La curiosità. A Portici si riciclano i segnali stradali: è spending review?
di Maurizio Capozzo
Tempi duri per le casse pubbliche. E, si sa, in tempi di magra si risparmia su tutto, anche sui cartelli stradali. E così accade che nella principale arteria di Portici, via Libertá, compare un cartello di divieto di sosta con rimozione forzata, "riciclato" dal Comune di Napoli.
Ben visibile il logo del capoluogo sulla sinistra del segnale e la scritta "città di Portici" corretta con il pennarello nero. L'arte di arrangiarsi applicata al codice della strada.
Campania, il 38 per cento dei bambini è obeso: quasi il doppio della media nazionale
In Campania il 38 per cento dei bambini è obeso rispetto alla media nazionale in cui il dato si attesta al 24 per cento. Il dato è emerso nel corso della due giorni su epatologia e cardiologia che si chiude oggi al Centro congressi dell'Università Federico II.
Nel corso della tavola rotonda "L'Officina cardiologica" è stato affrontato il tema dell'obesità che può avere risvolti sul sistema vascolare. Secondo i dati, essere obeso nei primi 10 anni vuol dire diventare, «con ottime probabilità», circa nel 75 per cento dei casi, un adulto obeso. Condizione che - come sottolineato dall'epatologo Antonio Sciambra - «ha risvolti psicosociali e predispone a problemi ortopedici, endocrino-metabolici, cardiovascolari, respiratori e gastrointestinali».
Tra le cause dell'incremento del fenomeno dell'obesità infantile in Campania, la crisi economica. «Il reddito e il potere di acquisto familiare - aggiunge Sciambra - stanno influenzando i comportamenti alimentari. Gli alimenti più ricchi di zuccheri e addizionati di grassi sono spesso economici, prontamente disponibili e, di conseguenza, si preferiscono a discapito delle corrette scelte alimentari». I medici hanno evidenziato come «più obesità vuol dire più grasso e più infiammazione al fegato, e dal momento che il grasso nel fegato si comporta come un virus, in futuro più cirrosi, più epatocarcinoma».
Campania, il 38 per cento dei bambini è obeso: quasi il doppio della media nazionale
Da 16 anni non pagava l'energia elettrica...... perchè la rubava
SAN MICHELE SALENTINO (BRINDISI) – Dal 1998, cioè per oltre 16 anni da quando l’Enel aveva disattivato il contatore dell’abitazione, secondo quanto accertato dai carabinieri, avrebbe continuato ad usufruire abusivamente dell’ allaccio alla corrente elettrica. E’ il motivo per cui un 46enne di San Michele Salentino, Nicola Miccoli, è stato arrestato e posto ai domiciliari. L'accusa è di furto di elettricità; stando ad una prima stima, il consumo non pagato ammonterebbe a circa 17mila euro. L'uomo, che si occupa di commercio di olive, viveva – per quanto appurato dai militari – in una abitazione dotata di ogni comfort e non in condizioni di povertà.
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Sessantanove incidenti sospetti, denunciato truffatore seriale
Il metodo era collaudato ed evidentemente la truffa congegnata aveva dato frutti consistenti.
Tanto che era riuscito per ben 69 volte a metterla a segna con le medesime modalità. Ma questa volta i vigili urbani di Avellino hanno scoperto e bloccato il truffatore seriale.
L’uomo aveva esibito ed usato un tagliando falso di revisione e di cambio di intestazione sulla carta di circolazione al fine di eludere un sinistro con mancata revisione del veicolo. Secondo il comandante dei vigili rubani Pietro Cucumile che ha segnalato alla procura una serie di reati che l’uomo avrebbe commesso alterando i documenti, l’uomo in ben sessantanove occasioni avrebbe, anche con la collaborazione di pubblici ufficiali operanti in uffici della motorizzazione, alterato i documenti al fine di conseguire per sé o per altri l'indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione. I reati che avrebbe commesso l’uomo vanno dall’alterazione di atti pubblici al danneggiamento fraudolento, appunto per lucrare sull’assicurazione, di qui il reato di truffa assicurativa.
Sessantanove incidenti sospetti, denunciato truffatore seriale
Terronia intraprendente....
Falso vino Igp: sequestrate nel Salernitano ottomila bottiglie
Una serie di controlli a tappeto, coordinati dalla procura della Repubblica di Benevento ed eseguiti nel Salernitano sui vini con indicazione geografica protetta "Falanghina" e "Aglianico" Beneventano, hanno portato gli uomini del Comando provinciale del Corpo Forestale al sequestro di confezioni in alcuni esercizi commerciali di San Cipriano Picentino e Montecorvino Pugliano per un valore commerciale di circa 12 mila euro.
Complessivamente sono state sequestrate 8.150 bottiglie di vino, per un totale di oltre seimila, appartenente ai lotti contenenti vino proposto al pubblico con indicazione geografica protetta beneventana in violazione della normativa a tutela dei prodotti tipici e del made in Italy. In realtà - si legge in una nota - si trattava di generico vino senza alcuna attestazione relativa alla provenienza e qualità, in parte addirittura di provenienza estera.
Falso vino Igp: sequestrate nel Salernitano ottomila bottiglie
SPRECHI ALLA SICILIANA – CROCETTA COSTRETTO A RINUNCIARE ALL’AUTO BLU FERMA IN GARAGE A BRUXELLES – AL PARLAMENTO EUROPEO CI È ANDATO TRE VOLTE IN DUE ANNI
Un’Alfa Romeo 159 blindata stava in garage, nella sede di rappresentanza della Regione Sicilia, ad attendere l’arrivo del presidente a Bruxelles. Che non ci va mai.
Paolo Bracalini per "Il Giornale"
C'è da spostare una macchina, e alla fine l’hanno spostata. Dopo l’auto parcheggiata a scrocco al Senato dal sindaco di Roma Ignazio Marino (poi fatta rimuovere), l’auto blu parcheggiata a vuoto a Bruxelles dal presidente siciliano Rosario Crocetta. «In un anno a Bruxelles ci sarà andato due, massimo tre volte. E l’auto sta lì, a prendere la polvere».
Nello Musumeci, deputato regionale siciliano e presidente della Commissione Antimafia, aveva fatto una scommessa con Crocetta: dimostratemi che la faraonica sede della Regione Sicilia nel cuore della capitale belga è utile, e smetto di chiederne la chiusura. Passato un anno, Musumeci alla fine si è convinto. Sì, ma della inutilità di quei 750 metri quadri in rue Belliard. Tanto più che lì dietro, in un garage, fino all’altro giorno, era parcheggiata un’Alfa Romeo 159, blindata, per Rosario Crocetta, presidente della Regione. Il quale, però, a Bruxelles sembra ci vada poco, o meno che poco (tre volte in due anni scrive LiveSicilia dopo aver compulsato il prospetto relativo ai viaggi istituzionali di Crocetta tra 2013 e 2014).
E dunque l’auto se ne stava ferma, ad attenderlo. «E non solo quella - racconta Musumeci -. Anche l’autista a Bruxelles, a disposizione del dipartimento e del presidente, è nullafacente». Un costo valutato in 80mila euro l’anno, per ciascuna delle cinque macchine ritenute indispensabili per la presidenza della Regione Sicilia: tre a casa, una a Roma e l’altra appunto a Bruxelles (l’ultimo bando ammonta a 1.440.000 euro più Iva, per quattro anni di noleggio, con precise caratteristiche delle auto richieste: «Cilindrata compresa tra i 2.900 e i 5mila cc, potenza non inferiore ai 300 cavalli, comandi al volante, sensori di parcheggio in retromarcia, interfono, climatizzatore, vetri laterali e lunotto oscurati...»).
Dopo il tiro incrociato dell’opposizione e del web, qualcosa si è mosso (l’auto, in questo caso). Dal dirigente generale della Funzione Pubblica della Regione Siciliana filtra la novità: «L’auto a Bruxelles non c’è più, l’Alfa è stata ritirata e la Regione non ne ha mandate altre». Per adesso, visto che non ci sono stati annunci ufficiali. C’è sempre tempo per mandarne un’altra a Bruxelles, magari nuova.
Restano, poi, tutte le altre auto blu per Crocetta, politico più scortato d’Europa. Ma è sotto tiro, ha ricevuto minacce dai clan, la protezione è opportuna. «Non metto in dubbio. Io però sono presidente dell’Antimafia ma in Sicilia mi sposto con la mia auto - spiega Musumeci -. Ricordo anche che quando ero deputato europeo, mi capitava di incontrare a Bruxelles un’altra personalità a rischio, il procuratore Giancarlo Caselli, che era superscortato in Italia, ma lì prendeva il taxi. Io stesso sono stato per sette anni sotto scorta in Italia. Ero stato condannato a morte dalla mafia nel ’95. Ma quando sono diventato deputato europeo a Bruxelles o a Strasbugo o utilizzavo il taxi. Non voglio entrare nel merito delle misure di sicurezza adottate verso Crocetta, dico soltanto che opportunità politica avrebbe suggerito una soluzione diversa. Una intesa con l’ambasciata italiana Bruxelles, o col ministero interni belga, vista la sporadicità delle visite di Crocetta a Bruxelles. Serviva proprio un’auto blu ferma lì?».
Ma quella è un pezzettino. Il resto è la sede della Regione Sicilia, rilanciata da Crocetta come un ufficio fondamentale per la Sicilia (costi di funzionamento di circa 1 milione di euro l’anno).
Battipaglia, «brilla» la bomba: sciacalli nelle case evacuate
di Paolo Panaro
Battipaglia. Ladri in azione mentre scattano le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico a Taverna. I malviventi hanno svaligiato case, forzato le saracinesche di negozi e rubato un furgone in un’azienda che commercializza carrelli elevatori.
Astuti i banditi che l’altra notte, tra sabato e domenica, sono riusciti a mettere a segno numerosi furti. Qualche famiglia, consapevole che ieri mattina alle sei avrebbe dovuto abbandonare l’abitazione e lasciare la zona out, a ridosso di via Parmenide, dove c’era il pericoloso ordigno bellico, si è recata da parenti o amici già sabato sera. Poi, ieri, al ritorno a casa l’amara sorpresa.
Case svaligiate e porte forzate. I furti sono almeno una decina e sono stati studiati nei minimi particolari colpendo proprio le famiglie che si erano allontanate prima dello sgombero dal rione Taverna che poi è stato evacuato alle sei di ieri. Irruzione anche in un’azienda dove i malviventi hanno rubato un furgone dopo aver forzato il cancello di entrata dell’attività.
Sempre nel rione Taverna poche ore prima dell’inizio delle operazioni di disinnesco nella zona non interdetta sono state sfasciate alcune auto e i ladri si sono impossessati degli oggetti che erano all’interno dei veicoli. Un piano studiato alla perfezione da ladri esperti, consapevoli che le case potevano già essere vuote e quindi sarebbe stato molto più facile svaligiarle. Molto probabilmente qualche complice si è appostato tra le strade del rione Taverna attendendo le prime famiglie che lasciavano le case per entrare subito in azione. Così, senza correre grossi rischi, i malviventi hanno messo a segno i furti. Il modus operandi è sempre lo stesso. Le porte delle abitazioni vengono scassinate in fretta e furia da banditi che ormai sono espertissimi e riescono in poco tempo anche a mandare in tilt i sistemi di antifurto o ad aprire le porte blindate servendosi di chiavi particolari. Ad agire potrebbero essere state anche più gang di ladri giunte anche da fuori città per compiere i furti e svanire nel nulla con la refurtiva.
Battipaglia, «brilla» la bomba: sciacalli nelle case evacuate
De Magistris scatenato dopo il ritorno in sella assume 370 persone
Carmine Spadafora
L'ex sindaco di strada fresco di reintegro Luigi De Magistris ricomincia da 370. Tante sono, infatti, le assunzioni che la sua disastrata amministrazione si appresta a compiere.
Comune a rischio default? Non importa. Giggino assume. Centottantadue maestre di scuola primaria e 188 istruttori socio educativi presto entreranno a fare parte dell'esercito di stipendiati di Palazzo San Giacomo (11.200 dipendenti, 20mila se si comprendono le partecipate), l'azienda con più impiegati della Campania, una sorta di big company della burocrazia.
La notizia farà felici i 370 che saranno prescelti (come riporta Italia Oggi) per metà dal Formez (specializzato nella selezione del personale) che andrà a scegliere i nomi degli assunti.
Tre giorni dopo la vittoria regalatagli dal Consiglio di Stato, che ha rigettato i ricorsi presentati da Angelino Alfano e da due associazioni contro la sospensione della sospensiva, Giggino si è scatenato. Il restyling della sua giunta pare imminente, con l'ingresso di Sel nella maggioranza. E poi, foto ricordo, show davanti alle telecamere, dichiarazioni populiste e ora, anche assunzioni. Nella foga, qualche scivolone. Proprio ieri il sindaco è stato criticato per una sua foto, con smagliante sorriso, davanti a una stella di Natale installata nella Galleria Umberto, a pochi metri dal luogo dove il piccolo Salvatore Giordano, 14 anni, fu ucciso l'estate scorsa da un cornicione. Il papà, Umberto Giordano ha minacciato di voler «sfasciare la stella che offende la memoria di mio figlio».
E, mentre Giggino spende e spande, parecchie delle stesse scuole dove le neomaestre andranno ad insegnare sono fatiscenti da anni e continuano a restare a rischio. Ne sa qualcosa il presidente della Ottava Municipalità di Scampia e Marianella, Angelo Pisani, che da anni denuncia all'amministrazione «arancione» il degrado delle scuole di competenza di Palazzo San Giacomo, una quarantina tra materne ed elementari. «Ogni giorno inviamo segnalazioni al Comune con richiesta di intervento per infiltrazioni di acqua, impianti elettrici a rischio, pericoli di crolli», spiega Pisani. La Asl e' di casa nei quartieri a nord di Napoli. «C'è il pericolo che le nostre scuole vengano chiuse perché a rischio – spiega il presidente – Funzionano mediamente sei aule su dieci. Qui manca la manutenzione, ma tutte le scuole o quasi andrebbero ristrutturate».
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Tenta di fare sesso con una bimba di 10 anni scesa dal bus: preso un 45enne napoletano
di Elisabetta Batic
MUGGIA (Friuli-Venezia Giulia) - Entrambi sullo stesso autobus. Lei non ancora undicenne scende per tornare a casa (nei pressi di Muggia) e lui decide di fare lo stesso. È ormai buio, sono le sei e mezza del pomeriggio. La ragazzina viene seguita finchè sotto un ponte, a trenta metri dall'abitazione della giovane, Carmine Montella, 45 anni, originario di Portici in provincia di Napoli, ma residente a Trieste da diverso tempo, tenta di immobilizzarla, baciarla e accarezzarla.
La bambina riesce a divincolarsi, anche se lui tenta di ostacolarla con un calcio, e si mette a correre a più non posso raggiungendo casa dove in quel momento si trova la sorella con il fidanzato. In lacrime racconta quello che le è successo pochi istanti prima. Il ragazzo della sorella esce per controllare se il malvivente è ancora nei paraggi. Montella sta aspettando l'autobus alla fermata come se nulla fosse accaduto. Immediata la telefonata alle forze dell'ordine e l'arresto in flagranza dell'uomo dai parte dei carabinieri.
Montella si trova al carcere del Coroneo da giovedì sera, come riporta oggi il quotidiano Il Piccolo. Non è la prima volta che l'uomo finisce dietro alle sbarre, per precedenti che vanno dalla rapina alla droga.
Tenta di fare sesso con una bimba di 10 anni scesa dal bus: preso un 45enne napoletano
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