'asservimento del lavoratore (sia come operaio salariato, sia come contadino, e cosi via), egli crede che una rivoluzione radicale sia egualmente possibile sotto tutte queste forme. E ancor più! Egli vorrebbe che la rivoluzione sociale europea, fondata sulla base economica della produzione capitalistica, procedesse al livello dell'agricoltura russa o slava e dei popoli pastori, e che essa non superasse questo livello, quantunque egli veda che la navigazione marittima crea una distinzione tra fratelli — ma soltanto la navigazione marittima — perché questa differenza è nota a tutti gli uomini politici! La volontà, e non la situazione economica, è la base della sua rivoluzione sociale.
    1. «Se vi è Stato (gosudarstvo), vi è inevitabilmente dominio (gospod-stvo) e di conseguenza anche schiavitù; un dominio [1] senza schiavitù, aperta o dissimulata, è inconcepibile; ed ecco perché noi siamo nemici dello Stato.
      «Che cosa significa: proletariato elevato a ceto dominante? »

    Significa che il proletariato, invece di lottare alla spicciolata contro le classi economicamente privilegiate, ha acquistato una potenza e un'organizzazione sufficiente per poter applicare nella lotta contro di esse dei mezzi generali di costrizione; ma non può applicare che dei mezzi economici, i quali eliminino il suo carattere specifico di salariato e, di conseguenza, lo eliminino come classe. Con la sua vittoria completa finisce quindi anche il suo dominio, perché finisce il suo carattere di classe.
    1. «Forse che tutto il proletariato sarà a capo del governo?»

    Forse che, per esempio, in una trade union tutto il sindacato costituisce il comitato esecutivo? Forse che nella fabbrica cesserà ogni divisione del lavoro, con tutte le varie funzioni che ne derivano? Forse che, nell'ordinamento di Bakunin dal basso in alto, tutti saranno in alto? Forse che tutti i membri della comunità [2] gestiranno contemporaneamente gli interessi comuni della regione? Allora non ci sarà alcuna differenza tra la comunità e la regione.
    1. «I tedeschi si calcolano a circa quaranta milioni. Forse che tutti i quaranta milioni saranno membri del governo?»

    Certainly! dato che la cosa comincia con l'autogoverno della comunità.
    1. «Tutto il popolo governerà e non si avranno dei governanti.»

    Se un uomo si governa da sé, non si governa, secondo questo principio, perché è soltanto se stesso e non un altro. Allora non ci sarà un governo, uno Stato, ma,
    1. «se ci sarà uno Stato, ci saranno anche dei governanti e degli schiavi».

    Questo significa soltanto: quando il dominio di classe scompare, non ci sarà uno Stato nel significato politico attuale.
    1. «Questo dilemma nella teoria dei marxisti si risolve semplicemente. Per governo popolare, essi» [cioè Bakunin] «intendono un governo del popolo per mezzo di un numero insignificante di rappresentanti eletti dal popolo».

    Donkey! [Somaro] Questa è insipienza democratica, vaneggiamento politico! Le elezioni sono una forma politica persino nelle più piccole comunità russe e nelle cooperative(artel). Il carattere delle elezioni non dipende da questi nomi, bensì dalle basi economiche, dai legami economici tra gli elettori, e non appena le funzioni hanno cessato di essere politiche: 1) non esistono più funzioni governative; 2) la distribuzione delle funzioni generali diventa una questione d'affari e non dà luogo a nessun dominio; 3) l'elezione non ha nulla dell'odierno carattere politico.
    1. «II suffragio universale per tutto il popolo »:

    una cosa come tutto il popolo, nel senso attuale, è un puro fantasma;
    1. «rappresentanti popolari governanti dello Stato, questa è l'ultima parola dei marxisti, come pure della scuola democratica, ed è una menzogna che nasconde il dispotismo della minoranza governante, tanto più pericolosa in quanto essa appare come espressione della cosiddetta volontà popolare».

    Con la proprietà collettiva la cosiddetta volontà popolare scompare per lasciare il posto all'effettiva volontà collettiva.
    1. «Quindi il risultato è: governo della stragrande maggioranza delle masse popolari da parte di una minoranza privilegiata. Ma questa minoranza, dicono i marxisti»,

    dove?
    1. «sarà formata di lavoratori. Si, forse di ex-lavoratori, i quali, però, cessano di essere dei lavoratori»,

    non più di quanto un fabbricante cessa oggi di essere capitalista quando è membro di un consiglio comunale,
    1. «e guarderanno dall'alto dello Stato tutti i lavoratori comuni; essi non rappresentano più il popolo, ma se stessi e le loro pretese di governare il popolo. Chi può dubitare di questo, ignora completamente la natura dell'uomo».

    Se il signor Bakunin fosse per lo meno al corrente della posizione di un amministratore di una cooperativa operaia, avrebbe mandato al diavolo tutto il suo delirio a proposito del dominio. Egli avrebbe dovuto domandarsi: quale forma possono assumere le funzioni amministrative sulla base di questo Stato operaio, se vuole chiamarlo cosi?
    1. «Ma questi eletti saranno dei socialisti ardentemente convinti e inoltre dei socialisti dotti. Le parole "socialismo dotto",

    parole mai adoperate,
    1. «socialismo scientifico»

    (espressione adoperata soltanto come contrapposto al socialismo utopistico, che si sforza di inculcare nel popolo nuove fantasie e illusioni invece di limitare la sua conoscenza allo studio del movimento sociale fatto dallo stesso popolo: vedere il mio libro contro Proudhon) [Miseria della filosofia]
    1. «che si incontrano continuamente nelle opere e nei discorsi dei lassalliani e dei marxisti, dimostrano di per sé che il cosiddetto Stato popolale non sarà niente altro che un governo molto dispotico delle masse popolari da parte di una nuova e infima aristocrazia di veri o sup-posti dotti. Il popolo non è dotto e, quindi, esso sarà interamente liberato dalle preoccupazioni del governo, sarà interamente incluso nel gregge governato. Bella liberazione!
      «I marxisti sentono questa [!] contraddizione e, riconoscendo che il governo dei dotti {quelle réveriel) sarà il più duro, il più odiato e disprezzato del mondo e, nonostante tutte le forme democratiche, sarà una vera dittatoria, si consolano col pensiero che questa dittatura sarà provvisoria, di breve durata».

    No, mon cher! Il dominio di classe degli operai sugli strati del vecchio mondo che lo combattono durerà fino a quando non saranno distrutte le basi economiche dell'esistenza delle classi.
    1. «Essi dicono che la loro unica preoccupazione e il loro unico scopo saranno quelli di educare ed elevare il popolo» (politicante da caffè!) «cosi economicamente che politicamente, a un livello tale che ogni governo diverrà ben presto inutile e lo Stato, perdendo qualsiasi carattere politico, cioè di dominio, si trasformerà da sé in una libera organizzazione di interessi economici e di comunità. Qui vi è una contraddizione stridente. Se il loro Stato sarà veramente popolare, perché distruggerlo? E se invece la sua distruzione è necessaria per l'effettiva liberazione del popolo, come si può osare di chiamarlo popolare?»

    A parte le continue ripetizioni sullo Stato popolare di Liebknecht, che è un'insulsaggine diretta contro il Manifesto dei comunisti ecc, questo significa soltanto: visto che il proletariato, nel periodo della lotta per l'abbattimento della vecchia società, agisce ancora sulle basi della vecchia società, e perciò dà ancora al movimento delle forme politiche, che più o meno le corrispondono, in questo periodo di lotta esso non ha ancora raggiunto la sua organizzazione definitiva, e applica per la sua liberazione dei mezzi che dopo la liberazione diventano superflui. Il signor Bakunin ne conclude che è meglio che il proletariato non intraprenda nulla e aspetti... il giorno della liquidazione generale, il giudizio universale!
    1. «Con la nostra polemica »,

    la quale naturalmente, è venuta alla luce prima del mio libro contro Proudhon e del Manifesto dei comunisti, e prima ancora di Saint Simon,
    1. «contro di essi»

    (bell'usteron proteron!) [ Cioè, porre dopo ciò che viene prima]
    1. «noi li abbiamo indotti a riconoscere, che la libertà e l'anarchia»

    (il signor Bakunin ha soltanto tradotto l'anarchia proudhoniana e stirneriana [3] in un selvaggio dialetto tartaro)
    1. «cioè la libera organizzazione delle masse operaie dal basso in alto»

    (insulsaggine!)
    1. «è lo scopo finale dello sviluppo sociale e che ogni Stato, non escluso il loro Stato popolare, è un giogo: da una parte esso genera il dispotismo e dall'altra la schiavitù».

 

 
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