Vi ricordate Giorgia Meloni che, pochi giorni fa, gridava al complotto e accusava Report di “falso” e di essere “indegno del servizio pubblico”?
Bene. Questa sera Report, con la consueta, chirurgica, anglosassone maestria, ha dimostrato tutto. Ma proprio tutto. Anomalie, profili e notizie fake, bot e troll che diffondono sistematicamente odio in rete, numeri che non tornano, follower presi pari pari da altre pagine pop e trash, pagine di sport e agricoltura che da un giorno all’altro diventano magicamente megafoni della propaganda antimigranti. E, addirittura, Steve Bannon che presenta ai giornalisti inglesi la Meloni come “capo di uno dei vecchi partiti fascisti”. Non lo diciamo noi buonisti radical chic ma nientemeno che l’ex ideologo di Trump e guru del sovranismo mondiale.
Un libro degli orrori, insomma. Una volta per tutte spiegato, confermato, documentato fino all’ultima virgola.
Ora è più chiaro perché Giorgia “cristiana” Meloni si è ben guardata dal denunciare? Perché in tv le è andata male. In tribunale rischia di finire malissimo.
Grazie a Report. Da 25 anni, Giornalismo.




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