Torre del Greco. Lastre di eternit abbandonate sull'arenile
TORRE DEL GRECO - Lastre e tubi in eternit abbandonati sull'arenile di Torre del Greco. A scoprirli gli uomini della Capitaneria di porto nel corso di una operazione di tutela dell'ambiente condotta sul lungomare compreso tra Portici e Torre del Greco. Nell'ambito delle attività, i militari della Guardia costiera hanno scoperto nella zona «Scala», a ridosso della vicina Ercolano, diversi pacchi accantonati sull'arenile.
I pacchi, in cartone e tutti aperti, contenevano lastre di eternit (frantumate) e residui di tubi in eternit abbandonati sul suolo senza alcuna protezione ed esposti agli agenti atmosferici. La Capitaneria, con l'ausilio di una ditta specializzata, ha prima interdetto la zona e successivamente ha messo in sicurezza il materiale in appositi sacchi per la rimozione. Si indaga per capire chi abbia abbandonato i rifiuti speciali e pericolosi in quella zona.
Lastre di eternit abbandonate sull'arenile | Il Mattino
Multato va su tutte le furie e ferisce i passanti con una sega
GELA. Un operaio di 32 anni di Gela, Emanuele Cauchi, è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di tentativo di omicidio. L'uomo, dopo una multa, sarebbe andato su tutte le furie: brandendo una sega, utilizzata per potare le piante, ha seminato il panico ieri sera sul lungomare di Gela, dove solo l'intervento di una volante della polizia ha scongiurato il peggio.
Dopo essere stato multato, l'uomo ha prima minacciato e aggredito una vigilessa e poi, quando sono intervenuti alcuni residenti della zona, ha tirato fuori dalla macchina una sega di 20 centimetri e ha incominciato a colpire alcuni passanti. Ad avere la peggio sono stati in due: un professionista è stato ferito alla mano ed è stato subito operato, mentre un altro passante ha riportato solo qualche lesione ed è già stato dimesso. Sono stati i residenti della zona a chiedere l'intervento della polizia che ha immediatamente bloccato e arrestato l'uomo.
Multato va su tutte le furie e ferisce i passanti con una sega - Giornale di Sicilia
Torre Annunziata. Si fingevano cardinale e avvocati per vendere posti di lavoro: 4 arresti
di Dario Sautto
Torre Annunziata. Quattro persone sono finite in manette per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, nell'ambito di una maxi inchiesta condotta dai carabinieri e coordiante dalle procure di Napoli e Torre Annunziata.
La truffa consisteva nella vendita di posti di lavoro in istituti di vigilanza privati disseminati in tutta la Campania (Cardito, Afragola, Pollena Trocchia erano le basi) previo il pagamento di cifre tra i 15mila e i 25mila euro. Dopo i finti corsi di formazione, però, i posti di lavoro non esistevano e i truffatori scomparivano.
Per essere più credibili agli occhi delle vittime, gli arrestati fingevano di essere cardinali e importanti avvocati con «conoscenze in alto», dunque incassavano le somme di denaro e scomparivano. In totale, sono indagate 40 persone: 4 sono finite ai domiciliari, altre 16 hanno ricevuto l'avviso di chiusura indagini, mentre ulteriori 20 l'avviso di garanzia. Le vittime, invece, risiedono in diversi Comuni del Napoletano.
Si fingevano cardinale e avvocati per vendere posti di lavoro: 4 arresti | Il Mattino
Pozzuoli. Branco picchia 13enne, fratello che lo difende ferito con una pistola: identificati due minorenni
Un gruppo di minorenni prende in giro e picchia un 13enne e il fratello intervenuto per difenderlo: i carabinieri individuano subito due degli aggressori. È accaduto ieri sera a Pozzuoli. Un folto gruppo di ragazzini ha aggredito a calci e pugni un 13enne in via Napoli. Il fratello 16enne della vittima è intervenuto ma è stato a sua volta aggredito a calci, pugni e, addirittura, colpito alla fronte con il calcio di una pistola.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Pozzuoli e personale del 118. Il 16enne è stato trasportato all'ospedale Santa Maria delle Grazie dove è stato medicato con prognosi di 8 giorni.
I militari dell'arma hanno subito avviato accertamenti sull'accaduto denunciando in stato di libertà un 14enne di Pozzuoli e segnalando al tribunale per i minorenni di Napoli il comportamento di un 13enne della zona, non imputabile, entrambi individuati durante le prime indagini quali autori dell'aggressione, insieme agli altri complici, in via di identificazione.
Branco picchia 13enne, il fratello che lo difende ferito a colpi di pistola | Il Mattino
Caserta. Funerali «pilotati» con le mazzette, il processo rischia la prescrizione
Biagio Salvati
CASERTA - Si profila un rischio prescrizione per la maggior parte dei reati contestati agli oltre trenta indagati coinvolti in un’inchiesta sul cartello delle pompe funebri a Caserta e provincia, sfociata nel gennaio del 2009 con diversi arresti e altre misure cautelari per fatti relativi agli anni precedenti. A distanza di oltre sei anni e mezzo da quei provvedimenti, finalmente il 17 dicembre ci sarà l’udienza dinanzi al gup che deciderà se disporre o no un processo. La richiesta di rinvio a giudizio risale ad un paio di anni fa da parte della procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Un ritardo che ha mandato in prescrizione alcuni dei reati contestati agli indagati, dovuto anche ad di una serie di mancate notifiche o altri impedimenti procedurali.
Funerali «pilotati» con le mazzette, il processo rischia la prescrizione | Il Mattino
Rapinavano banche in Lombardia, sequestrati immobili a palermitani
Redazione
Sequestrati tredici immobili nel centro storico a due palermitani che facevano parte di una banda che colpiva le banche lombarde. A seguito delle indagini patrimoniali della Direzione distrettuale antimafia i carabinieri hanno eseguito un provvedimento disposto dal Tribunale di Milano per il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di alcuni immobili riconducibili Salvatore Ferdico (44 anni) e Benito Lo Re (33 anni), entrambi incarcerati lo scorso 14 gennaio.
I colpi in questione, avvenuti tra giugno e settembre 2013 in tre banche lombarde, hanno fruttato un bottino di oltre 500 mila euro. I carabinieri, raccogliendo i primi dettagli, sono riusciti a individuare un modus operandi che lasciava intendere che dietro queste rapine ci fosse un’unica banda. Fondamentale la testimonianza di un commerciante che, avendo notato dei movimenti sospetti vicino a un istituto di credito, ha annotato la targa di un mezzo permettendo di risalire a Ignazio Randazzo (59 anni), volto noto alle forze dell’ordine per reati di mafia riconosciuto poi come capo della banda che stava terrorizzando dipendenti e direttori di banca.
Rapinavano banche in Lombardia, sequestrati 13 immobili a due palermitani
Oltre il 90% degli appalti Atac dati senza gara
L'Autorità Anticorruzione ha notato che la quasi totalità degli appalti sia stata concessa con procedura negoziata, spesso senza pubblicazione del bando
Andrea Riva
In una verifica trasmessa oggi al Comune, l’Autorità Anticorruzione ha notato come oltre il 90% dei lavori e dei servizi negli ultimi 5 anni sia stato assegnato da Atac, società di trasporti di Roma, con procedura negoziata, spesso senza pubblicazione del bando, e quindi utilizzando come regola una modalità che invece dovrebbe essere un’eccezione.
Proprio oggi, l’assessore Stefano Esposito ha incontrato il capo della Procura Giuseppe Pignatone e gli ha consegnato un dossier di un centinaio di pagine per illustrare le criticità in materia di mobilità. "Non voglio lasciare nel cassetto documenti o agende colorate - ha detto l’assessore dimissionario - ma mi sento in dovere di portare tutto all’attenzione della magistratura".
La prossima settimana Esposito ritornerà a piazzale Clodio per integrare quel dossier con un esposto "su vicende risalenti nel tempo". Tra i temi che sono stati sottoposti al vaglio della magistratura ci sono le inefficienze di Atac e i problemi della metropolitana.
Riferendosi all’incidente di questa mattina alla metro Anagnina, con i passeggeri costretti a scendere dai vagoni e a percorrere 200 metri a piedi nella galleria quasi buia, Esposito ha detto "quando ho saputo, mi sono messo a piangere". "Questo dossier - ha aggiunto Esposito - diventerà presto un vero e proprio esposto, che presenterò ad inizio settimana prossima".
Nel documento all’attenzione dei pm romani tra l’altro la situazione della linea Roma-Lido, che Esposito ha definito "un bidone", ma anche dell’Atac.
Oltre il 90% degli appalti Atac dati senza gara - IlGiornale.it
Regione Sicilia, premi ai dirigenti per "usare internet” e “inviare email”
Tra il 2013 e il 2014 sono stati stanziati più di 10 milioni di euro per le indennità di risultato dei 1.737 super burocrati che dirigono i 17.325 dipendenti regionali
Mario Valenza
Premio di produzione per inviare mail e navigare sul web. Come racconta il Fattoquotidiano.it, alla Regione Sicilia i dirigenti ricevono premi extra al già sostanzioso stpendio mensile.
Tra il 2013 e il 2014 sono stati stanziati più di 10 milioni di euro per le indennità di risultato dei 1.737 super burocrati che dirigono i 17.325 dipendenti regionali. Per ottenere il bonus bisogna semplicemente raggiungere gli obiettivi oerativi indispensabili fissati dalla Regione.
Per la Regione Sicilia, “l’utilizzo di strumenti elettronici disponibili (internet, posta elettronica)”, o magari “tempestivo aggiornamento dati relativi agliincarichi ed ai compensi dei dirigenti e trasmissione per la pubblicazione sul sito”, la “gestione del sistema buoni pasto elettronici”, o anche il semplice “invio” di una lettera, sono considerati dalla Regione “obiettivi operativi”. Obiettivi che possono portare nelle tasche dei dirigenti anche ai 17 mila euro lordi annui. Di fatto circa 1300 euro al mese. Come sottolinea il Fatto, tra il 2013 e il 2014 sono stati stanziati più di 10 milioni di euro, per le indennità di risultato dei 1.737 super burocrati che in Sicilia dirigono i 17.325 dipendenti regionali (nel 2014 sono costati 938 milioni e 529 mila euro), per una media di undirigente ogni 8,6 lavoratori. Bonus generosi che pesano sulle casse di una Regione che da tempo non tiene sotto controllo le sue spese.
Regione Sicilia, premi ai dirigenti per "usare internet? e ?inviare email? - IlGiornale.it
Boscotrecase. «Errore medico, operata quando era già morta»: a processo tre chirurghi
di Dario Sautto
Torre Annunziata. Morta in sala operatoria per una colecistectomia sbagliata, rinviati a giudizio tre chirurghi. Nel pomeriggio, il gup Emma Aufieri del tribunale di Torre Annunziata ha accolto le richieste formulate dalla pm Antonella Lauri, fissando il processo per tre medici dell'ospedale di Boscotrecase.
I chirurghi Alberto Palomba, Alberto Vitale e Antonio Verderosa sono accusati a vario titolo di omicidio colposo e falso. L'8 marzo del 2013 operarono alla colecisti la 25enne Tommasina De Laurentiis, che morì a causa di una grave emorragia interna. Dopo, la donna - è la tesi dell'accusa - sarebbe stata operata altre due volte per eliminare le prove dell'errore medico (almeno una volta quando Tommasina era già deceduta), prima che venisse falsificata la cartella clinica.
«Errore medico, operata quando era già morta»: a processo tre chirurghi | Il Mattino
Civiltà napulitana....
Notte di sangue a Napoli, ucciso un 24enne
Il particolare choc: nessuno chiama il 113 e il corpo resta a terra per ore
di Giuseppe Crimaldi
Lo hanno freddato con una raffica di mitraglietta mentre era in compagnia del fratello, riuscito a sfuggire miracolosamente alla morte. E il suo cadavere è rimasto, dalla mezzanotte (orario in cui si è consumato il raid) fino alle tre senza che nessuno desse l'allarme alle centrali operative delle forze dell'ordine. Cronache dalla città violenta.
Domenico Aporta aveva soltanto 24 anni ma già precedenti penali pesantissimi: considerato vicino al clan dei "girati" della Vinella Grassi - attivo tra Secondigliano e Scampia - è stato assassinato la notte scorsa in via Monte Faito, zona popolare al confine tra i quartieri di Secondigliano e San Pietro a Patierno. Ultimo capitolo della storia infinita che segna a caratteri di sangue il libro delle faide di una città che, all'alba, riscopre il proprio orrore.
Paura, omertà e silenzi. Nessuno, se non suo fratello Mariano - 20 anni, incensurato, ferito ad un braccio e al fianco durante lo stesso agguato - ha dato solo dopo essere corso a bordo del suo scooter in ospedale l'allarme alla polizia. Tre ore dopo il macabro ritrovamento. A sparare sarebbero stati almeno due gruppi di fuoco: una pioggia di proiettili, uno dei quali si è conficcato addirittura nella veranda di un appartamento al primo piano della strada.
Indagini coordinate dalla Dda di Napoli e affidate alla Squadra mobile guidata dal primo dirigente Fausto Lamparelli. Sullo sfondo, due ipotesi sulle quali lavoorano ora gli inquirenti: un regolamento di conti maturato negli stessi ambienti criminali dei quali la vittima faceva parte; oppure una esecuzione spietata decisa dai gruppi rivali: e qui i sospetti portano verso il gruppo degli scissionisti di Scampia o verso i "signori della droga" del cartello dell'Alleanza di Secondigliano. Un fatto è certo: Domenico Aporta ha pestato i piedi alle persone sbagliate in una zona in cui il controllo dello spaccio di droga giustifica tutto. E dove nessuno vede, sente né parla: nemmeno di fronte al cadavere di un giovane massacrato a mezzanotte.
Omicidio nella notte, ucciso 24enne della Vanella Grassi | Il Mattino
'Buco' Imu da oltre 5 miliardi, record nelle regioni del Sud
La tassa sulla casa è la più odiata dagli italiani. A confermare i sondaggi arrivano anche i dati sul mancato gettito, che segnalano un tax gap Imu pari a 5,5 miliardi di euro, che rappresenta il 28,1% dell'Imposta totale teorica. Secondo i dati contenuti nell'allegato alla nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Def), che esamina i risultati in materia di contrasto all'evasione fiscale, l'Imu teorica nel 2013 ammonta a 19,5 miliardi (escludendo i terreni, le aree fabbricabili e fabbricati rurali). Secondo le elaborazioni dell'Adnkronos rispetto al 2012 il tax gap Imu registra un incremento del 31,2%.
La differenza tra la base imponibile teorica (che arriva a 2.615 miliardi di euro) e quella effettiva (che si ferma a 1.845 miliardi di euro) ammonta a 770,1 miliardi, quindi quasi un terzo della base imponibile totale non viene sottoposta alla tassazione. L'abolizione sull'Imu prima casa, che il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato sarà inserita nella prossima legge di stabilità, dovrebbe costare circa 4,5 miliardi di euro. Un cifra molto vicina, quindi, alle mancate entrate. Nelle regioni del Sud si toccano picchi ben superiori alla media (la Calabria arriva al 40,6%).
A livello regionale il tax gap Imu è più elevato nelle regioni del sud e nelle isole e minore nelle regioni del nord e centro Italia. Si va dal 40,6% della Calabria al 12,7% della Valle d'Aosta.
'Buco' Imu da oltre 5 miliardi, record nelle regioni del Sud - Adnkronos
Eures, a Roma +400% denunce per corruzione
(ANSA) - ROMA, 16 OTT - Mafia Capitale "è stata la prova evidente della corruzione sistemica" a Roma e nel Lazio, ma i dati sulla crescita del fenomeno tra il 2009 e il 2014 potrebbero rappresentare "solo la punta dell'iceberg": a dirlo è Fabio Piacenti, presidente di Eures, istituto autore di un rapporto dal quale risulta un aumento della corruzione nella capitale di oltre il 400% nei sei anni considerati. Un dato impressionante, che comprende anche le denunce relative a reati contro la Pubblica amministrazione.
Il Messaggero - Flashnews
Spreco di soldi pubblici, a Castelnuovo della Daunia il record negativo di opere costruite e abbandonate
Nel piccolo comune di 1500 anime nel foggiano, inerpicato sui Monti Dauni, sono stati spesi circa dieci milioni di euro per edificare, arredare e rendere funzionali opere mai inaugurate. Un carcere, un anfiteatro, un intero villaggio turistico e un parco della salute sono il frutto di una politica dello spreco che ora lascia i suoi tangibili segni
In base al numero di abitanti e alle opere pubbliche costruite e abbandonate può essere considerata la capitale dello spreco. Stiamo parlando di Castelnuovo della Daunia, piccolo comune di 1500 anime nel foggiano, inerpicato sui Monti Dauni. Il paese è famoso per le sue acque termali, ma anche per le opere pubbliche, sei, realizzate e abbandonate. Lo scenario è sempre lo stesso: soldi pubblici buttati in opere che diventano luogo ideale per lo svago di ladri e vandali.
Gli sbagli del passato però costano caro. Circa dieci milioni di euro utilizzati per edificare, arredare e rendere funzionali opere mai inaugurate. Un carcere, un anfiteatro, un intero villaggio turistico e un parco della salute sono il frutto di una politica dello spreco che ora lascia i suoi tangibili segni. A queste opere, mai andate in funzione, si aggiungono anche una scuola media abbandonata e una pretura trasformata in magazzino.
La nostra passeggiata tra gli sprechi parte dal carcere mandamentale. Costruito alla fine degli anni ’80 doveva ospitare 15 detenuti. Le celle erano arredate di tutto punto, con tanto di tv, letti, servizi igienici e arredi. Un vero simbolo dello spreco costato 8 miliardi di lire ma mai entrato in funzione. La struttura doveva assicurare la custodia preventiva degli imputati a disposizione del pretore. Castelnuovo non è l’unico esempio: solo in provincia di Foggia ci sono altre quattro strutture che hanno avuto la stessa sorte. Nonostante l’ultimazione dei lavori e la pronta disponibilità, il carcere fu destinato alla soppressione dopo la costituzione delle preture circondariali. Soppressione con restituzione ai Comuni formalmente disposta nel 1999. Tuttavia le varie amministrazioni comunali non hanno potuto trovare altre funzioni e scopi. Anche il tentativo nel 2002 di trasformare il carcere in un centro anziani con day hospital è naufragato, nonostante l’ulteriore investimento di 450mila euro che sarebbe servito per adeguare il penitenziario, abbattendo i muri in cemento armato, le porte blindate e la struttura fortificata. Il carcere ultimato ed arredato si è trasformato in una discarica a cielo aperto, saccheggiato dei suoi arredi e lasciato nel completo abbandono. Persino la recinzione è stata portata via.
Sul caso si sono consumate decine di interrogazioni parlamentari e anche un rapporto della Corte dei Conti che critica il caso-tipo di Castelnuovo: bisognerebbe “chiedersi perché non sia stata fatta preventivamente una accorta valutazione della antieconomicità di quegli interventi, eventualmente medio tempore, senza arrivare, cioè, fino al loro completamento”. Un paradosso se si tiene conto che la Puglia detiene il primato del sovrappopolamento carcerario. Castelnuovo è l’emblema di questo paradosso, perché confinante con Lucera che del sovrappopolamento carcerario è maglia nera in Regione e a pochi chilometri da Foggia dove la casa circondariale, costruita per 270 detenuti, nei momenti peggiori ne ha ospitati anche 800.
‘Villaggio Primavera’
Continuando lungo il sentiero degli sprechi, a pochi chilometri dall’abitato troviamo un intero centro residenziale, costruito negli anni 90 per volontà della Comunità Montana dei Monti Dauni Settentrionali. Lo chiamavano ‘Villaggio Primavera’ ma dall’ultimazione dei lavori sono passate decine di primavere senza mai avere avuto il piacere di vederlo in funzione. Presentato nel 1998, il “Progetto Primavera” è stato finanziato con la legge 64 che prevedeva interventi straordinari nel Mezzogiorno. Anche in questo caso Castelnuovo non è sola: sono in totale cinque i villaggi turistici realizzati nel territorio dei Monti Dauni, pensati per favorire il turismo ma fattivamente – escluso quello di Carlantino – mai andati in funzione. In totale il progetto è stato finanziato per circa 18 miliardi di lire e il solo ‘Villaggio’ di Castelnuovo è costato all’incirca 4 miliardi. In tutto 20 villette situate sul Monte Cappellina, con una veduta stupenda che dà sul Tavoliere delle Puglie incorniciato dal Promontorio del Gargano. Più di cinquanta i posti letto, divisi in vari lotti completamente arredati. Ogni villetta, infatti, era fornita d’area climatizzata, riscaldamenti, servizi igienici con vasca da bagno, tv, arredi, cucina di ultima generazione e infissi a taglio termico.
Alle villette si aggiungevano una serie di spogliatoi con docce, al servizio di un centro sportivo con campo da tennis. A completare le strutture c’era un grande ristorante con reception e banco bar. Parliamo al passato perché tutto ha subito la visita dei vandali, tanto che persino gli impianti elettrici sono stati strappati dai muri. Il tutto senza che il villaggio sia mai stato aperto. “Di quel villaggio restano solo le mura e una profonda desolazione – spiega il sindaco De Luca”. Dal novembre del 2014 l’intera struttura è stata acquisita a titolo gratuito dal Comune di Castelnuovo della Daunia, che purtroppo l’ha ereditata dall’ente montano in pessime condizioni. “Ci vorrebbero almeno altri sette, ottocentomila euro per risistemarla – continua il primo cittadino – stiamo cercando di proporre un bando per metterla in mano ai privati e trasformarla in alloggi residenziali per i fruitori del centro termale”.
Il parco della salute
È costato 800mila euro e doveva esser completato in seicento giorni. Ne sono passati 3600 senza ultimare i lavori. Sono le altre due opere incompiute di Castelnuovo della Daunia che dovevano servire a garantire lo sviluppo del turismo. Dopo il fallimento del ‘Villaggio Primavera’ il Comune pensò di utilizzare altri soldi per la realizzazione di un ‘Parco della Salute’. Un percorso sentieristico lungo l’area naturalistica della Fonte Cavallina, con servizi igienici, un pronao davanti alla fonte e anche un ascensore(in pieno bosco) per permettere l’accesso ai disabili e agli anziani. Un progetto faraonico mai ultimato che ha avuto come unico risultato la deturpazione della fonte termale. Quello che una volta era la storica fontana della Cavallina ora è un tubo di plastica rasoterra circondato da rifiuti e degrado. Ad aggravare la situazione anche l’opera di ladri e vandali, che hanno portato via persino l’ascensore e distrutto i sanitari. Al degrado si aggiungono cantieri lasciati incustoditi, tra pozzetti non coperti e materiale di risulta. Dovranno esser spesi per il completamente altri 400mila euro che serviranno a mettere in sicurezza la storica scalinata con una illuminazione a led e a ripristinare la fonte. Il resto probabilmente resterà così a perpetua memoria.
L’anfiteatro
Nello stesso progetto un’altra cattedrale nel deserto. Si tratta di un anfiteatro con moderne strutture di servizio. Quasi arrivata a compimento, l’opera è stata abbandonata e depredata. Palco, spalti, uscite e percorsi di emergenza, servizi igienici, camerini dovevano accogliere spettacoli per oltre 500 spettatori. Un investimento di poco meno di un milione di euro che non ha mai visto la luce. Ora il teatro appare come un pugno nell’occhio nel verde paesaggio della valle della Cavallina. “Non c’è dubbio – dice il sindaco – che chi ha progettato quest’opera non si è preoccupato di pensare a come renderla funzionale. Un anfiteatro all’aperto in un comune a 500 metri sul livello del mare è privo di ogni giustificazione visto che può essere utilizzato al massimo un paio di mesi all’anno”.
La Pretura magazzino e la Scuola Media abbandonata
L’elenco dello spreco non è finito. Per completarlo bisogna considerare l’ex scuola media ‘Gabriele Canelli’, oltre 500 metri quadri su due piani, costruita nel 1988. Dopo l’accorpamento delle scuole medie, elementari e materne in un unico plesso, la struttura è stata chiusa e da dieci anni versa nel totale abbandono. Tra i progetti di recupero anche la realizzazione di una Residenza socio sanitaria assistenziale per gli anziani, con specifiche aree dedicate ai malati di Alzheimer, ma ad oggi tutto si è arenato in una serie di procedure esplorative andate deserte.
Spreco di soldi pubblici, a Castelnuovo della Daunia il record negativo di opere costruite e abbandonate - Il Fatto Quotidiano





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