Pagina 73 di 83 PrimaPrima ... 2363727374 ... UltimaUltima
Risultati da 721 a 730 di 829

Discussione: Terries

  1. #721
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Racket a scuola, 3 minori indagati: «Tentata estorsione del cellulare»
    di Leandro Del Gaudio
    Non è stato un atto di bullismo o una semplice prova di forza di una gang in erba composta da studenti dalla testa calda. Tutt’altro. Si sarebbe trattato di un’azione mirata, finalizzata a taglieggiare un proprio compagno di scuola: ad entrare in possesso del telefonino cellulare di uno studente appena dodicenne, iscritto al secondo anno della Media D’Ovidio-Nicolardi. Ne sono convinti i pm della Procura minorile, che hanno interrogato in queste settimane tre studenti iscritti nella stessa scuola della vittima, denunciandoli con un’accusa ben precisa: sono indagati per tentata estorsione e per lesioni, per aver provato a costringere il proprio compagno di classe a consegnare il telefonino cellulare, al termine di un’aggressione mirata. Inchiesta coordinata dal pm Emilia Galante Sorrentino, alcuni giorni fa sono stati interrogati i tre minori passati in poche ore da un registro di classe a un fascicolo giudiziario. Materia complessa, particolarmente delicata vista anche la giovanissima età di tutti i protagonisti di questa storia. C’è infatti un primo elemento da tenere in considerazione: pur essendo stati inscritti come indagati e pur avendo risposto alle domande degli inquirenti nel corso dei rispettivi interrogatori, due dei tre studenti coinvolti non sono formalmente imputabili. Hanno meno di 14 anni, non potranno essere processati.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3599729.html

    Nola, furto al cimitero: rubati vasi in ottone e la scultura di un defunto
    Il piedistallo con la scultura di un defunto
    di Carmen Fusco
    Nola. Vasi di ottone ed la scultura in bronzo raffigurante un defunto: é il bottino dei ladri che questa notte hanno fatto razzie nel cimitero di Nola. I malviventi hanno agito nella notte scavalcando uno dei muri di cinta laterali, costeggiati dalle campagne. Si sono arrampicati con una scala ed hanno portato via 15 vasi oltre alla scultura dedicata al preside Addeo, scomparso qualche anno fa e molto noto in città. Sulle tracce dei ladri ci sono adesso gli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Nola, diretti dal primo dirigente Pasquale Picone che già indagano sul raid al cimitero di Tufino e che avrebbero in mani numerosi elementi per l’identificazione dei colpevoli.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3496346.html

    Napoli, l'abbraccio della pace a piazza Mercato: «Ma io non mi pento, quel carabiniere si doveva fare i fatti suoi»
    di Rossella Grasso
    «Hanno tutti acceso i fuochi negli altri quartieri. E noi che facciamo? Abbiamo questa bella piazza grande e non è nemmeno pericoloso. Perchè non lo possiamo fare?». A parlare è Genny, 13 anni. Racconta quella serata folle in cui è scoppiata la violenza, ragazzini tra i 10 e i 15 anni contro i carabinieri, intervenuti per motivi di sicurezza. C'era anche lui oggi in piazza mentre un gruppo di suoi coetanei abbracciavano i carabinieri per chiedere scusa per l'accaduto da parte di tutti. Ma lui la pensa diversamente: «Dispiaciuto io? No, perché se si faceva i fatti suoi, lui non si faceva male e noi accendevamo il nostro fuoco e non succedeva niente», dice parlando del carabiniere contuso nel tentativo di inseguire alcuni di loro in fuga.
    L'opinione che il ragazzino ha dei carabiniri è controversa e figlia del contesto in cui vive. Non sa ancora cosa vuole fare da grande, ma di una cosa è certo: non farà mai il carabiniere. «E' un mestiere che non mi piace - dice - perchè arresta le persone e porta dolore. Ho visto i miei familiari essere arrestati ed è stato brutto». Deve aver sofferto tanto Genny, che parla da adulto ma che è un bambino, quando ha visto portarsi via i suoi cari in manette. Ha il fare spavaldo di chi non ha paura di niente ma pronuncia la parola «dolore», consapevole di cosa vuol dire. «Probabilmente non piace nemmeno a loro farlo ma è il loro dovere - dice - le persone fanno qualcosa e vengono arrestate». A 13 anni è forse ancora difficile distinguere nettamente tra bene e male, Genny chiaramente non lo ha capito ancora, ma forse nessuno glielo ha mai spiegato.
    Non è affatto pentito di quello che ha fatto e rilancerebbe pietre e molotov contro i carabinieri se questi gli impedissero nuovamente di accendere il «cippo». «Se non ci fanno accendere il fuoco succederà sempre questo - dice - Il carabiniere si è fatto male e c'cercamm scus'. Ma lo rifarei perché noi tutti bambini dopo tutto quello che abbiamo fatto per raccogliere la legna ci siamo presi un po' collera. Ci è dispiaciuto che solo noi non lo abbiamo acceso, tutti gli altri quartieri lo hanno fatto». La voce trema un po' sulla questione scuse: è troppo forte il dispiacere per la mancata accensione del fuoco, il gioco pericoloso che gli è stato impedito di fare.
    Quando gli viene chiesto cosa ne pensa delle babygang la sua risposta è netta: «Noi non siamo una babygang, non facciamo nulla di male», parla al plurale come a voler includere anche i suoi amici, quelli con cui stava accendendo il fuoco a piazza Mercato. Genny usa parole forti per descrivere quanto accaduto a Arturo, Ciro e Gaetano e invece in questo caso la divisione tra buoni e cattivi ce l'ha ben chiara, come se anche lui si considerasse dalla parte dei cattivi: «Ci dispiace per il ragazzo accoltellato alle spalle - dice - Non è giusto che un ragazzo buono cammina e viene preso alle spalle. Vedetevela con i ragazzi come voi. Loro sono stati vigliacchi, venite dai ragazzi come voi che se la sanno vedere, non dai ragazzi bravi che sono indifesi e non fanno niente».
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3494760.html

    Svizzera, sparatoria tra italiani a Zurigo: Danilo uccide la moglie Irene e si spara
    Sparatoria nel centro di Zurigo, in Svizzera. Ieri pomeriggio un uomo italiano, il 38enne Danilo Nuzzo, ha ucciso la moglie Irene Rizzo, 35 anni, e poi si è tolto la vita con la stessa pistola. La coppia viveva in Svizzera ma era originaria della provincia di Lecce: di Ruffano lei, di Supersano lui. Avevano due bambine.
    La coppia, che ha due figlie, viveva nella città svizzera da diversi anni. Tutto è avvenuto, per motivi non ancora accertati, sotto gli occhi dei passanti, intorno alle 14.30 nel quartiere Europaallee, a poche centinaia di metri dalla stazione centrale.
    La donna era impiegata presso una filiale della banca Ubs. Ed è proprio davanti all'edificio che ospita l'istituto di credito che è avvenuto l'omicidio-suicidio. La donna è morta davanti all'ingresso della banca. A pochi passi da lei, il marito si è tolto la vita dopo averla uccisa. Uno dei due - è detto nell'articolo del quotidiano - sarebbe morto sul colpo, l'altro in seguito alle gravi ferite riportate.
    Sembra che l'uomo avesse trascorso gli ultimi giorni in paese e che proprio il giorno prima della tragedia fosse ripartito per la Svizzera. In preda al terrore, i numerosi passanti sono fuggiti e hanno cercato di mettersi al riparo, temendo un attacco terroristico. Il luogo della tragedia è stato subito raggiunto da auto e camionette della polizia ed è stato interdetto ai pedoni. Sull'accaduto indagano la procura e la polizia della città svizzera.
    https://www.ilmattino.it/primopiano/...8-3569108.html

    Si spaccia per la sorella di Cantone e inganna decine di cittadini: denunciata avvocatessa di Benevento
    di Alessio Fanuzzi
    «Affidi a me l'incarico, non si preoccupi. Sono la sorella di Raffaele Cantone, i giudici ci riserveranno un trattamento di riguardo». Maria Virginia Cantone è un avvocato civilista del Foro di Benevento, ha due studi legali, uno a Cervinara e uno a Montesarchio, e decine e decine di clienti su e giù per l'Italia. Va da sé, pero', che non ha nessun rapporto di parentela col più noto Raffaele Cantone, il magistrato anticamorra napoletano oggi presidente dell'Anac, l'autorità nazionale anticorruzione. Eppure tutti i suoi clienti li aggancia cosi', inoltrando addiritture finte mail firmate dal finto fratello.
    Dopo avere ricevuto una lettera anonima spedita da Napoli e inoltrata alla Procura di Avellino, Raffaele Cantone - quello vero! - questa mattina ha sporto denuncia ai carabinieri di Roma.
    Non è la prima denuncia a carico di Maria Virginia Cantone. Ce n'è anche un'altra depositata nei giorni scorsi da un avvocato di Pesaro e puntalmente inoltrata alla Procura di Avellino. L'avvocato Arturo Pardi difende una coppia di pesaresi truffata dalla finta sorella di Cantone. A lei marito e moglie si sono affidati per risolvere un contenzioso con il loro Comune di residenza, ammaliati dalla finta parentela: le hanno versato subito 4.600 euro come fondo spese, poi altri 5.000 euro per il ricorso al Consiglio di Stato. In cambio niente, solo mail. Una addirittura a firma di Raffaele Cantone, in un italiano sgangherato e piena zeppa di refusi. E' qui che hanno capito l'inganno. E scoperto la truffa della finta sorella.
    https://www.ilmattino.it/benevento/d...e-3591609.html

    Anche alcuni religiosi pugliesi coinvolti in festini gay
    Sono finiti nel dossier hot del gigolo' Francesco Mangiacapra
    Emanuela Carucci
    Tre i religiosi baresi coinvolti nel dossier sui festini gay che sta facendo tremare la chiesa di Puglia.
    Due fanno parte dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto: uno di loro è ancora studente. Il terzo è sacerdote nella circoscrizione vescovile di Molfetta-Terlizzi (sempre in provincia di Bari).
    A darne notizia il quotidiano regionale "La Gazzetta del Mezzogiorno", dove si legge che oltre, ai tre baresi, ci sarebbe anche il nome di un prelato di Nardo', centro in provincia di Lecce.
    Pochi giorni fa, un ex avvocato napoletano, oggi gigolo', Francesco Mangiacapra, ha reso noto, presso la curia di Napoli, un dossier di milleduecento pagine con sessanta nomi di preti, religiosi e seminaristi che avrebbero avuto con il giovane incontri sessuali gay a pagamento. Non solo, ma anche videochat e messaggi con foto inequivocabili.
    Si grida allo scandalo anche nella Puglia che si prepara ad accogliere papa francesco il prossimo 17 marzo nel foggiano, a San Giovanni Rotondo.
    Mangiacapra, oltre al compact disc in cui è contenuta la documentazione hot consegnata alla curia campana, continua a spiegare in diverse interviste e interventi anche le motivazioni del gesto "Il mio - ha dichiarato l'ex avvocato - è prima di tutto un messaggio sociale e politico, legato alle libertà, anche sessuale, alla base di tutti i diritti civili e umani. Fondamentalmente quella parte corrotta del clero, non fa altro che usufruire di quella libertà che poi ogni domenica, dal pulpito, condanna".
    Ancora rimangono anonimi i nomi e i luoghi utilizzati dai preti pugliesi coinvolti nello scandalo. Secondo quanto si legge sulla Gazzetta del Mezzogiorno, se la curia di Napoli (che sta esaminando il dossier) dovesse ritenere di inviare le segnalazioni a Bari, sarà avviato un processo di accertamento delle "accuse" di Mangiacapra. Se le stesse dovessero rivelarsi veritiere,si darà inizio ad un secondo processo che prevede prima i colloqui con le persone coinvolte al fine di cercare il loro recupero "morale", con eventuali supporti psicologici, e quindi una scelta definitiva. Non è escluso che i preti coinvolti siano ridotti allo stato laicale, svestendo la tonaca.
    Le chat in cui i religiosi parlavano con Mangiacapra sono "Grindr" e "Romeo". E come scrive "gaynews.it" nel dossier c'è anche un guardiano cappuccino pugliese che avrebbe organizzato orge in convento insieme a un altro confratello.
    Anche alcuni religiosi pugliesi coinvolti in festini gay

    Blitz nel garage: sequestrato un milione di euro di sigarette di contrabbando nel Napoletano
    di Francesca Mari
    ERCOLANO - Otto tonnellate di sigarette di contrabbando sequestrate dai carabinieri. Arrestata la gestrice di una ditta di parcheggi. I carabinieri della compagnia di Torre del Greco hanno arrestato per contrabbando di sigarette Patrizia Lavino, una 51enne di Ercolano già nota alle forze dell’ordine.
    Nel corso di controlli nel capannone di una ditta di parcheggio mezzi pesanti gestita dalla donna, i militari dell’Arma di Ercolano hanno scoperto che usando un gioco di sporgenze e rientranze della costruzione vi era stato ricavato un locale segreto, tipo scatole cinesi, all’interno del quale sono state rinvenute e sequestrate 800 casse di sigarette di contrabbando, pari a 8 tonnellate di “bionde” illegali, che, verosimilmente erano in procinto di essere distribuite in vendita tra Napoli e Provincia e si stima avrebbero fruttato fino a un milione di euro.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3554364.html

    Fisco, scoperto medico evasore totale. "Ha evaso oltre 150 mila euro"
    Il professionista pizzicato dai Finanzieri di Rossano, nel Cosentino, è titolare di due studi medici
    Un medico evasore totale. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Rossano: l'uomo, titolare di due studi medici, ha esercitato la professione senza dichiarare al fisco i propri redditi. In particolare ha omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi nel 2014 e nel 2015.
    Grazie alla documentazione extracontabile e ai riscontri le Fiamme Gialle hanno appurato che il medico ha occultato compensi relativi a redditi da lavoro dipendente per un valore pari a circa 90.000 euro e compensi professionali per altri 66.000 euro. Complessivamente non erano stati dichiarati al fisco oltre 150.000 euro di compensi evadendo imposte per un importo complessivo superiore a 52.000 euro.
    Il professionista evasore è stato segnalato all'Agenzia delle Entrate: le sanzioni previste in questi casi vanno dal 120 al 240% dell'ammontare delle imposte dovute. Prevista anche l'adozione delle misure cautelari fiscali ovvero la possibilità di tutelare il credito del fisco mediante il sequestro conservativo di beni o somme nella disponibilità del contribuente per un valore pari a quanto dovuto.
    https://www.quotidiano.net/cronaca/e...cale-1.3704644

    "Io, oncologo a Napoli, vengo a operarmi a Milano perché da noi la sanità non funziona"
    La "confessione" di Antonio Marfella, uno dei primi medici a denunciare la terra dei fuochi
    Redazione
    Lascerà il suo ospedale per entrare in un altro. Andrà via dalla sua città, per qualche giorno, e farà oltre settecento chilometri per essere sicuro di non correre rischi. Perché, dice, da "noi la sanità regionale funziona male".
    Antonio Marfella - sessanta anni, medico oncologo dell'ospedale Pascale di Napoli e tra i primi a parlare in Italia di "Terra dei fuochi" - ha un cancro alla prostata e, nonostante lui all'interno di un reparto oncologico ci lavori, ha deciso di emigrare a Milano per operarsi.
    "Non ho difficoltà - ha confessato a Roberto Russo del Corriere della Sera - a far sapere che, pur lavorando al Pascale, sono in lista di attesa per operarmi all’Ieo di Milano".
    A rivelarlo è stato lui stesso, "per far rendere conto a tutti di come funziona male la sanità regionale. Occhio - la necessaria precisazione -, al Pascale ci sono colleghi bravi, ma che non vengono messi in condizioni di lavorare come pure saprebbero fare".
    E la spiegazione, come spesso accade, è nei numeri, impietosi. "Per il mio cancro devo essere sottoposto a un intervento in robotica - ha spiegato il dottore -. Le linee guida internazionali del Memorial Sloan Kettering Center, negli Usa, prevedono che questo tipo di intervento vada eseguito da strutture che ne facciano almeno 250 l’anno. Nell’intero Mezzogiorno non esiste alcun ospedale, Pascale compreso, che superi i cento interventi alla prostata con il robot" perché "con meno allenamento sul robot aumentano le probabilità di errore che per il paziente, in questo caso, significa rischiare l’impotenza".
    "Io, medico oncologo a Napoli, vengo a operarmi a Milano perché da noi non funziona nulla"

    Call center usati per maxi truffa all’Inps: 4 arresti e 30 indagati,
    nel mirino anche 24 ditte edili
    di Mary Liguori
    Società di call center e agenzie pubblicitarie usate per stipulare contratti di lavoro a tempo finalizzati solo all’accesso ai bonus di disoccupazione.
    E' di quattro persone finite ai domiciliari e di trenta indagati il bilancio dell’operazione sulle mega truffa all’INPS scoperta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Maria Antonietta Troncone.
    Le persone finite ai domiciliari tra Caserta e provincia sono Carlo Bianco, Fabio Martino De Carles, Anthony Concu e Antonio Monte. Rispondono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
    Nel corso del biennio 2015-2017 la cifra truffata ai danni dell’Inps é stata di circa 400mila euro. Novantasei i contratti di lavoro stipulati per fini fraudolenti finiti nel mirino dei pm della sezione criminalità economica coordinati dal procuratore aggiunto Antonio D’Amato che ha delegato le indagini ai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere, diretti dal capitano Emanuele Macri' e della stazione di Grazzanise, agli ordini del maresciallo Luigi De Santis.
    Stesso meccanismo usato dalle 24 società finite nel mirino della Guardia di Finanza di di Aversa, reparto guidato dal tenente colonnello Michele Doronzo che, solamente nel corso del 2017, su delega delle competenti Procure della Repubblica, ha concluso mirati accertamenti su 24 società che sulla carta risultavano aver assunto centinaia di lavoratori per poi, in breve tempo, licenziarli tutti, creando cosi' il presupposto normativo per permettere loro di ottenere l’indennità mensile di disoccupazione da parte dell’I.N.P.S..
    Le indagini sono scaturite dall’attività di controllo sul territorio svolta degli ispettori dell’Ente previdenziale che ha dato luogo a una serie di denunce all’Autorità Giudiziaria per possibili condotte fraudolente poste in essere dai rappresentanti legali e dagli amministratori delle società ispezionate, in concorso con i lavoratori fittiziamente assunti e poi beneficiari del contributo sociale.
    Da qui gli ulteriori accertamenti di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza dai quali è emersa l’inesistenza di sedi operative, la mancanza di qualsivoglia contabilità e l’insussistenza delle attività dichiarate: praticamente le società che risultavano datori di lavoro erano in realtà scatole vuote appositamente create al solo scopo di assumere, solo sulla carta, una serie, spesso numerosa, di asseriti lavoratori, che poi venivano formalmente licenziati.
    L’esame dei casi investigati ha permesso inoltre di trarre alcune prime conclusioni sul fenomeno fraudolento attenzionato: innanzitutto le sedi dichiarate delle imprese circoscrivono un ambito territoriale ben delimitato, interessando per lo più i Comuni dell’agro aversano e, in particolare Villa Literno, Villa di Briano, Casal di Principe e Frignano; in secondo luogo il settore economico più colpito è senz’altro l’edilizia (ben 16 casi su 24) ed a seguire i servizi di pulizia e l’agricoltura.
    Anche la cifra del fenomeno desta allarme: solo nell’ultimo anno ben 722 soggetti denunciati per truffa aggravata nei confronti dell’Ente previdenziale per un profitto illecito che supera i 3 milioni di euro.
    Questa è probabilmente solo la punta dell’iceberg, in quanto il numero delle aziende potenzialmente coinvolte in fenomeni analoghi potrebbe risultare notevolmente superiore, in ragione del numero di accertamenti ispettivi effettuati dall’Ente previdenziale.
    Proprio dall’analisi di tali dati le Fiamme Gialle, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, stanno ora approfondendo eventuali rapporti tra i soggetti coinvolti per capire se è possibile risalire ad una matrice comune che conduca ad un’unica organizzazione che sembra potersi avvalere anche del fattivo contributo di infedeli professionisti del settore.
    https://www.ilmattino.it/caserta/cal...i-3593697.html

  2. #722
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Rapinano coppietta appena scippata,
    due giovani banditi arrestati
    Serata di terrore ieri alla stazione ferroviaria di Caserta per una coppia di fidanzatini 19enni, che sono prima finiti vittima di un tentato scippo da parte di un immigrato, quindi sono stati rapinati da due giovani napoletani, già noti alle forze dell'ordine, che si erano offerti falsamente di aiutarli. Una rapina nella rapina, ma alla fine i due banditi di 25 e 32 anni, sono stati arrestati dai poliziotti della Squadra Volante della Questura di Caserta per i reati di lesioni e rapina aggravata, mentre lo straniero è fuggito. Nessun complicità è al momento emersa tra scippatore e banditi. Tutto è accaduto nei pressi del sottopasso della stazione.
    Gli agenti della Polizia di Stato guidati da Michele Pota hanno accertato che i due fidanzatini erano seduti su una panchina all'interno della scalo, intenti a parlare tra loro, quando sono stati avvicinati da un immigrato africano che, con una mossa improvvisa, ha scippato dalle mani della ragazza il suo smartphone per poi provare a scappare all'esterno della stazione. Il fidanzatino ha cosi' rincorso lo straniero che, pur di restare impunito, ha buttato via il telefono dileguandosi. Nel frattempo la ragazzina 19enne, ha raggiunto il piazzale della stazione, dove è stata avvicinata da due individui che, lasciando intendere di volerla aiutare, le hanno chiesto cosa fosse successo; appreso del tentato scippo, i due sono quindi corsi a grandi falcate verso l'interno dello scalo raggiungendo l'altro adolescente, che intanto aveva recuperato la refurtiva; a quel punto lo hanno colpito improvvisamente al volto con una testata e con dei pugni, sottraendogli il cellulare della ragazza. Uno dei due ha anche estratto dalla tasca un coltello puntandolo alla gola del 19enne, cui è stato intimato di consegnare anche il suo smartphone. In quegli istanti sono pero' sopraggiunte le Volanti della Questura, allertate dal Centro Operativo sulla base di una segnalazione di un cittadino che aveva riferito di una lite nei pressi della stazione, e gli agenti hanno immobilizzato e tratto in arresto i due soggetti.
    https://www.ilmattino.it/caserta/rap...i-3616549.html

    Spunta l'ennesima discarica abusiva: quattromila metri quadri colmi di rifiuti
    Nel corso di controlli per il contrasto agli sversamenti o gestione illecita dei rifiuti i militari della stazione carabinieri forestali di Marigliano hanno accertato che su un’area nei pressi di via Kennedy, a Castello di Cisterna, erano stati sversati rifiuti, pericolosi e non. La superficie era di circa quattromila metri quadri. I rifiuti erano stati sversati a contatto con il suolo. Il tutto è stato sequestrato.
    Sul terreno c'erano rifiuti di ogni genere: elettrodomestici, scarti di lavorazioni edili, legno, plastica, scarti tessili, pneumatici, rifiuti ferrosi e materassi. Denunciati in stato di libertà i due proprietari del terreno, un 35enne di Castello di Cisterna e una 42enne di Brusciano.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3603630.html

    Foggia, entra allo stadio in carrozzina: poi si alza e va in tribuna
    Alcuni tifosi riprendono la scena con il cellulare e, per ironizzare sulla bizzarra situazione, urlano al miracolo
    Margherita Conte
    Entra allo stadio sulla sedia a rotelle, poi parcheggia la carrozzina, si alza in piedi e cammina.
    I tifosi gridano al miracolo.
    E' successo al Pino Zaccheria di Foggia. Un uomo è arrivato allo stadio in sedia a rotelle, presumibilmente entrando da un ingresso riservato. Quando pero' arriva sugli spalti, nei posti riservati ai disabili, prima fa delle manovre per parcheggiare il mezzo, poi si alza ecammina come un normodotato e infine sale le scale per andarsi a sedere in tribuna. Il tutto ripreso da altri tifosi che, ironizzando all'accaduto, gridano al miracolo.
    Foggia, entra allo stadio in carrozzina: poi si alza e va in tribuna

    Da Napoli a Milano a caccia di Rolex: arrestati quattro rapinatori in trasferta
    Quattro rapinatori di Rolex sono stati arrestati dalla polizia, a Milano, dopo un colpo ai danni di un automobilista a bordo di una Maserati. Gli agenti della Squadra mobile li hanno intercettati appena arrivati in città da Napoli. Il gruppo fa parte delle tante «paranze» di rapina Rolex provenienti dal sud Italia. Negli ultimi anni sono 50 gli arrestati dalla Mobile milanese per questo reato. Gli investigatori hanno seguito Roberto Santopaolo, di 34 anni, Giuseppe Prinno, di 51, Giuseppe Prinno (omonimo) di 42, e Antonio Mazzocchi, di 36, tutti con precedenti. I rapuinatori hanno recuperato due scooter in zona Loreto e hanno passato una notte dopo aver fatto la spesa. L'indomani sono andati in zona in sopralluogo e il 7 hanno messo a sego il colpo al proprietario della Maserati ferma al semaforo all'angolo con via dei Transiti. Con il solito trucco dello specchietto sono riusciti a portar via un Daytona da diverse migliaia di euro. Gli agenti li hanno bloccati pochi dopo.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...x-3610690.html

    Salerno, sospeso il prefetto Malfi: "Minacciava e umiliava i dipendenti"
    Salvatore Malfi non potrà operare per tre mesi a causa del comportamento tenuto nei confronti dei suoi collaboratori
    Margherita Conte
    Minacce e umiliazione nei confronti dei dipendenti. Con queste accuse è stato sospeso dal servizio l'ex prefetto di Vercelli, ora a Salerno.
    Salvatore Malfi non potrà operare per tre mesi a causa del comportamento che avrebbe tenuto durante il servizio a Vercelli (Piemonte). In base all'indagine condotta dalla squadra mobile della questura vercellese e dalla guardia di finanza, Malfi è accusato di abuso d'ufficio nei confronti dei suoi più stretti collaboratori e dipendenti per aver "ingenerato un clima di costante terrore e di estrema tensione negli uffici prefettizi". In particolare, secondo gli inquirenti, "il prefetto era solito rivolgersi ai dipendenti con espressioni ingiuriose, a sfondo sessista, umilianti e denigratorie, utilizzando toni e atteggiamenti discriminatori e minacciandoli finanche di morte".
    Salerno, sospeso il prefetto Malfi: "Minacciava e umiliava i dipendenti"

    Cosi' la clinica privata truffava il Ssn: coinvolta la Campania, quattro arresti
    Enorme truffa al Servizio Sanitario Nazionale effettuata da una clinica privata. Cartelle cliniche modificate per ottenere rimborsi maggiori - anche indicando fittiziamente interventi mai effettuati o complicazioni inesistenti - e dispositivi medici acquistati con aumenti considerevoli dei costi, fino a maggiorazioni del 900% del prezzo, per ottenere profitti e dimostrare prestazioni maggiori dell'Istituto clinico lucano, una struttura sanitaria privata convenzionata di Potenza: quattro persone sono finite ai domiciliari, stamani, al termine delle indagini della Procura per l'inchiesta «Ricoveri ordinari».
    I particolari delle indagini sono stati illustrati stamani, nel corso di una conferenza stampa, dal procuratore aggiunto Francesco Basentini, dalla pm Veronica Calcagno e dal tenente colonnello dei Nas, Vincenzo Maresca. I carabinieri hanno eseguito stamani quattro ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti dell'amministratore unico della clinica, Walter Di Marzo (di Portici), per due chirurghi della struttura sanitaria, Mario Muliere e Paolo Sorbo (salernitano), e per un medico dell'Asp, Archimede Leccese. E' stato invece disposto il divieto di dimora per il direttore sanitario della clinica, Lorenzo Tartaglione (di Lauro, in provincia di Avellino), e per il direttore amministrativo, Giuseppe Rastelli.
    Le indagini riguardano gli acquisti e le cartelle cliniche, tra il 2014 e il 2016: dalle indagini è emerso un meccanismo di falsificazione dei documenti, in alcuni casi «addirittura grossolano» - ad esempio con interventi di idrocele effettuati su donne - e con un numero elevato di complicazioni rispetto alla media degli interventi chirurgici: la Guardia di Finanza ha invece scoperto una truffa negli acquisti, con aumenti considerevoli dei costi. Le indagini sono partite da una denuncia dell'Azienda sanitaria di Potenza, che ha anche emesso un procedimento disciplinare nei confronti del medico che effettuava i controlli.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3603640.html

    SPRECHI
    Troppi e super pagati: i «regionali» siciliani surclassano gli «statali»
    La Corte dei conti: «La consistenza numerica dei dipendenti di ruolo della Regione siciliana rappresenta più del 23% dell’ammontare complessivo del personale di tutte le Regioni»
    Perché i «regionali» siciliani prendono ottomila euro l’anno più degli «statali»? Se lo chiedono sul Quotidiano di Sicilia Valeria Arena e Patrizia Penna che, partendo dal rapporto dalla Ragioneria generale dello Stato, mettono in fila le retribuzioni medie dei dipendenti pubblici. Eccole: 30.695 euro lordi nelle buste paga dei «ministeriali», 34.944 in quelle dei «regionali» a statuto ordinario, 37.347 in quelle dei colleghi a statuto speciale e in cima in cima, svettante, il salario medio dei regionali siciliani: 38.547. Che dovrebbe salire ulteriormente di altri 85 euro al mese, come spiega l’assessore alle autonomie Bernadette Grasso, nella scia del parallelo aumento agli statali. E' vero che questi prendono il 25% in meno ma potrebbe mai la Regione della «Bedda Matri» negare nuove prebende ai suoi protetti accampando la scusa che prendono già troppo?
    Facciamo due conti: i 30.695 euro lordi in tasca a uno statale milanese equivalgono a oltre 6.005 euro in meno del Pil pro capite (36.700) lombardo, i 38.547 in tasca a un regionale palermitano a 23.242 in più del Pil pro capite siciliano, che secondo il Mef è a 15.305. Con un costo della vita che rispetto al Sud è nettamente più alto al Nord. Per non dire della nicchia (contata a parte) dei «regionali» che lavorano all’Assemblea regionale, il «parlamentino» siciliano. Se alla Casa Bianca la paga media è di 72.497 euro l’anno, all’Ars è di 146.500. Dieci volte più dei siciliani delle province più povere. «Uffa, sempre critiche!» Tra i criticoni c’è anche la Corte dei conti. Rendiconto di giugno: «La consistenza numerica dei dipendenti di ruolo della Regione siciliana rappresenta più del 23% dell’ammontare complessivo del personale di tutte le Regioni; il numero dei dirigenti è oltre un terzo di tutti quelli regionali in Italia, ed il rapporto con i dipendenti di 1 ogni 9...». Auguri.
    Troppi e super pagati: i «regionali» siciliani surclassano gli «statali» - Corriere.it

    Raid sacrilego al cimitero: cosi' i ladri profanano le tombe
    Assalto al cimitero di Sant'Agata de' Goti, nel Sannio. Danneggiate più di cinquanta lapidi. L'ultimo blitz di una lunga serie nell'area interna della Campania
    Giovanni Vasso
    I predoni del metallo non rispettano nemmeno il sonno dei morti. A Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento, raid sacrilego al cimitero locale: saccheggiate e danneggiate quasi cinquanta lapidi.
    Il blitz è stato scoperto nella mattinata di sabato scorso dai custodi del camposanto locale che non hanno potuto fare altro che segnalare quanto era accaduto ai carabinieri del posto. Dai primi rilievi, secondo quanto riporta Ottopagine, sarebbero state cinquantuno le tombe profanate dalle mani rapaci dei ladri di rame e ottone. Che fanno incetta di portafiori, oggetti sacri. Pur di appropriarsene non hanno esitato a sfasciare marmi e lapidi. I danni sono ingenti. Ora è caccia alla gang e si spera di poter ricavare dati utili all’identificazione dei ladri dall’esame dei filmati dell’impianto di videosorveglianza allestito al cimitero.
    Non si tratta del primo colpo del genere, negli ultimi tempi, nell’area interna della Campania. A gennaio scorso, a Montoro, nell’avellinese, furono rubati centinaia di portafiori, poche ore dopo tocco' al camposanto di Mugnano del Cardinale a finire nel mirino dei malviventi. Pochi giorni prima, nella notte dell’Epifania, a Ospedaletto, ancora in Irpinia, i ladri profanarono tombe e lapidi utilizzando persino piedi di porco per divellere arredi sacri in metallo.
    Raid sacrilego al cimitero: così i ladri profanano le tombe

    Vigilante ucciso, per i tre minorenni
    l'accusa è di omicidio con crudeltà
    Fatti di «assoluta gravità» sia per la modalità sia per il movente, che denotano «personalità facilmente inclini ad azioni assolutamente gravi per fini devianti e scelti con una stupefacente superficialità». Sono le parole adoperate dal gip del Tribunale per i minorenni Pietro Avallone per sottolineare la necessità di tenere in carcere i tre indagati - due sedicenni e un diciassettenne - accusati dell'omicidio del vigilante Francesco Della Corte, aggredito a colpi di bastone e lasciato agonizzante davanti alla stazione della metropolitana di Piscinola, alla periferia nord di Napoli, la notte del 3 marzo e morto dopo 13 giorni all'ospedale Cardarelli.
    Omicidio volontario con l'aggravante della crudeltà e tentata rapina, sono i reati contestati nell'ordinanza di custodia emessa dal gip al termine dell'udienza di convalida. Dopo gli interrogatori di garanzia, durante i quali i ragazzi hanno ammesso la partecipazione al delitto come avevano già fatto nei giorni scorsi davanti al pm, il gip ha convalidato il fermo e emesso l'ordinanza di custodia.
    Il gip ha evidenziato come appaia necessaria la custodia in un istituto per evitare «la reiterazione dei reati della stessa specie». Assistiti dagli avvocati Luigi Bonetti, Antonella Franzese e Antonino Rendina i tre minorenni - L.C., e A.K. di 16 anni, e C.U., di 17, tutti del quartiere Piscinola - che furono identificati dalla polizia grazie alle immagini registrate dalle videocamere, hanno raccontato quanto avvenne quella notte e le loro dichiarazioni sono apparse non contraddittorie, lasciando un unico dubbio sul movente: non è ancora del tutto chiaro infatti se abbiano aggredito la vittima per impossessarsi della pistola (che alla fine non fu sottratta, perché i tre scapparono impauriti quando videro Della Corte rantolare agonizzante) o se si sia trattato di un episodio di violenza gratuita.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3616441.html

    Napoli, le ragazze della babygang
    «Che scemi, hanno confessato»
    di Leandro Del Gaudio
    Prima di perdere i sensi, prima di entrare in coma, ha provato ad avvisare i colleghi, ha provato a connettersi con la sua centrale operativa. Li', in ginocchio, nella notte di Piscinola, mezzo corpo fuori dall’auto dal motore acceso, Francesco Della Corte ha preso la radio trasmittente e ha fatto clic con il dito. Un ultimo anelito di vita, registrato e avvertito da tutti i suoi colleghi al lavoro alle tre del mattino, rimasto purtroppo privo di conseguenze. Francesco non ce l’ha fatta a parlare, non aveva più la forza ed è rimasto ancora qualche secondo con la radio di servizio collegata alla centrale, prima di svenire, prima di finire in coma, prima di passare dalla vita alla morte. E' uno dei particolari che emerge dalle indagini condotte sull’omicidio del metronotte, sull’aggressione a Francesco Della Corte dello scorso tre marzo, in una inchiesta comunque segnata dalla confessione dei tre assassini. Tre minori in cella, questa mattina convalida dei fermi e autopsia, in un fascicolo segnato anche da indagini tecniche. Intercettazioni telefoniche. Come quelle di due ragazzine che si sentono lo scorso venerdi' pomeriggio, per commentare la notizia - circolata nei propri ambienti familiari - dei fermi dei tre minori. Una conversazione finita nel decreto di fermo, un misto di dolore per la prospettiva di detenzione dei ragazzi e di rabbia per la loro scelta di confessare subito, di arrendersi e firmare quelle ammissioni che spalancano le porte del carcere in un processo segnato.
    Ma sentiamolo il ragionamento delle due minori, una delle quali sognava di costruire una famiglia con uno dei tre elementi che ha brutalmente assassinato un uomo colto di spalle.
    Il punto chiave è la confessione, secondo il dialogo tra la fidanzatina del più giovane con la sua amica:
    Amica/1: «Gli siamo andati a portare anche i panni».
    Amica/2: «Perché cosa hanno detto?».
    Amica/1: «Hanno detto che sono stati loro, che scemi, chi è più scemo di loro, hanno detto “si' siamo stati noi”»
    Amica/2: «Ma davvero?»
    Amica/1: «Si', è proprio cosi'».
    E non è finita. Una lunga conversazione in cui non c’è una sola parola di compassione per un uomo ammazzato mentre faceva il suo lavoro, tanto che le due adolescenti cercano di fare subito un’analisi della situazione, da un punto di vista tecnico. Ed è questo il punto in cui sfoderano il proprio giuridichese, le proprie convinzioni in materia di diritto penale.
    Quanto rischiano ora i tre reo confessi? Spiega la prima ragazza alla seconda: «Gli hanno dato l’omicidio e la rapina, quindi parliamo di sedici o diciassette anni»; immediata la replica della seconda ragazza, che evidentemente sa bene che un anno di carcere corrisponde a nove mesi oggettivi, che c’è la buona condotta e una serie di scivoli verso una condizione di semilibertà: «Si', va bene, ma stai tranquilla che tanto poi scalano...».
    Parole che non tranquillizano una fidanzatina, che insiste che la prospettiva di carcere è lunga («sempre 13-14 anni si fa, anche se poi scalano, quando mi sposo io a 31 anni?»), anche alla luce di quanto avvenuto in un recente passato, proprio in quella fascia di periferia metropolitana che unisce Chiaiano a Piscinola.
    Ed è a questo punto che viene ricordato il precedente di Gaetano, il ragazzino circondato da una decina di coetanei e brutalmente picchiato, fino a subire un brutto calcio all’addome che gli ha spappolato la milza. E' sempre lei a fare un po’ di conti a proposito di una vicenda che - per essere aderenti alla realtà - non è ancora culminata in una condanna di primo grado: «Mikol, un bambino di 12 anni, ha fatto a botte con un ragazzo, gli ha rotto la milza e ha preso otto o nove anni di reclusione». Parole che ripropongono uno spaccato di amicizie e parentele che resta impermeabile ad ogni forma di pietà, di compassione per la morte gratuita di un padre di famiglia. Seguiamo il dialogo, quello a proposito del presunto movente economico: «L’ha fatto per la pistola - spiega la fidanzatina a proposito del proprio ragazzo in cella - per racimolare 300 euro, come se poi avesse bisogno di 300 euro, ma non gliele dava la zia?».
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3614818.html

    Bufera su un sedicente infermiere: "Tra un milanese e un napoletano, salverei il primo"
    Margherita Conte
    "Tra un nonno milanese di 100 anni e un bambino napoletano di sei, io rianimero' sempre il nonno milanese", sono le parole scritte su Facebook da un sedicente infermiere che stanno facendo infuriare non poche persone.
    A segnalare il post razzista è un altro utente del social, Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento neoborbonico. Come spesso accade quando un notizia diventa virale, il profilo di tale Alessio Federico è scomparso da Facebook. Ma ormai quelle parole hanno fatto il giro della rete.
    Il presidente del Movimento neoborbonico ha fatto delle verifiche per capire chi sia la persona che ha scritto nero su bianco che, in caso di arresto cardiaco, tra un nonno milanese di 100 anni e un bambino napoletano di sei rianimerebbe sempre il nonno milanese, in nome di una superiorità del Nord Italia e il Sud. "Federico - scrive De Crescenzo - si dichiara infermiere e risulterebbe effettivamente tirocinante qualche anno fa presso la Clinica San Siro di Milano. Il post in questione è un post di stampo razzista e anche inquietante per chi esercita la professione di operatore sanitario".
    Bufera su un sedicente infermiere: "Tra un milanese e un napoletano, salverei il primo"

  3. #723
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Ubriaco e senza patente, fornisce le generalità del fratello: denunciato
    di Nello Fontanella
    L'uomo, un 40enne di Scafati, fermato al casello della Caserta-Salerno di Palma Campania dalla pattuglia della Polizia Stradale della sezione di Napoli, guidata dal dirigente Carmine Soriente, Distaccamento di Nola, coordinato dall'ispettore Giovanni Grimaldi, alla guida in stato di ebrezza ha subito detto agli agenti di aver dimenticato la patente a casa. I poliziotti gli hanno cosi' contestato il reato di guida in stato di ebrezza e lo hanno invitato a presentarsi il giorno dopo in Distaccamento per l'esibizione del documento di guida. Ma trascorsi inutilmente due giorni senza esito, gli agenti attraverso l'interrogazione al terminale Sdi hanno rintracciato una utenza telefonica e chiamato a telefono l'automobilista.
    «Io al casello di Palma Campania due giorni fa? Impossibile, sono qui al lavoro da una settimana», si sono sentiti rispondere. Hanno impiegato poco pero' per risolvere l'arcano. In pratica il fermato aveva fornito le generalità del fratello, a Figline Val d'Arno per lavoro, per evitare guai più seri perché senza patente, già sospesa per analoghi reati. Oltre alla denuncia per guida in stato di ebrezza, i poliziotti della Stradale gli hanno cosi' contestato anche il reato di sostituzione di persona e denunciato per aver fornito false generalità a Pubblico Ufficiale.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3625447.html

    La mozzarella della Terra dei Fuochi:
    sequestrata un'azienda bufalina
    Due aziende poste sotto sequestro per gravi illeciti ambientali, una persona arrestate e altre due denunciate: è il bilancio dei controlli svolti nel Casertano, in particolare nella zona nota come Terra dei Fuochi, dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico.
    A Villa Literno è stata sequestrata un'azienda bufalina di circa 60mila metri quadrati e del valore di oltre mezzo milione di euro, perché è emerso che i liquami zootecnici prodotti dagli 83 capi bufalini presenti, tracimavano dai siti di stoccaggio preposti per finire nei terreni agricoli circostanti.
    A San Nicola la Strada, invece, è stato individuato e scoperto un rogo di rifiuti speciali posto in essere in un'area di proprietà di una società specializzata nel settore dell'installazione e manutenzione di macchinari per cantieri edili. I militari sono stati richiamati dal fumo nero e denso; sul posto hanno trovato un operaio dell'azienda intento a dar fuoco a 2 metri cubi di rifiuti speciali anche pericolosi, costituiti prevalentemente da imballaggi in plastica e metallo contenenti solventi e vernici, ingombranti in legno ed altri rifiuti plastici la cui combustione rendeva l'aria irrespirabile in un raggio di decine di metri.
    A Casaluce inoltre, è stata ispezionata un'azienda dedita alla lavorazione dei marmi. E' emerso pero' che l'attività veniva svolta in assenza delle previste autorizzazioni per le emissioni in atmosfera. Pertanto il legale rappresentante della società è stato denunciato e l'intera azienda sottoposta a sequestro.
    https://www.ilmattino.it/caserta/per...o-3625110.html

    A lezione antitruffe dai carabinieri, poi anziana fa arrestare due napoletani
    Grazie ad un'arzilla anziana, reduce da un incontro promosso dalle forze dell'ordine per spiegare come contrastare possibile truffe, i carabinieri di Padova hanno arrestato due campani per una decina di colpi con la tecnica dei falsi avvocati. In carcere sono finiti Antonio Rubino, 27, e Salvatore D'Abundo, 39, entrambi di Napoli, per una serie di truffe aggravate ai danni di anziani. Sono 12 i colpi finora accertati messi a segno tra le province di Padova, Vicenza e Pordenone da maggio a ottobre del 2017. E' di circa 70.000 euro il bottino dei due indagati che hanno fatto sfoggio del loro alto tenore di vita con foto di cene al ristorante, corse in motoscafo, vacanze ma anche di mazzette di soldi puntualmente postate sui loro profili facebook.
    I carabinieri di Padova avevano tenuti o incontri in svariati centri anziani e parrocchiali sulle tecniche della truffa e una 74enne di Piove di Sacco, che aveva imparato bene la lezione non si è fatta ingannare. Appena avvicinata dai malfattori ha chiamato i carabinieri che hanno stretto il cerchio sui due campani
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3620436.html

    Tenta truffa specchietto: arrestato napoletano in trasferta in Veneto
    La Polizia di Stato di Padova ha arrestato un giovane, Alfonso Abbruzzese, 26 anni, di Napoli, mentre tentava di raggirare un automobilista con la tecnica dello specchietto. Una pattuglia delle Volanti, mentre perlustrava la zona della Stanga, intorno alle 3 di oggi, ha notato due automobilisti intenti a discutere ai lati di una carreggiata. Gli agenti, notando uno dei due con il portafoglio in mano in procinto a dare i soldi all'altro, sono intervenuti per verificare l'accaduto. Il giovane, a bordo di una Renault Clio, sosteneva di essere stato urtato in fase di sorpasso dall'auto della vittima. L'indagato aveva quindi fermato il malcapitato convincendolo a farsi dare 100 euro per evitare guai con l' assicurazione. Nel frattempo, dalla sala Operativa della Questura, ha diramato la segnalazione di una donna che era stata truffata dopo un fatto simile sulla Tangenziale.
    Le descrizioni del malvivente, dell'auto su cui viaggiava, corrispondevano al giovane fermo con la vittima di turno ed è bastato poco agli agenti per comprendere che si trattava della stessa persona. L'uomo, già autore di innumerevoli episodi analoghi in Veneto negli ultimi anni, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari, il quale ha convalidato l'arresto e disposto per l'obbligo di dimora e di firma presso la sua residenza nel comune di Afragola.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3620776.html

    Sassi e palle da biliardo sulle auto,
    i baby teppisti: «Lo facciamo per noia»
    di Barbara Ciarcia
    Hanno scambiato per un gioco - un gioco al massacro - il lancio dei sassi sulle auto in corsa lungo un tratto rettilineo della Napoli-Bari, nel territorio comunale di Sperone, tra i caselli di Baiano e Tufino, in direzione del capoluogo campano. Quattro amici minorenni, di età compresa fra i 14 e i 17 anni, si sono dati appuntamento nei pressi di un viottolo immerso nelle campagne che costeggia la A16 per scegliere bersagli mobili da colpire. Una sfida micidiale, una scommessa tra ragazzi per sconfiggere la noia pomeridiana. Hanno centrato prima un furgone poi un veicolo. Hanno scagliato non solo grosse pietre ma anche palle da biliardo. Per fortuna, oltre allo spavento e ai danni per le vetture, non ci sono state altre conseguenze gravi. «Ma è stata sfiorata una strage», ha ribadito anche il dirigente della Polstrada irpina, dopo essersi congratulato con il personale in servizio presso la sottosezione di Avellino ovest, diretto da Oreste Bruno, che è riuscito ad acciuffare sul fatto i quattro ragazzi e a denunciarli.
    «Chi fa questo viene punito anche se minore- ha spiegato il vice questore - dopo i 14 anni di età si è comunque imputabili. Al momento i quattro sono stati denunciati e affidati alle rispettive famiglie. Resta la gravità di quello che hanno fatto». Si attende nel frattempo la decisione del giudice del Tribunale dei Minori di Napoli che prenderà provvedimenti mirati in merito al gravissimo episodio.
    https://www.ilmattino.it/avellino/sa...a-3627822.html

    Truffa sui tetti di spesa:
    Asl e centri privati, 34 indagati
    La Procura di Salerno ha notificato 34 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati, tra cui figurano amministratori, commissari straordinari e dirigenti che si sono avvicendati dal 2014 al 2016 nell'Asl Salerno, e titolari di alcuni centri sanitari privati accreditati. Agli indagati gli inquirenti contestano irregolarità in relazione alla determinazione dei tetti di spesa per prestazioni sanitarie erogate da alcuni centri privati accreditati del territorio salernitano.
    «La contestazione riguarderebbe il mancato adeguamento ai criteri dettati dal Dca 85 dell'8.8.2016, in una deliberazione del settembre dello stesso anno». Lo sottolinea, in una nota, la direzione dell'Asl di Salerno. Nella nota la direzione strategica dell'Asl esprime «fiducia nell'operato degli inquirenti, sicura di poter chiarire la legittimità del proprio operato». La direzione Asl ricorda anche «di essersi insediata fra il 26 luglio ed il 1 agosto del 2016 e che, solo pochi giorni dopo, il commissario ad acta ha emanato il citato Dca 85/2016 ed in pochissimo tempo si è, dunque, trovata nella duplice esigenza di adeguarsi alle disposizioni commissariali e di provvedere alla definizione di tutta l'attività svolta dai centri accreditati per l'anno in corso. La direzione, nel frattempo, ha già attivato le procedure previste dalla vigente normativa nazionale anticorruzione», conclude la nota.
    https://www.ilmattino.it/salerno/asl...i-3627054.html

    Truffa del cartellino: sotto inchiesta 61 dipendenti comunali di Marigliano
    di Carmen Fusco
    61 avvisi di conclusione di indagini a 61 dipendenti del Comune di Marigliano: i provvedimenti sono stati notificati questa mattina dai carabinieri ai responsabili di settore, impiegati e lavoratori socialmente utili ritenuti responsabili di truffa aggravata ai danni del Comune e di false attestazioni.
    Le indagini della Procura di Nola diretta dal procuratore Anna Maria Lucchetta, cominciate nel 2014 e terminate a febbraio del 2018, sono state condotte dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna con la stazione di Marigliano.
    https://www.ilmattino.it/napoli/poli...o-3618310.html

    Batteri resistenti agli antibiotici,
    è allarme in Campania e al Sud
    Resistenza agli antibiotici, è allarme in Campania, Sicilia e Calabria, dove si registrano consumi di questi farmaci quasi doppi rispetto al Nord Italia. Secondo l'ultimo rapporto Osmed-Aifa del 2016, infatti si passa dai valori minimi di Bolzano (16 dosi definite giornaliere per 1.000 abitanti) e Friuli Venezia Giulia (19 Ddd ogni mille abitanti) ai consumi doppi di Calabria e Sicilia (35) e, soprattutto, della Campania (40 dosi definite giornaliere ogni 1000 abitanti) dove, sempre nel 2016, sono stati quasi 50 mila i casi di infezioni da batteri antibiotico-resistenti rilevati dai 20 laboratori aderenti al Sistema regionale di sorveglianza dell'antibiotico resistenza.
    Circa la metà di questi si è concentrata nei soli reparti di terapia intensiva (20,60% dei casi), medicina (15,33%) e chirurgia (14,20%). E' il quadro, poco roseo, emerso oggi durante il secondo incontro pubblico di 'Donne che Sanno', dal titolo «Sapere sull'antibiotico resistenza. Come difendersi dalle minacce del futuro e proteggere i nostri bambini?», promosso da Fondo Mario e Paola Condorelli e L'Altra Napoli con il patrocinio di Regione e Comune, sede della Società di storia patria a Napoli.
    «Non sempre i medici di famiglia - ha premesso Silvestro Scotti, presidente dell'Ordine dei medici e odontoiatri della provincia di Napoli - sono in grado di valutare l'opportunità dell'uso degli antibiotici perché sono posti di fronte al dilemma fra certezza e sospetto della malattia, a causa dei familiari che richiedono una diagnosi rapida e una pronta guarigione. Occorre una generale rieducazione all'uso degli antibiotici, iniziando opportunamente dalle scuole. Faccio un appello alle 'Donne che Sanno' - sottolinea - perché le vaccinazioni, su cui oggi tanto si discute, si fanno per curare soprattutto una serie di infezioni, sulle quali si interviene poi con gli antibiotici. E' importante che le donne diffondano la cultura delle vaccinazioni».
    «In Campania - spiega Carlo Tascini, direttore della prima Divisione di malattie infettive a indirizzo neurologico dell'ospedale Cotugno di Napoli - si registra una antibiotico-resistenza pari al 43%, un dato da mettere al confronto con la Francia dove questa resistenza è al 5%. Anche nella nostra regione sono urgenti misure atte a contenere la diffusione della resistenza: uso prudente degli antibiotici, programmi di gestione antimicrobica, incremento delle vaccinazioni e riduzioni delle profilassi antibiotiche inutili», raccomanda.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3558686.html

    Soldi in cambio di patenti nautiche: 16 indagati
    di Leandro Del Gaudio
    Tre facoltosi imprenditori napoletani hanno messo i soldi sul tavolo e avrebbero dato inizio a una trama di collusioni che ha investito gli uffici che contano nei palazzi del potere: Prefettura, Questura, giudice di pace, motorizzazione civile. Soldi per far sbloccare pratiche, per ottenere ad esempio patenti nautiche, dando forza a un presunta organizzazione specializzata anche in altri rami: ricorsi contro la Prefettura, rilascio di patenti di guida e di permessi di soggiorno, passaporti. Carte ottenute grazie sempre allo stesso schema: tangenti, in cambio di favori, soldi in cambio di documenti. Ma andiamo con ordine ad approfondire l’inchiesta che da qualche giorno fa tremare un pezzo di mondo amministrativo cittadino. Sono sedici gli indagati, coinvolti a vario titolo in una presunta attività finalizzata a creare «corsie preferenziali» nella trattazione di pratiche amministrative. Centrale - nella ricostruzione dell’accusa - la posizione di Umberto Attianese, funzionario in servizio presso l’area terza sexies, legata all’applicazione del sistema sanzionatorio (ruoli esattoriali) e ai ricorsi alle cartelle esattoriali della Prefettura di Napoli. Doverosa una premessa che vale per Attianese, ma anche per tutti gli altri soggetti finora coinvolti: siamo in una fase iniziale delle indagini, di recente culminate in alcune perquisizioni, che vanno ritenute come un mezzo di ricerca della prova e non come una sentenza di condanna.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3616765.html

    Sei minuti e 19 secondi
    MATTIA FELTRI
    Giornata densa ieri all’Assemblea regionale siciliana. I deputati dell’isola (si autoassegnano il titolo, per il maggior prestigio di governare una regione autonoma) si sono riuniti per importanti deliberazioni che li hanno tenuto inchiodati allo scranno ben sei minuti e diciannove secondi. Una buona parte del tempo se n’è andata nella lettura del verbale della seduta precedente, quella di martedi', quando la sessione si era trasformata in un tour de force di quattordici minuti netti. Ci si rivede martedi' prossimo, 20 marzo. Una settimana sfibrante. Media lavorativa: quattro minuti al giorno.
    Che per uno stipendio di otto, massimo novemila euro netti al mese, non siamo sicurissimi di appellarci alle leggi antischiavismo, ma la tentazione è forte. Da che s’è insediata, l’Assemblea (a maggioranza di centrodestra) si è riunita sette volte a dicembre, cinque a gennaio, quattro a febbraio, e fin qui tre a marzo. Secondo i preziosi calcoli di cronisti locali, l’impegno è stato mediamente di poco più di un’ora e mezzo la settimana, circa un quarto d’ora al giorno. E i frutti si vedono. In quattro mesi sono state approvate tre leggi.
    Una per l’adeguamento alla nuova assemblea della Commissione antimafia. L’altra per l’aggiunta della qualifica Terme al nome di alcuni paesi (tipo Montevago che è diventato Montevago Terme). La terza per la modifica dei confini fra Grammichele e Mineo. Secondo voi, è avventato definirla una poderosa risposta del politico siciliano all’ondata dell’antipolitica?
    Sei minuti e 19 secondi - La Stampa

  4. #724
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Deve pagare mille multe ma è irreperibile: scovato dai vigili
    Il reparto motociclisti della Polizia Municipale di Napoli ha rintracciato e identificato un'uomo - finora irreperibile - sul quale pendevano ben mille multe per violazioni al Codice delle Strada. Si tratta di un 44enne, P.F., nato a Pozzuoli, ex titolare di una società in liquidazione che, di recente, ha avviato un negozio di frutta e verdura nella zona occidentale del capoluogo partenopeo.
    Accertamenti sono in corso per capire se la sua prolungata irreperibilità - che gli ha consentito di evitare un ingente esborso - sia frutto di complicità o omissioni. Lo scorso 7 marzo, sempre grazie alla segnalazione del Servizio Gestione Sanzioni Amministrative dei Servizi Finanziari del Comune di Napoli, la Polizia Locale ha stanato un'altra persona irreperibile, che di multe ne aveva collezionate 270.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3633173.html

    Napoli, la denuncia delle donne: «Aiutateci, siamo invasi dai topi»
    di Melina Chiapparino
    Invasi dai topi e dal degrado. E' questa la denuncia degli abitanti in via Carlo della Gatta, una delle stradine a ridosso di corso Garibaldi, tra i quartieri San Lorenzo e Vicaria. I problemi lamentati dai residenti sono iniziati circa tre mesi fa, nel tratto stradale che è stato messo in sicurezza con transenne ma che, oramai, è diventato una discarica a cielo aperto. «La strada non è più percorribile e il cantiere è una cloaca dove sversano di tutto - lamentano gli abitanti - siamo invasi dai topi che fuoriescono dai buchi effettuati nel pavimento stradale e mai chiusi».
    In pratica, quando alcuni mesi fa, era stata sfollata una palazzina per la probabilità di rischi strutturali, nel contempo era stata cantierizzata un’area limitrofa all’edificio per eseguire saggi e rilievi. Quelle aperture nel pavimento stradale, non sono state chiuse e i cittadini si sono arrangiati con lastre di legno per tapparne alcune, non volendosi rassegnare al via vai di topi che popolano la strada soprattutto di notte. «Per chi abita al piano terra la situazione è spaventosa - racconta Pina - praticamente dobbiamo chiuderci in casa per la paura che i ratti possano entrare e molti di noi, sono ancora più preoccupati perché hanno in casa bimbi piccoli».
    https://www.ilmattino.it/napoli/citt...i-3635442.html

    Tecnico radiologo pizzicato a derubare un paziente
    Finisce nei guai un sanitario in una struttura di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. L'uomo è stato incastrato dalle telecamere di sorveglianza
    Giovanni Vasso
    Deruba il paziente durante le visite, finisce nei guai un tecnico radiologo in servizio presso un istituto diagnostico privato a Nocera Inferiore, in provincia di Salerno.
    L’uomo è stato incastrato dalle videocamere di sorveglianza della struttura e dagli agenti della polizia.
    Era stata proprio la dirigenza dell’istituto salernitano a chiedere l’aiuto delle forze dell’ordine. Da qualche tempo, infatti, i pazienti avevano segnalato problemi e “ammanchi” durante la loro permanenza nella struttura. Non s’è dovuto aspettare molto per fare chiarezza su quanto avevano segnalato i clienti.
    Tutto s’è svolto in pochissimi minuti. I filmati della videosorveglianza hanno mostrato che, mentre il paziente s’era messo a disposizione dei sanitari per le indagini radiologiche, l’uomo, poco più che trentenne, frugava tra i suoi vestiti lasciati incustoditi in un angolo morto alla visuale del paziente del laboratorio. Lo hanno pizzicato, pero', le telecamere e cosi' gli agenti della polizia che stavano indagando da qualche giorno – pochi minuti dopo i fatti – lo hanno arrestato, come riporta Il Mattino, in flagranza di reato.
    Tecnico radiologo pizzicato a derubare un paziente

    La truffa delle bufale con la brucellosi: cinque veterinari tra i 12 indagati
    La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha emesso l'avviso di conclusione indagine per 12 persone, tra cui cinque medici veterinari dell'Asl di Caserta, indagate per truffa, falso ideologico e violazioni penali della normativa concernente i controlli sanitari. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati due allevamenti bufalini del Casertano, il primo ubicato a Gioia Sannitica dove sono presenti 2.500 capi, l'altro a Vairano Patenora; i proprietari sono tra le persone raggiunte dall'avviso di conclusione delle indagini.
    In particolare, secondo la Procura guidata da Maria Antonietta Troncone e i carabinieri del Gruppo Forestale di Caserta, i medici avrebbero prelevato campioni di sangue dai capi bufalini dei due allevamenti per effettuare in laboratori privati o nei propri uffici analisi «preventive», realizzate cioè prima di quelle ufficiali previste dalla profilassi di Stato; lo scopo era accertare se qualche capo fosse affetto da brucellosi al fine di macellarlo in anticipo ed evitare che, in seguito alla analisi ufficiali dell'Asl, l'allevamento finisse tra quelli in quarantena.
    Dalle analisi ordinate dalla Procura è emerso che almeno due capi erano affetti da brucellosi, ma gli allevatori, con la complicità dei veterinari, avevano nascosto l'insorgere del focolaio alle autorità, riuscendo a mantenere la qualifica sanitaria di «allevamento indenne»; cio' avrebbe permesso ai due imprenditori bufalini di poter vendere il latte ai caseifici, per la produzione della mozzarella dop e degli altri derivati, allo stesso prezzo dei colleghi i cui allevamenti erano effettivamente sani e «indenni» dalla brucellosi.
    Gli inquirenti hanno inoltre scoperto in un laboratorio di analisi di Piedimonte Matese, dove erano stati inviati i campioni ematici prelevati dai capi dell'allevamento di Vairano, un kit per diagnosticare la brucellosi, il cui acquisto e utilizzo è vietato in Italia; il kit, è emerso, era stato acquistato in Francia da un intermediario commerciale di Perugia. Ai medici è inoltre contestata la truffa; avrebbero infatti inserito nei verbali redatti dopo i sopralluoghi presso le aziende i nominativi di colleghi non presenti, per far conseguire a questi ultimi le indennità di trasferta e i rimborsi chilometrici.
    https://www.ilmattino.it/caserta/cas...i-3635270.html

    Finto avvocato napoletano arrestato a Torino: si faceva consegnare soldi dalle vittime
    Si spacciava per avvocato incaricato della difesa del figlio delle vittime prescelte e si faceva consegnare denaro. Carlo Ioime, 30 anni napoletano, pluripregiudicato, è stato arrestato dalla squadra mobile di Asti in collaborazione con la mobile di Napoli. L'uomo, ritenuto responsabile di diverse truffe aggravate commesse ad Asti e Chieri è stato arrestato in flagranza durante una truffa a un anziano di Chieri al quale era riuscito a farsi consegnare 750 euro in contanti e 6.500 euro di oggetti in oro. Il truffatore è stato portato alla casa di reclusione di Poggioreale, su disposizione del gip del tribunale di Asti.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3554734.html

    Stese ad altezza d'uomo: a Napoli
    intimidazioni a suon di ​kalashnikov
    di Leandro Del Gaudio
    Stanno insistendo. Hanno deciso di sfondare la linea della provocazione, di alzare il tiro e di mandare qualcosa in più di un messaggio dall’altra parte della staccionata: hanno deciso di usare i kalashnikov contro auto in sosta, saracinesche di qualche negozio, portoni di edifici per chiarire bene le idee a tutti. Questa zona è nostra, i traffici di cocaina e hashish non vi appartengono.
    Un messaggio firmato dal gruppo di famiglie che ora controllano la zona del Cavone e che puntano dritto al «sistema» Pignasecca, quello spaccato che un tempo veniva chiamato «delle Chianche» e che era rigorosamente controllato dalla dinasty dei Terracciano: una terribile terra di mezzo, che da sempre fa gola a tutti. Scenario cambiato, anche se oggi la nuova faida torna ad essere tutta li', alla Pignasecca. Domenica notte, sono le 22.32, un’altra stesa. Sventagliate di mitra ad altezza d’uomo, auto crivellate di proiettili, paura e rabbia. Masticano amaro i residenti, costretti ad improvvisarsi difensori civici, a bloccare per precauzione due turisti inglesi rimasti spaesati per quella improvvisa giostra di colpi esplosi, di urla di paura, di puzza di polvere da sparo: «Men and guns, be carefull... that’s mafia», dice un cittadino napoletano di origini indiane, «uomini e pistole, occhio! Roba di mafia», meglio aspettare che passi il pericolo. Ancora qualche minuto, li' tra via e piazza Pignasecca - zona ricca di ristoranti e negozi, un mercato naturale - che la scena torna ad animarsi. Da via San Liborio e dalle altre strade vicine alla piazza principale, spuntano le prime comparse di questa nuova emergenza criminale.
    Sono donne, per lo più: abitano in questa zona e conoscono ogni particolare dell’ultima stesa. Sanno chi è stato, nel senso che hanno capito bene chi sono i mandanti e per quale motivo sono stati usati i mitra nel corso dell’ultima spedizione criminale. Uno scenario che rimanda a quanto avvenuto venerdi' notte, sempre intorno alle undici, sempre nella stessa zona. Cinque giorni fa, è stata una avvisaglia, un messaggio iniziale; domenica notte il sequel.
    Quanto basta a costringere gli inquirenti a ragionare in termini di emergenza, a ripercorrere le tappe di uno scontro che aveva già destato qualche preoccupazione nei mesi scorsi.
    Ora la situazione sembra degenerata e si attendono reazioni a stretto giro. Clima da coprifuoco, quando chiudono i localini e i ristoranti, non è difficile capire cosa sta accadendo in questa zona. Sono due i fronti, almeno a leggere le informative di polizia giudiziaria che sono state depositate in questi mesi: da un lato ci sono i Saltalamacchia, una famiglia cresciuta nel vuoto criminale dei Quartieri spagnoli, scenario polverizzato da arresti, condanne e qualche pentito blasonato. I Saltalamacchia sono in buoni rapporti con i Ricci, i «fragolella», che - negli anni d’oro del loro dominio - erano legati al potente clan Sarno di Ponticelli. Fatto sta che in quest’ultimo periodo, i Saltalamacchia e i Ricci vengono indicati come i più attivi nella zona dei Quartieri, pur avendo scelto come propria roccaforte uno dei vicoli a ridosso di piazza Mazzini. Vengono avvertiti come un pericolo da quelli che stanno dall’altra parte. A chi pensano in queste ore gli inquirenti? Attenzione rivolta ad un’altra consorteria di famiglie, vale a dire quelli del gruppo Ferrigno e degli Esposito, ritenuti a loro volta particolarmente attivi nella zona del Cavone.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...v-3602175.html

    Medicinali prescritti a pazienti morti per ottenere i rimborsi: 5 misure cautelari
    I carabinieri del Nas di Caserta hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura, nei confronti di cinque persone (di cui 3 agli arresti domiciliari e 2 al divieto di dimora nella provincia di Caserta), a vario titolo coinvolte in un'associazione criminale dedita alla commissione di truffe in danno del Servizio Sanitario Nazionale, nonché alla commercializzazione internazionale dei farmaci illecitamente acquisiti. L'ordinanza cautelare rappresenta l'epilogo di una complessa e meticolosa attività investigativa, consistita nella effettuazione di intercettazioni telefoniche, servizi di pedinamenti, acquisizione di copiosa documentazione amministrativa.
    Scoperto un raffinato sistema truffaldino, imperniato sulla strumentalizzazione della "Farmacia Cristinziano" di Castelvolturno, luogo di ideazione e commissione dei reati: il sistema consisteva nella redazione di ricette mediche, da parte di un medico di base del Sistema sanitario nazionale, il quale, previa ricezione mensile di indebite somme di denaro (circa 300 euro al mese), consegnatigli dai gestori o titolari della farmacia, prescriveva medicinali a fantomatici pazienti, perché deceduti, inesistenti ovvero ancora del tutto ignari delle prescrizioni sanitarie loro intestate. Il secondo segmento dell'illecito traffico consisteva nella presentazione delle false ricette al Servizio Sanitario Nazionale per il relativo pagamento, a titolo di rimborso per la farmacia. Infine - ed è questo il terzo segmento - la disponibilità, da parte del sodalizio criminoso, di consistenti quantitativi di medicinali privi di fustelle veniva utilizzata per la commercializzazione abusiva all'estero dei medesimi farmaci, potendo contare su di una struttura criminale transnazionale.
    L'indagine trae origine da una segnalazione inviata ai carabinieri del Nas di Caserta dal direttore generale del Pasl di Caserta, nella quale veniva posto in evidenza che, da una verifica contabile interna, effettuata sulle prescrizioni mediche dell'anno 2013, emergeva che il medico di base di Castel Volturno, aveva generato una spesa farmaceutica per ogni paziente pari a 808,33 euro, rispetto alla media aziendale di 167 euro. I successivi approfondimenti investigativi permettevano di dimostrare che il medico di base, dal 2013 al 2016, in cambio di indebite somme di danaro, aveva emesso e fornito alla farmacia ricette mediche, per un valore superiore ad 800mila euro, intestate a pazienti deceduti, inesistenti o, comunque ignari.
    Le attività investigative hanno altresi' consentito di accertare che molte delle ricette venivano emesse direttamente dalla titolare della farmacia o dai suoi collaboratori, grazie all'utilizzazione dei ricettari, dei timbri, messi a disposizione dal medico unitamente alle proprie credenziali di accesso al sistema nazionale, che permette l'emissione delle ricette dematerializzate. Ottenute le ricette, la farmacista ed i suoi collaboratori, alcuni dei quali destinatali del provvedimento eseguito nella giornata odierna, asportavano i bollini segnaprezzo dalle confezioni di farmaci, che apponevano sulle false ricette; mentre le confezioni di farmaci defustellate venivano destinate ad un mercato clandestino, europeo (Ucraina).
    Nel corso delle indagini sono state acquisite ed esaminate circa 200mila ricette e sequestrate oltre tremila confezioni di farmaci prive delle fustelle, circa 1.200 ricette in bianco, più di 500 fustelle segnaprezzo, timbri, materiale informatico, ecc. Il danno all'Erario è stato stimato pari a circa 300mila euro; ed è per questi motivi che è stato emesso anche un decreto di sequestro di pari importo a carico degli indagati, per valori equivalenti. Le condotte contestate riguardano molteplici episodi di truffa aggravata ai danni del Sistema Sanitario Nazionale, di corruzione, di falso in atto pubblico, di ricettazione dei farmaci privi delle fustelle, nonché il delitto di associazione per delinquere, con l'aggravante della transnazionalità, in quanto il sodalizio criminoso era proiettato ad introitare gli illeciti profitti non solo grazie al sistema truffaldino ai danni del Servizio sanitario nazionale, ma anche attraverso la commercializzazione dei farmaci defustellati in territorio straniero.
    https://www.ilmattino.it/caserta/med...i-3601347.html

    Se i consiglieri calabresi si aumentano i vitalizi
    Nella regione più povera d'Europa, la Calabria, i consiglieri regionali hanno trovato il modo per aumentarsi i vitalizi
    Pietro Bellantoni
    Nella regione più povera d’Europa, la casta dei consiglieri regionali trova il modo per aumentarsi i vitalizi.
    Succede in Calabria, dove le pensioni speciali riservate agli ex eletti sono state maggiorate dell’1,1%, per un costo aggiuntivo di 102mila euro all’anno a carico dei contribuenti.
    Il consiglio regionale calabrese ha infatti approvato un atto che adegua l’importo dei vitalizi diretti e di quelli indiretti (cioè gli assegni di reversibilità, destinati ai congiunti dei politici deceduti) sulla scorta della nuova variazione del Foi-Istat, l’indice nazionale “dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati generali al netto dei tabacchi”. Come se le super-pensioni appannaggio degli ex consiglieri potessero anche solo lontanamente essere paragonate a quelle dei cittadini comuni. Ma tant’è.
    I 100mila euro e passa di spese extra andranno a sommarsi ai quasi 10 milioni che ogni anno i calabresi spendono per garantire un assegno a vita a tutti quei “lavoratori” che, almeno per un mandato, hanno prestato la loro “opera professionale” nei palazzi della politica. Il vitalizio è stato abolito nella scorsa legislatura, ma i cittadini continuano ad avere sul groppone 144 pensionati di lusso, senza contare gli assegni di reversibilità.
    Con il nuovo ritocco al rialzo, i vitalizi saranno aumentati a tutti gli ex componenti dell’assemblea, anche a quelli che hanno sulle spalle diverse legislature e che ogni mese portano a casa più di 7mila euro, in una regione dove il reddito pro-capite, secondo l’ultima rilevazione Eurostat, è di soli 16.800 euro all’anno.
    Se i consiglieri calabresi si aumentano i vitalizi

  5. #725
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,759
     Likes dati
    757
     Like avuti
    871
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  6. #726
    email non funzionante
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    22,425
     Likes dati
    46,241
     Like avuti
    21,159
    Mentioned
    159 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Il guadagno fatto dalla Padania a non essere razzista .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #727
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,759
     Likes dati
    757
     Like avuti
    871
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  8. #728
    Blut und Boden
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Località
    Lothlorien
    Messaggi
    74,936
     Likes dati
    2,836
     Like avuti
    10,459
    Mentioned
    218 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Sicilia Bella 1 / 23 dipendenti assenteisti su 40 a Ficarra. I carabinieri: sistema patologico rafforzato nel tempo
    6 Apr 2018 · 0 Comment


    Ventitré dipendenti su 40 del Comune di Ficarra (Messina) sono indagati per assenteismo. Un numero record emerso da un’inchiesta della Procura di Patti che ha portato alla sospensione dalla funzione per 16 persone. Il provvedimento cautelare interdittivo è stato eseguito dai militari del Comando Provinciale di Messina su disposizione del gip. Per i 23 tra impiegati e dirigenti le accuse sono di truffa aggravata e continuata ai danni dell’ente pubblico e di false attestazioni o certificazioni.
    Il provvedimento nasce da un’indagine avviata nel 2016 dai carabinieri della Compagnia di Patti che hanno accertato, anche attraverso riprese video, una cronica, diffusa e generalizzata abitudine degli indagati, dipendenti a vario titolo del Comune, ad allontanarsi per motivi personali dall’ufficio. I dipendenti finiti sotto inchiesta evitavano la timbratura dei cartellini o della scheda magnetica in modo da non far risultare i periodi di assenza dal lavoro e subire le decurtazioni di stipendio. Nel complesso gli inquirenti hanno accertato 650 assenze arbitrarie per un ammontare di oltre 12.500 minuti. Tra i 16 destinatari della misura cautelare figurano, tra l’altro, 3 dirigenti, rispettivamente delle area tecnica, amministrativa ed economico-finanziaria, che rispondono in concorso con gli altri perché avrebbero omesso di controllare i colleghi.
    I carabinieri hanno svelato l’esistenza – scrive il gip – di un vero e proprio “sistema fraudolento e patologico” ai danni della pubblica amministrazione, sviluppatosi e rafforzatosi nel tempo in un contesto di “anarchia amministrativa”. Al Comune di Ficarra l’azione dei pubblici dipendenti era svincolata da qualsiasi forma di controllo. Un sistema di malaffare che per i suoi caratteri di pervasività e diffusione non poteva che realizzarsi e reggere nel tempo attraverso atteggiamenti di complicità tra controllori e controllati “in un clima di cronico disinteresse per le funzioni pubbliche svolte e di totale assenza di senso del dovere”, scrivono i carabinieri.

    Sicilia Bella 1 / 23 dipendenti assenteisti su 40 a Ficarra. I carabinieri: sistema patologico rafforzato nel tempo | L'Indipendenza Nuova
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #729
    Lumbard
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Lach Magiùr
    Messaggi
    11,759
     Likes dati
    757
     Like avuti
    871
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    in Lombardia un comune di 1.400 ha non più di 10-12 dipendenti .... in sicilia 40 e nessuno si è chiesto il perchè (al di là dell'assenteismo che a questo punto non cambia nulla, visto che sicuramente almeno la metà dei dipendenti non avrà lavoro da svolgere negli uffici di Ficarra)

    padani idioti+beoti al quadrato

  10. #730
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Oct 2010
    Messaggi
    6,606
     Likes dati
    0
     Like avuti
    176
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Terryes

    Il prof rimprovera la figlia, il padre lo aggredisce: emorragia cerebrale
    A Palermo il genitore di una ragazzina di terza media ha aggredito il professore, "colpevole" di aver rimproverato la figlia: 25 giorni di prognosi
    Ivan Francese
    La figlia è tornata a casa raccontando di essere stata rimproverata dal professore e il padre si è recato a scuola per aggredire il docente, spedito all'ospedale con un'emorragia cerebrale e una prognosi di 25 giorni.
    L'ultimo, folle, episodio di violenza legato alla scuola è andato in scena a Palermo, nell'istituto comprensivo Abba-Alighieri.
    Qui una ragazzina di terza media ha riferito di essere stata rimbrottata da uno dei suoi professori, aggiungendo forse anche che il docente le avrebbe "alzato le mani". Un racconto che ha scatenato la furia vendicativa del padre, lesto a presentarsi di fronte alla scuola al termine delle lezioni pomeridiane. Quindi, mentre il docente scendeva le scale dell'istituto per rientrare a casa, è scattata l'aggressione. Subitanea, furibonda.
    Secondo la stampa locale il genitore avrebbe sferrato un pugno al viso del docente e quindi lo avrebbe tempestato di calci una volta a terra. Severa la diagnosi dei medici dell'ospedale cittadino dove il professore è stato trasportato d'urgenza: 25 giorni di prognosi, uno sversamento di sangue al cervello e la frattura dello zigomo.
    Sul caso è stata aperta un'indagine e pare che la ragazzina protagonista della vicenda abbia già ridimensionato le accuse nei confronti del proprio insegnante, riferendo ai carabinieri di essere stata semplicemente allontanata dall'aula. Il docente aggredito deve ancora decidere se sporgere o meno denuncia. Poiché il pestaggio è avvenuto all'interno delle mura scolastiche potrebbe profilarsi il reato di aggressione a pubblico ufficiale.
    Il prof rimprovera la figlia, il padre lo aggredisce: emorragia cerebrale

    Prova il Suv in spiaggia e rischia ​di annegare con moglie e figli
    Un 30enne di Secondigliano ha messo a rischio la sua vita e quella della famiglia per provare delle evoluzioni in spiaggia con il suv nuovo
    Rachele Nenzi
    Spericolate evoluzioni per provare il suv nuovo. La folle idea di un 30enne di Castel Volturno poteva finire in tragedia. Infatti nell'auto c'erano sua moglie con i due figli piccoli
    L'incidente
    Sgommate, accelerazioni e frenate sulla spiaggia di Pinetamare, nei pressi di Castel Volturno, con il nuovo suv e a bordo la famiglia. Idea folle che ha rischiato di finire in tragedia. Dopo diversi minuti di peripezie e numeri da circo pero' la sabbia ha ceduto e il mezzo si è piegato rischiando di affondare.
    Erano da poco passate le 22 quando il 30enne, residente a Secondigliano, dopo un gelato a Castel Volturno ha deciso di improvvisarsi stuntman. Un rischio grossissimo fatto correre al bimbo di pochi mesi e una bimba di due anni.
    Prova il Suv in spiaggia e rischia ?di annegare con moglie e figli

    Napoli, devi prenotare una visita? Ci pensa Ciro "il codista"
    Al Vecchio Pellegrini di Napoli, c'è un uomo che da anni è una vera istituzione. Un factotum che inserisce i pazienti nell'elenco delle visite, vende caffè, sigarette e dà ai degenti anche le bollette per le scommesse
    Luca Romano
    C'è un mondo, negli ospedali di tutta Italia, di persone che fanno i lavori più disparati.
    Ma c'è un ospedale, a Napoli, dove un uomo, ormai un'istituzione, si è trovato a svolgere un ruolo divenuto nel tempo essenziale. Ciro B., ex barista a nero licenziato dal suo datore di lavoro 25 anni fa, si è dovuto inventare un mestiere. E l'ha trovato nell'ospedale locale. Infermiere? Assistente? Sicurezza? No. Prenota visite, vende il caffè a un euro, i cornetti, pacchetti di sigarette e bollette per le scommesse. Nel tempo è divenuto uno dei pilastri del nosocomio, per tutti i pazienti.
    Ciro è essenziale. E nel mondo della malasanità si puo' immaginare quanto sia importante, specialmente per chi vuole evitare le file. Il meccanismo del factotum del Vecchio Pellegrini è consolidato e ormai è quasi una regola: si telefona a un numero fisso tramandato come una reliquia tra i pazienti. E risponde o lui o, nella maggior parte dei casi, la moglie Rosa.
    La signora si fa dare il nome e cognome dall'interessato, chiede se ha bisogno di essere inserito prima o dopo nella lista dei pazienti che sarà affissa alla porta dell’ambulatorio e il giorno dopo, il marito segna i cognomi di chi si è rivolto a lui, nell’ordine esatto in cui ciascuno ha chiesto di essere inserito.
    Non c'è un listino prezzi. Ciro si accontenta delle offerte che i pazienti, ben lieti del servizio, gli danno. Cosi' tra un caffè, un cornetto o una scommessa, passa tra i pazienti, ritira i soldi, e la giostra continua.
    Come scrive il Corriere della Sera, che ha intervistato un anziano paziente del nosocomio, «Ciro è una istituzione. Lo vediamo entrare ed uscire in continuazione o scrivere i nominativi sui fogli e mi ha detto che alla fine del mese, tra caffè, cornetti, sigarette, bollette delle scommesse recapitate fino al letto dei pazienti e prenotazioni guadagna fino a 1.500 euro al mese. Gli entrano in tasca ogni giorno una cinquantina di euro. Aveva perso il lavoro e si è inventato un mestiere, rendendosi indispensabile a chiunque, per un motivo o per l’altro, abbia a che fare con il Vecchio Pellegrini. Percorre ogni giorno, tra scale, reparti e pronto soccorso, decine di chilometri e non si ferma mai».
    Naturalmente non è tutto oro quel che luccica. Fa piacere vedere che un uomo si dà da fare. Ma partiamo dal presupposto che è un servizio completamente illegale. E soprattutto, immaginiamoci la frustrazione del paziente ignaro che si ritrova in fondo alla lista perché non ha contattato Ciro o non sapeva della sua esistenza. Per molti pazienti, il suo è un servizio essenziale. Ma fa impressione vedere che sono anni che in uno dei più importanti ospedali di Napoli i pazienti siano costretti affidarsi a questo meccanismo parallelo.
    Napoli, devi prenotare una visita? Ci pensa Ciro "il codista"

    I genitori si fanno selfie e il neonato finisce in mare
    Tragedia sfiorata a Porto Cesareo (Lecce): due genitori si scattano un selfie e il passeggino finisce nel vecchio porto. Salvato da un passante
    Claudio Cartaldo
    Poteva costare molto caro quel selfie con vista sull'Isola dei Conigli.
    Una coppia di govani genitori si è messa in posa, ha preso il cellulare in modalità fotocamera, il sorriso e infine lo scatto. Tutto normale, tutto come sempre. Peccato che mentre papà e mamma si aggustavano l'inquadratura, il loro bimbo neonato sia finito con la carrozzina in mare. Un tuffo causato da una raffica di vento che poteva avere conseguenze molto gravi.
    Siamo a Porto Cesareo, in provincia di Lecce. I due genitori sul lungomare lasciano il passeggino col loro pargolo per alcuni secondo sul molo. Giusto il tempo di scattarsi un selfie. Solo che si dimenticano di mettere il freno alla carrozzina. E cosi' il vento fa rotolare il passeggino nelle acque del vecchio porto. Per fortuna, un passante si accorge e si tuffa immediatamente nell'acqua alta poco meno di un metro. Il bimbo viene recuperato e soccorso in un bar li' vicino. Poi, come scrive il Nuovo quotidano di Puglia, arriva l'ambulanza.
    I genitori si fanno selfie e il neonato finisce in mare

    Azzanna una capra viva e pubblica il video sul web, denunciato un calabrese
    L'orrore pubblicato sul social è ha fatto scattare la denuncia per R.F, un 38enne disoccupato di Anoia, Reggio Calabria
    Aurora Vigne
    Ha postato su Facebook un video che lo riprende mentre azzanna una capretta, quasi come se volesse mangiarsela viva.
    Il video, in cui si vede l'animale in evidente difficoltà, ha subito scatenato il disgusto degli utenti.
    L'orrore pubblicato sul social è ha fatto scattare la denuncia per R.F, un 38enne disoccupato di Anoia, Reggio Calabria. L'uomo, che è stato rintracciato e portato in caserma im breve tempo, aveva già dei precedenti per minacce e violanza a pubblico ufficiale. Come riporta La Stampa, gli altri animali detenuti dall'uomo, tra cui cinque cani e quattro suini, sono stati sottoposti a sequestro preventivo sanitario.
    Il responsabile dovrà ora rispondere di maltrattamento di animali e rischia la reclusione dai tre mesi ai 18, oltre a una multa che potrebbe sfiorare i 30mila euro.
    Azzanna una capra viva e pubblica il video sul web, denunciato un calabrese

    Napoli, panico sul Lungomare: spari tra la folla dopo tentato furto
    di Maria Chiara Aulisio
    Panico sul Lungomare di Napoli, affollatissimo di persone complice la serata mite, poco prima delle 21. Proprio alle spalle della strada che costeggia il mare, in via Chiatamone, sono stati esplosi alcuni colpi di pistola dopo il tentato furto di un motorino, sventato dal proprietario.
    La dinamica è ancora da accertare: non è ancora chiaro se a esplodere i colpi di pistola siano stati i ladri o lo stesso proprietario del veicolo. Secondo le testimonianze di alcuni ristoratori che erano al lavoro, sarebbero stati esplosi ben otto colpi di arma da fuoco. Una circostanza che ha scatenato il panico sul Lungomare: udite le detonazioni, le persone che affollavano via Caracciolo e via Partenope si sono date alla fuga cercando riparo dai colpi. Sul luogo è intervenuta la polizia, mentre i carabinieri della stazione di Chiaia hanno sequestrato alcuni bossoli trovati sul selciato. Non si registrano feriti.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3656623.html

    Discariche in strada, Barra e Ponticelli ostaggio degli incivili del sacchetto
    di Alessandro Bottone
    Situazioni di “straordinaria” inciviltà e degrado si registrano in molte zone della città a causa della scelleratezza con cui vengono smaltiti i rifiuti.
    Tra le strade di Barra e Ponticelli sono tanti i punti critici, ovvero quelli dove quotidianamente si creano mini-discariche di “monnezza”. I cumuli sorgono proprio accanto ai cassonetti della spazzatura che già permetterebbero di riciclare alcuni materiali in modo differenziato come la plastica, la carta, il vetro, ecc. Sulla strada, invece, viene lasciato di tutto: ingombranti e rifiuti speciali, come gli scarti di lavori edili, pneumatici, pezzi di arredi. Tutte cose che andrebbero smaltite con altri procedimenti.
    In via Mastellone - di fronte alla scuola, il 68° istituto comprensivo Giulio Rodino', e proprio davanti all’isola ecologia gestita da “ASIA Napoli” - hanno scaricato alcuni frigoriferi solitamente utilizzati nei punti vendita per conservare prodotti surgelati. Ma c’è di tutto: anche i semplici sacchetti che residenti e passanti lasciano cadere sul marciapiede.
    Con il caldo la situazione peggiora: dai cumuli si alza una fastidiosissima puzza. Capita anche nell’omonima strada che permette di raggiungere via Bartolo Longo. A due passi dal cavalcavia dell’autostrada, proprio in un curvone che ha come sfondo il Vesuvio, in pochi giorni è ricomparsa una discarica con ogni tipo di materiale. Su uno striscione, che rende esplicita la rabbia e la delusione dei residenti, qualcuno ha scritto: «La vera munnezza siede a S. Giacomo». Sacconi enormi, cio' che resta di una tettoia, vestiti, materiali in plastica giacciono sulla pubblica via da troppe ore.
    Non va meglio a Ponticelli. In via Luigi Piscettaro, cosi' come in via Ulisse Prota Giurleo, si fermano in tanti a scaricare sacconi e cartoni pieni di rifiuti. Poi ci sono gli indigenti che rovistano nei cassonetti per recuperare materiale da rivendere, come metalli e indumenti. Scempio anche lungo via Argine, specie di fronte al palazzetto dello sport, e in via Gino Alfani, a ridosso del parco pubblico e di due scuole.
    https://www.ilmattino.it/napoli/citt...i-3656241.html

    Ruba 300 euro a studenti padovani
    e poi picchia i vigili: arrestato
    Gli Agenti del'unità operativa Stella. diretti dal capitano Giobbe, sono intervenuti nella tarda serata in piazza Museo Nazionale dove hanno arrestato C.E., di 46 anni.
    Il pluripregiudicato per rapina, furto estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti, reo di aver derubato di oltre 300 euro in contanti tre ragazzi di Padova, appartenenti ad un gruppo di studenti in visita turistica a Napoli, per opporsi all’identificazione iniziava una colluttazione procurando agli agenti lesioni guaribili in sette giorni. Gli agenti nonostante la violenta resistenza opposta , riuscivano a bloccarlo e condurlo negli uffici del reparto dove veniva arrestato.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3656149.html

    Rapina con il mitra in sala giochi: fermato un napoletano a Rimini
    Rapina a mano armata poco dopo la mezzanotte in una sala giochi e scommesse di viale Vespucci a Rimini, dove in due hanno fatto irruzione armati di mitra. Dopo essersi fatti consegnare denaro in contante, circa duemila euro, sono fuggiti a bordo di una moto, risultata rubata. Immediato l'intervento della Polizia di Stato che, dopo un inseguimento tra le vie del lungomare, ancora affollate di turisti per il ponte pasquale, ha fermato uno dei due rapinatori. In manette è finito un pregiudicato di origini napoletane ma residente nel Riminese. Gli agenti della Questura di Rimini hanno anche trovato e sequestrato il mitra utilizzato per la rapina, un'arma finta ma senza il tappo rosso. Le indagini della polizia sono in corso per identificare il complice in fuga, probabilmente su una moto di proprietà.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3645320.html

    Finta cieca beccata mentre fa shopping, è la moglie ​dell'ammiraglio Treu, medaglia d'oro al merito
    di Emiliana Costa
    Passeggiate nel traffico cittadino, shopping al mercato e al centro commerciale. Una vita apparentemente autonoma quella di Paola Morandi, moglie dell'ammiraglio Paolo Treu, medaglia d'oro al Merito di Marina e figlia di Giacomo Morandi, ex banchiere della Banca Commerciale. Se non fosse che per l'Inps, la donna sarebbe stata una cieca assoluta.
    Accade a Roma. Come riporta il Messaggero, nel 1996 a Paola Morandi viene diagnosticata «un'atrofia ottica bilaterale da malattia di Leber», una patologia degenerativa del nervo ottico che le avrebbe permesso di ricevere una pensione di invalidità e un'indennità di accompagnamento di 846 euro al mese, pari a 200mila euro. Soldi, che secondo la Procura, la donna avrebbe percepito indebitamente a partire dal 2009. E ora Paola Morandi si ritroverebbe a processo per truffa.
    Le indagini sarebbero iniziate nel 2013, quando il suo nome viene estratto fra quelli forniti dall'ufficio provinciale dell'Inps. I carabinieri avrebbero seguito la donna e avrebbero notato diverse anomalie. Paola Morandi si sarebbe mossa nel mercato rionale «senza urtare le persone o gli ostacoli presenti». Al centro commerciale sarebbe stata vista fare shopping «con disinvoltura sia nei movimenti che nella visione dei prodotti esposti».
    La relazione dei carabinieri non lascerebbe dubbi: «Si deduce che Paola Morandi non riunisca i requisiti per poter essere considerata cieca assoluta». Non è tutto. L'indennità di accompagno sarebbe stata «indebitamente percepita sin dal luglio 1996». E cosi' «la signora che insegna a vivere con gli occhi chiusi», com'era stata ribattezzata da alcuni giornali per il suo impegno nel volontariato in favore delle persone non vedenti, si sarebbe ritrovata a processo per truffa. Inps e Procura ora le contesterebbero a partire dal 2009 una somma di circa 200mila euro.
    https://www.ilmattino.it/primopiano/...8-3654310.html

    Napoli, sparatoria tra la folla: 20enne ferito da colpi d'arma da fuoco
    di Nico Falco
    Un ragazzo di 20 anni, Vincenzo Junior Mazio, napoletano senza precedenti penali, è stato ferito al torace da colpi di pistola poco dopo le le 11 nel centro di Napoli. L’episodio, su cui sono ancora in corso accertamenti, è avvenuto nella zona delle Case Nuove. Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso del Loreto Mare in codice rosso e immediatamente è stato condotto in sala operatoria.
    https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3656112.html

    Salerno, la città dei pazzi. Un maggiorenne su tre ha problemi mentali
    Alla base dei disturbi ci sarebbe il crescente uso di droga, soprattutto cocaina.
    Aurora Vigne
    Schizofrenia, psicosi, attacchi di panico e depresssione. E' un quadro allarmante quello che emerge dagli ultimi dati pubblicati dall'Unità operativa di salute mentale sulla città di Salerno.
    Come riporta Libero, sono almeno 45mila i pazienti che nel 2017 hanno riportato diverse problematiche psichiche. Un dato importante, soprattutto considerando il totale dei residente del Comune campano, ovvero quasi 135mila.
    A essere colpiti da questi problemi sono soprattutto i giovani. Un maggiorenne su tre, infatti, avrebbe dei problemi mentali. Alla base dei disturbi ci sarebbe il crescente uso di droga, soprattutto cocaina. Ma non solo. Come riporta sempre il quotidiano, dietro allo svilupparsi di questi problemi ci sarebbero anche le crescenti difficoltà economiche e sociali. La depressione, invece, potrebbe derivare in molti casi dalle dipendenze da alcol e sesso, e in altri casi potrebbe presentarsi dopo l'esperienza di rapporti sessuali estremi.
    Salerno, la città dei pazzi. Un maggiorenne su tre ha problemi mentali

 

 
Pagina 73 di 83 PrimaPrima ... 2363727374 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito