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Discussione: Terries

  1. #371
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    Predefinito Re: Terryes

    Rapina a market, fermati due carabinieri - Ultima Ora - ANSA.it

    (ANSA) - NAPOLI, 25 MAR - Sono stati fermati i due Carabinieri feriti nella sparatoria durante la rapina nel supermercato Etè di Ottaviano (Napoli).
    Il decreto di fermo è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Nola sulla base degli elementi raccolti dai Carabinieri di Torre Annunziata. Entrambi i militari fermati sono stati sospesi dal servizio con effetto immediato. I due in forza al Battaglione Mestre e si trovavano in Campania in permesso ordinario.

    Sono stati fermati.
    Dai Carabbinieri.
    Quelli VERI, li chiama la tv.
    Cioè quelli che sono ancora in attesa del trasferimento al Nord per poi andare in permesso a casina.
    Tutta da ridere la storia della rapina.
    Quei due si sono presentati sparando per rapinare il supermercato, ma da quelle parti non è come al nord.
    Il proprietario ed il personale hanno imbracciato le armi, li ha inseguiti con un far west da paura finchè quei due hanno avuto un incidente e si sono fermati feriti.
    Se capitava un capello di qualcosa di simile qui, il titolare sarebbe in galera e soprattutto in croce.
    L'itaglia divisa.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #372
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    Predefinito Re: Terryes

    I dettagli tipicamente nordici.

    Dieci feriti in una mancata rapina in un supermercato per la quale due Carabinieri in congedo sono stati sottoposti a fermo per rapina aggravata e tentato omicidio plurimo: succede a Ottaviano (Napoli), dove si sono vissute scene da far west con sparatorie fra la folla, inseguimenti e incidenti stradali.

    I due Carabinieri, uno originario di Cercola (Napoli) e l'altro di Chioggia (Venezia), entrambi in forza al Battaglione Mestre e in congedo ordinario in Campania, sono stati subito sospesi dal servizio. Entrambi sono feriti e si trovano piantonati in ospedale. Degli altri otto feriti quattro sono in prognosi riservata. Fra quelli gravi c'è anche il proprietario del supermercato, Pasquale Prisco, di 30 anni, che - secondo la ricostruzione emersa finora - avrebbe inseguito i rapinatori subito dopo la mancata rapina nel supermercato Etè di via Vecchia Sarno. Sempre secondo questa ricostruzione, all'inseguimento avrebbero partecipato anche alcuni parenti del gestore del negozio, che dopo essere stati avvertiti da un dipendente si sono lanciati all'inseguimento dei banditi. L'inseguimento, al quale hanno partecipato almeno tre auto civili, è andato avanti per alcuni chilometri sulle strade del Vesuviano fino a quando non vi è stato un incidente nel quale è rimasta coinvolta l'auto dei rapinatori. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, colpi di pistola sono stati sparati nel supermercato, all'esterno e durante l'inseguimento. Articolata e ancora da definire la dinamica dell'accaduto. Secondo una prima ricostruzione, dopo la mancata rapina, i banditi sono scappati a bordo di un'auto dopo avere sparato alcuni colpi nel supermercato e ferito delle persone. A questo punto, dopo l'sos del dipendente del market, è scattata la caccia al rapinatore, lungo le strade dell'hinterland napoletano. L'inseguimento ha subito uno stop all'altezza della zona industriale di Ottaviano, sulla strada statale 268, a causa di un incidente che ha coinvolto due vetture e nel quale sono rimaste ferite tre persone. Secondo i rilievi eseguiti sui danni subiti dalle auto, è probabile che all'inseguimento abbia preso parte anche una terza auto di cui ora non c'è traccia.

    Sul posto sono arrivati i carabinieri, polizia, 118 e Anas. Gli inquirenti stanno ascoltando i testimoni e i feriti per scoprire cosa sia realmente successo. La svolta nelle indagini è arrivata in serata quando gli inquirenti hanno cominciato a rilevare una serie di elementi fortemente contradditori nei racconti dei due militari. A questo punto il pm di Nola ha deciso il fermo quali indiziati dei reati di rapina aggravata e tentato omicidio plurimo. Sono entrambi piantonati nell'ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno (Salerno). Uno ha una ferita al gluteo, l'altro una frattura alle ossa nasali. Nello stesso ospedale sono ricoverati altri quattro feriti, fra i quali il proprietario del supermercato. E' stato sottoposto a una delicata operazione chirurgica: un proiettile gli ha devastato l'addome lesionando alcuni organi e parti del corpo. Le loro condizioni non sono gravi. Le altre tre persone ricoverate a Sarno sono un italiano con leggere ferite lacero-contuse e due rumeni, uno con ferite lievi e l'altro con una ferita all'omero. Nell'ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore (Salerno) è ricoverato un giovane di 25 anni, colpito all'addome. E' stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico ed è tuttora in prognosi riservata.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #373
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    Predefinito Re: Terryes

    I dolci fanciulli napulitani....

    Baby rapinatori scatenati al Vomero: due rapine centrate e una tentata in poco più di mezz'ora.
    I carabinieri hanno arrestato per rapina aggravata e resistenza Eduardo Estatico, 18 anni, residente in via Vicinale Palazziello, già noto alle forze dell'ordine ed un 16enne del Rione Traiano, incensurato. I due giovani sono stati intercettati su via Cilea, in sella ad uno scooter, da una pattuglia dei carabinieri che cercavano i rapinatori che avevano rubato la borsa a una ragazza. Alla vista dei militari i ragazzi hanno tentato la fuga a forte velocità, sono stati inseguiti e giunti su via Mascagni, hanno perso il controllo del veicolo, cadendo a terra. Non si sono arresti e hanno tentaro una nuova fuga a piedi, ma sono stati comunque bloccati in via Camillo De Nardis, dopo un breve inseguimento e una colluttazione.
    Perquisiti sono stati trovati in possesso di un iphone e di una borsa da donna. I carabinieri hanno accertato che l’iphone era stato rubato poco prima in via Cilea ad una 18enne, mentre la borsa, sentiti alcuni testimoni, è stata scippata poco prima in via Bernini ad una giovane in via d’identificazione. l’iphone è stato restituito all’avente diritto. Il minore è stato anche denunciato per guida senza patente.
    Baby rapinatori all'assalto al Vomero: tre rapine in mezz'ora. Arrestati

    I dolci vecchietti napulitani....

    Due anziani rubano la pensione ad un loro coetaneo: hanno 82 e 79 anni
    Borseggiatori ottantenni arrestati per aver rubato a un loro coetaneo la pensione di 500 euro appena ritirata dall'ufficio postale. È successo a Sant'Antonio Abate (Napoli) dove i carabinieri hanno arrestato per furto con destrezza un 82enne e un 79enne, entrambi di Torre Annunziata e con numerosi precedenti specifici.
    Le fasi del furto sono state ricostruite dai militari dell'Arma attraverso l'acquisizione di video dalle telecamere poste a sorveglianza lungo le strade della cittadina vesuviana: all'uscita della vittima dall'ufficio postale, i due entrano nell'auto parcheggiata all'esterno e, per inseguirlo, fanno inversione di marcia bloccando tra l'altro il traffico a causa della manovra azzardata e, probabilmente, dei riflessi poco pronti nella guida.
    Raggiunta la vittima, con la scusa di dover chiedere informazioni, uno dei due infila una mano nella tasca del pensionato rubando i 500 euro appena prelevati. Sulla base della descrizione fornita dalla vittima in sede di denuncia, i carabinieri hanno rintracciato in poco tempo i due bloccandoli e trovandoli in possesso dei soldi. Entrambi sono ai domiciliari in attesa del rito per direttissima.
    Due anziani rubano la pensione ad un loro coetaneo: hanno 82 e 79 anni

    Le dolci famigliuole napulitane....

    Caserta. Picchia la madre e la costringe a comprare droga per lui: arrestato
    Un vero e proprio incubo quello che una donna di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, era costretta a vivere per colpa della tossicodipendenza del figlio, che non esitava a picchiarla a sangue. L'uomo, Claudio Lettieri, di 32 anni, di Santa Maria Capua Vetere, da tempo minacciava la madre, chiedendole soldi per l'acquisto di sostanze stupefacenti.
    Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Polizia di Stato hanno provveduto ad arrestarlo per i reati di rapina, maltrattamenti in famiglia ed estorsione continuata ed aggravata.
    In particolare i poliziotti rispondevano alla richiesta di aiuto della donna, ed anche in presenza degli agenti l'uomo non ha esitato a picchiarla.
    Tra l'altro i poliziotti hanno accertato che dopo aver prelevato denaro per il figlio, la donna era stata costretta anche a recarsi al Parco Verde di Caivano per l'acquisto di droga da consegnare al familiare tossicodipendente.
    Caserta. Picchia la madre e la costringe a comprare droga per lui: arrestato

    Procida, rubava in chiesa le offerte dei fedeli con un trucco: scoperto e arrestato
    Aveva escogitato un sistema per sottrarre le monete dalle cassette delle offerte: un metro avvolgibile con una calamita. Ma è stato scoperto ed arrestato. Il fatto è avvenuto nell'isola di Procida (Napoli). In manette è finito un uomo di 50 anni, originario della provincia di Potenza.
    L'uomo, nel pomeriggio di ieri, è stato notato dai militari mentre si allontanava dalla chiesa intitolata a Maria Santissima della Pietà e San Giovanni Battista.
    Alla vista degli investigatori l'uomo ha tentato di allontanarsi velocemente. Perquisito è stato trovato in possesso di circa 250 euro tra monete e banconote, nonché di un metro avvolgibile con una calamita applicata all'estremità e una pinzetta. Attrezzi che, secondo i carabinieri, servivano per estrarre le monete e i biglietti di piccolo taglio dalle fessure delle cassette. Per i carabinieri l'arrestato aveva svuotato anche le cassette della Chiesa Santa Maria delle Grazie, sempre a Procida. Sottoposto al rito direttissimo il 50nne è stato condannato a 8 mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena.
    Procida, rubava in chiesa le offerte dei fedeli con un trucco: scoperto e arrestato

    Soldi per nulla osta, arrestato tecnico ufficio archeologico
    CASERTA - Un dipendente dell'Ufficio Archeologico di Santa Maria Capua Vetere, Agostino Monaco, 64 anni, assistente tecnico, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Capua con l'accusa di concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità.
    Secondo quanto emerso dalle indagini dei finanzieri, durate un anno, e dalle intercettazioni telefoniche, Monaco, approfittando della propria posizione, prospettava a tecnici ed imprenditori difficoltà per l'ottenimento del nulla osta all'esecuzione di lavori edili in zone sottoposte a vincolo archeologico e poi pretendeva somme di denaro per agevolare la concessione. Altre due persone sono state denunciate in stato di libertà nell' ambito della stessa inchiesta.
    Soldi per nulla osta, arrestato tecnico ufficio archeologico

    E vai col tango!

    Chiedeva permessi con la 104 per fare la ballerina di tango, denunciata prof
    di Ignazio Marchese
    Grazie ai permessi previsti dalla legge 104, per assistere il padre disabile, l'insegnante di 39 anni ha girato l'Europa partecipando a kermesse internazionali di ballo
    PALERMO. Grazie ai permessi previsti dalla legge 104, per assistere il padre disabile, un'insegnante palermitana di 39 anni ha girato l'Europa partecipando a kermesse internazionali di Tango. Una vera passione per la professoressa di un istituto superiore ritratta in una serie di locandine che si svolgevano proprio nei giorni che la donna aveva preso per assistere il parente.
    La professoressa è stata denunciata dagli agenti del commissariato San Lorenzo per per truffa aggravata e continuata in danno dello Stato e falsità ideologica. Gli agenti hanno accertato che in concomitanza di almeno quattro periodi di permesso, la donna ha lasciato il territorio nazionale per partecipare (insieme al proprio compagno, un ballerino professionista) ad alcune kermesse europee di tango argentino, l’ultima delle quali tenutasi ad Amsterdam. La professoressa ballerina non ha esitato a prestare il proprio volto ad un manifesto pubblicitario per una esibizione in Spagna, rintracciabile anche su Internet.
    I poliziotti hanno ascoltato anche la dirigente scolastica dell’istituto superiore presso il quale l’insegnante presta servizio, la quale ha riferito delle difficoltà organizzative legate alla sostituzione dell’insegnante che, nei termini di legge previsti dalla normativa a tutela dei familiari disabili o invalidati, vigente, ha chiesto ed ottenuto i giorni di permesso retribuito agganciandoli a festività infrasettimanali.
    Intanto l'Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia - ha formalmente richiesto agli Uffici competenti maggiori informazioni per gli aspetti di natura disciplinare a carico della docente.
    Chiedeva permessi con la 104 per fare la ballerina di tango, denunciata prof - Giornale di Sicilia

    Prof in permesso con la legge 104 girava l'Europa ballando il tango
    Insegnante di matematica? No, di tango
    Nel suo profilo Facebook annoverava, ironica, tra le sue attività la partecipazione alla Scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, resa celebre dai romanzi di Herry Potter, e il lavoro di docente alla scuola di tango argentino "Alterazioni Tango". Nessun cenno a quella che doveva essere la sua professione principale: l'insegnamento della matematica. E in effetti, Claudia Sortino, 39 anni, palermitana, la scuola la riteneva un hobby più che un mestiere. Tanto che per assentarsi e dedicarsi alla sua passione, il ballo, sfruttava i permessi che la legge 104, la normativa che tutela chi deve assistere familiari disabili, le garantiva.
    La denuncia anonima e le indagini
    La tanguera palermitana, però, non ha fatto i conti con i colleghi, probabilmente stufi di dover tappare i buchi di orario mentre lei piroettava in tutta Europa. Qualcuno, infatti, ha deciso di denunciarla e ha spedito un anonimo alla polizia per segnalare l'abuso. E' scattata dunque l'indagine, condotta dal commissariato San Lorenzo, guidato da Luca Salvemini, e coordinata dal pm Enrico Bologna.
    Scoprire dove la Sortino passasse il tempo che avrebbe dovuto dedicare al padre disabile non è stato poi tanto difficile. Perché la donna, certa evidentemente di farla franca, postava su Facebook tutti gli eventi ai quali partecipava col suo compagno, un ballerino argentino, e aveva prestato il volto a un manifesto pubblicitario, rintracciabile in rete, di una sua esibizione a Barcellona.
    Colta in flagrante all'aeroporto
    Per essere certi del raggiro i poliziotti, però, l'hanno attesa all'aeroporto di Palermo, dove era atterrata dopo un balletto ad Amsterdam. La donna è stata fermata e si è giustificata, mostrandosi molto infastidita peraltro, dicendo di essere stata in Olanda per una terapia a cui il padre doveva sottoporsi. Solo che con la Sortino non c'era il familiare disabile, ma il compagno ballerino.
    Prof in permesso con la legge 104 girava l'Europa ballando il tango - Videonews - Virgilio Notizie



    «Ius soli», 18 ragazzi diventano cittadini
    di GIUSEPPE DIMICCOLI
    BARLETTA - «A Barletta si nasce e si vive da cittadini italiani, tutti». Così il sindaco Pasquale Cascella riassume il messaggio che è stato lanciato martedì 17 marzo, in occasione della «Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell'Inno e della Bandiera». Alle ore 10, nella scuola “Alessandro Manzoni” di Barletta (viale Guglielmo Marconi, 12), è stata conferita la Cittadinanza Civica “Ius Soli”, nel rispetto di quanto deliberato dal Consiglio comunale l’11 novembre 2014, a 18 minori di origine straniera nati in Italia e che studiano nelle scuole di Barletta.
    Il riconoscimento afferma e rinsalda, quindi, il legame con la città, alla presenza del prefetto, Clara Minerva, delle rappresentanze del consiglio comunale e della giunta, e del garante dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del Consiglio Regionale della Puglia, Rosangela Paparella. Il momento sarà poi suggellato da diverse iniziative già sviluppate nelle scuole cittadine sui principi della Costituzione di non discriminazione e uguaglianza, rinnovando così l’impegno ad animare lo spirito dell’unità nazionale con i valori universali di solidarietà e di rispetto della persona umana in cui tutti possono riconoscersi.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Massacrò l’ex moglie con 15 coltellate
    Omicida catturato a Rovigo
    E’ stato riconosciuto da una donna che ha chiamato il 112
    ROVIGO I carabinieri hanno arrestato attorno alle 19 di giovedì al centro commerciale «La fattoria» Marco Quarta, il quarantenne che la sera del 12 marzo scorso a Pergine, in provincia di Trento, ha ucciso sulla porta di casa con quindici coltellate l’ex moglie Carmela Morlino di 36 anni. A dare la segnalazione della presenza dell’uomo, ricercato in tutta Italia da una settimana, al centro commerciale rodigino sarebbe stata una cliente che, riconosciutolo, ha chiamato il 112.
    Alla vista delle pattuglie dei militari dell’Arma intervenute alla «Fattoria» Marco Quarta non avrebbe opposto alcuna resistenza lasciandosi catturare. Le forze dell’ordine polesane erano state attivate qualche giorno fa da alcune segnalazioni che davano il latitante Quarta presente nel Ferrarese, e quindi non distante dalla provincia di Rovigo.
    Massacrò l’ex moglie con 15 coltellate Omicida preso a Rovigo: faceva spese - Corriere del Veneto



    QUARTA - Diffusione del cognome QUARTA - Mappe dei Cognomi Italiani

    Roma Eterna, Caput Mundi....

    Dipendente di Palazzo Chigi: "Qui non si lavora un c... ". Ora rischia 20mila euro di multa
    Un commesso impiegato in una delle sedi distaccate della Presidenza del Consiglio svela sprechi e mala amministrazione. E il Palazzo lo stanga immediatamente
    Ivan Francese
    La Presidenza del Consiglio non ha sede solo a Palazzo Chigi: sono ben diciannove quelle distaccate, tutte tra le vie più prestigiose del centro storico di Roma.
    Nella Galleria Sordi, ad esempio, si trovano gli edifici dei ministri senza portafoglio - quelli che non dispongono quindi di un proprio palazzo, come il Viminale per gli Interni o la Farnesina per gli Esteri. La trasmissione "Dalla vostra parte", su Rete4, ha realizzato un'inchiesta sulla pletora di sedi e uomini impiegati per far funzionare questa macchina elefantiaca, intervistando dipendenti ed addetti ai lavori.
    In un servizio andato in onda il 6 marzo, la troupe di "Dalla vostra parte" intervista un commesso che lavora proprio alla Galleria Sordi. Che non fa mistero degli sprechi di cui è testimone ogni giorno: "Qui dentro? Mah, saremo un centinaio... può darsi. Il palazzo è grande...nun se fa quasi niente...almeno quel che faccio io... faccio il commesso: nun faccio un c...".
    Parole forse non troppo eleganti, ma sicuramente di grande impatto: per le sue frasi pronunciate davanti alla telecamera il dipendente è stato sottoposto a un procedimento disciplinare, e in attesa di sapere quale sarà il suo destino si è visto chiedere, da chi si occupa del suo caso, sei mesi di sospensione dello stipendio, pari a circa 20mila euro. Il massimo della pena.
    L'accusa è quella di violazione del codice etico della pubblica amministrazione, che all’articolo 13 recita: "Il dipendente non rilascia dichiarazioni che possano nuocere al prestigio dell’Amministrazione".
    Dipendente di Palazzo Chigi: "Qui non si lavora un c... ". Ora rischia 20mila euro di multa - IlGiornale.it


  4. #374
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #375
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    Predefinito Re: Terryes

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    :d :d :d

  6. #376
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    Predefinito Re: Terryes

    Agerola. Due 15enni rubano auto e si schiantano contro un palo: denunciati
    di Francesco Fusco
    AGEROLA. Rubano una Fiat Punto, si schiantano contro un palo dell’illuminazione pubblica e vengono beccati dai carabinieri. Protagonisti di questa singolare vicenda sono due 15enni agerolesi, denunciati a piede libero per furto.
    Tutto è accaduto la notte scorsa. Erano da poco passate le 2 quando, grazie alla visione dei filmati della videosorveglianza, le forze dell’ordine si accorgono del furto avvenuto poco prima all’interno di un parcheggio della frazione Campora. Quando i carabinieri raggiungono il posto, scoprono l’incidente provocato, con ogni probabilità, dalla scarsa esperienza alla guida di uno dei minorenni. I due 15enni sono rimasti illesi, mentre l’automobile è stata restituita al legittimo proprietario.
    Agerola. Due 15enni rubano auto e si schiantano contro un palo: denunciati

    Assenteismo, denunciati due dipendenti dell'Asl Napoli Nord
    Due dipendenti della Asl Napoli 2 Nord sono stati denunciati dai carabinieri per truffa aggravata ai danni di ente pubblico e interruzione di pubblico servizio.
    I due, un 56enne di Napoli e un 55enne di Qualiano, sono risultati assenti nel corso di un controllo antiassenteismo dei militari dell'Arma che hanno confrontato i cartellini marcatempo e i presenti sul luogo di lavoro. I due amministrativi si sono presentati dopo qualche ora senza fornire motivazioni plausibili.
    Assenteismo, denunciati due dipendenti dell'Asl Napoli Nord

    Una baraccopoli in zona archeologica
    CANOSA DI PUGLIA (BARLETTA-ANDRIA-TRANI) - Una vera e propria «baraccopoli» realizzata in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, nei pressi di un sito archeologico e della Pineta Castello, è stata sottoposta a sequestro a Canosa di Puglia nel corso di un’operazione congiunta compiuta dal Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato e Polizia Municipale, coadiuvati dal personale della Asl. Sono state denunciate tre persone, risultate proprietarie dei due terreni – per una superficie complessiva di un ettaro – a cui sono stati apposti i sigilli.
    Le baracche – all’interno delle quali sono stati anche trovati dei letti – venivano utilizzate soprattutto come deposito e ricovero per animali. All’interno dell’area, in particolare, erano stati realizzati manufatti in muratura e costruzioni precarie con pannelli di legno e lastre di eternit. Inoltre, erano state depositate carcasse di autoveicoli, cumuli di rifiuti rivenienti da demolizioni edili, rottami ferrosi e frammenti di amianto. Sono stati anche rinvenuti la carcassa di una pecora e diversi ossi di ovini. I proprietari dei terreni sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria di Trani per violazione della normativa paesaggistico-urbanistica nonchè per gestione di rifiuti non autorizzata.
    La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Ruba a due donne in chiesa durante la Messa, pregiudicato arrestato
    di Francesco Fusco
    CASOLA DI NAPOLI. Si sono alzate dalla panca dove erano sedute, in sagrestia, per andare a parlare col sacerdote della chiesa del Santissimo Salvatore. Ma quando sono tornate a sedersi le loro borse - lasciate per una manciata di minuti incustodite - erano sparite. Subito le due donne vittime del furto (mamma e figlia residenti nel piccolo centro dei Lattari) hanno dato l’allarme. All’interno delle borse custodivano complessivamente 550 euro, oltre a documenti personali.
    È stato grazie alle capacità di osservazione di alcuni testimoni che è stato possibile realizzare un identikit del ladro. Poi i carabinieri sono riusciti ad individuare il malvivente, che ha ammesso di aver compiuto il furto: si tratta di E.G., 50enne di Gragnano già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato denunciato a piede libero all’autorità competente per furto, mentre la refurtiva è stata riconsegnata alle proprietarie.
    Ruba a due donne in chiesa durante la Messa, pregiudicato arrestato

    False assicurazioni, bloccate e sequestrate sette auto
    di Paolo Panaro
    Sequestrati sette veicoli che circolavano con contrassegni e polizze assicurative falsi. I controlli sono stati effettuati ieri e questa mattina dai carabinieri della compagnia di Battipaglia, diretti dal maggiore Giuseppe Costa, sulle principali strade a Battipaglia e Bellizzi. Denunciati i proprietari delle auto mentre sono in corso le indagini per coprire la centrale di falsificazione dei documenti assicurativi.
    Denunciati i proprietari delle auto mentre sono in corso le indagini per coprire la centrale di falsificazione dei documenti assicurativi.
    False assicurazioni, bloccate e sequestrate sette auto



    Ragazza ricoverata al pronto soccorso, i fratelli rubano il televisore della sala d'attesa
    Rubano il televisore della sala d'attesa mentre la sorella è ricoverrata al pronto soccorso. I Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi hanno denunciato due ragazzi di 19 e 27 anni che nella nottata scorsa avevano rubato un televisore da una sala del locale pronto soccorso dell’ Ospedale Civile “Criscuoli”. Avevano accompagnato all’ospedale la sorella minore che lamentava alcuni dolori. E mentre la ragazzina veniva visitata dal medico di turno, i due giovani ingannavano l’attesa rubando il televisore che si trovava in una saletta adiacente.
    A incastrare i due il video ripreso dal sistema di videosorveglianza. I due responsabili sono stati deferiti per i reati di furto aggravato. Il televisore è stato riconsegnato all’Ospedale.
    Ragazza ricoverata al pronto soccorso, i fratelli rubano il televisore della sala d'attesa

    Gela, fingeva di assistere disabili per conto del Comune: rinviato a giudizio
    GELA. Il procuratore di Gela, Lucia Lotti, ha chiesto il rinvio a giudizio - per truffa - di una operatrice comunale, ex Rmi, che, falsificando le firme degli assistiti, attestava di avere prestato servizio di assistenza domiciliare a disabili e anziani e ritirava regolarmente lo stipendio mensile. La donna raramente si recava a lavorare, lasciando in condizioni di abbandono le cinque persone a lei affidate. «Con artifizi e raggiri - scrive il procuratore Lotti - consistiti nell'apporre le false firme delle persone assistite sui fogli di presenza mensili e nel dichiarare falsamente di avere svolto 268 ore di assistenza, la dipendente ha indotto in errore i funzionari comunali, procurandosi l'ingiusto profitto» ammontante a quasi 3.500 euro.
    Gela, fingeva di assistere disabili per conto del Comune: rinviato a giudizio - Giornale di Sicilia

    Assaltarono il «Marriott» con sequestro
    arrestati quattro della ‘ndrangheta
    Gli uomini, tutti calabresi, un anno fecero il colpo all’hotel, minacciando clienti cinesi. La base in un appartamento di Treviso
    PADOVA La Polizia di Padova, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha arrestato 4 calabresi, legati a una cosca della ‘ndrangheta, che assaltarono l’hotel Marriott di Padova e fuggirono con un bottino dopo aver sequestrato dei clienti cinesi. La Squadra Mobile di Padova all’alba ha catturato quattro malviventi calabresi che un anno fa compirono il colpo. Il blitz, avvenuto a seguito dell’indagine diretta dal pm Benedetto Roberti, ha di fatto sventato altre rapine che gli indagati erano in procinto di compiere. I provvedimenti di custodia cautelare in carcere emessi dal gip euganeo Margherita Brunello sono stati eseguiti dagli agenti della Squadra Mobile padovana con la collaborazione delle Squadre Mobili di Alessandria, Crotone, Cosenza e Varese.
    Sono Fortunato Gagliardi, 50 anni, residente a Alessandria, Giuseppe Mantia, 42, residente a Crotone, Cosimo Tallarico, 29, residente a Cosenza, ed Alessandro Vignati, 36, residente a Varese i 4 calabresi, legati ad una cosca della ndrangheta, arrestati dalla squadra mobile della Polizia di Padova. I quattro sono ritenuti i responsabili di una rapina all’hotel «Marriott» di Padova e del sequestro dei clienti cinesi che si trovavano all’interno. Le indagini sono partite dall’analisi delle celle telefoniche e hanno trovato riscontro in una abitazione di Treviso, usata dalla banda come base, dove è stato trovato un biglietto con scritto il numero di telefono degli altri componenti della banda. Il gruppo stava già pianificando un nuovo colpo a Lecco nell’abitazione di imprenditore che, a loro dire, avrebbe fruttato 6 milioni di euro.
    Assaltarono il «Marriott» con sequestro arrestati quattro della ‘ndrangheta - Corriere del Veneto

    Commissione sui rifiuti a Palermo:
    "In Sicilia situazione sconcertante"
    Alessandro Bratti il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, oggi in prefettura a Palermo
    PALERMO. "In un sistema ordinario di gestione dei rifiuti che non va, le infiltrazioni malavitose ci sono di tutti i tipi e di tutti generi, come per esempio i noti fenomeni corruttivi anche all'interno delle strutture pubbliche come quella della Regione. Una situazione che abbiamo definito sconcertante". Lo ha detto Alessandro Bratti il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, oggi in prefettura a Palermo. "Abbiamo monitorato la situazione del Coinres - ha spiegato - che fa perno su Bagheria, dove l'attività è stata pesantemente influenzata da attività malavitose. Ci sono altre situazioni nel trapanese che riguardano società come Belice Ambiente. Nel catanese ci sono state intimidazioni nei confronti di alcuni sindaci dopo che hanno deciso di cambiare il gestore del servizio di raccolta. Sono cose che ci lasciano poco tranquilli".
    "In Sicilia - ha aggiunto - c'è una situazione di emergenza, non dichiarata: dalle prime considerazioni che abbiamo fatto, dagli elementi che abbiamo raccolto, dal 2010 (anno dell'ultimo report fatto dai nostri predecessori) a oggi non ci sono stati cambiamenti".
    "Cambiano governi ma resta stallo". "In Sicilia c'è una situazione di stallo o addirittura di peggioramento - ha aggiunto Bratti -. La riforma con il passaggio dagli Ato alle Srr (Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti) non è mai partita e adesso, con il passaggio dalle Province alle città metropolitane, si potrebbe cambiare una riforma che non ha ancora visto la luce. Complessivamente c'è una situazione di grande confusione, che non è cambiata nonostante le gestioni politiche siano state differenti".
    "Crocetta commissario? Non è soluzione". "La gestione di emergenza, con commissariamenti, non ha mai risolto un problema. Questo ci dice la nostra esperienza. La Sicilia, la Campania e la Calabria hanno speso molti soldi con commissariamenti senza risolvere tutto. Un conto è il commissariamento su questioni specifiche, come un singolo impianto, un conto è commissariare l'intera gestione regionale". Così Alessandro Bratti, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti, oggi in prefettura a Palermo, ha risposto ai giornalisti che chiedevano quale è l'orientamento della Commissione su un eventuale commissariamento del sistema da parte del presidente della Regione, Rosario Crocetta.
    Commissione sui rifiuti a Palermo: "In Sicilia situazione sconcertante" - Giornale di Sicilia



    ROMA
    Dirige La Sapienza, ma "non ha una laurea": geometra pensionato prende 200mila euro l'anno
    di Flavia Perricone
    E' un geometra in pensione il dirigente Carlo Musto D’Amore, che da 14 anni esercita la professione senza una laurea, in quiescenza e sotto processo
    ROMA. Si allarga il caso scandalistico che ha visto al centro della bufera La Sapienza della Capitale. Un ateneo che ne ha passate di tutti i colori, dai cadaveri abbandonati nei corridoi dell'Istituto di medicina legale, alle lezioni di "psicopatologia forense" tenute dal comandante Schettino, fino alle cattedre occupate dalle mogli, figli e figlie degli ex rettori. Adesso salta fuori l'ennesimo scandalo, che però vede come protagonista il 67enne Carlo Musto D’Amore, un geometra nato vicino ad Avellino, che svolge il ruolo di direttore generale del più grande ateneo d'Italia, senza avere nessun titolo di laurea. Un incarico, questo, che gli permette di portare a casa 200mila annui.
    D'Amore è sicuramente uno dei pochi "precari" italiani che è riuscito ad ottenere, nel 2013, un contratto quadriennale con la Pubblica Amministrazione, nonostante fosse già in pensione e sotto processo (ancora in corso, nel quale è stato assolto in primo grado), per abuso d'ufficio. «I rettori passano, ma Musto D’Amore non lo tocca nessuno». Così i suoi nemici, apostrofano l'operato del dominus universitario che, in 14 anni, ha visto entrare ed uscire quattro rettori e decine di presidi.
    Una carriera abbastanza interessante e curiosa: dopo il diploma, il geometra diventa “ufficiale rogante” all’Università Orientale di Napoli, e poi affianca «un ispettore del ministero per svolgere accurate indagini sull’Istituto pareggiato di Magistero di Catania». Ma è stato anche alla Scuola autonoma di Ostetricia di Salerno "per accertare la veridicità dei fatti denunciati da un professore", come ricorda lui stesso. La sua scalata, però, non si ferma qui. Nel 1989 vince (senza laurea), «un corso-concorso nazionale per dirigenti universitari», e sei anni dopo viene chiamato alla Federico II. Qui, con l'amico, allora rettore, Fulvio Tessitore, diventa "vicario del direttore amministrativo", titolo più che sufficiente per trasformarsi, qualche anno dopo, nel Dominus della Sapienza. E' lui che si occupa della gestione degli appalti e delle gare da 14 anni e, nel 2007, la presidenza del Consiglio (al tempo c’era Romano Prodi) lo fa pure nominare Ufficiale della Repubblica. Tre anni fa arriva il suo quarto contratto consecutivo: l’ex rettore, Luigi Frati, gli rinnova la fiducia, nonostante «il collocamento in quiescenza medio termine».
    Soltanto il nuovo rettore, Eugenio Gaudio, potrebbe mettere un punto alla vicenda, rimuovendolo attraverso una clausola rescissoria già il prossimo giugno. Ma sembra che i due vivano situazioni abbastanza simili: come raccontava un settimanale qualche settimana fa, anche il figlio del rettore ha qualche scheletro nell'armadio: ha vinto un dottorato nonostante avesse usato il bianchetto durante l'esame; una pratica vietata, passata però inosservata, come l'assunzione della stessa figlia di D'Amore, Assunta, che adesso lavora nello stesso posto del padre. Ventidue anni, nessuna laurea, e un posto da impiegata alla Sapienza che le permette di guadagnare 1.200 euro netti al mese, come spiegano dall'ufficio stampa dell'ateneo.
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    Predefinito Re: Terryes

    Quando si dice "attaccamento al lavoro".....

    Benevento. Incinta all'ottavo mese gestiva casa a luci rosse
    Blitz anti-prostituzione della Squadra Mobile di Benevento in un appartamento di viale Principe di Napoli. Gli agenti sono entrati in azione la mattina dello scorso 30 marzo. Due le persone denunciate: si tratta di una 45enne con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e della affittuaria, ritenuta responsabile di favoreggiamento.
    Le indagini sono scattate in seguito a numerose segnalazioni giunte alla Polizia da parte degli inquilini del palazzo che lamentavano un continuo viavai di persone. Gli accertamenti hanno permesso di scoprire che all’interno dell’immobile si trovavano due giovani - maggiorenni, di origini cinesi e senza documenti – che si prostituivano. Circa 50 euro il compenso per ogni prestazione. La 45enne – incinta, all’ottavo mese di gravidanza - svolgeva una vera e propria attività di maitresse.
    Benevento. Incinta all'ottavo mese gestiva casa a luci rosse

    Torna la truffa del babà, finto prete inganna un ristoratore
    Torna la truffa del babà in Irpinia. Dopo un primo caso emerso nelle scorse settimane, un pregiudicato 55enne, residente nella provincia di Avellino, è stato denunciato dopo che, con un articolato quanto abile raggiro, ha posto in essere una truffa che gli ha fruttato la somma di circa 500 euro.
    Il malfattore, spacciandosi per un prelato aveva convinto telefonicamente un noto ristoratore di Sant'Angelo dei Lombardi ad organizzare un banchetto per 42 pellegrini che, a bordo di un pullman proveniente da Napoli, di ritorno dalla visita presso il Santuario di San Gerardo in Materdomini, avrebbero sostato presso il ristorante al fine di gustare la tipica cucina locale.
    Il sedicente prelato, dopo aver contrattato il prezzo definitivo, aveva insistito affinché in occasione del conviviale avesse avuto la possibilità di offrire ai pellegrini un manufatto dolciario particolarmente apprezzato, nella fattispecie il tipico babà napoletano, prodotto da una nota pasticceria amalfitana presso la quale i pellegrini erano soliti fornirsi. Con un’ammaliante dialettica il finto prete ha convinto altresì il titolare dell’agriturismo ad effettuare l’acquisto dei dolci, che avrebbe pagato alla consegna, fornendo nel contempo la piena garanzia per il rimborso dei soldi anticipati, nonché un’utenza cellulare, presumibilmente del complice, per poter effettuare l’acquisto.
    Il cospicuo quantitativo di babà era stato puntualmente consegnato presso l’azienda ristoratrice e mai il gestore avrebbe potuto immaginare che il denaro versato sarebbe andato perso anche perché i prodotti dolciari, benché congelati, si presentavano confezionati in maniera impeccabile, al fine di ingenerare la convinzione che fossero prodotti di alta pasticceria.
    Il favoloso pranzo però non ha mai avuto luogo in quanto il giorno stesso stabilito il “prelato” aveva contattato telefonicamente l’incauto imprenditore per riferire che il pullman con a bordo i pellegrini aveva avuto inconvenienti meccanici e che pertanto il pranzo sarebbe slittato di solo qualche giorno. Purtroppo, nonostante svariate telefonate effettuate nei giorni a seguire, il “prete” era svanito nel nulla, senza lasciare alcuna traccia, e l’azienda ristoratrice si era trovata con circa 40 Kg di babà che fatti analizzare successivamente, si sono rivelati prodotti scaduti da tempo e particolarmente dannosi per la salute se fossero stati consumati. Le immediate indagini, espletate a seguito delle denuncia presentata presso il Commissariato di polizia, hanno consentito però in breve tempo di risalire all’autore della truffa, un 65enne di Avellino, con a carico precedenti per analoghe truffe che, rintracciato in questo capoluogo è stato deferito alla locale Procura della Repubblica in stato di libertà.
    Torna la truffa del babà, finto prete inganna un ristoratore

    Palermo, sequestrati cento chili di pesce finiti al macero
    Sono state elevate multe per 17 mila euro
    PALERMO. Cento chili di pesce sequestrato finito al macero e oltre 17 mila euro di multe. È il bilancio di un controllo integrato del territorio voluto dal questore di Palermo Guido Longo nel quartiere Borgo Nuovo. Gli uomini della polizia della Capitaneria, vigili urbani guardia di finanza e carabinieri hanno bloccato diversi venditori di pesce che lo vendevano senza il rispetto delle norme sulla tracciabilità.
    Sequestrati anche alcuni chili di novellame la cui vendita è vietata. A cinque ambulanti sono stati sequestrati il pesce in vendita, tre sono stati denunciati. Controllate licenze e autorizzazioni di decine di esercizi commerciali. Sono stati controllati bar e centri scommesse: due i titolari ai quali sono state elevate sanzioni di 153 euro e 200 euro per la violazione delle norme relative allinstallazione abusiva di radio - tv. Cinque auto sono state sequestrate perché circolavano senza assicurazione.
    Controlli anchr nel centro storico al Foro Umberto I, Piazza Giulio Cesare, Via Maqueda, Corso Vittorio Emanuele. Una serie di presidi per prevenire scippi e rapine nelle zone frequentate da turisti, studenti e pendolari tra cui le aree limitrofe la Stazione Centrale, via Lincoln, via Roma. In questi controlli sono state elevate multe per 5 mila euro ad automobilisti che circolavano senza assicurazione o con le mancate revisioni.
    Palermo, sequestrati cento chili di pesce finiti al macero - Giornale di Sicilia



    Poliziotta morta per intervento alla tiroide: cinque medici indagati
    di Viviana De Vita
    SALERNO - Cinque avvisi di garanzia per il decesso di Anna Maria Donadio, la 54enne salernitana spirata mercoledì sera al policlinico della Seconda università di Napoli dopo un intervento di asportazione alla tiroide. Il pubblico ministero Fabrizio Pavani, titolare del fascicolo, ha iscritto sul registro degli indagati il professore Giovanni Docimo, medico chirurgo del reparto di chirurgia generale della Sun e i quattro medici dell’equipe. Al vaglio della magistratura vi sono i sanitari che hanno avuto in cura la 54enne, funzionario della questura di Salerno, dal momento del ricovero, martedì mattina, fino a quello del decesso registratosi poco dopo le 23.30 di mercoledì, alcune ore dopo l’intervento.
    Le indagini, che vedranno una prima svolta questa mattina attraverso l’esame autoptico, dovranno chiarire cosa sia successo nel lasso di tempo compreso tra l’intervento praticato nella sala operatoria della XI° divisione chirurgica per asportare un tumore e dei noduli tiroidei, ed il successivo ricovero in sala rianimazione dove, trasportata d’urgenza in seguito ad un malore accusato in stanza ad operazione conclusa, la 54enne non ce l’ha fatta.
    Poliziotta morta per intervento alla tiroide: cinque medici indagati

    Marano. La statua della Madonna è abusiva: i vigili la sequestrano
    di Ferdinando Bocchetti
    Marano. Edicola votiva e statua della Madonna della Cintura poste sotto sequestro dai vigili urbani di Marano. Ieri i titolari di un'agenzia funebre, intenzionati a realizzare l'opera in un'area pubblica a loro affidata (per 12 mesi) dal Comune nell'ambito dell'iniziativa "Adotta un'aiuola", erano stati invitare a presentare una documentazione "più esaustiva" e diffidati dal proseguire nei lavori di installazione del tabernacolo e della statua. L'opera è stata realizzata su una base in cemento e in marmo e pertanto non in linea con le normative in materia di edilizia e di urbanistica.
    Disattese le indicazioni del comando dei vigili: la struttura, in barba alla diffida formale del comandante della municipale, è stata completata ugualmente. Stamani è scattato il sequestro e il deferimento del titolare della concessione all'autorità giudiziaria. Nei prossimi giorni, espletato l'iter burocratico, si procederà alla rimozione della contestata struttura, le cui modalità di installazione erano finite nel mirino di numerosi residenti.
    Marano. La statua della Madonna è abusiva: i vigili la sequestrano

    Le eccellenze terroniche...

    Centrale del falso nell'area flegrea, scattano le perquisizioni
    di Alessandro Napolitano
    POZZUOLI Libretti di circolazione e polizze assicurative «tarocchi», ma riprodotti con cura maniacale. Sono ancora in corso perquisizioni in abitazioni private e all'interno di una tipografia, tutte nell'area flegrea. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, sono affidate alla polizia municipale di Pozzuoli. Da tempo impegnata a portare alla luce una vera e propria centrale del falso. Nel novembre scorso, al termine di una indagine simile a quella di oggi, furono eseguite dieci misure cautelari nei confronti di professionisti e broker assicurativi, tutti accusati di associazione per delinquere.
    Centrale del falso nell'area flegrea, scattano le perquisizioni

    Eboli. Le foto della vergogna: fianco a fianco il parcheggiatore e l'abusivo della sosta
    di Lucia Gallotta
    EBOLI - Rione Pescara, un videoamatore riprende una scena raccapricciante. Nelle immagini ci sono due parcheggiatori nell’area di sosta del poliambulatorio dell’Asl. Uno è abusivo, l’altro regolare. Indossa una pettorina della Multiservizi ma sembra più uno spettatore passivo che un vero addetto alla sosta delle auto.
    Il video amatoriale smaschera il malcostume dei parcheggiatori abusivi e dimostra perchè la Multiservizi incassi pochi soldi. Si vede il parcheggiatore con la pettorina prima seduto in auto a guardare come il suo «collega» si dimeni nel dirigere il traffico.
    Eboli. Le foto della vergogna: fianco a fianco il parcheggiatore e l'abusivo della sosta

    Roma: tassista aggredisce selvaggiamente un uomo per un parcheggio
    Un uomo di 64 anni è stato selvaggiamente aggredito ieri pomeriggio da un tassista, per aver parcheggiato la propria auto, negli spazi gialli destinati alla sosta dei taxi. L’uomo si stava recando in farmacia per acquistare alcune medicine per il figlio affetto dalla sindrome di down, che era rimasto ad aspettarlo in auto. Il 64enne a seguito dell’aggressione è ricoverato in ospedale nel reparto di terapia intensiva.
    L’uomo ha riportato la frattura di un femore, lesioni al viso, un trauma cranico e poco dopo l’arrivo in ospedale ha accusato anche una crisi cardiaca probabilmente dovuta alla concitazione durante l’aggressione. L’incredibile episodio di inciviltà è avvenuto a Roma in piazza Barberini; un testimone dell’accaduto ha prontamente avvisato la Polizia ed il 118 per richiedere soccorso.
    Sul posto è subito arrivata un’autoambulanza dell’emergenza sanitaria, mentre gli agenti di polizia dopo aver ascoltato il testimone, sono riusciti a risalire all’identità del tassista e a denunciarlo per aggressione: il tassista è un 37enne di origini romane.
    Roma: tassista aggredisce selvaggiamente un uomo per un parcheggio ? News Notizie Flash

    Condannato Fabio Cannavaro: violazione di sigilli nella villa di Posillipo
    Con il campione del mondo condannati pure il fratello Paolo (a sei mesi) e la moglie di Fabio, Daniela, a quattro mesi
    Mario Valenza
    Tegola in testa per Fabio Cannavaro. Violazione di sigilli nella villa di Posillipo. Con questi capi di accusa sono stati condannati in primo grado Fabio Cannavaro a dieci mesi, il fratello Paolo (a sei mesi) e la moglie di Fabio, Daniela, a quattro mesi. Indagini condotte dal pm della procura di Napoli Luigi Cannavale (in forza al pool ambiente e territorio dell'aggiunto Nunzio Fragliasso) e dei carabinieri di Posillipo del luogotenente Tommaso Fiorentino, che accertarono la violazione di sigilli nei pressi della piscina posillipina dell'ex campione del mondo.
    Condannato Fabio Cannavaro: violazione di sigilli nella villa di Posillipo - IlGiornale.it



    Giugliano. Rifiuti sversati in strada, in 60 incastrati dalle telecamere e multati
    di Mariano Fellico
    GIUGLIANO. Un vero e proprio «lancio del sacchetto» quello documentato dalle telecamere del sistema di videosorveglianza del Comune. Oltre sessanta persone scoperte a sversare illegalmente i rifiuti. E così che sono arrivati i primi risultati del monitoraggio avviato dal comando della polizia municipale su disposizione della commissione straordinaria.
    Attraverso le telecamere installate all’incrocio di via Casacelle con via Arco Sant’Antonio, è stata rilevata l’entità degli sversamenti abusivi dei rifiuti, in particolare di notte e durante le prime ore del mattino, ad opera degli automobilisti che non esitano ad abbandonare, quasi al volo, i sacchetti della spazzatura. «La commissione straordinaria, oltre a diffondere le più utili informazioni tendenti ad arginare e prevenire questo criminale fenomeno di inciviltà urbana - si legge in una nota - vuole che si colpiscano immediatamente i trasgressori, attraverso l’azione di monitoraggio diuturno da parte del comando polizia municipale, a difesa di tutti i cittadini che effettuano la raccolta differenziata con straordinario senso di responsabilità personale, essendo la tutela ambientale una priorità ormai acquisita. Al di là delle pesanti sanzioni pecuniarie che sono state erogate - concludono i tre commissari - sui trasgressori monitorati dalle telecamere di videosorveglianza grava, pertanto, la condanna condivisa dei cittadini».
    Giugliano. Rifiuti sversati in strada, in 60 incastrati dalle telecamere e multati | Video



    Al lavoro ma assenti
    Arrestati quattro impiegati della Provincia
    FOGGIA – Durante l’orario di lavoro, c'era chi andava al mercato, chi in negozi cinesi, chi in profumeria, oppure in farmacia, al bar o al mercato. E se non c'erano commissioni da fare, ci si limitava a fare passeggiate in centro. Con l’accusa di truffa aggravata i carabinieri hanno arrestato quattro impiegati della Provincia di Foggia che da febbraio a maggio 2014 avrebbero passato un terzo dell’orario di lavoro a fare shopping creando disservizi nei loro uffici in cui c'erano solo otto persone. Agli arresti sono finiti Margherita Gargiulo, di 66 anni, Giuseppina Carucci, di 55, Filippo Formiglia, di 34, e Michele Piserchia, di 46.
    I quattro sono accusati di essersi presentati ripetutamente in ritardo sul luogo di lavoro, di essersi allontanati dall’ufficio durante l’orario giornaliero e di aver più volte anticipato l’uscita. Nonostante ciò, riuscivano ugualmente a far risultare sempre la loro regolare presenza, grazie alla timbratura del proprio cartellino marcatempo o della propria scheda magnetica ad opera del collega che, a turno, era presente sul luogo di lavoro, oppure omettendo di far risultare le uscite durante l’orario di ufficio.
    I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dalla magistratura di Foggia nell’ambito di un’indagine dei carabinieri su casi di assenteismo di alcuni dipendenti della Provincia di Foggia, impiegati, come amministrativi, presso gli uffici dei Servizi Sociali in via Lecce e dell’Osservatorio delle Politiche Sociali in via Fornelli.
    Le indagini dei militari dell’Arma, svolte con servizi di osservazione e pedinamento, avrebbero fatto emergere un comportamento sostanzialmente ripetuto nel tempo, che vedeva Margherita Gargiulo entrare in ufficio la mattina presto, prima delle otto, e strisciare regolarmente il badge; gli altri tre colleghi, invece, entravano in orari molto più comodi, pur risultando, dai tabulati dei rispettivi cartellini, entrati in orari prossimi alle otto.
    Gargiulo timbrava, quindi, i badge dei colleghi in entrata quando questi non erano ancora arrivati e poteva contare sul fatto che questi facevano lo stesso, timbrando il suo badge in uscita all’orario contrattuale, quando la donna era già fuori ufficio da un pezzo.
    A carico dei quattro ci sono le riprese fatte dai carabinieri durante i pedinamenti. Emblematiche le passeggiate in una profumeria alla ricerca di cosmetici e quella al mercato dove una delle due impiegate arrestate rovista con molta calma tra le bancarelle alla ricerca di un vestito della sua taglia.
    Al lavoro ma assenti arrestati quattro impiegati della Provincia | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Vigili, asili e strade: tutti gli sprechi dei Comuni
    I Comuni del Meridione spendono meno dei corrispettivi del Nord. Ma il dato complessivo può ingannare
    Flaminio Spinetti -
    I conti pubblici delle diverse amministrazioni comunali italiane sono da sempre una giungla per chiunque abbia tentato paragoni e confronti.
    Bilanci poco trasparenti e voci di spesa sibilline sono una costante. Dal 2010 proprio per districarsi in questo ginepraio il Sose, una società partecipata della Banca d'Italia e del Ministero del Tesoro, ha raccolto una mole impressionante di dati suddividendoli in sei comparti: burocrazia interna, polizia locale, istruzione pubblica, territorio e viabilità, ambiente e politiche sociali. Ora basterà incrociare i dati per capire chi butta il denaro pubblico.
    Non a caso molti sindaci sono già nel panico nel timore che le scarse risorse disponibili vengano distribuite in base a questi dati. I numeri sono affidabili, ma il modo in cui vengono interpretati può essere fuorviante.
    Confrontando il dato complessivo del fabbisogno standard degli enti locali con la spesa effettivamente sostenuta emerge un virtuosismo insospettato per le amministrazioni del Meridione. Ma come fanno notare Stella e Rizzo del Corriere della Sera sono le singole voci di spesa a chiarire la realtà. Come spiega il Sose "le regioni meridionali risultano spendere più dello standard nel settore dei servizi generali di amministrazione e controllo (burocrazia e dipendenti in genere) e dall'altro spendere meno dello standard nel settore dei servizi sociali".
    Ad esempio nel confronto tra Perugia e Lamezia la prima ne esce piuttosto malconcia. Il capoluogo umbro ha speso il 31 per cento in più rispetto allo standard mentre la città calabrese il 41 per cento in meno. Poi si scopre che Lamezia risparmia sulla riscossione dei tributi, sugli asili nido e sulle spese sociali per mantenere il peso faraonico di servizi burocratici come l'anagrafe, lo stato civile e il servizio elettorale per cui basterebbero 468mila euro l'anno e invece ne vengono spesi tre volte tanti. La "spendacciona" Perugia preferisce investire su ambiente, smaltimento dei rifiuti e trasporti pubblici spendendo 92 milioni di euro rispetto ai 32 stimati. Uno "spreco" che viene premiato ogni anno nelle classifiche della qualità della vita nei vari comuni italiani.
    Allontanandosi dai comuni di piccole e medie dimensioni si arriva alle metropoli. Per un confronto tra Milano e Roma sono state prese in considerazione le spese per la polizia locale confrontandole con la loro efficacia. Roma spendeva nel 2010 378 milioni di euro (più 14,5 per cento rispetto allo standard) contro i 147 di Milano (meno 38 per cento rispetto allo standard). Nonostante la spesa, i quasi 6mila vigili romani fanno 3 multe a settimana a testa e 27mila sanzioni l'anno contro la multa al giorno pro capite e le 80mila sanzioni annuali dei 3100 colleghi meneghini. Il comune di Roma, nonostante i 50mila immobili di sua proprietà spende tre milioni e mezzo l'anno di affiti per le sedi dei vigili urbani contro il 30mila euro spesi a Milano. Per mantenere questa voce di bilancio si risparmia su infrastrutture considerate non necessarie come le telecamere di sorveglianza a disposizione del comune. A Milano in 181 chilometri quadrati se ne trovano 1359 contro le 45 sparse per i 1285 chilometri quadrati di Roma: una telecamera ogni 48 chilometri quadrati.
    Vigili, asili e strade: tutti gli sprechi dei Comuni - IlGiornale.it


  8. #378
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    Predefinito Re: Terryes

    il Nord quotidiano

    SICILIA PROSSIMA AL DEFAULT

    martedì 7 aprile 2015
    Ammonta a 7 miliardi 525 milioni 547 mila euro lo stock del debito complessivo contratto dalla Regione siciliani con gli istituti di credito. E' quanto si evince da un resoconto dei debiti contratti dall'esecutivo regionale negli anni, proprio mentre Giunta e Ars sono alle prese con le intricatissime questioni della legge di stabilita' regionale e soprattutto del bilancio non ancora presentato dall'esecutivo Crocetta, quando manca poco alla conclusione dell'esercizio provvisorio fissata per fine mese. Si tratta di mutui accesi nel passato, fino ad oggi. Al 31 dicembre 2013 il debito si aggirava sui 5 miliardi. Successivamente, nel novembre 2014 per finanziare la spesa corrente e' stato necessario un indebitamento per 606 milioni 97 mila euro. L'ultimo finanziamento e' stato contratto per saldare il debito della pubblica amministrazione con le imprese nel settore sanitario, per un miliardo 776 milioni 547 mila euro. La Regione potrebbe essere costretta a contrarre un altro mutuo per portare il bilancio al pareggio se la trattativa con Roma dalla quale la Sicilia attende le principali risorse a copertura non dovessero nelle prossime ore andare in porto. Le opposizioni chiedono di riferire in Aula sullo stato reale dei conti pubblici e dichiarare se la Sicilia sia o meno in default.

    La Sicilia non sarà MAI in default!
    Noi si.

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #379
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    Predefinito Re: Terryes

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio

    L'ultimo finanziamento e' stato contratto per saldare il
    debito della pubblica amministrazione con le imprese
    nel settore sanitario, per un miliardo 776 milioni 547 mila euro.



    guai applicare il principio dei costi standard.

  10. #380
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    Predefinito Re: Terryes

    A Caivano via Eduardo 14 è in tre posti diversi: caos nei numeri civici di tutta la città
    di Elena Petruccelli
    Caivano - Passeggiando lungo via Eduardo De Filippo, andiamo avanti ma ci troviamo sempre nello stesso posto, davanti al numero 14. Un fenomeno paranormale? No, è che ci sono tre palazzine che hanno lo stesso indirizzo. Questo è solo uno degli esempi più rappresentativi del caos toponomastica a Caivano.
    A spiegarlo sono proprio alcuni cittadini residenti nella zona di Sant'Arcangelo, che in questi giorni hanno denunciato l'annosa situazione al commissario Antonio Contarino.
    Dagli uffici Urbanistica, settore Censimento comunicano che è impossibile risolvere la situazione, poiché richiederebbe uno sforzo immane per mettere in sintonia i vari organi competenti, quali ufficio tributi, anagrafe ed altre sezioni. Qui spiegano che l'ultima volta che si è provveduto ad inserire i numeri civici alle abitazioni, risale al 1981. Da quella data non si è più aggiornata la toponomastica.
    Pertanto tutte le abitazioni costruite dopo l'81 non hanno numero civico. Nello specifico le strade si tratta di via Adda, traverse di via Caruso, via Diaz e l'intero rione Scotta. Anche le frazioni Pascarola e Casolla hanno lo stesso problema. Dunque come fare? I cittadini si sono organizzati comprando numeri civici in porcellana o in ferro battuto, cercando di risalire da soli all'indirizzo della propria abitazione. Alcuni commentano: 'I postini ci conoscono, solo per questo la posta arriva. Se arrivassero nuovi postini da altre città probabilmente vivremo nel caos' .
    A Caivano via Eduardo 14 è in tre posti diversi: caos nei numeri civici di tutta la città

    Catania, sequestrati 300 kg di cibo scaduti e in pessimo stato in una pizzeria
    Nei guai un locale all'interno di un centro commerciale nell'hinterland di Catania: sequestrati 300 kg di merce. Sigilli alla cella frigorifera
    Luca Romano
    Un controllo delle forze dell'ordine e degli operatori dell'azienda sanitaria locale doveva setacciare diversi ristoranti dell'hinterland di Catania, per riscontrare eventuali irregolarità in materia di condizioni igienico-sanitarie e corretta tenuta degli alimenti.
    Ma, come riporta il sito LiveSicilia.it, i controlli effettuati a San Giovanni La Punta, cittadina che ospita numerosi locali e un noto centro commerciale, si sono dovuti limitare alla pizzeria "Fratelli la Bufala – Burg”, nel centro commerciale "I Portali". Al suo interno, infatti, è stato riscontrato il cattivo stato di conservazione di circa 300 kg di alimenti (tutti sequestrati), tra carne bovina, suina, pollame, salumi e formaggi. Alcuni alimenti sarebbero risultati già scaduti. Per le cattive condizioni igienico sanitarie è scattato il sequestro della cella frigorifera del locale.
    Ulteriori sanzioni per la scarsa igiene nelle cucine, che si aggiungono a quelle elevate per le violazioni riguardanti la formazione del personale. Il responsabile del locale è stato denunciato "a piede libero".
    LiveSicilia scrive inoltre che nei confronti del ristorante-pizzeria è scattata anche "la sanzione amministrativa derivante dall’entrata in vigore del Regolamento 1169/2011 che dal dicembre 2014 pone a carico dei titolari degli esercizi commerciali addetti alla ristorazione, l’obbligo di informare gli avventori circa la presenza di allergeni negli alimenti somministrati".
    Catania, sequestrati 300 kg di cibo scaduti e in pessimo stato in una pizzeria - IlGiornale.it

    Palermo, in via Roma vestiti da marines per gioco vengono presi per terroristi
    di Ignazio Marchese
    PALERMO. Sembrava che invia Roma fosse entrato in azione un commando terroristico ed invece sul furgone militare che percorreva una delle vie principali di Palermo a bordo c’erano tre giovani che praticano softair (definito anche come tiro tattico sportivo), l'attività ludico-sportiva in costante ascesa che è basata sulle tattiche militari.
    Il furgone Daily Iveco è stato bloccato dai agenti in borghese davanti all’hotel delle Palme. Sono arrivate anche diverse pattuglie della polizia. I tre a bordo erano vestiti da marines in tuta mimetica.
    Numerose le segnalazioni dei cittadini, che temevano si trattasse di terroristi, giunte alla centrale operativa della questura, che ha mandato agenti in borghese davanti all'hotel delle Palme. Dopo l’accertamento e le verifiche l’allarme sul presunto attacco terroristico è rientrato.
    Palermo, in via Roma vestiti da marines: scambiati per terroristi - Giornale di Sicilia

    Giro di sim card contraffatte, i carabinieri sequestrano centro Vodafone a Marano
    di Ferdinando Bocchetti
    Marano. Giro di sim card con false intestazioni, sequestrato un centro Vodafone. Il blitz è stato eseguito dai carabinieri della locale tenenza, diretta da Francesco Tessitore.
    Il sequestro preventivo dell'esercizio commerciale, che operava in città da diversi anni, è stato eseguito su richiesta dell'autorità giudiziaria.
    L'indagine dei militari dell'Arma di Marano è scattata dopo il ritrovamento di alcune schede intestate ad ignari cittadini e che potrebbero essere state utilizzati anche da esponenti della criminalità organizzata.
    Giro di sim card contraffatte, i carabinieri sequestrano centro di telefonia a Marano

    Napoli. Frequenta un bar, poi fa a farvi una rapina. Tradito dallo scaldacollo
    di Melina Chiapparino
    L'ultima rapina, messa a segno questa mattina, si è conclusa con il suo arresto e per B. M., 33enne napoletano, si è interrotto il piano criminale che lo ha visto protagonista di numerosi blitz predatori.
    Il rapinatore seriale, poco dopo le 10.00, aveva aggredito e minacciato il cassiere del bar San Giorgio, su corso Duca D'Aosta nel quartiere Pianura, sottraendo 2000 euro dalla cassa. L'uomo con il volto coperto, aveva picchiato brutalmente il personale dell'esercizio commerciale fuggendo via col bottino e proprio mentre si accingeva a scappare dal bar aveva perso lo scaldacollo così che i baristi lo avevano riconosciuto come un avventore abituale del bar.
    Durante i minuti successivi al blitz sono immediatamente scattate le indagini della polizia tramite le identificazioni di chi aveva riconosciuto l'uomo e attraverso controlli incrociati riguardo lo spostamento in auto del rapinatore, registrato dalla videosorveglianza. Gli agenti del commissariato di Polizia di Pianura, guidato dal vice questore Antonietta Ferrara hanno arrestato il 33enne all'interno della sua abitazione, a Pianura, riconoscendolo autore anche di altre rapine, tra le più recenti quella ai danni della farmacia Petrone ed ald uno dei negozi Oviesse.
    Napoli. Frequenta un bar, poi fa a farvi una rapina. Tradito dallo scaldacollo

    Toglieva il "malocchio" per soldi, denunciata falsa maga a Comiso
    di Gianna Bozzali
    COMISO. Avrebbe studiato con cura le sue vittime per poi convincerle di avere poteri magici e che era capace di rimuovere maledizioni e malocchi in cambio di denaro. Con l’accusa di truffa aggravata, è stata denunciata a piede libero una donna di circa 50 anni, a Comiso. L’attività di indagine svolta dai carabinieri ha preso le mosse dalle denunce presentate da due vittime che la sedicente maga è riuscita a raggirare.
    Secondo quanto appreso, la falsa fattucchiera agiva acquisendo informazioni sulle vittime per poi avvicinarle. In maniera subdola, carpiva la loro fiducia, dimostrando di conoscerne dettagli della vita privata che solo le persone più vicine potevano aver appreso ed instillava la convinzione che tali dettagli fossero stati comunicati dai defunti della vittima stessa. La falsa chiromante poi terrorizzava le proprie vittime sostenendo che il maleficio avrebbe arrecato loro disgrazie che si sarebbero potute scongiurare soltanto attraverso un rito, a fronte del quale la donna richiedeva alle vittime i loro monili d’oro e d’argento, per mantenere il presunto contatto necessario per allontanare dalla persona il sortilegio, e poi un compenso in denaro di svariate centinaia di euro.
    Toglieva il "malocchio" per soldi, denunciata falsa maga a Comiso - Giornale di Sicilia

    Strage a Milano, il killer Giardiello è nato a Benevento: era imputato in un processo di fallimento
    Claudio Giardiello, classe 1958, l'uomo che ha sparato al Palazzo di Giustizia di Milano provocando tre morti tra cui il giudice fallimentare campano Fernando Ciampi e l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani e due feriti, è nato in Campania, a Benevento il 6 marzo del 1958.
    Da quanto è emerso, l'uomo era titolare di una agenzia immobiliare a Milano, in corso Magenta. Aveva chiuso la sua attività per fallimento; altre volte gli era successo negli anni precedenti.
    Strage a Milano, il killer Giardiello è nato a Benevento: era imputato in un processo di fallimento



    Quattro poliziotti all'ospedale: pusher gli aizza contro la folla. Donne con le scope all'assalto
    di Marco Di Caterino
    Caivano. Arrestato per spaccio, il pusher chiede aiuto al rione. E una trentina di facinorosi, tra i quali molte donne, armate di scope, e anche ragazzini, tentanto di linciare i quattro agenti del commissariato di Afragola, diretto dal vice questore Sergio Di Mauro, che avevano appena fermato Felice Facciuto, 26 anni, uno dei pusher della piazza di spaccio delle palazzine popolari di via Atellana a Caivano. In quella enorme confusione, lo spacciatore riesce a sottrarsi ai poliziotti e a nascondersi in un appartamento credendo di averla fatta franca visto che tra lui i poliziotti si era creato un vero e proprio muro persone armate anche di sassi e cocci di bottiglie.
    Gli agenti invece, nonostante quelle "forche caudine", i le decine di colpi, pugnii, schiaffi, calci e sputi, sono riusciti a sfondare il "muro", e riprendersi il prigioniero. I poliziotti dopo aver condotto in commissariato lo spacciatore, hanno dovuto far ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso dell'ospedale san Giovanni di Dio di Frattamaggiorr, dove sono stati medicati e dimessi con prognosi variabili tra i cinque e i dieci giorni.
    Quattro poliziotti all'ospedale: pusher gli aizza contro la folla. Donne con le scope all'assalto

    Il sindaco ai funerali del boss
    Cellino San Marco: 14 arresti
    «Così mafia gestiva Comune»
    Appalti, concorsi, licenze a voce
    «Ente gestito per interessi propri»
    CELLINO SAN MARCO (Brindisi) - Un asservimento sistematico all’interesse privato ed a fini di lucro personale delle funzioni pubbliche svolte dagli ex amministratori comunali, con l’appoggio di un funzionario comunale e di un consulente-intermediario. E’ quanto hanno rilevato i carabinieri del Comando provinciale di Brindisi nell’inchiesta denominata 'Do ut des' che ha portato in carcere gli ex amministratori del Comune di Cellino San Marco e ai domiciliari altre persone coinvolte nelle indagini.
    Tra i destinatari della misura emessa dal gip del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica ci sono l’ex sindaco Francesco Cascione, 42 anni, che al momento di avvio delle indagini, a dicembre del 2012, era già sotto l’attenzione degli investigatori per aver partecipato al funerale di un mafioso, e altri ex componenti della sua giunta: Omero Molendini Macchitella, 58, (quest’ultimo nell’autunno del 2013 venne picchiato e derubato), Gianfranco Quarta, 58, Gabriele Elia, 32, vicecommissario provinciale di Forza Italia, Gianfranco Pezzuto, 37, oltre a un geometra comunale Ionni Pagano, 49. Per otto indagati è stata prevista la misura della custodia in carcere; gli altri sei agli arresti domiciliari. Tre persone non sono state ancora rintracciate.
    Tra i destinatari della misura 4 imprenditori, 3 intermediari, un funzionario dipendente comunale ed un pregiudicato vicino alla malavita organizzata. Altre sette persone sono sottoposte ad indagini preliminari nello stesso procedimento. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, peculato, corruzione, turbata libertà degli incanti e calunnia.
    Ad aprile 2014, il Consiglio Comunale di Cellino San Marco è stato sciolto per infiltrazioni mafiose con decreto del Presidente della Repubblica, su richiesta del Ministro dell’Interno, all’esito degli accertamenti svolti dai carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi e dalla Commissione nominata dal Prefetto. La gestione privata della cosa pubblica era emersa inizialmente, secondo gli inquirenti, da una denuncia fatta alla Stazione Carabinieri di Cellino San Marco, nei confronti del sindaco che aveva autorizzato solo verbalmente un pregiudicato del posto, vicino alla malavita organizzata, ad allacciare le attrezzature elettriche di un chiosco per la somministrazione al pubblico di bevande ed alimenti, di sua proprietà, alla rete elettrica del Comune, e per aver concesso, sempre allo stesso pregiudicato e sempre oralmente, di utilizzare durevolmente beni del Comune destinati alla gestione di eventi pubblici (un gazebo, 140 sedie e un palco modulare).
    Le indagini hanno evidenziato un fenomeno corruttivo molto esteso, realizzato sistematicamente in forma associata da larga parte della giunta comunale, che avrebbe chiesto tangenti alle imprese appaltatrici di lavori pubblici (manutenzione e realizzazione di impianti sportivi, servizi di igiene urbana, riqualificazione urbana, risparmio energetico) ed ai partecipanti ai concorsi pubblici banditi dal Comune, spingendosi fino a favorire la sovrafatturazione dei lavori effettuati da parte delle imprese e a designare direttori dei lavori di loro gradimento, invece che di gradimento dell’Ente pubblico.
    Sono stati contestati cinque episodi di corruzione per l’affidamento di lavori pubblici nei quali vi sarebbe stato un incremento illecito del valore degli appalti e un episodio di peculato; il danno subito dal Comune è valutabile in circa 250 mila euro. Tra gli arrestati posti ai domiciliari ci sono Antonio Cozzoli, 61 anni, di Brindisi, Alfredo Bruno, 58, di Calimera (Lecce), Angelo Diego Lippolis, 41, di Noci (Bari), Antonio Vincenzo Fasiello, 61, di Vernole (Lecce), Giuseppe Gigante, 56, di San Pietro Vernotico. L’associazione avrebbe dispensato anche posti di lavoro.
    Già in precedenza, grazie ad un’altra indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi era stato vanificato il tentativo di pilotare il concorso per il posto di comandante della Polizia Municipale in favore di un vincitore predestinato che avrebbe falsificato i titoli necessari per partecipare (per questo colpito dauna misura cautelare prima della conclusione del concorso). L’attuale indagine ha evidenziato ulteriori tentativi di pilotare sia il concorso per comandante che quello per l’assunzione di due agenti di polizia municipale.
    CALUNNIE AL VIGILE «SGRADITO» AL CLAN
    I carabinieri hanno effettuato numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno captato con l’autorizzazione del gip numerosissime conversazioni telefoniche e ambientali e hanno acquisito ed esaminato copiosa documentazione amministrativa. E’ emerso così anche l’atteggiamento ostruzionistico degli indagati nei confronti dei dipendenti comunali che ostacolavano l’attività dell’'associazionè, spintosi fino alla proposizione di una denuncia penale ritenuta calunniosa da parte dell’ex sindaco nei confronti di un vigile urbano sgradito perché fedele alle istituzioni.
    Le indagini proseguono in relazione ad altri numerosi episodi di reati contro la pubblica amministrazione, i cui contorni oggettivi e soggettivi sono in corso di definizione. Tra le persone ancora non rintracciate e destinatarie di una ordinanza di custodia cautelare in carcere c'è anche il pregiudicato Francesco Francavilla, considerato vicino alla Sacra corona unita.
    QUELLE INGERENZE DELLA MALA E LO SCIOGLIMENTO
    L'iter amministrativo fu avviato dal prefetto di Brindisi, Nicola Prete, nel luglio 2013, con l’insediamento della commissione prefettizia per l’accesso agli atti. L’accertamento terminò nel dicembre successivo. Lo scioglimento fu deciso il 18 aprile di un anno fa al termine di una riunione del Consiglio dei ministri.
    Venivano rilevate, da parte della commissione prefettizia, "ingerenze da parte della criminalità organizzata che hanno compromesso la libera determinazione e l’imparzialità degli organi eletti nelle elezioni amministrative del 2010, nonchè il buon andamento dall’amministrazione e il funzionamento dei servizi". "Spicca – si leggeva – il ruolo determinante del sindaco che all’interno della giunta individua argomenti all’ordine del giorno, proponendo delibere e soluzioni da adottare in piena autonomia".
    Sulla posizione dell’ex sindaco di Cellino, Francesco Cascione la cui famiglia "è stata sempre presente dal 1983 a oggi negli organi elettivi", la commissione prefettizia scrive che si segnalano episodi indicativi "di una precipua vicinanza ad ambienti criminosi cellinesi".
    Emergeva un quadro di "scarsa attitudine della compagine amministrativa al rispetto delle regole", in cui spiccava il finanziamento dato nel settembre 2012 alla convivente di un pregiudicato affiliato alla Scu per il pagamento del funerale del fratello, ucciso a San Donaci (Brindisi).
    Corruzione, mafia e appalti 14 arresti a Cellino S. Marco In carcere anche l'ex sindaco | La Gazzetta del Mezzogiorno.it



    Parola di Crocetta
    di L'Intraprendente
    “«Il bilancio della Regione è pronto, i conti quadrano». L’annuncio del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta è di quelli delle grandi occasioni. E davvero sarebbe così se fosse vero , viste le condizioni disastrate delle casse della Regione”, scrive in queste ore Nino Amadore su Il Sole 24 Ore. Ammonta a 7 miliardi e 525 milioni il debito complessivo contratto dalla Regione siciliana con gli istituti di credito. Sono passati un paio di anni da quando Giletti ospitava il dibattito che fece passare Salvini per un gigante, occasione in cui Crocetta sosteneva il Nord s’arricchisse sulle spalle dei siciliani. Una sorta di film fantascientifico dei migliori. Inizia così questo nostro viaggio nei virgolettati mirabolanti del Presidente che ribadì pure che «La salvezza dell’Italia è legata fortemente alle politiche di sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorno» e fin qui, per alcuni versi, si potrebbe anche condividere.
    Era l’inizio del 2015 quando Canicattì Web ne analizzò l’ultimo affondo: “Alle prese con la definizione delle riforme da inserire nella legge di stabilità per il 2015 e ritenute essenziali da Roma per poter aprire le trattative con la Regione su materie fiscali e compartecipazione alla spesa sanitaria, Crocetta lancia il suo monito: «Alla luce degli scandali sull’Expo e su ‘Mafia Capitale’ è fuori dubbio che le lezioncine moralistiche che arrivavano dal Nord non sono più credibili. Mentre in Sicilia si comincia a fare sul serio sulla questione morale», sì, l’ha detto, «da Roma non accettiamo lezioni ma contributi».
    Perché «il rigore senza crescita è soltanto depressione». Vero, ora ci interesserebbe capire di quale rigore parla, giacché Crocetta guida una Regione con circa 28mila dipendenti, contro i 4.900 della Lombardia piegata dal residuo fiscale. Ché «l’azione di rigore che abbiamo avviato col mio governo ha segnato un cambio di rotta, come ci è stato riconosciuto dagli osservatori nazionali e persino dalle agenzie di rating internazionali». I precari a carico della Regione Sicilia sono altri 20mila, diceva sempre da Giletti lo stesso Presidente. Sono 40mila, i dipendenti regionali, quindi. La Regione ha più forestali del Canada e parti cesari (che vengono rimborsati di più dal servizio nazionale) come se piovessero. Ma Crocetta, di fronte ai 7 miliardi di debito e a 40 mila dipendenti regionali, dice che «i conti quadrano». Non si fallisce, nonostante lo sporco Nord che trafuga le ricchezze. Residuo fiscale che?
    Parola di Crocetta | L'intraprendente


 

 
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