



Basandosi su quanto sopra evidenziato non dovrebbe essere perseguibile nemmeno chi progetta un attentato terroristico.
In realtà l'intenzione diventa presupposto di reato non appena colui che la coltiva opera per renderla atto concreto.
Ne deriva che per evitare ogni processo alle intenzioni bisognerebbe anche legittimare ogni atto volto a ledere l'incolumità o gli interessi di altri individui fino a quando questo non trova applicazione concreta.
Bisognerebbe, ad esempio, legittimare il pusher che spaccia spinelli o cocaina per la strada visto che il suo atto esula dalle conseguenze di ciò che vende e le sue intenzioni si limitano a ricevere un corrispettivo economico.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"






Infatti questo è il ragionamento che viene spesso fatto a livello giuridico.
E non è un ragionamento del tutto peregrino e sta a dimostrare che alcune categorie le possiamo distinguere in teoria, ma nella pratica si intrecciano.
Rachel a nessuno verrebbe mai in mente di incriminarti perché vegana e perché critichi i non vegani.


non mi pare che chi nega la Shoah istighi a commettere alcun reato.
eppure viene condannato, per un semplice reato di opinione.
una cosa aberrante.
io dovrei poter essere libero di dire che la terra è piatta, che i campi di concentramento non sono esistiti, che i negri sono meno intelligenti geneticamente, che le donne sono esseri inferiori, senza dover andare in galera per questo, per quanto stupide od aberranti possano essere le idee che professo.
Qu'ils mangent de la brioche.


“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Caro @Lego, anche questo è vero in teoria.
In concreto bisogna vedere come viene fatta la negazione.



