Non ho detto che avresti negati l' evoluzione, ti ho semplicemente fatto notare che si, la tecnologia influisce anche sulla natura umana.
I numeri indicano di si.
Altre considerazioni... quali ? Quelle che si basano su statistiche mal capite?![]()


Non ho detto che avresti negati l' evoluzione, ti ho semplicemente fatto notare che si, la tecnologia influisce anche sulla natura umana.
I numeri indicano di si.
Altre considerazioni... quali ? Quelle che si basano su statistiche mal capite?![]()
Globalizzazione..... si grazie.


Dai che questo tentativo ora di cmabiare le motivazioni alla base del tuo portare il dato non ti fa molto onore su.
Hai voluto forzare una tua interpretazione, "jumping to conclusions" della statistica, errando neanche poco.
Cosa centra, ad esempio, la disomegeneita' etnica quando a Baltimore la stragrande maggioranza dei delitti sono "black-on-black" ?
Suvvia, avete citato un paio di statistiche, in modo superciale, semplicemente perche' credevate che dessero sostegno e base alla vs ipotesi preimpostata.
Globalizzazione..... si grazie.




I numeri indicano tutto il contrario, e sostengono la mia posizione, non la tua. E questo a maggior ragione considerando che in america questa situazione si vive da 400 anni, non dall'altro ieri. E la gente continua a vivere in quartieri etnici in molte zone del paese.
Tu continui a sostenere il contrario citando la tua percezione del tuo quartiere. Molto poco non credi?![]()


Forse perchè la riflessione interessante non è stilare una statistica sulle cause dei delitti, quanto nel valutare il grado di governabilità di una zona multietnica? Non è un caso che i quartieri misti, siano di solito i più pericolosi, i più sporchi e i meno vivibili. Basta farsi un giro all'Esquilino a Roma o a Corso Lodi a Milano. Questo perchè viene a mancare un ethos comune, mancano regole condivise e cooperazione sociale, si vive in maniera differente, spesso si parlano lingue differenti. Questo succede ovunque in europa, anche a distanza di generazioni.


Amati ieri sera non ha mica capito che non vuol dire nulla che lui sia cresciuto in Emilia Romagna, esempio banale, come può un'immigrato messicano integrarsi a Budapest o a Helsinki dove ci sono lingue che hanno 20 declinazioni? Amati è convinto che il mondo intero possa replicare Miami, e ce lo voglio io un messicano a studiarsi l'ungherese che ha 18 declinazioni. eh ma parlerà in spagnolo immagino![]()


Tu amico continui a parlare per astrazioni. L'immigrazione araba è un problema, e non è che se fai l'esempio di un tunisino ateo e magari gayfriendly ne cambi la sostanza. Di fatto l'immigrazione araba non è formata da atei. La tua è una filosofia fuori dalla realtà, ragioni nel campo delle ipotesi. Nonostante questo dici agli altri, che espongono problematiche reali e concrete, di piegare la realtà alle loro convinzioni.
-Cioè hai appena fatto capire sopra che una realtà multietnica potrebbe funzionare se una delle componenti(o tutte) si spogliasse delle proprie caratteristiche, facendo l'esempio di tunisini e italiani che si integrerebbero se diventassero atei! E ora ci dici che non vorresti annullare le differenze? Ma questa è una contraddizione palese. Hai ammesso tu stesso una riga sopra che per convivere serve annullare o limare decisamente le differenze!
Le generazioni di Libanesi? Ma quanti sono i Libanesi in Italia? Siamo sempre al discorso della qualità e quantità dell'immigrazione. In una comunità di 1000 persone, 10 stranieri si integreranno facilmente, 200 genereranno altro tipo di dinamiche.
-I matrimoni misti rimangono una netta minoranza. L'aumento degli ultimi anni può essere anche ricondotto agli "sforzi" che si fanno in questo senso da parte delle istituzioni. Ma questo rende già l'idea che si tratti di qualcosa di poco spontaneo. Infatti perchè avrebbero dovuto aspettare 400 anni per passare da 0 al 15% sulle unioni miste? Tra l'altro la porzione di quel 15% riguardante matrimoni tra bianchi e neri è ancora più bassa, e il dato riguarda in buona parte matrimoni tra bianchi e hispanici.


Lui dice che poi il messicano e i suoi discendenti diventerebbero ungheresi in quanto apprenderebbero la lingua e tutto il resto. Discorso sostenibile, non fosse che l'immigrazione che subisce l'europa è di massa, non certo di una piccola minoranza di persone che finirebbe per assimilarsi. E poi ancora non si è capito perchè il messicano dovrebbe esser trapiantato in Ungheria, o viceversa. Il senso di tutto ciò ancora non si è afferrato.


Gira e rigira il nostro Amati ci sta proponendo il polpettone in salsa americana. Un ammasso di persone che appiattisce sistematicamente le proprie peculiarità e vive di sole leggi, special modo quelle di mercato. E nemmeno lì riescono a mischiarsi bene come vorrebbe.
La domanda è sempre la stessa, ma perchè dovremmo inseguire questo modello ed abbandonare la comunità o la nazione come la intendiamo in europa?


Questo modello è degli Stati Uniti, non è replicabile in nessuna parte del mondo, un politico tedesco neanche di destra radicale, (Helmut Schmidt) diceva che l'immigrazione in Germania doveva essere composta solo da italiani, greci spagnoli e portoghesi, perché in quanto europei facilmente assimilabili alla cultura tedesca, il polpettone americano pretende il trapianto di cinesi e latinos e islamici