
Originariamente Scritto da
Minchius
L'accademia dice anche:
Certo, sarebbe bene – come sempre, in fatto di lingua - non prescindere dai contesti, dalle intenzioni del parlante, o dai tratti sovrasegmentali (come l’intonazione).
Ed evitare, in ogni caso, tentazioni censorie o posizioni isteriche (come quella di quel tale che un giorno – il racconto è autentico - in piscina sentì un ragazzino che urlava «negro, negro», gli si avvicinò indignato per rimproverarlo, e si sentì rispondere: «ma sto chiamando il mio amico: si chiama Negro di cognome»).
Nero, negro e di colore | Accademia della Crusca
AHahaha, meglio delle avventure di ndugo
Attenti, seguaci del politicamente corretto, sempre l'Accademia:
L’espressione di colore – da molti ritenuta neutra e priva di connotazione negativa –
è stata in anni recenti messa sotto accusa.
Si fa strada la sensazione che il significato di
di colore – eufemismo adottato per sostituire l’offensivo
negro – invece di essere percepito come neutro, metta l’accento proprio sulla caratteristica (il colore della pelle) che si vorrebbe non evidenziare e non discriminare.
Detto questo,
anche il termine nero non è privo di connotazioni ambigue. Quando usato come sostantivo per identificare una persona, o un gruppo di persone, in base al colore della pelle, rischia anch’esso di creare una categoria approssimativa, omogenea e omologante («i neri», «le nere»), basata non solo sul contrasto cromatico, ma anche – è sensazione di chi scrive – sulla mancanza, difettiva, di alcuni tratti (tanto fisici quanto culturali tout court) che si presume appartengano al gruppo (bianco) di maggioranza.
Nero, negro e di colore | Accademia della Crusca