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Discussione: Russia

  1. #71
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    Predefinito Re: Russia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Torno a ripetere: una situazione di vantaggio va anche saputa gestire e Putin, anziché arricchire se stesso o la sua cerchia, ha usato quei soldi per fare una politica sociale migliore di quella precedente e davvero lodevole, come nel caso della lotta all'aborto.

    Clinton era un coglione, Putin è uno statista.


    Putin e' un uomo di apparato perche ha fatto la carriera nel KGB, non come spia operativa come si e' detto, ma di analista e poi di "politicante".

    Le sue riforme e il suo operato rispetto a quello di Eltsin e anche Gorbaciov "brilla" per coerenza e chiarezza.

    Ma ripeto, le vere riforme strutturali non ci sono state. Putin e' stato una evoluzione non una rivoluzione.

  2. #72
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    Predefinito Re: Russia

    Mi chiedo se ci sei o ci fai... Lo sai vero che Gazprom per evitare "storie" ha dovuto offrire sconti ai suoi clienti Europei?

    Gazprom lo sappiamo non e' piu sulla cresta dell'onda come 5-6 anni fa.

    Le cose sono cambiate perche i prezzi del gas hanno smesso di crescere e si sono anche abbassati. Chiaramente prima o poi (forse) si sapra chi ha incassato i dividenti di Gazprom e dove sono finiti i soldi, mi pare che la tangentopoli italiana rispetto a quella russa e' roba da dilettanti.

  3. #73
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    Predefinito Re: Russia

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Era in relazione a quando FINIREBBE il petrolio... e fra 20 ani.. era in ASSENZA di investimenti... dai su... non mi cadere dal pero...
    Appunto: in assenza di investimenti....chi ti dice che in 20 anni non verrà investito un solo rublo se, come abbiamo detto entrambi, sono i russi stessi a riconoscere il problema?

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Mi chiedo se ci sei o ci fai... Lo sai vero che Gazprom per evitare "storie" ha dovuto offrire sconti ai suoi clienti Europei?

    Come mai?

    Perche' fra rinnovabili e possibilita' di scelta guarda che stava accadendo:




    Ma puoi sempre parlarci tu con i vertici della Gazprom e tirarli su di morale.
    Non c'è bisogno che ci parli io.
    Sono già così soddisfatti, visto l'incremento delle esportazioni di gas nel primo semestre del 2013:

    Gazprom annuncia: Più gas all'Europa

    Il colosso energetico russo ha incrementato del 10 per cento le forniture al Vecchio Continente nel primo semestre del 2013

    Alla riunione annuale degli azionisti, il presidente del cda di Gazprom, Alexei Miller, ha annunciato che per la fine del 2013 la società è intenzionata a esportare in Europa più di 160 miliardi di metri cubi di gas. Secondo quanto riferito da Miller nel 2012 l’azienda ha veduto in Europa 139,9 miliardi di metri cubi di gas con contratti a lungo termine e 151 miliardi di metri cubi in totale. Ancora a febbraio i piani di Gazprom per il 2013 erano più contenuti: la crescita prevista toccava i 152 miliardi di metri cubi.

    Sono stati gli indici favorevoli del primo semestre 2013 a generare ottimismo nella società: circa 80 miliardi di metri cubi, il 10 per cento in più rispetto allo stesso arco di tempo del 2012. Miller ha spiegato che Gazprom conta di aumentare le forniture, considerato che i concorrenti si orienteranno sui mercati di eccellenza del Pacific Rim, mentre nei Paesi europei l’estrazione di gas è in calo.

    In tale contesto la Turchia potrebbe diventare il primo Paese per l’acquisto di gas russo, superando la Germania; il mercato turco si è rivelato quindi per Gazprom il più dinamico dal punto di vista della crescita. L’anno scorso ha raggiunto il secondo posto per volumi di gas importato da Gazprom, oggi invece “è già a un passo dalla Germania”, ha dichiarato Miller, aggiungendo che a breve la società potrà ottenere i massimi impegni contrattuali su base annua per la fornitura di gas in Turchia, vale a dire 30 miliardi di metri cubi. Secondo i dati dell’East European Gas Analysis, nel 2012 la Turchia ha importato 43 miliardi di metri cubi di gas, di cui più della metà (27 miliardi) dalla Russia.

    Mikhail Korchemkin, direttore dell’East European Gas Analysis, ritiene che puntare sull’aumento della quota europea basandosi soltanto sul rafforzamento delle posizioni in Turchia sia un po’ troppo ottimistico. “Nei primi cinque mesi il consumo di gas in Turchia si è ridotto del 17 per cento, sono crollate anche le vendite di Gazprom e di altri esportatori nella regione a eccezione dell’Iran”, ha osservato Korchemkin.

    Anche in Germania si profila un avanzamento nelle trattative con Gazprom. A un anno di distanza si è risolto il conflitto con la Rwe (importante compagnia elettrica tedesca): per circa un anno le aziende hanno discusso la possibilità di agevolazioni, ma in definitiva sono riusciti ad appianare i contrasti soltanto passando dal tribunale. L?arbitrato internazionale ha decretato che Gazprom dovrà rimborsare la società tedesca con una somma pari alla differenza di prezzo, a partire dal maggio del 2010. Le parti non hanno commentato i dettagli della decisione giuridica e le dimensioni del rimborso.

    Tuttavia, secondo i dati di una fonte vicina a Gazprom, si parla di 1,5 miliardi di euro, che dovranno essere versati nel corso del 2013 (a questo riguardo non sono pervenuti commenti ufficiali da parte dei rappresentanti di Rwe e Gazprom). Il vicedirettore del Consiglio d’amministrazione di Gazprom, Aleksandr Medvedev, si è limitato a riferire a Vedomosti che la società adempierà l’ingiunzione arbitrale. Medvedev ha anche promesso agli azionisti che nei prossimi giorni Gazprom annuncerà la conclusione delle trattative con alcuni importatori europei per la modifica dei prezzi.

    Un’altra chance di aumentare le quote europee è riposta nello spostamento di interessi dei concorrenti verso l’Asia. Secondo Miller le forniture di altri esportatori in Europa nel primo trimestre 2013 si sono notevolmente ridotte: dall’Algeria il calo è stato del 10 per cento, dalla Libia del 12,9, dal Qatar del 42.

    Non ci saranno problemi con le materie prime: con la messa in funzione del giacimento di Bovanenkovskoe, Gazprom si è assicurata un’estrazione di 600 miliardi di metri cubi all’anno. Pertanto per il 2030 il colosso russo ha intenzione di aumentare la sua presenza in Europa, passando dal 26 al 33 per cento (il progetto precedente arriva al 32 per cento). Il successo di Gazprom in Europa dipenderà in gran parte dai prezzi del carbone che sta spodestando il gas naturale nel settore dell’ingegneria energetica.

    Nelle previsioni a lungo termine, invece, – ritiene Korchemkin – il fattore decisivo sarà costituito dalle mosse dei concorrenti in Europa, in particolare di coloro che in questo momento si occupano dello sfruttamento di nuovi giacimenti nel Mediterraneo.

    Gli attori del mercato, va detto, non ne vedono il senso. “Lavoreremo comunque secondo gli standard PRMS, e il passaggio a una nuova classificazione richiederebbe spese aggiuntive. Per di più per gli auditor, almeno al momento, un nuovo documento non avrebbe nessuna legittimità” spiega un top manager della grande azienda petrolifera russa. Valerij Nesterov incalza: “Gli investor che vogliono lavorare in Russia hanno dati completi sugli attivi che li interessa. Anche per i giacimenti più piccoli hanno fatto una loro verifica”.

    Igor Sechin è convinto che i dati pubblici sulle riserve permetteranno di attirare nel settore nuovi investor stranieri. Anche le autorità russe lo sperano. “La decisione di mantenere segrete le riserve di gas e petrolio era ridicola. Viviamo già da più di 20 anni in rapporti di mercato, qui da noi lavorano molti investitori stranieri e siamo interessati ad aumentarne la presenza, non abbiamo più niente da nascondere” sintetizza una fonte vicina al governo, chiedendo di rimanere anonima.

    La Russia svela i dati sulle riserve di gas e petrolio | Russia Oggi


    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Hai Ragione.. la bnanca Centrale Russa non deve preoccuparsi.. cacchio ne la banca centrale Russa....

    Leggi l'articolo anziché fare il cazzaro.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  4. #74
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    Predefinito Re: Russia

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Bah a parte che io ho detto tutt' altro:

    " e' che la bonanza quando finisce non ha alternative,'

    Che tu hai interpretato come "fine del petrolio".

    Difatti alla risposta ti ho scritto:

    "Il Petrolio la Russia lo avra' per molto tempo, se investe, ai ritmi attuali e' per 20 anni.
    Ma il problema e' che appunto e' DIPENDENTE dai prezzi di tale risorsa, che vanno su e vanno giu, le spese dello stato, vanno sempre su, quindi quando il prezzo della risorsa cala, le spese NO, e non si hano latre reali entrate, arrivnao i problemi."


    Quindi come vedi hai capito male.
    Nella parte del post che hai appena quotato stavo parlando della crescita dell'industria bellica.

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Ah se vuoi ci metitmao quello che vuoi.. ma era per farti coapuire che quelal voce e' quasi irrelevante (come peso economico, il peso delle esportazini sono le materie prime, 80% i numeri sono numeri), quello ha piu' valore politico che economico.
    Ti ricordo che avevi detto che la crescita russa è avvenuta negli ultimi anni solo nell'ambito degli idrocarburi e il successo nelle esportazioni di armamenti smentisce questa tua asserzione...poi con ciò non volevo dire che per l'economia russa non siano decisive più le prime delle seconde, infatti se leggessi con attenzione vedresti che non l'ho scritto.

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Ma ti rendi conto che il mix delle esportazioni e' pasato da essere dipendente al 50% dalle materie prima all 80%,? Il resto e' "fuffa"... Sono cose "marginali".
    Un miglioramento sensibile dell'industria bellica sarebbe un fatto marginale? Se lo dici tu....parlane con i tuoi "compatrioti" yankees che vedono nel riarmo russo e nell'aumento delle esportazioni di armamenti un "pericolo" per la "pace".


    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    L' URSS esportava principalmente le STESSE IDENTICHE cose che la Russia esporta oggi... dove sarebbe la diversificazione dell' economia? Da nessuna parte... ANZI... l' ecomomia si e' ultra specializzata nelle materie prime (80% dell' export), appunto portando il paese in uno scenario da malattia Olandese.. ripeto i nuemri sono numeri... e puoi solo fa FINTA di non vederli.

    Se volevi fare una battuta in stile zelig.. ci sei riuscito.
    Non sviare da quello che stavamo dicendo: tu avevi detto che la crescita russa c'è stata solo nel settore del gas e del petrolio, mentre invece le esportazioni sono aumentate anche in altri settori, pur non incidendo quanto il primo. E' così difficile da ammettere? Cosa c'entra poi il fatto che l'URSS esportava principalmente le stesse cose? E allora? Cosa volevi fare in una nazione che dopo Eltsin era finita sotto terra? Puntare subito sulla diversificazione? Ma non diciamo cazzate.


    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Negare cosa?
    Che con Putin l'industria bellica russa ha aumentato le esportazioni.

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio

    I dati del PIL sono in base ai valori delle materie prime... mica vorrai comparare l'economia Russa con quella Tedesca o Giapponese spero.. Capisco che per poter dare un senso al tuo discorso/ragionamento tu debba far fitna che la "magia" del PIl Russo dipenda da chissa' quali scelte dell' homo forte Puntin, ma semplicemente cosi non e'.
    La Russia e' e rimarra' un paese NON industrializzato, soffre appunto da malattia Olandese, e non vi e' nessun segnale che possa indicare altro, del resto il trend e' chiaro, da 50 all 80% il peso delle materie prime.. piu' chiardo di cosi.. si muore.

    Voler far passare il trend PIL di un paese esportatore di materie prime in un ciclo di prezzi elevati come qualcosa di eccezionale e' o una battuta comica, malafede, o semplice ingnoranza del tema economico.. non a caso... ripeto.. trovami anche solo un paese esportatore di materie prime come gas, petrolio, ecc ecc... che non abbia avuto un PIl in crescita e con ritmi "quasi Cinesi".... cosa ti indica questo?
    Io mi limito a rilevare che il PIL russo è cresciuto nel 2010, nel 2011, nel 2012 e nel 2013...Questa è la "fallimentare" gestione di Putin. L'importante è esserne convinti.
    Non ho detto che le esportazioni di gas e petrolio non siano in relazione con la crescita del PIL, ma che la Russia, piaccia o meno, è al momento un paese molto più solido di altri. Se la Russia cresce anche in un momento in cui i prezzi scendono vuol dire che il possesso di tali risorse le consente ancora di giocare un ruolo fondamentale nello snodo energetico.

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Tentantivi in corso.. cos'e' ? Un nuovo eufemismo per dire che ad oggi non hanno ottenuto risultati soddisfacenti, tanto che appunto il peso delle materie prime e' passato dal 50 all 80% delle esportazioni?
    Dopo 11/12 anni di poter puoi perfettamente dare giudizi,....
    I buoni risutlati economici Russi ci sono, certo, grazie al prezzo in rialzo delle materie prime, difatti quando queste subisco un calo, l' economia Russa tracolla, esempio appunto 2008/2009 (quando nel 2 tri. 2009 tocco' un bel -11%).
    Non li puoi dare perché Putin nell'immediato ha giustamente puntato tutto sull'energia - gas e petrolio - vista la situazione della Russia, che aveva un debito pubblico estero altissimo, una disoccupazione notevole, un settore terziario praticamente inesistente, un'industria bellica che era ridicola in confronto a quella dell'era sovietica, ecc. Per ricominciare da zero su cosa punti? Ovviamente sui tuoi punti di forza e DOPO, eventualmente, una volta che ti sei consolidato cerchi di diversificare. Non mi sembra tanto illogico.


    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Certo, e' nettamente cambiata, le esportazioni di materie prime sono passate dall' essere il 50 all 80% delle esportazioni, ed i prezzi del petrolio sono passati da 11/12 dollari al barile ad un picco di 150, tu che dici...?
    Che l'industria bellica e Nucleare abbiano avuto una ripresa, certo, ma? Quanto pesano nelle esportazioni, crescono piu' del settore principale? Sono settori con ampi margini di crescita?
    Hai ragiopne, la Russia e' un fenmomeno, sono cosi fiduciosi i Russi che tutti gli anni portano fuori dal paese mld e mld di dollari... Hanno una fiducia enorme! Si vede che nel 2008/2009 si sono resi conto che erano completamente ed assolitamente dipendenti da una sola tipologia di fattore economico.
    Se i miglioramenti nell'industria bellica e nucleare, dal punto di vista qualitativo, saranno costanti allora cresceranno ancora le esportazioni e questo le renderà sempre più rilevanti....in prospettiva. E' chiaro che oggi - ma neanche domani o dopodomani - non può essere così, ma, ripeto, se continuerà di questo passo le prospettive sono tutt'altro che negative, pur esistendo le difficoltà (ma chi le ha negate?).


    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Non si capisce se leggi o fai finta di non legewgre cois tanto per poter dir quello che vuoi:



    Guardati i prezzi del petrolio dal 2009 al presente.... tu continui a ragionare, (facendo finta di nulla) come se il PIL Russo NON dipendesse COMPLETAMENTE dai prezzi delle materie prime.. in pratica e' come voler guardare un quedro del Caravaggio con gli occhi chiusi.

    Avvisa Putin ed il governatore della Banca Centrale Russa che non si preoccupino quindi della dinamica del' economia Russa, perche' loro sono preoccupati, ma basterebbe che parlassero con te per dormire piu' tranquilli.
    Sei tu che hai detto che i prezzi del petrolio sono in calo...eppure la Russia cresce. Perché? Te lo dico io: perché comunque rimane uno snodo energetico fondamentale e questo per la Russia è un'ipoteca sul futuro (pur senza negare le difficoltà ecc. ecc.).
    Punto e stop. Altro non ho detto.

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Ma se ti ho chiesto svariati volte di farmi un esempio di un paese esportatore di materie prime che abbia avuto un PIL in calo dal 2009 al presente.. eh ma se fai finta di non leggere mica e' colpa mia eh.
    Non ho risposto semplicemente perché non c'è ma non è rilevante: finché il petrolio e il gas saranno risorse energetiche fondamentali, la Russia avrà un ruolo insurrogabile. Tant'è che....


    Petrolio, il record degli ultimi 25 anni


    A giugno 2013 il volume medio estratto giornalmente in Russia è stato di 10,53 milioni di barili; numeri maggiori erano stati registrati solo nel 1988

    Le estrazioni di petrolio a giugno 2013 hanno raggiunto i 10,53 milioni di barili al giorno: è quanto risulta dai dati della Direzione Centrale per il Coordinamento del Comparto Energia e Idrocarburi (Cdu Tek). Solo 25 anni fa se ne estraeva di più. Secondo i dati di BP, nel 1988 il volume medio giornaliero delle estrazioni di petrolio nella RSFSR, la Russia sovietica, era di 11,070 milioni di barili. In seguito, i volumi iniziarono a calare e raggiunsero il minimo storico nel 1996, con 6,06 milioni di barili. Lo scorso anno è stato registrato il dato di 10,37 milioni di barili.

    A far segnare questo record hanno contribuito due fattori, osserva l'analista del settore oil & gas di J.P. Morgan Andrei Gromadin. Innanzitutto, l'incremento delle estrazioni della compagnia Rosneft nel giacimento di Vankor. Nel 2012 il giacimento ha prodotto 18,3 milioni di tonnellate di petrolio. Quest'anno Rosneft prevede di incrementare le estrazioni di Vankor fino al livello massimo di 25 milioni di tonnellate. "All'inizio dell'anno i dirigenti della compagnia avevano annunciato che le estrazioni giornaliere a Vankor sarebbero state di 420-440mila barili. Attualmente hanno raggiunto i 430mila barili", osserva Gromadin e aggiunge che le estrazioni da questo giacimento non sono destinate a crescere ulteriormente.

    Il secondo fattore, secondo Gromadin, è l'aumento della produzione di condensati di gas naturale da parte di Gazprom. Nel 2010 le estrazioni di Gazprom ammontavano a 270mila barili al giorno; un anno dopo erano 300mila barili, e attualmente hanno raggiunto i 350mila barili. L'aumento delle estrazioni è stato reso possibile dagli elevati prezzi del greggio, che a febbraio 2013 hanno raggiunto il picco di 119 dollari al barile; il valore medio nel primo semestre di quest'anno è di 108 dollari al barile, come osserva Artur Akhmetov, analista della compagnia finanziaria e di investimenti Solid.

    Per i volumi delle sue estrazioni, la Russia ha da tempo superato l'Arabia Saudita. Nel Paese arabo, secondo i dati dell'agenzia Bloomberg, a giugno 2013 sono stati estratti 9,47 milioni di barili al giorno. L'analista di Raiffeisen Bank, Andrei Polischuk, dal canto suo, ritiene che l'Arabia Saudita potrebbe facilmente incrementare le sue estrazioni fino a 12,5 milioni di barili al giorno, ma che non lo sta facendo per non far crollare le quotazioni del petrolio.

    Secondo Polischuk, non è un caso che Rosneft stia rapidamente aumentando le proprie estrazioni di petrolio. La compagnia ha firmato una serie di grossi contratti a lungo termine per la fornitura di greggio. A partire da luglio 2013, Rosneft dovrà fornire a PKN Orlen 8,6 milioni di tonnellate all'anno fino al 2016. Alla cinese CNPC fornirà 365 milioni di tonnellate a partire dal 2014 e per un periodo di 25 anni.

    I rappresentanti delle compagnie petrolifere non si azzardano a commentare la dinamica delle estrazioni di petrolio in Russia, né le loro prospettive. "L'argomento è troppo complesso", dichiara un dipendente di una delle società, e ricorda come le compagnie petrolifere abbiano più volte affermato che per garantire il buon funzionamento del settore servono condizioni stabili che permettano degli investimenti a lungo termine.

    D'altronde, ciascuna compagnia in una prospettiva a medio termine prevede una crescita, seppur moderata. Il presidente di Rosneft, Igor Sechin, in seguito all'acquisto di TNK-BP, ha dichiarato che quest'anno le estrazioni di petrolio della compagnia sorta dalla fusione saranno pari a 215 milioni di tonnellate. Nel 2012, le due compagnie avevano estratto in totale 205 milioni di tonnellate. Entro il 2017 Rosneft progetta di incrementare le estrazioni dal giacimento di Verkhnechonsk e da quelli limitrofi fino quasi a raddoppiarle, raggiungendo i 15 milioni di tonnellate di petrolio all'anno.

    Il presidente di Lukoil, Vagit Alekperov, a fine giugno 2013 ha dichiarato che la sua società prevede un aumento delle estrazioni dell'1 per cento annuale a partire dal 2013. I prossimi grandi giacimenti della compagnia ad entrare in funzione nel 2016 saranno quello intitolato a Filanovskij, nel Mar Caspio, e il giacimento Imilorskoe nel distretto autonomo di Khanty-Mansijsk.

    Un rappresentante di Gazprom Neft spiega che nel 2013 la compagnia prevede di estrarre 62 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. Entro il 2025, poi, si dovrebbero raggiungere i 100 milioni di tonnellate.

    Il direttore generale di Surgutneftegaz, Vladimir Bogdanov, ha recentemente dichiarato che nei prossimi anni la sua compagnia produrrà 60-62 milioni di tonnellate di petrolio all'anno (nel 2012 la società ha estratto 61,4 milioni di tonnellate). Il valore della produzione resterà costante anche per Bashneft nei prossimi 3-4 anni (15 milioni di tonnellate): lo ha annunciato un rappresentante della compagnia. Le estrazioni dai giacimenti di Trebs e Titov entro il 2018 raggiungeranno i 4,8 milioni di tonnellate.

    Gromadin è però convinto che il record di giugno 2013 rappresenti il limite massimo, e che in una prospettiva a breve termine non vi siano i presupposti per un ulteriore aumento. Akhmetov ritiene che fino alla fine dell'anno le estrazioni si manterranno nell'ordine dei 10,5 milioni di barili al giorno. Polischuk, dal canto suo, fa presente che nello schema generale di sviluppo del settore petrolifero della Russia fino al 2020 le estrazioni dovranno mantenersi sul livello dei 505 milioni di tonnellate annue (nel 2012 sono state di 518 milioni di tonnellate).

    L'esperto osserva che l'80 per cento delle riserve si trova nei giacimenti già in corso di sfruttamento. Akhmetov invece ritiene possibile che prima del 2020, grazie allo sfruttamento della piattaforma continentale e delle riserve di petrolio di difficile accesso, le estrazioni cresceranno fino a 10,8-11,0 milioni di barili al giorno.


    Petrolio, il record degli ultimi 25 anni | Russia Oggi

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Poi semmai rileggi cosa ti si e' scitto.. perche' gia' alla prmaa parte del post hai risposto piu' in base a cosa TU avevi pensato di capire piuttosto che in base a cosa gli altri ti abbiano scritto..
    E cosa intendevi allora?
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  5. #75
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Russia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Appunto: in assenza di investimenti....chi ti dice che in 20 anni non verrà investito un solo rublo se, come abbiamo detto entrambi, sono i russi stessi a riconoscere il problema?
    Apunto nulla, continui a cadermi dal pero, hai letto cosa ti hi scritto nei primi post o no? Te lo pure riquotato.

    "Il Petrolio la Russia lo avra' per molto tempo, se investe, ai ritmi attuali e' per 20 anni.
    Ma il problema e' che appunto e' DIPENDENTE dai prezzi di tale risorsa, che vanno su e vanno giu, le spese dello stato, vanno sempre su, quindi quando il prezzo della risorsa cala, le spese NO, e non si hano latre reali entrate, arrivnao i problemi."

    Che poi era il punto dell articolo iniziale, te ancora ripeti quello che avevi voluto capire tu e non quello che ti hanno scritto.


    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Non c'è bisogno che ci parli io.
    Sono già così soddisfatti, visto l'incremento delle esportazioni di gas nel primo semestre del 2013:

    Gazprom annuncia: Più gas all'Europa

    Il colosso energetico russo ha incrementato del 10 per cento le forniture al Vecchio Continente nel primo semestre del 2013

    Alla riunione annuale degli azionisti, il presidente del cda di Gazprom, Alexei Miller, ha annunciato che per la fine del 2013 la società è intenzionata a esportare in Europa più di 160 miliardi di metri cubi di gas. Secondo quanto riferito da Miller nel 2012 l’azienda ha veduto in Europa 139,9 miliardi di metri cubi di gas con contratti a lungo termine e 151 miliardi di metri cubi in totale. Ancora a febbraio i piani di Gazprom per il 2013 erano più contenuti: la crescita prevista toccava i 152 miliardi di metri cubi.

    Sono stati gli indici favorevoli del primo semestre 2013 a generare ottimismo nella società: circa 80 miliardi di metri cubi, il 10 per cento in più rispetto allo stesso arco di tempo del 2012. Miller ha spiegato che Gazprom conta di aumentare le forniture, considerato che i concorrenti si orienteranno sui mercati di eccellenza del Pacific Rim, mentre nei Paesi europei l’estrazione di gas è in calo.

    In tale contesto la Turchia potrebbe diventare il primo Paese per l’acquisto di gas russo, superando la Germania; il mercato turco si è rivelato quindi per Gazprom il più dinamico dal punto di vista della crescita. L’anno scorso ha raggiunto il secondo posto per volumi di gas importato da Gazprom, oggi invece “è già a un passo dalla Germania”, ha dichiarato Miller, aggiungendo che a breve la società potrà ottenere i massimi impegni contrattuali su base annua per la fornitura di gas in Turchia, vale a dire 30 miliardi di metri cubi. Secondo i dati dell’East European Gas Analysis, nel 2012 la Turchia ha importato 43 miliardi di metri cubi di gas, di cui più della metà (27 miliardi) dalla Russia.

    Mikhail Korchemkin, direttore dell’East European Gas Analysis, ritiene che puntare sull’aumento della quota europea basandosi soltanto sul rafforzamento delle posizioni in Turchia sia un po’ troppo ottimistico. “Nei primi cinque mesi il consumo di gas in Turchia si è ridotto del 17 per cento, sono crollate anche le vendite di Gazprom e di altri esportatori nella regione a eccezione dell’Iran”, ha osservato Korchemkin.

    Anche in Germania si profila un avanzamento nelle trattative con Gazprom. A un anno di distanza si è risolto il conflitto con la Rwe (importante compagnia elettrica tedesca): per circa un anno le aziende hanno discusso la possibilità di agevolazioni, ma in definitiva sono riusciti ad appianare i contrasti soltanto passando dal tribunale. L?arbitrato internazionale ha decretato che Gazprom dovrà rimborsare la società tedesca con una somma pari alla differenza di prezzo, a partire dal maggio del 2010. Le parti non hanno commentato i dettagli della decisione giuridica e le dimensioni del rimborso.

    Tuttavia, secondo i dati di una fonte vicina a Gazprom, si parla di 1,5 miliardi di euro, che dovranno essere versati nel corso del 2013 (a questo riguardo non sono pervenuti commenti ufficiali da parte dei rappresentanti di Rwe e Gazprom). Il vicedirettore del Consiglio d’amministrazione di Gazprom, Aleksandr Medvedev, si è limitato a riferire a Vedomosti che la società adempierà l’ingiunzione arbitrale. Medvedev ha anche promesso agli azionisti che nei prossimi giorni Gazprom annuncerà la conclusione delle trattative con alcuni importatori europei per la modifica dei prezzi.

    Un’altra chance di aumentare le quote europee è riposta nello spostamento di interessi dei concorrenti verso l’Asia. Secondo Miller le forniture di altri esportatori in Europa nel primo trimestre 2013 si sono notevolmente ridotte: dall’Algeria il calo è stato del 10 per cento, dalla Libia del 12,9, dal Qatar del 42.

    Non ci saranno problemi con le materie prime: con la messa in funzione del giacimento di Bovanenkovskoe, Gazprom si è assicurata un’estrazione di 600 miliardi di metri cubi all’anno. Pertanto per il 2030 il colosso russo ha intenzione di aumentare la sua presenza in Europa, passando dal 26 al 33 per cento (il progetto precedente arriva al 32 per cento). Il successo di Gazprom in Europa dipenderà in gran parte dai prezzi del carbone che sta spodestando il gas naturale nel settore dell’ingegneria energetica.

    Nelle previsioni a lungo termine, invece, – ritiene Korchemkin – il fattore decisivo sarà costituito dalle mosse dei concorrenti in Europa, in particolare di coloro che in questo momento si occupano dello sfruttamento di nuovi giacimenti nel Mediterraneo.

    Gli attori del mercato, va detto, non ne vedono il senso. “Lavoreremo comunque secondo gli standard PRMS, e il passaggio a una nuova classificazione richiederebbe spese aggiuntive. Per di più per gli auditor, almeno al momento, un nuovo documento non avrebbe nessuna legittimità” spiega un top manager della grande azienda petrolifera russa. Valerij Nesterov incalza: “Gli investor che vogliono lavorare in Russia hanno dati completi sugli attivi che li interessa. Anche per i giacimenti più piccoli hanno fatto una loro verifica”.

    Igor Sechin è convinto che i dati pubblici sulle riserve permetteranno di attirare nel settore nuovi investor stranieri. Anche le autorità russe lo sperano. “La decisione di mantenere segrete le riserve di gas e petrolio era ridicola. Viviamo già da più di 20 anni in rapporti di mercato, qui da noi lavorano molti investitori stranieri e siamo interessati ad aumentarne la presenza, non abbiamo più niente da nascondere” sintetizza una fonte vicina al governo, chiedendo di rimanere anonima.

    La Russia svela i dati sulle riserve di gas e petrolio | Russia Oggi
    La Russia dovrebbe mantenere un 30% di mercato in Europa, nel 2008 era al 42/43%, non e' che si azzera, ma OVVIAMENTE avra' meno entrate ed i prezzi sono in calo, difatti Gazprom che i Russi nel 200/2008 trionfalmente indicavano che sarebbe stata la prima azienda la mondo a raggiungere il trillione di dollari di valore, vale oggi aprox come Facebook, dai 90 ai 100 mld di dollari, meno della meta' di allora.

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Leggi l'articolo anziché fare il cazzaro.
    Posso leggere tutti gli articoli che vuoi... ma mi devi spiegare come mai la Banca Centrale Russa si dice estremamente preoccupata della fuga di capitali? Mandagli il link dell'articolo, cosi li tiri su di morale.

    PS: l'artivolo l'ho letto... e che dice?

    "Per aumentare il volume degli investimenti, la Russia ha bisogno di un nuovo sistema giudiziario indipendente, una legislazione sostanzialmente rivista, un sistema efficace di tutela dei diritti dei proprietari e degli azionisti di minoranza, una nuova strategia di investimento dello Stato stesso (per sostituire gli investimenti in titoli del Tesoro statunitensi con il coinvolgimento simultaneo di debiti costosi per le imprese private), un aumento del fatturato dei fondi, una demonopolizzazione e una nuova privatizzazione, così come molte altre misure necessarie a produrre un incremento reale degli investimenti, sia nazionali che esteri. E non è detto che alla fine, a seguito di una crescita massiccia degli investimenti, il deflusso di capitali non aumenti."


    In poche parole deve rifare il framework economico e legale... difatti e non caso vi e' una fuga di capitali... i pratica fa una gran girotondo per poi appunto indicare il punto, che nonvi sono le condizioni perche; gli investimenti siano realizzati DENTRO il paese, cosa di NON poco conto:

    ", un sistema efficace di tutela dei diritti dei proprietari e degli azionisti di minoranza"

    Dice anche una inesattezza, quella che l' Italia "importerebbe" capitali. L' Italia sono anni che ha un deflusso di capitali.


    Continuo a chiedermi come mai la Banca Centrale Russa si senta cosi preoccupata di questi deflussi.
    Globalizzazione..... si grazie.

  6. #76
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    Predefinito Re: Russia

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Apunto nulla, continui a cadermi dal pero, hai letto cosa ti hi scritto nei primi post o no? Te lo pure riquotato.

    "Il Petrolio la Russia lo avra' per molto tempo, se investe, ai ritmi attuali e' per 20 anni.
    Ma il problema e' che appunto e' DIPENDENTE dai prezzi di tale risorsa, che vanno su e vanno giu, le spese dello stato, vanno sempre su, quindi quando il prezzo della risorsa cala, le spese NO, e non si hano latre reali entrate, arrivnao i problemi."

    Che poi era il punto dell articolo iniziale, te ancora ripeti quello che avevi voluto capire tu e non quello che ti hanno scritto.
    Già ho detto: bisognerà vedere cosa farà la Russia nei prossimi vent'anni. Se migliorerà nei settori in cui è attualmente in crescita, ed investirà per migliorare in altri, allora col tempo potrà diversificare le sue risorse. Per il momento è giusto che prosegua su questa strada.

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    La Russia dovrebbe mantenere un 30% di mercato in Europa, nel 2008 era al 42/43%, non e' che si azzera, ma OVVIAMENTE avra' meno entrate ed i prezzi sono in calo, difatti Gazprom che i Russi nel 200/2008 trionfalmente indicavano che sarebbe stata la prima azienda la mondo a raggiungere il trillione di dollari di valore, vale oggi aprox come Facebook, dai 90 ai 100 mld di dollari, meno della meta' di allora.
    Non ho i dati del 2008, comunque c'è stata una crisi economica mondiale di mezzo che non è poco.

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Posso leggere tutti gli articoli che vuoi... ma mi devi spiegare come mai la Banca Centrale Russa si dice estremamente preoccupata della fuga di capitali? Mandagli il link dell'articolo, cosi li tiri su di morale.

    PS: l'artivolo l'ho letto... e che dice?

    "Per aumentare il volume degli investimenti, la Russia ha bisogno di un nuovo sistema giudiziario indipendente, una legislazione sostanzialmente rivista, un sistema efficace di tutela dei diritti dei proprietari e degli azionisti di minoranza, una nuova strategia di investimento dello Stato stesso (per sostituire gli investimenti in titoli del Tesoro statunitensi con il coinvolgimento simultaneo di debiti costosi per le imprese private), un aumento del fatturato dei fondi, una demonopolizzazione e una nuova privatizzazione, così come molte altre misure necessarie a produrre un incremento reale degli investimenti, sia nazionali che esteri. E non è detto che alla fine, a seguito di una crescita massiccia degli investimenti, il deflusso di capitali non aumenti."


    In poche parole deve rifare il framework economico e legale... difatti e non caso vi e' una fuga di capitali... i pratica fa una gran girotondo per poi appunto indicare il punto, che nonvi sono le condizioni perche; gli investimenti siano realizzati DENTRO il paese, cosa di NON poco conto:

    ", un sistema efficace di tutela dei diritti dei proprietari e degli azionisti di minoranza"

    Dice anche una inesattezza, quella che l' Italia "importerebbe" capitali. L' Italia sono anni che ha un deflusso di capitali.


    Continuo a chiedermi come mai la Banca Centrale Russa si senta cosi preoccupata di questi deflussi.
    A dire il vero, non mi risulta nessun allarmismo da parte della Banca Centrale russa, che se mai è maggiormente preoccupata dell'arresto della produzione industriale.
    Se mai le preoccupazioni sono state rivolte verso gli odnodnevki e i trasferimenti illegali di capitale dalla Russia.
    Fra l'altro, la fuga di capitali è un problema che hanno anche gli USA, quindi...
    Ultima modifica di Giò; 31-08-13 alle 01:27
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  7. #77
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    Predefinito Re: Russia

    Alla fine parlano i fatti.

    Russian GDP Forecasts Cut After Second-Quarter?s Drop - Bloomberg


    Gross domestic product will advance 2.6 percent from a year earlier in the third quarter and 3.1 percent in the final three months of 2013, according to the median estimates of 16 economists in a Bloomberg survey. That’s down from forecasts of 3 percent and 3.4 percent a month ago.



    Fortuna che il petrolio sta a 110 dollari e gli europei pagano il gas 3 volte piu che negli USA, perche altrimenti Putin stava con il piattino in mano ad elemosinare la carita.

  8. #78
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    Predefinito Re: Russia

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Alla fine parlano i fatti.

    Russian GDP Forecasts Cut After Second-Quarter?s Drop - Bloomberg


    Gross domestic product will advance 2.6 percent from a year earlier in the third quarter and 3.1 percent in the final three months of 2013, according to the median estimates of 16 economists in a Bloomberg survey. That’s down from forecasts of 3 percent and 3.4 percent a month ago.



    Fortuna che il petrolio sta a 110 dollari e gli europei pagano il gas 3 volte piu che negli USA, perche altrimenti Putin stava con il piattino in mano ad elemosinare la carita.

    Pensa alla carità che tocca fare ai milioni di poveri che vivono negli Stati Uniti d'Amerdica.
    Il tasso di povertà in Russia diminuisce, in America aumenta...
    Ultima modifica di Giò; 31-08-13 alle 14:12
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  9. #79
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    Predefinito Re: Russia

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Pensa alla carità che tocca fare ai milioni di poveri che vivono negli Stati Uniti d'Amerdica.
    Il tasso di povertà in Russia diminuisce, in America aumenta...

    Peccato per te che in russia il reddito procapite medio e' quasi un terzo di quello USA.

    Il +2.6% di incremento del pil nel caso della russia si traduce in un aumento della ricchezza pari a circa 55 miliardi di dollari.

    Lo stesso incremento negli USA si traduce in 410 miliardi di dollari.


    Fai tu.

  10. #80
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    Predefinito Re: Russia

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Peccato per te che in russia il reddito procapite medio e' quasi un terzo di quello USA.

    Il +2.6% di incremento del pil nel caso della russia si traduce in un aumento della ricchezza pari a circa 55 miliardi di dollari.

    Lo stesso incremento negli USA si traduce in 410 miliardi di dollari.


    Fai tu.
    Ma questo perché le "posizioni di partenza" sono diverse.
    Se guardi il periodo tra il 2002 e il 2012, vedrai la popolazione sotto la soglia di povertà in Russia è passata dal 25% all'odierno 11%.
    In America invece la tendenza è esattamente inversa: dal 12% del 2003 al 15% del 2010...e nei successivi tre anni non è di certo diminuita.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

 

 
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