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Badante
Definizione
Parola di origine incerta e dialettale, è nata “per disperazione”, per rappresentare un mutamento sociale. La badante fa la sua comparsa nel 1989, quando su un importante quotidiano nazionale si trova la locuzione “badanti notturne”. C’è chi ne attribuisce la paternità a Umberto Bossi. Come Giuseppe Faso, che lo considera “un termine dispregiativo imposto da Bossi e seguaci a una stampa pigra e servile”.[1]
Faso inserisce questa parola nel lessico del razzismo democratico, perché la sua ripetizione ossessiva, al pari di altri termini “generalizzanti e inferiorizzanti”, come clandestino e vu cumprà, ha l’effetto “di generare sospetto e disprezzo”[2].
La badante entra nel 2002 tra le parole nuove dell’Accademia della Crusca, che indaga sulla sua origine: “una volta era usato per chi accudiva gli animali: le greggi, le oche o bisognosi di lavoro continuativo come le vacche, i vitelli. Adesso il termine badante è entrato in un testo di legge e si riferisce inequivocabilmente a colei (o colui più raramente) che bada alla persona”.[3]
Decreti flussi e sanatorie per ‘colf e badanti’ sembrano avere definitivamente consacrato la parola. La regolarizzazione del 2009 riservata esclusivamente a questa tipologia di lavoro ha ricevuto 300mila richieste di emersione. Oggi che è maggiorenne, badante è la parola più usata “per indicare persone, nella maggior parte dei casi immigrate, che si occupano di anziani o disabili soprattutto presso privati”. Comunemente la si immagina donna, giovane o di mezza età, proveniente dai paesi dell’Europa dell’Est, con scarsa conoscenza della lingua italiana all’arrivo. La parola trae in inganno perchè ormai è ammantata di ufficialità e sembra neutrale. Ma per ricredersi basta dare uno sguardo più attento all’etimologia e all’uso che se ne fa.
Se la ‘badante’ deve la sua fortuna sui media alla spinta di alcune dichiarazioni di esponenti della Lega Nord, al Carroccio è tornata come un boomerang, usata (in modo sicuramente non lusinghiero) nelle cronache sullo scandalo giudiziario che ha travolto il Partito e la famiglia del leader delle camicie verdi. A questo si riferisce l' esempio dal titolo "Professione badante". Le ‘badanti’ avrebbero preso il posto delle ‘veline’, come amiche, accompagnatrici e ‘sorveglianti speciali’ dei leader politici. Donne come la vicepresidente del Senato Rosi Mauro o la moglie del senatur Manuela Marrone vengono chiamate “badanti padane”, un ossimoro. Gianpietro Mazzoleni, docente di Comunicazione politica, spiega che il “termine in politica è utilizzato con valenza fortemente negativa”. Se si fosse trattato di uomini sarebbe stata scelta una parola più neutra come ‘consigliere’ o ‘factotum’.
“La badante resiste, forte della sua origine burocratica. Magari costretta a temporanee dimissioni, come Rosi Mauro, la badante di Umberto Bossi, ma ormai ben presente nella nostra lingua – scrive Aldo Grasso scegliendola come ‘parola della settimana’ in occasione delle notizie sullo scandalo Lega – Badante è un banale participio presente derivante da un verbo che si fa sostantivo, al pari di ‘governante’. Deriva dal verbo ‘badare’ che nel tardo latino significava ‘aprir bocca’, ‘guardare con stupore’ e quindi avere cura di qualcuno”. Per il critico del Corriere della Sera “non c’è badante senza badato”. Affermazione che riprende quanto già pubblicato sulla stessa testata dieci anni prima. “La nuova parola non piace, anche se è linguisticamente corretta- scriveva infatti il linguista Giorgio De Rienzo nella rubrica ‘Scioglilingua’- Perché non piace? Affidare a un badante una persona cara, porta con sé un che di abbandono, significa delegare un compito di assistenza, senza il giusto affetto o la dovuta ‘pietas’: quasi che il badato dal badante venga un po’ degradato della sua umanità”.
Leggi le parole in grassetto.
Per approfondire:
http://www.parlarecivile.it/argomenti/immigrazione/badante.aspx
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Casi di terroni che si comportavano da africani in Sudtirolo non erano poi cosi rari. E non parlo solo di qualche carta gettata per terra o immondizia lasciata dappertutto.
*il 21 agosto 1968 ero vicino al confine per andare a Bratislava. C'era gente che arrivava a piedi, in bici e ci gridava: e' la guerra, e' la guerra.
Cosi, come tanti altri turisti feci marcia indietro e pensai di passare invece una decina di giorni in Austria. Ma in Austria non si trovava un posto in nessun albergo, cosi provai ai B&B. Ero a Zell am See quando vidi un cartello "zimmer frei" e mi fermai a chiedere.
La signora mi disse che tutto era esaurito, di provare altrove. Stavo per ritornare alla macchina, quando mi chiamo' e mi disse: scusami non avevo visto la tua targa del Sudtirolo, il posto per te ce l'ho. Poi mi disse: non ho niente contro gli italiani ma ho avuto qualche brutta esperienza con gente del sud e da allora evito di averli in casa.
Possiamo darle torto?


Non era questa la domanda di Lars, comunque.
Ho letto dei problemi tremendi al tempo dell'URSS (che aveva mischiato molti popoli fra loro estranei) e al tempo della sua caduta, ma credo non siano riconducibili ai nostri tempi.
E sicuramente il problema dei migranti, anche se non risolvibile in breve tempo, va gestito meglio con la collaborazione, volente o no, di tutta l'Europa. Atteggiamenti come quello ungherese non sono accettabili, e una delle cose buone che ha fatto Renzi è quella di minacciare di bloccare il bilancio UE, dato che va approvato all'unanimità.
In quanto ai 500.000 migranti come vedi bisogna fare in modo che non ci restino tutti sul groppone, e che si facciano pressioni sulla Libia perchè controllino le loro coste. Già adesso vedi che la maggior parte non si fermano in Italia.
E comunque ti consiglio di lasciar perdere i programmi di Rete4, specialmente di Belpietro e DelDebbio, che strumentalizzano le situazioni per motivi propagandistici. Seminano solo odio e divisione. Cerca di ragionare con maggiore serenità e tranquillità, nessuno vuole essere invaso.
Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.




Il problema è che lo stesso motivo (ossia che c'è domanda di lavoratori per certi lavori) giustifica tutti gli stranieri delle varie nazionalità che vengono in Italia, africani, asiatici e sudamericani compresi, cara. Ma questo tu lo vuoi negare. Tu lo ammetti solo per quelli della tua stessa provenienza, ma per gli altri no. Una contraddizione lampante.
La logica. Studia la logica.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij







