















Parti sempre dal presupposto di oggettivizzare la soggettività.
Per un antisemita sopprimere un ebreo o arrecargli violenza è sacrosanto e giustificato.
Per un razzista ostracizzare un negro o limitarne i diritti è altrettanto sacrosanto e giustificato.
Non c'è nulla di male per un ateo nello sputare su un crocefisso o sul corano.
Come non c'è nulla di male da parte dell'osservante nel disprezzare il divorziato o l'abortista.
Il cacciatore troverà mille motivi per giustificare la sua passione.
L'ecologista a oltranza ne troverà altrettanti per condannarla.
Per qualcuno l'univero è ordine, per altri è caos.
Non esiste niente di assoluto nella vita, tutto è relativo.
Se vuoi comprendere gli altri inizia dalla loro visione dei fatti, anche se questa è diversa dalla tua.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"




Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna