
Originariamente Scritto da
mary ann
Io non ce l’ho con nessuno. Non cambio strada se vedo uno di colore e non esco dal tram se dentro c’è una famiglia di migranti.
Ho lavorato con gli stranieri, ho assistito agli stranieri, ho condiviso la casa con gli stranieri.
L’esperienza non è sempre stata positiva e non potrebbe essere diversamente.
Molte persone vogliono migliorare le loro condizioni di vita, ma chi paga per questo? Lo stato. Lo stato italiano è già povero e un po’ troppo menefreghista, lascia entrare la gente e poi se ne frega.
Nella mia città i migranti hanno dormito per strada, sulle panchine, nei sottopassaggi, nelle stazioni. Lo trovi normale? Io no. I centri d’accoglienza erano pienissimi, ma la gente continuava ad arrivare.
Per quel che riguardi i delinquenti. Alcuni diventano per necessità, gli altri hanno già infranto la legge in patria, mica tutti hanno la fedina penale pulita, altri ancora non hanno documenti, non si sa chi sono e cosa hanno fatto, quelli che ricevono il foglio di via, spariscono.
Leggi i casi di cronaca, i protagonisti sono spesso stranieri.
Secondo me, la cosa più difficile è la convivenza. Quella di ogni giorno, quella non voluta, ma imposta.
Ti faccio un esempio. Non lontano da casa mia vive una famiglia di nordafricani, composta da padre, madre e quattro figli piccoli, il più grande ha 11 anni, se non erro. Ecco, i bambini ne combinano di tutti i colori e i genitori non dicono nulla. Girano in bici sui marciapiedi, spaventando i vecchietti, i marciapiedi sono strettissimi. Passano accanto alle macchine parcheggiate, a volte le hanno danneggiate, tipo graffi ecc, gridano sempre, usano le bici in casa, la signora stende il bucato gocciolante sulla terrazza. Nessuno ha pace. Come si fa ad integrarli? Tu forse dirai che sono cose da niente, ma vorresti avere questa famiglia come vicini? Sii onesta.