Una terapia post traumatica è già difficile e complessa quando i fattori che hanno generato il trauma non sono più presenti.
Tanto per fare un esempio chi rischia di annegare rimane traumatizzato dall'acqua.
Generalmente si tenta di ripristinare tale rapporto con una terapia scalettata per mezzo della quale il riavvicinamento del soggetto all'elemento acquatico avviene per gradi, e non si passa mai al successivo gradino se il precedente non è stato totalmente assimilato.
Tu stai proponendo una terapia d'urto, come il trascinare a forza il traumatizzato su una barca e dopo buttarlo in acqua al largo imponendogli di nuotare o morire.
Non otterrai in tal modo alcun risultato favorevole.
Nel migliore dei casi il soggetto, anche se non annega, vivrà nel costante terrore di ripetere l'esperienza e di incappare in altri soggetti come te che gliela impongano a forza.
Le conseguenze del secondo trauma trasformeranno quindi la patologia del soggetto da transitoria a cronica.
L'unico ad ottenere qualche soddisfazione sarai tu nel farti quattro risate alle sue spalle.





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