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Discussione: Terries

  1. #211
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    perché l'espressione citata nella frase rispecchia la NOSTRA mentalità Padana che è abbastanza omogenea anche se poi le varie lingue madri presenti sui nostri territori differiscono nei termini e nella grafia

    p.s. leggere e scrivere in Lombardo o qualsiasi altra lingua padana è difficile anche per noi madrelingua in quanto non insegnato nelle scuola (poi c'è anche il problema della grafia non perfettamente codificata e univoca ad esclusione del Milanese che è la variante Lombarda più nobile e letterata)
    Confesso che quando una persona con sangue terrons parla in un dialetto di tipo padano avverto un certo senso di nausea.Capita pure quando ne ignoro le origini!
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #212
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    Predefinito Re: Terryes

    STORIE DI ORDINARIA DISAMMINISTRAZIONE - QUANDO AFFITTARE UN IMMOBILE AL MINISTERO DELL’INTERNO VUOL DIRE 16 ANNI DI SFRATTI MANCATI, DECRETI INGIUNTIVI, E SPESE FOLLI PER LO STATO – A FINE MESE, LO SGOMBERO: CARABINIERI VS POLIZIA?
    A Roma c’è un immobile per cui il contratto di locazione è scaduto nel 1998. E’ un commissariato di Polizia, ma da allora lo Stato paga (più o meno) 100mila euro al mese per farci lavorare 40 persone, accumulando 6 milioni di debiti con il proprietario (un fondo di investimento), che ha fatto decine di cause per cacciare gli inquilini morosi…
    DAGOREPORT
    Chi, avendo un immobile da affittare al Ministero dell’Interno penserebbe, al momento della firma del contratto di locazione, di aver concluso un pessimo affare? Costui verrebbe ritenuto un poco brillante operatore: il Ministero dell’Interno come controparte, quale migliore interlocutore? Ma non è tutt’oro quel che luce….
    Il Fondo Pitagora, fondo comune di investimento immobiliare gestito da Fabrica Immobiliare SGR stipulò un contratto di locazione per un immobile sito in Roma, via di Villa Ricotti 40, nel 1987 che, scaduto nel 1998, non è mai stato rinnovato dal Ministero che ha in corso una procedura di sfratto esecutivo da oltre 12 anni. L’immobile è, quindi, detenuto dal Ministero dell’Interno senza alcun titolo, in regime di indennità di occupazione che è attualmente pari ad € 1.283.997,00 annui + iva.
    Chi occupa l’immobile in questione? Il Commissariato Sant’Ippolito V e l’ufficio passaporti che con sole 40 unità occupa 5.700 mq. lordi di cui 3 piani per l’ufficio passaporti (2 solo per archivio), gli altri 3 piani per il Commissariato più, in comune, un piano interrato con autorimessa. Un discreto spreco, in tempi di contenimento della spesa pubblica…
    Ma tanto il Ministero non paga poiché è moroso ed ha accumulato un debito verso il fondo per € 5.974.839,00, ha subito 7 decreti ingiuntivi di cui 4 già esecutivi ed è stato oggetto di vari pignoramenti sui suoi conti presso Banca d’Italia, peraltro sempre infruttuosamente negativi.
    Finalmente a giugno del 2012 la Prefettura di Roma, ufficio territoriale del Governo (Servizio IV amministrazione, servizi generali ed attività contrattuali) comunicava l’intenzione di rilasciare l’immobile al fine di contenere i costi per locazioni passive.
    Ad oggi, l’immobile è stato rilasciato?
    No, naturalmente! Poiché nessuno degli Enti competenti (Ministero dell’Interno, Questura di Roma, Prefettura di Roma, Agenzia del Demanio) ha mai indicato una data concreta per il rilascio, ognuna di queste autorità avendo scaricato sulle altre le relative responsabilità, nonostante che ancora l’8 gennaio di quest’anno l’ufficio territoriale del Governo della Prefettura di Roma, nella persona del Dott. Sorrentino, avesse sollecitato i responsabili a richiedere “urgenti determinazioni a riguardo”.
    Cosa accadrà sedici anni dopo (il contratto, come si è detto, è scaduto il 9 ottobre 1998)?
    Per il 26 di giugno è previsto l’ennesimo accesso dell’ufficiale giudiziario che verrà accompagnato dai Carabinieri con l’ausilio dei quali si dovrebbe ottenere lo sgombero dell’immobile: se ciò non dovesse avvenire proseguiranno le azioni per danni agli enti coinvolti così sempre più aggravando le esauste casse dello Stato che, seppur moroso, continua a spendere € 100.000,00 mensili per tenere occupate 40 persone.
    Dumas dopo “I Tre Moschettieri” scrisse “Vent’anni dopo” e sembrò un lasso di tempo incolmabile… si spera, in questo caso, di non veder stabilito un nuovo record.



    Aversa, 25enne gambizzato dopo una lite in discoteca
    Un ragazzo di 25 anni è stato ferito ad Aversa (Caserta) con un colpo d'arma da fuoco alla gamba. Il giovane, secondo quanto accertato dai poliziotti del Commissariato di Aversa guidati da Paolo Iodice, è stato fermato in via Modigliani da due uomini a bordo di un'auto; con uno di essi, è emerso, il 25enne aveva già avuto una lite ieri sera in una discoteca a causa di una ragazza.
    Gli aggressori sono scesi e uno dei due ha sparato un colpo con una pistola calibro 7,65. Il giovane, centrato ad una gamba, è stato condotto nell'ospedale Moscati dove è stato medicato e dimesso.
    Aversa, 25enne gambizzato dopo una lite in discoteca

    In scooter senza assicurazione: 16enne picchia carabiniere, denunciato
    I carabinieri della Stazione di Mugnano di Napoli hanno denunciato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale un 16enne incensurato del luogo.[meno male che era incensurato! Se invece era censurato cosa avrebbe fatto al carabiniere?]
    Il giovane non si è fermato all'alt impostogli per controlli dai militari mentre percorreva via Giotto in sella a uno scooter e si è dato alla fuga. Raggiunto dai militari è stato bloccato solo dopo inseguimento, ma il 16enne ha opposto resistenza ingaggiando una colluttazione con uno dei carabinieri prima di essere immobilizzato.
    Un carabiniere ha riportato un trauma contusivo alla coscia sinistra ed escoriazioni multiple guaribili in 5 giorni. Il minore si era dato alla fuga perchè lo scooter non aveva copertura assicurativa. Il mezzo è stato sequestrato e il giovane riaffidato ai genitori.
    In scooter senza assicurazione: 16enne picchia carabiniere, denunciato

    I record negativi della salute per le donne in Campania
    di Marisa La Penna
    Le donne Campane sono quelle che fanno meno prevenzione e pertanto quelle che si ammalano di più. Le donne campane sono quelle che più di tutte, in Italia, si sottopongono, spesso senza una concreta necessità, a taglio cesareo (in alcune cliniche cittadine la percentuale è addirittura del 93%). Le donne della nostra regione sono quelle maggiormente dedite a tabagismo, con le conseguenze che si possono immaginare. Quante sono le maglie nere che detiene la Campania sul fronte sanità? Tante. Troppe. Soprattutto per le donne.
    Tutti i primati negativi sono stati evidenziati in una due giorni che ha messo in evidenza esigenze, ritardi e disfunzioni dell’assistenza sanitaria al femminile. All’evento hanno partecipato tra gli altri, la presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi, la vicepresidente della commissione regionale Sanità, Angela Cortese, il capogruppo del Pd in Regione Campania Lello Topo e le consigliere regionali del Pd Giulia Abbate, Rosa D’Amelio e Anna Petrone.
    La donna è quella che si ammala maggiormente di tumore. Il cancro della mammella rappresenta, per esempio, una quota importante delle patologie tumorali e in Campania il trend è in allarmante controtendenza con il dato nazionale. Pur non disponendo di dati ufficiali le stime parlano di oltre 3mila donne che ogni anno si ammalano di questo tipo di tumore e di 800 decessi l’anno.
    E passiamo al fumo. Le donne campane detengono il primato anche sul tabagismo. Molti studi hanno dimostrato come il tabacco sia tra i principali fattori di rischio dal quale possono derivare diverse patologie, prime tra tutte quelle oncologiche al polmone. Tra le donne campane, inoltre, a causa di un basso livello medio di scolarizzazione, si registrano gravi carenze sul fronte della cosiddetta “health literacy”, che rappresenta il grado di consapevolezza delle proprie esigenze e dei fattori che determinano il grado di salute, le scelte terapeutiche, la prevenzione, la gestione della malattia, la capacità di interpretare e comunicare i sintomi.
    La letteratura scientifica è concorde nel definire il livello culturale come strettamente associato alle condizioni di salute. In Campania il 55,9% delle donne i 25 e i 64 anni ha una licenza elementare o non possiede alcun titolo di studio (il 19,7%) oppure ha una licenza media (il 33,4%), mentre solo il 13,4% delle donne comprese nella fascia di età indicata ha conseguito una laurea. Questo è probabilmente il motivo per cui la Campania è ultima per numero di vaccinazioni contro il papilloma virus.
    I record negativi della salute per le donne in Campania

    L’esordio musicale di Raffaella Fico? Non verrà ricordato per la voce…
    La showgirl italiana[napulitana] Raffaella Fico ci prova con la musica. Ma si tratta proprio di provare… Il suo singolo “Rush” non verrà infatti certo ricordato per la voce o per la melodia accattivante. Quanto per un video che mostra ripetutamente il suo lato migliore…
    L'esordio musicale di Raffaella Fico? Non verrà ricordato per la voce...





    Persino gli alberi napulitani sono delle pippe.....

    Napoli, gli alberi cadono come birilli: chiusi i grandi parchi
    di Gennaro Di Biase
    Sono bastati pochi minuti di ira di Giove per mettere in ginocchio gli alberi napoletani. Una tempesta «fuori dal normale», come la definiscono gli addetti ai lavori, che nel day after contano gli alberi crollati come «carte e cartuscelle» in tutta la città.
    Il Bosco di Capodimonte è devastato e ieri è rimasto chiuso, «con 50 alberi per strada» e tronchi enormi a bloccare i passaggi.
    Mattino Digital

    Case e feste con i calciatori; le accuse al colonnello Mendella: "Pagato per evitare controlli"
    L'ordinanza per l'inchiesta napoletana che coinvolge il numero uno delle Fiamme Gialle livornesi, arrestato nella città labronica
    Livorno, arrestato il comandante della Guardia di Finanza, colonnello Fabio Massimo Mendella
    Livorno, 12 giugno 2014 - "Garantivamo al colonnello Mendella un tenore di vita altissimo". Così i fratelli Pizzicato avrebbero raccontati ai pm il sistema messo in piedi per corrompere il comandante della Guardia di Finanza di Livorno, arrestato all'alba di un afosissimo giugno per un inchiesta che nasce a Napoli. Secondo le accuse, il tenore di vita del colonnello era molto alto. E questo per i versamenti dei fratelli Pizzicato, proprietari a Napoli di diversi locali e attività commerciali. Secondo le accuse i due avrebbero "foraggiato" con soldi e benefit la Guardia di Finanza, tra cui appunto Fabio Massimo Mendella. Si parla in particolare di vacanze in luoghi di lusso italiani.
    Nel 2007, per esempio, l'ufficiale, la fidanzata e il commercialista Pietro Luigi De Riu, arrestato assieme a Mendella, trascorsero una settimana in un residence di Porto Rotondo a spese dei Pizzicato, che pagarono anche la cena tutte le sere. L'anno precedente, a Capri, sempre in estate, Fabio Massimo Mendella e Giovanni Pizzicato, a bordo di un gommone, avevano raggiunto la barca dell'imprenditore Paolo Graziano, dove quest'ultimo festeggiava il compleanno assieme ai calciatori Ciro Ferrara e Paolo Cannavaro, e si erano uniti a loro. La circostanza, riscontrata grazie alla testimonianza di Graziano, viene citata dal gip quale prova dell'attendibilita' delle dichiarazioni di Pizzicato. Mendella amava inoltre le discoteche, tra cui "La mela" e "Chez moi", molto note a Napoli, gestite dai fratelli Pizzicato; alcuni degli incontri, soprattutto nella fase iniziale, sono avvenuti infatti proprio in questi locali.
    Dalle indagini della Digos e' emerso che proprio nel periodo in cui i Pizzicato gli versavano appannaggi mensili proporzionati ai volumi di affari delle loro aziende, l'ufficiale della Guardia di Finanza acquistava case a Roma, al mare e in montagna, intestandole a se' o ai propri genitori. Facendo un calcolo approssimato per difetto, il valore degli immobili supera i 900mila euro.
    I due imprenditori hanno spiegato di avere sborsato tanto denaro poiche', tramite De Riu, Mendella aveva assicurato che avrebbe evitato problemi alle loro aziende, le quali, a suo dire erano "a rischio di verifiche".
    Case e feste con i calciatori; le accuse al colonnello Mendella: "Pagato per evitare controlli" - La Nazione - Livorno



    Terronia intraprendente.....

    La camorra spa mette le mani su «Gomorra». Pronto il dvd pirata, gli introiti finiscono ai clan
    La Camorra mette le mani su "Gomorra". La fortunata serie televisiva messa in onda da Sky ha ottenuto un successo tale da non passare inosservato a chi gestisce gli affari di malavita.
    Così, immediatamente, è stata messa in moto la macchina del falso, gestita direttamente dalla camorra, e subito sono comparsi sul mercato i dvd pirata che contengono l'intera serie.
    La camorra spa mette le mani su «Gomorra». Pronto il dvd pirata, gli introiti finiscono ai clan



    Il Sud nel 2013 sprofonda nella crisi e trascina l’Italia
    Gianni Balduzzi
    Ce lo si aspettava, ma forse non in queste proporzioni, ma ora i dati ISTAT ci hanno messo di fronte alla realtà: la recessione del 2013, e forse anche quella precedente, è stata molto più pesante al Sud che nel resto d’Italia, riproducendo in piccolo le stesse differenze presenti nell’area euro tra zone più forti economicamente ed altre più fragili, in prima linea nel soccombere alla crisi.
    L’Italia nel 2013 ha avuto una recessione del 1,9%, ancora molto pesante, quindi, anche se inferiore a quella del 2012, e tuttavia forse più della precedente si è molto differenziata tra le regioni, essenzialmente perchè nel 2013 vi è stata una ripresa delle esportazioni, a controbilanciare in parte il calo di consumi interni e di investimenti, e l’export italiano è molto concentrato in modo diseguale sia geograficamente che settorialmente.
    Vediamo di seguito come le diverse aree dell’Italia hanno subito la recessione: al Nord il PIL si è ridotto certamente meno, un -0,6% è un valore non molto lontano da quello di Paesi Nordeuropei, certamente ha influenza il peso della Lombardia, la regione che meglio se l’è cavata, soprattutto nella produzione industriale, calata di pochissimo, circa un 3% dal picco del 2007, contro un 20% nazionale. Il Nordest fa un po’ peggio, il Centro è in media nazionale ma ad avere un valore “greco” è il Sud Italia, con -4%, un’area che con la Grecia ha in comune molti tratti, come un sovrannumero di dipendenti statali rispetto alla media, una economia basata sia sul settore statale, appunto, che sulla domanda interna, e piccolissime imprese, in realtà piccolo commercio e artigianato, e turismo, oltre che su una economia sommersa amplissima.
    La situazione appare più grave se si guarda alle unità di lavoro, ovvero le giornate/uomo potremmo dire, impiegate. Normalmente si potrebbe avere un calo di unità di lavoro ma non di occupazione, se per esempio c’è un maggior ricorso al part time, in ogni caso è un buon indicatore dell’occupazione e soprattutto della quantità di salari erogati.
    Ebbene, al Sud il calo delle unità di lavoro è ancora più ampia, -4,5%, contro un quasi trascurabile -0,3% del Nordovest.
    Un maggiore chiarimento si trova osservando i settori dell’economia e come sono calati nel 2013: come si sapeva è l’industria ad avere sofferto di più, con un calo del 3,9%, che diventa un catastrofico -8,9% nella fragilissima e non competitiva, spesso sussidiata, industria del Sud. Il peso certamente non è molto, ma la dimensione del calo è così ampia che influenza le medie nazionali.
    Il Sud nel 2013 sprofonda nella crisi e trascina l'Italia 0 - Termometro Politico




  3. #213
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    Predefinito Re: Terryes

    Salerno. Cade dal balcone mentre sistema la bandiera dell'Italia: 17enne gravissimo
    Stava sistemando la bandiera dell'Italia sul balcone al secondo piano della propria abitazione a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, quando è precipitato nel cortile procurandosi una frattura alla quinta vertebra e un vasto trauma cranico.
    un bel LIKE

  4. #214
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    Predefinito Re: Terryes

    Campania, Francesca Pascale candidata governatore? 0 - Termometro Politico

    Pensavate forse che si fosse esposta alla berlina di stare col nano e di sputtanare il suo Dudù per niente o per amore?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #215
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Campania, Francesca Pascale candidata governatore? 0 - Termometro Politico

    Pensavate forse che si fosse esposta alla berlina di stare col nano e di sputtanare il suo Dudù per niente o per amore?
    Il fatto che il berlusca abbia scelto una donna del sud la dice lunga sulla lungimiranza di boxxi nell'allearsi con forza italia.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #216
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    Predefinito Re: Terryes

    Bossi è IL traditore.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #217
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    Predefinito Re: Terryes

    Gioca la Nazionale a Bari miracolo anche al Pronto soccorso
    BARI - Miracolo: quando gioca la Nazionale oltre alle strade vuote e ai negozi chiusi persino il Pronto Soccorso del Policlinico di Bari, la più importante e affollata struttura di primo intervento della regione (con una media di nove pazienti ogni ora incluse le ore notturne), resta vuoto.
    La foto, scattata domenica scorsa in occasione della precedente partita dell'Italia dallo stesso primario del Pronto soccorso del Policlinico, professor Francesco Ciccio Stea e pubblicata sul suo profilo facebook, al di là di quanto potrebbero spiegarci i psicologi (essere felici ci aiuta a stare meglio) apre un interessante dibattito forse sul ricorso alle strutture sanitarie pubbliche.
    Ad aiutarci nella interpretazione del caso lo stesso prof. Stea, il quale nel suo commento a corredo della foto scattata quella sera stessa nel reparto di prima emergenza del maggiore ospedale della Regione (nello stesso mese di giugno del 2013 sono stati visitati 6767 pazienti, cioè 225 al giorno per un totale di oltre 18mila prestazioni) scrive: «Voi direte: meno male, almeno un poco di respiro. Ed invece io mi incazzo perché é la prova provata dello spreco di risorse materiali ed umane per un servizio che copre carenze altrui».
    A venire in aiuto uno degli amici di Facebook del prof. Stea, Michele Zito (pensiamo anch'esso medico) il quale replica: «Capisco la tua amarezza Ciccio. La verita' e' che la gente non stava male abbastanza per rinunciare alla partita. Le cause sono molte pero' e fra queste vi e' una mentalita' ospedalocentrica instauratasi da decenni di programmazione sanitaria miope che pero' ha fatto molto comodo a colleghi che erano e sono nelle figure apicali degli ospedali e universita'».
    Quale che sia la ragione del fenomeno il caso meriterebbe forse di essere approfondito anche dalle autorità sanitarie, non fosse altro per migliorare il servizio quando il miracolo della nazionale è sospeso durante il resto dell'anno.
    Gioca la Nazionale a Bari miracolo anche al Pronto soccorso | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Truffa a risparmiatori
    Condannati banca e promotore
    VASTO (CHIETI) – Il Tribunale di Vasto ha condannato la Banca Popolare di Puglia e Basilicata in solido con il promotore Antonio Giuseppe Tarollo, di 43 anni, di San Severo (Foggia), a rimborsare oltre 400mila euro a tre clienti, componenti della stessa famiglia di S.Salvo, vittime, tra un centinaio di risparmiatori, di una truffa complessiva da cinque milioni di euro. La vicenda venne denunciata nell’autunno 2011 dal programma tv Striscia la notizia.
    Il rimborso dovrà non solo tenere conto dei soldi investiti (345mila euro), ma sarà maggiorato della rivalutazione e degli interessi al tasso legale "sul capitale così progressivamente rivalutato" (70mila euro).
    Secondo il rappresentante legale dei risparmiatori, Eugenio Galluppi, "la speranza maggiore di questo primo 'decisum' risiede nel fatto che essa potrà risollevare le sorti di altre decine di malcapitati, alcuni dei quali hanno, nel corso degli anni, perso i propri famigliari per malattie terminali e che, a causa delle perdite subìte da questa triste vicenda, non li hanno potuti assistere e sostenere come avrebbero dovuto".
    Nel maggio del 2012 Tarollo finì in carcere e un suo presunto complice ai domiciliari, con le accuse, a vario titolo, di truffa, ricettazione, contraffazione di segni distintivi e sostituzione di persona. Secondo le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia e condotte dai finanzieri di San Severo, ai risparmiatori venivano prospettati facili guadagni per indurli a versare ingenti somme di danaro per la sottoscrizione di investimenti finanziari – con capitale garantito ed elevati tassi di rendimento (cedole semestrali fino all’inverosimile 20%) – per conto dell’istituto bancario, dove tali operazioni non hanno trovato alcun riscontro.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Gravina, gettoni di presenza per commissioni «fantasma»
    chiesta condanna ex politici
    BARI - Il pm della Procura di Bari Antonino Lupo ha chiesto la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione ciascuno per il consigliere comunale di Gravina in Puglia (Bari) Antonio Stragapede e per l’ex consigliere comunale Salvatore Buonamassa, imputati di abuso d’ufficio e falso nel procedimento sui gettoni di presenza illecitamente percepiti al Comune di Gravina in Puglia tra il 2009 e il 2012.
    Le richieste sono state avanzate dall’accusa al termine della requisitoria nel processo con rito abbreviato dinanzi al gup del tribunale di Bari Antonio Diella. Per gli altri 16 imputati (cinque consiglieri comunali ancora in carica e 11 ex consiglieri, accusati degli stessi reati) la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’udienza preliminare che si sta celebrando contestualmente.
    Stando alle indagini della magistratura barese, i 18 consiglieri comunali in carica in quel triennio (sei dei quali rieletti) avrebbero dichiarato di aver partecipato a commissioni consiliari andate invece deserte e ad inesistenti conferenze di capigruppo, usufruendo così di centinaia di gettoni di presenza non dovuti per oltre 250mila euro. Secondo gli accertamenti della Guardia di finanza, presidenti e segretari delle commissioni avrebbero omesso di redigere e trasmettere i verbali, impedendo così qualsiasi tipo di verifica postuma sui gettoni intascati. In altri casi i verbali sarebbero stati redatti ma attestando falsamente la presenza a sedute andate deserte. Un consigliere comunale avrebbe dichiarato di aver partecipato a 68 riunioni mai tenutesi.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    A Napulì balconi che crollano, pavimenti che sprofondano....

    Napoli, paura in piazza Bellini: balcone crolla sulla strada |
    Una tragedia sfiorata, nel senso letterale del termine, quella di piazza Bellini.
    Un balcone del primo piano del civico 94 si è polverizzato intorno alle 7 di stamattina. Il marciapiede, nella zona della movida serale e del passaggio turistico, è calpestato da migliaia di persone al giorno e di notte.
    “Stamattina ho sentito un boato – dice Vincenzo Fiorillo, titolare di un bar - Lo spazzino si è salvato per miracolo”. E lo stesso si può dire per molti napoletani. Il perimetro dell’area transennata è di una ventina di metri. I locali all’interno del perimetro sono stati chiusi dalle autorità. Nelle prossime ore, la protezione civile stabilirà le modalità della messa in sicurezza.
    Napoli, paura in piazza Bellini: balcone crolla sulla strada | Video e foto



    Terrore nella notte, si apre una voragine, edifici in bilico, due famiglie sgombrate
    di Patrizia Panico
    POLLENA TROCCHIA. Una voragine di oltre 10 metri di diamerto si è aperta questa notte all'interno di un'area di proprietà privata adibita a deposito.
    A causare il crollo del terreno, probabilmente sono state le infiltrazioni d’acqua dovute a un guasto delle condotte idriche dell'Ente gestore, che attraversano la proprietà privata di G. F.. Si trattarebbe di una dorsale che "da tempo causava perdite e infiltrazioni nel terreno", raccontano alcuni residenti. Una condotta che, tra l'altro segnalano i residenti, sarebbe già stata segnalata all'Ente gestore da parte del proprietario del fondo.
    L'episodio si sarebbe verificato la notte scorsa poco dopo l'una. Un potente boato ha fatto scattare l'allarme di alcuni residenti, che confinano con la proprietà di G.F. Sul posto sono stati fatti intervenire i vigili del fuoco di Napoli, insieme al personale dell’ufficio tecnico del Comune, che hanno provveduto a transennare l'area e disposto lo sgombero di 2 nuclei familiari residenti nel fabbricato limitrofo: 8 persone temporaneamente accolte presso le abitazione di familiari.
    Terrore nella notte, si apre una voragine, edifici in bilico, due famiglie sgombrate



    Trentotto dosi di droga nelle mutande. Arrestata donna al porto di Napoli: aveva modi sospetti
    Aveva 38 dosi di marijuana nascoste nelle mutande, pronte per essere vendute ai passeggeri che si imbarcavano per le isole al porto di Napoli.
    La donna è stata notata per il suo fare sospetto ed è stata fermata e arrestata dai carabinieri carabinieri della stazione napoli-scali marittimi.
    Attualmente la donna si trova nel carcere di Pozzuoli.
    Trentotto dosi di droga nelle mutande. Arrestata donna al porto di Napoli: aveva modi sospetti



    Pugliesi intraprendenti in trasferta....

    Pugliesi in Toscana rubano carico di nocciole
    COLLESALVETTI (LIVORNO) – Si sono introdotti all’interno di una ditta di autotrasporti di Collesalvetti (Livorno), impossessandosi di un semirimorchio (e relativo container con 250 quintali di nocciole per un valore di circa 50.000 euro) diretti in provincia di Trani, ma i carabinieri di Livorno li hanno rintracciati grazie al 'gps', allertando i colleghi in Puglia che hanno tratto così in arresto due persone, per ricettazione e alterazione di targhe, denunciandone altre quattro per favoreggiamento.
    Tutti i responsabili del furto sono di origine pugliese.
    Il colpo è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, e grazie al dispositivo di tracciamento satellitare di cui il mezzo era dotato, i carabinieri di Livorno sono riusciti a monitorare i movimenti effettuati dai ladri, mettendosi subito in contatto e allertando i colleghi pugliesi. Ieri sera, infatti, i militari di Ruvo di Puglia (Bari), sulle precise indicazioni fornite da Livorno, sono riusciti a rinvenire all’interno di un capannone il semirimorchio, con targa alterata, e il container, procedendo poi ai due arresti e alle quattro denunce dei responsabili.
    http://www.lagazzettadelmezzogiorno....4/06/54220.jpg

    TRAPANI E TRAPANATI - ARRESTATO IL DIRETTORE DELLA CARITAS DI TRAPANI, DON SERGIO LIBRIZZI, PERCHÉ CHIEDEVA SESSO AGLI IMMIGRATI IN CAMBIO DELLO STATUS DI RIFUGIATO POLITICO
    Il sacerdote era membro molto influente della commissione territoriale presso la Prefettura, deputata al rilascio dello status - Le accuse riguardano episodi che vanno dal 2009 ai giorni scorsi: le prestazioni sessuali sarebbero avvenute nell'auto del sacerdote, sulla quale gli investigatori avevano collocato le "cimici"…
    (ANSA) - Secondo l'accusa, don Sergio Librizzi, direttore della Caritas trapanese arrestato stamane, avrebbe chiesto prestazioni sessuali a migranti maschi che chiedevano lo status di rifugiati politici. Il sacerdote era componente - "molto influente", ha sottolineato il pm Paolo Di Sciuva in una conferenza stampa a Trapani - della commissione territoriale presso la Prefettura, deputata al rilascio dello status.
    "Costringeva i giovani a prestazioni sessuali - ha detto il procuratore capo Marcello Viola - mediante pressioni, facendo leva sul suo ruolo apicale, sulla sua posizione di dominio". L'indagine, non ancora conclusa, per ora coinvolge soltanto don Librizzi. Fondamentali sono state le intercettazioni ambientali.
    Tra le vittime, almeno otto, non ci sono soltanto migranti, ma anche disagiati che si erano rivolti alla Caritas. Le accuse riguardano episodi che vanno dal 2009 ai giorni scorsi. In particolare gli episodi riscontrati sarebbero concentrati negli ultimi sei mesi. Le prestazioni sessuali sarebbero avvenute nell'auto del sacerdote, sulla quale gli investigatori avevano collocato le "cimici". Il sacerdote è stato portato in carcere. "Abbiamo chiesto ed ottenuto la custodia cautelare in carcere - ha detto il procuratore Viola - perché c'è il rischio di inquinamento delle prove, ma anche della reiterazione del reato".

    LIBRIZZI - Diffusione del cognome LIBRIZZI - Mappe dei Cognomi Italiani

    «Puglia, società pubbliche producono perlopiù debiti»
    di Massimiliano Scagliarini
    BARI - Alcune decine di migliaia di dipendenti. Debiti occulti che si scaricano in maggioranza sui conti delle amministrazioni e dunque, in ultima analisi, sulle tasche dei cittadini. La Corte dei Conti lancia l’allarme sullo stato delle 385 società partecipate dagli enti locali in Puglia: un numero che continua a crescere nonostante l’obbligo di dismissione.
    Quello delle partecipate pubbliche è un panorama estremamente variegato, in cui c’è letteralmente di tutto. Da vere e proprie corazzate (Acquedotto Pugliese, la più grande società pubblica del Mezzogiorno, di proprietà della Regione) fino a mini e micro imprese pubbliche create dai Comuni per gestire i parcheggi, piuttosto che i cimiteri. Serbatoi che negli anni sono serviti a garantire assunzioni al riparo da occhi indiscreti e dagli obblighi di trasparenza. I numeri censiti dai giudici contabili dicono infatti che le 385 società pubbliche della Puglia appartengono in maggioranza ai Comuni (314): Ma ben 102 Comuni (per un totale di 570mila abitanti) dichiarano di non possederne nessuna. Se si eliminano Aqp (che fattura 393 milioni ed ha 1.200 dipendenti), Amtab e Amiu di Bari (113 milioni), Amiu e Azienda Mobilità di Taranto (73 milioni) e Innovapuglia (26 milioni), si ottiene una pletora di piccolissime società che tutte insieme garantiscono guadagni illeciti ingenti Insomma, si tratta di veri e propri buchi neri.
    Anche perché l’altro dato messo in rilievo dalla Corte dei conti nella relazione sugli organismi partecipati (appena trasmessa al Parlamento) è che queste società continuano a produrre debito. L’analisi sui bilanci 2013 ha riguardato per la Puglia un campione di 161 società (le controllate delle Province, dei Comuni di Bari, Taranto, Trani ed Innovapuglia) ed i risultati sono imbarazzanti: tutte insieme garantiscono ben 7.271 posti di lavoro, con un costo pro-capite pari a 39mila euro l’anno, molto più alto rispetto a quello degli enti pubblici che dovrebbero controllarle. Ma soprattutto le 161 aziende pubbliche analizzate hanno finora accumulato 905 milioni di debiti, che alla fine si scaricheranno sui conti pubblici.
    Per la Puglia, come per quasi tutte le regioni del Centro-Sud, i giudici contabili hanno infatti rilevato «una prevalenza delle perdite sugli utili», oltre che un’incidenza superiore dei costi del personale superiore al 50% del valore della produzione: queste aziende, dice la Corte dei Conti, in generale non nascono per garantire una corretta gestione economica. Uno degli esempi portati dai giudici contabili è quello della Multiservizi di Bari, definita «società in perdita», che beneficia di un contratto di servizio di importo superiore al valore della produzione. Significa, in altri termini, che il Comune è costretto a pagare ogni anno per mantenere i posti di lavoro.
    «Puglia, 385 società pubbliche producono soprattutto debiti» | La Gazzetta del Mezzogiorno.it


  8. #218
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    Predefinito Re: Terryes

    Napoli come l'Ucraina: 34 Omicidi in 6 Mesi - Rischio Calcolato

    RC per solito non si occupa di cronaca nera, ma la situazione di Napoli e Provincia è cosi grave che riteniamo giusto accendere un piccolo faro.
    Solo ieri una pattuglia della Polizia è stata presa a Pistolettate da un presunto commando di Killer intercettati prima che avessero avuto l’occasione di colpire.
    Comunque negli ultimi 6 mesi, il Mattino di Napoli, ha contato 34 omicidi a Napoli e provincia. Alcuni di essi seguiti dalla carbonizzazione del corpo per sfregio, cioè per impedire delle esequie decenti alle vittime.
    Sono numeri da guerra civile e il tizio che ha deportato la Shalabyeva in Kazakistan e poi ha gonfiato il petto accusando di omicidio un sospettato dovrebbe forse essere preso per un orecchio e sbattuto fuori a calci nelle palle dal governo.
    o no?
    dal Mattino
    Trentaquattro omicidi in soli sei mesi. A Napoli e nella sua provincia tornano a tuonare le armi, e il loro crepitio appare come il peggior preludio al giro di boa di questo 2014 che rischia di passare alla storia come uno dei peggiori per quel che riguarda l’offensiva della violenza metropolitana e dei gruppi malavitosi che spesso e volentieri ricorrono all’omicidio per eliminare i nemici……
    Non ci sarà mai nessuna speranza di crescita economica fino a quando in Italia esisternno zone in metastasi come Napoli e Provincia del 2014.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #219
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    Predefinito Re: Terryes

    1. AVRANNO FATTO UNA FIGURA DI BIDONI MA IN BRASILE GLI AZZURRI NON SI SONO FATTI MANCARE NULLA: LA DISFATTA DELL'ITALIA È COSTATA LA SOMMETTA DI 5 MILIONI - 2. PRANDELLI E PIPPE A CARICO HANNO VINTO IL MONDIALE DEI RESORT A CINQUE STELLE CON LA DELEGAZIONE PIÙ NUMEROSA, 90 PERSONE PER 90 SINGOLE. LA FEDERCALCIO HA PAGATO 806.000 EURO PER AVERE UN’INTERA AREA ISOLATA ALL’INTERNO - 3. CI SONO POI LE SPESE PER IL TRASPORTO DEI MATERIALI TECNICI, OLTRE AI COSTI PER IL PERSONALE (COMPRESO UN AGRONOMO CHE OGNI GIORNO FACEVA RASARE L’ERBA DEL CAMPO DI MANGARATIBA A 6 CM PER RENDERLA UGUALE A QUELLA TRAPIANTATA NEGLI STADI: SALVO SCOPRIRE CHE A MANAUS ERA QUASI SECCA) E A QUELLI SOSTENUTI PER ORGANIZZARE IL RITIRO DI COVERCIANO, ALL’INSEGNA DELLA TECNOLOGIA: DOVEVA ESSERE UN MONDIALE 2.0, SONO BASTATI DUE 0-1 PER RISPEDIRCI A CASA - 4. GIÀ VENDUTI GLI SPOT DEGLI ALTRI MATCH AZZURRI, LA RAI DEVE RIMBORSARE 77 MILIONI
    1. LA DISFATTA DELL'ITALIA CI È COSTATA 5 MILIONI
    Tommaso Lorenzini per "Libero Quotidiano"
    Nel calcio vittoria e débacle sono necessariamente le due facce della medaglia, però vuoi mettere rientrare da sconfitto in una stanzetta comunque da sogno, dove ti stendi sul letto con le cuffione nelle orecchie e, invece di uova e pomodori, dalle finestre vedi volare uccelli tropicali sotto le palme? E così scopri che gli azzurri hanno vinto il Mondiale dei resort con la delegazione più numerosa, 90 persone.
    Nei giorni prima della kermesse, Stefano Balducci, dirigente federale responsabile dell’organizzazione, ricostruiva alla Gazzetta dello Sport la sistemazione dell’Italia a Mangaratiba, località di villeggiatura 100 km a ovest di Rio, meta della medio-alta borghesia carioca nei mesi estivi e dunque molto tranquilla in questo momento dell’anno (laggiù sta finendo l’inverno).
    La squadra ha alloggiato nel Portobello Safari & Resort, struttura a cinque stelle con camere da 350 euro al giorno (90 singole sono per azzurri e staff, con tv al plasma e playstation; le altre 62, messe a disposizione dalla FIFA, sono dello sponsor Puma per i suoi ospiti e dell’agenzia di Novara, Dreams Team, che gestisce l’organizzazione di alcuni familiari della delegazione).
    Pare che per gli standard europei del lusso non sia particolarmente sfarzoso, tuttavia la Federcalcio ha pagato 806.000 euro per avere un’intera area isolata all’interno.
    E GLI ALTRI?
    E le altre nazionali? La Spagna ha scelto il ritiro dell’Atletico Paranaense, principale squadra di Curitiba, al fresco sud del Brasile che a quanto pare non è servito: 67 abitazioni singole, da casa si sono portati solo prosciutto e olio mentre la Figc aveva fatto arrivare via nave quasi cento litri d’olio extravergine, due quintali di pasta e pomodori pelati, parmigiano, prosciutto (crudo e cotto) e bresaola, che però inizialmente sono stati bloccati alla dogana per problemi burocratici.
    La Francia, fatto tesoro delle spese faraoniche e della figuraccia di 4 anni fa in Sudafrica, è finita in un complesso a Ribeirão Preto, stato di Sao Paulo, lontanissimo dalla capitale e a 400 km dal mare: appena 50 stanze da dividere. L’Inghilterra è finita in un hotel ex 5 stelle a Rio (al 93° posto nelle recensioni di TripAdvisor), dove pare abbia negoziato 150-200 euro a notte per 64 camere, pagandosi però il campo di allenamento in altra zona .
    Gli olandesi, spiriti liberi, hanno optato per il costoso Caesar Park a Ipanema, ma sono un cinquantina e lo hanno condiviso con gli altri ospiti che avevano già prenotato, allenandosi addirittura sulla spiaggia, in piena città.
    La Germania al solito ha fregato tutti e messo in piedi un investimento: ignorati i “suggerimenti” della Fifa, la federcalcio tedesca ha comprato un resort appena costruito su una spiaggia dello stato di Bahia. Spesa coperta dagli sponsor, alla Dfb resta in mano un patrimonio immobiliare. Per la delegazione di 62 persone 13 casette in condivisione.
    Chiuso il capitolo hotel, dove sono finiti gli altri 4 milioni? Per quanto riguarda i voli, chi prende il charter della Nazionale spende 1.250 euro a tratta, oltre al viaggio da e per l’Europa.
    Ci sono poi le spese per il trasporto dei materiali tecnici, oltre ai costi per il personale (compreso un agronomo che ogni giorno faceva rasare l’erba del campo di Mangaratiba a 6 cm per renderla uguale a quella trapiantata negli stadi: salvo scoprire che a Manaus era quasi secca) e a quelli sostenuti per organizzare il ritiro di Coverciano, all’insegna della tecnologia: doveva essere un mondiale 2.0, sono bastati due 0-1 per rispedirci a casa.
    Erano stati utilizzati: telecamere fisse per registrare e analizzare gli allenamenti; gps sui giocatori per monitorarne le prestazioni e sensori per la forza sviluppati dal Politecnico di Milano; una app per creare il profilo informatico degli avversari; i test Tmg con sensori sulle cosce per verificare la salute dei muscoli.
    Oltre alla “casetta di Manaus”, la sauna in legno di 25 metri quadrati che simulava le condizioni amazzoniche (temperatura oltre 30 gradi e umidità oltre l’80%) che pare sia costata sugli 8mila euro. Tutto finito per la seconda volta consecutiva in un buco nell’acqua.
    2. INVESTITORI INFEROCITI GIÀ VENDUTI GLI SPOT DEGLI ALTRI MATCH AZZURRI ORA LA RAI DEVE RIMBORSARE 77 MILIONI
    Da "Libero Quotidiano"
    Alla presentazione dei palinsesti Rai Fabrizio Piscopo, ad Rai Pubblicità giudica «irrilevanti» gli effetti dell'uscita della Nazionale dei mondiali 2014 sulla sua raccolta pubblicitaria. Sarà. È vero che aveva già valutato i «limiti tecnici» della formazione e che «le stime le abbiamo tarate sulla fine delle eliminatorie», almeno due-tre mesi prima dei Mondiali.
    Ma a Libero risulta che gli investimenti sull’Italia in buona posizione siano stati di 77 milioni circa. Pare che ora a viale Mazzini siano in affanno per restituire agli investitori incavolati i soldi persi negli spot. Restituzione che non sarà in cash, ma in altri spazi pubblicitari risarcitori. L’ultima debacle fu con Sanremo...



    Collaborazione internazionale, Africa-Terronia....

    Ucciso per 200 euro: morto un 89enne a Siena
    Arrestati 4 ragazzi a Siena: con il "bottino" avevano festeggiato in un locale della movida
    Rachele Nenzi
    Ucciso per 200 euro. È questa la fine di un 89enne, morto a Siena durante una rapina nella sua casa di Chiusi (Siena).
    A compiere il "colpo" sono stati quattro ragazzi, tra cui un minorenne, arrestati oggi dai carabinieri.
    I giovani erano entrati a volto coperto e armati di una pistola scacciacani nell'abitazione dell'uomo, lo avrebbero immobilizzato e picchiato per poi fuggire con pochi spiccioli, spesi nel fine settimana in un locale della movida. L'indomani un nipote dell'anziano aveva trovato il cadavere e aveva pensato che fosse morto per cause naturali. Le indagini hanno rivelato che quando i ragazzi sono fuggiti l'uomo era agonizzante, ma vivo.
    I quattro sono tutti residenti nella zona: un 23enne ed un 21enne originari della provincia di Foggia, un 24enne nato in Costa d’Avorio ed un diciassettenne. I primi tre sono in carcere, il quarto affidato alla struttura fiorentina di custodia di minori.
    Ucciso per 200 euro: morto un 89enne a Siena - IlGiornale.it

    Possibile che certi padani siano così fessi da andare ancora in vacanza in Terronia? Poi le conseguenze le pagano pure degli esserini innocenti...

    Turisti derubati in vacanza
    I ladri portano via anche il cane
    In Puglia, oltre ai gioielli sparito il bassotto
    BRINDISI - Due turisti della provincia di Trieste hanno subito un furto il 24 giugno scorso, durante la loro permanenza in Puglia per vacanza, durante il quale è stato sottratto anche il loro cane bassotto che ora cercano disperatamente e per questo offrono una ricompensa a chiunque possa aiutarli. A quanto denunciato qualcuno si è introdotto all’interno di un trullo, in contrada Torchiano, al confine tra i territorio di Fasano (Brindisi) e Monopoli (Bari) affittato loro per una decina di giorni mentre erano assenti ed era rimasto all’interno il cane, che si chiama Sofia e che è dotato di microchip.
    Quando sono tornati hanno riscontrato che la porta era stata divelta e che erano state sottratte tre macchine fotografiche, un computer, due orologi e alcuni gioielli. Ma soprattutto non c’era più Sofia. Dell’accaduto è stata presentata denuncia, ma nella speranza di ricongiungersi all’amico a quattro zampe i proprietari hanno anche promesso una ricompensa, purché torni a casa.
    Turisti derubati in vacanza I ladri portano via anche il cane - Corriere del Veneto



    Pur di avere ingiustamente il "pezzo di carta" che consente di ottenere impieghi pubblici, e poi di incistarsi in Padania senza fare un beneamato cazzo.....

    Messina, esami facili: sei arresti
    Soldi per essere ammessi all'università, "minacce ai docenti che non ci stavano"
    La direzione investigativa antimafia di Catania ha eseguito ordinanze cautelare nei confronti di sei persone indagate nell'ambito di un'inchiesta su esami facili all'università di Messina. La Dia ritiene di avere scoperto un'organizzazione che influenzava le prove di ammissione alle facoltà a numero chiuso e poi agli esami universitari. Ai vertici del gruppo ci sarebbe un calabrese ritenuto legato a esponenti della 'ndrangheta locale.
    Gli arrestati nell'operazione ''Campus'' della Dia a Messina sono: Antonio Domenico Montagnese, 50 anni, che era stato indagato nell'ambito dell'operazione denominata ''Panta Rei'' condotta nel contesto delle indagini svolte sull'omicidio del prof. Matteo Bottari, Marcello Caratozzolo, di 47, docente di Statistica e matematica nell'ateneo messinese, Santo Rando Galati, detto Dino, 57 anni, ex consigliere provinciale a Messina, accusati di di associazione per delinquere aggravata dal metodo mafioso finalizzata alla corruzione, al traffico illecito di influenze, al millantato credito, al voto di scambio e ad altri delitti con la pubblica amministrazione; Salvatore D'Arrigo, 59 anni, accusato di tentata estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso.
    Altre due persone indagate sono state sottoposte all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Montagnese e' anche accusato di usura, e tentativo di estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso insieme agli altri tre arrestati. Montagnese e D'Arrigo sono stati portati in carcere gli altri due sono stati posti ai domiciliari.
    Minacce ai docenti che "non ci stavano" - ''Se tu ti vuoi prendere gli esami senza fare un cazzo.. e..senza problemi, allora bisogna andare praticamente a minacciare...non c'e' niente da fare e' cosi'...e' questo il sistema... quello si caca di sotto e' tutto la il discorso...bisogna andare a minacciare...bisogna andare a minacciare e saperlo fare...perche' se no, sei fottuto''. E' uno dei dialoghi intercettati della Dia di Antonio Montagnese. ''E poi c'e' il metodo Caratozzolo.... - continua Montagnese - Caratozzolo va'.. dice: 'questo e' un amico..un..cosa..vediamo che possiamo fare.. parapi'..parapu'''.
    ''Il consistente e variegato tessuto relazionale nel quale l'organizzazione criminale ha potuto progettare i propri ambiti di operativita' - dicono gli investigatori - è connotato da autorevoli nomi di docenti, che il sodalizio ha ritenuto a disposizione per attuare una vera e propria modalita' di azione attraverso i seguenti metodi: 'avvicinamento' dei docenti; corruzione anche mediante piccole regalie in grado di 'ammorbidire' l'atteggiamento di quei docenti più esigenti ma parimenti sensibili alla 'premura'; minaccia dei docenti, conseguendo l'effetto di una vera e propria intimidazione in grado di garantire il risultato finale del superamento dell'esame, qualora le condizioni (i rapporti con il docente interessato, ovvero la scarsa preparazione del candidato) non consentissero di procedere mediante un piu' cauto 'avvicinamento' e suggerissero un'azione decisa e risolutoria''.
    Messina, esami facili: sei arresti - Cronaca - Tgcom24

    Bocconi, ruba i computer ai compagni
    studente incastrato dalle telecamere
    Ha 22 anni ed è originario di Napoli. Figlio di un imprenditore e di un avvocato
    MILANO - Uno studente di 22 anni dell'Università Bocconi è stato denunciato a piede libero dagli agenti della Questura di Milano per aver rubato alcuni computer ai suoi compagni nella sala studi dell'ateneo milanese. Il giovane approfittava della pausa pranzo per sottrarre i pc in sala studio. A incastrarlo, le immagini girate dalla polizia che lo ritraggono mentre prende i pc.
    Lo studente indagato si chiama Luca E., di 22 anni, napoletano, figlio di una famiglia benestante (il padre è imprenditore e la madre avvocato) del Vomero. Il giovane, iscritto alla specialistica in economia aziendale e sociale, è accusato di aver rubato sei computer portatili dal 2 al 12 luglio all'interno dell'università: 4 Apple, 1 Asus, 1 Hp.
    Le vittime erano studenti che lasciavano i propri pc all'interno di box-studio nell'area studenti che si trova al secondo piano dal lato dell'ingresso di via Sarfatti. Gli investigatori del commissariato Ticinese hanno individuato Luca E. grazie alle immagini delle telecamere installate dalla Bocconi: dopo aver tentato invano di attirarlo in una trappola lasciando incustoditi dei pc, gli agenti lo hanno riconosciuto quando si è presentato a una seduta d'esame.
    E' stata eseguita una perquisizione in casa del giovane in zona Ripamonti dove vive con il fratello, anch'egli bocconiano. Nessuno dei due era in casa ma gli agenti hanno trovato un pc di cui era stato denunciato il furto e un altro su cui sono in corso accertamenti.
    Lo studente è stato raggiunto a Napoli dalla polizia, alla quale ha fornito versioni contrastanti sul possesso del materiale. La Bocconi ha già comunicato che il prossimo consiglio disciplinare che si riunirà a settembre delibererà sulla sospensione dello studente per tre anni.
    Bocconi, ruba i computer ai compagni studente incastrato dalle telecamere - Il Messaggero

    Costumi araboidi. Mmmmmolto pitoresko!

    L’autista sbraita al telefonino col piede fuori dal finestrino
    LuRo
    Auto blu parcheggiata in piazza, sedile leggermen*te all’indietro, addosso una canottiera, e il piede, scal*zo, fuori dal finestrino.
    È l’immagine poco edificante dell’autista del sindaco di Santa Flavia(Palermo), im*mortalato da un cittadino e postata su Facebook. I turi*sti, passando accanto all’autovettura, erano incredu*li nel vedere un’autovettura istituzionale con dentro un uomo un po’ troppo rilassato, e non hanno perso l’occasione di scattare delle foto ricordo, mentre l’au*tista urlava al telefono. La notizia del sito mobilitapa*lermo.
    L?autista sbraita al telefonino col piede fuori dal finestrino - IlGiornale.it



    Ancora soldi pubblici, cioè provenienti direttamente o indirettamente dai padani, per sovvenzionare "imprese" fallimentari site in Terronia...

    Termini Imerese, nuovi pretendenti: in “palio” anche 750 milioni di aiuti pubblici
    di Stefano De Agostini
    “Di entusiasmo ce n’è poco, ci auguriamo che si possa aprire una stagione nuova”. Roberto Mastrosimone, sindacalista Fiom Cgil, sintetizza così lo stato d’animo dei lavoratori di Termini Imerese di fronte all’ultima proposta per rilanciare lo stabilimento siciliano che ha fermato l’attività alla fine del 2011. Del resto dopo tre anni di promesse, bluff e teatrini vari sulla sorte dell’impianto, la prudenza è d’obbligo. Gli ultimi aspiranti cavalieri bianchi, candidati a dare nuova linfa all’area, si chiamano Mossi e Ghisolfi e Grifa, Gruppo italiano fabbrica automobili. Quest’ultima azienda ha appena presentato il suo progetto in un incontro al ministero dello Sviluppo Economico: produrre auto ibride ed elettriche, 35mila vetture all’anno, con un riassorbimento di almeno 400 persone. I dettagli del piano, tuttavia, saranno presentati l’8 luglio, sempre al ministero. “I dirigenti di Grifa ci hanno annunciato che porteranno il capitale da 25 a 100 milioni di euro – aggiunge Mastrosimone – E’ un buon segnale, ma serve anche la collaborazione di Fiat e delle istituzioni”. Già, perché le casse pubbliche si sono impegnate da tempo a fare la propria parte nell’operazione: tra ministero dello Sviluppo economico e Regione Sicilia, sono in ballo finanziamenti fino a un massimo di 750 milioni euro.
    Le offerte sul tavolo - Partiamo da Grifa, l’ultima arrivata, pronta a produrre vetture ibride. Secondo fonti del ministero, la società, costituita appena due mesi fa, conta di assumere 400 persone. Il controllo di Grifa è in mano a Energy Crotone 1, un’azienda che si occupa di energia eolica: tuttavia, nell’ultimo bilancio consultabile, che risale al 2007, si legge che “la società non ha ancora svolto alcuna attività operativa in quanto a tutt’oggi ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni per l’avvio della realizzazione degli impianti eolici“. A sua volta, Energy Crotone 1 è posseduta dalla società immobiliare Professional asset management di Raffaele Cirillo, imprenditore pugliese che nella vita si è occupato più di mattoni che di macchine ibride: il suo nome è legato, nel presente e nel recente passato, al settore della mediazione immobiliare, a società di amministrazione di condomini, a studi di architettura e ingegneria.
    Nel futuro di Termini, però, non si intravedono solo auto, ma anche carburanti di seconda generazione. Candidata a produrli è la Mossi e Ghisolfi, multinazionale attiva nel settore della chimica e con sede a Tortona, ma con filiali anche in Brasile e Messico. Il tallone d’Achille dell’azienda sono gli ultimi bilanci di M&G Finanziaria, la holding del gruppo che gestisce le partecipazioni in società industriali del settore chimico: in perdita nel 2011 (26 milioni di euro) e nel 2012 (870mila euro). L’attività principale del gruppo è la produzione di Pet, cioè la plastica di cui sono fatte le bottiglie e molti altri contenitori: l’azienda si vanta di essere il terzo produttore mondiale nel settore. Stando a quanto dichiarato a Italpress dall’assessore siciliano alle Attività Produttive Linda Vancheri, la società è pronta a mettere sul piatto 200-250 milioni di euro e, secondo fonti sindacali, ad assumere circa 200 persone.
    Oltre a queste aziende, si è fatta avanti anche una terza impresa, ancora senza un nome, la quale, secondo una nota del ministero dello Sviluppo, “ha presentato un progetto per la realizzazione di componenti ad elevato contenuto tecnologico destinati alla realizzazione di apparecchiature per l’accumulo di energia”. Secondo i sindacati, questa società intende dare lavoro a un centinaio di dipendenti.
    La partita dei finanziamenti pubblici - Nel febbraio del 2011 era stato firmato un accordo di programma che rimane il testo di riferimento sul tema: nel verbale di un incontro al ministero, datato 14 aprile 2014, si legge che “è stato confermato l’impegno finanziario complessivo” già indicato nel documento, anche se dallo stesso ministero fanno sapere che “è in corso una nuova definizione” dell’intesa. In attesa di dati ufficiali, è utile rispolverare quell’accordo di programma per capire quanto le istituzioni siano pronte a spendere per rilanciare Termini Imerese. La Regione Sicilia si impegnava a “concorrere all’iniziativa per un importo non superiore a 350 milioni di euro”. Nel dettaglio, 150 milioni erano destinati alle infrastrutture, mentre 200 milioni dovevano cofinanziare i cosiddetti “contratti di sviluppo“, cioè gli accordi di sostegno ai grandi investimenti industriali da parte dello Stato: contributi a fondo perduto per i macchinari e per le spese, abbattimento degli interessi, finanziamenti agevolati.
    Il ministero dello Sviluppo Economico si diceva disponibile a ricorrere a un fondo dedicato alle “misure per fronteggiare le situazioni di crisi, tra cui quelle degli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e di Termini Imerese”, pari a 300 milioni di euro, e a “ulteriori risorse (…) in una misura attualmente pari a 100 milioni di euro”. Insomma, in attesa di conoscere i dettagli delle proposte da parte delle aziende, le casse pubbliche, stando all’ultimo accordo di programma, sono pronte a contribuire fino a 750 milioni di euro.
    Termini Imerese, nuovi pretendenti: in "palio" anche 750 milioni di aiuti pubblici - Il Fatto Quotidiano

    RISPARMI IMPOSSIBILI
    Quei 1.679 consiglieri «abusivi» in Sicilia
    Sergio Rizzo
    Gian Antonio Stella
    ROMA - Non ce l'aveva fatta nemmeno la Santa Inquisizione. Poteva forse un qualunque governo italiano riuscire nell'impresa di tagliare in Sicilia posti e benefici, fossero anche quelli di qualche consigliere comunale? Correva l'anno 1577: arrivato a Palermo come Viceré di Spagna, Marcantonio Colonna ebbe subito modo di fare conoscenza con l'autonomia siciliana. La riforma dell'Inquisizione, voluta dal Sant'Uffizio per evitare il moltiplicarsi di privilegi a vantaggio dei suoi esponenti, nell'isola non era mai entrata in vigore. Così la pletora già abnorme degli inquisitori, pari a 1.572, aveva esteso di riflesso le proprie guarentigie a una cerchia immensa di famigli che contava non meno di 24 mila persone: numero, guarda caso, non troppo lontano da quello raggiunto in epoca ben più recente dai dipendenti della Regione siciliana. Come raccontano nel loro bel libro La Zavorra Enrico del Mercato ed Emanuele Lauria, il Viceré non riuscì neppure a scalfirla, assistendo invece impotente al varo di una nuova riforma che lasciò intatti i privilegi dell'Inquisizione siciliana.
    Capaci di resistere perfino ai Torquemada spagnoli, che ricorrevano a metodi ben più convincenti di quelli dello Stato italiano, quattro secoli e mezzo più tardi nessuno si è fatto impressionare da una legge nazionale sulla sforbiciata dei consiglieri comunali. Ed ecco subito pronta una scialuppa di salvataggio per 834 poltroncine. Qualcuna addirittura insignificante.
    Per capire come si è giunti a questo, facciamo un passo indietro. A dicembre del 2009 il Parlamento approva la legge finanziaria che taglia del 20 per cento il numero dei consiglieri comunali, riduce le circoscrizioni, elimina i difensori civici e alcune forme consortili, prevedendo pure che le Regioni a statuto speciale come quella siciliana si adeguino quanto prima. Sette mesi dopo un'altra rasoiata, questa volta ai gettoni, alle indennità e ai doppi e tripli emolumenti.
    La risposta siciliana è tutta in una circolare firmata il 13 gennaio del 2011 dall'assessore alle autonomie locali della precedente giunta regionale, Caterina Chinnici, sull'«applicabilità agli enti locali della Sicilia delle norme statali in materia (...) di riduzione del costo degli apparati politici amministrativi». Un documento che si conclude con queste lapidarie parole: «Gli enti locali continueranno ad applicare, in relazione agli istituti delle sopra richiamate norme statali, in atto non recepite dal legislatore regionale, la normativa vigente nella Regione siciliana». Le «norme statali» sono appunto quelle due leggi, che secondo la circolare «non trovano applicazione nell'ordinamento regionale» in quanto «seppur finalizzate alla riduzione dei costi connessi al funzionamento degli organi rappresentativi ed esecutivi degli enti locali, refluiscono in maniera rilevante sullo status di amministratore locale e sull'assetto ordinamentale ed organizzativo degli enti medesimi». Insomma, rappresenterebbero un'entrata a gamba tesa su una «materia riservata alla potestà legislativa esclusiva della Regione siciliana». Cadono quindi nel vuoto. Stessa sorte tocca alla seconda manovra estiva del 2011, che inasprisce ulteriormente il giro di vite per i consigli comunali. A dimostrazione, e questo è il punto, di come talvolta uno statuto speciale possa trasformarsi in una comoda barriera a difesa di privilegi pur banali.
    E dove nulla possono gli appelli alla sacralità dell'autonomia regionale, entrano in campo stratagemmi gattopardeschi. Non che tale creatività sia una prerogativa esclusiva siciliana. Basta ricordare che soltanto qualche mese fa il Comune di Roma ha ridotto da 19 a 15 le circoscrizioni in cui è suddiviso il municipio, con la giustificazione di risparmiare sui costi dell'amministrazione. Peccato però che all'accorpamento degli uffici abbia corrisposto l'immediato incremento del numero degli «assessorini». Con il risultato che i posti lieviteranno dagli attuali 95 a 105.
    Ma certe vette sono destinate a restare inarrivabili. Nella sua inchiesta sul Quotidiano di Sicilia Leo sottolinea che il Comune di Catania ha 45 consiglieri, nove in più di quanti sarebbero previsti dai parametri nazionali. Mentre il Campidoglio, che quelli non può invece eludere, ne ha 48: ma con 2,8 milioni di abitanti contro i 291 mila del capoluogo etneo. Quasi dieci volte di più. Per non parlare di Bompensiere, 611 abitanti in provincia di Caltanissetta, che ha potuto eleggere ben dodici consiglieri anziché sei: uno ogni cinquanta anime. E hanno il coraggio di dire che c'è la crisi della politica...
    Quei 1.679 consiglieri «abusivi» in Sicilia - Corriere.it

    Ultima modifica di Erlembaldo; 29-06-14 alle 00:48

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    Predefinito Re: Terryes

    A GRANDI PASSI VERSO LA CONFISCA DI MASSA
    Published by leonardofaccoeditore
    Un po’ di ovvietà sul nuovo obbligo dei pagamenti elettronici. La progressiva lotta al contante, propagandata come lotta all’evasione, tende a ostacolare sempre più la corsa agli sportelli delle banche insolventi; cioè il recupero dei propri denari. “Sono ancora vostri – diranno – ma è inutile estrarli dal circuito tanto non potete spenderli”.
    E’ un passo ulteriore verso una confisca di massa senza precedenti (anche solo con le commissioni sulle transazioni ruberanno cifre immense); oltre a distruggere la riservatezza nella vostra vita (pensate a un magistrato che da un estratto conto può ricostruire quasi ogni vostra attività). Per non dire della condizione di sudditanza assoluta nei confronti del sistema bancario nella quale si cade (immaginate se solo per errore, non dico cattiveria, un dipendente della banca disattiva le vostre carte; dovete mettervi in ginocchio). Insomma è il giro di boa del nuovo socialismo, l’eliminazione del denaro camuffata da innovazione tecnologica.
    La libertà è estremamente legata alla libertà dei mezzi, c’è un nesso anche umile ma da non scordare.
    A GRANDI PASSI VERSO LA CONFISCA DI MASSA | Movimento Libertario

    "Il Codacons: "Non date cash a chi è senza pos". Queste merde sarebbero i difensori dei consumatori? Il consumatore vero paga in nero!".
    Leonardo Evaso Facco



    Giacomo Consalez
    A una gentile interlocutrice Maghrebina (o giù di lì, dall'accento peraltro molto dolce): "Guardi, l'offerta Telecom italia è interessante, ma non mi va di stipulare un contratto con un'azienda che ha la parola italia nel nome"
    "La barola italia? E berché?"
    "Perché l'italia è uno stato aguzzino"
    "Scusi signore, ma che vuol dire agussino?"

    IN EUROPA LA CORRUZIONE È STIMATA IN 120 MILIARDI, LA META’ IN ITALIA
    Cecile Malmstrom, commissario europeo per gli affari interni, lo scorso 3 febbraio ha presenta il primo rapporto sulla corruzione nell’UE. Il costo della corruzione di 27 Paese europei è stato stimato in 120 miliardi di euro. Il costo della corruzione della sola Italia, grazie alla nostra Casta di politici corrotti, è stato stimato in 60 miliardi di euro, metà dell’intera corruzione europea. Il calcolo è stato eseguito dal Saet, ossia il Servizio Anticorruzione e Trasparenza.
    La Germania, che è il Paese più ligio alle leggi in Europa, ha nelle sue carceri 8.700 corrotti. In Italia non arrivano a 100. Se la corruzione venisse punita come si deve, certamente dovremmo aprire nuove carceri, ma certamente avremmo decine di miliardi da mettere nella crescita e nello sviluppo e leggi finalmente più serie. Basterebbe risanare la politica per avere immediatamente un vantaggio enorme per la collettività. E basterebbe creare un fisco trasparente per svelare il traffico di denaro sporco. Aggiungiamoci che siamo il Paese delle tre maggiori organizzazioni criminali dell’Occidente: mafia, camorra e ‘ndrangheta, e che gran parte dei passaggi di soldi sporchi uscirebbe allo scoperto con un fisco trasparente e viene al momento svelata solo grazie alle intercettazioni.
    IN EUROPA LA CORRUZIONE È STIMATA IN 120 MILIARDI, LA META' IN ITALIA »

    Guarda caso i peggiori sono il negher e il terùn.....

    BRANDELLI D’ITALIA - ANCHE IL PROPRIETARIO DEL RESORT CHE HA OSPITATO LA NAZIONALE PUNGE GLI AZZURRI: “CLIMA RILASSATO, NON SEMBRAVA STESSERO GIOCANDO I MONDIALI - BALO ISOLATO DAL GRUPPO, CASSANO? NON CI STA CON LA TESTA”
    Il padrone del centro di Mangaratiba a ruota libera contro Cassano: “Un giorno una ragazza è andata nella sua stanza per fare le pulizie e lui ha cominciato a sgridarla ad alta voce”
    Spuntano nuovi retroscena sul soggiorno dell'Italia al Portobello Safari Resort di Mangaratiba, in Brasile. Il nostro inviato Pepe Ferrario ha incontrato il padrone del centro, che non ha nascosto una certa perplessità sul comportamento dei giocatori:
    "La sensazione di tutti è che mancasse lo spirito che deve accompagnare la preparazione di una Coppa del Mondo - ci dice -. Ad esempio non era forse necessario che le famiglie fossero qui...". Come dire che il clima, evidentemente, era un po' troppo rilassato, troppo da vacanza.
    Non solo, però, perché anche l'unità del gruppo, di cui tanto si era parlato nei giorni che avevano preceduto il Mondiale, non è sembrata poi così evidente. Al contrario "Balotelli era al di fuori del gruppo. Lo vedevo anche qui in villaggio staccato dalla squadra e con lui anche Cassano".
    Proprio Cassano ha destato le perplessità maggiori nel padrone del Portobello: "E' scatenato, è uno che non ci sta come testa... Un giorno una ragazza è andata nella sua stanza per fare le pulizie e lui ha cominciato a sgridarla ad alta voce...".



    Vedi Napoli e poi....finisci in rianimazione!

    Napoli. Coppia rapinata in centro, lui non vuole mollare la moto: gli sparano a un polmone, è in rianimazione
    di Melina Chiapparino
    Lo hanno punito per non aver ceduto la moto che volevano rapinare ed ora un 27enne di Marigliano, Giacomo G., è in rianimazione e rischia la vita. Il giovane è stato trafitto al polmone da una pallottola mentre era a bordo della sua moto Tmax insieme alla fidanzata.
    Il fatto è accaduto intorno all'una di notte. La coppia viaggiava con un'altra coppia di fidanzati a bordo di un altro motorino su via Vespucci. Questa notte i 4 ragazzi sono stati affiancati dai rapinatori che intimavano al centauro di lasciare la moto, quando il 27enne non si è fermato ma ha tentato di scappare è stato ferito all'emitorace sinistro.La vittima della rapina, è un impiegato, è ricoverata in rianimazione al Loreto Mare con prognosi riservata. Sul posto sono stati trovati bossoli di una pistola calibro 7.65. Sulla vicenda indagano i poliziotti del commissariato Vicaria.
    Napoli. Coppia rapinata in centro, lui non vuole mollare la moto: gli sparano a un polmone, è in rianimazione

    La Sicilia è in fiamme. I 28mila forestali non le spengono
    di Matteo Borghi
    Ebbene sì, la Sicilia pullula di forestali, ma nessuno spegne gli incendi.
    Che nell’isola più grande d’Italia i forestali siano tanti, troppi lo sappiamo benissimo. Parliamo di un esercito di 28mila uomini, sessantotto volte il Piemonte che, con un’estensione territoriale pressoché identica (25.4000 chilometri quadrati), ne ha appena 406. C’è addirittura un Paese, Pioppo, frazione di Monreale in provincia di Palermo, in cui – riferisce Il Fatto Quotidiano – su una popolazione di circa duemila abitanti ben 383 fanno i forestali: uno su cinque, inclusi pensionati e bambini. Una forza tale da permettere, passateci l’esempio colorito, di spegnere un incendio semplicemente urinando sul fuoco.
    Eppure – come riporta oggi Libero in edicola – gli incendi continuano a propagarsi mentre nessuno fa niente. Già perché l’articolo 12 dell’ultima finanziaria regionale ha accorpato gli operai addetti alla manutenzione dei boschi con quelli antincendio creando confusione su «chi debba fare cosa». Un errore formale che ti aspetteresti si possa superare con un decreto d’urgenza del presidente regionale, del questore, del prefetto che imponga a tutte le forze disponibili di operare insieme: cosa evidentemente impossibile per i dipendenti più sindacalizzati, della regione più sindacalizzata dello Stato europeo più sindacalizzato. Piuttosto che far lavorare chi non è competente, meglio lasciar bruciare tutto.
    Anche perché, come non bastasse, mancano i mezzi per spegnere il fuoco: il bando relativo all’acquisto degli elicotteri anti-incendio è stato pubblicato solo dieci giorni fa, lo scorso 17 giugno. Un ritardo incomprensibile che non lascia il minimo tempo necessario per rendere operativi gli elicotteri in estate. Ed è così che gli amministratori, nel mezzo della catastrofe, non hanno trovato di meglio che convocare l’ennesima, inutile «conferenza dei servizi con i dirigenti della Forestale e della Protezione civile per esaminare le procedure».
    Chissà come andrà a finire. Di certo questi (colpevoli) ritardi porteranno danni irreparabili alla flora e alla fauna – speriamo non all’uomo, anche se da Altavilla Milicia giunge la notizia di una casa inghiottita dalle fiamme e una decina di persone intossicate dal fumo -. Speriamo, almeno, che non ci chiedano l’ennesimo balzello sulla benzina per l’emergenza siciliana. Sarebbe, oltre il danno, la beffa.
    La Sicilia è in fiamme. I 28mila forestali non le spengono | L'intraprendente



    Città della scienza, Digos in Regione. Indagato un custode per l'incendio
    Agenti all'ufficio 'Controllo spesa' nell'ambito dell'inchiesta sull'incendio avvenuto nella struttura di Bagnoli
    di CONCHITA SANNINO
    Una svolta nell'inchiesta sul rogo di Città della Scienza. Nel giorno in cui gli agenti della Digos bussano alla Regione e acquisiscono documenti negli uffici delegati al controllo sui conti delle società partecipate, filtra l'indiscrezione che nella stessa indagine sul gravissimo incendio che il 4 marzo 2013 devastò il polo di ricerca e divulgazione scientifica di Bagnoli, risulta una persona iscritta nel registro degli indagati.
    Si tratta di un vigilante, dipendente della Fondazione Idis, di 48 anni: Paolo Cammarota. L'uomo è accusato di incendio doloso aggravato dall'articolo 7, cioè quella di aver favorito interessi di natura criminale. La Procura non esclude assolutamente che egli possa aver agito insieme con altre persone, ma allo stato i complici sarebbero da individuare.
    L'uomo è già stato sentito, negli scorsi mesi, e anche messo a confronto con un altro suo collega. Le versioni dei due vigilantes, difatti, confliggevano in alcuni punti. Particolarmente in salita il lavoro di ricostruzione dei pubblici ministeri, Michele Del Prete e Ida Teresi, che non hanno potutto finora contare su alcun tipo di collaborazione o di segnalazione da parte di cittadini e società civile. Nessuno, insomma, in quella madeletta [sic!] sera di fine inverno ha potuto captare qualche ricordo utile all'inchiesta.
    Nell'ambito dell'indagine a tutto campo promossa quindi dagli inquirenti, con la squadra Mobile e la Digos, sono stati passati al vaglio distinti ed eventuali moventi, tra cui la causale "economico-finanziaria" e la crisi che viveva Città della Scienza. Investigando su questi aspetti, la Procura si è accorta, su analisi di un consulente, che vi era il sospetto di alcune irregolarità nei conti della Fondazione e in alcune spese ritenute "non congrue".
    Città della scienza, Digos in Regione. Indagato un custode per l'incendio - Repubblica.it



    La mail
    «In via Toledo campane della differenziata bruciate ogni settimana»
    Gentile redazione, in via Toledo bruciano praticamente ogni settimana le campane per la raccolta differenziata. Queste sono state bruciate stanotte.
    La mail | «In via Toledo campane della differenziata bruciate ogni settimana» | Foto



    Shylock gli fa una pippa...

    Interessi del 1000 per cento all'anno. Arrestata banda di usurai a Gioia Tauro
    Prestavano denaro con interessi al 1.000% annuo. Una banda di usurai operante nella piana di Gioia Tauro è stata sgominata dai finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria e del Comando provinciale di Reggio Calabria che hanno arrestato 9 persone (una ai domiciliari) e sottoposto una ad obbligo di dimora nel Comune di residenza.
    Interessi del 1000 per cento all'anno. Arrestata banda di usurai a Gioia Tauro

    IL PROVVEDITORATO MILANESE HA INVIATO UN DOSSIER ALLE PROCURE DI MILANO E REGGIO CALABRIA
    Maestre "fantasma" a Milano: in tre anni mai un giorno in classe
    Denunciate 27 insegnanti: si sono fatte trasferire al Sud. Casi analoghi anche a Firenze, Venezia e Torino
    MILANO - Mai un giorno di lezione in tre anni: a Milano sono state denunciate 27 maestre "fantasma". I certificati di invalidità, fatti in Calabria, sono risultati falsi. Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica il provveditorato milanese ha inviato un dossier alle procure di Milano e Reggio Calabria. Nelle denunce si ricostruiscono i casi di 27 maestre, «invalide e guarite per miracolo, ma intanto trasferite», sfruttando alcune falle nella legge 104, quella che disciplina l'handicap, e nel contratto sulla mobilità degli insegnanti.
    TRASFERITE - Le maestre sono tutte originarie della provincia di Reggio Calabria e, dal 2006, hanno chiesto e ottenuto di essere trasferite perché affette da «invalidità fantasma», come casi gravi di diabete, dolori cronici alla schiena, che al momento opportuno scompaiono. Casi analoghi - riferisce la Repubblica - si trovano anche a Firenze, Venezia e Torino e le province di provenienza delle maestre sono sempre le stesse: Reggio Calabria e Agrigento, anche se sono segnalati casi dal Casertano.
    Maestre "fantasma" a Milano: in tre anni mai un giorno in classe - Corriere della Sera


 

 
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