Pagina 3 di 8 PrimaPrima ... 234 ... UltimaUltima
Risultati da 21 a 30 di 75
  1. #21
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,259
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    Intermezzo:

    Chi fece nascere Forza Italia
    di Andrea Palladino
    A vent'anni dalle prime riunioni volute da Berlusconi, emerge il ruolo del faccendiere Roberto Ruppen, trafficante di rifiuti in Somalia, vicino alla massoneria e a Licio Gelli
    (03 giugno 2013)

    Vent'anni esatti sono passati dalla concitata fase della creazione di Forza Italia, il partito azienda, la scialuppa di salvataggio per Silvio Berlusconi, spaventato dall'avanzata delle inchieste sui suoi referenti politici. Era la creatura degli uffici marketing di Publitalia, la cassaforte pubblicitaria diretta all'epoca da Marcello Dell'Utri, il vero dominus di quella fase ancora oggi coperta da pesanti omissis. Ma soprattutto lo snodo chiave in grado di raccontare gli aspetti meno conosciuti dell'ascesa del cavaliere nella sua versione politica.
    Dietro la calza usata per l'effetto flou del messaggio di Berlusconi del 1994 non si nascondevano solamente le prime rughe. La "discesa in campo" era stata costruita con un piano di lunga durata, grazie ad accordi disegnati da Marcello Dell'Utri negli uffici di Segrate.
    Il primo nucleo del futuro partito azienda aveva un nome in codice, finito negli atti di tanti processi, da Torino a Palermo, "progetto Botticelli". Un team di esperti di politica radicati nei due partiti che per anni aveva governato la prima repubblica, il Psi dell'amico Craxi e la Dc scossa dall'omicidio Lima.
    Un gruppo i cui nomi saranno elencati anni dopo da Ezio Cartotto, politico navigato, di vecchia scuola democristiana, chiamato da Dell'Utri, tra il maggio e il giugno del 1992, a dirigere quel progetto strategico: «Giuseppe Resinelli, ex sindaco di Lecco», elenca Cartotto in una deposizione del 1997 davanti alla procura di Palermo, «il defunto Vladimiro Pizzetti, dirigente della Coldiretti; Roberto Ruppen, giornalista; Giovanni Mucci, giornalista; Rodolfo Garofalo, di Brescia, di area socialista». Un manipolo ristrettissimo, di massima fiducia. Gente che aveva in mano la sfida più importante per il gruppo di Silvio Berlusconi.
    A sorprendere ancora oggi è il nome di Roberto Ruppen, l'unico senza un vero curriculum politico, ma con un profilo particolare. «Era stato collocato nel delicato ruolo di coordinatore della segreteria», ricorda Cartotto: cioè era la persona che organizzava gli incontri, teneva i contatti, preparava le riunioni su dossier politici riservati e fondamentali per la costruzione del futuro partito Forza Italia.
    Ruppen non era un tipo che passava inosservato. Già nel 1992 aveva un curriculum criminale di un certo rilievo. Furto, falso, ricettazione (tutti reati commessi in gioventù) e un fallimento risalente a qualche anno prima.
    Ma soprattutto era un imprenditore al centro di una rete strettamente collegata con il governo provvisorio della Somalia in piena guerra civile. Non solo. Proprio in quei mesi del 1993 - quando il gruppo Botticelli lavorava al progetto politico di Silvio Berlusconi - la procura di Palmi si stava interessando a lui aprendo un fascicolo con pesantissime accuse, «attività illecite riconducibili ad associazioni massoniche (...) in relazione a traffici di armi e/o di rifiuti con paesi esteri, in particolare con la Somalia». E per rendere ancora più pesante l'accusa la procura di Palmi ipotizzava un legame stretto tra Ruppen e il duo Licio Gelli e Francesco Pazienza.
    Secondo alcuni documenti raccolti dalla procura di Milano alla fine degli anni '90 - che 'l'Espresso' ha potuto consultare - il coordinatore della segreteria del progetto Botticelli voluto da Dell'Utri faceva parte di un gruppo specializzato in traffici internazionali di rifiuti, conosciuto come progetto Urano, promosso da una fantomatica "Autorità territoriale del Sahara" (in sigla Ats).
    In un documento del 2 giugno 1992, relativo ad un accordo tra la società romana Interservice - diretta da un altro imprenditore strettamente legato a Ruppen, Ferdinando Dall'O - e la Ecos di Gibilterra (società di copertura della Ats), viene definito "ministro plenipotenziario" e garante di un accordo commerciale che di lì a poco lo avrebbe portato ad occuparsi di Somalia.

    Ancora più interessante è un secondo documento datato 24 giugno 1992, redatto a Nairobi, dove la Ecos di Gibilterra si presenta come promotrice di un progetto non ancora ben definito per il Corno d'Africa: a controfirmare è Giancarlo Marocchino, l'imprenditore di Mogadiscio che accorse per primo sul luogo dell'agguato mortale contro Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Dunque un filo diretto con il Corno d'Africa, zona dove era in arrivo il contingente italiano della missione Ibis, destinata ad un ritiro inglorioso pochi giorni prima delle elezioni del 1994.
    Per Ruppen quei mesi passati seguendo il piano pensato da Marcello Dell'Utri - «lavoro attualmente al cosiddetto progetto Forza Italia», raccontò alla procura di Alessandria il 23 novembre 1993, nell'ambito di indagini su una storia di riciclaggio - erano particolarmente intensi. Il governo provvisorio somalo qualche mese prima aveva concesso a Ruppen e al suo socio Ferdinando Dall'O una delega per occuparsi di un tema delicatissimo, il recupero dei fondi della cooperazione italiana per la Somalia, bloccati con la guerra. Nello stesso tempo - con un documento datato 10 aprile 1992 - li aveva autorizzati a sbarcare rifiuti ferrosi - "armamenti distrutti e altro" - in territorio somalo, al prezzo di 38 dollari la tonnellata, per una quantità di due milioni di tonnellate. Un affare gigantesco.
    Roberto Ruppen è morto sette anni fa, dopo essere sparito subito dopo le elezioni del marzo del 1994. Insieme a lui era sparito il suo socio, Ferdinando Dall'O; riapparirà solo nel 2006, rintracciato dalla ex moglie. Da qualche anno si occupa di imprese nell'area dei Balcani, a capo della Reale 2011 con uffici a Tirana. Presso il suo indirizzo italiano ha sede la direzione di una fabbrica di giocattoli che si intreccia, curiosamente, con affari di ben altro tipo: infrastrutture e consulenze per i paesi africani.

  2. #22
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,259
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    Riprendiamo: ottava parte.

    Il diario segreto del Pool.


    I consigli di Scalfaro. I timori di Craxi. Le offerte di Berlusconi... In un libro, i giudici ricordano.
    di Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio

    Retroscena, documenti inediti, testimonianze di tutti i protagonisti. A fine febbraio Feltrinelli manda in libreria la prima ricostruzione completa degli anni di Tangentopoli: "C'era una volta Mani Pulite". Nelle oltre 500 pagine del libro, Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio affrontano con rigore tutti i passaggi politico-giudiziari che hanno scandito il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica. "L'Espresso" pubblica alcuni brani estratti dalle testimonianze dei magistrati del pool.

    Sui contatti con Scalfaro nel '92, prima che il presidente affidasse l'incarico di formare il governo a Giuliano Amato e non a Craxi.
    Francesco Saverio Borrelli: "Ci fu un contatto telefonico diretto. Fui chiamato a Roma dall'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro il quale mi chiese un aggiornamento sui fatti della nostra inchiesta. In quel momento la persona di Craxi non era stata neppure sfiorata dalle indagini. Certo si potevano fare ipotesi, c'erano illazioni giornalistiche al riguardo, ma non c'era ancora nulla a suo carico. Semmai nelle indagini sul Pio Albergo Trivulzio era emerso il nome di suo figlio Bobo. Nel senso che Chiesa aveva finanziato la sua campagna elettorale. Comunque Bobo Craxi non fu nemmeno iscritto sul registro degli indagati. Rimase lì, come in freezer in attesa di eventuali sviluppi [...] Il presidente Scalfaro voleva ragguagli su Bettino Craxi allora favorito per la presidenza del Consiglio, poiché i giornali avevano già fatto il nome del figlio di Craxi. Ricordo che Scalfaro era piuttosto preoccupato, la voce tradiva una certa ansia: come se fosse preoccupato di ritrovarsi poi presto in una situazione difficile. E il mondo politico sperava che all'esito delle elezioni seguisse un incarico di governo a Craxi.
    "Così il presidente mi fece capire che la sua domanda era finalizzata a questo obiettivo [...] Io, ovviamente, non ho risposto, non mi sono azzardato a dare alcun consiglio, né alcuna indicazione valutativa, ho solo esposto la situazione. Mi sono limitato a comunicare che non c'era alcuna indagine aperta su Craxi".

  3. #23
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Aug 2013
    Messaggi
    40,112
     Likes dati
    11,668
     Like avuti
    14,894
    Mentioned
    350 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    E poi mi dite che non è ora che arrivi un "matto", senza interessi personali diretti che raccolga consensi a destra, a sinistra e tra gli astenuti che faccia piazza pulita di tutto questo marciume che si è stratificato in questi ultimi 20 anni ?
    Ultima modifica di gianc; 08-09-13 alle 12:18

  4. #24
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,259
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    Citazione Originariamente Scritto da gianc Visualizza Messaggio
    E poi mi dite che non è ora che arrivi un "matto", senza interessi personali diretti che raccolga consensi a destra, a sinistra e tra gli astenuti che faccia piazza pulita di tutto questo marciume che si è stratificato in questi ultimi 20 anni ?
    Uno sano di mente e, soprattutto, INCENSURATO no, eh?

  5. #25
    ascpe' mo' vengo!
    Data Registrazione
    01 Jul 2010
    Località
    Salerno
    Messaggi
    44,087
     Likes dati
    344
     Like avuti
    9,364
    Mentioned
    359 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Intermezzo "ad personam":

    È già successo tutto sette anni fa, quando la Camera doveva votare la decadenza di Cesare Previti e impiegò esattamente 14 mesi a fare ciò che avrebbe potuto e dovuto fare in un solo giorno.

    A questo punto si accettano scommesse su quanto tempo impiegherà l'attuale commissione a far fuori il berlusca.

  6. #26
    Super Troll
    Data Registrazione
    13 Oct 2010
    Località
    cagliari
    Messaggi
    78,414
     Likes dati
    3,887
     Like avuti
    9,802
    Mentioned
    355 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    è TUTTO UN GOMBLODDO...
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  7. #27
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Aug 2013
    Messaggi
    40,112
     Likes dati
    11,668
     Like avuti
    14,894
    Mentioned
    350 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Uno sano di mente e, soprattutto, INCENSURATO no, eh?
    Pretendi un po' troppo.
    Secondo te uno "sano di mente" e che non ha interessi personali da salvaguardare si metterebbe a capo di questo rissoso baraccone ?

  8. #28
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Aug 2013
    Messaggi
    40,112
     Likes dati
    11,668
     Like avuti
    14,894
    Mentioned
    350 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto il Guiscardo Visualizza Messaggio
    A questo punto si accettano scommesse su quanto tempo impiegherà l'attuale commissione a far fuori il berlusca.
    Io dico, non meno di sei mesi.

  9. #29
    Super Troll
    Data Registrazione
    13 Oct 2010
    Località
    cagliari
    Messaggi
    78,414
     Likes dati
    3,887
     Like avuti
    9,802
    Mentioned
    355 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    Citazione Originariamente Scritto da gianc Visualizza Messaggio
    Pretendi un po' troppo.
    Secondo te uno "sano di mente" e che non ha interessi personali da salvaguardare si metterebbe a capo di questo rissoso baraccone ?
    è vero... potrebbe farlo solo uno che vuole partecipare al banchetto sulla nostra pelle.. anche se ceausescu lo hanno fatto fuori solo per un pezzo di salame.,
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  10. #30
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,745
     Likes dati
    12,133
     Like avuti
    15,259
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Il thread della memoria.

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Ad usum bananas (ma non solo).

    Da usare "sul sintomo": alla prima comparsa di cloni e/o supercàzzole berlusconiche, "spalmare" il link sulla superficie del post "affètto" da bananismo.



    [...]

    QUI
    Silvio Berlusconi s’infilava sotto la doccia: piangeva sconsolato.

    Milano, aprile 1993.
    La sinistra trionfava sulle macerie di Tangentopoli. “Mi faranno fuori” ripeteva al suo guru politico Ezio Cartotto. “Che devo fare?”.
    Dell’Utri era favorevole alla discesa in campo, Confalonieri e Letta contrari.
    “Offelléé fa e il to mestée” lo supplicava Fidel. Pasticcere fa il tuo mestiere.
    Berlusconi allora fece venire Craxi ad Arcore. Pioveva a dirotto. Bettino gli spiegò come funziovano i collegi elettorali, lo incoraggiò con questa profetica avvertenza: “Quelli della sinistra dc sono i tuoi peggiori nemici, peggio del Pds”.
    A giugno in gran segreto venne depositato il marchio di Forza Italia in tribunale. A luglio un sondaggio segreto precipitò il Cavaliere nella più cupa disperazione: alle prossime elezioni la sinistra avrebbe incamerato 420 seggi su 630.
    Non c’erano più speranze per lui.
    A fine estate nei corridoi romani cominciarono a circolare fitte voci sul suo ingresso in politica.
    Il 13 settembre Berlusconi smentì solennemente: “Non c’è alcun partito di Berlusconi, non c’è nemmeno in previsione alcun impegno diretto mio: è assolutamente impensabile che chi fa il mestiere del comunicatore possa proporsi come soggetto politico”.

    La bugia s’ingrossò come una mongolfiera.
    Fede confessò a Prima Comunicazione: “Se farà un esercito io mio arruolerò”.
    Fu Repubblica, il 22 ottobre a svelare il manuale del partito berlusconiano, quella che Dell’Utri battezzò l’Operazione Botticelli, dal nome della sala del Jolly di Milano 2 che ospitava le riunioni con i quadri di Publitalia.
    Berlusconì smentì reciso.
    Ma il cielo romano era ormai gonfio di supposizioni, fino a quando il 23 novembre, parlando con Mauro Anselmo della Stampa, Berlusconi ruppe gli indugi, spiegando che la discesa in campo era un’ipotesi concreta: i sindaci progressisti avevano appena stravinto le amministrative.


    La sinistra non diede l’impressione di prendere troppo sul serio Silvio B. “Di tutto questo Paese ha bisogno fuorché di un De Gaulle da operetta”, liquidò la questione Bassanini.
    Occhetto maramaldeggiò: “Ma si dedichi allo sport è l’unico settore in cui riesce bene”.
    Vita ricordò l’esempio brasiliano, di un presidente della Repubblica eletto dall’oligopolio di Rede Globo.
    E D’Alema tranchant: “Eh, ma noi mica siamo il Brasile!”
    Il segretario socialista Del Turco si disse sicuro che la discesa in campo avrebbe danneggiato la Fininvest.
    Legambiente propose di boicottare i prodotti Standa e di disertare le partite del Milan, i giornali pubblicarono con gran risalto l’idea, “ma era solo una provocazione, uno scherzo” innescò subito la retromarcia Ermete Realacci.
    Berlusconi, a Casalecchio di Reno, fece outing per Fini sindaco di Roma.
    Quattro mesi dopo era il padrone del Paese.

    Cielo, sono passati vent’anni! E il “De Gaulle da operetta” oggi giunge al bivio del suo lungo dominio.
    L’estate che va a morire forse è stata la peggiore di tutte: solo in una nazione ammorbata come l’Italia del 2013 si poteva pensare di assistere all’osceno spettacolo di un satrapo che si ritiene sciolto dalle leggi, e che per mesi ricatta governo e Parlamento.

    La sinistra ora può fare una sola cosa per riparare al torto di quell’autunno del ’93, quando Silvio si chiudeva nella doccia a piangere inconsolabile.
    Ultima modifica di MrBojangles; 09-09-13 alle 13:38

 

 
Pagina 3 di 8 PrimaPrima ... 234 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 06-02-10, 18:08
  2. Thread A Futura Memoria
    Di Dottor Zoidberg nel forum Fondoscala
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 05-12-08, 21:08
  3. Addio... (thread della memoria)
    Di S. M. Ejzenstejn nel forum Hdemia
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 11-05-03, 17:42
  4. Oggi giornata della memoria in ricordo della tragedia delle Foibe
    Di Asteroids nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 11-02-03, 15:24
  5. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 31-01-03, 12:26

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito