Pagina 31 di 83 PrimaPrima ... 213031324181 ... UltimaUltima
Risultati da 301 a 310 di 829

Discussione: Terries

  1. #301
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    La curiosità. A Portici si riciclano i segnali stradali: è spending review?
    di Maurizio Capozzo
    Tempi duri per le casse pubbliche. E, si sa, in tempi di magra si risparmia su tutto, anche sui cartelli stradali. E così accade che nella principale arteria di Portici, via Libertá, compare un cartello di divieto di sosta con rimozione forzata, "riciclato" dal Comune di Napoli.
    Ben visibile il logo del capoluogo sulla sinistra del segnale e la scritta "città di Portici" corretta con il pennarello nero. L'arte di arrangiarsi applicata al codice della strada.



    Campania, il 38 per cento dei bambini è obeso: quasi il doppio della media nazionale
    In Campania il 38 per cento dei bambini è obeso rispetto alla media nazionale in cui il dato si attesta al 24 per cento. Il dato è emerso nel corso della due giorni su epatologia e cardiologia che si chiude oggi al Centro congressi dell'Università Federico II.
    Nel corso della tavola rotonda "L'Officina cardiologica" è stato affrontato il tema dell'obesità che può avere risvolti sul sistema vascolare. Secondo i dati, essere obeso nei primi 10 anni vuol dire diventare, «con ottime probabilità», circa nel 75 per cento dei casi, un adulto obeso. Condizione che - come sottolineato dall'epatologo Antonio Sciambra - «ha risvolti psicosociali e predispone a problemi ortopedici, endocrino-metabolici, cardiovascolari, respiratori e gastrointestinali».
    Tra le cause dell'incremento del fenomeno dell'obesità infantile in Campania, la crisi economica. «Il reddito e il potere di acquisto familiare - aggiunge Sciambra - stanno influenzando i comportamenti alimentari. Gli alimenti più ricchi di zuccheri e addizionati di grassi sono spesso economici, prontamente disponibili e, di conseguenza, si preferiscono a discapito delle corrette scelte alimentari». I medici hanno evidenziato come «più obesità vuol dire più grasso e più infiammazione al fegato, e dal momento che il grasso nel fegato si comporta come un virus, in futuro più cirrosi, più epatocarcinoma».
    Campania, il 38 per cento dei bambini è obeso: quasi il doppio della media nazionale



    Da 16 anni non pagava l'energia elettrica...... perchè la rubava
    SAN MICHELE SALENTINO (BRINDISI) – Dal 1998, cioè per oltre 16 anni da quando l’Enel aveva disattivato il contatore dell’abitazione, secondo quanto accertato dai carabinieri, avrebbe continuato ad usufruire abusivamente dell’ allaccio alla corrente elettrica. E’ il motivo per cui un 46enne di San Michele Salentino, Nicola Miccoli, è stato arrestato e posto ai domiciliari. L'accusa è di furto di elettricità; stando ad una prima stima, il consumo non pagato ammonterebbe a circa 17mila euro. L'uomo, che si occupa di commercio di olive, viveva – per quanto appurato dai militari – in una abitazione dotata di ogni comfort e non in condizioni di povertà.
    Da 16 anni non pagava l'energia elettrica... ... perchè la rubava | La Gazzetta del Mezzogiorno.it




    Sessantanove incidenti sospetti, denunciato truffatore seriale
    Il metodo era collaudato ed evidentemente la truffa congegnata aveva dato frutti consistenti.
    Tanto che era riuscito per ben 69 volte a metterla a segna con le medesime modalità. Ma questa volta i vigili urbani di Avellino hanno scoperto e bloccato il truffatore seriale.
    L’uomo aveva esibito ed usato un tagliando falso di revisione e di cambio di intestazione sulla carta di circolazione al fine di eludere un sinistro con mancata revisione del veicolo. Secondo il comandante dei vigili rubani Pietro Cucumile che ha segnalato alla procura una serie di reati che l’uomo avrebbe commesso alterando i documenti, l’uomo in ben sessantanove occasioni avrebbe, anche con la collaborazione di pubblici ufficiali operanti in uffici della motorizzazione, alterato i documenti al fine di conseguire per sé o per altri l'indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione. I reati che avrebbe commesso l’uomo vanno dall’alterazione di atti pubblici al danneggiamento fraudolento, appunto per lucrare sull’assicurazione, di qui il reato di truffa assicurativa.
    Sessantanove incidenti sospetti, denunciato truffatore seriale

    Terronia intraprendente....

    Falso vino Igp: sequestrate nel Salernitano ottomila bottiglie
    Una serie di controlli a tappeto, coordinati dalla procura della Repubblica di Benevento ed eseguiti nel Salernitano sui vini con indicazione geografica protetta "Falanghina" e "Aglianico" Beneventano, hanno portato gli uomini del Comando provinciale del Corpo Forestale al sequestro di confezioni in alcuni esercizi commerciali di San Cipriano Picentino e Montecorvino Pugliano per un valore commerciale di circa 12 mila euro.
    Complessivamente sono state sequestrate 8.150 bottiglie di vino, per un totale di oltre seimila, appartenente ai lotti contenenti vino proposto al pubblico con indicazione geografica protetta beneventana in violazione della normativa a tutela dei prodotti tipici e del made in Italy. In realtà - si legge in una nota - si trattava di generico vino senza alcuna attestazione relativa alla provenienza e qualità, in parte addirittura di provenienza estera.
    Falso vino Igp: sequestrate nel Salernitano ottomila bottiglie

    SPRECHI ALLA SICILIANA – CROCETTA COSTRETTO A RINUNCIARE ALL’AUTO BLU FERMA IN GARAGE A BRUXELLES – AL PARLAMENTO EUROPEO CI È ANDATO TRE VOLTE IN DUE ANNI
    Un’Alfa Romeo 159 blindata stava in garage, nella sede di rappresentanza della Regione Sicilia, ad attendere l’arrivo del presidente a Bruxelles. Che non ci va mai.
    Paolo Bracalini per "Il Giornale"
    C'è da spostare una macchina, e alla fine l’hanno spostata. Dopo l’auto parcheggiata a scrocco al Senato dal sindaco di Roma Ignazio Marino (poi fatta rimuovere), l’auto blu parcheggiata a vuoto a Bruxelles dal presidente siciliano Rosario Crocetta. «In un anno a Bruxelles ci sarà andato due, massimo tre volte. E l’auto sta lì, a prendere la polvere».
    Nello Musumeci, deputato regionale siciliano e presidente della Commissione Antimafia, aveva fatto una scommessa con Crocetta: dimostratemi che la faraonica sede della Regione Sicilia nel cuore della capitale belga è utile, e smetto di chiederne la chiusura. Passato un anno, Musumeci alla fine si è convinto. Sì, ma della inutilità di quei 750 metri quadri in rue Belliard. Tanto più che lì dietro, in un garage, fino all’altro giorno, era parcheggiata un’Alfa Romeo 159, blindata, per Rosario Crocetta, presidente della Regione. Il quale, però, a Bruxelles sembra ci vada poco, o meno che poco (tre volte in due anni scrive LiveSicilia dopo aver compulsato il prospetto relativo ai viaggi istituzionali di Crocetta tra 2013 e 2014).
    E dunque l’auto se ne stava ferma, ad attenderlo. «E non solo quella - racconta Musumeci -. Anche l’autista a Bruxelles, a disposizione del dipartimento e del presidente, è nullafacente». Un costo valutato in 80mila euro l’anno, per ciascuna delle cinque macchine ritenute indispensabili per la presidenza della Regione Sicilia: tre a casa, una a Roma e l’altra appunto a Bruxelles (l’ultimo bando ammonta a 1.440.000 euro più Iva, per quattro anni di noleggio, con precise caratteristiche delle auto richieste: «Cilindrata compresa tra i 2.900 e i 5mila cc, potenza non inferiore ai 300 cavalli, comandi al volante, sensori di parcheggio in retromarcia, interfono, climatizzatore, vetri laterali e lunotto oscurati...»).
    Dopo il tiro incrociato dell’opposizione e del web, qualcosa si è mosso (l’auto, in questo caso). Dal dirigente generale della Funzione Pubblica della Regione Siciliana filtra la novità: «L’auto a Bruxelles non c’è più, l’Alfa è stata ritirata e la Regione non ne ha mandate altre». Per adesso, visto che non ci sono stati annunci ufficiali. C’è sempre tempo per mandarne un’altra a Bruxelles, magari nuova.
    Restano, poi, tutte le altre auto blu per Crocetta, politico più scortato d’Europa. Ma è sotto tiro, ha ricevuto minacce dai clan, la protezione è opportuna. «Non metto in dubbio. Io però sono presidente dell’Antimafia ma in Sicilia mi sposto con la mia auto - spiega Musumeci -. Ricordo anche che quando ero deputato europeo, mi capitava di incontrare a Bruxelles un’altra personalità a rischio, il procuratore Giancarlo Caselli, che era superscortato in Italia, ma lì prendeva il taxi. Io stesso sono stato per sette anni sotto scorta in Italia. Ero stato condannato a morte dalla mafia nel ’95. Ma quando sono diventato deputato europeo a Bruxelles o a Strasbugo o utilizzavo il taxi. Non voglio entrare nel merito delle misure di sicurezza adottate verso Crocetta, dico soltanto che opportunità politica avrebbe suggerito una soluzione diversa. Una intesa con l’ambasciata italiana Bruxelles, o col ministero interni belga, vista la sporadicità delle visite di Crocetta a Bruxelles. Serviva proprio un’auto blu ferma lì?».
    Ma quella è un pezzettino. Il resto è la sede della Regione Sicilia, rilanciata da Crocetta come un ufficio fondamentale per la Sicilia (costi di funzionamento di circa 1 milione di euro l’anno).



    Battipaglia, «brilla» la bomba: sciacalli nelle case evacuate
    di Paolo Panaro
    Battipaglia. Ladri in azione mentre scattano le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico a Taverna. I malviventi hanno svaligiato case, forzato le saracinesche di negozi e rubato un furgone in un’azienda che commercializza carrelli elevatori.
    Astuti i banditi che l’altra notte, tra sabato e domenica, sono riusciti a mettere a segno numerosi furti. Qualche famiglia, consapevole che ieri mattina alle sei avrebbe dovuto abbandonare l’abitazione e lasciare la zona out, a ridosso di via Parmenide, dove c’era il pericoloso ordigno bellico, si è recata da parenti o amici già sabato sera. Poi, ieri, al ritorno a casa l’amara sorpresa.
    Case svaligiate e porte forzate. I furti sono almeno una decina e sono stati studiati nei minimi particolari colpendo proprio le famiglie che si erano allontanate prima dello sgombero dal rione Taverna che poi è stato evacuato alle sei di ieri. Irruzione anche in un’azienda dove i malviventi hanno rubato un furgone dopo aver forzato il cancello di entrata dell’attività.
    Sempre nel rione Taverna poche ore prima dell’inizio delle operazioni di disinnesco nella zona non interdetta sono state sfasciate alcune auto e i ladri si sono impossessati degli oggetti che erano all’interno dei veicoli. Un piano studiato alla perfezione da ladri esperti, consapevoli che le case potevano già essere vuote e quindi sarebbe stato molto più facile svaligiarle. Molto probabilmente qualche complice si è appostato tra le strade del rione Taverna attendendo le prime famiglie che lasciavano le case per entrare subito in azione. Così, senza correre grossi rischi, i malviventi hanno messo a segno i furti. Il modus operandi è sempre lo stesso. Le porte delle abitazioni vengono scassinate in fretta e furia da banditi che ormai sono espertissimi e riescono in poco tempo anche a mandare in tilt i sistemi di antifurto o ad aprire le porte blindate servendosi di chiavi particolari. Ad agire potrebbero essere state anche più gang di ladri giunte anche da fuori città per compiere i furti e svanire nel nulla con la refurtiva.
    Battipaglia, «brilla» la bomba: sciacalli nelle case evacuate



    De Magistris scatenato dopo il ritorno in sella assume 370 persone
    Carmine Spadafora
    L'ex sindaco di strada fresco di reintegro Luigi De Magistris ricomincia da 370. Tante sono, infatti, le assunzioni che la sua disastrata amministrazione si appresta a compiere.
    Comune a rischio default? Non importa. Giggino assume. Centottantadue maestre di scuola primaria e 188 istruttori socio educativi presto entreranno a fare parte dell'esercito di stipendiati di Palazzo San Giacomo (11.200 dipendenti, 20mila se si comprendono le partecipate), l'azienda con più impiegati della Campania, una sorta di big company della burocrazia.
    La notizia farà felici i 370 che saranno prescelti (come riporta Italia Oggi) per metà dal Formez (specializzato nella selezione del personale) che andrà a scegliere i nomi degli assunti.
    Tre giorni dopo la vittoria regalatagli dal Consiglio di Stato, che ha rigettato i ricorsi presentati da Angelino Alfano e da due associazioni contro la sospensione della sospensiva, Giggino si è scatenato. Il restyling della sua giunta pare imminente, con l'ingresso di Sel nella maggioranza. E poi, foto ricordo, show davanti alle telecamere, dichiarazioni populiste e ora, anche assunzioni. Nella foga, qualche scivolone. Proprio ieri il sindaco è stato criticato per una sua foto, con smagliante sorriso, davanti a una stella di Natale installata nella Galleria Umberto, a pochi metri dal luogo dove il piccolo Salvatore Giordano, 14 anni, fu ucciso l'estate scorsa da un cornicione. Il papà, Umberto Giordano ha minacciato di voler «sfasciare la stella che offende la memoria di mio figlio».
    E, mentre Giggino spende e spande, parecchie delle stesse scuole dove le neomaestre andranno ad insegnare sono fatiscenti da anni e continuano a restare a rischio. Ne sa qualcosa il presidente della Ottava Municipalità di Scampia e Marianella, Angelo Pisani, che da anni denuncia all'amministrazione «arancione» il degrado delle scuole di competenza di Palazzo San Giacomo, una quarantina tra materne ed elementari. «Ogni giorno inviamo segnalazioni al Comune con richiesta di intervento per infiltrazioni di acqua, impianti elettrici a rischio, pericoli di crolli», spiega Pisani. La Asl e' di casa nei quartieri a nord di Napoli. «C'è il pericolo che le nostre scuole vengano chiuse perché a rischio – spiega il presidente – Funzionano mediamente sei aule su dieci. Qui manca la manutenzione, ma tutte le scuole o quasi andrebbero ristrutturate».
    De Magistris scatenato dopo il ritorno in sella assume 370 persone - IlGiornale.it



    Tenta di fare sesso con una bimba di 10 anni scesa dal bus: preso un 45enne napoletano
    di Elisabetta Batic
    MUGGIA (Friuli-Venezia Giulia) - Entrambi sullo stesso autobus. Lei non ancora undicenne scende per tornare a casa (nei pressi di Muggia) e lui decide di fare lo stesso. È ormai buio, sono le sei e mezza del pomeriggio. La ragazzina viene seguita finchè sotto un ponte, a trenta metri dall'abitazione della giovane, Carmine Montella, 45 anni, originario di Portici in provincia di Napoli, ma residente a Trieste da diverso tempo, tenta di immobilizzarla, baciarla e accarezzarla.
    La bambina riesce a divincolarsi, anche se lui tenta di ostacolarla con un calcio, e si mette a correre a più non posso raggiungendo casa dove in quel momento si trova la sorella con il fidanzato. In lacrime racconta quello che le è successo pochi istanti prima. Il ragazzo della sorella esce per controllare se il malvivente è ancora nei paraggi. Montella sta aspettando l'autobus alla fermata come se nulla fosse accaduto. Immediata la telefonata alle forze dell'ordine e l'arresto in flagranza dell'uomo dai parte dei carabinieri.
    Montella si trova al carcere del Coroneo da giovedì sera, come riporta oggi il quotidiano Il Piccolo. Non è la prima volta che l'uomo finisce dietro alle sbarre, per precedenti che vanno dalla rapina alla droga.
    Tenta di fare sesso con una bimba di 10 anni scesa dal bus: preso un 45enne napoletano


  2. #302
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    I dolci fanciulli napulitani.....

    Torre Annunziata. Circum, baby gang scatenata: capotreno picchiato finisce all’ospedale
    di Francesco Gravetti
    Prima hanno rotto una porta del treno, poi hanno mandato in ospedale il capotreno che è intervenuto per fermarli. Baby gang scatenate sulla stazione della Circumvesuviana di Torre Annunziata: intorno alle 13 tre ragazzini hanno preso a calci e sassate una porta del treno fermo in stazione. Il capotreno e il macchinista si sono accorti dell’aggressione ed hanno cercato di bloccarli: ne è nata una maxi-zuffa, alla quale hanno partecipato anche alcuni viaggiatori ed altri dipendenti della Circumvesuviana.
    La reazione di lavoratori e pendolari ha fatto scappare i ragazzini che, però, hanno fatto in tempo a picchiare violentemente il capotreno. L’uomo ha perso conoscenza ed è stato trasportato con l’ambulanza in ospedale: non si conoscono ancora le sue condizioni, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. Sul posto, dopo pochi minuti, sono intervenuti i carabinieri: decisiva sarà l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza.
    Il treno è rimasto fermo in stazione per oltre due ore, mentre il macchinista, visibilmente scosso, è stato accompagnato agli uffici del terminal di porta Nolana. Indignati i colleghi del capotreno picchiato: «Ora basta, rischiamo la vita ogni giorno».
    Torre Annunziata. Circum, baby gang scatenata: capotreno picchiato finisce all’ospedale

    Mmmolto pitoresko!

    Dodicenne colpita da un proiettile nel cortile, arrestato il feritore: il movente è una lite tra bambini
    Dopo accurate indagini in merito al ferimento della bambina di 12 anni in un cortile con delle amiche nel quartiere Barra, la Polizia ha arrestato il responsabile. In manette è finito Alessandro Migliaccio, napoletano di 33 anni, residente in via Mastellone, pregiudicato per ricettazione, stupefacenti, rapina e resistenza a pubblico ufficiale, allo stato dei fatti agli arresti domiciliari.
    Subito dopo il fatto il 33enne non era stato trovato in casa per cui sono scattate le ricerche estese a tutta la zona con l'impiego di numerose Volanti. Alla fine il 33enne è stato rintracciato dalle Volanti del Commissariato San Giovanni e dell'Upg e arrestato per evasione dagli arresti domiciliari, porto e detenzione illegale di arma, spari in luogo pubblico e lesioni aggravate.
    Il ferimento è scaturito da una lite tra bambini avvenuta nel cortile condominiale degenerata con l'intervento dei genitori, tra cui Migliaccio, che in un impeto d'ira, ha estratto una pistola illegalmente detenuta e ha sparato ferendo lievemente la bambina alla caviglia sinistra.
    Dodicenne colpita da un proiettile nel cortile, arrestato il feritore: il movente è una lite tra bambini

    Pompei. Pregiudicato «vendeva» posti in prima fila per pregare la Madonna in santuario: arrestato
    di Susy Malafronte
    Pompei. Pregiudicato napoletano “vendeva” posti in prima fila per pregare la Madonna in santuario. I posti a sedere li decideva arbitrariamente in base alle offerte elargite: per un euro i pellegrini di Maria dovevano occupare i banchi dell'ultima fila.
    Più era alta l’offerta, invece, più i posti a sedere indicati si avvicinavano all’altare maggiore. I fedeli, impauriti dai modi prepotenti con i quali l’uomo si poneva nei loro confronti, pagavano e si accomodavano dove gli veniva indicato dal pregiudicato.
    Pompei. Pregiudicato «vendeva» posti in prima fila per pregare la Madonna in santuario: arrestato


    Arriva Natale, esplode il mercato del falso. Maxi sequestri tra Napoli e provincia
    Il regalo? É contraffatto. Con l’avvicinarsi delle feste natalizie l’industria del falso lavora a pieno ritmo. E le forze dell’ordine si impegnano a contrastarla. Ieri le Fiamme Gialle del comando provinciale di Napoli hanno individuato in pieno centro un grande deposito di “stoccaggio” di articoli di pelletteria con i marchi: Louis Vuitton, Armani, Gucci, Fendi e Burberry contraffatti e pronti per essere immessi nel mercato del falso.
    Sequestrati 20 mila pezzi tra borse, portafogli e cinture. Sono stati denunciati all’autorità giudiziaria quattro soggetti responsabili della produzione e del commercio dei prodotti contraffatti.
    Contemporaneamente militari del nucleo polizia tributaria di Napoli hanno anche individuato a Boscotrecase e Poggiomarino, due opifici ed un deposito clandestino di accessori di prodotti di abbigliamento recanti i marchi contraffatti di numerose e note griffes, tra le quali: Harmont&Blaine, Louis Vuitton, D&G, Ralph Lauren, Armani Jeans, Blauer, Liu Jo, Prada, Nike, Adidas, Fred perry. Sequestrati 180.000 accessori contraffatti o in corso di contraffazione, immobili utilizzati per la lavorazione e stoccaggio, nonché macchinari ed oltre 50 clichè.
    Arriva Natale, esplode il mercato del falso. Maxi sequestri tra Napoli e provincia

    Shylock gli fa una pippa....

    Pendolari dell'usura, dalla Campania alla Toscana: arrestati padre e figlio commercianti
    Avrebbero realizzato una sorta di «pendolarismo usurario», recandosi saltuariamente in Toscana dalla Campania per gestire i loro prestiti a tassi che, in un caso, sarebbero arrivati fino al 136% all'anno. È quanto contesta la guardia di finanza a due commercianti, padre e figlio di 55 e 27 anni, originari del Napoletano dove sono domiciliati, arrestati in esecuzione di una misura cautelare in carcere disposta dal gip di Prato.
    I due, spiega in una nota la gdf, sono ritenuti responsabili «di molteplici episodi di usura avvenuti» nel Pratese in danno di imprenditori in difficoltà economica e sono stati bloccati in occasione della loro ultima «trasferta» in Toscana. A far scattare le indagini, durate circa due mesi e condotte dal nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle di Prato coordinato dalla procura pratese, sono partite dalle dichiarazioni di una delle presunte vittime, un commerciante di abbigliamento di Montemurlo.
    All'uomo, spiegano i finanzieri, sarebbe stato concesso «un prestito in denaro nonchè merce avente controvalore finanziario, a fronte della richiesta di restituzione di liquidità, talvolta in contanti, talvolta a mezzo accreditamento post-pay, con tasso d'interesse oscillante tra l'80% ed il 136% annuo, pena la minaccia, in caso di inadempienza, di conseguenze irreparabili sull'incolumità personale della vittima e dei congiunti». La gdf spiega ancora che «il giro illegale di denaro, al momento accertato, è di diverse decine di migliaia di euro. Le indagini, tuttora in corso, promettono ulteriori sviluppi».
    Pendolari dell'usura, dalla Campania alla Toscana: arrestati padre e figlio commercianti

    Condannato finto armatore: raggirato un imprenditore del vino
    di Marco Vaccarella
    Otto mesi a un 43enne di Castelvetrano. Secondo l’accusa avrebbe raggirato un imprenditore prospettandogli affari d’oro
    PALERMO. Per convincere un imprenditore del vino a mettere la firma su un contratto per vendere le sue bottiglie si è inventato perfino di essere proprietario di una nave da crociera. E la promessa di smerciare grandi quantità di bianchi e rossi, oltre che sui circuiti tradizionali come bar e ristoranti, anche fra le migliaia di passeggeri che ogni settimana salivano a bordo della sua «Magic Cruise» solcando il Mar Mediterraneo.
    Una personalissima «dote» da mille e una notte che avrebbe garantito affari da capogiro. Ma era tutto un imbroglio. Lo ha stabilito il giudice della quinta sezione penale del tribunale, Maria Immordino, che ha condannato Fabio Vincenzo Calamia, 43 anni, nato a Castelvetrano e residente a Partanna, ad otto mesi di carcere con l’accusa di truffa aggravata, oltre al pagamento di una multa di 150 euro.
    Vittima del raggiro è Salvatore M., 35 anni, titolare di una ditta di imbottigliamento, assistito dall’avvocato Davide Giannusa. L’imprenditore, oltre a una sonora delusione, si è visto spillare 12 mila euro. E ha dovuto anche chiudere l’attività.
    Condannato finto armatore: raggirato un imprenditore del vino - Giornale di Sicilia

    Il welfare della Camorra....

    Camorra, operazione contro il gruppo Vanella-Grassi di Scampia: 15 arresti
    I carabinieri della compagnia Napoli- Vomero stanno eseguendo una misura cautelare, richiesta dalla DDA ed emessa dal tribunale di Napoli, nei confronti di 15 personaggi affiliati al gruppo “Vanella Grassi”, attivo nei quartieri napoletani di Secondigliano e Scampia, ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Alcuni degli indagati a settembre 2012 furono oggetto di decreto di fermo emesso dalla procura per i minori e dalla DDA di Napoli per porto e detenzione abusivi di armi, allo scopo di sorvegliare le piazze di spaccio. Furono sequestrate 5 pistole e 27 kg di hashish.
    Una forma di welfare camorristico emerge dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 14 indagati ritenuti appartenenti al clan Vinella Grassi. Esso consisteva, secondo quanto riferisce il procuratore aggiunto della Repubblica di Napoli, Filippo Beatrice, nel pagamento delle cosiddette "mesate", cioè stipendi, agli affiliati e l'assistenza ai detenuti ed alle loro famiglie utilizzando provviste finanziarie della cosca.
    La compagnia dei carabinieri del Vomero ha dato oggi esecuzione nei quartieri di Secondigliano e Scampia all'ordinanza emessa dal gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Dda. Colpito in particolare il gruppo che ha gestito gli affari illeciti nelle palazzine del lotto G di via Labriola, a Scampia. Il provvedimento emesso oggi ricostruisce il funzionamento della piazza di spaccio e le vicende più recenti che hanno determinato la zona di via Labriola in una vera e propria roccaforte strategica del clan.
    Camorra, operazione contro il gruppo Vanella-Grassi di Scampia: 15 arresti

    Assenteismo, sospesi i dipendenti «pianisti» del Comune di Portico
    Coinvolti in 18 tra funzionari e vigili urbani
    CASERTA - Sospesi i dipendenti assenteisti del Comune di Portico di Caserta. I militari della stazione Carabinieri di Macerata Campania hanno dato esecuzione ad una misura interdittiva, emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 18 dipendenti del Comune di Portico di Caserta. La misura interdittiva è quella della sospensione dai pubblici uffici ed è stata emessa in danno di impiegati, lavoratori socialmente utili e appartenenti alla Polizia Municipale di Portico di Caserta, gravemente indiziati dei reati di truffa aggravata in concorso, false attestazioni o certificazioni e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.
    Si è accertato, inoltre, che un vigile urbano aveva falsificato, nel novembre 2012, un sinistro stradale per favorire Nicola Bifone, fratello del capoclan, Antonio, all'epoca del fatto, reggente del sodalizio criminale riconducibile al clan Belforte df Marcianise.
    Assenteismo, sospesi i dipendenti «pianisti» del Comune di Portico

    FALLIMENTO CAPITALE - BRUCIATI 4 MILIARDI IN 5 ANNI, ROMA AFFONDA IN UN DEFAULT PAGATO DA TUTTA ITALIA - LA RAGIONERIA DELLO STATO: “CITTA’ IN DEFAULT DAL 2008, DA ALLORA NULLA È CAMBIATO”
    J’accuse della Ragioneria generale: “Lo Stato si è accollato i suoi debiti ma la città ha fallito il risanamento senza far cessare neanche comportamenti palesemente illegittimi - La giunta Marino chiede aiuto allo Stato ma ha fatto ben poco per attivare entrate proprie” (e la spesa corrente aumenta di un miliardo)…
    Federico Fubini per “la Repubblica”
    L’Operazione di salvataggio per ora ha fallito nel suo obiettivo più importante: voltare pagina. Quattro miliardi di aiuti in cinque anni da parte di tutti gli italiani non sono bastati alla città di Roma per iniziare a bruciare meno denaro pubblico e a offrire servizi più efficienti. I fondi dello Stato sono stati incassati, hanno tamponato le emergenze in serie della capitale, ma non hanno mai indotto un cambiamento nella gestione finanziaria di un’amministrazione cittadina che già nel 2008 era al default.
    Al Campidoglio non c’era più Alemanno ma Ignazio Marino il 4 ottobre del 2013, quando due ispettori della Ragioneria hanno avviato una «verifica amministrativocontabile» consegnata poi mesi fa.
    La loro relazione, oltre trecento pagine, era destinata ad atterrare su un numero ristretto di scrivanie al ministero dell’Economia e nella giunta. Ma le conclusioni hanno un’evidente interesse pubblico, per la dimensione crescente dei trasferimenti incondizionati da tutte le regioni d’Italia verso la giunta della capitale.
    La relazione mostra nel dettaglio i conti di questi anni. Per liberare l’amministrazione di Roma dall’assillo dei suoi debiti, dal 2009 al 2012 i contribuenti italiani si sono accollati oneri da 580 milioni di euro l’anno. Durante lo stesso periodo, hanno trasferito a Roma Capitale - la nuova entità libera dai debiti partita nel 2008 altri 885 milioni di euro solo perché l’amministrazione potesse continuare a funzionare.
    Infine nel 2013 i contribuenti di tutto il Paese, attraverso governo e parlamento, hanno mandato alla città di Roma altri 485 milioni di euro e si sono accollati debiti per ulteriori 115 milioni nella gestione commissariale che funziona ormai da bad bank della città eterna: l’entità (governativa) che gestisce i debiti e le poste finanziarie più intrattabili raccolte in eredità dalle ultime due o tre amministrazioni. Nessun altro comune italiano, fra le centinaia oggi dissesto, ha mai goduto di un trattamento tanto privilegiato.
    Si legge nella relazione degli ispettori della Ragioneria: «L’esame dei dati di bilancio del periodo 2009-2012 dimostra come l’ente, nonostante le difficoltà finanziarie che hanno indotto lo Stato nel 2008 ad accollarsi il debito pregresso del Comune di Roma, abbia continuato ad aumentare progressivamente la spesa corrente».
    In sostanza, malgrado la mole dei sussidi dal resto d’Italia, non si è mai cercato di cambiare i comportamenti che hanno già schiacciato Roma sotto una montagna di debiti: «È stata evitata ogni decisione volta ad adeguare il livello e il costo dei servizi forniti dall’ente alle reali disponibilità di bilancio, riproducendo quei comportamenti che avevano portato a uno stato di sostanziale default nel 2008». In certi passaggi la relazione della Ragioneria assume i toni di una vera e propria requisitoria: «Per il proprio risanamento - si legge - Roma Capitale ha fatto totale affidamento sull’intervento statale, senza realizzare in proprio alcuno sforzo per riportare in equilibrio i conti, nemmeno quando si trattava di far cessare comportamenti palesemente illegittimi».
    Del resto le responsabilità non solo ascritte solo al centrodestra. Secondo gli ispettori della Ragioneria, anche la giunta di centrosinistra di Ignazio Marino ha riprodotto gli stessi meccanismi: «A seguito del cambio di amministrazione, la situazione non sembra aver fatto registrare particolari miglioramenti - continuano gli ispettori -. L’attuale gestione, in linea con i comportamenti precedenti, ha dimostrato una notevole celerità nell’avanzare richieste di supporto allo Stato, mentre ben poco ha fatto per attivare le entrate proprie».
    In fondo è all’opera fra Ragioneria, ministero del Tesoro, contribuenti e città di Roma la stessa dinamica che divide i Paesi di Eurolandia. I governi europei hanno accettato di finanziare la Grecia, ma chiedono in contropartita che Atene risani i conti per non aver bisogno di nuovi aiuti in futuro. Questo passaggio è mancato a Roma Capitale, secondo la Ragioneria: i sussidi dei contribuenti, offerti senza porre alcuna condizione, hanno prodotto nuovi comportamenti irresponsabili incoraggiando l’idea che altri salvataggi dello Stato sarebbero arrivati comunque in futuro. Così è stato nel 2013.
    Scrivono gli ispettori: «L’assegnazione di risorse, senza la richiesta di puntuali interventi per ridurre la spesa o sanare i comportamenti irregolari, è una modalità operativa che difficilmente può innescare comportamenti virtuosi da parte di un ente». Per legge ogni comune in dissesto sarebbe tenuto a tagliare la spesa fra il 10% e il 25% ma, visto il suo status di capitale, a Roma non è successo. Secondo le stime della Ragioneria, quegli interventi avrebbero prodotto risparmi per più di 400 milioni di euro l’anno e rimosso la necessità di sempre nuovi aiuti da parte dello Stato.
    DALL’ATAC AGLI APPALTI
    La realtà della giunta capitolina e delle sue società partecipate resta invece un mondo a parte. Con il comune in default, la spesa corrente è cresciuta al galoppo dai 4,1 miliardi del 2009 ai 5,1 miliardi del 2012. Secondo gli ispettori di via XX Settembre, non è neanche attendibile il lieve surplus nei conti presentato nel 2012: se si tiene conto dei debiti spazzati fuori bilancio e dei crediti in realtà inesigibili, dunque posticci, emerge «un reale disavanzo di amministrazione di circa 485 milioni di euro».
    Tra i casi più estremi indicati nel rapporto della Ragioneria risaltano alcuni grandi appalti e la gestione della grandi controllate al 100%, a partire dalla società di trasporto locale Atac. Dal 2004 (giunta di Walter Veltroni) al 2013, l’azienda dei bus e del metrò ha registrato in media una perdita di 130 milioni l’anno e ha chiuso in utile solo il 2005, mentre nel 2010 è riuscita a perdere oltre 300 milioni di euro su circa mille di ricavi.
    I costi per il personale pesano per oltre metà delle spese totali, l’azienda è passata da 37 dirigenti nel 2008 (ultimo anno di Veltroni) fino a ben 97 dirigenti nel 2010 (dopo due anni di Alemanno). Ancora due anni fa, l’allora amministratore delegato Carlo Tosti ha ricevuto compensi da 377mila euro per la sua guida di un’azienda municipale capace di bruciare quasi un miliardo e mezzo in un decennio.
    Quasi nessuno di questi problemi oggi è risolto: il contratto di servizio del comune all’Atac è stato ridotto, senza però affrontare nessuno dei problemi di spreco e malagestione dell’azienda. In queste condizioni, la Ragioneria prevede che perdite per circa 150 milioni l’anno continueranno e dovranno essere ripianate poi dall’azionista. Tutto sarebbe stato diverso se la Legge di stabilità per il 2015 avesse introdotto regole che obbligano i comuni non ricapitalizzare a ciclo continuo le controllate in perdita, obbligandole così a trovare investitori privati o a ristrutturarsi: ma questa norma per adesso non è stata presentata né dal governo, né in parlamento.
    Ancora peggio (se possibile) il caso di Roma Multiservizi: secondo la Ragioneria, quest’impresa continua a ricevere l’appalto di gestione delle scuole comunali di Roma senza averne titolo («in violazione delle disposizioni») con un «enorme incremento» del costo del servizio a 52 milioni di euro. Finisce così che fra i pochi risparmi davvero trovati nella città eterna ci sono quelli per «interventi urgenti di manutenzione stradale in caso di eventi meteorologici eccezionali»: fondi tagliati da 16 a 1,3 milioni di euro. Gli italiani pagano quattro miliardi, la spesa corrente di Roma aumenta di un miliardo, ma appena piove nel traffico di Roma sarà alla paralisi.


  3. #303
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Terronia intraprendente....

    Giubbotti e maglioni contraffatti a Barletta
    due persone arrestate
    BARLETTA - Un laboratorio della contraffazione è stato scoperto a Barletta dai Carabinieri della Compagnia di Andria: due persone sono state arrestate. Si tratta di due pregiudicati di Barletta, di 41 e 32 anni e dovranno rispondere di contraffazione aggravata ed uso di segni distintivi di prodotti industriali in concorso.
    I militari, nel corso di una perquisizione eseguita presso un deposito ubicato in contrada Tittategna, hanno scoperto un laboratorio clandestino di capi di abbigliamento, al cui interno è stato rinvenuto e sequestrato una macchina serigrafica, migliaia di etichette di vari marchi internazionali (Woolrich, Ralph Lauren, Stone Island, North Sail, Kee-Way, Liu Jo, Fred Perry), nonché oltre duecento capi tra giubbotti, maglie, camicie contraffatti e vario materiale per il confezionamento.
    La perquisizione, estesa anche presso l’abitazione del 41enne, ha permesso ai carabinieri di rinvenire anche sette grammi di marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamenti della droga, motivo per il quale l’uomo è stato deferito anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
    Giubbotti e maglioni contraffatti a Barletta due persone arrestate | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    I dolci fanciulli napulitani....

    Napoli. Rapina cellulare e soldi a due passanti: arrestato 14enne, il complice aveva la pistola
    Un ragazzo di 14 anni che, insieme a un complice in corso di identificazione, aveva rapinato due passanti a Melito di Napoli è stato arrestato dai carabinieri poco dopo il colpo. Il ragazzo è stato rintracciato in un bar ed è stato trovato in possesso di uno dei cellulari sottratti ai due passanti.
    Secondo la ricostruzione degli investigatori, il ragazzo, con il complice armato di pistola (entrambi a volto scoperto), ha bloccato un uomo di 48 anni e un giovane di 20, entrambi di Napoli, costringendoli a consegnare 370 euro in denaro contante, 2 telefoni cellulari ed effetti personali.
    Poco dopo il fatto, i carabinieri hanno individuato lo scooter usato per la rapina: era parcheggiato in prossimità di un bar in via Roma. Nel locale pubblico è stato trovato il 14enne, ancora in possesso di uno dei telefoni cellulari rapinati. Il giovane è stato portato al centro di giustizia minorile di Napoli. il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare dellA permanenza in casa.
    Napoli. Rapina cellulare e soldi a due passanti: arrestato 14enne, il complice aveva la pistola

    Assemblee condominiali terroniche....

    Lite tra condomini, spuntano pistola e bastone: denunciato un giovane
    di Pasquale Sorrentino
    Lite tra condomini rischia di finire male, spunta anche una pistola. In seguito i carabinieri scopriranno che si tratta di un arma giocattolo. E' accaduto ieri a Sala Consilina. I militari hanno denunciato per minaccia aggravata un ventenne del posto.
    I carabinieri della Compagnia di Sala Consilina sono intervenuti in seguito a una chiamata al 112 che segnalava una lite accesa tra i condomini. Giunti sul posto ai militari è stato riferito da una delle parti di aver subito minacce con un pistola. Sono scattate le perquisizioni domiciliari ed è spuntata una pistola risultata - secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine - un'arma giocattolo priva del tappo rosso. E' stata sottoposta a sequestro. Inoltre è stato sequestrato anche un bastone utilizzato nel corso della lite.
    Lite tra condomini, spuntano pistola e bastone: denunciato un giovane

    Napoli, violenta sparatoria in strada. Terrore fra i passanti. Decine bossoli di kalashnikov sul selciato
    di Giuseppe Crimaldi
    Violenta sparatoria a Napoli. Nella zona di San Giovanni a Teduccio sono stati uditi moltissimi spari e, attualmente, a terra si contano almeno quaranta bossoli di pistole e kalashnikov. Poco fa la polizia avrebbe ritrovato - all'interno di una soffitta abbandonata in via Taverna del Ferro - il kalashnikov. Una zona controllata dal clan Formicola.
    Polizia e carabinieri sono sul luogo della sparatoria per le verifiche. Si è levato in volo anche l'elicottero della polizia di Stato.
    Ad entrare in azione almeno sei persone, tutte a bordo di potenti moto e con il volto coperto da caschi integrali. Almeno due gli uomini armati, uno con pistola e l'altro imbracciando addirittura un kalashnikov: hanno iniziato a sparare furiosamente contro l'abitazione di Salvatore D. un noto pregiudicato della zona che abita in corso San Giovanni a Teduccio un tempo affiliato al clan Mazzarella. L'uomo in quel momento si trovava all'interno della sua abitazione.
    Un'azione chiaramente dimostrativa sotto gli occhi di decine di automobilisti e passanti, terrorizzati dall'improvvisa azione di fuoco. Il gruppo apparterrebbe al nuovo cartello criminale oggi egemone a San Giovanni: quello dei Formica-Rinaldi-Reale. I quali, oggi, stanno letteralmente polverizzando l'altro nucleo criminale fino a pochi anni fa molto potente in zona, i Mazzarella.
    Napoli, violenta sparatoria in strada. Terrore fra i passanti. Decine bossoli di kalashnikov sul selciato

    Rifiuti e clan, arrestata e sospesa il sindaco di Roccamonfina Letizia Tari: è accusata di corruzione
    La Tari avrebbe chiesto di assumere due persone nella ditta di pulizie in cambio della vincita di un appalto
    di Marilù Musto
    E’ stata arrestata con l’accusa di corruzione aggravata dall’aver agevolato il clan camorristico dei Belforte di Marcianise, il sindaco di Roccamonfina, Letizia Tari, eletta con quasi l’80% dei voti a capo del Comune dell’Alto Casertano. La Tari è la destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti anche di altre sei persone.
    Tra loro spunta il nome di Angelo Grillo, l’imprenditore e faccendiere di Marcianise che gestiva imprese di pulizia, travolto il 7 novembre del 2013 dall'inchiesta su appalti sospetti all'Asl di Caserta. La Tari avrebbe affidato, attraverso una serie di violazioni, il servizio provvisorio di raccolta e smaltimento di rifiuti alla Ecosystem 2000 e Fare L’ambiente, ditte riferibili a Grillo. Il tutto con la promessa di assunzione di due persone e la successiva elargizione di 1000 euro alla Pro Loco di Roccamonfina. Angelo Grillo è attualmente in carcere al 41bis con l’accusa di omicidio.
    Gli arresti sono stati eseguiti questa mattina all'alba dai carabinieri del comando provinciale di Caserta. I pm che indagano sul fatto sono Luigi Landolfi, Giovanni Conzo e Annamaria Lucchetta della Dda.
    Rifiuti e clan, arrestata e sospesa il sindaco di Roccamonfina Letizia Tari: è accusata di corruzione

    Terroni all'estero....

    Ricercato in mezza Italia, vendeva frattaglie a Palermo: arrestato
    di Ignazio Marchese
    Benedetto Bonanno, 49 anni, sarebbe responsabile di numerose rapine a mano armata, in esercizi commerciali ed in abitazioni avvenute soprattutto in Toscana
    PALERMO Lo ricercavano a Firenze per una serie di rapine anche violente e per avere tentato di estorcere del denaro ad un imprenditore toscano con foto compromettenti, e lui era tranquillamente sotto il ponte di via Ernesto Basile in viale Regione Siciliana, a Palermo a vendere “stigghiole”.
    La polizia ha arrestato Benedetto Bonanno di 49 anni, responsabile di numerose rapine a mano armata, in esercizi commerciali ed in abitazioni (avvenute soprattutto nel capoluogo toscano). Dopo una serie di condanne, molte delle quali scontate in carcere, la polizia lo aveva nuovamente arrestato lo scorso febbraio.
    Entrato in possesso di compromettenti video e scatti fotografici della vita privata di un noto imprenditore fiorentino, portati via alla vittima durante un furto nel suo appartamento, il malvivente aveva ricattato il malcapitato tentando di estorcergli denaro. Quando si era presentato ad incassare la somma pattuita, però, aveva trovato ad aspettarlo gli uomini della Squadra Mobile toscana.
    Dopo l’arresto, il Tribunale di Firenze ne aveva subito disposto la custodia cautelare, prima in carcere e poi ai domiciliari (presso l’abitazione di un familiare nella provincia di Parma). Ad ottobre era però improvvisamente scattato l’allarme per la manomissione del suo braccialetto elettronico: l’uomo era evaso. La sezione antirapina della questura diretta da Silvia Como lo ha trovato mentre vendeva frattaglie nella sua bancarella.
    Ricercato in mezza Italia, vendeva frattaglie a Palermo: arrestato - Giornale di Sicilia

    SIAMO UNA GRANDE FAMIGLIA! DE MAGISTRIS PREPARA IL RIMPASTO DI GIUNTA PUNTANDO SUL SUOCERO DI UN CONSIGLIERE COMUNALE RIBELLE - ANCORA PARENTI DOPO IL FRATELLO E LA CUGINA
    Il sindaco di Napoli si sta lanciando in una spericolata operazione elettorale con SeL in vista delle prossime regionali: una lista unica per costringere il Pd a scendere a patti.
    Dagoreport
    Il ritorno di Giggino. Il sindaco di Napoli si sta lanciando in una spericolata operazione elettorale con SeL in vista delle prossime regionali: una lista unica per costringere il Pd a scendere a patti. Non una missione impossibile visto il suicidio politico che i dem stanno compiendo, in questi giorni, con la questione delle primarie per il candidato governatore da far slittare o da annullare addirittura.
    Nelle prossime settimane, è previsto un rimpasto in Giunta comunale che dovrebbe far spazio – come dago-anticipato nelle scorse settimane – a uomini vicini ai vendoliani e all'ex assessore Sergio D'Angelo, arancione della prima ora poi pentitosi e successivamente pentitosi del pentimento.
    A Palazzo San Giacomo danno per certa la nomina ad assessore del professor Ugo Marani, studioso meridionalista ed esponente della Cgil napoletana con cui de Magistris è da sempre in buoni rapporti. A far pendere la bilancia a favore di questa nomina – dicono i maligni – anche il non trascurabile dettaglio che Marani è il suocero del consigliere comunale Pietro Rinaldi, tra i più accesi contestatori di Giggino nel parlamentino cittadino e spina nel fianco dell'Amministrazione.
    Non una novità, nella “Libera Repubblica Napoletana” di de Magistris che, ai piani alti di Palazzo San Giacomo, ha piazzato il fratello Claudio e la cugina.



    Bambino rapito a Torino, il papà confessa: "Ho inventato tutto io"
    Alex Giarrizzo, 31 anni di Borgaro Torinese, aveva denunciato ai carabinieri un finto rapimento del figlio di tre anni da parte di uno zingaro. In serata la confessione
    TORINO. Alla fine si trattava solo di una finzione. Si è conclusa con una confessione la vicenda di ieri accaduta a Borgaro Torinese, dove un padre aveva denunciato il rapimento e sequestro del proprio figlio, di appena tre anni, da un gruppo di rom.
    Alex Giarrizzo, 31 anni, questo il nome del papà di Borgaro, era persino sceso nei particolari, raccontando che per difendere il figlio, aveva persino inseguito i rapitori e li aveva presi a pugni.
    Sempre ieri, l'uomo era persino finito in diretta tv ad una trasmissione e ripetendo quanto raccontato ai carabinieri, sosteneva: "Mi fa arrabbiare che ci sia qualcuno che pensi che mi sia inventato tutto. Meno male che me ne sono accorto in tempo, così inseguendo il rapinatore sono riuscito a riprendermi mio figlio. Gli ho sferrato due pugni. Una paura che non auguro a nessuno".
    Gli inquirenti hanno impiegato poco tempo a capire che il racconto di Giarrizzo non era convincente, anche perché i video delle telecamere di sorveglianza della zona in cui era avvenuto il fatidico rapimento, in realtà, non riprendevano alcuna scena che potesse fare pensare a un sequestro del bimbo.
    Così, dopo ore di interrogatorio, l'uomo nella tarda serata di ieri ha infine confessato: "E' vero - ha ammesso - mi sono inventato tutto".
    Bambino rapito dai rom a Torino, il papà confessa: "Ho inventato tutto io" - Giornale di Sicilia

    GIARRIZZO - Diffusione del cognome GIARRIZZO - Mappe dei Cognomi Italiani

    Una tangente da 10mila €
    Arrestati due vigili urbani in servizio a Francavilla
    FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI) – Due vigili urbani in servizio a Francavilla Fontana (Brindisi) sono stati arrestati dai carabinieri e posti ai domiciliari per il reato di concorso in concussione per costrizione per aver chiesto denaro a un piccolo imprenditore, minacciandolo velatamente di sequestrargli una parte dell’azienda in cui erano state rilevate irregolarità – secondo gli investigatori – inesistenti.
    A quanto accertato, attraverso la denuncia della vittima i due vigili urbani avrebbero fatto intendere all’imprenditore che vi erano difformità tali da meritare provvedimenti amministrativi, ma che con il versamento di una somma di alcune migliaia di euro, non vi sarebbero state conseguenze di sorta.
    UNA TANGENTE DA 10MILA EURO - Prima una richiesta di 10.000 euro, poi diventati 2.000, infine l’interruzione della trattativa, in fase esecutiva per aver fiutato che c'era il pericolo di essere scoperti: è una concussione aggravata e consumata quella contestata ai due vigili urbani.
    "E' solo la punta dell’iceberg, ora vogliamo arrivare alla base" ha detto parlando con i giornalisti il procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi, che ha anche invitato chiunque subisca o abbia subito azioni dello stesso tipo a denunciare.
    Chiedevano tangenti Arrestati due vigili urbani in servizio a Francavilla | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Finanziamenti illeciti, condannati imprenditori pastificio di Altamura
    BARI – La seconda sezione penale del Tribunale di Bari ha condannato a pene comprese fra 1 e 3 anni di reclusione 10 imputati tra rappresentanti legali e fornitori del pastificio di Altamura 'Pasta Jesce Srl', accusati di truffa ai danni dello Stato per avere percepito illegittimamente oltre 1,2 mln di euro di finanziamento con la legge 488.
    Condanna anche per la società, accusata di illecito amministrativo, con sanzione di 300 quote per complessivi 300mila euro, oltre al divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno, l’esclusione per lo stesso periodo da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi, divieto per un anno di pubblicizzare beni o servizi.
    Secondo le indagini coordinate dal pm Isabella Ginefra, gli imputati avrebbero percepito fondi ai sensi della legge 488/92 per 1,2 mln di euro in quattro tranche dal 2002 al 2007 dichiarando "dati palesemente falsi in relazione alle disponibilità finanziarie e alle possidente immobiliari". Secondo la Procura, inoltre, "venivano effettuate plurime e fittizie operazioni bancarie con le quali gli indagati riuscivano a simulare il pagamento di numerose fatture di fornitura" per oltre 2 milioni di euro.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Torre del Greco. Gruppo di giovani circonda i vigili per far scappare gli amici multati
    di Teresa Iacomino
    TORRE DEL GRECO. Un folto gruppo di giovani circonda i vigili urbani per evitare che due minori fermati su uno scooter e non in regola con i documenti possano essere multati.
    È accaduto in via Vittorio Veneto, dove nello scorso week end gli agenti della polizia municipale hanno effettuato diversi posti di controllo serali. In uno di questi cinque vigili urbani hanno fermato uno scooter con a bordo due ragazzi: questi ultimi hanno immediatamente reagito, cercando di sottrarsi ai controlli. In loro aiuto sono giunti altri giovani radunati nei pressi di un vicino bar.
    In poco tempo i vigili sono stati circondati da decine di persone. Per evitare conseguenze peggiori, sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri, circostanza che ha permesso di disperdere la folla.
    Torre del Greco. Gruppo di giovani circonda i vigili per far scappare gli amici multati




  4. #304
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Anche in tema meteoreologico, similia cum similibus....

    Allarme dei ricercatori: «Presto un clima nordafricano nel Sud Italia»
    Il Sud Italia rischia di diventare una regione dal clima simile a quello nordafricano, con estati ed inverni sempre più aridi e secchi e un impatto molto negativo sulla disponibilità di acqua, l'agricoltura e la salute.
    A delineare questo scenario è un articolo pubblicato su Nature Scientific Reports a firma del ricercatore dell'Enea Andrea Alessandri, in collaborazione con altri istituti di ricerca esteri. Usando proiezioni climatiche che accoppiano le simulazioni atmosferiche con quelle degli oceani, l'articolo evidenzia per la prima volta come la rivoluzione climatica in atto potrebbe impattare, già in questo secolo, sulle condizioni di vita in vaste aree del Pianeta con clima mediterraneo, particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici.
    Le attuali zone Euro-Mediterranee - soprattutto l'Italia peninsulare, il sud della Spagna, la Grecia e la Turchia - sono tra le più minacciate.
    Allarme dei ricercatori: «Presto un clima nordafricano nel Sud Italia»

    Nelle strade gruviera per coprire le buche si usano i bidoni della differenziata
    Dopo le ultime, insistenti e forti, piogge delle ultime ore, in via Acton come in molte altre strade cittadine, si sono aperte delle piccole frane, avvallamenti e buche lungo il manto stradale.
    Qualche automobilista, però, per evitare di finire in una di queste buche ha pensato bene di fare una riparazione «fai da te» utilizzando un bidoncino bianco per la raccolta della carta. Il piccolo contenitore è stato collocato proprio al centro della carreggiata e le auto, così come gli autobus, gli passano accanto durante il loro percorso in un senso e nell'altro.
    Nelle strade gruviera per coprire le buche si usano i bidoni della differenziata



    «Pizzo» sulle mozzarelle
    arrestato caporale Esercito
    FOGGIA - Un caporal maggiore dell’Esercito, Fabio Delli Carri, 37 anni, di Foggia, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Foggia perchè ritenuto responsabile di tentata estorsione ai danni di imprenditori che operano nel settore caseario. Nell’inchiesta risultano indagate altre tre persone, per le quali si ipotizza anche l’associazione per delinquere.
    Gli accertamenti sono iniziati nel 2013 dopo la denuncia presentata dal titolare di un caseificio della provincia di Avellino che consegna latticini a Foggia. La vittima, un uomo di 33 anni, riferì di essere stato aggredito da due persone, tra le quali Fabio Delli Carri, durante una consegna in una trattoria sulla circonvallazione di Foggia (trattoria incendiata pochi giorni dopo l’aggressione, sostengono gli investigatori, ndr). Il militare, secondo quanto accertato dai carabinieri, si sarebbe avvicinato e con fare minaccioso, dopo aver rivelato la propria identità, avrebbe intimato all’imprenditore di mettersi in riga, pagando tremila euro per continuare le consegne a Foggia.
    La vittima si sarebbe rifiutata e Delli Carri avrebbe colpito l'imprenditore con calci e pugni provocandogli ematomi al viso. Grazie ad intercettazioni telefoniche e ambientali, i carabinieri avrebbero accertato che il militare, avvalendosi della collaborazione di altre persone sulle quali sono in corso accertamenti, avrebbe tentato di estorcere denaro ad altri quattro imprenditori del settore caseario.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Ecologismo terronico....

    Erbicida tossico irrorato nel campo vicino all'asilo
    BRINDISI - Alla faccia di bambini, persone e animali, in particolare quelli domestici. E c’è già chi ha etichettato sui social network l’iniziativa come pura follia. Un potentissimo diserbante viene utilizzato in questi giorni dagli operai della Multiservizi per irrorare i prati di rione Bozzano distanti una ventina di metri da un asilo comunale e da un campo di calcio. Una operazione altamente pericolosa quindi per tutto il circondario nonostante i cartelli (peraltro piccoli e poco visibili lamenta qualcuno) recanti la scritta «zona avvelenata». Un modo, tra l’altro, per certificare la nocività del prodotto.
    Il diserbante utilizzato - almeno secondo le etichette apposte vicino ai cartelli è il «Glifone» (erbicida post emergenza) che già come indicato dalle specifiche tecniche dei produttori dovrebbe essere utilizzato al massimo tra agosto e settembre. Ma al di là dei tempi d’impiego, quello che conta è la pericolosità del prodotto. E non a caso la prima raccomandazione è quella di tenerlo fuori dalla portata dei bambini. Bambini che si trovano ad un tiro di schioppo da dove è stato diffuso.
    Tra le altre indicazioni quella di evitare l’uso del diserbante nei pressi di zone coltivate e la raccomandazione esplicita a «non lavorare i terreni per almeno 2-3 settimane» dopo il suo impiego. Insomma anche la stessa azienda chimica che lo produce lo considera pericoloso e da usare con cautela. Ma tra i brindisini, che hanno avuto modo di rendersi conto di quanto sta avvenendo, monta la preoccupazione sia per l’avvelenamento della zona e delle ripercussioni che questo trattamento può avere sui terreni, sugli animali e soprattutto sui bambini.
    Qualcuno sostiene anche che lo stesso prodotto venga utilizzato anche per irrorare «Parco Di Giulio» particolarmente frequentato da bambini e animali domestici che rischiano quindi l’avvelenamento. Sarebbe opportuno riflettere sull’impiego del prodotto e se fosse il caso di evitarlo completamente prima che qualcuno si faccia del male.
    Erbicida tossico irrorato nel campo vicino all'asilo | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Morte in ospedale dopo intervento alla colecisti, indagati quattro medici
    di ​Simona Chiariello
    Cava de’ Tirreni. Quattro medici dell’ospedale Santa Maria dell’Olmo indagati per la morte di Maria Baldi, la 74 enne morta il 13 novembre scorso dopo un calvario durato quattro giorni, iniziato con dolori addominali e vomito. L’inchiesta giudiziaria, avviata dopo la denuncia presentata ai carabinieri dall’avvocato Arturo Della Monica, legale della famiglia Baldi, ha portato alla richiesta dell’esame autoptico e all’iscrizione nel registro degli indagati dei quattro medici che hanno tenuto in cura l’anziana donna.
    «Vogliamo chiarezza, non ci interessa accusare i medici, ma sapere il motivo per cui è morta mia madre – aveva spiegato la figlia - Ci chiediamo se nel 2014 si può morire per un’influenza, perché questa è l’unica diagnosi che sono riusciti a fare». La signora Maria era una donna attiva, in buona salute, se si escludono piccoli problemi legati all’età, come la pressione alta».
    L’anziana si sente male la mattina di domenica del 9 novembre scorso. «Domenica alle 19 ho accompagnato mia madre in ospedale con dolori allo stomaco e vomito – spiega la figlia nella denuncia - i medici le hanno somministrano antidolorifici, e un farmaco contro il vomito. I sanitari l’hanno dimessa, refertando una banale influenza». A casa l’anziana trascorre una notte insonne: ancora vomito e dolori addominali.
    «Ho chiamato il medico di famiglia – racconta la figlia Anna - che le ha prescritto delle flebo con il plasil contro il vomito, ma le sue condizioni sono peggiorate. Mercoledì mattina sono tornata al pronto soccorso. Come richiesto anche dal nostro medico di famiglia, è stata sottoposta ad ecografia, che ha rivelato liquido nello stomaco, nella zona pelvica e nei polmoni». La donna viene ricoverata. «Io ero preoccupata - continua - e ho detto al medico di turno che mia madre aveva l’affanno e che la pancia si stava gonfiando. Mi è stato spiegato che le stavano somministrando una terapia antibiotica. Se non c’erano miglioramenti, avrebbero eseguito un intervento alla colecisti». Alle 21 viene visitata dal chirurgo di turno e alle 23,30 trasferita in sala operatoria.
    Secondo quanto raccontato ai carabinieri, i familiari avrebbero saputo dai medici che non c’erano infezioni, né una colecisti acuta, ma solo tanto liquido. Eppure la mattina dopo, quando alla figlia i medici avrebbe comunicato problemi della donna ad urinare, la signora Maria muore. Dopo poche ore la famiglia decide di recarsi dai carabinieri per sporgere denuncia e scoprire la verità.
    Morte in ospedale dopo intervento alla colecisti, indagati quattro medici



    Brindisino arrestato in Alto Adige con 6 chili di cocaina
    BOLZANO – Nascondeva sei chilogrammi di cocaina già tagliata in un furgone. Si tratta di un giovane di 25 anni, Angelo Locorotondo, residente in provincia di Brindisi, scoperto dalla polizia stradale di Vipiteno, in Alto Adige.
    La pattuglia della stradale era impegna nei controlli straordinari per il ponte dell’Immacolata e l’uomo, fermo nell’area Sciliar, non ha saputo giustificare provenienza e destinazione del carico del furgone, dov'era presente materiale vario, tra cui piccoli mobili.
    Brindisino arrestato in Alto Adige con 6 chili di cocaina | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Biccari, municipio nel rifugio montano per mantenere i contributi
    Roma alza la quota minima? La giunta comunale si trasferisce sui monti
    Biccari, in Provincia di Foggia, non è più un comune montano, secondo quanto prescrive la legge di stabilità appena approvata dal Governo Renzi, perché il Municipio si trova sotto la nuova soglia di 600 metri di altitudine, e il sindaco Gianfilippo Mignogna cosa fa? Sposta la casa comunale nel rifugio a 900 metri, in riva al Lago Pescara, dove martedì scorso si è riunita la giunta con tanto di gonfalone, scrivania e ritratto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
    Biccari, municipio nel rifugio montano per mantenere i contributi - Tvsvizzera.it - La televisione svizzera per l?Italia



    Napoli. Blitz a Soccavo, in manette lady camorra del clan Cocozza: era latitante da 4 anni
    Napoli - «Ci sono io qui dentro, non sfondate la porta». Dopo 4 anni è finita così la latitanza di Anna Zaino, ritenuta affiliata al clan “Cocozza” attivo nel rione Traiano. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale la cercavano da 4 anni e la hanno individuata e catturata questa mattina in un’abitazione a Soccavo.
    La donna è rimasta in silenzio fino all’arrivo dei vigili del fuoco chiamati dai militari per sfondare la porta blindata dell’appartamento, ma poco prima di far partire i “flex” per tagliare le cerniere d’acciaio, da dentro l’appartamento si è sentita Anna Zaino dire: «Non sfondate, vi apro!».
    Sulla latitante pendeva un ordine di carcerazione del tribunale di Napoli per una condanna a sei anni di reclusione per estorsione ed usura aggravate dal metodo mafioso.
    Anna Zaino non si era mai spostata dal quartiere di residenza, Soccavo, periferia orientale di Napoli durante i quattro anni di latitanza. Nell' edificio di via Tertulliano, dove stamattina hanno fatto irruzione i carabinieri, c' era la sua abitazione, che la donna teneva in stato di abbandono per simulare la sua assenza. Nello stesso edificio c'era un' abitazione di parenti alla quale si appoggiava. La Zaino è moglie di Salvatore Izzo, ritenuto un elemento di spicco del clan Cocozza, attualmente detenuto, e fruiva dell' appoggio logistico del clan.
    Napoli. Blitz a Soccavo, in manette lady camorra del clan Cocozza: era latitante da 4 anni



    I dolci fanciulli napulitani....

    «Ti ammazzo, sono minorenne, mi danno solo 10 anni»: il baby boss minaccia il carabiniere
    NAPOLI - Minacce che fanno venire la pelle d'oca, soprattutto se si pensa che sono state pronunciate da un boss di appena 16 anni. Tutto è avvenuto a Torre Annunziata, nel napoletano, dopo un inseguimento nel quale i carabinieri sono riusciti a fermare un ragazzo in sella a una moto.
    «Io ti ammazzo, vengo fin dentro la caserma e ti faccio fuori. Tanto non mi fanno niente. Al massimo prendo dieci anni. Spararti e ucciderti non mi costa niente". Queste le parole pronunciate dal ragazzino, affiliato del clan Gallo e figlio di un boss della camorra, verso il carabiniere. Non ci troviamo in una fiction televisiva, bensì nella vita reale: una realtà davvero dura da accettare.
    «Ti ammazzo, sono minorenne, mi danno solo 10 anni»: il baby boss minaccia il carabiniere

    Soldi per manomettere i contatori Enel: 23 indagati. Ecco la tecnica usata
    I carabinieri hanno arrestato e posto ai domiciliari il 56enne R.C., domiciliato a Casal di Principe (Caserta), in esecuzione dell'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per concorso in furto di energia elettrica con l'aggravante della violenza sulle cose.
    L'uomo avrebbe manomesso in cambio di danaro in diversi comuni delle province di Caserta e Napoli, sia presso esercizi commerciali che abitazioni private, decine di contatori di corrente elettrica attraverso l'apposizione di magneti o l'alterazione dei circuiti.
    Nell'inchiesta risultano indagate per lo stesso delitto altre 23 persone. Il furto di energia elettrica ai danni dell'Enel è stato quantificato in oltre 500 mila euro.
    Soldi per manomettere i contatori Enel: 23 indagati. Ecco la tecnica usata

    Terronia intraprendente....

    Mozzarella di bufala «dop» gravemente adulterata: quattro arresti
    Scoperta una vera e propria associazione per delinquere, finalizzata alla commercializzazione dei latticini contraffatti e rischiosi per la salute
    Caserta - Questa mattina sono state arrestate quattro persone in provincia di Caserta, in esecuzione di ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Enea, a conclusione di una vasta indagine durata oltre due anni.
    Arresti domiciliari per Paolo e Pasquale Marrandino, proprietari dell’omonima azienda di allevamenti bufalini e di produzione di mozzarella campana DOP, nonché Andrea e Carmine Russo, entrambi veterinari, arrestati per associazione per delinquere e altri reati quali il commercio di sostanze pericolose per la salute pubblica e per l’alimentazione, la diffusione di malattie degli animali, ricettazione, contraffazione agroalimentare e altri reati.
    Si sostituivano all'Asl e somministravano alle bufale sane il vaccino contro la brucellosi in un periodo assolutamente vietato dalla legge, quello post parto, provocando la contaminazione del latte usato per produzione delle mozzarelle. Responsabili della «pratica illegale», definita «terapia» nelle intercettazioni telefoniche, i due imprenditori titolari nel Casertano, tra Castel Volturno e Carinola, di almeno sei allevamenti con annesso caseificio, Paolo Marrandino di 54 anni e il figlio Pasquale di 29 anni, finiti ai domiciliari insieme ai due veterinari Andrea Russo, 57 anni in servizio all'Asl, e al figlio 30enne Carmine, dipendente dell'azienda.
    Con questa «terapia fai da te» continuavano a sfruttare anche i capi infetti rischiando concretamente di provocare la diffusione della malattia. Oltre duemila i capi sequestrati nel 2012 presso gli allevamenti anche se di questi solo 5, da analisi effettuate presso l'istituto zoo profilattico, sono risultati affetti da brucellosi mentre per circa 300 capi è stata accertata la somministrazione del vaccino. Nell'indagine risultano indagate altre 10 persone, tra cui l'allevatore Arturo Noviello, titolare di un grosso allevamento a Castel Volturno.
    È emerso uno spaccato di «totale illegalità» dalle intercettazioni a carico degli imprenditori bufalini indagati e arrestati nel Casertano.
    I primi riscontri si ebbero con i sequestri, presso le aziende, dei kit per la diagnosi della brucellosi provenienti dagli Stati Uniti, la cui vendita e importazione è rigorosamente vietata, in quanto solo l'Asl è competente a fare diagnosi e a vaccinare i capi. Continue le telefonate intercorse tra i veterinari, ideatori del sistema, e gli imprenditori; i primi, è emerso, erano molto solerti nell'avvisare gli allevatori sul momento giusto per procedere alla vaccinazione. Gli animali, sia le madri che i bufali appena nati, venivano dunque vaccinati con l'Rb51, denominato «Bovishot», proveniente dalla Corea del Sud, sebbene fossero sani e ciò non avveniva nel periodo prescritto dalla legge, ovvero tra i sei e i nove mesi di età, circostanza che avrebbe potuto provocare aborti spontanei nei capi adulti, ma dopo il parto e durante l'allattamento.
    In tal modo gli imprenditori potevano evitare il contagio ma anche occultare la malattia, visto che il metodo di analisi usato fino a poco tempo fa, il «Sar» (Siero Agglutinazione Rapida, ndr), non permetteva di scoprire la malattia in presenza appunto del vaccino. Solo ricorrendo al metodo FdC (Fissazione del Complemento), reso obbligatorio dal Ministero della Salute proprio dopo aver appreso nel corso dell'inchiesta dell'inefficacia parziale del Sar, è stato possibile scoprire che centinaia di capi sani erano stati vaccinati con il rischio concreto che il batterio vivo della brucella potesse poi farli davvero ammalare.
    Se ciò accadeva, i capi venivano uccisi e fatti sparire, trasferiti in altri allevamenti o venduti; in tal modo gli imprenditori riuscivano a non perdere la qualifica di «allevamento indenne» o «ufficialmente indenne» e potevano continuare a vendere ed esportare mozzarella con la denominazione Dop. La condotta sarebbe andata avanti per anni, dal 2000 almeno al 2012.
    Mozzarella di bufala «dop» gravemente adulterata: quattro arresti



    In Sicilia carrozzoni da record: 312 milioni solo per gli stipendi
    La Regione controlla 33 società, molte in perdita. L'altolà della Corte dei Conti
    Paolo Bracalini Mariateresa Conti
    Tenetevi forte: 312 milioni di euro in stipendi. Una cifra che ha dell'incredibile se non fossimo nella Sicilia dei carrozzoni pubblici, dove la realtà supera la fantasia.
    Quel numero è il costo complessivo, in un solo anno (il 2012), di costi del personale, costi di consulenze e costi degli organi societari (Cda, collegio dei sindaci, revisori) delle 33 (altro record) società partecipate della Regione Sicilia. Il numero lo evidenzia la Corte dei conti, che di continuo chiede al governo regionale di mettere mano alla spesa abnorme per le partecipate, senza ottenere nulla in cambio (malgrado gli annunci del governatore Rosario Crocetta, che nel novembre 2012 appena eletto disse: «Se fra tre mesi si continuerà a parlare sempre degli stessi sprechi mi dimetterò»), tanto che a ottobre la sezione di controllo della Corte dei conti ha deferito la Regione per non aver né risolto né risposto sul caso delle troppe (e troppo costose) partecipate regionali. Trentatre società, che impiegano un esercito di quasi 7.300 persone. Senza contare le consulenze e i contratti a tempo determinato. Parliamo di una spesa che in quattro anni ammonta a oltre un miliardo di euro (tra il 2009 e il 2012). Ventuno milioni al mese, 700mila euro al giorno per tenere in piedi le trentatre società regionali.
    La maggior parte delle quali in rosso. L'Ast-Azienda Siciliana Trasporti, al 100% proprietà della Regione Sicilia, è sull'orlo del fallimento da tempo, ogni anno pesa sui bilanci per 23,5 milioni di euro e spende per il suo consiglio di amministrazione 150mila euro. Il bilancio 2010 ha registrato una perdita di 1,4 milioni, quello 2011 di 8,9 milioni, quello 2012 un utile di appena 83 mila euro. E Riscossione Sicilia, la Equitalia della Regione siciliana (che ne possiede il 99%)? «È l'unico gabelliere in Italia che fa segnare perdite» lamenta il governatore. Perdite spaventose: 5 milioni di euro nel 2011, debiti per 60 milioni e un'esposizione con le banche di 160 milioni. «Emerge - si legge nella relazione sulle partecipate - un atteggiamento complessivo della società mirante ad ottenere da parte degli organi tutori della Regione Sicilia continue autorizzazioni ad assumere nuovo personale. Ciò ha trovato un deciso cambio di rotta da parte del nuovo Consiglio di gestione». In rosso è finita Sviluppo Italia Sicilia: 640 mila euro nel 2010, 487 mila nel 2011, 2,6 milioni nel 2012 (100 mila euro in consulenze), mentre il direttore generale Vincenzo Paradiso ha guadagnato tra il 2010 e il 2013 cifre tra i 180 e i 190 mila euro annui. In perdita costante anche le Terme di Acireale e Sciacca, in liquidazione. In Sicilia e-Ricerca - racconta il giornale on line LiveSicilia - lavorano due dipendenti a tempo indeterminato oltre al direttore generale Antonino Giuffrè: compenso da 194.450 euro annui lordi. E poi ovviamente non mancano le società fantasma, quelle senza dipendenti. Come la partecipata Sicilia Turismo e Cinema, nessun dipendente, e un conto corrente pignorato da un ex consulente che ha fatto causa dopo che gli hanno chiuso la collaborazione.
    Ma nell'Isola dei paradossi si arriva al top dell'assurdo: società in liquidazione che non possono essere liquidate perché vantano crediti dalla Regione, e finché il contenzioso è aperto la stessa Regione paga per tenerle in vita; società che da ben 30 anni, mica un giorno, attendono la liquidazione. Altro che «giungla», una babele. Il record trentennale per la liquidazione, ancora non completata, spetta alla Siace spa, Società per l'industria agricola cartaria editoriale. Era il 1985 quando l'Espi, l'Ente di sviluppo industriale, iniziò la procedura di liquidazione. La pratica è ancora aperta. E la Regione in un solo anno ha sborsato 8mila euro per il liquidatore.
    Stesso discorso per altri due carrozzoni, Biosphera e Multiservizi, il cui personale è confluito nella nuova Sas, Servizi ausiliari Sicilia: la prima ha un debito per il Tfr pari circa 1,5 milioni, ma attende dalla Regione circa sei milioni; peggio per la Multiservizi, debiti per il Tfr da circa 7 milioni ma crediti da 18 milioni. Una babele. Crocetta recentemente ha annunciato che le partecipate scenderanno a 11. E tra le salve, naturalmente, c'è la Sicilia e-Servizi guidata dall'amico ex pm Antonio Ingroia.
    In Sicilia carrozzoni da record: 312 milioni solo per gli stipendi - IlGiornale.it




  5. #305
    Populista
    Data Registrazione
    20 Oct 2011
    Messaggi
    69,663
     Likes dati
    12,932
     Like avuti
    28,040
    Mentioned
    957 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Un mio amico tedesco mi ha detto che i Veneti sono terroni.
    Spaghetti e pistole

  6. #306
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,927
     Likes dati
    2,836
     Like avuti
    10,456
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da Sentenza Visualizza Messaggio
    Un mio amico tedesco mi ha detto che i Veneti sono terroni.
    Un mio amico tedesco mi ha detto che quelli come te sono arabi.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #307
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,141
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Lasa perde!
    A l'è mac n'aso.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #308
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,141
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    A Napoli alberi di Natale con antifurto

    Campania.Iniziativa portieri in centro città, a 'rischio' abeti veri
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #309
    Forumista storico
    Data Registrazione
    04 May 2009
    Messaggi
    44,141
     Likes dati
    1,276
     Like avuti
    2,954
    Mentioned
    29 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    EURO FALSI PRODOTTI IN CINA: 12 ARRESTI IN TUTTA ITALIA, SMANTELLATA LA BANDA.

    Share on facebookShare on twitterShare on emailShare on printShare on gmailShare on stumbleuponMore Sharing Services

    12 dicembre - E' in corso tra Sicilia, Campania e Calabria un'operazione dei carabinieri del comando antifalsificazione monetaria di Roma, di Palermo, Napoli, Salerno e Cosenza contro un'organizzazione di cinesi e di italiani responsabili di introduzione in Italia di monete falsificate. I militari hanno sequestrato un contaniner giunto nel porto di Napoli contenente monete false per 600mila euro prodotte in Cina. Arrestate 12 persone tra cinesi e italiani. E' la prima operazione di questo genere.

    Titolo ESATTO: tutta itaglia.
    Delocalizzata.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #310
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    In ospedale per cataratta
    va a casa con testa rotta
    BARI – In ospedale per un intervento di cataratta tornò a casa con un ferita alla testa perchè durante l'operazione gli cadde addosso il macchinario con cui il medico avrebbe dovuto operarlo di lì a pochi minuti. I fatti risalgono al 30 ottobre 2012, scenario l’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari). Il pm della Procura di Bari Ettore Cardinali ha chiuso le indagini preliminari facendo notificare al medico un avviso di garanzia per lesioni colpose.
    Il paziente, un uomo di 51 anni, era ricoverato nel reparto di oculistica per un intervento di cataratta ad un occhio. Sul lettino della sala operatoria, con l’anestesia locale già somministrata, il paziente venne colpito alla fronte dal macchinario montato sopra di lui, riportando una ferita medicata con cinque punti di sutura. Il macchinario, a disposizione da tempo del reparto di oculistica del 'Miullì nonostante dovesse essere restituito per una vertenza con la ditta fornitrice che non ne aveva neppure firmato il collaudo, si sarebbe sganciato per un difetto in una delle viti che servono per regolare il binocolo.
    Il medico, nel regolare il macchinario (del peso di cinque chilogrammi) sulla base dell’altezza del paziente, ne avrebbe causato la caduta sulla testa dell’uomo, che poi denunciò l’accaduto.
    In ospedale per cataratta va a casa con testa rotta | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    A Napoli è vietato rovistare tra i rifiuti ma c'è chi lo fa proprio davanti ai vigili
    Cara redazione, proprio di fronte al comando dei vigili urbani a Soccavo ho assistito a questa scena: una persona che rovistava tra i rifiuti.
    Ma non era vietato da una ordinanza del sindaco? E le multe?
    Lettera firmata
    A Napoli è vietato rovistare tra i rifiuti ma c'è chi lo fa proprio davanti ai vigili



    Contro la sudiceria terronica mobilitati pure i droni!

    Caserta, un drone per monitorare gli sversamenti abusivi: la proposta del sindaco
    di Daniela Volpecina
    CASERTA - Droni sulla città per monitorare gli sversamenti abusivi, tenere sotto controllo i cumuli e intercettare chi non fa la raccolta differenziata.
    È la novità annunciata ieri dal sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, per fronteggiare il degrado e l’inciviltà: «Si tratta di una collaborazione assolutamente gratuita – spiega il primo cittadino – che ci è stata offerta da un privato. I piccoli velivoli sono già operativi, presto saremo in grado di fornirvi un ricco materiale fotografico che detterà molti dei provvedimenti che abbiamo intenzione di assumere al riguardo».
    Caserta, un drone per monitorare gli sversamenti abusivi: la proposta del sindaco

    Trasporti, Circumflegrea e Circumvesuviana tra le peggiori linee
    La Circumflegrea insieme alle linee della Circumvesuviana sono tra le dieci tratte ferroviarie peggiori d'Italia, tra riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento. È quanto segnala Legambiente che lancia la campagna Pendolaria 2014, presentando le peggiori linee ferroviarie selezionate sulla base di situazione oggettive e proteste da parte dei pendolari.
    Anche quest'anno, infatti, a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti in diverse regioni, i disagi per i fruitori del trasporto pubblico su ferro sono su molte tratte aumentati, denuncia Legambiente.
    La fotografia di Legambiente del trasporto pubblico campano ormai è da anni sempre la stessa: treni affollati, lenti, spesso in ritardo. Ed ancora treni soppressi, guasti improvvisi, carrozze sovraffollate senza contare i problemi di circolazione legati spesso al binario unico che causano ulteriori ritardi.
    Anche nel corso del 2014 si sono registrati disagi gravissimi per i 45.000 pendolari che quotidianamente si muovono tra Napoli e l'area nord-occidentale della città attraverso le linee Circumflegrea e Cumana. In particolare è la Circumflegrea a vedere crescere problemi e degrado.
    Trasporti, Circumflegrea e Circumvesuviana tra le peggiori linee



    Truffa due anziani
    arrestata a Palagianello impiegata delle Poste
    PALAGIANELLO (TARANTO) – Una donna di 50 anni dipendente dell’Ufficio Postale di Palagianello (Taranto), è stata arrestata dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per truffa aggravata continuata, falsità in scrittura privata aggravata e falsità in atto privato. Secondo l’accusa, l’impiegata si sarebbe impossessata indebitamente della somma di 123mila euro truffando due anziani correntisti del luogo.
    L’indagine, avviata nell’agosto scorso con la collaborazione del Nucleo Antifrode e delle sedi di Taranto e Palagianello di Poste Italiane, secondo gli investigatori ha fatto emergere, sia attraverso l’esame della documentazione contabile, sia analizzando le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza interna ed esterna dell’ufficio, che l'impiegata, in concorso con la figlia e un altro dipendente, ha eseguito operazioni di prelievo dai libretti postali intestati a due coniugi ottantenni.
    Stando all’accusa, la dipendente infedele, violando anche disposizioni interne all’ufficio perchè non ha comunicato al direttore i prelievi di notevole entità, ogni qual volta veniva eseguita un’operazione dalla titolare, all’insaputa di quest’ultima dirottava, per importi variabili, parte delle somme su altro libretto postale acceso a nome dell’anziana. In seguito l'impiegata trasferiva gli importi su un libretto postale intestato alla figlia.
    I prelievi avvenivano utilizzando moduli in bianco che venivano fatti firmare all’anziana, che non aveva cognizione di aver aperto un secondo libretto postale. I carabinieri hanno già recuperato alcune migliaia di euro dal conto corrente intestato alla presunta truffatrice e stanno ultimando gli accertamenti per reperire la rimanente somma. Gli investigatori stanno verificando se l’impiegata arrestata abbia compiuto operazioni illecite ai danni di altri correntisti.
    Truffa due anziani arrestata impiegata postale | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Doppio lavoro terronico: delinquente e paroliere neomelodico....

    Melito, la polizia cattura latitante: era compositore di testi per neomelodici
    di Mariano Fellico
    MELITO. Era ricercato in tutta Europa dal 2002, anno in cui si era reso prima irreperibile e poi latitante. Dopo dodici anni è stato catturato a Sezze Romano, in provincia di Latina, il 45enne Armando Greco, tra l'altro compositore di testi per le canzoni di noti neomelodici napoletani.
    A stringergli le manette ai polsi sono stati gli agenti della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Giugliano, diretti dal primo dirigente Pasquale Trocino. Il blitz questa mattina alle prime ore dell'alba. Sei i poliziotti che hanno percorso duecento chilometri e che erano sulle sue tracce da tempo provenienti dal Commissariato di Giugliano. L'uomo ha prima fornito false generalità e poi, visto che era stato scoperto, ha tentato la fuga da una finestra mentre era ancora in pigiama.
    E' stato immediatamente bloccato e portato in carcere. Su di lui pendono diverse sentenze definitive a dieci anni di carcere emesse dai tribunali di Roma, Ascoli Piceno, Teramo e L'Aquila per reati contro il patrimonio, contro la persona e per truffa.
    Melito, la polizia cattura latitante: era compositore di testi per neomelodici

    Rapinavano anziani fuori dalle poste, 4 arresti a Siracusa: ecco i nomi
    Scoperti finora 5 assalti, mentre altri, che presentano numerose analogie, sono ancora al vaglio degli investigatori
    SIRACUSA. Agenti della Polizia di Stato di Siracusa stanno eseguendo quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un clan specializzato in rapine, avvenute negli ultimi mesi in tutta la Sicilia orientale ai danni di anziani, dopo che gli stessi avevano appena ritirato la pensione presso gli istituti postali.
    Gli arrestati sono: Francesco Milici, 53 anni, Giuseppe Giardina, di 51, Michele Sergio Liotta, di 55, tutti con precedenti penali, e Orazio Monaco, di 23. Le indagini, della Squadra Mobile coordinate dalla Procura della Repubblica, si sono inizialmente avvalse delle immagini degli impianti di videosorveglianza cittadini e di quelli posti in prossimità degli istituti postali presi di mira, che hanno ripreso i mezzi utilizzati dai colpevoli. I successivi riscontri hanno finora permesso la scoperta di almeno 5 assalti, mentre altri, che presentano numerose analogie, sono ancora al vaglio degli investigatori.
    Rapinavano anziani fuori dalle poste, 4 arresti a Siracusa: ecco i nomi - Giornale di Sicilia



    Indennità a...peso d’oro per 9 dirigenti comunali
    BRINDISI - Duecentocinquantacinquemila... e rotti. E’ la più che ragguardevole somma dovuta a nove dirigenti comunali a titolo di indennità di risultato, relativamente all’anno 2013. Un bel “gruzzoletto”, non c’è che dire, in aggiunta al compenso mensile (anch’esso di una certa consistenza) loro elargito in quanto responsabili dei vari Settori a cui fa capo l’Amministrazione comunale. In pratica, sommando le due “entrate”, è come se ciascun dirigente percepisse - euro in più, euro in meno - due stipendi.
    Ma chi sono i nove dirigenti... a peso d’oro? A guidare la classifica è il dott. Nicola Zizzi, responsabile delle Attività Produttive: a titolo di indennità di risultato intascherà in tutto (tra primo importo e conguaglio) la bellezza di 41.443,08 euro (grazie ad una valutazione pari a 76,665). Piazzamento d’onore per Angelo Roma (Gabinetto) con 35.768,63 euro (66,165 di valutazione).
    Sul podio anche Pietro Cafaro (Lavori Pubblici) con 31.211,92 euro (valutazione: 70,14). Ragguardevoli anche le indennità riconosciute a Teodoro Nigro (Polizia Municipale) con 30.118,02 euro (62,23 la sua valutazione), a Tommaso Gagliani (Servizi Demografici) con 29.033,47 euro (valutazione pari a 60,025), a Costantino Del Citerna (Affari Generali) con 27.980,38 euro (valutazione: 62,86) e a Carlo Cioffi (Trasporti) con 26.889,84 euro (valutazione: 61,77). In elenco rientrano anche Mirella Destino (Tributi) con 24.082,92 euro (valutazione: 49,79), limitatamente al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 14 ottobre 2013, e Francesco Di Leverano (Urbanistica) con 9.519 euro (valutazione: 19,68), per il periodo 1/1/2013-30/4/2013.
    Indennità a... peso d'oro per 9 dirigenti comunali | La Gazzetta del Mezzogiorno.it

    Assunzioni sotto l'albero: l'infornata di De Magistris
    Il sindaco di Napoli si prepara ad assumere altri 16 dirigenti
    Sergio Rame
    Come se non bastassero le già folli spese del Comune di Napoli, Luigi De Magistris si prepara ad aumentare i costi di Palazzo San Macuto.
    Come ha rivelato il Roma, l'ex pm sta preparando un ghiotto regalo da mettere sotto l'albero di Natale. Non per tutti i napoletani, però. Solo per i suoi uomini. Nei prossimi giorni darà infatti il via all'ennesima infornata di dirigenti.
    L'avviso pubblico sarà pubblica prima di Natale. Entro quel giorno De Magistris sceglierà sedici dirigenti da assumere. Bene inteso: si tratta di contratti a tempo determinato. Ma viene da chiedersi: il Comune di Napoli sente davvero il bisogno di altri sedici dirigenti da pagare profumatamente. I nomi dei fortunati saranno scelti da Giggino in prima persona. Niente concorso, niente meritocrazia. Sentirà a mala pena cos'avrà da consigliargli lo staff. Non ci sarà, dunque, alcun concorso pubblico. E questo in attesa di assumerne altri settantadue a tempo indeterminato.
    Assunzioni sotto l'albero: l'infornata di De Magistris - IlGiornale.it



    Gli «Euro cinesi» arrivavano a Napoli e venivano trasportati nei trolley
    I Carabinieri di Palermo e della Sezione operativa del Comando Carabinieri Antifalsificazione monetaria di Roma stanno eseguendo un provvedimento di fermo, emesso dalla Procura di Palermo, nei confronti di 12 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla falsificazione, introduzione nello Stato e spendita di monete false.
    Si tratta di una vasta operazione realizzata nelle provincie di Palermo, Napoli, Salerno e Cosenza che fa luce su un'associazione criminale che si occupava dell'approvvigionamento e della distribuzione di monete metalliche contraffatte di altissima qualità che venivano importate dalla Repubblica popolare cinese.
    Nell'ambito dell'indagine è stato eseguito il più importante recupero di monete false dall'introduzione dell'euro: è stato sequestrato, infatti, un container con 306 mila monete, da uno e due euro, per un importo complessivo di 556 mila euro.
    La maxi inchiesta sugli euro falsi è scattata lo scorso aprile, nel corso delle indagini sull'omicidio di Massimo Pandolfo, imprenditore ucciso nel maggio 2013 coinvolto in un giro di prostituzione sessuale minorile. Nel corso delle indagini era emerso che le prestazioni sessuali offerte da un gruppo di minorenni venivano pagate con euro falsi.
    Nel corso dell'inchiesta erano state sequestrate 190 monete da due euro, poi analizzate presso la Zecca dello Stato. I tecnici avevano stabilito che gli abili falsari sarebbero stati in grado di realizzare grosse quantità di monete, utilizzando lo stesso procedimento della Zecca. Invece di ottenere i coni con il bagno galvanico per elettroerosione (tecnica sino ad ora riscontrata), i falsari hanno seguito la più elaborata tecnica della modellazione a mano con apposite matrici e con il chiaro intento di realizzare una sorta di produzione «a ciclo continuo».
    Lo scorso 23 settembre è stato sequestrato un container proveniente dalla Cina. Nel corso di una perquisizione effettuata in un magazzino in Poggiomarino (Napoli), sono stati trovati 306 tubolari di metallo, ognuno dei quali contenente mille monete da un euro e due euro per un importo complessivo pari a 556.000 euro. Il locale era stato appositamente preso in affitto da un'azienda, creata ad hoc per l'importazione delle monete, effettivamente gestita da Huang Zhongming, primo punto di contatto in Italia con l'importatore Yong Zhuangxiao.
    Le monete arrivavano in Italia con alcuni corrieri: Huang Zhongming, Ren Yuping, Huang Yunrui, Huang Hanxia, Dino Stancato, Antonietta Merolla e Vincenzo Verdoliva, tutti residenti in Campania.
    La base palermitana è costituita da Seidu Abdulai, Sarah Idehen Oduwa, Gaetano Di Maria, Giovan Battista Filippone. Le monete arrivavano a Palermo trasportate dentro piccoli trolley che viaggiavano sulle navi proveniente da Napoli.
    Gli «Euro cinesi» arrivavano a Napoli e venivano trasportati nei trolley

    «Dacci i soldi o ti sfregiamo la faccia» Babygang terrorizza ragazzini: 3 arresti
    Bassano: studenti pestati, minacciati e derubati per mesi. Blitz dei carabinieri, 9 sotto inchiesta
    BASSANO Giovani prepotenti, capaci di pestaggi, furti, rapine ed estorsioni, in pochi mesi avevano seminato il panico a Bassano del Grappa e in altri centri, prendendo di mira adolescenti tra i 16 e i 17 anni, trascinandoli in luoghi appartati, derubandoli sul posto o imponendo loro un appuntamento per il giorno dopo. Usando anche un coltello e una bottiglia per essere più convincenti nelle minacce. Per far intendere che facevano sul serio. E in effetti, spregiudicati e senza scrupoli, hanno dimostrato di essere pronti a tutto per arrivare a mettere le mani su soldi, da pochi spicci a qualche decina di euro, cellulari, e altro ancora. A sgominare la gang che per almeno quattro mesi ha spadroneggiato in centro città e non solo, costringendo molti ragazzini a non uscire più di casa, ci hanno pensato i carabinieri della locale stazione, che hanno avviato accurate indagini dopo la denuncia di un minore presentata in estate. Solo il primo di una serie dopo che i militari sono riusciti ad abbattere un muro di reticenza e paura, ricostruendo così sette episodi da luglio a ottobre. In particolare tre rapine, due furti e altrettanti estorsioni: quelli contestati ai tre «capetti» della gang, ora agli arresti domiciliari.
    Destinatari dei provvedimenti restrittivi Abel David Mercado Santos, domenicano di 20 anni, di Bassano, già protagonista di simili episodi, Ly Mamadou, senegalese di 20, di Tezze sul Brenta, anche lui già noto, e l’italiano Antonio Buonocore, 18 anni, di Bassano. Attorno a loro, secondo quanto appurato dai militari, gravitavano altri cinque stranieri e un italiano, della stessa fascia d’età, componenti del gruppo ben organizzato ma con ruoli più marginali: sono stati tutti denunciati. Ma non sempre erano al completo e agivano nello stesso momento. E’ il caso del ragazzo padovano, in centro a Bassano il 2 luglio scorso, che è stato prima rapinato dell’Iphone da due magrebini del branco, e che poi sarebbe stato avvicinato da Mercado, che lo avrebbe scosso con forza e avrebbe preteso tutti i soldi che aveva promettendogli di restituirgli il cellulare, senza più fare ritorno. Sempre Mercado, il 30 agosto, a Valstagna, assieme a uno degli indagati, avrebbe sorpreso alle spalle un 16enne, prendendolo a calci e pugni, e rapinandolo del cellulare e di 5 euro. Lo stesso dominicano, con un altro complice, avrebbe rubato due bici a Caldogno.
    Il 24 settembre il branco si è accanito su un 16enne in stazione a Bassano: circondato l’adolescente e i suoi amici, i criminali si sono impossessati di 40 euro e del cellulare, e non contenti hanno mostrato loro una bottiglia urlando «ve la spacchiamo sulla testa se parlate». A distanza di dieci giorni, uno dei testimoni, incontrato per caso a Schiavon, è stato preso per i capelli e costretto ad inginocchiarsi, colpito al volto e minacciato con un coltello. «Ti sfregio il viso, vieni domani in stazione con 50 euro» era la richiesta, mai assecondata perché il ragazzino si è presentato coi suoi dai carabinieri. Un’operazione, quella dell’Arma, che ha ricevuto il plauso del sindaco Riccardo Poletto, che parla di un «importante segnale per tutti i malfattori», spiegando come «la qualità della vita dei giovani e della collettività in genere era stata compromessa».
    «Dacci i soldi o ti sfregiamo la faccia» Babygang terrorizza ragazzini: 3 arresti - Corriere del Veneto

    I capi della banda: un dominicano, un senegalese, e un terone.....

    BUONOCORE - Diffusione del cognome BUONOCORE - Mappe dei Cognomi Italiani

 

 
Pagina 31 di 83 PrimaPrima ... 213031324181 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito