





Comunque, tornando alla meritocrazia, come più volte ho scritto io penso che non esista e che non si debba insistere su questo mito. Questo perché il merito non esiste e il contesto in cui si nasce non potrà che favorirti (o sfavorirti) in un modo o nell'altro.
Il punto non è puntare a una società dove tutti "meritino" ciò che hanno, visto che nessuno lo merita ed è sempre il prodotto di fattori a lui esterni.
Semmai bisogna puntare a una società dove ci sia accountability in ogni nodo della struttura gerarchica.
Per fare un esempio, se io ho un ristorante posso anche chiamare mio nipote a fare il cuoco. Se poi cucina male e perdo clienti ne rispondo personalmente con il mio capitale.
La stessa cosa vale in una grande azienda privata. Se sono un dirigente e "raccomando" mio nipote per un'assunzione, ne rispondo più o meno personalmente, in modo diretto (mancati guadagni se fa cazzate o performa sotto la soglia) o indiretto (perdita di prestigio e credibilità).
Nel pubblico è tutto più complicato, ma anche lì si possono far valere più o meno gli stessi principii.
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)






Le cose sono due: o secondo te si è continuato a vivere in un'economia di mercato e ognuno vendeva le cose al prezzo che voleva, oppure lo stato ha sospeso il libero mercato e ci sono stati dei nemici del comunismo che hanno continuato a operare (secondo te illegalmente) come se il libero mercato non fosse stato sospeso.
i saccenti del Dams che sparano minchiate abominevoli nelle quali il nesso di causa ed effetto viene distorto a beneficio del loro sapere di sapere
Sostanze psicotrope ad azione psicodislettica che possono causare farmaco-dipendenza.


Non esiste il merito come non esiste il libero arbitrio.
@Okkions
Regressista amante della pucchiacca.


"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)




"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)