Sicilia.
Terra di superenalotto.


Sicilia.
Terra di superenalotto.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Furto di metalli estratti dai rifuti: denunciato operaio del termovalorizzatore di Acerra
Ad Acerra in località Pantano, nei pressi del termovalorizzatore, i carabinieri della stazione forestale di Marigliano hanno fermato un’auto che alla loro vista aveva rallentato forse per cambiare itinerario ed eludere il controllo. Ispezionata l’auto, condotta da un 50enne di Napoli dipendente della ditta responsabile del funzionamento del termovalorizzatore di Acerra, i militari vi hanno rinvenuto una busta contenente rame e ottone per 17 kg totali; rivenduti per essere fusi, avrebbero fruttato circa 100 euro.
Veloci accertamenti hanno permesso di appurare come il materiale fosse stato rubato dall’operaio - che aveva appena finito il turno notturno - all’interno del termovalorizzatore.
Chiamato sul posto, il responsabile della ditta ha riconosciuto quei pezzi di rame e ottone come quelli estratti dalla massa destinata al ciclo di lavorazione nel termovalorizzatore. Quanto recuperato è stato restituito all’avente diritto. Il 50enne è stato denunciato per furto aggravato.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...r-3669519.html
Spari al bus della squadra avversaria: voleva vendicare schiaffo al figlio, denunciato
di Paolo Panaro
Ha sparato tre colpi di pistola ad aria compressa contro il bus del Corno d'Oro Calcio per vendicarsi dello schiaffo ricevuto dal figlio giocatore dell'Acerno Calcio durante una partita disputata a Battipaglia il 18 marzo contro il Corno d'Oro Calcio. I carabinieri di Acerno e della compagnia di Battipaglia, diretti dal maggiore Erich Fasolino, hanno deferito in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Salerno, un 55enne di Acerno ritenuto responsabile del danneggiamento del pullman del “Corno d’Oro Calcio”, avvenuto di ieri ad Acerno.
I militari, nel corso della perquisizione effettuata a casa dell’uomo, hanno rinvenuto, nel garage, una pistola ad aria compressa, modello air soft gun, completa di scatolo contenente 32 piombini, compatibile con quella utilizzata per danneggiare tre finestrini del pullman Setra, noleggiato dal Corno d'Oro Calcio raggiungere il campo sportivo di Acerno per disputare la partita con lo Sporting Acerno, gara valevole per il campionato di calcio di 3^ categoria, girone C. La motivazione del raid compiuto dall'uomo è riconducibile secondo gli investigatori ad un’azione di rivalsa per lo schiaffo ricevuto dal figlio, giocatore dell’Acerno Calcio, altra squadra del posto militante nello stesso girone del Corno d'Oro calcio, durante la partita “Corno d’Oro Calcio - Acerno Calcio”, disputatasi a Battipaglia lo scorso 18 marzo. L’arma è stata sottoposta a sequestro per le comparazioni del caso.
https://www.ilmattino.it/salerno/den...o-3673279.html
Il gioco erotico dell'alpino lecchese, anzi, no, leccese.....
Alpino evirato dall'amica durante un gioco erotico. Adesso attacca i medici
Nel 2015 un'amica lo eviro' durante un gioco erotico. A tre anni di distanza l'alpino dice di avere ancora problemi e punta il dito contro i medici
Claudio Cartaldo
Era il primo febbraio di tre anni fa quando Carolina, una - all'apparenza - normale ragazza brasiliana afferra un coltello da cucina e, con "precisione chirurgica" evira in un sol colpo l'amico militare.
Oggi, dopo un intervento chirurgico di falloplastica, l'alpino non ha ancora risolto i suoi problemi. E, come scrive il Gazzettino, punta il dito contro l'equipe di medici che a suo tempo realizzo' l'intervento per provare a riattacare l'organo sessuale. Trentasei anni, caporal maggiore degli alpini originario di Galatina (Lecce), ancora oggi ha problemi durante la minzione. E non se ne da pace. La sua ultima speranza potrebbe chiamarsi Miroslav L. Djordjevic, "specializzato in ricostruzioni falloplastiche e che opera in una clinica di Belgrado", scrive il quotidiano locale. "Non è vero che l'operazione è riuscita - dice l'alpino - come avevano sbandierato i medici. Io ho sempre dolori e non posso avere rapporti sessuali. Hanno dichiarato il falso nel loro verbale. Quello che hanno scritto nella cartella clinica non combacia con quanto emerge dalla risonanza magnetica e quanto riscontrato dagli urologi che mi hanno visitato successivamente".
Il ricordo di quella domenica pomeriggio deve essere ancora vivo nella mente del soldato che vive a Udine. Intorno alle 16, la sua amica Carolina De Brito Peres, 31 anni, è con lui nella camera da letto. Durante un gioco erotico, come scriveva il Messaggero Veneto in quei giorni, lo spoglia, gli copre la vista con un lenzuolo, afferra pene e coltello da cucina e lo evira. Un colpo netto, che non lascia scampo al militare. Lui quando sente "una fitta al basso ventre", scatta in piedi e cerca di fuggire. Rompe la porta a vetri chiusa a chiave e si getta in auto per raggiungere il pronto soccorso. Qui viene sottoposto a un primo intervento che, secondo la vittima, non sarebbe riuscito a dovere.
Alpino evirato dall'amica durante un gioco erotico. Adesso attacca i medici
Gratta e vinci «manomessi»,
la mega-truffa dei coniugi tabaccai
di Petronilla Carillo
Realizzavano piccole abrasioni sui tagliandi dei «gratta e vinci», quasi impercettibili ad occhio nudo. In questo modo riuscivano, attraverso l’uso improprio delle apparecchiature telematiche, ad individuare quelli con le combinazioni vincenti, il cosiddetto box number, che passavano subito all’incasso, rimettendo in vendita gli altri. Dei piccoli graffi talmente impercettibili che i clienti che acquistavano quelli non vincenti non si accorgevano di nulla. In questo modo una coppia di coniugi, che gestisce un tabacchi in via Posidonia, non solo si arricchiva delle vincite ma guadagnava anche sulle vendite dei tagliandi. Vincite che, una volta messe tutte insieme all’incasso, hanno insospettito i responsabili dei Monopoli di Stato i quali si sono rivolti ai carabinieri per effettuare un accesso all’interno della rivendita ed eseguire i normali controlli.
E' stato cosi' che i militari della stazione Mercatello, coordinati dal maggiore Pier Paolo Rubbo e dal tenente Bartolo Taglietti, hanno controllato la rivendita di tabacchi, gestita da due anziani coniugi di Fisciano e individuato elementi utili per inchiodarli alle loro responsabilità. I due sono stati difatti denunciati per i reati di falsificazione, frode nell’esercizio del commercio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico e truffa continuata in concorso.
In pratica, nel corso dei controlli, i carabinieri hanno accertato che dal 2011 la coppia aveva incassato un milione e 300mila euro - comprensiva anche della percentuale prevista dalle vendita - di biglietti vincenti. Ma non solo. Quando sono entrati all’interno dell’esercizio e hanno chiesto di verificare i «gratta e vinci» i militari dell’Arma hanno trovato, e quindi sequestrato, ben 12mila taglianti alterati per un valore complessivo di circa 12.000 euro.
https://www.ilmattino.it/salerno/gra...i-3658900.html
Si finge maresciallo per spillare soldi agli automobilisti
Finisce in manette un 35enne a Boscoreale, nel napoletano. Aveva chiesto 220 euro a una donna per un incidente, smascherato dai carabinieri veri
Giovanni Vasso
Si finge maresciallo dell’Arma per spillare soldi a un’automobilista, arrestato dai carabinieri veri un 35enne a Boscoreale, in provincia di Napoli.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, aveva organizzato alla perfezione un piano che evidentemente considerava infallibile e che solo l’intervento dei militari ha consentito di sventare. Il 35enne, a bordo della sua auto, si era fatto tamponare da un’altra vettura a bordo della quale viaggiava una donna del posto. Scesi per constatare i danni, il presunto truffatore s’era qualificato come maresciallo dei carabinieri e aveva identificato in un’auto di servizio la sua macchina. Per chiuderla li', senza porre la burocrazia e le assicurazioni in mezzo, ha chiesto alla donna la cifra di 220 euro. La signora, pero', ha chiesto aiuto al marito che si è subito recato sul luogo dove s’era verificato l’incidente. Qui ha iniziato a discutere con il falso militare che, persa la pazienza, era arrivato al punto di minacciare i coniugi: li avrebbe portati in caserma se avessero continuato a non voler pagare.
Mentre proseguiva il conciliabolo tra le parti, il gruppo è stato notato da una pattuglia di carabinieri di passaggio che si sono fermati per capire cosa stesse accadendo. Pochi minuti sono bastati a ricostruire l’accaduto e a smascherare il sedicente maresciallo: per il 35enne è scattato l’arresto con l’accusa di tentata estorsione.
Si finge maresciallo per spillare soldi agli automobilisti
Rubano due tonnellate di binari dalla linea Caserta-Foggia: tre arresti
Avevano rubato 2 tonnellate e mezza di rotaie dalle linea ferroviaria Caserta-Foggia ma sono stati bloccati in flagranza dai carabinieri. E' accaduto a Savignano Irpino (Avellino) dove un equipaggio del 112, su segnalazione giunta alla Centrale operativa, ha sorpreso tre persone, residenti in provincia di Foggia, che avevano già caricato su un trattore, dotato di carrello e sollevatore, una parte dei binari lunghi quattro metri che sarebbero stati recuperati dal personale ferroviario dopo essere stati sostituiti. Due persone, di 43 e 53 anni, sono state arrestate e sottoposte al regime dei domiciliari. Per un 17enne è scattata la denuncia a piede libero presso la Procura del Tribunale dei minorenni.
https://www.ilmattino.it/avellino/ru...i-3663008.html
Bomba carta contro agenzia pompe funebri nella notte: indagini in corso
di Patrizia Panico
MASSA DI SOMMA - Paura nella notte, una bomba carta è stata fatta esplodere davanti alla saracinesca di un’agenzia delle pompe funebri. L’ombra del racket sul caro estinto. Indagini in corso sulla vicenda.
Tanta paura a seguito del forte boato avvenuto questa notte scorsa nella città vesuviana. Ignoti, poco dopo l’una, hanno lanciato un ordigno tipo 'bomba carta' contro l’ingresso di un’agenzia funebre, sul corso Tullio Boccarusso, a pochi metri dalla centrale piazza dell'Autonomia. La deflagrazione ha spaventato decine di residenti della zona, qualcuno ha allertato le forze dell’ordine chiamando il 112. Sul posto in pochi minuti sono intervenute le pattuglie dei carabinieri della Compagnia di Torre del Greco e della stazione di San Sebastiano al Vesuvio. L’ordigno oltre a danneggiare la serranda dell’esercizio commerciale – di proprietà di un 40enne di Pollena Trocchia – ha danneggiato anche un’auto, una Mercedes parcheggiata nelle vicinanze.
Il raid di questa notte è solo l’ultimo di ordine di tempo verificatosi nella zona: nelle ultime settimane diversi negozi tra i comuni di Cercola, Pollena Trocchia e San Sebastiano al Vesuvio - tutti limitrofi tra loro - sono stati oggetto di raid vandalici di questo tipo. Sul posto questa notte, i militari dell’arma hanno rinvenuto tracce dell’ordigno rudimentale usato per l’esplosione. Le indagini al momento non escludono nessuna pista: si indaga nel privato sebbene la pista più battuta resta il racket delle estorsioni.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3660654.html
Napoli, la sosta selvaggia blocca le ambulanze: sos di medici e infermieri
di Melina Chiapparino
Ambulanze bloccate da soste selvagge e dagli automobilisti che parcheggiano impropriamente nelle stradine e nei vicoli del centro storico. Non è un episodio ma si tratta di una circostanza che si verifica frequentemente nelle aree urbane della Napoli antica dove gli operatori del 118 registrano serie difficoltà per transitare con le ambulanze. Spesso l’equipe del 118 si vede costretta a far spostare i veicoli, rintracciando i proprietari proprio nel bel mezzo di un intervento. La notte appena trascorsa è stata una di quelle complicate dall’inciviltà di chi parcheggia selvaggiamente e senza rispettare alcuna regola del codice stradale e del buon senso.
«La postazione 118 del Loreto Crispi è stata chiamata per un intervento presso Vico Rosario di palazzo, quartiere San Ferdinando- denuncia l’associazione ‘Nessuno Tocchi Ippocrate’- arrivati sul posto siamo stati impossibilitati ad entrare nel Vico a causa di un auto in parcheggio e siamo stati costretti a far scendere il medico e l’infermiere che hanno proseguito a piedi e trattato il paziente a casa».
Il secondo episodio, accaduto al mattino presto, ha coinvolto l’ambulanza della postazione ‘Incurabili’. «Stamattina per l’intervento a salita Miradois, nel Rione Sanità, è stata un’odissea per arrivarci a causa di auto parcheggiate che impedivano di svoltare nelle traverse- segnalano i sanitari che compongono l’Associazione nata per denunciare i disagi del 118 - l'ultimo cittadino che è sceso per spostare la propria auto in sosta selvaggia, ci ha anche redarguito e ci ha anche detto che dovevamo sbrigarci».
Anche stavolta, medico e infermiere sono scesi a piedi «per accelerare i tempi e riuscire a limitare i danni- scrivono sempre dall’associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate’ - ma come mai che i determinati vicoli non passino mai i vigili?». «Solo grazie alla scelta di andare a piedi nelle case dove bisognava portare i soccorsi, tutto è andato per il meglio- ha denunciato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità - ma cosa sarebbe successo se c’era una persona che doveva essere trasportata urgentemente in ospedale?». «Servirebbe un’azione straordinaria di rimozione delle auto parcheggiate in doppia e tripla fila anche per avere un effetto deterrente» ha concluso Guido Bourelly, titolare della società che contribuisce a garantire il servizio del 118 a Napoli, precisando che «il problema è particolarmente grave nel centro storico, ma è comune a tutta la città».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3665677.html
Mesi fa stuprarono una ragazzina: subito liberi per fare i pizzaioli
I tre confessano l'atroce reato. Ma il giudice gli dà l'opportunità di diventare pizzaioli: lasciano il carcere per entrare nel programma di recupero
Vinicio Marchetti
Una decisione che, senza ombra di dubbio, farà molto discutere: i tre minorenni autori di uno stupro di gruppo consumato ai danni di una coetanea, torneranno in libertà.
La violenza avvenne pochi mesi fa, nei pressi di Marechiaro. La ragazzina, successivamente, ha scovato i propri aguzzini su Facebook. I tre confessarono l'atroce reato ma, adesso, avranno l'opportunità di diventare dei pizzaioli. Questo è cio' che è stato deciso in virtù della possibilità di recuperare i giovani ma che, di fatto, cancella tutte le accuse mosse dalla Procura dei minori di Napoli. Per loro, quindi, si chiudono le porte della casa circondariale e si aprono quelle del programma di recupero per aspiranti pizzaioli.
La terribile vicenda di cronaca fa registrare uno snodo cruciale e sicuramente molto discutibile. I ragazzi, infatti, hanno scontato solo pochi mesi di detenzione all'interno degli istituti minorili della regione, ma il lavoro dell'avvocato Matteo De Luca si è rivelato decisivo. Il legale, infatti, ha proposto al Gup un protocollo di reinserimento mediante il progetto di "Dove c'è pizza c'è speranza".
Il dato indiscutibile è che i ragazzi hanno chiuso con il carcere e, adesso, avranno la possibilità di estinguere il loro debito con la giustizia attraverso una "messa alla prova" all'interno del volontariato e dei lavori creativi.
Come sempre accade in questi casi, l'opinione pubblica si spaccherà in due. Il fatto accaduto a Marechiaro, pero', occupo' a lungo le pagine della cronaca in Campania. Le minacce dei tre ragazzi rivolte alla giovanissima vittima, risuonarono come un terribile eco nella mente della gente: "Se parli ti bruciamo la casa, sappiamo dove abiti!". Le minacce giunte alla parte lesa fecero emergere un dato inequivocabile: non si trattava di un semplice caso di violenza isolata, si stava parlando di veri e autentici boss in erba.
Adesso, i tre sono tornati in libertà e avranno la possibilità di rifarsi un futuro. La giovane vittima della violenza potrà dire lo stesso?
Mesi fa stuprarono una ragazzina: subito liberi per fare i pizzaioli
E De Magistris invoca il miracolo di San Gennaro per il maxidebito di Napoli
La sceneggiata per sanare il buco milionario per i lavori post sisma dell'80. Poca gente in piazza
Simone Di Meo
Napoli - Scaricato dalla politica nazionale e con la città distratta da ben altri problemi, Luigi de Magistris si è rivolto all'unico che potrebbe dargli una mano col Comune a un passo dal crac finanziario.
«San Gennà, sciogli il debito» recita l'invocazione affissa alla riproduzione della teca contenente il sangue del Patrono, issata davanti a Palazzo San Giacomo poco prima della manifestazione contro il rischio dissesto. «Ci fermeremo e fermeremo la lotta quando ci cancelleranno il debito. Anzi dopo la giornata di oggi non è neanche più sufficiente cancellare il debito, ci devono risarcire perché siamo vittime della stagione del terremoto e dell'emergenza rifiuti», arringa la (poca) folla presente in piazza del Municipio, il sindaco. Tremila manifestanti secondo la Questura, forse meno della metà contando più attentamente. All'appello ci sono tutti gli arancioni: i consiglieri comunali e metropolitani, staffisti e familiari, dirigenti municipali, gitanti col cappellino rosso (che qualche malalingua attribuisce al segnale di riconoscimento del consigliere ex Forza Italia, Gabriele Mundo) e soprattutto i lavoratori delle partecipate.
I cittadini, quelli a cui si era rivolto il sindaco evocando la «più grande mobilitazione popolare dal Dopoguerra in Italia», sono rimasti a casa. DeMa, ieri, ha protestato contro la sentenza delle sezioni unite della Corte dei Conti che ha scoperto una mancata posta in bilancio pari a 85 milioni di euro, dovuta al consorzio Cr8 per alcuni lavori di ricostruzione post-sisma del 1980, che ha dato origine a una multa di pari ammontare. Debito «ingiusto» secondo l'ex pm, che si somma al deficit di 2,5 miliardi di euro di questi ultimi 4 anni.
E De Magistris invoca il miracolo di San Gennaro per il maxidebito di Napoli


Napoli, pulisce il cortile ed è morsa da un ratto, anziana in ospedale
di Melina Chiapparino
Una 69enne napoletana, è finita in ospedale per il morso di un ratto. La donna si trovava nei pressi della propria abitazione su via Pomponio Leto, nel quartiere Ponticelli, ed aveva finito di pulire il proprio cortile quando affacciandosi sul marciapiede è stata ferita dal topo.
La vittima ha riportato due ferite alla caviglia, che era scoperta, ed è stata assistita dal personale ospedaliero del Loreto Mare dove hanno provveduto anche ad attivare i protocolli per la copertura della paziente da malattie infettive e tetano.
L' anziana, cosi' come gli altri abitanti del quartiere, ha segnalato la presenza di numerose discariche abusive nelle zone limitrofe a via Leto che sono oramai il covo di colonie di ratti.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3694478.html
Lite per futili motivi finisce nel sangue: due giovani accoltellati nel Napoletano
Una lite per futili motivi tra due gruppi di giovani è finita con l'accoltellamento di due dei contendenti, finiti in ospedale. E' successo la scorsa notte a Casalnuovo, in provincia di Napoli. I due feriti sono un 20enne e un 17enne, entrambi incensurati: il primo, colpito al gluteo, è stato medicato e dimesso con prognosi di 15 giorni; il secondo, raggiunto da un fendente al torace, resta ricoverato nell'ospedale Villa Betania ma non è in pericolo di vita. I due gruppi si sono fronteggiati in piazzetta Cesarea, intorno alle due.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3685785.html
La truffa del resto, un evergreen duro a morire
Cosi' agiscono i truffatori che spillano soldi ai negozianti. L'ultimo caso in provincia di Avellino dove un 35enne avrebbe rubato 47 euro a una barista
Giovanni Vasso
Occhio alla truffa del resto. Sembrava un ricordo lontano, cristallizzato nei fotogrammi del cinema anni ’70, quello popolare delle irresistibili gag tra Thomas Milian e il piccolo furfante Venticello, interpretato dall’indimenticabile Franco Lechner, Bombolo.
Eppure, nell’era dell’informatica, c’è ancora chi si affida ai metodi più semplici, e più efficaci, per spillare denaro al prossimo.
La chiamano la truffa del “rendez-moi”, con un francesismo che vuol farsi linguaggio tecnico capace di descrivere le “basi” dell’universitas sceleris del nostro Paese. Si tratta della vecchia truffa del resto, da esperire ai danni della cassiera distratta, da utilizzare per beffare il barista indaffarato e incassare piccole somme in contanti.
Il metodo è rodato da anni e anni di esperienza. Si lascia intravedere al negoziante una banconota di grosso taglio, con la quale pagare una consumazione o una spesa minima. Cosi' il negoziante inizia a esplorare la cassa, alla ricerca di monetine per metter su la cifra da restituire al cliente che, a un certo punto, si ricorda di avere forse un’altra banconota e inizia a contare monetine. Poi il truffatore, dicendo che non riuscirà a pagare se non con quella banconota, che lui assicura di aver consegnato al cassiere quando invece l’ha immediatamente reintascata, pretende il resto dal negoziante. Che, se nella concitazione dei pochi secondi di concentrazione ha perduto la freddezza, finisce per consegnargli, con tanti saluti. Anche perché, di solito, arriva qualche complice a ingrossare la fila dei clienti, mettendo cosi' pressione al cassiere.
Il modus operandi, pero', puo' prevedere alcune variazioni. Come, ad esempio, quella di mostrare una banconota di grosso taglio e poi sostituirla al momento della consegna con una di valore minore, pretendendo di aver pagato con la prima anziché con la seconda. Intanto, il cassiere ha già preparato il resto per la spesa maggiore e, distratto dalle argomentazioni del “cliente” finisce, quasi inconsapelvolmente, per dargli più soldi di quanti gliene spetterebbero. Il successo di questo tipo di truffa sta nella creazione di un vero e proprio momento di confusione, messo su arte per beffare i negozianti.
Cosi' avrebbe fatto un 35enne della provincia di Avellino che, nei giorni scorsi, è stato denunciato dalla polizia perché accusato di essersi appropriato di 47 euro che avrebbe scucito alla cassiera di un bar in Irpinia proprio utilizzando il metodo del “rendez-moi”. L’uomo è accusato di aver consegnato una banconota da 100 euro, poi di averne chiesto la restituzione e, nel mentre che intascava il resto, di avergliene rifilata una da 50 lasciandole intendere di averle restituito quella da cento. Cosi' sarebbe riuscito ad appropriarsi indebitamente di una somma pari, come riporta il Mattino, a 47 euro. Per il truffatore, pero', il “colpo” è andato male: la cassiera ha chiesto aiuto ai carabinieri che, grazie all’impianto di videosorveglianza del locale e ai database delle forze dell'ordine, sono riusciti a risalire alla sua identità e a procedere, quindi, alla denuncia a piede libero.
La truffa del resto, un evergreen duro a morire
Furti col trucco della gomma sgonfia, colpi in tutta Italia: presi 3 napoletani
Tre pluripregiudicati napoletani 40enni sono stati arrestati all'alba di ieri da carabinieri di Forli', coadiuvati dai colleghi partenopei. I tre sono stati individuati e bloccati nelle loro abitazioni nel rione Sanità. Dovranno rispondere di furto aggravato e continuato. Denunciata in stato di libertà una quarta persona per ricettazione. I tre, veri professionisti secondo glI investigatori, agivano in tutta Italia con la tecnica della gomma sgonfia. Dopo aver individuato la vittima, sempre un automobilista di mezza età o anziano, attendevano che si recasse a fare spesa per poi forargli lo pneumatico anteriore destro, quello opposto al lato guida. Quando il malcapitato era impegnato a sostituire la gomma uno dei due malviventi arraffava tutto quello che trovava nell'abitacolo, puntando al portafogli e al telefonino. Pochi minuti dopo, grazie al grave errore commesso da molti di tenere traccia del pin delle carte di credito nel portafogli o nella rubrica del cellulare, i malviventi prelevavano tutto il contante possibile e recarsi nel più vicino centro commerciale ad acquistare prodotti tecnologici. Il furto del telefonino rendeva inoltre molto più problematico e lento il blocco delle carte di credito.
Le indagini, partite a Forli' lo scorso 31 ottobre, hanno permesso di individuare l'auto usata dai malviventi e le loro identità. Ai tre viene attribuita almeno una quindicina di colpi commessi a Forli' e provincia, Roma, Prato, Desenzano del Garda (Brescia), Bologna, Fano (Pesaro Urbino), Pomezia, Sesto Fiorentino (Firenze) e Marcon (Venezia) ma, secondo i militari, potrebbero essere stati molto di più.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3690131.html
Promette assunzioni nelle Ferrovie
e intasca 20mila euro: a giudizio
di Viviana De Vita
Salerno. Prometteva posti di lavoro intascando somme di danaro che le vittime del raggiro sborsavano, fiduciose di ottenere, in cambio, un contratto a tempo indeterminato che, in realtà, non sarebbe mai arrivato. Il pubblico ministero Katia Cardillo, ha depositato un decreto di citazione diretta a giudizio a carico di Alessandra Di Giacomo, 40 anni, salernitana, titolare di una nota agenzia per pratiche universitarie operante in città, già finita tempo fa sotto processo per truffa aggravata e millantato credito per aver promesso ammissioni facili alla facoltà di medicina riuscendo a farsi consegnare dalla madre di un’aspirante matricola una lauta somma di danaro. L’imputata, assistita dall’avvocato Vitaliano Esposito e a carico della quale è stata formulata l’ipotesi di reato di truffa, dovrà presentarsi il prossimo 15 novembre, davanti al giudice monocratico per l’avvio del processo: in quella sede potranno costituirsi parte civile le vittime del raggiro che, rappresentate dall’avvocato Marco Martello, attraverso la loro denuncia formalizzata un paio di anni fa, fecero accendere i riflettori della Procura su quell’agenzia per pratiche universitarie.
Due gli episodi ricostruiti dagli inquirenti ai danni di altrettante persone giunte ad indebitarsi pur di ottenere un contratto a tempo indeterminato che, in realtà, non è mai stato firmato. Nel primo episodio contestato, l’imputata avrebbe raggirato due coniugi con la promessa di fare assumere il figlio presso la redazione della trasmissione televisiva “Uno Mattina” purché questi avesse partecipato prima ad un master universitario del costo di 7mila euro e poi ad un corso di formazione professionale pari ad 8mila euro.
https://www.ilmattino.it/salerno/tru...o-3684928.html
Il padre è morto da quattro anni
la figlia incassa le sue pensioni
di Daniela Faiella
PAGANI - Continuava a percepire le pensioni del padre, nonostante quest’ultimo fosse morto da ben quattro anni. Non una pensione, ma due, sia quella contributiva sia quella assistenziale, di invalidità. Una maxi truffa all’Inps per un ammontare di oltre cinquantamila euro, scoperta dai militari della guardia di finanza di Nocera Inferiore. Lei, 50 anni, di Pagani, sposata, figlia unica del defunto, è stata denunciata in stato di libertà per aver incassato fraudolentemente gli importi delle due pensioni di cui l’anziano scomparso era titolare. Nessuno, in quattro anni, si è accorto del sistema truffaldino che ha consentito alla donna di incassare, ogni mese, le somme destinate al padre. Se non fosse stato per i militari del capitano Raffaele Giannico, che qualche mese fa hanno avviato un’attività di controllo su un campione di anziani dell’Agro beneficiari di erogazioni assistenziali da parte dell’Inps, la 50enne paganese avrebbe continuato ad oltranza ad intascare furbescamente le pensioni del padre defunto.
https://www.ilmattino.it/salerno/tru...e-3694807.html
Altri furbetti del cartellino: 6 dipendenti comunali andavano in piazza durante l'orario di lavoro
Al Comune di Cosoleto, paesino in provincia di Reggio Calabria, alcuni dipendenti avevano l'abitudine di stare in piazza a chiacchierare durante l'orario di lavoro
Pietro Bellantoni
Altri furbetti del cartellino. Altri impiegati statali che si occupano dei fatti loro nelle stesse ore in cui risultano presenti in ufficio.
Al Comune di Cosoleto, paesino in provincia di Reggio Calabria, alcuni dipendenti avevano l'abitudine di stare in piazza a chiacchierare durante l'orario di lavoro. Sei di loro sono stati scoperti dalla Procura di Palmi e ora devono difendersi da accuse che vanno dalla truffa aggravata ai danni dello Stato alla falsità ideologica, fino alle false attestazioni e certificazioni.
A Cosoleto, secondo gli inquirenti, il fenomeno dell’assenteismo era dilagante, al punto che alcuni dipendenti timbravano il cartellino anche per i colleghi che erano assenti legittimamente.
Le indagini, avviate nel 2015, sono state condotte attraverso servizi di osservazione degli impiegati ma anche per mezzo di telecamere piazzate vicino all’orologio marcatempo e all’ingresso del comune calabrese. Quelle immagini hanno registrato tutte le entrate e le uscite dei dipendenti comunali che si assentavano dagli uffici per motivi «estranei all’attività di servizio» e che timbravano il cartellino «per sé e per altri, per poi allontanarsi dall’ufficio per motivi privati».
Altri impiegati sono stati individuati mentre si trovavano fuori di casa in giorni in cui, formalmente, erano assenti dal lavoro per malattia.
Secondo gli investigatori, la condotta degli indagati era «sfacciata e sintomo di un diffuso senso di impunità», al punto che «non usavano alcuna cautela per coprire le loro assenze. Il loro atteggiamento è mutato solo dopo essersi resi conto di essere oggetto di attenzione da parte dei carabinieri, ma dopo un iniziale freno alle proprie condotte illecite hanno ripreso le vecchie abitudini». I furbetti di Cosoleto, inoltre, avrebbero escogitato un sistema per alterare i cartellini di presenza e manomettere i sistemi marcatempo.
http://www.ilgiornale.it/news/cronac.../tempo-reale/1
Bugie al giudice, condannato il dirigente del Comune di Caserta
Sei mesi di reclusione confermati in Appello per il dirigente del comune di Caserta Marcello Iovino, condannato per il reato di falsa testimonianza, il cosiddetto spergiuro. Il processo riguarda le false dichiarazioni rese dal funzionario pubblico - un «super-dirigente» con numerose deleghe tra cui l'Ecologia e l'Edilizia Residenziale Pubblica - nel corso del processo civile instaurato dall'avvocato amministrativista Luigi Adinolfi, che dopo alcune consulenze commissionategli da Iovino, non fu pagato, e cosi' lo cito' in giudizio per vedersi riconosciuto quanto gli spettava, ovvero una somma di 10mila euro.
I fatti risalgono al 2013, quando Adinolfi rappresento' Iovino in due ricorsi davanti al Tar e forni' una consulenza davanti al Consiglio di Stato. Iovino, sentito come testimone dal giudice civile, presto' il cosiddetto «giuramento decisorio», dichiarando che Adinolfi era stato regolarmente pagato; tale affermazione chiuse il processo, ma ebbe poco dopo un epilogo penale, in quanto Adinolfi denuncio' il funzionario alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Nel corso del processo penale, Iovino ritratto' in parte, affermando che aveva provveduto a pagare ad Adinolfi (difeso dall'avvocato Vincenzo Tessitore) solo le spese procedurali, ma non quelle spettanti per la prestazione, in quanto a suo dire l'avvocato non voleva farsele corrispondere. Parole che hanno in pratica «condannato» Iovino (difeso da Alfonso Quarto), in quanto contraddicevano il giuramento decisorio. Dopo la pena a sei mesi di reclusione del tribunale, oggi la Corte d'Appello ha confermato la condanna per Iovino disponendo il pagamento di una somma di 5 mila euro e il risarcimento da liquidarsi in sede civile.
https://www.ilmattino.it/caserta/bug...a-3688272.html
Turbativa d'asta: arrestato a Firenze avvocato napoletano
Arrestati un imprenditore di Fucecchio (Firenze) ed un avvocato di Napoli accusati di aver pilotato un'asta immobiliare di un agriturismo. Con loro è indagato un avvocato fiorentino, che è stato interdetto dal pubblico ufficio.
I militari della sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura di Firenze, in collaborazione con i colleghi del nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, della compagnia di Nola ed Ottaviano, hanno eseguito stamani un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Firenze, a carico dell'imprenditore di Fucecchio, P.C., e dell'avvocato napoletano, C.G.. Le Fiamme Gialle hanno oltre notificato la convocazione per essere interrogato ai fini dell'applicazione della misura interdittiva dalle funzioni pubbliche esercitate a carico dell'avvocato fiorentino L.A.. I tre sono indagati, insieme ad altri soggetti, per il reato di turbativa d'asta.
Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Paolo Barlucchi e svolte dai finanzieri della sezione della Procura, hanno permesso di ricostruire gravi fatti di turbativa d'asta commessi nel corso del tempo e finalizzati ad ostacolare la vendita all'asta di un vasto complesso immobiliare, con annessa piscina, adibito ad agriturismo a Fucecchio (Firenze). Gli accertamenti svolti hanno permesso di accertare che nel corso delle varie aste che si sono succedute nel tempo, ben 9 dal 2015 ad oggi, il debitore che occupa ancora l'immobile, con artifizi ed intimidazioni ha avuto la possibilità di ostacolare il normale svolgimento della gara grazie alla connivenza degli indagati.
In particolare, nonostante che le norme prevedano che il debitore esecutato non possa partecipare all'asta del proprio bene, l'imprenditore P.C. avrebbe aggirato la disposizione avvalendosi della collaborazione dell'avvocato napoletano C.G., il quale ha fatto partecipare alle varie aste acquirenti fittizi al solo scopo di evitare che il bene venisse aggiudicato a terzi. Inoltre è stato accertato che più volte P.C. durante le visite di rito da parte di potenziali acquirenti avrebbe minacciato apertamente gli stessi, tanto da indurli a non partecipare all'asta. In questo contesto è accusato di aver rivestito un ruolo cardine l'avvocato fiorentino L.A., il quale, nella sua veste di professionista delegato alla vendita dal giudice dell'esecuzione, avrebbe concorso, «con comportamento supino alla volontà del debitore, alla realizzazione di plurimi illeciti».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3687585.html
Il carcere dei baby boss napoletani:
in cella con droga e smartphone
Un telefonino e della sostanza stupefacente sono stati sequestrati dalla polizia penitenziaria nel corso di una perquisizione, avvenuta lunedi', all'interno di una cella del carcere minorile di Airola. La cella era occupata da due giovani detenuti del Napoletano. Lo rende noto Donato Capece, segretario generale del Sappe (sindacato autonomo della polizia penitenziaria) evidenziando «l'alto livello di professionalità e attenzione dei baschi azzurri di Airola».
Già in precedenza,in questo istituto minorile, segnala ancora Capece «si sono registrati tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti e oggetti contundenti atti ad offendere. Per tale ragione, il Sappe non puo' fare a meno di sollecitare sia l'allontanamento di tali soggetti resisi responsabili di tale fatto costituente grave reato, sia l'installazione di moderne apparecchiature atte a schermare la struttura è a contrastare la possibilità di effettuare telefonate dal carcere verso l'esterno».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3693963.html
Napoli, favori e fatture gonfiate:
la truffa del pranzo dei poveri
di Pierluigi Frattasi
C’è anche il pranzo di Natale per i poveri alla Galleria Principe di Napoli del 2013 tra le truffe dei contributi alla Camera di Commercio di Napoli. Costi gonfiati e fatture pagate in ritardo, addirittura dopo aver ricevuto la sovvenzione. I soldi veicolati verso ditte amiche, che peraltro non lavoravano nel settore della ristorazione o degli addobbi, ma nel ramo abbigliamento. E' lo scenario che emerge nella sentenza della Corte dei Conti della Campania sull’uso dei fondi alle imprese dell’ente camerale, al termine delle indagini dei pm contabili Ferruccio Capalbo e Chiara Vetro.
Nella bufera ci finisce anche il tradizionale evento di Natale per i bisognosi. Il pranzo di beneficenza, organizzato grazie al contributo della Camera di Commercio, per 21 anni si è tenuto alla Galleria Principe di Napoli, fino all’anno scorso, quando la manifestazione si è spostata alla Mostra d’Oltremare. All’evento del 2013, al quale l’ente camerale contribui' con una sovvenzione di 12mila euro, parteciparono oltre mille persone e 200 volontari. Adesso l’inchiesta della Corte dei Conti svela gli inaspettati retroscena dell’organizzazione, curata all’epoca dall’Associazione «Amici della Galleria», presieduta da Stefano Delli Santi Cimaglia Gonzaga, condannato per danno erariale da 12mila euro assieme a Lucio Barone Lumaga, ex presidente della Camera di Commercio di Napoli dal 1998 al 2000 e al vertice per un periodo anche di Confcommercio Napoli. «Tutti gli elementi di prova raccolti - scrivono i giudici - confermano che il pranzo della vigilia di Natale 2013 tenutosi alla Galleria Principe di Napoli destinato ai poveri fosse stato strumentalizzato e il finanziamento, per il tramite di artifici, in tutto o in parte sviato dalla finalità sociale cui doveva essere destinato per essere invece veicolato a beneficio delle società legate a Lucio Barone Lumaga».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3683002.html
Minacce a sindaci e amministratori: 7 su 10 al Sud, Campania maglia nera
Il 69% degli atti intimidatori agli amministratori locali si concentra nel Sud e nelle Isole. La Campania è la regione più colpita con 86 casi censiti, un preoccupante +34% rispetto al 2016. E' quanto emerge dal rapporto «Amministratori sotto tiro» reso noto oggi da Avviso Pubblico, la rete degli enti locali contro le mafie, in una conferenza stampa. A seguire la Sicilia - ai vertici di questa classifica nel 2014 e nel 2015 - con 79 casi censiti. Il terzo posto vede appaiate la Calabria, prima regione per intimidazioni nel 2016, e la Puglia, che fa segnare nel 2017 una recrudescenza del fenomeno, con 70 casi registrati. Quinto posto per la Sardegna, con 48 intimidazioni censite. Al sesto posto la Lombardia, con 28 casi, è la prima Regione del Centro - Nord, davanti a Lazio (24 casi), Piemonte (21 casi), Emilia-Romagna (20 casi) e Veneto (19 casi). A parte il Lazio, dove il dato è sostanzialmente stabile, in tutte le altre regioni si è registrato un sensibile aumento dei casi.
A livello provinciale, nel 2017 i territori più colpiti sono stati le province di Napoli (34 casi) e Avellino (22 casi), seguite da Reggio Calabria, Siracusa e Cosenza (18 casi ognuna), Roma e Foggia (17 casi), Milano e Bari (16 casi ognuna).
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3682244.html


"Senti che puzza, scappano anche i cani ... "
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rischia di soffocare per un bocconcino di mozzarella alla festa del suo anniversario di matrimonio: è grave
di Nello Ferrigno
Un anziano ha rischiato di soffocare per un bocconcino di mozzarella durante i festeggiamenti dell’anniversario di matrimonio. Ora è in rianimazione all’ospedale di Nocera in gravi condizioni. La festa rovinata si è tenuta a Sant'Egidio del Monte Albino. L’intera famiglia si era ritrovata per festeggiare la lieta ricorrenza, ma qualcosa è andato storto. I camerieri del ristorante gli hanno servito per primo l'antipasto essendo il festeggiato. Forse l’emozione di trovarsi insieme all’intera famiglia gli ha giocato un brutto scherzo. Non avrà masticato bene il latticino ed ha iniziato a lamentarsi e a non respirare bene. E’ intervenuto un parente che gli ha praticato la una manovra anti soffocamento facendogli espellere il bocconcino. Nel frattempo sono arrivati i medici a bordo dell'ambulanza del 118, che hanno rianimato l'anziano per diversi minuti. Dopo averlo stabilizzato, è stato trasportato all' Umberto I di Nocera Inferiore. E’ ricoverato in rianimazione. La prognosi è riservata.
https://www.ilmattino.it/salerno/ris...e-3702219.html
La guerra del carciofo: atti vandalici tra i comuni di Auletta e Pertosa
di Pasquale Sorrentino
Tra Auletta e Pertosa, due paesini limitrofi tra il Vallo di Diano e l'alto Tanagro che insieme arrivano a neanche tremila anime, c'è stata sempre una sorta di rivalità. Prima per la Grotta (che in seguito a un processo ha cambiato nome) e poi per il prodotto principe: il carciofo. Ei' stato si' creato un consorzio per la tutela del prodotto ma la rivalità resta. Anche perché per anni la festa del carciofo di Auletta e la sagra del carciofo di Pertosa sono coincise creando una serie di problematiche. Poi amministratori e organizzatori hanno trovato l'intesa e i due eventi sono stati programmati in week end diversi. Ma la rivalità resta e cosi' nei giorni scorsi si sono registrati atti vandalici sui cartelloni pubblicitari della sagra di Pertosa sui quali è stato scritto «Auletta regna».
https://www.ilmattino.it/salerno/att...a-3701861.html
Napoli, la paziente risponde al cellulare durante la Tac
Una donna, impegnata in una Tac all’ospedale Cardarelli di Napoli, ha ben pensato di portare il cellulare durante l’esame diagnostico: come riferisce il Corriere del Mezzogiorno, prima che iniziasse l’esame, la paziente ha anche risposto a una chiamata.
Valerio Papadia
Una scena che ha dell'incredibile quella immortalata da una Tac dell'ospedale Cardarelli di Napoli: una donna che, prima che l'esame diagnostico cominciasse, ha ben pensato di rispondere ad una chiamata che le è arrivata sul cellulare. Si' perché, come riporta Raffaele Nespoli sul Corriere del Mezzogiorno, la donna ha contravvenuto al protocollo e alla richiesta dei medici e, di nascosto, senza farsi vedere, ha portato il telefonino con sé durante l'esame. Dal momento che la paziente si trovava già all'interno del macchinario preposto quando le è arrivata la telefonata, c'è un documento che attesta l'incredibile scena: il referto della Tac.
L'esame diagnostico, naturalmente, è stato immediatamente sospeso e la donna è stata severamente rimproverata dai medici.
https://napoli.fanpage.it/la-pazient...al-cardarelli/
Follia nel Napoletano: perde i soldi
con la slot machine e sfascia tutto
di Francesco Gravetti
Per giorni ha perso centinaia di euro con le slot machine, poi ha deciso di vendicarsi a suo modo: è andato al centro scommesse con un bastone e, dopo l’ennesimo flop, ha sfasciato l’apparecchio che si stava mangiando tutti i suoi soldi. Non contento, ha inveito contro i titolari dell’esercizio commerciale. Alla fine sono intervenuti i carabinieri, che lo hanno denunciato. Nei guai è finito M. B. di 44 anni, residente a Boscotrecase. Il fatto è, invece, accaduto a Terzigno, in un centro scommesse di via Panoramica: l’uomo, dopo la giocata finita male, è andato in auto ed ha preso un bastone di legno, col quale ha distrutto la slot machine che aveva utilizzato poco prima. Alcuni avventori del locale hanno chiamato i militari della stazione di Terzigno, che hanno fermato il 44enne e lo hanno denunciato, tra l’altro, anche per possesso illegale di armi bianche: nella sua macchina, infatti, aveva anche un coltello.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3709616.html
Napoli, bare che somigliano a cassapanche, servizio cimiteriale comunale sotto accusa: «Lesa la dignità dei defunti»
Bare nel deposito cimiteriale del Comune di Napoli
di Antonio Folle
Bare che somigliano a cassapanche stipate in depositi cimiteriali che non sfigurerebbero di fronte ai grandi depositi di un centro commerciale. Defunti "etichettati" con foglietti volanti che riportano la data di decesso e i dati personali. E' l'assurda situazione denunciata da Efi (Eccellenza Funeraria Italiana) che ha segnalato numerose irregolarità nel servizio mortuario comunale. A cominciare proprio dalla fattura delle bare che a giudicare dal materiale fotografico raccolto dagli impresari funebri, non sono altro che quattro assi di legno nelle quali vengono racchiuse le salme di chi non puo' permettersi un funerale privato. Le foto raccolte nei depositi di Santa Maria del Pianto lasciano pochissimo spazio all'immaginazione.
«Quando abbiamo ricevuto queste foto - spiegano Gennaro Tammaro e Alessio Salvato, delegati di Efi, pensavamo di trovarci di fronte a un catalogo di cassapanche. Poi ci siamo resi conto che ci trovavamo di fronte alle bare realizzate per il servizio cimiteriale del Comune di Napoli. Queste opere di artigianato - proseguono gli impresari funebri - non rispettano i dettami del regolamento di Polizia Mortuaria in materia e sono altamente lesive della dignità del defunto che viene praticamente rinchiuso in quattro assi di legno».
Alle difformità di carattere costruttivo sembra siano presenti anche difformità dal punto di vista igienico-sanitario. La mancanza di viti, un inadeguato sistema di chiusura delle casse e la mancanza di formazione degli addetti cimiteriali sono tra le mancanze denunciate dall'associazione che racchiude diverse imprese del settore. E che ha già annunciato di voler ricorrere nelle sedi opportune.
«Ci sono una serie di leggerezze inaccettabili - spiegano ancora Tammaro e Salvato - e delle quali chiederemo spiegazioni nelle sedi opportune. A cominciare dalla mancanza di viti di chiusura, dell'esposizione del marchio di fabbrica e dell'indicazione della ditta costruttrice». Poi l'affondo diretto contro il Comune di Napoli: «E' raccapricciante il modo in cui vengono trattati i defunti indigenti, stipati in casse simil-Ikea con fogliettini volanti sparsi che ricordano chi giace in quelle casse. Una scena lesiva della dignità del defunto da tutti i punti di vista».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3715871.html
Truffa dello specchietto, boom di segnalazioni nel centro di Napoli, una «Classe A» terrorizza i quartieri alti
di Antonio Folle
Dall'Asse Mediano alle strade di Napoli. L'ormai tristemente nota truffa dello specchietto è diventata realtà anche in pieno centro. Fino a qualche tempo fa gli assi viari a scorrimento veloce - Asse Mediano e strade provinciali - erano la vera e propria "capitale" di questo tipo di frode. I balordi sono pero' sbarcati anche nelle zone un tempo esenti da questo fenomeno. Nella giornata di ieri diverse segnalazioni da tutto il territorio cittadino hanno alzato il livello d'allarme da parte delle forze dell'ordine.
Le modalità "d'azione" sono sempre le medesime. I truffatori aspettano il soggetto "adatto" - quasi sempre ragazze sole o persone anziane - e, fingendo un urto con lo specchietto retrovisore, si affiancano pretendendo il risarcimento dei danni, minacciando il ricorso all'assicurazione e terrorizzando il malcapitato sottolineando gli spropositati aumenti della polizza assicurativa a cui andrebbero incontro in caso di ricorso alla constatazione amichevole. Il "danno", generalmente si attesta intorno ai 150 euro, anche se non mancano casi di truffatori che si accontentano anche di poche decine di euro.
Ma le cose non vanno sempre "lisce". Le aggressioni ai danni delle potenziali vittime sono praticamente all'ordine del giorno. Nella maggioranza dei casi i criminali, di fronte a un netto rifiuto o alla presenza di più testimoni, si dileguano. Qualche volta, pero', scattano dei veri e propri pestaggi ai danni delle vittime. Emblematico il caso dello scorso febbraio, quando due ragazzi furono prima inseguiti e poi malmenati nella zona del Corso Vittorio Emanuele da una "famiglia" di truffatori - un uomo, una donna e due bambini al seguito - che non erano riusciti a mettere a segno la truffa.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3707098.html
False ricette, arrestato medico Asl e stop a tre farmacisti nel Napoletano
Stamattina odierna, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura di Nola, i carabinieri del Nas di Napoli, coadiuvati nella fase esecutiva da militari deII'Arma, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip presso il Tribunale di Nola di applicazione degli arresti domiciliari, nei confronti di un medico di medicina generale convenzionato con l'Asl Na 3 Sud; della misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di farmacista per la durata di un anno nei confronti di 3 professionisti titolari di farmacie con sede nei comuni di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano; del sequestro preventivo per equivalente di complessivi 100mila euro circa a carico sia del predetto medico di medicina generale, sia dei tre farmacisti in quanto tutti gravemente indiziati di falso e truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale.
L'attività investigativa, che trae origine da una serie di verifiche eseguite tra la fine del 2016 ed i primi mesi del 2017, è stata incentrata presso alcune farmacie territoriali convenzionate con l'Asl Napoli 3 Sud, rinvenendo e sequestrando migliaia di confezioni di specialità medicinali, trovate tutte prive dei bollini adesivi-fustelle necessari per il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Lo sviluppo degli accertamenti ha messo in luce l'esistenza di un illecito sistema di approvvigionamento di farmaci da parte di un medico di medicina generale convenzionato con l'Asl Napoli 3 Sud- Distretto 52, operante in Ottaviano, il quale con la partecipazione di compiacenti farmacisti, attraverso l'artifizio della prescrizione di migliaia di ricette mediche elettroniche intestate a numerosi ed ignari pazienti, hanno commesso truffe in danno del Servizio Sanitario Nazionale.
Gli inquirenti sono riusciti a individuare alcuni farmacisti che, in accordo con il medico, sono risultati disponibili ad accettare un rilevante numero di prescrizioni di provenienza illecita, a consegnare i farmaci allo stesso medico di medicina generale prescrittore, anziché ai pazienti intestatari delle ricette mediche, a richiedere all'Asl Napoli 3 Sud il rimborso delle ricette falsificate, ottenendo il pagamento delle stesse. Significati sono risultati, infine, i riscontri acquisiti dal Nas di Napoli durante le attività di indagini, avendo proceduto al sequestro di circa 5.000 confezioni di varie specialità medicinali - per un valore approssimativo di circa 300mila euro - che sono risultate, dunque, sottratte al normale circuito della distribuzione farmaceutica.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3715427.html
Aggredita dalla compagna di classe: 15enne presa a calci e naso rotto
di Melina Chiapparino
C’erano stati litigi e tensioni in classe ma nulla che potesse far immaginare l’aggressione violenta subita dalla 15enne campana, ora ricoverata in ospedale. Vittima dell’ennesimo episodio di bullismo tra minori, è una studentessa colpita da una compagna di classe e finita in camera operatoria per un delicato intervento di ricostruzione al naso, frantumato da un violento calcio sferrato dalla coetanea. L’episodio, cosi' come denunciato dai familiari della vittima alle forze dell’ordine, è accaduto il 27 aprile scorso, ad Afragola vicino ad un bar dove la 15enne stava passeggiando con la sorella.
Tra le due amichette già da tempo c’erano stati degli attriti, probabilmente per questioni di cuore legati al nuovo fidanzatino della vittima, ma fino alla sera dell’aggressione, si è trattato solo di litigate, diverbi e messaggi arrabbiati via chatt. Invece, quella sera, poco dopo le 8, sarebbe avvenuta l’aggressione da parte della compagna di classe che ha strattonato la 15enne per i capelli e dopo varie spinte l’ha colpita con un calcio. Le indagini delle forze dell’ordine sono in corso e prima che si accertino i fatti e le responsabilità rimane una ferita difficile da curare, quella inferta dalla violenza che ha traumatizzato l’ennesima vittima del bullismo.
La 15enne aggredita, è stata prima refertata al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini, dove le hanno diagnosticato la frattura della piramide nasale e, successivamente, è stata assistita all’Ospedale del Mare dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico ricostruttivo e dove è attualmente ricoverata. Ieri, la giovane è stata sottoposta alla delicata operazione per riassestare l’infossamento delle ossa dovuto al forte trauma facciale.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3712073.html
Il ritorno della babygang: donna rapinata da tre 15enni armati di coltello vicino alla villa comunale
di Ferdinando Bocchetti
MUGNANO - Rapina nei pressi della villa comunale di via San Lorenzo. Ad agire un gruppo composto da tre ragazzini. Tutti sarebbero poco più che 14 enni. Uno dei tre, armato di coltello, ha intimato a una donna del luogo di consegnargli il portafogli. All'interno c'erano poco più di 15 euro. La vittima ha sporto poi denuncia ai carabinieri della stazione di Mugnano. Al vaglio dei militari le telecamere di videosorveglianza della zona.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3700288.html
Un faddo ingomprensibbolo!
Napoli, parcheggia l'auto sotto casa e la ritrova con un foro di proiettile nel cofano
Aveva parcheggiato la sua automobile vicino casa, in vico della Solitaria, a Napoli, lo scorso 28 aprile. E quando l'ha ripresa, ieri, ha scoperto un foro nel cofano: dopo i sopralluoghi della polizia di Stato è stata trovata una ogiva. La donna ha riferito di non aver mai subito delle minacce; indagini sono in corso nel quartiere Pallonetto per capire cosa possa essere successo.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3701642.html
Finge la morte del figlio per intascare la colletta del parroco
L'uomo ha detto che il figlio di 6 anni era stato ucciso da un tumore al cervello per intascare la colletta raccolta dal parroco.
"Mio figlio di 6 anni è morto per un tumore al cervello, ma non ho soldi per il funerale".
Una storia commovente, al punto che il parroco del Sacro Cuore di Gesù ha deciso di organizzare a sue spese l'ultimo saluto al piccolo e di avviare una colletta tra i fedeli per aiutarla.
Ma era tutto falso. E a far scoprire tutto è stato il marito marocchino della donna, originaria di Genova, ma residente a Nardo' (Lecce). L'uomo, ignaro delle bugie della moglie, si è infatti presentato in Comune insieme al figlioletto, vivo e perfettamente in salute. Comune che si era mosso proprio per aiutare la famiglia in un momento di difficoltà e che ha scoperto la truffa proprio nel giorno in cui si sarebbe dovuto svolgere il funerale. Non paga, la donna ha sostenuto davanti all'assessore di essere lei la truffata da qualcuno che aveva preso la sua identità
Finge la morte del figlio per intascare la colletta del parroco
«Prendi i babà del Cardarelli»: pizzo in corsia
di Leandro Del Gaudio e Viviana Lanza
A un certo punto la conversazione si interrompe, le parole lasciano il posto ai gesti. O meglio: ai suoni. Ed è cosi' che la cimice della squadra mobile (messa all'interno dell'auto giusta) capta una sorta di conferma investigativa: il fruscio dei soldi, il suono delle banconote contate con fare da ragioniere da uno dei presunti camorristi fresco di «bussata di porta».
Eccola l'ultima frontiera del racket a Napoli, con la camorra che entra negli ospedali cittadini e impone il pizzo alle ditte impegnate nei vari lotti di lavori. Dicembre 2017, appena pochi mesi fa, un clan del Vomero impone il pizzo su una delle ditte di un raggruppamento temporaneo di imprese che ha vinto un subappalto per la manutenzione al Cardarelli. Si accendono i riflettori della Dda di Napoli, si torna a indagare su presunte pressioni della camorra su uno dei più importanti nosocomi del sud Italia. C'è la convinzione che in almeno due casi la tangente sia andata a buon fine: in un primo episodio, uno dei presunti boss emergenti dell'area collinare stringe tra le mani mille euro, li mostra al proprio complice e li fa «suonare» con quel fruscio, quel sonoro catturato nell'auto «ambientalizzata» da una cimice; in un secondo caso, invece, parliamo di un importo decisamente maggiore: questa volta, la tangente incassata è di 30mila euro, imposta a una ditta titolare di un appalto sempre all'interno del Cardarelli di Napoli.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3714486.html
Ambulanza bloccata dal paletto dissuasore, turista muore in hotel a Ischia
la strada di nuovo bloccata a Sant'Angelo poche ore dopo la tragedia
di Francesco Ungaro
Tragedia a Ischia. Una turista tedesca di 76 anni che alloggiava all'Hotel Miramare di Sant'Angelo ha accusato un malore intorno alle 21. Il personale dell'albergo ha immediatamente chiamato i soccorsi che dopo un a ventina di minuti erano in zona. Una delle strade del piccolo borgo del comune di Serrara Fontana, pero', era chiusa con una transenna. Le chiavi, nonostante si tratti di un passaggio pubblico, erano affidate ad alcune persone del posto. Per venti munuti si è attesa la chiave. Alcuni hanno anche provato a rimuovere il lucchetto con arnesi di fortuna, ma senza successo. Dopo venti minuti finalmente è stata reperita una delle chiavi, ma quando i soccorritori sono arrivati in albergo era già troppo tardi e la turista era priva di vita.
Ora spetterà agli inquirenti fare chiarezza sull'episodio, capire perchè quella strada pubblica è chiusa, perchè le chiavi sono state affidate a quelle persone e soprattutto se, senza quella sosta di 20 minuti, i soccorritori avrebbero potuto salvare la turista.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3701872.html
La maxi truffa della Reggia di Caserta: i furbetti del cartellino
di Mary Liguori
Se quando svaligiarono la buvette della Reggia di Caserta fossero stati al loro posto di lavoro, i ladri sarebbero stati presi in flagranza. Invece i vigilanti del Monumento erano chissà dove, di sicuro non dove avrebbero dovuto essere perché quando la polizia acquisi' le immagini della videosorveglianza insieme alle indagini sui ladri scatto' anche quella su di loro.
Due sorveglianti della Reggia, Giovanni Maiale e Raffaele Narciso, sono stati raggiunti da un obbligo di presentazione alla pg prima e dopo l’orario di lavoro. Altri quattro dipendenti della sovrintendenza sono indagati in stato di libertà. Indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Maria Antonietta Troncone, sono state condotte dalla squadra mobile di Caserta coordinata da Filippo Portoghese. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti diversi video in cui si vedono gli indagati allontanarsi dalla Reggia senza alcuna autorizzazione. Altre immagini li ritraggono al bar o a fare la spesa.
https://www.ilmattino.it/caserta/tru...o-3706660.html
Condannato a 15 anni per stupro a tedesca: cuoco napoletano arrestato dopo 16 anni
Su di lui pendeva una condanna a 15 anni di carcere da espiare in Germania poichè riconosciuto in via definitiva colpevole di violenza sessuale e lesioni personali aggravate, reati commessi l'11 maggio 2002 a Monaco di Baviera nei confronti di una cittadina tedesca. Per questo un 57enne di Arzano, cuoco di professione, residente a Colle di Val d'Elsa, celibe, che non aveva scontato nemmeno un giorno di carcere, è stato identificato e arrestato nella giornata di ieri dai carabinieri di Colle Val d'Elsa su richiesta del servizio Sirene del Ministero dell'Interno.
L'uomo, dopo le formalità di rito, è stato portato nel carcere di Siena in attesa del completarsi della procedura di estradizione in Germania.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3704566.html
Cybertruffe su conti correnti banche online, pec falsificate
DARIO D'ANGELO
E’ stata sgominata una banda di 5 malviventi originari della Calabria, che avevano attuato un sistema sofisticato per rubare soldi dai conti correnti online dei risparmiatori, ignari ovviamente di ciò che gli stava accadendo. Falsificando la Pec, la Posta Elettronica Certificata, i delinquenti riuscivano ad aggirare i correntisti, facendosi inoltre dare il codice per l’accesso agli stessi. I soldi, venivano poi trasferiti in altri conti bancari, e poi investiti per acquistare Bitcoin, la moneta virtuale tornata prepotentemente di moda negli ultimi mesi. Con tali Bitcoin si potevano acquistare armi e munizioni nel deep web, la parte oscura di internet.
CYBERTRUFFE SU BANCHE ONLINE: IDENTITÀ VIOLATE PER SVUOTARE I CONTI/ Pec falsificate, 1,2 milioni rubati
Tanto paga Pantalone!
Trasfusione di sangue infetto, donna mori': agli eredi 400mila euro
Lo Stato dovrà pagare 400mila euro alle eredi di una donna di Arzano che, nel 1992, contrasse l'epatite C in seguito a una trasfusione di sangue infetto. E' quanto stabilito dal Tar Campania che, confermando la sentenza di primo grado del Tribunale di Napoli, ha condannato il ministero della Salute al risarcimento della somma. La donna - secondo la ricostruzione fornita da fonti della difesa - venne ricoverata in una casa di cura di Napoli dove fu sottoposta alla somministrazione di sacche di sangue.
In seguito a tali trattamenti sarebbe stata a contagiata da HCV epatite virale di tipo C. La commissione medica del Ministero della Difesa di Napoli a seguito dell'istanza presentata dalla stessa accerto' nel 2004 il nesso di causalità tra le emotrasfusioni praticate e l'epatopatia da virus C. In seguito all'aggravamento di questa patologia il 9 novembre 2005 la donna mori'. I suoi eredi nel 2006 conferirono incarico all'avvocato Maurizio Albachiara per agire contro il Ministero della Salute al fine di ottenere il danno subito dalla madre ed il danno da perdita del rapporto parentale.
Nel 2013 il Tribunale Di Napoli, sesta sezione civile, condanno' il Ministero per mancata vigilanza sulle sacche di sangue infetto al risarcimento dei danni subiti dalla compianta madre per la somma di 402.000 euro oltre interessi. Dopo 4 anni di attesa venne interpellato il Tar Campania, sezione di Napoli che con sentenza n. 2703 ha dichiarato l'obbligo del Ministero al pagamento entro 60 giorni.
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Ladro sacrilego: travestito da prete entra in sacrestia e ruba le offerte
Travestito da prete è entrato nella sacrestia e rubato il denaro delle offerte. Sorpreso dal parroco, lo ha spintonato facendolo cadere a terra. E' successo a Sant'Antonio Abate, in provincia di Napoli, dove i carabinieri hanno arrestato L.M., 73 anni, pensionato del luogo già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio. Il 73enne, secondo quanto ricostruito, è entrato nella parrocchia Santa Maria del Buon Consiglio indossando una camicia con collarino ecclesiastico, un maglioncino scuro e un berretto, verosimilmente per fare in modo che a distanza lo prendessero per un prete, ha forzato la porta della sacrestia della parrocchia e rubato il denaro delle offerte. Ma il parroco, don Ciro, lo ha sorpreso e lui, per guadagnarsi la fuga, lo ha spintonato facendolo rovinare a terra.
I militari dell'Arma sono intervenuti d'urgenza sul posto e hanno bloccato il 73enne mentre stava salendo a bordo della sua auto per allontanarsi dalla zona. Don Ciro è stato visitato dai medici dell'ospedale di Castellammare di Stabia che gli hanno riscontrato una contusione alla spalla sinistra giudicata guaribile in 6 giorni. Il 73enne è ora ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.
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Far west Lungomare, uno sguardo e parte rissa tra coppie fidanzati: ragazza all'ospedale, naso rotto
di Melina Chiapparino
Uno sguardo di troppo ed è scattata l’aggressione con calci, schiaffi e tirate di capelli. A farsi travolgere dall’impeto di gelosia, è stata una ragazza che si trovava sul Lungomare di Napoli dove stava passeggiando in compagnia del proprio fidanzato. La coppia, pochi secondi prima dell’episodio di violenza, stava parlando con un’altra coppia di fidanzati, a pochi passi da Piazza della Repubblica. Una delle due donne ha cominciato prima a chiedere insistentemente perché l’altra guardasse il proprio fidanzato e poi si è scagliata contro la vittima percuotendola ripetutamente.
La colluttazione tra le due ragazze è degenerata ulteriormente con l’intervento dei fidanzati e per una delle due coppie è stato necessario il trasferimento in ospedale. Le due vittime sono state soccorse dall’ambulanza Asl della postazione «Chiatamone» che ha prestato loro i primi soccorsi ed ha trasportato entrambi all'ospedale Vecchio Pellegrini. Per la ragazza, residente a Giugliano, oltre a contusioni ed escoriazioni diffuse sono in corso gli accertamenti per la rottura del setto nasale ed anche per il suo fidanzato, napoletano, la prognosi include il danneggiamento della piramide nasale ed anche una importante tumefazione ad un occhio.
Del gruppetto dei giovani coinvolti nella rissa nessuno supera i 24 anni e tutti sono maggiorenni. Sul posto, poco dopo la rissa, è intervenuta la pattuglia dell’Unità Operativa della Polizia Municipale Chiaia comandata da Sabina Pagnano che ha allertato i soccorsi ed ha proceduto all’identificazione dei ragazzi. In questo momento sono in corso gli accertamenti della polizia municipale per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e le eventuali responsabilità dei ragazzi sebbene sia certo il motivo del litigio. A causare la rabbia della ragazza che ha aggredito l’altra fidanzata è stata la gelosia e, a quanto pare, anche tensioni che si erano già espresse tra le due sui social.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3723151.html
Falso incidente, va in ospedale per le cure e truffare l'assicurazione
I carabinieri della stazione di Quindici hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Avellino un 50enne di Mugnano del Cardinale ritenuto responsabile di falsità ideologica e induzione di pubblico ufficiale a commettere falsità in atto pubblico.
A novembre, l'uomo aveva dichiarato ai medici del pronto soccorso dell’ospedale che, mentre era alla guida della sua autovettura, era stato tamponato da un veicolo.
Data la poca chiarezza della dinamica denunciata, i carabinieri svolgevano approfonditi accertamenti, appurando in maniera inequivocabile che era stato inscenato un sinistro stradale al fine di ottenere una consistente somma di denaro a titolo di risarcimento dalla società assicurativa.
https://www.ilmattino.it/avellino/fa...i-3728882.html
Napoli, vigile beccato in motorino senza assicurazione: «Mi è scaduta»
Striscia la Notizia a Napoli torna a bacchettare i furbetti dell’assicurazione. Ovvero vigili urbani che, al posto di dare il buon esempio, pensano di essere al di sopra della legge e sono i primi a non rispettare le regole. Il vigile preso di mira questa volta da Luca Abete non si limita pero' a viaggiare senza assicurazione, malcostume già denunciato nel napoletano che due anni fa porto' anche alla sospensione di sei dipendenti della Polizia Municipale di Napoli.
Seguito dalle telecamere nascoste, l’insospettabile furbetto parcheggia sul marciapiede e supera senza ritegno ogni semaforo rosso che prova a sbarrargli la strada. Una volta raggiunto da Luca Abete e messo davanti alle sue responsabilità, il vigile urbano è riuscito solo a farfugliare, dopo un lunghissimo silenzio: “L’assicurazione mi è scaduta”.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3722511.html
Sversava rifiuti tossici in strada, bloccato dalla polizia municipale
di Melina Chiapparino
Aveva sversato chili di materiale tossico ed eternit a pochi passi da una scuola, l’uomo bloccato oggi dalla polizia municipale di Barra San Giovanni Ponticelli. Dopo circa due settimane di indagini e attività investigative, gli agenti comandati da Enrico Fiorillo che ha diretto l’operazione contro gli sversamenti abusivi, hanno identificato un 40enne napoletano, pregiudicato che, alla fine, ha confessato di fronte le prove schiaccianti raccolte dai poliziotti municipali.
L’episodio si era verificato il 14 aprile scorso quando un furgone aveva scaricato nei pressi di un isola ecologica su via Mastelloni, nel quartiere Barra, una grande quantità di rifiuti tossici e speciali tra cui un frigorifero e tubi di eternit danneggiati e, dunque, molto pericolosi. L’allarme era stato lanciato dagli abitanti della zona e le prime operazioni degli uomini di Fiorillo hanno riguardato la messa in sicurezza dell’area. I poliziotti municipali che hanno transennato la parte dell’isola ecologica compromessa e fatto imballare i materiali in grado di contaminare l’ambiente, hanno anche fatto in modo che avvenisse il prelievo degli stessi entro 24 ore.
Nel frattempo sono state avviate le indagini per identificare chi aveva sversato illegalmente quel materiale. I poliziotti municipali dopo l’ascolto di testimonianze e la ricostruzione degli accadimenti anche tramite l’aiuto di telecamere, seppure non vicine alla zona dello sversamento, sono riusciti a identificare la targa del furgone e, successivamente, il colpevole dell’abuso. L’uomo, residente a Portici e già conosciuto alle forze dell’ordine, ha dichiarato di aiutare privati nei traslochi ma non possedere alcuna ditta e, nello specifico, quel materiale riguardava la propria abitazione. La polizia municipale ha sanzionato l’uomo con oltre 2500 euro di multa con l'aggiunta di sanzioni e fermi amministrativi perché mancava l’assicurazione del veicolo.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3723073.html
Vengono scambiati per tifosi: 4 prof picchiati dagli ultras
Quattro docenti calabresi sono finiti nel mirino di un esercito di ultrà del Catania in viaggio per assistere alla partita di Serie C contro il Matera
Pietro Bellantoni
Ancora gravi violenze contro i professori, ma stavolta il bullismo degli studenti non c'entra.
Ieri quattro docenti calabresi sono finiti nel mirino di un esercito di ultrà del Catania in viaggio per assistere alla partita di Serie C contro il Matera. I tifosi, scambiandoli per supporter del Siracusa, hanno inseguito i prof in autostrada e li hanno poi bloccati davanti alla stazione di Lamezia Terme, dove è andato in scena un vero e proprio raid punitivo, che ha portato all'aggressione degli insegnanti e all'incendio della loro macchina. Solo l'intervento delle forze dell'ordine, che hanno dovuto sparare colpi in aria per disperdere gli hooligans, ha evitato conseguenze ben più gravi. Nella notte polizia e Digos hanno identificato gli ultrà coinvolti nell'aggressione: venti di loro sono stati denunciati e uno arrestato. Le accuse sono di rapina aggravata, lesioni e danneggiamento. Due gli insegnanti rimasti feriti nel raid. I quattro docenti, tutti residenti in provincia di Reggio Calabria, stavano percorrendo l'autostrada per raggiungere l'Università di Cosenza quando, a pochi chilometri da Lamezia, sono stati affiancati da alcune auto, i cui passeggeri avrebbero chiesto ai prof di accostare in corsia di emergenza. I docenti pensano che si tratti di un mezzo civetta delle forze dell'ordine, a un controllo di polizia, si fidano, ma appena rallentano vedono scendere dalle auto persone incappucciate e altre a volto scoperto.
Un ultras inizia a colpire la Fiat Multipla su cui viaggiano gli insegnanti, che ripartono subito ad alta velocità. Viene allertato il 113, gli agenti chiedono ai docenti di lasciare l'autostrada e di raggiungere la sede della polizia stradale. La Multipla arriva davanti alla stazione, ed è a questo punto che i tifosi del Catania circondano l'auto e iniziano a prenderla a calci e a colpi di bastone. Il lunotto posteriore viene distrutto, gli zaini rubati. Due prof rimangono intrappolati nei sedili posteriori a causa della sistema di sicurezza per i bambini alle portiere. Gli ultrà lanciano un fumogeno all'interno dell'auto, alimentata a metano, e un passeggero seduto nel sedile anteriore rimane ustionato. Riesce a scendere dalla macchina, ma gli ultras iniziano a picchiarlo. La Multipla prende fuoco e le persone rimaste dietro riescono a uscire perché intanto gli hooligans hanno aperto le portiere. Vengono picchiate anche loro. Ei' un agente della Polfer a intervenire: spara in aria e i tifosi del Catania lentamente iniziano a disperdersi. I quattro prof vengono portati in ospedale e poi in commissariato per raccontare l'accaduto. Molto probabilmente l'obiettivo degli ultrà catanesi erano i tifosi del Siracusa, anche loro in viaggio per raggiungere Castellammare, dove era in programma la partita contro la Juve Stabia.
http://www.ilgiornale.it/news/cronac.../tempo-reale/1
Dopo l'arresto del marito è lei a spacciare la droga: presa 44enne
Dopo l'arresto del marito per spaccio di droga, ha proseguito l'illecita «attività di famiglia» cambiando residenza, ma è stata comunque scoperta dalla polizia. In manette è finita a San Marcellino, nel Casertano, la 44enne Rosa Belardo; in casa della donna, i poliziotti hanno trovato e sequestrato circa 50 confezioni di hashish pronte per la commercializzazione, del peso di 35 grammi, oltre ad una discreta somma di denaro in banconote di vario taglio, ritenuta provento della vendita.
Il blitz degli agenti del posto fisso operativo di polizia di Casapesenna e del commissariato di Aversa è scattato dopo che è stato notato uno strano via vai di macchine nei pressi di un'abitazione di San Marcellino; i poliziotti hanno accertato che nella casa viveva da poco la Belardo, già nota per reati di spaccio, e moglie di Domenico Marino, alias «Zi Peppe», in carcere dal 2015 proprio per reati concernenti gli stupefacenti, che per gli inquirenti è ritenuto vicino al clan dei Casalesi. Gli agenti hanno cosi fatto irruzione nel domicilio della 44enne trovando la droga.
https://www.ilmattino.it/caserta/mar...e-3733589.html
Bonnie e Clyde bloccati per rapina, erano il terrore del Napoletano
Nel tardo pomeriggio di ieri, i poliziotti del commissariato di polizia Frattamaggiore, hanno sottoposto a fermo di PG Claudio Merolla, 40enne napoletano e Stefania Iovine 25enne di Casandrino per il reato di rapina.
I poliziotti, in seguito a diverse denunce di rapina, avvenute tutte tra il 30 aprile e il primomaggio a giovani coppiette, nei pressi dello stadio comunale cittadino, sono risaliti alla coppia di “Bonnie e Clyde” che le metteva a segno.
I due, sempre a bordo della stessa autovettura, avvicinavano le vittime e minacciandoli li rapinavano dei soldi e di quanto in loro possesso.
I poliziotti sono risaliti ai due, che si erano resi irreperibili presso le loro abitazioni. Ieri, il cerchio si è chiuso; la donna è stata bloccata mentre passeggiava in via Martino in Frattamaggiore, mentre l’uomo è stato bloccato in Frattaminore nei pressi della sua abitazione in via Viaggiano dove è stata anche rinvenuta e sequestrata l’autovettura utilizzata per commettere le rapine.
Immediatamente notiziata l’Autorità Giudiziaria ha disposto che l’uomo fosse condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale mentre la donna fosse sottoposta agli arresti domiciliari.
L’Autorità Giudiziaria ha autorizzato la divulgazione delle foto dei due fermati per far si' che gli stessi possano essere individuati da altre vittime.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3718156.html
Affittano case fantasma al mare,
caparra sparita: arrestati 3 napoletani
Affittavano appartamenti per le vacanze, che poi risultavano inesistenti: per questo i carabinieri di Castiglione della Pescaia (Grosseto) hanno denunciato tre napoletani per truffa e riciclaggio. E nove sono le persone truffate scoperte dai militari in varie parti d'Italia. I truffati avevano scelto le abitazioni per le vacanze tramite la consultazione di un noto sito Internet di annunci immobiliari versando una caparra dai 300 ai 700 euro. Il denaro versato, una volta accreditato su un conto corrente, veniva dirottato, mediante bonifici con false causali e prelievi bancomat, su altri conti correnti intestati a ad altre persone. I tre denunciati sono tutti della provincia di Napoli ed erano già gravati da precedenti penali e di polizia.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3733471.html
Truffa sulla vendita di un loculo: indagato priore di una confraternita
di Nicola Sorrentino
ANGRI. E' sotto inchiesta per truffa il priore della confraternita Santa Caterina di Angri, G. Z., 63 anni, raggiunto dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari dopo una fase di approfondimento svolta dai carabinieri di Angri. Secondo le accuse, formalizzate dopo la denuncia della parte offesa, l’uomo avrebbe fatto sottoscrivere a una cittadina angrese un contratto di concessione di un loculo cimiteriale, per la precisione il numero A/85, per 2400 euro di importo, nonostante lo stesso risultasse già assegnato. Da una verifica effettuata, infatti, il numero di concessione corrispondeva a quello al centro di una precedente concessione, risalente al 26 ottobre del 2010, sottoscritta a favore di un’altra persona. Cosi' la seconda firmataria, quella arrivata dopo, inconsapevole della precedente assegnazione dello stesso loculo all’interno del cimitero è stata raggirata.
La donna presento' denuncia ai carabinieri della locale stazione. Per le accuse, il priore avrebbe ottenuto un ingiusto profitto, intascando il denaro con artifizi e raggiri commessi a danno della ignara donna. I fatti contestati, come da indagini, risalgono 28 febbraio del 2013 e si sono protratti fino al 10 novembre del 2017. Agli atti dell’indagine condotta dal sostituto procuratore a Nocera Inferiore, Viviana Vessa, è stata depositata una dettagliata informativa di reato da parte dei carabinieri di Angri.
https://www.ilmattino.it/salerno/tru...a-3720173.html
Turista inglese drogata e violentata: in manette cinque dipendenti di un hotel in costiera sorrentina
di Ciriaco M. Viggiano
META - Violenza sessuale aggravata dalla somministrazione di sostanze stupefacenti: ecco l'ipotesi formulata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata a carico di cinque tra dipendenti ed ex dipendenti di un albergo di Meta, arrestati dai poliziotti del commissariato di Sorrento e della squadra mobile di Napoli alle prime luci dell'alba. Secondo i pm oplontini, nell'ottobre del 2016 gli uomini avrebbero prima drogato con la cosiddetta «droga dello stupro» (Z-drugs e benzodiazepine) e poi abusato in gruppo di una turista inglese ospite della struttura ricettiva. In carcere sono finiti Antonino Miniero, Davide Gennaro Gargiulo, Fabio De Virgilio, Raffaele Regio e Ciro Francesco D'Antonio.
I fatti accaddero durante l'ultima sera di permanenza della donna nell'hotel, quando due dei cinque arrestati, barman in servizio presso la struttura alberghiera, offrivano alla donna 50enne e a sua figlia un drink contenente la «droga da stupro». Le attenzioni venivano, quindi, concentrate sulla sola cinquantenne, che veniva condotta nell'adiacente locale piscina, dove entrambi i barman abusavano di lei. Consumata la prima violenza la donna veniva data in consegna a un altro dipendente dell'hotel che la conduceva all'interno di una stanza alloggio del personale, dove ad attenderla vi era un numero imprecisato di uomini - almeno una decina - molti dei quali nudi, che a turno usavano violenza sessuale su di lei. La donna veniva anche fotografata e ripresa dal branco con i telefonini. Ultimata la violenza di gruppo, uno di loro poi la riaccompagnava al piano della stanza.
Rientrata in Gran Bretagna la donna denunciava l'accaduto alla polizia del Kent: qui veniva sottoposta al prelievo di campioni biologici e ad accertamenti medico legali, durante i quali i sanitari britannici rilevavano lividi ed ecchimosi su tutto il corpo della donna. E' stato possibile pervenire all'identificazione solo di alcuni dei componenti del gruppo, tutti dipendenti dell'hotel, prima attraverso l'esame dei dispositivi sequestrati al personale maschile in servizio presso la struttura, da cui è emersa una chat chiamata «Cattive abitudini», dove gli autori dello stupro commentavano l'accaduto, nonché altri scambi di messaggi contenenti anche le foto della donna durante la violenza; il rilevamento della presenza del Dna degli indagati sul corpo della vittima ed in particolare sulle aree interessate dalla violenza; la foto dei due barman scattata dalla cittadina britannica con il proprio telefonino; la presenza di un tatuaggio a forma di corona sul collo di uno degli autori dello stupro, cosi' come descritto dalla vittima.
L'esame tossicologico sui campioni biologici della donna (urina e capelli) ha inoltre fatto emergere la somministrazione - nel periodo temporale coincidente con il denunciato stupro - di sostanze appartenenti alle classi farmacologiche meglio conosciute come «droga da stupro» in grado di alterare la capacità di autodeterminazione della vittima e la sua capacità di reazione.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...l-3730381.html
La figlia con la Bmw, la vita dorata
dell'ex brigadiere finito in manette
di Leandro Del Gaudio
Come abbia fatto ad acquistare una Bmw X5 a soli 22 anni è uno dei punti dell'inchiesta a carico dell'ormai ex carabiniere Lazzaro Cioffi. Indagini patrimoniali, spunta l'acquisto di una fuoriserie dal prezzo di 76.500 euro, soldi che sarebbero stati versati dalla figlia dell'ex brigadiere della compagnia di Castello di Cisterna finito in manette per fatti di droga. Una vicenda che approda a uno snodo decisivo, con la discussione del legale del brigadiere in manette (il penalista Saverio Campana), dinanzi ai giudici del Tribunale del Riesame. Aula 720, non mancano novità sul caso che punta a chiarire le trame di contatti riconducibili a Lazzaro Cioffi: è il suo penalista a chiarire che Cioffi ha formalmente appeso la divisa al chiodo.
E' in congedo, una sorta di pensione anticipata di qualche mese rispetto alla scadenza naturale del suo incarico, che gli consente di rendere meno urgenti le esigenze cautelari ipotizzate a suo carico. Resta detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, come ha stabilito ieri il Tribunale del Riesame di Napoli. Ieri, una nuova mossa della Dda di Napoli. E' stato il pm Mariella Di Mauro - magistrato in forza al pool anticamorra coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli - a depositare dinanzi ai giudici il contenuto dell'ultima coda investigativa sul brigadiere in cella per presunte collusioni con i narcos del parco verde di Caivano. Un caso complesso, che riguarda un ex investigatore finito al centro di un altro filone investigativo, condotto sull'asse Napoli-Salerno. Come è noto, a proposito di Cioffi, c'è un'attenzione investigativa anche da parte della Procura di Salerno (indaga il pm Marco Colamonici), che sta indagando sull'omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. Doverosa una premessa: Cioffi non risulta indagato per il delitto consumato ad Acciaroli il 5 settembre del 2010, ma è un fatto che la Procura di Napoli e Salerno si siano confrontate sul suo nome, o meglio, sulla sua rete di conoscenze, dentro e fuori l'arma dei carabinieri, a proposito di quanto avvenne in quella terribile coda estiva di otto anni fa. Non si tratta di un filone nuovo, dal momento che la «pista carabinieri» era stata battuta anni fa dall'allora pm salernitano Rosa Volpe (oggi procuratore aggiunto a Napoli), senza ottenere riscontri convincenti.
Una vicenda che sembra riannodarsi su se stessa, nel corso della quale sono stati indagati un ufficiale e un sottufficiale: prima indagati e poi archiviati, nel corso di un fascicolo destinato - almeno fino a qualche mese fa - ad un nulla di fatto. Ma cosa spinge gli inquirenti al lavoro sul caso Vassallo a chiedere le carte ai colleghi napoletani su Lazzaro Cioffi? Si parte dalla droga (visti i rapporti tra l'ex brigadiere e il presunto boss dei narcos Pasquale Fucito), che era anche l'incubo del sindaco ucciso, per una vita impegnato a difendere la propria comunità da traffici illegali. Ricordate le parole messe agli atti da un testimone? «Pochi giorni prima di morire - disse - Angelo mi confesso' che aveva saputo una cosa che lo aveva turbato, una cosa che avrebbe voluto non sapere mai».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3716916.html
Corruzione, arrestato Antonello Montante, ex presidente di Sicindustria
L'ex presidente di Sicindustria è ai domiciliari. Arrestate altre cinque persone tra cui tre poliziotti che avrebbero fatto parte di una rete di spionaggio al servizio di Montante
Caltanissetta, 14 maggio 2018 - Operazione anti-corruzione in Sicilia: la polizia ha arrestato, con altre cinque persone, l'ex presidente di Sicindustria Antonello Montante, attualmente presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa Servizi di Confindustria Nazionale.
Gli arrestati sono accusati di essersi associati allo scopo di commettere più delitti contro la pubblica amministrazione e di accesso abusivo a sistema informatico, nonché più delitti di corruzione.
Tra gli arrestati, tutti ai domiciliari, ci sarebbero anche tre poliziotti che avrebbero fatto parte di una rete di spionaggio al servizio di Montante. I tre agenti - di cui uno da poco andato in pensione - erano in servizio a Palermo. Secondo le indagini della squadra mobile della questura Nissena, i poliziotti facevano parte di una 'rete di informatori' di Montante al quale avrebbero passato anche dati riservati a cui potevano avere accesso.
https://www.quotidiano.net/cronaca/a...ante-1.3909301


Internazionali di tennis a Roma: Daspo per tre bagarini napoletani
Roma, operazione della polizia nei pressi del Foro Italico dove si è svolta la finale degli Internazionali di tennis: sequestrati 30 biglietti d'accesso all'impianto sportivo di cui la metà sono risultati del tutto contraffatti. Identificati e sanzionati due bagarini, entrambi partenopei, trasferitisi nella capitale proprio per approfittare della enorme richiesta dei biglietti d'accesso, mentre tentavano di truffare con i falsi alcuni ignari turisti asiatici. Per entrambi è stato emesso un decreto di divieto di assistere alle manifestazioni sportive da parte del Questore di Roma (Daspo). Per inottemperanza ad un doppio Daspo, precedentemente emesso per l'attività di bagarinaggio, in serata è stato arrestato un uomo proveniente anch'egli dalla provincia di Napoli, già finito in manette per analogo motivo a novembre scorso, in occasione del derby tra Lazio e Roma e per questo colpito anche dal provvedimento di divieto di ritorno nella Capitale che non ha rispettato.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3746081.html
Soldi in cambio del posto di lavoro: tre indagati a Napoli
di Leandro Del Gaudio
Quindicimila euro per avere la certezza di un posto fisso, in forza a un’azienda che poteva contare sul rubinetto dei finanziamenti pubblici. Una valigetta di soldi consegnata in vista di una busta paga, con tanto di contributi versati e la certezza - almeno questa era la prospettiva iniziale - di arrivare a una pensione dopo una onesta carriera di impiegato. Scenario opaco sul quale la Procura di Napoli prova a fare chiarezza, nel corso di un’inchiesta condotta dal pm Ciro Capasso.
E' di questi giorni infatti la decisione di spedire tre avvisi di conclusione delle indagini - l’atto che fa da preludio a una probabile richiesta di rinvio a giudizio - a carico di un ex politico cittadino, del suo braccio destro e dell’amministratore di fatto di una società che si avvale di finanziamenti.
Ipotesi di truffa, sotto accusa finisce Ivan Ghilardi, ex consigliere della terza municipalità Stella San Carlo all’Arena in quota Pd. A puntare l’indice nei suoi confronti, Giovanni Di Maio, indicato dalla Procura come disoccupato di lungo corso e bisognoso di lavorare. Secondo gli inquirenti, Ghilardi avrebbe vantato «supposte amicizie con imprenditori ed aziende compiacenti», oltre a fare leva sul ruolo della madre, la dirigente della regione (ed ex consigliere regionale Pd) Angela Cortese.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3749007.html
Agguati e minacce per lo spaccio:
arrestati cinque baby boss
A colpi di minacce e violenze si sono posti al comando di una piazza di spaccio di hashish e marijuana nel comune di Cellole, nel Casertano, estromettendo in pochi mesi i pusher avversari e terrorizzando la popolazione. In cinque, tutti giovanissimi, sono finiti in carcere su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha accolto le richieste della Procura basate sulle indagini molto veloci dei carabinieri. I fatti sono avvenuti tra l'ottobre 2017 e il febbraio di quest'anno; i provvedimenti hanno riguardato il 22enne Salvatore Breglia, il coetano Cosimo Imperatore, il 24enne Roberto Azzouz, il 19enne Christian Bencivenga, e il 25enne Luigi Di Tora, l'unico tra gli indagati a non essere stato arrestato a Cellole; è stato infatti raggiunto dal provvedimento a Vergiate, dove risulta domiciliato.
Una vera e propria escalation di atti violenti e intimidatori quelli accertati dai militari della Compagnia di Sessa Aurunca guidati da Giuseppe Fedele. Il gruppo di giovani pusher, è emerso, non aveva scrupoli nel dimostrare la propria aggressività, anche in pubblico; è accaduto il 13 febbraio scorso, nel corso del Carnevale di Cellole, quando gli indagati hanno aggredito un operaio rapinandolo del portafogli e causandogli la frattura di un dito, e cio' solo per affermare la propria supremazia territoriale. Prima e dopo l'episodio, gli inquirenti hanno registrato un serie di atti violenti finalizzati ad assumenre la gestione della piccola piazza di spaccio di Cellole, a partire dal 21 ottobre, quando i ventenni hanno compiuto un raid punitivo a casa di una persona che si era impossessata della droga senza pagare; questi, è emerso, aveva scoperto uno dei nascondigli dove gli indagati tenevano lo stupefacentre, e ne aveva sottratto alcune decine di grammi. Quando l'hanno scoperto, i giovani spacciatori sono entrati nel suo appartamento, lo hanno percosso nel sonno prendendogli la droga ed estorcendogli molto più denaro di quello corrispondente allo stupefacente non pagato. In altre due circostanze, tra gennaio e febbraio, hanno poi pestato violentemente dei pusher concorrenti.
https://www.ilmattino.it/caserta/agg...s-3748432.html
Doppio lavoro, sotto inchiesta
15 professori universitari di Napoli
di Gigi Di Fiore
In principio sono state dieci sentenze su docenti dell’Università Partenope: la Corte dei conti li ha condannati a risarcire lo Stato per importi tra 30mila e 438mila euro. Docenti che, nonostante avessero un contratto di esclusiva a tempo pieno, avevano svolto senza autorizzazione incarichi professionali retribuiti. Un fenomeno diffuso negli Atenei di tutt’Italia, che ha spinto, un anno fa, il Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie del Comando generale della Guardia di finanza ad avviare un’analisi sui docenti universitari con contratto a tempo pieno. Analisi partita da una serie di banche dati informatici.
A Napoli, ha lavorato il Nucleo di polizia tributaria guidato dal colonnello Giovanni Salerno. Il primo screening ha riguardato le facoltà di Ingegneria e Architettura nelle Università Federico II e Vanvitelli. L’ipotesi del danno erariale si concretizza sull’indennità in busta paga riconosciuta a chi svolge attività universitaria in esclusiva. Indennità intascata, nonostante la violazione dell’esclusiva. Sotto esame sono state all’inizio le posizioni di duecento docenti. Dalle verifiche, attraverso anche acquisizioni di documenti con la collaborazione delle strutture universitarie, sono stati individuati 15 docenti nella provincia napoletana. Due a Napoli città. Secondo l’ipotesi di accusa, svolgevano attività di consulenza per Comuni e società private su collaudi di strutture.
Da qui la segnalazione al pubblico ministero della Corte dei Conti della Campania, Ferruccio Capalbo. I docenti sono stati sentiti, ma non tutti hanno ricevuto il cosiddetto invito a dedurre. Da questa prima attività, conclusa alla fine dello scorso anno, sono nate ulteriori indagini su deleghe della Corte dei conti. Dopo Architettura e Ingegneria, da gennaio il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza ha avviato cosi' verifiche in altre facoltà: Giurisprudenza, Medicina, Scienze politiche. Gli accertamenti sono ancora in corso e seguono gli stessi criteri delle prime indagini.
Fino a questo momento, in tutta la regione sono 49 i docenti universitari su cui la Corte dei conti campana ha ricevuto segnalazioni dai diversi Nuclei di polizia tributaria. Quindi 34 in totali quelli al lavoro nelle Università di province diverse da Napoli: Salerno e Caserta soprattutto.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3716127.html
Camorra: investivano per il clan, arrestati due fratelli medici napoletani
Avevano rilevato i ristoranti di camorristi in carcere per proteggere i loro interessi economici e facevano investimenti e affari per conto della cosca: con questa accusa sono stati arrestati due medici napoletani, professionisti insospettabili, insieme alla sorella e al cognato di un boss e a due affiliati. I medici sono due fratelli, un anestesista e un chirurgo estetico, in servizio presso due cliniche private napoletane dei quartieri di Chiaia e Vomero; la misura restrittiva riguarda anche Domenico Mollica, cognato del capoclan pentito Carlo Lo Russo e titolare di un'agenzia d’affari con sede nel centro direzionale di Napoli, insieme alla moglie Adriana Lo Russo, sorella di Carlo.
https://www.agi.it/breakingnews/camo...ws/2018-05-17/
«Reddito per tutti, nessuno escluso», 10mila in piazza tra Napoli e Caserta
di Veronica Bencivenga
«Saremo diecimila persone in piazza per dare voce ai migranti, a coloro che non vengono mai ascoltati nonostante siano stati l’ago della bilancia di questa campagna elettorale»: in una conferenza stampa al caffè arabo di piazza Bellini, le realtà antirazziste di Napoli e Caserta, insieme ai movimenti di base dei disoccupati organizzati e delle persone in emergenza abitativa, lanciano l’invito alle manifestazioni, due giorni di mobilitazione generale per rivendicare misure sociali comuni sul diritto al reddito contrassegnate dallo slogan «Reddito per tutti, nessuno escluso».
«Le due piazze provano a coniugare le due istanze, quella sull’estensione dei requisiti del reddito di inclusione e sul permesso di soggiorno come percorso prioritario di inclusione sociale», dichiara Vincenzo Fiano del centro sociale ex canapificio. La manifestazione di Napoli si dirigerà in Regione Campania per un incontro sulle questioni sociali chiedendo di aprire un tavolo di discussione sul reddito per tutti, sia agli immigrati che ai napoletani», aggunge Alfonso De Vito del movimento di lotta per la casa.
«Una parte dei manifestanti verrà dall’area di Castevolturno, dove dopo la strage di San Gennaro, nonostante gli impegni presi dalle istituzioni, niente è realmente cambiato», sottolinea Boubaccar Dahaba del movimento rifugiati Caserta.
Tra i firmatari del Comitato Promotore della Mobilitazione «Nessuno Escluso» anche il Coordinamento di lotta per il lavoro, l’ex opg Je so pazz, il laboratorio Insurgencia, l’associazione dei senegalesi di Caserta e il centro sociale zer081.
https://www.ilmattino.it/napoli/poli...a-3736007.html
Emergenza rifiuti, Crocetta indagato per abuso d'ufficio
L'ex governatore nei guai per una serie di decisioni prese durante l'emergenza
Lucio Di Marzo
E' indagato per abuso d'ufficio l'ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta.
Con lui un'altra ventina di persone sono finite nei registri della procura e tra questi il dirigente Maurizio Pirillo e una serie di funzionari regionali, accusati per come nell'estate del 2016 venne gestita l'emergenza rifiuti.
Secondo la procura palermitana Crocetta avrebbe autorizzato con una serie di ordinanze urgenti, lo spostamento di 6.900 tonnellate di rifiuti in alcune discariche della zona di Catania. E se l'ex presidente pensava che l'emergenza sanitaria giustificasse la decisione, la magistratura ritiene invece che non abbia seguito i parametri che sono previsti dalla legge.
Il secondo punto su cui i giudici vogliono fare maggiore chiarezza, legato al precedente, riguarda il fatto che autorizzando in deroga lo spostamento di più rifiuti di quanti ne consentirebbero le norme, Crocetta avrebbe fatto salire i guadagni dei proprietari delle discariche.
All'ex governatore è già arrivato un avviso di garanzia.
Emergenza rifiuti, Crocetta indagato per abuso d'ufficio
Disoccupazione, mezz’Italia è tedesca. Il resto è Garlic Belt
Disoccupazione, mezz?Italia è tedesca. Il resto è Garlic Belt - Info Data


Litigio in una discoteca di Coroglio per una sigaretta: feriti due ventenni
Due giovani di 21 e 26 anni sono stati accoltellati ieri sera a Napoli, davanti a una discoteca di Coroglio, nel quartiere Bagnoli, durante una rissa nel locale scoppiata per una sigaretta. I giovani, dopo essersi azzuffati all'interno del locale, sono stati cacciati dagli addetti alla sicurezza. La rissa è continuata all'esterno, tra i due ragazzi e una quindicina di giovani che li hanno accerchiati, malmenati e poi accoltellati. Entrambi, alle sei di stamattina, si sono recati nell'ospedale Fatebenefratelli di Posillipo dove gli agenti del locale commissariato hanno acquisito la loro versione dei fatti.
Il ventunenne ha riportato un taglio al braccio sinistro; più grave il 26enne medicato per tagli all'addome, al braccio e all'avambraccio. I sanitari li hanno giudicati guaribili in sette giorni. Per fare luce sull'accaduto è intervenuta anche una pattuglia del commissariato Bagnoli che ha acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3760968.html
Due confezioni di riso al posto del pc da 1.200 euro: nuova truffa in Irpinia
Ancora una truffa ai danni di un’anziana. E' stata messa a segno a Greci: un malvivente, subito dopo una breve telefonata, si presenta a casa della vittima prescelta e, con la scusa di recapitarle il computer acquistato online dal nipote, si fa consegnare la somma contante di 1.200 euro.
L’anziana si rende conto del raggiro in cui è incappata sono qualche ora dopo, allorquando constata che all’interno del pacco vi sono due confezioni di riso.
Sono in corso indagini da parte dei carabinieri della compagnia di Ariano Irpino, finalizzate all’identificazione del truffatore.
https://www.ilmattino.it/avellino/tr...r-3760994.html
Napoli, esplode un'auto in pieno centro: panico tra i residenti
Napoli, esplode un'automobile in pieno centro abitato. Il forte boato ha generato il panico tra passanti e residenti
Alessandra Napolitano
Paura in strada. Nel quartiere Pianura, periferia ovest di Napoli, intorno alle 17:20 di oggi è esplosa un'automobile, una Fiat Punto.
Il forte boato ha provocato il panico tra i residenti che, non sapendo cosa fosse accaduto, si sono riversati in strada.
Fortunatamente non ci sono feriti e non si sono verificati danni alle vicine abitazioni. Lo scoppio ha comportato la deflagrazione dei vetri dell'automobile, i cui frammenti hanno raggiunto l'intera zona limitrofa. Sono giunti sul posto i Vigili del Fuoco che tempestivamente hanno domato le fiamme e una pattuglia dei Carabinieri. Attualmente sono in corso le prime verifiche, si ipotizza che a scaturire lo scoppio dell'autovettura sia stato l'impianto GPL o dell'esplosivo.
"Il proprietario della Fiat Punto, un settantaseienne esercente in zona - informano i residenti - è già stato coinvolto in un episodio simile". Nel 2016 ha provocato un'esplosione nella propria abitazione, comportando ingenti danni all'intero edificio in cui risiedeva. A causare all'epoca dei fatti l'incendio dell'appartamento, fu della polvere da sparo custodita in casa.
http://www.ilgiornale.it/news/cronac...i-1532594.html
Choc in Campania: spara all'avvocato che ha perso la causa contro il licenziamento
Ha ferito a colpi di pistola l'avvocato che a suo dire non è riuscito a fargli ottenere la reintegra giudiziale presso le Ferrovie dello Stato, da cui era stato licenziato. E' finito per questo in carcere a Macerata Campania, nel Casertano, il 60enne Pasquale Lettieri, accusato di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto abusivo di arma clandestina con relativo munizionamento, ricettazione e minacce aggravate.
Il fatto è avvenuto a Capodrise in uno studio legale associato. Secondo quanto accertato dalla polizia di Stato - indagini condotte dalla Squadra Mobile di Caserta - il 60enne avrebbe iniziato a litigare violentemente con il legale; con sé aveva la pistola, cosi' l'ha estratta e ha fatto fuoco quattro volte ferendo il professionista alla gamba e alla caviglia destra. I poliziotti, giunti allo studio, hanno rinvenuto una pistola marca Olimpyc calibro 38 con matricola abrasa e, ancora sul pavimento, le quattro ogive.
https://www.ilmattino.it/caserta/cap...o-3757328.html
Furgone carico di sigarette dall'Est
arrestato conducente napoletano
Quasi 700 chili di sigarette provenienti dall'est Europa sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza del I gruppo di Napoli a bordo di un furgone proveniente dalla Slovenia che nascondeva centinaia di 'stecche' di 'bionde' in intercapedini ricavate 'ad hoc' grazie all'installazione di finti pannelli. In sostanza, le pareti del furgone erano state rimpicciolite utilizzando pannelli di compensato, incollati tra loro con del silicone. Ed è stato proprio l'intenso odore di silicone a insospettire i finanzieri. Il conducente del mezzo, un napoletano, è stato arrestato e le sigarette sequestrate.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3755110.html
Stuprata dal branco di minori: la 12enne rimane incinta
Napoli, denunciati quattro minorenni tra i 14 e 16 anni. La vittima attirata con una trappola in un luogo isolato e stuprata. Indaga la polizia
Vinicio Marchetti
Un orrore che non sembra avere fine. Il fatto è successo nel mese di aprile, quando una ragazzina di Gragnano (Napoli), di appena 12 anni, è stata violentata da un branco di ragazzini, tutti di età compresa tra i 14 e 16 anni.
Gli ingredienti per un film dell'orrore ci sono già tutti ma, come se questo non bastasse, la piccola vittima dello stupro è anche rimasta incinta.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la bambina sarebbe stata attirata in trappola dal branco nella vicina Castellammare di Stabia, dove tutti i protagonisti della storia risiedono, e poi condotta in un posto molto isolato. Qui sarebbe avvenuta la violenza sessuale di gruppo.
La giovane, dopo l'aggressione, ha trovato il coraggio di raccontare ai genitori e poi alla forze dell’ordine quanto accaduto, dando il via alle indagini concretizzatesi nella giornata di ieri, giovedi' 24 maggio, quando i quattro giovani coinvolti sono stati denunciati.
Stuprata dal branco di minori: la 12enne rimane incinta
Si appropriano di 2,6 milioni di fondi antiusura: sequestro al Consorzio
Un sequestro di 3,3 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Salerno su disposizione della Procura regionale della Corte dei Conti della Campania nei confronti del Consorzio artigiano di garanzia fidi di Salerno, dell'ex presidente del cda e dei due liquidatori pro tempore.
Le indagini della Guardia di Finanza, scattate a seguito di una relazione ispettiva ministeriale, hanno permesso di riscontrare che il Consorzio Artigianfidi, quale percettore di contributi pubblici da destinare alla prevenzione del fenomeno dell'usura, non ha utilizzato i fondi a cui erano destinati per gli scopi autorizzati né li ha restituiti al maturarsi delle cause di estinzione-liquidazione.
Il management del Consorzio avrebbe da un lato ottenuto l'erogazione dei fondi, dall'altro si sarebbe appropriato a titolo personale di parte degli importi. La somma totale indebitamente percepita e utilizzata è di 2,6 milioni di euro e, insieme a 640mila euro di interessi, ha determinato l'ammontare del sequestro.Il provvedimento è stato autorizzato dal presidente della sezione giurisdizionale per la Campania, su richiesta della Procura regionale guidata da Michele Oricchio, e riguarda denaro e immobili nella disponibilità degli indagati per danno erariale.
https://www.ilmattino.it/salerno/sal...a-3754945.html
«Nuova gerarchia Casalese»: a capo del clan la moglie del boss in cella
Avrebbe assunto la reggenza «economica» del clan dopo l'arresto del marito boss, pagando la retta ai carcerati e garantendo cosi' la sopravvivenza della cosca. E' l'accusa contestata a Franca Cotugno, 48 anni, arrestata dai carabinieri a San Vittore del Lazio su ordine del Gip del Tribunale di Napoli, nell'ambito di un'indagine della Direzione distrettuale antimafia partenopea. La Cotugno, che risponde di associazione a delinquere di stampo mafioso, è la moglie del 42enne Massimo Perrone, arrestato nel giugno 2017 in quanto ritenuto uno dei capi della cosiddetta «Nuova gerarchia Casalese», gruppo di camorristi legati al clan guidato da Francesco Bidognetti, una sorta di neo-bidogniettiani mai staccatisi dalla cosca di origine, e facenti capo a Michele Bidognetti, fratello del capoclan; tra i componenti anche numerosi ragazzi vogliosi di fare carriera nel crimine organizzato.
In tale contesto si inserisce la figura della Cotugno, tipica donna di camorra, che appena il giorno dopo l'arresto del marito prende subito in mano la cassa del clan; i carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa che hanno realizzato le indagini, non hanno trovato soldi o libri contabili, ma ipotizzano che la 48enne avesse a disposizione cifre importanti. Ogni mese, è emerso, la donna, dalla sua abitazione di Giugliano in Campania, elargiva somme tra i 600 e 1.000 euro ai familiari degli altri affiliati, molti dei quali in carcere. In tal modo, sostengono gli inquirenti, si sarebbe assicurata due risultati; da un lato la sopravvivenza del clan, a dispetto degli arresti eseguiti negli ultimi mesi, dall'altro il «silenzio» degli altri affiliati, che magari potevano essere tentati dal collaborare con la giustizia. Cotugno e il marito sono stati intercettati durante i colloqui in carcere; è emerso che Perrone ha dato varie indicazioni alla moglie sui pagamenti da effettuare, e probabilmente ha indicato anche imprenditori sotto estorsione da cui riscuotere il pizzo, sebbene su tale circostanza gli inquirenti preferiscano tacere. La Cotugno è finita nel carcere romano di Rebibbia.
Per la Dda, la «Nuova gerarchia Casalese», sarebbe è attiva nei comuni napoletani di Giugliano, Sant'Antimo, in quelli casertani di Parete, Mondragone, Casal di Principe, con interessi anche anche a Minturno. Prima dell'operazione di giugno che ha portato all'arresto di cinque esponenti della cosca, il gruppo si sarebbe reso responsabile di numerose estorsioni e di almeno tre attentati con bombe carta commessi ai danni di un imprenditore edile di Parete e delle due sedi di Giugliano e Parete dell'agenzia di pompe funebri dell'imprenditore Luciano Russo, colui che ad inizio anni '90 fece scoppiare con le sue denunce il caso del cosiddetto «caro estinto», che porto' all'arresto e alla condanna di esponenti di spicco dei Casalesi, tra cui l'allora capozona Domenico Feliciello e il capoclan Francesco Bidognetti.
https://www.ilmattino.it/caserta/cas...e-3750819.html
Falsi sinistri e riciclaggio auto rubate:
68 denunce in Basilicata e Campania
In un'indagine della Procura di Potenza, condotta dalla Polizia Stradale e dalla Guardia di Finanza, sono state denunciate 68 persone per una truffa alle compagnie assicurative, che avveniva tramite falsi sinistri, e per la clonazione di veicoli rubati (riciclaggio) con intestazione fittizia a prestanome. Dieci delle persone denunciate, tra cui tre titolari di autorivendite e il titolare di un'agenzia automobilistica, sono state segnalate per associazione a delinquere finalizzata alle truffe assicurative e al riciclaggio di autoveicoli rubati. In circa due anni di indagini sono stati riscontrati 40 sinistri mai avvenuti ed è stato riscontrato un giro illecito di affari pari a circa un milione di euro.
Gli esercizi di rivendita di autoveicoli coinvolti sono stati in tutto quattro, tre a Potenza ed uno in provincia di Napoli. Dieci le compagnie assicurative truffate e 104 i veicoli radiati in quanto oggetto di fittizia intestazione. L'operazione è stata denominata «El Cid» ed è partita dalla scoperta di un giovane potentino nullatenente (nel frattempo deceduto) che era intestatario di diverse decine di autovetture. Nel corso delle indagini è emersa l'anomala frequenza di sinistri falsi, con truffa alle compagnie assicurative.
Tra i vantaggi conseguiti dall'organizzazione, inoltre, c'era quello di stipulare polizze assicurative alle tariffe molto più vantaggiose previste per i residenti nella provincia di Potenza rispetto a quelle campane. Cosi' per circa tre anni l'organizzazione ha lucrato sui risarcimenti da parte delle compagnie assicurative per un valore complessivo pari a circa 80.000 euro. Tenuto conto anche del risparmio assicurativo ottenuto dagli effettivi utilizzatori dei veicoli monitorati, il giro d'affari illecito stimato ammonterebbe a circa un milione di euro.
Nonostante l'accortezza di denunciare incidenti senza feriti cosi' da non coinvolgere terze persone e non dare nell'occhio, sono stati commessi degli errori, come ad esempio quello di documentare alcuni sinistri indicando un conducente in realtà già deceduto, un passaggio di proprietà da parte di un soggetto in quel momento ricoverato presso strutture sanitarie e un contratto di matrimonio falsificato (uno dei finti coniugi era già deceduto) utilizzato per fruire di una classe di rischio più favorevole.
Tutte anomalie che, insieme alla frequenza dei sinistri, hanno anche destato i sospetti delle compagnie assicurative che hanno nel tempo cominciato a sporgere querela. Altra attività illecita è stata l'immatricolazione di veicoli apparentemente provenienti dall'estero ma, di fatto, di origine illecita, in quanto ne è stata rilevata l'alterazione dei numeri di telaio nonché dei relativi documenti di circolazione.
I promotori dell'organizzazione, infatti, ricettavano auto rubate in Italia che venivano immediatamente dotate di numeri di telaio appartenenti a veicoli realmente circolanti in vari Paesi europei (Germania, Francia e Spagna). Successivamente, grazie all'opera di un falsario, producevano documenti falsi (carte di circolazione tedesche, francesi o spagnole) di ottima fattura, con i quali veniva avviata la pratica di nazionalizzazione, tramite un'agenzia di pratiche auto di Castello di Cisterna, in provincia di Napoli.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3750658.html
"Svuotavano i loculi e li rivendevano", blitz con 4 arresti al cimitero di San Martino delle Scale
di Silvia Iacono
Avrebbero svuotato le tombe nel cimitero di San Martino delle Scale rivendendo loculi e tombe. E’ stato scoperto un gruppo di almeno cinque persone che sono accusate di truffa, falsità in atti pubblici commesse da privati, falsità in certificazioni, violazione di sepolcro, vilipendio delle tombe, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere.
Su ordine della procura della Repubblica di Palermo i carabinieri della compagnia di Monreale, in esecuzione di un’ordinanza del gip presso il tribunale di Palermo hanno arrestato quattro persone e sottoposto una quinta alla misura cautelare coercitiva del divieto di dimora nel comune di Monreale con obbligo di firma alla polizia giudiziaria.
Si tratta di quattro palermitani Giovanni Messina, di 70 anni; Salvatore Messina, di 38 anni; Salvatore Messina, di 24 anni; Antonino Campanella, di 30 anni; Erminia Morbini, monrealese di 74 anni, per la quale è stato imposto il divieto di dimora a Monreale e l'obbligo di firma. Inoltre, sono state notificate alcune informazioni di garanzia per altre persone coinvolte.
Dalle indagini dei carabinieri di Monreale è stato ricostruito l’intero meccanismo alla base della gestione illegale ed illecita del cimitero di San Martino delle Scale, di proprietà della locale Abbazia Benedettina.
Le indagini sono partite da alcune denunce sulla cattiva gestione del cimitero. Dai successivi accertamenti è emerso il ruolo di una organizzazione criminale che, nel corso degli ultimi anni, si sarebbe di fatto sostituita ai benedettini, in maniera del tutto abusiva, nella gestione del cimitero, per guadagnare soldi sia dalla vendita delle sepolture sia sui servizi funerari.
Il gruppo si sarebbe occupato di predisporre le pratiche di sepoltura attraverso la creazione di contratti di acquisto, cessione o rinnovo della concessione dei loculi e delle tombe gentilizie, all’occorrenza falsificati.
Gli indagati avrebbero cosi' falsificato atti pubblici e certificati amministrativi. Ma soprattutto avrebbero di volta in volta individuato tombe e loculi occupati da salme da potere spostare senza correre il rischio che parenti e prossimi congiunti ne rivendicassero la titolarità.
Il gruppo criminale per agire indisturbato avrebbe anche disattivato il servizio di video sorveglianza installato dal parroco pro tempore prima di effettuare qualsiasi intervento, in modo da eludere qualsiasi forma di eventuale registrazione o semplice monitoraggio.
Avrebbero violato le tombe, i sepolcri e i loculi già occupati per liberarli, svuotandoli del tutto o ampliandone la capienza mediante nuove costruzioni completamente abusive per fare spazio a nuove salme.
In alcuni casi avrebbero anche occultato, soppresso e distrutto cadaveri e bare con salme ancora al loro interno. Avrebbero anche spostato salme in altri loculi, sempre tramite l’occultamento di altre bare che venivano rimosse dalle loro legittime sedi.
Spesso le bare sarebbero state trasportate sempre all’interno del cimitero in altri loculi o in luoghi non visibili ai visitatori del cimitero. Il gruppo criminale avrebbe anche gettato le ossa e i resti umani in decomposizione in intercapedini ricavate con costruzioni abusive, che poi sarebbero state coperte da materiale cementizio per non lasciarne traccia.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i guadagni sarebbero arrivati dalle persone che acquistavano e rinnovavano i diritti sui loculi e sulle tombe, sotto forma di donazioni volontarie trattenute in assenza di qualsiasi titolo giuridico regolativo dei rapporti con l’abbazia.
In alcuni casi avrebbero anche minacciato esplicitamente chi si recava al cimitero chiedendo informazioni e rassicurazioni circa gli effettivi luoghi di sepoltura dei propri cari. Avrebbero anche minacciato le persone di fare perdere la disponibilità di alcuni loculi trasferendo le salme altrove in mancanza del pagamento del denaro per il rinnovo delle concessioni.
In particolare, durante le indagini, è emerso che sono state moltissime le persone che, non trovando una sistemazione per i propri cari estinti, soprattutto nei cimiteri palermitani che vivono uno stato di emergenza continua, si sono rivolti a loro per un posto all'interno del camposanto di San Martino delle Scale, che è saturo da più di 20 anni.
A fronte di un pagamento di 5.000 euro circa e potendo far leva sullo stato di necessità di quelle famiglie, disposte a pagare cifre consistenti pur di garantire una degna sepoltura ai propri defunti, veniva sempre assicurata un'immissione nelle varie sepolture, dopo aver ricavato nuovi spazi attraverso numerose e sistematiche violazioni di sepolcro, in vista di estumulazioni del tutto illegittime. Alcune aree del cimitero di San Martino delle Scale sono state poste sotto sequestro.
"Svuotavano i loculi e li rivendevano", blitz con 4 arresti al cimitero di San Martino delle Scale - Giornale di Sicilia
Il bilancio del Comune di Napoli arriva alla Corte dei Conti: «Verso il crac»
«Abbiamo presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti della Campania sul Bilancio consuntivo 2017 che, nonostante il parere sfavorevole del collegio dei revisori dei conti, il Consiglio comunale ha approvato. L'auspicio è che la magistratura contabile faccia piena luce su un bilancio che appare cartastraccia». Lo hanno dichiarato in conferenza stampa Salvatore Ronghi e Luigi Ferrandino.
«Il Collegio dei revisori - ha ricordato Ferrandino - non ha potuto esprimere un parere favorevole sul bilancio consuntivo 2017 del Comune di Napoli perché ha rilevato una serie d'irregolarità non sanate, considerazioni, proposte, rilievi, riserve e prescrizioni come già evidenziate reiteratamente nei precedenti pareri e relazioni. E' evidente che il piano di rientro dal disavanzo finanziario non è stato rispettato e che in bilancio sono state iscritte entrate inesistenti, come quelle derivanti dalla vendita degli immobili comunali. E' chiaro che la situazione debitoria del Comune è gravissima e che al prossimo bilancio tutta la verità verrà fuori e, stavolta, de Magistris non potrà salvarsi».
Secondo Ronghi «il sindaco di Napoli è giunto al capolinea e usa la città per scopi politici ed elettorali. Il fantasioso approccio al bilancio comunale e alla gestione delle risicate risorse della città servono soltanto per trascinare i tempi del default fino alle prossime scadenze elettorali, quando il peggiore sindaco che Napoli abbia mai avuto cercherà una via di uscita, lasciando la città nella condizione di dissesto economico ma anche e soprattutto amministrativo e politico».
https://www.ilmattino.it/napoli/poli...7-3760827.html


Carabiniere napoletano fa sesso in caserma e si segna lo straordinario: indagato
Ha avuto un rapporto sessuale di notte in una caserma di Ravenna, con una donna conosciuta poco prima in un bar. Per farlo, un appuntato scelto dei carabinieri di 48 anni avrebbe ingannato il piantone con la scusa di dover andare in ufficio a quell'ora per acquisire importanti e urgenti informazioni dalla donna e si è pure segnato un'ora di straordinario, da mezzanotte all'una. Il militare, nel frattempo trasferito, è stato indagato dalla Procura di Ravenna per truffa e falsità commessa da pubblico ufficiale. E' invece caduta l'iniziale accusa di violenza sessuale, innescata dalla denuncia della ragazza: il rapporto c'è stato, hanno detto le indagini, ma è stato consenziente.
Nei confronti del carabiniere, originario di Napoli, il pm Cristina D'Aniello ha firmato un avviso di fine indagini, atto che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio. La vicenda, raccontata dal Resto del Carlino, risale alla notte dell'11 gennaio. L'appuntato si presento' al comando di viale Pertini insieme a due donne, dicendo al collega di turno che aveva motivi urgenti per portarle con lui: avrebbe dovuto conferire con loro in un luogo riservato, per ricevere importanti informazioni legate a un'indagine. In questo modo, secondo l'accusa, avrebbe ingannato la pubblica amministrazione, beffando pure il piantone che registro' l'accesso con la scritta 'info'. Sembra che le due donne, in realtà, gli avessero chiesto di vedere l'ufficio e lui, che doveva entrare in servizio all'una, le accontento', anticipando l'accesso di un'ora. Poi negli uffici, il rapporto sessuale.
https://www.ilmattino.it/primopiano/...o-3773800.html
Sceneggiata per evitare la multa: chiama l'ambulanza, denunciato per procurato allarme
di Dario Sautto
TORRE ANNUNZIATA - Con la revisione dell'auto scaduta, tenta di impedire ai carabinieri di stilare il verbale. Poi finge un'aggressione, chiama l'ambulanza e, alla multa, si aggiunge un denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, simulazione di reato, calunnia e procurato allarme. C'è anche questo nella maxi operazione di controllo effettuata durante l'ultimo weekend dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata, agli ordini del maggiore Simone Rinaldi.
Passati a setaccio tutti i Comuni del Vesuviano: Torre Annunziata, Boscotrecase, Terzigno, Ottaviano e Boscoreale, con decine di segnalazioni, multe, denunce e sequestri di droga. A Boscotrecase è stato denunciato il 29enne di Trecase, che aveva provato ad evitare con una sceneggiata la contravvenzione.
A Terzigno, invece, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza un 27enne che sabato, all’alba, ha urtato con la propria auto una vettura ferma: sottoposto a controlli, è risultato avere un tasso alcolemico di 1,5 g/l. Un altro incidente si è verificato ad Ottaviano dove un 56enne ha tamponato un’auto e, bloccato dai militari, si è rifiutato di sottoporsi all’accertamento alcolemico: è stato percio' denunciato.
Sempre ad Ottaviano è stato denunciato un 30enne per resistenza e minaccia a un pubblico ufficiale: sorpreso alla guida del suo scooter benché avesse la patente revocata, nel tentativo di evitare la contestazione ha inveito contro i militari e li ha minacciati.
A Boscoreale, invece, le denunce scattate sono 6. Un pregiudicato 36enne di Pompei era in possesso di 22 grammi di marijuana ed è stato denunciato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio; un 25enne di Boscotrecase aveva eluso il foglio di via da Boscoreale; un 51enne guidava un’auto con patente revocata e con recidiva nell’ultimo biennio; un sorvegliato speciale 40enne è stato sorpreso alla guida di una monovolume con patente revocata; un 21enne di Terzigno sorpreso alla guida con tasso alcolemico di 1,9 g/l; e un 51enne, ai domiciliari, era uscito di casa fuori dall'orario consentito.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3775796.html
Passeggero non si lava da giorni, malori a bordo: Aereo costretto all'atterraggio di emergenza
Brutta disavventura a bordo del volo Transavia HV5666 dalle Canarie ad Amsterdam, costretto a a un atterraggio d'emergenza a causa del cattivo odore di un passeggero. L'uomo è stato dapprima segnalato dai passeggeri e poi costretto dall'equipaggio a una sorta di "quarantena". Tutto perché sembra non si lavasse da giorni, come riporta il sito web airlive.net.
Sembra inoltre che fosse cosi' maleodorante da provocare negli altri viaggiatori conati di vomito. In molti hanno dato di stomaco subito dopo il decollo dall'aeroporto spagnolo. L'equipaggio ha cercato di metterlo in quarantena in un bagno del Boeing 737 prima che i piloti deviassero la traiettoria. Il velivolo è atterrato a Faro, nel sud del Portogallo, e l'uomo è stato allontanato.
«L'odore era insopportabile. Era come se non si fosse lavato per diverse settimane. Diversi passeggeri si sono ammalati e hanno dovuto vomitare», racconta il passeggero belga Piet van Haut. La compagnia aerea Transavia ha confermato lo sbarco di emergenza motivandolo con "ragioni mediche".
https://www.ilmessaggero.it/primopia...8-3768012.html
Brindisi, i bimbi non vanno a scuola: 64 genitori denunciati
Sono 64 i genitori denunciati dai carabinieri. L'accusa è di inosservanza dell'obbligo di istruzione dei figli minori
Emanuela Carucci
Sono ben sessantaquattro i genitori denunciati in stato di libertà dai carabinieri di Brindisi.
Sono ritenuti tutti responsabili di inosservanza dell'obbligo di istruzione dei figli minori. Il monitoraggio del fenomeno ha fatto emergere che trentasette minori, studenti dei vari istituti di istruzione della provincia di Brindisi, sono risultati assenti dalle lezioni, senza giustificato motivo, per un periodo di gran lunga superiore al venticinque per cento delle giornate consentite dalla legge.
Dei 37 minori in questione, sette hanno totalizzato il cento per cento delle assenze, nove dal novanta per cento al cinquanta per cento e ventuno dal cinquanta per cento al ventotto per cento. Tra i Comuni del brindisino che annoverano la più alta dispersione ci sono Torchiarolo, San Pietro Vernotico, Ostuni e Francavilla, con cinque studenti per località, seguiti da Ceglie Messapica con quattro, Brindisi e Fasano con tre. Il fenomeno pare non sia nuovo. Nell'anno scolastico 2016/2017, infatti, sono stati 78 i genitori denunciati (41 gli studenti assenti dalle lezioni) e fra i Comuni che hanno fatto registrare la più alta dispersione figuravano Latiano con ventidue studenti assenti, seguita da Fasano con otto, Brindisi con quattro, Francavilla Fontana tre, Oria e Ceglie Messapica due.
La dispersione scolastica rappresenta un problema particolarmente sentito che, oltre ad avere ripercussioni immediate sul profilo formativo, puo' influenzare anche l'evoluzione e il futuro dello studente. Infatti, coloro che hanno bassi livelli di scolarizzazione sono destinati a percorsi lavorativi instabili ed irregolari e sono maggiormente esposti ai rischi dell'esclusione sociale, o ad essere fagocitati dal mondo dell'illegalità. Nel corso delle verifiche, particolare attenzione è stata posta al controllo della documentazione giustificativa, per accertare l'eventuale commissione del reato di inosservanza dell'obbligo dell'istruzione scolastica dei minori da parte dei genitori o degli esercenti la patria potestà.
Brindisi, i bimbi non vanno a scuola: 64 genitori denunciati
Bonnie & Clyde alla napoletana, coniugi scoperti e denunciati a Terracina: rubavano borse da auto in sosta
di Ebe Pierini
Una sorta di Bonnie & Clyde nostrani. A risalire a loro sono stati, oggi, i carabinieri della stazione di Terracina, in provincia di Latina, al termine di un’attività investigativa durata diversi giorni. Una coppia di coniugi, residenti a Napoli, lo scorso 2 maggio, dopo l’effrazione, avevano rubato dall’abitacolo di due auto che erano in sosta nei pressi di una palestra della città pontina, alcune borse all’interno delle quali si trovavano circa 350 euro. I militari hanno raccolto tutti i dati necessari a risalire ai responsabili del furto. I due napoletani, 38 anni la moglie, 35 il marito, sono stati denunciati per furto aggravato. Per entrambi, una volta che sono state sbrigate le formalità di rito, su proposta del comando dei carabinieri, è scattato il provvedimento di rimpatrio con foglio di via obbligatorio dal Comune di Terracina per un periodo di tre anni.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3735816.html
Orrore nel Napoletano: violenta la moglie davanti ai figli piccoli, arrestato
Minacciata di morte quasi quotidianamente, più volte malmenata anche in presenza dei figli minorenni, costretta con la violenza a rapporti sessuali. È l'inferno che nell'ultimo anno si è trovata a vivere una donna di Casola di Napoli. Un inferno dal quale la donna è però uscita grazie alla forza che ha trovato nel denunciare tutto ai carabinieri.
Oggi i militari dell'Arma hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina nei confronti del marito, già noto alle forze dell'ordine, accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati dal fatto di aver commesso tutto in presenza dei figli minori, violenza sessuale e minaccia.
Le indagini, da quanto si apprende dalla Procura di Torre Annunziata, sono nate a seguito di una denuncia presentata lo scorso 27 aprile da parte della moglie dell'arrestato, che ha descritto ai carabinieri tutti i particolari dell'inquietante vicenda. La donna ha anche raccontato come l'uomo sia arrivato, per paura che la coniuge potesse frequentare altri uomini, perfino a impedirle di provvedere alla propria igiene personale, di uscire di casa e di avere un telefono cellulare.
La vittima ha inoltre denunciato che, nell'aprile 2015, era stata minacciata dal marito, venendosi costretta a ritirare una querela che aveva presentato nei suoi confronti sempre alla stazione dei carabinieri di Gragnano per maltrattamenti, lesioni e minacce. L'uomo è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso un'abitazione diversa da quella coniugale.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3767664.html
Napoli, la denuncia del consigliere municipale: «Io, aggredito con la mazza da baseball da un altro consigliere»
Napoli - Il consigliere della 3° Municipalità Ciro Guida, vittima di una violente aggressione
di Eduardo Improta
Senza alcun motivo il consigliere Ciro Guida della terza municipalità è stato vittima, mentre effettuava un sopralluogo sul territorio nel quartiere Sanità, nei pressi dell’ospedale San Gennaro, di una violenta aggressione. A darne notizia è il presidente della terza municipalità Stella-San Carlo all’Arena, Ivo Poggiani.
«Ho ricevuto una telefonata da Ciro - scrive sul suo profilo social network, il presidente Poggiani - e l'ho raggiunto alla Sanità. Mi ha riferito che è stato aggredito con una mazza da baseball da un ex consigliere municipale, oggi attualmente eletto a Mugnano. Ciro era stato incaricato da me in un sopralluogo sul territorio. Ha trovato sul posto il padre dell'aggressore. Dopo pochi minuti è arrivato anche il consigliere momunale di Mugnano che ha estratto da una borsa una mazza d ha iniziato a colpirlo. Finito per terra, i due hanno continuato a pestarlo a calci».
É poi lo stesso Guida a raccontare l'accaduto. «Ero fermo, stavo svolgendo il mio dovere di consigliere municipale, quando all'improvviso in due si sono avvicinati e uno ha iniziato a colpirmi con una mazza da baseball e un altro con calci e pugni». Sono le parole del consigliere della III Municipalità, che in quel momento si trovava nei pressi dell'ospedale San Gennaro con il personale del Servizio tecnico per valutare il danno causato da uno sprofondamento e le modalità con cui intervenire. Guida ha riferito che si è trattato di un'aggressione «a freddo» senza alcun battibecco o litigio precedente. «Forse hanno aggredito me - ha sottolineato -perché si sentono oscurati dalle azioni che la nostra Municipalità sta facendo sul territorio, dalla nostra politica opposta alla loro. Se occorrerà - ha concluso - li denunceremo altre cento volte». Guida che si è recato al pronto soccorso ha avuto una prognosi di una settimana e ha riportato delle contusioni.
https://www.ilmattino.it/napoli/poli...a-3767756.html
Così i clan crescono i figli: «Ti ha picchiato? Torna lì e spara a quell'infame».
di Dario Sautto
CASTELLAMMARE «Spara, a papà. Sparalo a questo infame». Padre e figlio. Il capofamiglia dei Fontana, legato al clan dei «falsi pentiti», e il 17enne che deve imparare come comportarsi dopo l'affronto da parte di un rivale. Un battesimo del sangue in stile camorristico per il rampollo dei cosiddetti «Fasano», la famiglia Fontana del rione Acqua della Madonna, a Castellammare, Il giovane le aveva prese in villa comunale; tornato a casa per lamentarsi, l'intero nucleo familiare - genitori, fratelli, zii, cugini - si era radunato per spingerlo a mettere in atto la vendetta. Dal papà i preziosi «consigli» per fare una lezione a chi aveva osato sfidarlo. Dalle donne di casa le pistole, tirate fuori al volo dalle borsette: erano in due, riprese dalle telecamere, ma mai identificate con certezza perché i loro volti sono rimasti nell'ombra.
«Quell'agguato fu un rito di iniziazione» sostiene l'accusa. E in sei, tutti imparentati con due minorenni che presero parte attiva ad un agguato, sono stati condannati in abbreviato dal gup del tribunale di Torre Annunziata, Emma Aufieri. In otto misero in atto una spedizione punitiva in perfetto stile Gomorra, per vendicare uno sguardo di troppo ed un litigio finito male per un 17enne imparentato con i Fontana. Il giovanissimo fu armato di pistola un revolver dal papà.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-3764175.html
Stesa a Capodanno, 12enne ferito: preso fiancheggiatore dei Mazzarella
Gli agenti del commissariato San Giovanni a Teduccio hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Luigi Gitano, 31 anni, già arrestato dalla polizia - e da allora detenuto - dopo il ferimento di un 12enne colpito in modo lieve da un proiettile vagante la sera di San Silvestro mentre era affacciato a un balcone in via Sorrento.
Gitano fu arrestato poche ore dopo per violazione della sorveglianza speciale e detenzione di munizioni da guerra. La polizia riteneva che fosse lui il responsabile degli spari, tesi confermata dalle successive indagini che hanno portato il gip a firmare l'ordinanza per associazione mafiosa e tentato omicidio.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3768100.html
La parabola di Giggino il ballista sbugiardato persino dalla mamma
Francesco Maria Del Vigo
«Giggino 'o pallista». Potrebbe essere il titolo di questa storia che ha tutti i colori di una sceneggiata napoletana.
Con rispetto parlando per i partenopei, s'intende. C'è un giovane signorino che, baciato dalla fortuna - come in un improbabile film di Totò -, scala la politica nazionale e vuole pure prendersi il governo. Ma il cursus honorum sfiora spesso il dishonorum. Perché il succitato signorino ha qualche problema con la geografia, la grammatica e pure con le balle. Ma a salvare lo scugnizzo accorre mammà che, dall'ombra del Vesuvio, lo difende a spada tratta.
Partiamo dall'inizio di questa pièce teatrale che, ahinoi, combacia con la vita politica. Di Maio ha recentemente giurato e spergiurato di aver conosciuto il «famigerato» professor Savona solo due settimane fa. Perché ora c'è bisogno di lisciare il pelo al Quirinale (dopo aver tentato di metterlo sotto accusa 48 ore prima: roba da lettino dello psichiatra) ed è meglio prendere un po' le distanze da quel vecchio ex ministro che ha fatto deragliare il governo gialloverde.
Ma chi di web ferisce di web perisce, così ieri in rete salta fuori un video del 2016 nel quale lo stesso professore, parlando in pubblico, dice: «Io e Di Maio abbiamo avuto una lunga conversazione. Mi ha detto che vuole che l'Italia esca dall'euro e io gli ho detto: Io lo dico da anni». In un colpo solo vengono svelate due bugie: 1) Di Maio conosceva Savona - quantomeno telefonicamente - da due anni; 2) Nonostante la recente ostensione di europeismo, il progetto di una Italexit da anni ronzava nella sua testa. Balle che arrivano a pochi giorni di distanza dall'altra bugia, detta in diretta tv alla corte di Barbara D'Urso: «Ho presentato a Mattarella il nome di altre due persone per il ministero dell'Economia: Borghi e Bagnai». Cavolo, sembra una notizia. Invece no. Manco per sbaglio. Non fanno nemmeno in tempo a scorrere due réclame che la D'Urso si trova costretta a leggere la smentita di nientepopodimenoche Mattarella. Niente, nemmeno quella storia era vera: non ha mai portato al Colle il nome dei due economisti in quota Lega.
Ma il colpo di teatro arriva ora. Perché, proprio nel giorno in cui viene svelata l'ultima bugia di Giggino, sua madre, in un'intervista a Oggi, ci annuncia ufficialmente che «Luigi non sa dire bugie». Eh, siamo d'accordo anche noi, visto che viene puntualmente sgamato.
Ogni scarrafone è bello a mamma soja, recita l'adagio. E qui non si viene meno al copione. Fa sorridere che la mamma, facendo giustamente la mamma (e che, ultima gemma del copione, è anche una stimata insegnante e preside) dica che il figlio è cresciuto in una famiglia dove la consecutio temporum è di casa». Riportiamo i famosi tre tentativi di tweet del capo politico grillino. Primo tentativo: «Se c'è rischio che soggetti spiano massime istituzioni». Mmm, no. Secondo tentativo: «Se c'è rischio che le massime istituzioni dello Stato venissero spiate». Ultimo disperato tentativo: «Se c'è il rischio che due soggetti spiassero».
Senza dubbio il congiuntivo è di casa dai Di Maio, ma probabilmente è proprio lì che Giggino se lo è dimenticato.
La parabola di Giggino il ballista sbugiardato persino dalla mamma
Truffa all'Esercito, sottufficiale si appropria degli stipendi dei militari
Si sarebbe appropriato degli stipendi dei militari Vfp (Volontario in ferma prefissata) già congedati, girando le mensilità su conti riconducibili a sé stesso. Il truffatore scoperto dalla Procura militare di Napoli è un sottufficiale in servizio al 17/o Rav (Centro Addestramento Volontari) di Capua, nel Casertano, presso la caserma Oreste Salomone, dove è addetto alla contabilità; l'8 maggio scorso il militare, già da tempo indagato, è stato sospeso dal servizio per un anno sulla base della misura cautelare emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Procura militare.
In una nota del procuratore militare Lucio Molinari, si parla di una «colossale truffa ai danni dell'Amministrazione Militare». Una commissione di esperti del Cuse di Roma (Centro Unico Stipendiati dell'Esercito), analizzando solo i primi atti di indagini realizzati dai carabinieri della Compagnia di Capua, ha accertato un danno di almeno 100mila euro, ma gli accertamenti sono ancora in corso e il valore del danno potrebbe aumentare.
La vicenda è emersa tra la fine del 2017 e l'inizio di quest'anno, quando un volontario congedato è stato riammesso in servizio e si è accorto che risultava beneficiario, solo formale, di stipendi che non gli spettavano. E stata subito informata la Procura Militare, che ha ordinato anche delle perquisizioni nell'abitazione e nell'ufficio del sottufficiale, nel corso delle quali è stata sequestrata documentazione bancaria. E emerso che l'indagato girava gli stipendi su iban collegati a conti a cui aveva accesso, non a quelli forniti dai Vfp al momento dell'ingresso in servizio.
https://www.ilmattino.it/caserta/tru...a-3737892.html


Rapina anziana e va in vacanza: napoletano preso mentre è al mare con gli amici
di Paola Treppo
FONTANAFREDDA (Pordenone) - Arrestato il rapinatore che, venerdi' primo giugno, a Ranzano di Fontanafredda, aveva rapinato, proprio fuori dalla sua casa, una 84enne originaria di Breda di Piave (Treviso), residente a Fontanafredda.
L’uomo era sceso da un furgone di colore blu e, con la scusa di chiederle informazioni, l'ha avvicinava strappandole la collanina in oro dal collo; l’anziana è caduta rovinosamente ed è stata trascinata a terra per alcuni metri riportando delle ferite alle costole.
Trasportata all’ospedale di Pordenone, è stata in seguito dimessa con una prognosi di 30 giorni. Fin da subito i carabinieri del Norm di Sacile, insieme ai colleghi della stazione di Fontanafredda, hanno individuato, grazie all’analisi dei filmati dei sistemi di video sorveglianza dislocati sul territorio, il furgone utilizzato dall’autore della rapina
Successivi approfondimenti hanno permesso l’identificazione dell’utilizzatore del veicolo. Cosi', in pochi giorni, è stato fornito un quadro probatorio al pubblico ministero che ha potuto richiedere una misura cautelare al Gip del Tri bunale di Pordenone.
A finire in carcere G.D.A. 25enne di Caivano (Napoli), un pregiudicato. Nel pomeriggio di ieri, 7 giugno, l'uomo è stato localizzato nella zona del litorale adriatico e, nel corso della notte, è stato fermato e arrestato dagli uomini del Norm della Compagnia di Sacile e della stazione di Fontanafredda, insieme agli uomini dell’Arma di Rimini.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-3786711.html
Anziana sequestrata e costretta
a prostituirsi per un anno e mezzo
E' rimasta sequestrata in casa per oltre un anno e mezzo, costretta a prostituirsi e a consegnare la propria pensione di invalidità tra percosse e maltrattamenti continui. E' l'incubo vissuto da un'anziana di 66 anni, disabile con problemi psichici, ad opera di due donne, Letteria La Malfa di 49 anni e Anna Capriglia di 51, che sono state arrestate dai carabinieri su ordine del Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il fatto è avvenuto a Castel Volturno, comune del litorale casertano. La donna sarebbe rimasta segregata in casa delle due indagate, che l'avevano circuita a causa dei suoi problemi di salute, dal settembre 2016 alla prima decade del maggio scorso, quando gli inquirenti della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere hanno deciso, d'intesa con il servizio sociale del Comune di Castel Volturno, di allontanarla dalla abitazione per collocarla in una struttura protetta; le indagini erano già partite da qualche mese, dopo che la 66enne era finita all'ospedale a causa delle percosse subite. I carabinieri, chiamati dai medici, hanno iniziato ad indagare, sentendo i vicini di casa delle due donne. Ei' cosi'emerso che alla vittima erano stati sottratti i documenti di identità e una carta che abilitava al prelievo di denaro contante, tramite la quale si impossessavano della pensione di invalidità civile dell'anziana. Le due indagate sono finite nel carcere femminile di Pozzuoli.
https://www.ilmattino.it/caserta/cas...i-3793078.html
Timbrano il badge e si allontanano, quattro comunali a processo
di Nicola Sorrentino
SCAFATI - Ore e minuti accumulati ma lontano dal posto di lavoro: con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato finiscono a processo quattro dipendenti del comune. Il rinvio a giudizio disposto dal gup riguarda G.B. , V.P. , S.G. e G.G. Il periodo temporale di riferimento di una maxi indagine, chiamata «Mal comune», condotta dalla guardia di finanza va da aprile a maggio 2016. Con una serie di raggiri, i dipendenti si sarebbero allontanati arbitrariamente dal luogo di lavoro, riuscendo a marcare il proprio cartellino (badge), segnalando ai funzionari del Comune la loro presenza. Cosi' sarebbero riusciti a raggiungere le ore utili per avere stipendio e accessori, procurando un danno all’Ente, che non avrebbe usufruito invece dei loro servizi effettivi. Alcuni degli imputati rispondono dell’accusa di truffa in concorso, perché si sarebbero scambiati rispettivi favori per timbrare ognuno il cartellino elettronico dell’altro.
https://www.ilmattino.it/salerno/pro...i-3788729.html
Napoli, il cimitero monumentale ridotto a giungla e a parcheggio
di Marco Perillo
In condizioni pietose il cimitero monumentale di Poggioreale, in questi primi giorni di giugno. Degrado e abbandono regnano sovrani, in special modo l'area del cosiddetto «quadrato», il chiostro grande, nel cui centro spicca la statua della Religione di Tito Angelini attorno alla quale ci sono le sepolture delle più nobili congreghe della città.
Una vera e propria giungla ha aggredito il «quadrato», erbacce e piante non curate da mesi, con la calura estiva, oltraggiano vivi e defunti. Per non parlare delle auto e dei motorini in sosta: un vero e proprio parcheggio all'interno del rettangolo storico, consacrato nel 1837 sotto Ferdinando II di Borbone.
Fin sotto la statua di Angelini si riscontrano automobili che circolano liberamente. Una situazione esasperante per i custodi delle cappelle che denunciano: «Recentemente è aumentata la tassa per il decoro delle cappelle. I costi aumentano e questi sono i risultati».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-3780027.html
Aggressione choc a Napoli: 2 turisti pestati e rapinati da 5 nordafricani. Vittima: “Non torneremo più in Italia”
Le risorse immigrate di Luigi De Magistris regalano una bel biglietto da visita ai turisti stranieri. Cinque bestie nordafricane accerchiano e massacrano di botte due turisti durante una rapina. Una delle vittime finite all’ospedale di denuncia: “Non verro' mai più a Napoli. Qui è come stare in guerra” .
Aggressione choc ai danni di due turisti, ripresa dalla telecamera di sicurezza di una pasticceria in corso Novara, dinanzi alla Stazione Centrale.
Erano arrivati da poco in aereo, per visitare la città partenopea. Tuttavia, appena scesi dal bus che mette in collegamento l’aeroporto con il centro della città, a pochi passi dalla centralissima piazza Garibaldi, sono stati derubati e pestati per aver tentato di difendere i propri bagagli. Le due vittime, padre e figlio rispettivamente di 50 e 16 anni, sono due turisti originari di Roma, trapiantati a Londra. La brutale aggressione è avvenuta nel cuore della città ed in pieno giorno, poco dopo le 13, dinanzi agli occhi di decine di persone, tra turisti e residenti.
Padre e figlio camminavano sul marciapiede di via Novara, quando improvvisamente sono stati avvicinati ed accerchiati da quattro o cinque balordi, probabilmente di etnia magrebina, che volevano sottrarre loro bagagli e macchine fotografiche. Il cinquantenne ha provato a reagire strenuamente, non mollando la presa sui suoi effetti personali neppure quando i malviventi hanno iniziato a colpirlo con una sedia; quando pero' si è reso conto che gli aggressori si stavano accanendo anche sul figlio di 16 anni, ha dovuto cedere ed è poi caduto rovinosamente per terra.
”Sembrava un attacco terroristico”, raccontano i lavoratori della pasticceria di fronte al luogo del pestaggio, “Hanno capovolto tavoli e sedie”; le telecamere della videosorveglianza hanno ripreso integralmente quegli attimi terribili.
“E' stato l’inferno. Abbiamo avuto molta paura e abbiamo temuto seriamente per la salute dei due malcapitati”, racconta Antonio Ferrieri, il titolare della pasticceria, “Abbiamo soccorso l’uomo con la polizia municipale e, in attesa che arrivassero ambulanza e altre forze dell’ordine, parlandogli ho capito che era originario di Roma, ma che da tempo vive con la famiglia a Londra. Voleva far conoscere Napoli al ragazzo, ma dopo quanto avvenuto non credo che metteranno più piede qui”. L’accusa si sposta poi sulle istituzioni: “Quest’area di Napoli è abbandonata al degrado e alla violenza”.[Quest'area?]
Le due vittime sono state condotte al pronto soccorso prima ed al commissariato poi, dove hanno presentato denuncia. “Non verro' mai più a Napoli. Qui è come stare in guerra” ha detto il sedicenne.
Aggressione choc a Napoli: 2 turisti pestati e rapinati da 5 nordafricani. Vittima: "Non torneremo più in Italia" - Riscatto Nazionale
Medico reo di violenza sessuale arrestato a Milano dopo 7 anni di latitanza
Gaetano Polichetti era ricercato dal 2011 e nell'appartamento di piazzale Loreto sono stati trovate 8 carte d'identità, un passaporto cartaceo, 7 passaporti digitali, 4 patenti di guida, 3 tessere sanitarie e 4 tessere dell'Ordine dei Medici
E' finita in un appartamento nei pressi di piazzale Loreto, a Milano, la latitanza, durata 7 anni, del 74enne medico psichiatra Gaetano Polichetti, originario del Salernitano, condannato in via definitiva per violenza sessuale aggravata dall'abuso della condizione di inferiorità psichica ai danni di almeno due pazienti donne. Utilizzava, infatti, la terapia per costringerle a subire rapporti sessuali e a sottoporsi a pratiche degradanti per "permettere la discesa dello Spirito Santo". Gli abusi sono stati commessi nel biennio 1999-2000.
Le vittime sono due trentenni che si erano rivolte al medico per cercare di venir fuori da una depressione causata da gravi lutti familiari. I rapporti, raccontano le cronache dell'epoca, sarebbero stati consumati sia nello studio medico, sia in luoghi dove Polichetti accompagnava le donne a 'liberarsi'dalla patologia. Il professionista era ricercato dal 2011, dopo la conferma in Cassazione della sentenza che lo condannava a sei anni di reclusione. Ai carabinieri del nucleo investigativo di Salerno è bastato pedinare alcuni familiari del ricercato i quali, da Roccapiemonte, nell'agro sarnese-nocerino, stavano raggiungendo l'uomo nel capoluogo lombardo.
La procura di Nocera Inferiore, che dall'inizio di quest'anno ha dato una forte spinta alle ricerche dell'uomo anche all'estero, ha fatto emergere l'esistenza di una complessa rete familiare che si sarebbe mobilitata per proteggere la fuga dello psichiatra. Quest'ultimo, insieme alla moglie per sfuggire ai controlli, utilizzava un gran numero di false identità con documenti, tesserini professionali e patenti di guida contraffatte. Quando i militari hanno fatto irruzione nella casa nel centro di Milano, Polichetti è rimasto "sorpreso". Lى, i coniugi sono stati ritrovati in possesso di 8 carte d'identità rilasciate dal Comune di Poggiomarino (Napoli), di un passaporto cartaceo e di 7 passaporti digitali rilasciati dalla Questura di Napoli, di 4 patenti di guida, di 3 tessere sanitarie e di 4 tessere dell'Ordine dei Medici di Salerno.
Medico reo di violenza sessuale arrestato a Milano dopo 7 anni di latitanza - Repubblica.it
Diffusione del cognome Polichetti - Mappe dei Cognomi Italiani
Esclusiva: gelato a sorpresa a Palermo, compra un cono e trova un dito
Un dito in un gelato. E' l'incredibile e sconcertante disavventura capitata a un cliente in un bar nella zona di Passo di Rigano a Palermo raccontata in esclusiva dal Giornale di Sicilia oggi.
Il cliente ha iniziato a mangiare il gelato e vi ha trovato dentro un dito tranciato: quasi svenuto per la macabra scoperta ha poi chiamato i carabinieri. I militari hanno scoperto che il pezzo di falange apparteneva a un lavoratore del bar che pare fosse stato assunto in nero e che durante il lavoro ha avuto l'incidente. Ma nessuno si è preoccupato di recuperare quel pezzo di dito.
Esclusiva: gelato a sorpresa a Palermo, compra un cono e trova un dito - Giornale di Sicilia
La maxi truffa dei Gratta e Vinci: sequestrati 62mila biglietti contraffatti in arrivo dalla Turchia
Nell’ambito della sistematica attività di controllo economico del territorio, il nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli ha individuato una spedizione, proveniente dalla Turchia, contenente oltre 62 mila “Gratta e Vinci” contraffatti. I tagliandi falsi, suddivisi in 12 colli, viaggiavano sotto le mentite spoglie di “depliant e brochure” e riproducevano - per colore, grafica e dimensioni - i biglietti autentici delle lotterie istantanee.
Nonostante le spedizioni fossero indirizzate a soggetti indicati con false generalità, l’attività investigativa e informativa tempestivamente condotta sul momento ha consentito di individuare non solo i reali destinatari dei biglietti contraffatti – identificati in un napoletano e una donna di origine rumena – ma anche le rispettive residenze, presso le quali sono state immediatamente eseguite le necessarie operazioni di perquisizione locale. Le ricerche effettuate hanno disvelato, tra l’altro, la predisposizione di documentazione – anch’essa falsa – riproducente l’asserita legalità della provenienza dei “Gratta e Vinci”, mediante una fittizia attestazione della società Lottomatica, concessionaria ministeriale delle iniziative di gioco della specie.
Disponibili in tagli da 2 a 20 euro, i “Gratta e Vinci” falsi erano pronti per essere proposti al pubblico – attraverso il ricorso a canali tuttora in fase di identificazione – causando una distorsione del sistema del gioco e gravi mancati introiti per le casse dello Stato, per un ammontare complessivo di oltre 550 mila euro, che – senza il fruttuoso intervento del Corpo – oltre a non consentire alcuna possibilità di vincita agli acquirenti, avrebbero avuto il mero effetto di irrobustire le tasche degli ideatori della frode.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-3735216.html
Ucciso perchè era ‘antipatico’ al boss, cinque ras dei Lo Russo in carcere.
E’ il lunedi di Pasquetta del 28 marzo 2016 e Carlo Lo Russo parla in casa con la moglie Anna e dice«“…Lo devo uccidere perchè mi è antipatico, lo sai. Mi è antipatico da sempre … ma comunque i “Capitoni” non se ne vanno da qua… se ne vanno loro di casa».
Fu quello il ‘prologo’ dell’omicidio di Pasquale Izzi trucidato proprio sotto casa del boss. Fini' cosi' Pasquale Izzi, ucciso perchè era antipatico. Per quel delitto finirono già in galera lo stesso Carlo Lo Russo, la moglie Anna Serino, Luigi Cutarelli e Mariano Torre. Questa mattina la polizia ha eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di Antonio Buono, 28anni, Marco Corona, 32 anni, Tommaso D’Andrea, 45enne, Salvatore Freda, 47 anni, Ciro Perfetto, nato a Napoli, di 22 anni: tutti orbitanti nel gruppo dei ‘capitoni’, tutti ritenuti responsabili a vario titolo dell’omicidio, consumato il 29 marzo 2016, di Pasquale Izzi.
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