

Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .


Napoli, accoltellata donna di 42 anni:
«E' stato un litigio per vecchi rancori»
di Melina Chiapparino
Una 42enne napoletana è stata medicata al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini dopo essere stata ferita con un coltello. L' aggressione contro la donna è avvenuta ieri sera, poco dopo le 20.00, in via Concezione a Montecalvario, nei quartieri Spagnoli, dove la vittima è stata soccorsa dall'ambulanza.
I sanitari del presidio hanno assistito la 42enne per una ferita da taglio all'altezza dell'interno coscia refertandola con una prognosi di 7 giorni. Secondo quanto riferito dalla vittima si sarebbe trattato di un'aggressione da parte di una persona conosciuta con la quale ci sarebbero vecchie tensioni e litigi mai risolti. L'episodio di sangue e la versione fornita dalla donna sono al vaglio delle forze dell'ordine.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-4048177.html
Frutta e verdura fuorilegge, due tonnellate sequestrate a Napoli Est
di Melina Chiapparino
Due tonnellate di frutta e verdura sequestrate e 25mila euro di verbali elevati. E' questo il bilancio dell'operazione messa in campo dalla polizia municipale di Barra - San Giovanni - Ponticelli per il commercio sicuro e legale sul territorio.
Da venerdi' mattina sono scattati i controlli degli agenti comandati da Enrico Fiorillo, per monitorare gli alimenti in cattivo stato di conservazione, esposti e commercializzati senza il rispetto delle norme igienico sanitarie. I poliziotti municipali hanno effettuato sopralluoghi a tappeto in tutto il quartiere Barra, individuando molte anomalie in via Curzio e in via Malaparte dove sono stati sequestrati la maggior parte dei prodotti venduti abusivamente.
In totale la merce fuori legge per lo stato in cui veniva commercializzata è di circa due tonnellate di frutta verdura, sequestrate e distrutte in loco come previsto dalla procedura. Gli uomini di Fiorillo hanno anche sequestrato un camion ed un autovettura utilizzati illecitamente sempre nell'ambito della compravendita dei prodotti alimentari.Le operazioni di controllo proseguiranno nell'area di Ponticelli dove sono cominciati i controlli già nel fine settimana.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4054100.html
Colpi di pistola contro i bus: due assalti in un giorno
di Paolo Barbuto
Due assalti a colpi di pistola contro i bus di linea. Entrambi nello stesso luogo, nei pressi dell'Ospedale del Mare, lungo Viale delle Metamorfosi. Si tratterebbe di colpi di armi ad aria compressa: nel primo caso, che si è verificato intorno alle 17, il colpo ha spaccato il vetro della porta posteriore dell'autobus, nel secondo caso, che si è verificato poco dopo le 20, è stata centrata solo la carrozzeria dell'autobus.
Sulla vicenda indaga la polizia di stato che, in serata, ha fatto scattare controlli nell'area delle aggressioni.
«Si tratta di un attentato alla sicurezza dei trasporti. Il territorio necessita di maggiore controllo e prevenzione da parte dello Stato a tutela dei cittadini e degli operatori del settore» ha detto Adolfo Vallini dell'esecutivo provinciale Usb che, peraltro, era alla guida del bus assaltato in serata.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4054675.html
Fiumi di banconote false in Europa: scacco alla gang tra Napoli e la Francia
di Mary Liguori
Da Napoli alla Lorena e a tutta l’Europa. I falsari Di Martino, di San Giorgio a Cremano, nel campo da decenni, producevano banconote quasi uguali a quelle originali: è il parere della Bce. E c’è stato un serio rischio di infiltrazione nel sistema bancario.
Alcune banconote false sono state usate da uno degli indagati che trafficava in droga nel Capuano.
E' iniziata cosi' l’indagine transnazionale che ha portato all’arresto di ventidue persone tra l’Italia e la Francia. La banda sgominata operava a livello internazionale. Come é stato sottolineato stamane in conferenza stampa dal procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Maria Antonietta Troncone, «la novità è l’utilizzo per questa indagine della Squadra investigativa comune composta da gendarmerie francese e carabinieri».
L’Italia è il paese europeo produttore di monete false, la Francia quello che ne recepisce di più. Per questa ragione le autorità francesi hanno chiesto collaborazione ai magistrati italiani ed é partita l’indagine congiunta coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Di Vico e delegata ai carabinieri di Capua diretti dal capitano Francesco Mandia e dal tenente Francesco Ciardiello. Per l’Interpol è intervenuto Piero Maraffa mentre per l’Europol Gianluca Sabatino.
https://www.ilmattino.it/caserta/ban...a-4063351.html
Nel Foggiano, in manette commando che assaliva bancomat in Veneto
I sei uomini usavano esplosivi per mettere a segno i colpi
Emanuela Carucci
Sono sei e tutti di Ortanova, un Comune in provincia di Foggia, i rapinatori che hanno preso di mira alcuni bancomat di Vicenza e Valdagno (sempre nel Vicentino), in Veneto.
Sono stati arrestati dai carabinieri di Foggia. La banda ha assalito i bancomat utilizzando esplosivi.
Secondo le indagini portate avanti dai militari, i sei arrivavano in Veneto in modalità sempre diverse, o in aereo o con auto a noleggio. Poi rubavano un'auto per colpire le banche e per far deflagrare gli sportelli automatici usavano un esplosivo inserito direttamente nell’erogatore del denaro contante per poi far esplodere la miccia. Dopo l'assalto il commando rientrava alla base, a Ortanova. Sono tre fino ad ora gli episodi di rapina accertati, ma non si esclude che ci siano stati altri casi. Ora due uomini si trovano nei carceri abruzzesi di Lanciano e di Pescara, gli altri quattro sono tutti nella casa circondariale di Foggia.
Nel Foggiano, in manette commando che assaliva bancomat in Veneto
Concorsi truccati per le forze dell'ordine: indagati anche 150 candidati
La Guardia di Finanza di Napoli sta notificando circa 150 avvisi di conclusione indagine ad altrettanti indagati, tra candidati e loro familiari, che avrebbero pagato somme di denaro per ottenere le risposte ai quiz per un concorso per volontario in ferma prefissata di 4 anni (VFP4), che consente ai vincitori di poter accedere alle fila delle forze armate e dell'ordine. Oggi, i finanzieri, coordinati dalla Procura della Repubblica partenopea, hanno notificato 14 delle 15 misure cautelari emesse ad altrettanti indagati, tra cui figurano anche appartenenti alle forze armate, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, rivelazione di segreto d'ufficio in relazione alla divulgazione di segreto d'ufficio, truffa, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Il quindicesimo provvedimento, destinato a un ingegnere.
E' cominciato tutto dalla denuncia di un giovane che, a fronte della possibilità di ottenere un posto di lavoro pagando migliaia di euro, ha scelto di rimanere onesto. Il 19 febbraio del 2016 questo 26enne si è recato negli uffici della Guardia di Finanza di Napoli e ha raccontato, senza omettere particolari, che il generale di Brigata Luigi Masiello gli aveva proposto di comprare i risultati del quiz al concorso per allievo maresciallo nell'Arma dei carabinieri che era stato bandito nell'anno 2015-2016. E cosi' oggi il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare (a firma del gip Linda Comella), di cui una in carcere e le altre ai domiciliari. Un altro provvedimento non è stato eseguito perché il destinatario è all'estero.
Il concorso truccato contestato è quello dell'estate del 2016 per il reclutamento di 2013 volontari in ferma prefissata quadriennale in tre forze armate (esercito, marina militare ed aeronautica) indetto dall'Esercito l'11 febbraio del 2016. Le accuse contestate a vario titolo sono quelle di: associazione per delinquere, rivelazione di segreto d'ufficio in relazione alla divulgazione dei quiz prima del giorno dell'esame, truffa, ricettazione, riciclaggio ed autoriciclaggio.
La tariffa media richiesta si aggirava intorno ai 15mila euro. Tra le persone ai domiciliari c'è il generale in pensione Masiello che, quando i finanzieri gli stavano per notificare il provvedimento, ha lanciato il cellulare dal balcone della sua abitazione al Vomero col chiaro intento di distruggere l'apparecchio, segno forse che all'interno del telefonino si celassero elementi riconducibili ad altri illeciti relativi ai concorsi. Pochi anni fa il generale tento'anche la carriera politica: si presento'alle ultime amministrative di Napoli nella lista di Napoli Popolare-Ndc, incasso'solo 323 voti e non riusci' a spuntarla.
Agli atti dell'inchiesta intercettazioni e dichiarazioni di diversi candidati che - rintracciati dalla Finanza - hanno alla fine ammesso l'esistenza dell'organizzazione che condizionava gli esami. E, infine, anche fotografie, estrapolate dai cellulari degli indagati. Nel corso di una perquisizione che ha interessato Sabato Vacchiano, finito agli arresti domiciliari, è stata recuperata dal suo cellulare una foto che lo ritrae insieme con un ragazzo in un pub. I due stringono tra le mani un bicchiere a mo'di brindisi. Nel mezzo, sulla facciata del bancone, una frase in stampatello, scritta con gessetto bianco: «Dario e Sabatino? I fottitori dello Stato».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4045949.html
False compensazioni fiscali,
truffa da 3 milioni di euro in Irpinia
Truffa delle false compensazioni, sottratti all’erario oltre 3 milioni di euro. Ad architettare il tutto due società irpine che avrebbero compensato crediti tributari inesistenti. I finanzieri del comando provinciale di Avellino, a seguito di articolate indagini coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, hanno concluso gli accertamenti sulle due società.
L’attività di servizio, condotta dalla compagnia Ariano Irpino delle fiamme gialle è scaturita da una verifica fiscale eseguita nei confronti di due evasori totali. Le due società, mediante la procedura di “accollo del debito”, estinguevano le obbligazioni tributarie di circa 25 società attive soprattutto nel centro Italia, omettendo pero' i dovuti versamenti all’erario. In concreto, il modus operandi era il seguente: la società “x”, fautore della truffa, si rivolgeva alle società “a”, “b”, “c”, “d”, “e”, “f”, accollandosi i loro debiti tributari (per importi anche superiori a 100.000 euro), a fronte del pagamento di una somma irrisoria rispetto al debito. La società “x”, anziché versare all’erario le somme dovute, compensava i singoli debiti con crediti tributari inesistenti, appositamente creati solo “contabilmente”, al fine di estinguere formalmente quanto dovuto. Le somme indebitamente compensate, dal 2009 al 2016, ammontano a ben 3.197.674,63 euro.
https://www.ilmattino.it/avellino/av...i-4056109.html
De Magistris (sindaco di Napoli) il nuovo Masaniello?
di Paolo Isotta
Interi quartieri di Napoli versano in uno stato che definire da periferia medio-orientale, o di Nuova Delhi, o da bidonville brasiliana, è eufemismo. E in questo, il sindaco Luigi De Magistris, è democratico. Non sono solo le atroci periferie come Ponticelli o Scampia a subire questo stato di cose. Anche i quartieri che i cretini definiscono “della Napoli-Bene” (e che invece sono abitati da una borghesia rapace, di recente arricchimento, sprovvista di senso civico e politico) versano in terribile abbandono. La collina di Posillipo un tempo era un simbolo. Adesso le erbacce sono alte metri, sconnettono i marciapiedi e il manto stradale, insieme con le radici dei morenti pini, le quali, essendo essi senza alcuna cura, producono montagne di asfalto da loro gonfiate. Carte di giornale a tonnellate, immondizia, preservativi, cocci di bottiglia, gatti morti che per mesi nessuno rimuove …
Le vie che congiungono la parte alta con quella mediana della collina, ossia la fine di via Manzoni, via Boccaccio, via Lucrezio, sono addirittura pericolose a percorrersi: se uno cade in una buca se ne accorgono quando è divenuto cadavere putrefatto. Via Lucrezio era un meraviglioso viale guidato da un doppio filare di pini: pochi giorni fa sono stati tutti tagliati perché, abbandonati a se stessi, ammalati, erano divenuti pericolosi. In pochi giorni il paesaggio di Napoli è stato mutato: e quei filari di tronchi segati fanno pensare alle ferite di Cesare nell’orazione che Shakespeare fa pronunciare ad Antonio: “Povere bocche mute, e chiedo loro di parlare per me.” Esse dovevano testimoniare contro Bruto; queste povere bocche vegetali mutamente testimoniano contro il responsabile dello scempio, De Magistris.
Naturalmente, le maggiori vittime di una città divenuta disumana sono i poveri, i reietti, i diseredati: ossia quelle categorie delle quali De Magistris si proclama il paladino. Le migliaia di cittadini che ogni giorno debbono andare a lavorare adoperando i mezzi pubblici non sanno se arriveranno, quando arriveranno e se torneranno a casa. I mezzi passano una volta ogni tanto, le funicolari sono sovente chiuse senza preavviso per i più varî motivi, e accade lo stesso con le metropolitane. Le facce degli sventurati bloccati alle fermate hanno una rassegnazione antica, paiono quelle dei quasi servi della gleba in perpetua attesa della chiamata del “caporale” delle novelle di Verga o di Cristo si è fermato ad Eboli di Carlo Levi. L’elettorato di De Magistris, un sindaco miracolato che aveva conseguito un quarto dei voti, fu di costoro che ha illusi, e poi dei “centri sociali” e similare genìa. Salvo questi, che gli resteranno, gli altri sono già acquisiti alla Lega o ai Cinque Stelle: la sua carriera politica è finita, e l’inspiegabile cecità del governo Gentiloni gliel’ha protratta, impedendo una doverosa dichiarazione di dissesto del Comune di Napoli.
Or costui ama definirsi un “Masaniello”, e l’ignoranza e, o, il servilismo generali gli attribuiscono l’epiteto così come Omero chiama Achille “dal veloce piede”. L’“intellettuale di riferimento” di De Magistris – non sto scherzando – si chiama Patrizio Rispo, è un attore di Un posto al sole e, quando parla in italiano, è incerto sulle finali delle parole. De Magistris è un demagogo(non un “populista”, che in politica significa tutt’altro: anche qui basta leggere qualche libro di storia) senza essere un politico.
Cultura (di P. Isotta). De Magistris (sindaco di Napoli) il nuovo Masaniello? Ma mi faccia il piacere? | Barbadillo
Garza dimenticata nella ferita, paziente muore dopo intervento: 17 indagati
di Dario Sautto
TORRE DEL GRECO - Operata per un ascesso all'ospedale Maresca, dopo un mese e mezzo i medici scoprono una garza nella ferita, ma la paziente muore al San Leonardo di Castellammare di Stabia pochi giorni dopo il secondo intervento, forse a causa dell'infezione.
L'autopsia sul corpo di una 67enne di Torre del Greco chiarirà con certezza le cause del sul decesso, avvenuto sabato mattina nell'ospedale stabiese. La figlia della 67enne ha sporto denuncia e la Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta, iscrivendo nel registro degli indagati i nomi di 17 medici e infermieri dei due ospedali e della clinica Bianchi di Portici, dove la donna aveva iniziato la riabilitazione post operatoria. L'esame autoptico sarà disposto nelle prossime ore.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4045299.html
Frode negli incidenti: in manette un maggiore dei carabinieri
E' finito in manette un maggiore dei Carabinieri che passava informazioni sugli incidenti violando cosi' un meccanismo di frodi accertate in almeno cinque episodi
Nicola De Angelis
E' stato arrestato a Torino un maggiore dei Carabinieri finito nei guai per aver passato informazioni riservate riguardo almeno cinque sinistri stradali
Luigi De Ciutiis, questo il nome del maggiore finito nei guai per aver passato informazioni di alcuni sinistri stradali avvenuti mentre era al servizio della Legione Piemonte. Insieme al carabiniere a finire in manette è finito anche Claudio Bartolotta, riferisce La Stampa, il dipendente di una gestione rischi in franchising che si occupava di assicurazioni e in particolare gestisce pratiche che riguardano il risarcimento di grossi incidenti stradali. Il pm Gianfranco Colace ha delegato alle perquisizioni di rito gli stessi carabinieri di Torino in cui De Ciutiis lavorava. Il gip ha disposto i domiciliari per il carabiniere e per il dipendente della gestione rischi per reati riferibili solo all'anno 2017.
Un meccanismo fraudolento che ha incastrato il maggiore che nel 2017 era in servizio nella Legione Piemonte sita in piazza Carlina mentre successivamente è stato spostato nle nucleo radiomobile in via Guido Reni. Il militare, attraverso le informazioni ottenute dal suo ruolo all'interno della Legione Piemonte, faceva chiamare i parenti delle vittime inizialmente come una semplice chiamata di condoglianze e successivamente il consiglio alle famiglie delle vittime di farsi assistere dall'agenzia di Bartolotta. Qui tutto normale (tranne per la fuga d'informazioni), spesso le agenzie agiscono in questa maniera se non fosse che i militari del nucleo investigativo di Torino sostengono che De Ciutiis abbia tratto benefici economici dall'agire dell'agenzia. Generalmente le gestione rischi mettono a disposizione dei clienti periti e professionisti del settore che successivamente vengono ripagati con il risarcimento del danno, traendo una percentuale dallo stesso.
Frode negli incidenti: in manette un maggiore dei carabinieri
https://www.cognomix.it/mappe-dei-co...ani/DE_CIUTIIS


Ansa.it
Arrestato presidente antiracket Catania
Sicilia.
Ai domiciliari per falso, peculato e estorsione a vittime racket
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Circumvesuviana, si stacca un pezzo di pantografo dal treno: ritardi e disagi
di Francesco Gravetti
Vola un pezzo di treno e la circolazione si interrompe. Accade in Circumvesuviana, dove questa mattina nel tratto che va dal terminal di Porta Nolana alla stazione di piazza Garibaldi un treno, un MetroStar di ultima generazione, ha perso un pezzo del pantografo, il dispositivo di captazione dell'energia che collega il convoglio alla linea aerea. E' stato poi un dipendente Eav ad individuarlo lungo la strada ferrata e a recuperarlo. Proprio per verificare eventuali danni alla linea aerea al momento del distacco, in Eav hanno dovuto fermare la circolazione per alcuni minuti. Le corse, dunque, hanno accumulato ritardi, con conseguenti disagi per gli utenti. Peraltro, a causa di un ulteriore guasto, è stato soppresso il treno partito alle 9,04 da Poggiomarino, nel tratto tra Torre Annunziata e Napoli.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4088891.html
Napoli, lei lo lascia, lui la sequestra e la riduce in fin di vita: arrestato 52enne
Lei lo lascia, lui la sequestra e la riduce in fin di vita. I carabinieri della stazione di San Pietro a Patierno, a Napoli, hanno arrestato, con l'accusa di tentato omicidio e sequestro di persona, in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip di Napoli, un 52enne già noto alle forze dell'ordine. I medici del pronto soccorso del San Giovanni Bosco avevano contattato la centrale operativa dei carabinieri segnalando che era stata appena accolta una donna con segni di maltrattamenti. Ai militari arrivati in ospedale la vittima ha denunciato di essere stata ridotta in quel modo dall'ex compagno: con il 52enne aveva intrattenuto una relazione per circa nove mesi e durante quel periodo - secondo il suo racconto - aveva fatto più di una volta ricorso alla violenza, sempre accusandola di averla tradita e, a dire della donna, spesso avrebbe assunto cocaina. Poco tempo fa lei aveva deciso di interrompere il legame andando a vivere a casa della figlia e quella mattina, all'alba, mentre usciva da li' per andare a lavoro, si era imbattuta nell'uomo. Lui l'aveva afferrata urlando: «Sei mia, non puoi scappare! Se scappi ti ammazzo con il cacciavite!» e l'aveva tirata nella sua auto. Poi l'aveva portata a casa sua e, dopo un approccio sessuale fallito, l'aveva chiusa dentro tenendola imprigionata per 12 ore.
Durante quelle ore la donna ha denunciato di essere stata continuamente percossa con pugni e calci, alzata da terra venendo presa per i capelli; lui le avrebbe sbattuto la testa contro la testata del letto e tentato più volte di soffocarla con una coperta. Di sera l'ex l'ha sbattuta fuori casa: lei è scesa dalle scale e si è imbattuta in un passante che l'ha portata li' in ospedale.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-4084593.html
Senza patente, non si ferma all'alt e sperona volanti: 19enne arrestato
Non si ferma ai controlli stradali della polizia di Stato e fugge via con l'auto provocando danni alle Volanti: cosi', al termine di un lungo inseguimento, un 19enne è stato arrestato per guida senza patente. L'episodio è avvenuto sul corso San Giovanni a Napoli dove agenti del Reparto prevenzione crimine Campania, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno intimato l'alt a una Citroen C3 che procedeva a elevata velocità in via delle Ville Romane con targa di cartone. Ma il conducente dell'auto prima fingeva di rallentare per poi accelerare e fuggire via verso il quartiere di Ponticelli. All'inseguimento hanno preso parte anche Volanti dei commissariati di polizia di Poggioreale e San Giovanni.
Nel corso della fuga, incurante della presenza di altre auto e pedoni, il 19enne ha più volte ha cambiato direzione e, dopo aver percorso corso San Giovanni, via Argine, via Traccia, ha imboccato la SS 162 in direzione di Pomigliano d'Arco. Qui, dopo aver attraversato il centro cittadino, si è immesso di nuovo sulla stessa statale in direzione Casalnuovo-Volla ed è uscito nel comune di Cercola, dove in via Aldo Moro è stato bloccato e arrestato. Gli agenti hanno accertato che il giovane che durante la fuga ha più volte speronato e danneggiato le Volanti, non aveva mai conseguito la patente di guida.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4084602.html
Stipendi gonfiati con le password:
il teste chiave conferma la truffa
di Nicola Sorrentino
SCAFATI. Stipendi gonfiati al Piano di Zona attraverso un accesso abusivo al sistema informatico: in aula, il teste chiave del processo contro due funzionari, conferma le accuse verso i due imputati, entrambi commercialisti. Ad essere sentito giorni fa dal tribunale di Nocera Inferiore è stato l'allora ragioniere capo dell'ufficio contabile di Scafati, Giacomo Cacchione. Secondo le accuse della procura, confermate dal teste, i due collaboratori del Piano avrebbero alterato i dati sui redditi percepiti dal comune, utilizzando illecitamente delle password, riuscendo poi ad entrare nel programma gestionale dell'Ente. In questo modo, avrebbero cambiato o alterato i dati relativi ai loro stipendi, facendo risultare un «indebito e fittizio credito d'imposta» a loro favore. Ad indagare fu la procura di Salerno, competente per il reato informatico, che scopri' che i due avrebbero anche chiesto il rimborso o l'utilizzo in compensazione delle imposte da versare. Questo, dal 2009 al 2012, secondo indagini condotte materialmente dalla Guardia di Finanza. Il danno erariale provocato al Comune fu certificato in 100mila euro circa, con i due che avrebbero invece percepito 30mila euro ciascuno. A far scattare le indagini fu proprio la denuncia di Cacchione, finita anche alla Corte dei Conti regionale, alla quale segui' la sospensione dal lavoro per entrambi.
https://www.ilmattino.it/salerno/sti...i-4082912.html
Reagisce al lancio delle uova, 36enne accoltellato dai ragazzini nel Napoletano
di Dario Sautto
Assaltano un'auto in corsa colpendola con le uova, l'autista si ferma e loro lo accerchiano e lo accoltellano alla coscia. Hanno tra i 7 e i 13 anni i ragazzini della babygang che ieri sera a Gragnano hanno ferito un 36enne di Massa Lubrense. L'episodio è avvenuto intorno alle 19.30 in via Castellammare, a Gragnano, nei pressi della chiesa di Sant'Erasmo. Il ferito, un imprenditore del settore NCC (noleggio con conducente), era alla guida di una Mercedes di ritorno da Amalfi, quando si è trovato a transitare nel breve tratto di strada che separa dalla statale Sorrentina. Dopo aver svoltato per uscire dal centro di Gragnano, la sua automobile è stata presa d'assalto da un gruppo di una decina di bambini, appostati proprio vicino alla chiesa. Una raffica di uova è stata scagliata contro il lato passeggero della vettura. Il 36enne ha, cosi', deciso di accostare e di guardare cosa fosse successo. Si è subito accorto che si trattava di bambini in maschera che festeggiavano Halloween da perfetti teppisti ed ha provato a rincorrerli. A quel punto, tutt'altro che scoraggiati, i ragazzini lo hanno accerchiato e uno di loro ha estratto un coltellino con il quale ha ferito alla coscia destra il malcapitato. Dopo aver sferrato il fendente, la baby gang si è data alla fuga verso via Staglie. Il giovane imprenditore è stato subito soccorso da alcuni passanti. Di li' a poco, infatti, sarebbe iniziata in parrocchia la festa di Ognissanti per i ragazzini che frequentano l'Acr. Portato al sicuro all'interno della sagrestia, è stato soccorso in attesa dell'arrivo del personale del 118.
I SOCCORSI
Un'ambulanza è arrivata insieme a due pattuglie dei carabinieri della stazione di Gragnano, che hanno avviato immediatamente le indagini mentre il 36enne si faceva medicare. Ascoltato, l'autista ha raccontato di essere stato accerchiato da una decina di bambini in maschera che l'hanno insultato. Uno di loro, poi, l'ha colpito con una coltellata. Per medicare la ferita, fortunatamente non profonda, è stato necessario il trasporto al vicino ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove alla coscia sono stati applicati tre punti di sutura. Adesso sono in corso le indagini dei carabinieri per risalire ai responsabili dell'assurda aggressione di Halloween. Da una prima ricostruzione, effettuata anche grazie alle testimonianze di alcune persone presenti in via Castellammare, pare che la baby gang sia composta da bambini di età compresa tra 7 e 13 anni, neanche imputabili. Fatto che rende ancora più grave l'intera vicenda, visto che tutto è avvenuto in un clima che doveva essere di festa, ma in una zona dove da qualche tempo si sono trasferiti alcuni uomini ritenuti vicini al clan D'Alessandro.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4078457.html
Accoltello' giovane per un posto auto
74enne ritorna ai domiciliari
di Francesca Raspavolo
Accoltello' un ragazzo dopo una lite per il parcheggio dell'auto, arresto bis per un anziano di 74 anni. Condannato in primo grado,non impugna la sentenza e nessuna delle parti lo fa. Torna cosi' ai domiciliari Marco Scognamiglio, pensionato originario di Varcaturo, accusato di aver pugnalato un 24enne quattro anni fa a San Giorgio a Cremano per un diverbio nato per un parcheggio condominiale: l'uomo, volto già noto alle forze dell'ordine, è stato condannato per il reato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e ora dovrà trascorrere il prossimo anno ai domiciliari.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4099119.html
Vigili, a Napoli lo scandalo dei permessi per non andare a lavorare: boom di richieste nelle feste
Pochi, mal equipaggiati, anzianotti, è tutto vero. Cosi' come è vera - tuttavia - la costante che vede i vigili urbani napoletani finire in quel limbo che c’è tra il godere dei propri diritti e la malizia di approfittarne al punto da sembrare i classici «furbetti» del posto pubblico. Ricordate, giusto per fare un esempio, i permessi sindacali per assemblee la notte di San Silvestro? I poliziotti municipali ci sono ricascati.
Questa volta lo scontro tra sindacati dei caschi bianchi e amministrazione è sui permessi studio. Quelli in particolare di cui fruiscono coloro che sono iscritti alle università telematiche, alle cosiddette piattaforme «e-learning». Che hanno chiesto «permessi studio» proprio qualche giorno prima delle festività natalizie, e di altre feste comandate come quelle prima e subito dopo i riti per il patrono San Gennaro, o al rientro dalle ferie. Più che la corsa per indossare la corona d’alloro, quella dei poliziotti municipali somiglia a una scorciatoia per esimersi da determinati turni di lavoro.
I FATTI
Sacrosanto il diritto allo studio, ma possibile prendersi tali permessi nelle festività natalizie (e ci risiamo) oppure durante le festività del patrono San Gennaro o a cavallo di Pasqua? Si puo' studiare mentre si prepara il cenone? Oppure piazzare i permessi appena si rientra dalle ferie o subito prima? Questo il fenomeno che ha fatto scattare l’allarme a Palazzo San Giacomo che ha analizzato e tirato fuori i dati dei permessi degli ultimi due anni e, sulla scorta dello studio, ha fatto partire una «disposizione» dell’area legale che - nella sostanza - è una severa stretta sui permessi studio indirizzata agli studenti iscritti ai corsi di un paio di università telematiche.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-4098798.html
Napoli Est, la beffa: il boss Rinaldi
gioca d'anticipo ed è in fuga
di Leandro Del Gaudio
Ha capito che vento tirava e ha bruciato tutti sul tempo. Non si è fatto vedere in giro, ha lasciato ai suoi le ultime consegne, poi ha giocato d'anticipo. Sparito. Ciro Rinaldi ha atteso la Cassazione - che, per inciso, gli ha dato torto - per sparire dalla zona, tanto da risultare irreperibile, tecnicamente in fuga dalla giustizia. Poche settimane fa, la Suprema Corte aveva accolto il ricorso della Dda di Napoli, che lo indicava come mandante del duplice omicidio Colonna-Cepparulo, quanto basta a spiccare un ordine di custodia cautelare. Una misura al momento non eseguita, di fronte allo stato di irreperibilità dello stesso Rinaldi. Un contropiede riuscito, almeno per il momento, proprio negli stessi giorni in cui nel suo quartiere infuriano venti di guerra. San Giovanni a Teduccio, è la faida dell'indifferenza generale, in attesa che a finire sotto i colpi dei killer finisca qualcuno estraneo alla camorra. Ma torniamo all'agguato di due sere fa, consumato lungo il corso principale del quartiere della periferia orientale: manca una quindicina di minuti alle sette di sera, solito traffico di auto che si muovono a passo d'uomo, causa doppie e triple file (grazie all'assenza di divise in zona), viene ucciso Salvatore Soropago: abitava in zona dove il fratello gestisce un negozio per uccelli, a due passi dal luogo in cui è stato attinto dai proiettili.
IL LATITANTE
Un delitto strategico, di peso, almeno secondo la strategia criminale che si è abbattuta a San Giovanni a Teduccio dall'inizio dell'anno in corso: Soropago era ritenuto braccio destro di Salvatore Fido, a sua volta personaggio di peso del clan Mazzarella, arrestato ieri mattina in una villetta di Varcaturo. Sono stati gli uomini della Mobile (agli ordini del primo dirigente Luigi Rinella), assieme ai colleghi dello Sco, a stanare Fido, ritenuto regista della faida contro i Rinaldi. Aveva contatti con il territorio, cambiava covo quasi ogni giorno, è stato arrestato grazie a un'indagine classica. Riflettori sul suo tessuto relazionale, decisiva la pista sentimentale: il rapporto con una donna ha provocato un passo falso e le manette. Ora deve rispondere di associazione camorristica mentre le indagini della Dda (pm Antonella Fratello, aggiunto Giuseppe Borrelli) puntano a ricostruire i nuovi rigurgiti di violenza criminale a Napoli est.
LE DINASTIE
Una polveriera. Spari contro finestre e portoni (le stese) agguati in piena folla, a pochi passi dalla chiesa principale, frequentata fino a sera da bambini per catechismo e attività ricreative. Un puzzle di famiglie camorristiche: non solo Mazzarella contro Rinaldi, ma anche altri gruppi familiari che si schierano a seconda della convenienza. In campo ci sono i Reale, i Formicola, i D'Amico, i Silenzio. E si potrebbero elencare altri cognomi, se non fosse per la totale mancanza di interesse che viene riservata alla guerriglia di San Giovanni a Teduccio. Ma torniamo alla storia del boss in fuga. Conosciuto da decenni con il soprannome di «maue» (a causa dell'intercalare; per qualcun altro da «my way», locale notturno un tempo famoso), Ciro Rinaldi è in fuga. E' accusato di un duplice omicidio consumato un anno fa a Ponticelli: colpiti a morte Raffaele Cepparulo, boss dei barbudos, che si nascondeva in periferia dopo essere fuggito alla faida del rione Sanità; ma anche Ciro Colonna, 19enne ucciso per errore, per aver provato a salvare gli occhiali perduti durante il fuggi fuggi all'interno del circoletto ricreativo teatro dell'agguato. Rinaldi venne arrestato, poi scagionato dal Riesame. Difeso dal penalista Salvatore Impradice, riusci' a dimostrare che le intercettazioni di alcune donne a lui riferite («ma-uè») non potessero bastare a far scattare un ordine di custodia cautelare. Diverso il ragionamento della Cassazione, che ha accolto invece il ricorso della Dda di Napoli, in uno scenario in cui - a freddo - si è consumata la beffa del boss.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-4077400.html
Il giallo di un campano in Venezuela
«Il suo corpo rubato per i riti magici»
di Mary Liguori
Lo spirito sta nelle ossa e le ossa degli italiani hanno una carica energetica spirituale superiore perché sono nati vicino al Trono di Pietro. Satanismo, magia nera, stregoneria, santeria. Ci sarebbe la convinzione che le ossa degli italiani sono più «efficaci» per i rituali delle infinite forme di spiritualismo dell'America Centrale dietro lo scempio che si sta consumando a Barquisimeto, nello stato del Lara, 330 chilometri da Caracas, dove centinaia di tombe sono state profanate negli ultimi mesi. Tra le salme di cui si sono perse le tracce c'è quella di Luigi Clemente Perrotta, nato a Rotondi, in provincia di Avellino, nel 1925, emigrato a Caracas nel 1950 e deceduto nel Lara nel 1977. Lo scorso 12 ottobre, quarantaduesimo anniversario della morte del padre, il figlio Giovanni che vive ad Aversa ed è interprete per diversi tribunali campani, ha chiesto agli amici a Barquisimeto di adornare la tomba del padre con dei fiori. Qualche ora dopo, ha appreso che la fossa era stata profanata e la bara aperta. Lo scheletro sparito.
Da quel momento, Giovanni ha iniziato una difficoltosa attività d'indagine a distanza, servendosi anche di canali diplomatici, essendo stato per anni dipendente del consolato generale del Venezuela a Milano. Vuole comprendere cosa sta accadendo dall'altro lato dell'oceano. Vuole che la salma di suo padre venga ritrovata e «che venga fatta giustizia».
https://www.ilmattino.it/primopiano/...i-4077567.html
Napoli, causa incidente e lascia l’amico morto in strada
Un 19enne, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, ha causato un incidente stradale e poi è scappato lasciando l’amico senza vita riverso in strada
Gabriele Laganà
I carabinieri della Tenenza di Cercola hanno arrestato un ragazzo di 19 anni residente nel quartiere di Ponticelli a Napoli con l’accusa di omicidio stradale.
Il giovane, già noto alle forze dell'ordine, senza patente ed alla guida di uno scooter sottoposto da tempo a sequestro amministrativo perché privo di assicurazione, circolava tranquillamente in strada nonostante fosse in evidente stato di alterazione dovuta all’assunzione di cocaina e cannabinoidi.
Come se non bastasse, in modo ancora più irresponsabile, il ragazzo portava sul sellino come passeggero il proprietario dello stesso mezzo, in barba alle più elementari regole di sicurezza.
Ma per i due un tragico destino era in agguato. Infatti, lungo corso Riccardi la moto si è scontrata contro la Panda di un pensionato di 62 anni. L’impatto è stato cosi' violento che il passeggero a bordo dello scooter, il 22enne D. S. anche lui di Ponticelli e con precedenti, è volato dal mezzo finendo sull’asfalto privo di vita.
Subito dopo l’incidente, il ragazzo ha lasciato come se nulla fosse l’amico riverso sulla carreggiata e, cosi' come il conducente della vettura, si è allontanato di corsa senza prestare soccorso. Ma la sua è stata solo una breve fuga.
Il 19enne, infatti, è stato individuato dalle forze dell’ordine all’ospedale di Villa Betania dove si era recato per farsi curare i traumi riportati nello scontro. Dopo le cure e gli accertamenti del caso, il giovane è stato sottoposto a fermo e condotto al carcere di Poggioreale.
Questa mattina, invece, ai militari di Cercola si è presentato il conducente della Panda che ora è indagato per omissione di soccorso e omicidio stradale. Il corpo della vittima è stato portato all’Istituto di Medicina Legale di Napoli per l’autopsia.
Napoli, causa incidente e lascia l?amico morto in strada
Condannata la babygang di Arturo: «Ma mi volevano uccidere, nove anni sono troppo pochi»
di Maria Chiara Aulisio
Arturo è tranquillo, la sua vita è tornata normale già da un po' anche se il ricordo di quel drammatico pomeriggio in via Foria, a due passi da casa, quando venne aggredito e accoltellato da un branco di baby bulli, gli torna in mente ancora troppo spesso. Non è facile dimenticare la paura di quegli istanti, il senso di assoluta impotenza al cospetto di un gruppo di piccoli/grandi delinquenti che, senza alcuna ragione, ti colpisce a coltellate con la voglia di mandarti all'altro mondo prima ancora che possa accorgertene. Arturo per fortuna la pelle l'ha salvata, ma le ferite gli fanno ancora molto male. Non quelle del corpo, sanate anche piuttosto presto grazie alla cura dei medici, ma quelle del cuore, e soprattutto della mente che ancora non riesce a farsene una ragione di tanta inaudita e gratuita violenza sfogata cosi'. E la decisione del Tribunale dei Minori che ha condannato a nove anni e tre mesi i suoi aggressori, rigettando anche la richiesta di messa alla prova avanzata dagli avvocati degli imputati, non basta a lasciarsi alle spalle un episodio che in qualche modo condizionerà la sua vita per sempre.
Nove anni e tre mesi di reclusione ai tuoi aggressori.
«Ho saputo. Sinceramente mi aspettavo qualcosa in più anche se, realisticamente, quasi dieci anni non sono pochi. Ma il punto secondo me non è neanche questo».
Qual è?
«Possibile che dei ragazzini che provano ad ammazzare un altro ragazzino cercando di tagliargli la gola non abbiano un momento di pentimento? Come si puo' continuare a vivere con un peso cosi' senza avvertire la necessità di dire abbiamo sbagliato, non lo faremo mai più e siamo felici che Arturo sia vivo. Ecco, questo è quello che mi colpisce maggiormente in tutta questa brutta storia».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...g-4097234.html
Camorra, il pentito: «I neomelodici usati per riciclare i soldi della droga»
Esistono quelli «a libretto» e i semplici «cavallucci». Come a dire: esistono quelli che sono inseriti in un progetto, come se fossero organici a un sistema, e quelli che invece fanno i free lance, si mettono a disposizione alla bisogna, quando la cosa diventa impegnativa e magari devi mettere in campo nomi sempre nuovi.
Non parliamo di aziende con tanto di partita iva, ma di camorra e neomelodici, di clan che tengono i propri nomi su cui investire e su cui puntare, quelli a libretto, per l’appunto, cantanti che devono girare e che devono sfondare: ne va della reputazione del clan, ma anche delle casse della stessa organizzazione. In che senso? Girano soldi attorno ad alcuni neomelodici, che diventano - magari a loro insaputa - uno strumento per ripulire soldi della droga e del racket, insomma un modo efficace per riciclare proventi di attività illecite.
Camorra e cantanti, c’è un verbale che porta la firma di Luca Menna, pentito del clan Amato-Pagano, quelli che fino a qualche anno fa venivano chiamati scissionisti (per la dolorosa faida del clan Di Lauro) e che oggi restano un cartello autonomo nella galassia di cosche e famiglie criminali che si contendono il bancomat dello spaccio al minuto.
IL VERBALE
Un verbale che spunta dai processi su camorra e omicidi, zeppo di «omissis» che coprono i nomi dei cantanti che avrebbero di volta in volta beneficiato del sostegno manageriale dei clan, ma che lascia intendere l’esistenza di un filone di indagine su un pezzo di imprenditoria mafiosa nell’area metropolitana.
Torniamo al pentito Menna, dunque, a partire da una premessa che basterebbe da sola per chiarire cosa si agita - al di là della passione di tanti fan e della buona fede di sedicenti cantanti più o meno di successo in certi ambienti -, dietro alcune performance artistiche:
«Voglio precisare che questo sistema è utilizzato da tutti i clan della camorra, compreso il nostro clan Amato-Pagano, che investe nei cantanti neomelodici; ossia gli fanno regali in soldi, li invitano alle feste di piazza che il clan organizza nei quartieri controllati, sino a pagargli la registrazione dei cd. Quando diventano famosi al clan torna una percentuale sugli incassi totali del cantante».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-4102853.html
QUI CASCA L’OLIVERIO NEL PANIERE – NUOVA INDAGINE A CARICO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA: IL GOVERNATORE NEI GUAI INSIEME A 5 ASSESSORI E DUE DIRIGENTI PER LA NOMINA A DIRIGENTE DI UN DIPENDENTE CHE ERA STATO SOSPESO DAL TRIBUNALE DI CATANZARO – PER OLIVERIO E' LA SECONDA GRANA GIUDIZIARIA IN POCHI MESI: AD AGOSTO ERA STATO CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER L’INCHIESTA SU “CALABRIA VERDE”
Nuova indagine a carico del governatore calabrese del Pd Mario Oliverio e della sua giunta. La procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, ha iscritto nel registro degli indagati il presidente della Regione, 5 assessori e due dirigenti, tutti finiti nei guai perché lo scorso 24 settembre, nel corso di una seduta di giunta, hanno assegnato al dipendente Salvatore Lopresti un nuovo incarico dirigenziale, malgrado quest'ultimo fosse stato sospeso per un anno dal Tribunale di Catanzaro.
Lopresti era finito ai domiciliari, con altre tre persone, nell'ambito di un'altra inchiesta sui presunti illeciti relativi a un appalto da 100 milioni per il servizio di elisoccorso della Regione.
Dopo essere stata confermata dal Riesame, per Lopresti la misura cautelare era poi stata trasformata in una misura interdittiva di sospensione.
Il caso, che ha provocato l'indagine a carico della giunta calabrese, nasce quando Lopresti chiede di essere riammesso in servizio alla Cittadella, sede della Regione. E la giunta acconsente, con una delibera che conferisce al dirigente un incarico temporaneo nel settore Sport e Politiche giovanili.
Oliverio, gli assessori Francesco Russo, Maria Teresa Fragomeni, Roberto Musmanno, Antonietta Rizzo e Francesco Rossi, i dirigenti Bruno Zito e Sergio Tassone, sono accusati, a vario titolo, di abuso d'ufficio e falsità ideologica in atti pubblici.
Con la delibera incriminata, secondo gli inquirenti, giunta e burocrati avrebbero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Lopresti e un danno economico e d'immagine alla Regione Calabria. Tutti gli indagati dovranno presentarsi in Procura tra il 12 e il 14 novembre per essere sottoposti agli interrogatori.
Per il governatore Oliverio si tratta della seconda indagine a suo carico in pochi mesi. Lo scorso agosto, Gratteri, assieme all'aggiunto Vincenzo Capomolla e al sostituto Alessandro Prontera, avevano chiesto il rinvio a giudizio del governatore nell'ambito di un troncone dell'inchiesta su Calabria Verde, l'agenzia regionale che si occupa di forestazione.
L'accusa, per il presidente del Pd, è sempre la stessa: abuso d'ufficio. Oliverio avrebbe infatti trasferito irregolarmente il sindaco di Acquaro (provincia di Vibo Valentia), Giuseppe Barilaro, dal Comune di Francica agli uffici di Calabria Verde, e l'avrebbe fatto per ottenere un ritorno elettorale. L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 12 dicembre.
Crolla cosi' il mito di un governatore che, prima di assumere la guida della Regione (nel dicembre 2014), sbandierava ai quattro venti il fatto di non essere mai finito nel registro degli indagati nel corso di una carriera politica quarantennale.
nuova indagine a carico di mario oliverio: il presidente della calabria nei guai per la nomina di... - Cronache
Mentre il collega della Lega, Maurizio Campari, faceva il suo intervento sul decreto Sicurezza, approvato oggi al Senato, il senatore del M5s, Sergio Puglia, si allenava facendo le prove del discorso che avrebbe dovuto tenere di li' a poco, declamando in piedi, come un attore, coi fogli in mano. Un senatore, dai banchi dell’opposizione ha ripreso di nascosto la scena e il video, pubblicato da Dagospia, è diventato virale sui social
https://www.youtube.com/watch?v=oLLXdlhRIJQ
L’ELABORAZIONE DEL SOLE 24 ORE
Reddito di cittadinanza con l’Isee: record a Crotone, Napoli e Palermo
–di Cristiano Dell'Oste e Valentina Melis
In provincia di Crotone più di una famiglia su quattro (il 27,9%) ha un Isee così basso da rientrare nel reddito di cittadinanza. A Napoli, Palermo e Caltanissetta una su cinque. All’estremo opposto della classifica, a Bolzano ha i requisiti solo una famiglia su 40, a Belluno e Sondrio una su 30. Lo dimostra l’analisi del Sole 24 Ore del Lunedì sugli Isee ordinari presentati in Italia nel 2016 (ultimo dato disponibile) e monitorati dal ministero del Lavoro.
Secondo quanto annunciato online dal Movimento 5 Stelle, il reddito di cittadinanza sarà destinato alle famiglie con un Isee fino a 9.360 euro annui. Perciò, anche se i dettagli non sono ancora definiti – l’obiettivo è farlo con un provvedimento ad hoc –, i dati storici dell’Isee permettono già di ragionare sulla platea degli interessati. E sul riparto dei 9 miliardi stanziati dalla manovra di Bilancio 2019.
LA GRADUATORIA
Le famiglie con Isee ordinario fino a 9mila euro, potenziali beneficiarie del reddito di cittadinanza, e l’incidenza % sul totale delle famiglie residenti. (Fonte: elaborazione del Sole 24 Ore su dati “Il nuovo Isee. Rapporto di monitoraggio 2016”, ministero del Lavoro, e Istat)
Sud e Isole in testa
Il maggior numero di potenziali beneficiari si trova in provincia di Napoli (quasi 230mila famiglie), seguita da Roma (173.200), Milano (103.600), Palermo (100.800) e Torino (95.900). Ma queste cifre vanno rapportate agli abitanti.
Se a Napoli e Palermo l’incidenza supera il 20% delle famiglie residenti, a Torino e Roma è intorno al 9%, mentre a Milano non arriva al 7 per cento. Di fatto, le prime 34 province per frequenza degli interessati sono tutte al Sud e nelle Isole.
I valori dell’Isee, d’altra parte, sono storicamente più bassi nel Mezzogiorno, dove i redditi sono inferiori, la disoccupazione più alta, le famiglie mediamente più numerose e i depositi bancari e gli investimenti minori. Né basta a controbilanciare gli altri fattori la percentuale di proprietari di casa, più alta che al Centro-Nord. Tutto ciò si riflette sulla mappa: fatte 100 le famiglie con i requisiti d’ammissione, 48,6 sono al Sud e nelle Isole, 19 al centro e 32,4 al Nord.
Anche il rapporto Svimez dei giorni scorsi conferma il peso del Mezzogiorno, cui andrebbero il 63% delle risorse disponibili (si veda Il Sole 24 Ore di venerdì 9 novembre).
https://www.ilsole24ore.com/art/noti...UfJyX3KaSM7B6s


Scippa l'orecchino dall'orecchio di un’anziana: arrestato in flagranza nel Napoletano
di Francesca Mari
ERCOLANO - Rapina un’anziana di un orecchino d’oro: colto in flagranza dai carabinieri e arrestato. Ieri alle 16.30 in via IV Novembre Michele Cristian D'Antonio 23enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, ha scippato un orecchino d’oro ad un’anziana signora provocando il panico e le urla di lei.
In quel momento si trovava a passare una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile dei carabinieri della Compagnia di Torre del Greco che hanno inseguito e raggiunto il malfattore. Dopo una violenta colluttazione con i carabinieri, il giovane è stato arrestato per rapina impropria. I carabinieri hanno recuperato l'orecchino e gli hanno trovato addosso altri due oggetti d'oro probabile provento di altri reati.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4117504.html
Pulizia dei fondali alla Favorita: in mare pneumatici e rottami di auto
di Francesca Raspavolo
ERCOLANO - Rifiuti, rottami, frigoriferi, pneumatici: una discarica sottomarina riportata a galla dai volontari che hanno ripulito gratis i fondali. Giornata ecologista alla Favorita, il lungomare di Ercolano: gli attivisti dell'associazione subacquea onlus Hippocampus Ercolano insieme al gruppo del centro subacqueo Sant'Erasmo hanno tirato a lucido la spiaggia e ripulito i fondali dello specchio d'acqua dell'antica Resina.
«Abbiamo recuperato rottami in plastica, un telaio di uno scooter e pezzi di auto, pneumatici, reti in ferro, bidoni, perfino un frigorifero. Questo è solo la prima parte - raccontano i volontari - Domenica e per tutto il mese ci dedicheremo al litorale ercolanese».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4117358.html
Gli studenti napoletani al Mit e la versione del Politecnico di Torino
Per permettere ai ragazzi del Righi di partecipare alla finale di Zero Robotics a Boston era partita una gara di solidarietà. Con l'intervento di Casellati. Ma l'ateneo, coordinatore del torneo europeo, smonta la vicenda.
La notizia ha fatto il giro del mondo, ma rischia di rivelarsi il solito boomerang. Per permettere a tre studenti dell'Istituto tecnico Righi di Napoli - arrivati a un passo dalla finalissima dell'High School Tournament della competizione aerospaziale Zero Robotics organizzata dal Massachusetts Institute of Technology e dalla Nasa - di volare a Boston era partita una vera gara di solidarietà.
Il primo a farsi avanti era stato il presidente della Brembo, Alberto Bombassei. La redazione del Tg3 aveva annunciato di volersi far carico delle spese dando i tre già come vincitori. Infine si era mossa, il 14 novembre, anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che si era impegnata a coprire le spese della trasferta negli Usa per partecipare alla fase finale del torneo. Casellati aveva scritto mercoledi' una lettera al prefetto di Napoli, Carmela Pagano, e al generale Vittorio Tomasone, a capo del Comando interregionale Ogaden, per dare corso alla propria iniziativa. Il sogno dunque si realizza: Mauro D'Alo', Davide Di Pierro e Luigi Picarella a gennaio andranno a Boston con i loro docenti di matematica e informatica, Salvatore Pelella e Ciro Melcarne per tenere alto il nome dell'Italia.
Tutto è bene quel che finisce bene, si direbbe. E, invece, non è proprio cosi'. Già, perché a spezzare il sogno ci ha pensato il Politecnico di Torino. In una nota l'ateneo fa un po' di chiarezza relativamente al battage mediatico che si è alzato intorno alla vicenda. «In riferimento agli articoli di stampa pubblicati in questi giorni e alla conseguente gara di solidarietà per gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Righi di Napoli finalizzata alla partecipazione alla finale del campionato Zero Robotics #mandiamolialMIT,», si legge nel comunicato, «il Politecnico di Torino, coordinatore del torneo europeo della Zero Robotics Competition, nella persona del prof. Leonardo Reyneri, specifica quanto segue». E qui cominciano i dolori. Perché in primo luogo, sottolinea Reyneri, «i vincitori del torneo 2018 non sono ancora stati decretati». Zero Robotics, viene spiegato, «è un torneo tra studenti delle scuole superiori di tutto il mondo che si sfidano, suddivisi in tre aree geografiche (Europa+Federazione Russa, Americhe, Australia), nella programmazione degli SPHERES, piccoli satelliti sferici ospitati all'interno della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Il torneo di quest’anno è ancora alle fasi iniziali e la classifica (Zero Robotics High School Tournament 2018) viene aggiornata in tempo reale seguendo i risultati dei successivi step della gara, fino alle fasi finali; i vincitori saranno decretati a metà gennaio 2019». Dunque nessuna scuola è arrivata alla "finalissima". «Tutte le 84 squadre attualmente in classifica sono quindi ancora in gara e non è possibile sapere ora chi parteciperà alla finale e ancor meno chi vincerà».
PER GLI EUROPEI L'ULTIMO ATTO E' AD ALICANTE
Ma non è finita. Perché «la finale per le squadre europee si svolgerà ad Alicante» e cioè in Spagna, non al celebre istituto del Massachusetts. «La finale vera e propria della competizione internazionale si svolge per tutti i partecipanti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, in orbita terrestre», sottolinea la nota; «le finali vengono pero' trasmesse in diretta e tutti i concorrenti possono assistere da terra alle prove della gara in tre location definite: per le squadre europee e russe la finale di quest’anno è prevista ad Alicante (Spagna), per gli americani al MIT di Boston e a Sidney per l’Australia. Anche per l’anno precedente le finali per le squadre europee e russe si sono svolte in Europa, e in particolare a Torino. C’è la possibilità di assistere alle finali anche dalla sede del MIT, dove si svolge la finale a terra per le squadre americane, cosa che in passato alcune scuole anche italiane hanno fatto su base puramente volontaristica e reperendo autonomamente i fondi, in modo indipendente rispetto al concorso Zero Robotics». Riassumendo: non solo il team napoletano non è ancora in finale, ma in caso dovrebbe volare in Spagna, non Oltreoceano.
https://www.lettera43.it/it/articoli...QQ2MbpYQqG7yYY
«Nascondere portafogli e gioielli a Napoli», è bufera sull'app Google Trips
Il Movimento Neoborbonico ha inviato ai responsabili dell’app per viaggi e turismo Google Trips la richiesta di rimuovere le informazioni su Napoli: nella scheda relativa alla città, infatti, nelle cinque righe di “indicazioni” si scrive che il centro storico di Napoli «è ideale da visitare a piedi ma è consigliabile nascondere portafogli, gioielli e telecamere, soprattutto di notte». Non risultano indicazioni simili per altre città italiane (ad esempio Milano, Roma e Torino). «Si tratta dei soliti luoghi comuni beceri - denuncia il Movimento Neoborbonico - frutto di antichi preconcetti che danneggiano l’immagine dell’ex capitale del Sud ma anche la sua economia considerato l’alto numero di persone che utilizzano l’app».
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...s-4115727.html
La truffa del pacco in Campania, proprio come nel film di Nanni Loy
Il video è diventato virale in pochi minuti. In una strada del napoletano, due truffatori riescono a convincere due turisti a comprare qualcosa. La "merce" viene riposta in una busta, chiusa e velocemente consegnata al complice. Quest'ultimo, nascosto dietro uno dei due truffati, cambia velocemente la busta "originale" con una fasulla. E il danno è fatto...
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...y-4117822.html
Non solo formiche in ospedale: a Napoli piove nella sala parto
In una sala parto del San Giovanni Bosco di Napoli piove, come conferma un infermiere a Storie Italiane. E nell'ospedale resta pure il problema delle formiche
Chiara Sarra
Non solo le formiche che "passeggiano" sulla paziente in coma vegetativo e intubata. L'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli torna alla ribalta per un nuovo scandalo.
Un video mostrato oggi in esclusiva a Storie Italiane su Rai1, infatti, mostra una sala parto in cui piove - letteralmente - a causa di una importante infiltrazione sul tetto.
La denuncia è partita un paio di giorni fa da Francesco Emilio Borrelli, lo stesso consigliere regionale dei Verdi che aveva acceso i riflettori sul caso delle formiche. "Le immagini dell’acqua che scorre all’interno della sala parto e della diagnostica dell’ospedale Don Bosco sono inaccettabili", aveva scritto Borrelli, "A maggior ragione che solo un mese fa proprio la sala parto era stata interessata da lavori di ristrutturazione. Oggi si deve ancora provvedere con secchi e pezze a contenere l’acqua che scorre dal soffitto. Evidentemente siamo lontanissimi dagli standard minimi che pretendiamo per la sanità pubblica nella nostra regione. Chiederò un’indagine immediata per verificare la qualità dei lavori effettuati chiedendo i danni, qualora ce ne siano i presupposti, alla ditta che li ha realizzati".
"Nessuna infiltrazione di acqua piovana nella sala parto dell'ospedale, che funziona regolarmente", aveva però smentito il direttore sanitario, Giuseppe Matarazzo, "Le infiltrazioni riguardano un'area della struttura prospiciente che da tempo non è utilizzata".
A confermare l’accaduto però è un infermiere che opera da diciotto anni all’interno del presidio sanitario: "In sala parto proprio ieri pioveva, nonostante le guaine fossero state appena rifatte", racconta alla conduttrice Eleonora Daniele, "Ogni volta che piove, piove anche in ospedale: questa è già la terza volta".
E non sarebbe stato risolto nemmeno il problema delle formiche: "Stavano chiudendo una sala a turno nel reparto di chirurgia vascolare proprio per la presenza di formiche", racconta l'infermiere, "Sembra si siano diffuse a macchia d’olio in tutto l’ospedale. Non riusciamo neanche noi a comprendere che cosa stia succedendo. L’ospedale ha 40 anni ed è il più giovane di Napoli, ma dimostra 70 o 80 anni".
Non solo formiche in ospedale: a Napoli piove nella sala parto
Napoli, 19enne spara contro i carabinieri: arrestato insieme al nonno
Evaso dai domiciliari, ha sparato contro i carabinieri. E' successo nel napoletano, dove l'autore del gesto, un 19enne ritenuto vicino alla criminalità organizzata, è stato arrestato insieme al nonno 60enne che lo aveva aiutato a nascondere la pistola. I carabinieri avevano notato a Casandrino uno scooter senza targa con a bordo due ragazzi col volto coperto che, alla vista dei militari, erano scappati. Durante l'inseguimento, il passeggero ha sparato verso i carabinieri colpendo l'auto. Tramite il bossolo è stato individuato il responsabile che è stato cercato nell'abitazione del nonno. L’uomo, Francesco Di Matteo, 60enne, detto 'Bombolone', già noto per rapine e associazione a delinquere e ritenuto affiliato al clan camorristico dei Verde attivo a Sant’Antimo, quando i militari hanno bussato alla porta non ha aperto ma quasi subito da una finestra sul retro della sua villetta è volata una pistola. Il 60enne è stato arrestato per la detenzione illegale e sottoposto all’obbligo di dimora e di firma.
Qualche ora dopo, a Giugliano in Campania, i militari hanno arrestato il nipote 19enne, anch’egli ritenuto contiguo al clan Verde e già sottoposto all’obbligo della permanenza in casa per una rapina commessa da minorenne. Il giovane si è consegnato ed è stato sottoposto a fermo per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di arma da sparo e munizioni nonché ricettazione.
Napoli, 19enne spara contro i carabinieri: arrestato insieme al nonno
Commercializzavano "cozze alla diossina", sette arresti
Un vero mercato parallelo di mitili contaminati chimicamente e biologicamente con tracciabilità contraffatta
Giuseppe D. Vernaleone
La guardia costiera della città jonica pone fine alla illecita vendita di cozze contaminate grazie all’operazione “Passo e Chiudo”.
Sette custodie cautelari, tra carcere e domiciliari, per furto e ricettazione al commercio di alimenti altamente tossici grazie alla contraffazione dell’etichettatura. Il tutto ha origine dalle denunce di vari miticoltori vittime di numerosi furti per consentire all’organizzazione criminale di contraffare la tracciabilita del prodotto contaminato chimicamente e biologicamente ed immetterlo in un vero e proprio mercato parallelo.
I 50 militari impiegati nell’operazione hanno accertato che i 7 arrestati coltivavano i mitili abusivamente in impianti illegittimi per distribuirli ad acquirenti che li commercializzavano nei banchetti sulle strade di Taranto ma anche a grandi centri di spedizione. I guadagni ingenti perché senza costi di produzione o di acquisto in quanto derivanti anche dai furti operati. La maggior parte delle cozze rubate provenivano da impianti presenti nel primo e secondo seno del Mar Piccolo.
Per la Guardia Costiera “tale accurato sistema consentiva ai soggetti coinvolti di aggirare, cosi', le stringenti normative sanitarie in materia che prevedono lunghi ed accurati cicli depurativi dei mitili, nonché le previste movimentazioni del prodotto, finalizzati ad abbattere la contaminazione batterica ed livelli di PCB e diossine, cagionando cosi' inestimabili danni alla pubblica salute”.
Secondo i militari “alcuni dei soggetti si occupavano di organizzare i furti e la vendita dei beni sottratti, le operazioni di trattamento, sgranatura dei pergolati di mitili (al fine di perderne la tracciabilità, data dalla colorazione della retina scelta da ogni miticoltore) nonché di consegna del prodotto confezionato in sacchi del peso di 10 kg cadauno agli “acquirenti di fiducia”, previa prenotazione telefonica del quantitativo richiesto.Ulteriori indagini portavano alla luce, inoltre, la vendita del prodotto ai centri di spedizione che provvedevano ad etichettare come proprio, il prodotto in questione, “sanandone” di fatto la provenienza.
Commercializzavano "cozze alla diossina", sette arresti
SON TUTTE PROTEINE – PANINI FARCITI DI INSETTI NELLE MENSE DI UNA SCUOLA MATERNA IN PROVINCIA DI LECCE: A LANCIARE L’ALLARME SONO STATE LE MAESTRE – DOPO LE VERIFICHE, I CARABINIERI DEI NAS HANNO DENUNCIATO DUE PERSONE E SEQUESTRATO 1600 CHILI DI FARINA INFESTATA DAI PARASSITI
Panini farciti di insetti: è successo nelle mense delle scuole materne di Trepuzzi, in provincia di Lecce, dove lunedi' scorso i genitori dei bambini hanno sollevato il caso. Ad accorgersi della sospetta presenza di insetti nel pane erano state le insegnanti da cui è partito l’allarme.
E cosi' sono scattati i controlli nei depositi delle materie prime con cui era stato fatto il pane. Verifiche che hanno purtroppo confermato i sospetti: i carabinieri dei Nas di Lecce hanno denunciato due persone e sequestrato 1.600 chili di farina infestata da parassiti.
Le verifiche hanno riguardato un panificio e due centri di cottura del servizio di mensa scolastica di Trepuzzi. Le denunce sono scattate a carico del legale rappresentante del panificio con sede a Miggiano (Le) e del legale rappresentante della società che gestisce le due cucine di Trepuzzi dove vengono preparati i pasti per gli istituti scolastici.
panini farciti di insetti nelle mense di una materna in salento: i nas hanno trovato un... - Cronache
Passi carrai, in regola uno su otto
«Preoccupante la situazione dei passi carrai a Napoli». E' quanto sostiene l'assessore al Bilancio del Comune, Enrico Panini. «Secondo il dossier aperto da alcune settimane dall'assessore in attuazione della Deliberazione del settembre 2018 della Corte dei Conti della Campania che accusa "il Comune di Napoli di avere entrate non coerenti con il possibile gettito", i dati sono davvero impressionanti. A fronte di 3.827 strade cittadine, risultano attive solo 4.700 concessioni rilasciate per passi carrai, pari a poco più di un passo carrabile presente per ogni singola strada»
ha spiegato l'assessore Panini.
«Come risulta da controlli effettuati a campione, dalle verifiche eseguite grazie alla proiezione demografica sul territorio cittadino, è di almeno 30.000 passi carrabili la reale situazione del territorio - sottolinea - Cio' significherebbe una maggiore entrata annua di 10 milioni, l'equivalente di oltre il 70% della spesa per la refezione scolastica». Dalle analisi emerge, per ogni Municipalità, il seguente indice di evasione: Municipalità 1(San Ferdinando, Chiaia, Posillipo): 72%, Municipalità 2 (Avvocato, Mercato, Pendino, Porto): 86%, Municipalità 3 (Stella, San Carlo Arena): 77%, Municipalità 4 (Vicaria, San Lorenzo, Poggioreale): 80%, Municipalità 5 (Vomero, Arenella): 46%, Municipalità 6 (Ponticelli, Barra, San Giovanni): 80%, Municipalità 7 (Miano, Secondigliano): 73%, Municipalità 8 (Chiaiano, Piscinola, Scampia): 81%, Municipalità 9 (Soccavo, Pianura): 65%, Municipalità 10 (Bagnoli, Fuorigrotta): 49%.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4120168.html
Gang napoletana derubava i postini per le carte di credito: colpi in 90 città
La polizia di Stato attraverso indagini tecnologiche complesse, intercettazioni, pedinamenti fisici ed informatici e incrocio di migliaia di dati, ha sgominato una organizzazione criminale, radicata nell'hinterland napoletano ma operativa sull'intero territorio nazionale, dedita ad attività di frode informatica che permettevano di conseguire guadagni illeciti per oltre 100 mila euro al mese. Cinque le misure cautelari eseguite all'alba di questa mattina su disposizione del Gip di Bologna dagli uomini della polizia postale a carico di altrettanti soggetti, residenti nelle zone di Frattamaggiore e Giugliano in Campania, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato, alla frode informatica e all'indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico.
Si tratta di un'organizzazione criminale definita dagli inquirenti «itinerante» - specchio del carattere ormai assunto dai reati informatici come «crimini senza territorio» - che agiva in oltre 90 province italiane. Il modus operandi era particolarmente sofisticato. L'organizzazione partiva con veri e propri agguati ai portalettere di tutta Italia, che venivano pedinati e poi derubati del loro carico di raccomandate, contenenti centinaia di carte di credito emesse dai maggiori istituti bancari ed indirizzate ai clienti finali. Ottenuta la disponibilità delle carte di credito, il problema era la loro attivazione e riuscire ad ottenere i codici Pin. A questo punto intervenivano abilissimi hacker, interni all'organizzazione, i quali, impiegando tecniche sofisticate di clonazione delle schede telefoniche SIM appartenenti agli ignari titolari delle carte, riuscivano a entrare nei sistemi informatici bancari, sostituendosi ai clienti, ed attivando le carte di credito, talvolta anche aumentandone esponenzialmente il plafond.
Il codice pin, infine, era ottenuto con l'impiego di avanzate tecniche di vishing, grazie al quale il ramo dell'organizzazione esperto in «ingegneria sociale» assumeva l'identità delle banche, contattando gli ignari clienti ed inducendoli con l'inganno a comunicare i codici dispositivi.
Ma il pin carpito illegalmente era solo uno dei sistemi con cui l'organizzazione criminale monetizzava i proventi illeciti: l'associazione disponeva infatti di un solido «apparato tecnico- finanziario», che si occupava di creare società commerciali di facciata, dotandole di conti correnti bancari ed apparati Pos portatili (anche operativi su circuiti internazionali), sui quali le carte rubate venivano «strisciate» e defraudate di decine di migliaia di euro, giustificati a fronte di fatture commerciali radicalmente false. Attraverso gli apparati Pos, il gruppo criminale era in grado di simulare acquisti di beni o servizi presso le società «paravento», monetizzando i proventi degli indebiti utilizzi delle carte di credito che poi confluivano su strumenti prepagati, ed infine prelevati per contanti su sportelli bancomat sparsi per il Paese.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4123199.html
Napoli, la beffa dell’ultimo boss in fuga al sole e al caldo di Dubai
di Leandro Del Gaudio
Stavano sempre a parlare del clima, sembravano conversazioni innocue, magari di gente un po’ fissata, tipiche di chi non sa come ingannare il proprio tempo libero. Poi, a rileggere quelle frasi o magari solo ad ascoltare quelle parole che rimandano al caldo estivo, a qualcuno è scattato un campanello d’allarme. Come un segnale spia. No, non poteva essere una frase come un’altra, quella roba li' era buona e andava trascritta.
Tipo: «Ha detto che fa caldo, che stava pariando, che si stava divertendo»; oppure: «Ha trovato un grande caldo; anche oggi fa più caldo del solito, per il resto tutto ok».
Parole dette a mezze frasi, captate in ambientale tra mamma e figlia, o al colloquio con un parente detenuto, parole che in un modo e nell’altro sono entrate in misure cautelari e atti processuali depositati in questi giorni nei vari processi sulla camorra di Secondigliano.
La suocera e la nuora si confidano e si fanno forza a vicenda, «li' dove fa caldo, di sicuro si sta organizzando...».
Espressioni sibilline, piene di doppi sensi. Codici improvvisati, che sono diventati importanti come le convenzioni.
Già perché dietro la storia del clima - riflettono ora gli inquirenti - si nasconderebbero parole studiate nei mesi e utilizzate per indicare l’ultimo buen retiro dei latitanti napoletani: Dubai, Emirati Arabi.
E' qui «che fa caldo», almeno a voler riportare le riflessioni tratte da un interno domestico di Arzano. Ed è grazie a queste riflessioni, che ora la caccia all’uomo di uno dei latitanti dell’area scissionista entra decisamente nel vivo. Parliamo di Raffaele Mauriello, figlio di uno dei boss della prima ora nella guerra sanguinaria ai Di Lauro, attualmente ricercato per un duplice tentato omicidio. In fuga da mesi, ora c’è una convinzione, alla luce di quella frase che è stata pronunciata dal diretto interessato, che rimanda a paesaggi o climi esotici: «Fa caldo, tutto ok, ma fa caldo...». Dubai, Emirati, grattacieli. Un muro di gomma, almeno a giudicare dalle rogatorie firmate in Italia che rimbalzano sistematicamente senza alcun effetto, che restano lettera morta, che diventano materia per giuristi.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4118330.html
Foggia, 2.100 assunzioni false per ottenere il bonus Renzi da 80 euro: scoperta maxi frode
Otto imprenditori denunciati, sequestrati beni per un milione e mezzo. A insospettire la Guardia di finanza l'alto numero di assunzioni: le aziende dichiaravano di aver anticipato il bonus ai dipendenti
FOGGIA - Oltre 2.100 false assunzioni di lavoratori per percepire indebitamente il bonus degli 80 euro. E' la maxi truffa scoperta dalla Guardia di finanza di Foggia che ha denunciato otto imprenditori.
A insospettire i militari, coordinati dalla procura del capoluogo dauno, proprio l'alto numero, 2.144 per la precisione, di dipendenti che le aziende sostenevano di aver assunto. In realtà gli imprenditori avevano messo in piedi una vera e propria frode, chiedendo il rimborso degli 80 euro (bonus introdotto dal governo Renzi) che sostenevano di aver anticipato per dipendenti, in realtà impiegati solo sulla carta.
La truffa è andata avanti per due anni, il 2016 e il 2017, ed è stata scoperta dalla Guardia di finanza grazie all'analisi delle dichiarazioni telematiche inviate dalle otto aziende. Complessivamente la truffa ammonta a un milione e mezzo di euro, il valore dei beni per i quali il gip ha disposto il sequestro.
https://bari.repubblica.it/cronaca/2...kDF5l9IKPeL3-0
Sindaco di Crotone: «Qui il reddito di cittadinanza andrà a chi lavora in nero»
Nel Comune calabrese il sussidio del M5s andrà a una famiglia su quattro (27,9%), ma per il primo cittadino Ugo Pugliese «tutti questi poveri non esistono: non ci credo neanche se li vedo uno a uno»
A Crotone una famiglia su quattro, il 27,9 per cento del totale, prenderà il reddito di cittadinanza. Ci sono infatti 19.500 famiglie che dichiarano meno di 9.000 euro l’anno, rimanendo quindi sotto la soglia di povertà e avendo di conseguenza accesso al sussidio sbandierato da Luigi Di Maio.
Crotone, secondo i dati raccolti dal Sole24Ore, è la città che in percentuale riceverà più sussidi, seguita da Napoli (20,6% delle famiglie) e Palermo (20,5%). Peccato che nel Comune calabrese tutti questi poveri non esistano. Almeno a detta del suo sindaco Ugo Pugliese: «Che nella mia città ci siano 19 mila famiglie sotto i 9 mila euro annui di reddito non ci credo nemmeno se le vedo una ad una», dichiara al Giornale.
PROBLEMA DEL LAVORO NERO
Il primo cittadino è stato eletto nel giugno 2016 con una lista civica di ispirazione centrista e non ha dubbi su quale sia la realtà a Crotone: «E' chiaro che c’è un problema di lavoro nero». E i guadagni non denunciati, a causa del reddito di cittadinanza, potrebbero addirittura aumentare: «Certo, corriamo il pericolo che il sommerso aumenti perché la gente che già percepisce uno stipendio in nero al quale si va a sommare il reddito di cittadinanza non cercherà mai un impiego vero».
IL SONDAGGIO UNIMPRESA
Che la misura del Movimento 5 stelle rischi di aumentare e aiutare solo chi lavora in nero non è un’idea del sindaco di Crotone. Lo ha denunciato pochi giorni fa a tempi.it anche Giovanna Ferrara, presidente di Unimpresa: «Abbiamo fatto un sondaggio utilizzando la nostra rete di sedi provinciali e il rischio che la norma venga aggirata è concreto. I lavoratori part-time e con stipendio inferiore a 1.000 euro al mese sono quelli potenzialmente interessati ad aggirare la norma».
https://www.tempi.it/sindaco-di-crot...avora-in-nero/


Infermiere violenta paziente, arrestato
(ANSA)
Puglia.
Un infermiere in servizio nell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo è stato arrestato e posto ai domiciliari con l'accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una paziente della stessa struttura sanitaria.
Voleva alleviare una sofferenza.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


https://www.msn.com/it-it/video/noti...cid=spartandhp
Senti che puzza …
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Si spaccia per compagno di classe per evitare multe, 26enne denunciato nel Napoletano
Non aveva mai ottenuto la patente di guida e, per ovviare a cio', aveva pensato di sostituirsi a quello che era un compagno di scuola, al fine di eludere eventuali contravvenzioni e sanzioni nel corso dei controlli della Polizia Stradale. A scoprire quanto architettato da un giovane 26enne sono stati gli agenti della sottosezione autostradale della Polizia Stradale di Fuorigrotta, a Napoli che lo hanno denunciato.
Sorpreso dai poliziotti per ben tre volte, nell'ambito di un controllo in tangenziale, infatti, il 26enne nelle medesime circostanze, fingendo di aver dimenticato a casa la patente di guida, aveva declinato le generalità di quello che era il suo compagno di classe, avallato dalle dichiarazioni della fidanzata che garantiva per lui, esibendo il suo documento di identità. Quando la vittima si è vista recapitare a casa diversi verbali per infrazioni al codice della strada, che ovviamente disconosceva perché mai commesse, sono scattate le indagini della Polizia Stradale che hanno portato all'identificazione del vero trasgressore. Il 26enne è stato cosi' denunciato, in stato di libertà, perché responsabile dei reati di sostituzione di persona e, in concorso con la fidanzata 25enne, anche del reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...e-4135643.html
Si finge analfabeta per non pagare l'ingiunzione, sarà processata
di Nicola Sorrentino
SANT'EGIDIO DEL MONTE ALBINO. "Non so scrivere, non posso firmare". E viene denunciata per false dichiarazioni. Lo scopo sarebbe stato quello di non pagare un'ingiunzione di pagamento.
E' accaduto a Pagani: la protagonista, ora imputata, è una donna di 61 anni, A.G. , alla quale tempo fa fece visita un messo comunale per una notifica legata ad un pagamento. Quando l'uomo le presento' l'ingiunzione, spiegandole di dover apporre la propria firma per rendere effettiva la consegna, la donna avrebbe risposto in questo modo: "Non sono dottoressa, non sono laureata. Anzi, sono analfabeta. A stento riesco a firmare. Non conosco la ditta D. Market".
Il decreto ingiuntivo consisteva in un pagamento di 2409 euro. Di fronte all'atto ufficiale, la 61enne avrebbe provato a non firmare, spiegando di non esserne capace. Il dipendente pero' non le aveva creduto, facendo rapporto di quella conversazione che costo' alla donna una denuncia, passata dalla Procura di Nocera Inferiore, con l'accusa di false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Ora dovrà affrontare un processo, dopo l'emissione del decreto che dispone il giudizio da parte del gup, Luigi Levita. Solo dinanzi al tribunale, la donna potrà ora provare la sua eventuale ignoranza, documentando di essere analfabeta, come lei stessa aveva spiegato al messo che le consegno' il decreto ingiuntivo da saldare.
https://www.ilmattino.it/salerno/si_...a-4144652.html
Napoli, lite per un bisogno in strada: giovane accoltellato alla schiena
di Nico Falco
Un ragazzo di 25 anni è stato accoltellato nella notte scorsa in via Monteoliveto da un gruppo di coetanei. Il ragazzo, residente a San Giorgio a Cremano, incensurato, è stato accompagnato dagli amici al Loreto Mare, dove i medici hanno deciso per il ricovero per accertamenti; ha riportato diverse ferite da arma da taglio a un gluteo e alla schiena, è in prognosi riservata ma non è in pericolo di vita.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo Radiomobile pare che il giovane si fosse fermato per un bisogno fisiologico lungo la strada quando sono passati dei ragazzi più giovani che lo hanno rimproverato per quel gesto all'aperto davanti alle loro fidanzate. Ne sarebbe scaturito un diverbio concluso con il suo ferimento.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4114014.html
Bombe e spari contro imprenditore De Marinis: arrestati due fratelli napoletani
I poliziotti del commissariato Nocera Inferiore hanno arrestato, per tentata estorsione continuata e aggravata in concorso, due fratelli napoletani, Salvatore Cuccaro, 42 anni e Alessio Cuccaro, entrambi pregiudicati, L'indagine nasce da alcuni episodi avvenuti ai danni di un noto imprenditore di Nocera Inferiore operante nel settore petrolifero, Giuseppe De Marinis, noto imprenditore degli oli lubrificanti e presidente della Nocerina alla fine degli anni Duemila.
Nella notte tra il 18 e il 19 gennaio 2017, davanti all’abitazione di quest’ultimo, a Nocera Inferiore, veniva collocato un ordigno esplosivo che danneggiava il cancello carraio. Il 12 gennaio 2018 venivano esplosi 9 colpi di pistola contro la stessa abitazione. I due episodi erano stati preceduti e seguiti da una serie di minacce e intimidazioni all’indirizzo dell’industriale e dei suoi familiari, consistenti in messaggi, telefonate e invio di foto che avevano lo scopo di ottenere la restituzione di una ingente somma di denaro prestata dagli arrestati all’imprenditore, per un investimento in Spagna nel settore petrolifero (olii lubrificanti) nella zona di Algete (Madrid) per un ammontare di circa 700mila euro.
https://www.ilmattino.it/salerno/bom...i-4150740.html
Rapinarolex in riviera romagnola,
arrestati tre ladri del Napoletano
Tre rapinatori di Rolex, di 44, 35 e 33 anni, tutti originari del Napoletano, sono stati arrestati dai Carabinieri di Riccione nell'esecuzione di un'ordinanza di custodia, emessa dal gip del Tribunale di Rimini. Secondo le indagini sarebbero i responsabili di per due colpi messi a segno nell'estate del 2016 per un valore complessivo di 90 mila euro.
I tre uomini sono ritenuti gli autori di rapine con 'strappo' di Rolex Daytona, avvenute a 24ore di distanza, a Riccione e Milano Marittima rispettivamente ai danni di un turista modenese e di un ravennate. In carcere da questa mattina il 44enne e il 35enne, mentre si attende l'estradizione dalla Francia per il 33enne che si trova agli arresti Oltralpe.
https://www.ilmattino.it/primopiano/...o-4153188.html
Si finge avvocato e truffa anziani:
26enne napoletano arrestato
I carabinieri della compagnia di Sorrento, insieme a quelli della compagnia Stella, hanno arrestato Vittorio Maranta, 26 nne di Forcella (già noto alle forze dell'ordine per furto e rapina) per truffa aggravata a un 82enne e per tentata truffa a una 86enne. Maranta si trova agli arresti domiciliari.
Il 19 luglio il giovane si era presentato a casa di un 82enne di Meta e fingendosi un avvocato che si stava occupando di un incidente stradale causato dal figlio dell’anziano - che era stato arrestato e per la liberazione del quale era necessario pagare 8.500 euro - era riuscito a convincere la vittima a consegnare gli oggetti preziosi tenuti in casa e la carta bancomat con tanto di pin (con la quale si era recato al più vicino sportello e aveva fatto un prelievo di 500 euro).
I militari dell’Arma lo hanno identificato grazie alle immagini dall’apparecchio bancomat e a quelle della videosorveglianza cittadina che, incrociate con quelle di una tentata truffa a una 86enne di Vico Equense, hanno fatto emergere la sua responsabilità anche in questo caso. Il 26 luglio, infatti, l'uomo aveva chiesto alla donna tremila euro (sempre presentandosi come avvocato e chiedendo il pagamento dei danni di un incidente provocato dal nipote). In questo caso la signora lo aveva smascherato riuscendo a contattare in tempo il nipote e subito dopo i carabinieri mentre il 26enne, intuito che stava per finire in manette, era riuscito ad allontanarsi.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4150514.html
Anziana trovata in casa con sette armi da fuoco e munizioni
di Nicola Sorrentino
NOCERA INFERIORE. In casa aveva sette armi da fuoco, senza alcun motivo e senza neanche averle denunciate all'autorità giudiziaria. Per questo, sarà ora processata una settantreenne di Siano, finita denunciata a piede libero dopo un controllo delle forze dell'ordine. La donna, che non ha alcun precedente, risponde ora di detenzione illecita di armi e munizionamento. In casa le fu trovato un fucile calibro 12 semiautomatico marca Browning, un fucile calibro venti a due colpi marca Zoli, una rivoltella calibro 238 Smith&Wesson, una pistola calibro 12 marca Franchi, un fucile monocanna calibro 20 marca Badol, un fucile sovrapposto calibro 12 marca Franchi, una carabina marca Remington calibro 30-06, con una dotazione di trenta munizioni calibro 28 e una munizione calibro dodici, materiale funzionante custodito nella sua disponibilità.
La perquisizione della polizia risale al mese di febbraio. Nell'informativa, oltre all'elenco delle armi e munizioni, mancava una giustificazione per il possesso di un simile armamentario. L'anziana non forni' infatti alcuna spiegazione plausibile. Tutto il materiale rinvenuto fu poi inviato ai laboratori di balistica competenti per il vaglio e l'esame di ogni singolo pezzo.
https://www.ilmattino.it/salerno/anz...i-4150591.html
Panino con i vermi, nuovo caso nel Salento
La scoperta a Lizzanello, indagano i carabinieri. Pochi giorni fa il caso della farina infestata a Trepuzzi
Emanuela Carucci
Un altro caso di farina infestata da vermi in un'altra scuola nel Salento.
La scoperta è avvenuta a Lizzanello, un Comune vicino Lecce, dopo il caso di Trepuzzi nei giorni scorsi. E'accaduto nell'istituto comprensivo del piccolo paese in provincia di Lecce.
A darne notizia il quotidiano regionale "La Gazzetta del Mezzogiorno". I fatti risalgono al 22 novembre scorso, quando la mamma di un'alunna della scuola ha mostrato alla maestra il panino al cui interno c'era un corpo estraneo. A detta del genitore si trattava di un verme. L’insegnante ha subito allertato i carabinieri per le verifiche del caso. A intervenire sono stati i Nas che ora indagano.
Certo, c'è un dettaglio non indifferente. Quel panino è stato mostrato due giorni dopo averlo ricevuto alla mensa e l'involucro era stato già aperto. Come si farà ora a dimostrare che il verme fosse li' già da prima? Il fatto è accaduto quasi in concomitanza con l'episodio di Trepuzzi nelle cui scuole erano stati consegnati i panini fatti con farina infestata di parassiti e pieni di insetti.
A far scattare l'allarme sono state proprio le insegnanti che accompagnavano gli alunni alla mensa scolastica. Sono partite, cosi', le indagini del Nas di Trepuzzi e Miggiano (un altro Comune nel Leccese). I carabinieri hanno denunciato due persone e sequestrato mille e seicentocinquanta chili di farina infestata.
Panino con i vermi, nuovo caso nel Salento
PRESI PER LE CORNA – I 49 FURBETTI DEL CARTELLINO INDAGATI IN SICILIA? TUTTO E' PARTITO DALLA SEGNALAZIONE DI UNA MOGLIE TRADITA DURANTE L’ORARIO DI LAVORO – UNDICI PERSONE SONO STATE ARRESTATE: ECCO COME RIUSCIVANO A MANIPOLARE IL SISTEMA DELLE PRESENZE – VIDEO
Alessandro Camilli per www.blitzquotidiano.it
Moglie gelosa aveva un rovello: e se il fedifrago mi mette le corna, quando lo fa? Il rovello a un certo punto si sposo' con un sospetto, meglio con una intuizione: il tempo per mettermi le corna lo trova durante l’orario di lavoro. Impossibile? Nulla di più facile. La signora e moglie gelosa conosce il mondo dove vive: l’Italia, la Pubblica Amministrazione, Palermo, gli uffici e i dipendenti della Regione. Nulla di più facile che il tempo del lavoro fosse in realtà il tempo di tutt’altro, corna comprese.
E cosi' la signora gelosa si rivolse alla Guardia di Finanza. Gelosa e vendicativa, la moglie tradita, non la Guardia di Finanza. Indagini, ma non c’era molto da indagare. Era evidente, si andava a colpo sicuro. Timbravano il cartellino e se ne andavano. A fare tutt’altro che lavorare. Sempre, d’abitudine. In tanti. E si aiutavano nell’impresa: se oggi non puoi o non ti va di prenderti il fastidio di timbrare e andartene, te lo timbro io e poi tu ricambi un altro giorno…
Gli indagati sono 49, agli arresti domiciliari sono in undici. Disponibili i soliti video con quelli che strisciano il cartellino e se ne vanno. Volti oscurati a norma…a norma di qualcosa che deve essere giusto ma che indica che c’è qualcosa di falso in questa storia, in queste storie. Qualcosa di falso oltre la falsa timbratura del badge, oltre il finto rispetto dell’orario di lavoro, oltre il finto lavoro.
Di storie e cronache dei cosiddetti furbetti del cartellino ne sono ormai pieni i telegiornali e i giornali, è quasi una rubrica fissa. Quante volte? Alle cronache decine e decine. Dove? Ovunque. Da quanto tempo? Da anni e anni. Quante indagini? Una caterva. Quanti scoperti? Centinaia e centinaia.
Eppure si continua per ogni dove della Pubblica Amministrazione. Si continua a far finta di lavorare, a rubare di fatto lo stipendio, a truccare la firma del cartellino, ad amputare se non azzerare l’orario di lavoro. Si continua perché se va male, se scoperti, se indagati niente meno che arresti domiciliari.
Durano un po’, poi passano. Dovrebbero essere una intollerabile vergogna civile, trascorrono tra la solidarietà più o meno espressa della comunità di lavoro e di quartiere, tra le frasi: una brava persona, una famiglia educata, non si rovina una famiglia per uno sbaglio…
Passati gli arresti domiciliari, più simili ad una vacanza forzata che ad una pena afflittiva, si paga sul luogo di lavoro la grave inadempienza, l’aver fatto finta di essere al lavoro, sistematicamente e in maniera organizzata? Insomma li licenziano? Solo sui giornali. Solo nei titoli dei giornali ci sono i licenziamenti. Nei titoli dei giornali e nelle dichiarazioni dei ministri competenti.
Nella realtà non li licenziano mai. In un anno di licenziamenti veri per chi truffava la Pubblica Amministrazione da dentro ce ne sono stati che non arrivano a dieci. Neanche dieci su centinaia e centinaia presi con le mani nella marmellata. Presi e ripresi dalle telecamere. A volto coperto, anzi pixellato dalle tv. Il che sarà anche omaggio alla privacy e sarà anche garanzia dovuta e attestata.
Pero' quel volto resi irriconoscibile annuncia che il furbetto del cartellino, una volta passato il momentaneo incidente dell’inchiesta, torna. Torna al posto di stipendio che occupava prima (parlare di posto di lavoro è parola grossa nel caso in specie) Torna, irriconoscibile tra gli altri. Torna tra gli altri.
Saranno le leggi dolci o la lenta applicazione di leggi non lasche…sarà la pigrizia prudente e in fondo complice della Pubblica Amministrazione (se lo licenzio mi fa causa e perché proprio io dirigente devo prendermi questa rogna..?)…sarà che alla fine tutti a dire onestà, onestà, in galera, in galera ma solo fino a che non riguarda il vicino, il parente, l’amico, il collega.
Sarà quel che sarà, anzi quel che è. Ed è che nella Pubblica Amministrazione se a lavorare non ci vai, se sei assenteista di vocazione e professione lo stipendio non lo perdi praticamente mai. L’unico che ti puo' mettere nei guai è un partner geloso, ma sono guai che passano. Garantito.
i furbetti del cartellino in sicilia? incastrati da un fedifrago: e' stata una moglie tradita a... - Cronache
Accoltella compagno di scuola:
choc a Caserta, fermato 14enne
Ha accoltellato il compagno di classe perché a suo dire importunava la ragazzina che gli piaceva. E' accaduto ieri ad Aversa, all'istituto tecnico Alessandro Volta, poco dopo la fine delle lezioni, mentre gli studenti scendevano le scale interne dirigendosi verso l'uscita. La polizia di Stato ha individuato l'aggressore solo dopo qualche ora, mentre era a bordo della sua minicar: con sé aveva ancora il coltello usato per ferire il coetaneo. Il magistrato della Procura dei minori di Napoli, vista la gravità della condotta, ha poi deciso di farlo portare all'istituto napoletano dei Colli Aminei con l'accusa di lesioni gravissime. Il 14enne rimasto ferito, seguito anche da un insegnante di sostegno, è stato invece accompagnato da un docente presso l'ospedale di Aversa, e poi trasferito al Cardarelli di Napoli in codice rosso.
https://www.ilmattino.it/caserta/cas...a-4146493.html
DR. JEKYLL E MR. DI SILVESTRO – LA STORIA DI GIUSEPPE DI SILVESTRO, IL 55ENNE SICILIANO CHE PER 15 ANNI E'RIUSCITO A VIVERE DUE VITE CONTEMPORANEAMENTE. ALLA FINE E'STATO BECCATO PER UNA CARTELLA ESATTORIALE ARRIVATA ALLA SUA VITTIMA – NON SOLO CON IL SECONDO NOME COLLEZIONAVA TRUFFE, MA SI ERA ANCHE SPOSATO, MENTRE LA PRIMA MOGLIE SI OCCUPAVA DI QUATTRO FIGLI
Pirandello, ovviamente. Tanto più che la storia si svolge in Sicilia. Solo che i sei personaggi l' autore l' avevano già trovato, anzi lui li interpretava tutti. Aveva «rubato» l' identità a un anziano in casa di cura e se ne serviva per collezionare reati di gravità variabile ma non sanguinosi, diciamo dalla truffa in giù, compreso pero', giusto per non farsi mancare nulla, anche la bigamia.
Doppia vita, in una scatola cinese di identità diverse, una Matrioska di personalità, una nessuna e centomila. E qui, ammettiamolo. Tecnicamente, è cronaca nera. Ma sono quei casi in cui diventa divertente (un po' meno per i truffati, magari) e finisce per suscitare una certa simpatia per il delinquente, se non altro per la fantasia.
Uno che per quindici anni è riuscito a vivere due vite contemporaneamente è a suo modo un genio, magari del male ma pur sempre genio. Al Gotha dell' ingegnosità pataccara nazionale, accanto a Toto' che vende la fontana di Trevi va quindi ascritto un nuovo nome, quello di Giuseppe Di Silvestro, 55 anni da Ramacca, paesone di 10 mila abitanti in provincia di Catania, famoso in Sicilia per i suoi prelibati carciofi e la relativa sagra.
Alla fine, è stato beccato nel più banale dei modi, il più temuto dagli italiani: una cartella esattoriale. Quella che è arrivata alla sua vittima, quella cui aveva vampirizzato l' identità, un invalido civile appunto di Ramacca ricoverato da anni in casa di cura. L' invalido ha trasecolato quando gli è arrivata una raccomandata che gli chiedeva 4 mila euro di multe non pagate e di contributi non versati sui «suoi» salari come operaio edile.
Muratore lui, impossibilitato perfino a camminare? Quando poi l' invalido ha fatto indagini in Municipio, ha scoperto di essersi anche sposato con un' ucraina. Marito a sua insaputa.
A questo punto sono entrati in scena i carabinieri. E hanno scoperto che in realtà di invalidi ce n' erano due: quello vero, nel suo ospizio a Ramacca, e quello falso, l' invece validissimo Di Silvestro, che da quindici anni aveva rubato l' identità all' altro. E se ne era servito per crearsi una esistenza parallela, fra Casale Monferrato, dove abita la sorella Anna, e Montefiore Conca, provincia di Rimini.
Sotto falso nome, Di Silvestro ha affittato casa e ha lavorato, ovviamente senza dichiarare un euro di tasse. Rimasto disoccupato, è riuscito perfino a intascare il sussidio (ancora un po', e sarebbe arrivato anche il reddito di cittadinanza).
Nel frattempo, poiché al cuore non si comanda nemmeno quando si diventa un altro, si era innamorato della solita fatale ucraina, Valentina Yuriina Dyptan e, da vero gentiluomo, l' aveva pure sposata. Peccato che una moglie l' avesse già, in Sicilia, e corredata pure di un poker di figli.
Insomma, Di Silvestro aveva un' identità duale. A ben pensarci, comodissima.
Tutti abbiamo sempre sognato di essere doppi (i più megalomani, anche trini) con una personalità di riserva cui affidare tutte le inevitabili sgradevolezze della vita, tipo pagare le tasse, ascoltare i talk con Di Maio o portare a spasso il cane quando piove. Ma nella realtà arriva poi la Procura della Repubblica (nel caso, quella di Caltagirone) a rovinare la festa. I tre, cioè Di Silvestro, la sorella e la «moglie» che viene dall' Est sono stati arrestati per una panoplia di reati che vanno dal furto d' identità alla sostituzione di persona, dalla truffa alla bigamia. Peccato solo che non esista quello di furto di vite altrui.
la storia del 55enne che per 15 anni ha vissuto con 2 identita' - beccato dalle cartelle esattoriali - Cronache
Vendono l'oro rubato nelle case:
a capo un napoletano, moglie e figli
Vende l'oro e i gioielli rubati nelle abitazioni una duplice associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e alla ricettazione degli oggetti preziosi proventi di furto: a capo del sodalizio un napoletano. Sono 33 le misure cautelari, di cui 24 custodie in carcere, e 44 gli indagati per 219 capi di imputazione: sono questi i numeri della maxi operazione «Oro Forte» eseguita Polizia di Lucca - coadiuvata dalle questure di Arezzo, Massa, Pisa e Firenze. Tra le forze impiegate numerose pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine e un'unità del Reparto Volo di Firenze.
Oltre a quaranta perquisizioni in diverse province del centro Italia, la Procura della Repubblica di Lucca ha disposto il sequestro preventivo di una gioielleria-compro oro situata a Viareggio e di immobili. Sequestrati numerosi conti correnti bancari da parte del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lucca.
L'operazione ha disarticolato due associazioni a delinquere. La prima, un sodalizio di giovani albanesi dediti ai furti in abitazione, consumati nelle province di Lucca, Massa e La Spezia, e alla ricettazione di preziosi: i ladri colpivano nelle abitazioni alla presenza delle vittime, tutte le notti, ad eccezione della domenica. Le indagini, avviate dagli uomini del Commissariato di Forte dei Marmi, hanno ricostruito 89 furti, il primo dei quali risalente ad agosto 2015.
Il sodalizio, durante i furti, puntava ai monili in oro potendo contare su un canale privilegiato per la monetizzazione: due compro oro della Versilia, entrambi riconducibili alla famiglia Fiorentino, da anni residente a Massarosa (Lucca). Nel prosieguo delle indagini, la sinergia investigativa tra gli uomini del Commissariato di Forte dei Marmi e la Squadra Mobile di Lucca ha fatto luce su una seconda e più articolata associazione a delinquere dedita alla ricettazione e al riciclaggio di chili e chili d'oro provento di furto, per un volume di affari di oltre 550 mila euro documentato in soli 9 mesi di indagine. A capo del sodalizio Gennaro Fiorentino, 55enne napoletano; con lui, la moglie Serena Cioni e i due figli, Matteo e Nunzio. Matteo Fiorentino, 30enne, un diploma da orafo, titolare della licenza del compro oro Orofino Gmt a Viareggio, in via Macchiavelli 74, coadiuvato dal delegato Alessandro Iselli, 50enne di Massa, su indicazione del padre Gennaro, acquistava l'oro da sinti e rom della Versilia, dediti in via pressoché esclusiva ai furti in abitazione. L'altro figlio, Nunzio Fiorentino, con le stesse modalità del fratello, gestiva a Pietrasanta (Lucca) il secondo compro oro della famiglia, l'Orofino Agf, in piazza Carducci, con licenza intestata alla fidanzata, che ora è indagata.
Il sodalizio, consapevole della provenienza illecita dei preziosi acquistati, immediatamente dopo l'acquisto, per renderli irriconoscibili, li sezionava e li schiacciava. L'oro era poi fuso in lingotti artigianali nella fonderia che Gennaro Fiorentino aveva allestito illegalmente nella stalla della propria abitazione, in via Delle Rose, a Massarosa. Per non destare sospetti e garantire un minimo di fatturato alle attività la famiglia Fiorentino e il loro delegato Iselli annotavano sul registro di pubblica sicurezza solo una parte dei monili in oro acquistati da sinti e rom - quelli più comuni e meno riconducibili all'attività delittuosa - registrandoli a nome di ignari clienti, dei cui documenti disponevano in ragione di precedenti acquisti. In altri casi si avvalevano di conoscenti compiacenti, a carico dei quali registravano cospicui quantitativi d'oro provento di furto, che i Fiorentino pagavano, fittiziamente, con assegni tratti sul conto corrente del negozio; il cliente compiacente, una volta incassato l'assegno, restituiva ai Fiorentino il denaro «ripulito» in cambio di un seguo compenso.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4135514.html
1. IL PM DELLA PROCURA DI LECCE, EMILIO ARNESANO, CHIEDEVA PRESTAZIONI SESSUALI PER GARANTIRE UN ESITO FAVOREVOLE DEI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI O LA PROMOZIONE AGLI ESAMI DI STATO PER DIVENTARE AVVOCATO. E RICEVEVA REGALI DI OGNI GENERE: BARCHE, BATTUTE DI CACCIA, SOGGIORNI IN LUOGHI DI LUSSO, VISITE MEDICHE E PURE SCATOLE DI VIAGRA...
2. AI DOMICILIARI E' FINITA ANCHE L’AVVOCATESSA BENEDETTA MARTINA CHE, IN CAMBIO DI SESSO CON ARNESANO, OTTENEVA PROVVEDIMENTI FAVOREVOLI AI SUOI ASSISTITI
3. L’AMICA “DI BELLA PRESENZA”, PISCINE ABUSIVE E LE INDAGINI CHE SI ALLARGANO PERCHE’…
Un pm chiedeva prestazioni sessuali per garantire un esito favorevole dei procedimenti giudiziari o la promozione agli esami di Stato per diventare avvocato. E riceveva regali di ogni genere: barche, battute di caccia, soggiorni in luoghi di lusso, corsie preferenziali per visite mediche per familiari e amici, pure «scatole di viagra» dice il gip.
E' lo spaccato che emerge dall' inchiesta della Procura di Potenza che ha portato all' arresto (in carcere) di Emilio Arnesano, pm della Procura di Lecce accusato di corruzione in atti giudiziari e abuso d' ufficio. In carcere è finito anche il dirigente dell' Asl di Lecce Carlo Siciliano. Ai domiciliari, invece, Ottavio Narracci, direttore generale dell' Asl, i due dirigenti Asl Giorgio Trianni e Giuseppe Rollo e l' avvocatessa Benedetta Martina.
Le indagini portate avanti dalla Guardia di finanza e iniziate dal dissequestro di una piscina abusiva nella villa di Trianni, sono durate 4 mesi durante i quali è emerso che il pm «del tutto privo di qualsiasi freno inibitorio, in modo continuo e irrefrenabile - scrive il gip di Potenza Amerigo Palma - si rendeva responsabile, a getto continuo, di molteplici episodi di corruzione o di abuso, prostituendo l' esercizio della sua funzione in cambio di incontri sessuali ed altri favori» perché era «inserito in un sistema ben collaudato di reciproco scambio di favori».
In questo contesto si inserisce la figura dell' avvocatessa Martina che, in cambio di prestazioni sessuali, avrebbe ottenuto che i processi a carico degli imputati che difendeva avessero una conclusione favorevole. Arnesano - stando alla ricostruzione della Procura - avrebbe anche aiutato una collega di Martina a superare gli orali all' esame da avvocato, sempre in cambio di sesso. «Ha chiesto alla sua interlocutrice (Martina, ndr ) se la candidata fosse di bella presenza. Martina assentiva alla richiesta - è scritto nelle carte - precisando che avrebbero iniziato gradualmente, ovvero con un caffè».
Ci sono infine le contestazioni ai dirigenti Asl: Arnesano sarebbe intervenuto, per quanto riguarda Narracci, per indirizzare favorevolmente un processo per peculato. Trianni, accusato di aver realizzato una piscina abusiva, riusci' a ottenerne il dissequestro. Da Siciliano, in cambio di altri favori, avrebbe ottenuto una barca di 12 metri (sequestrata) che pago' a un prezzo molto inferiore al suo valore. Per pilotare i procedimenti penali, secondo l' accusa, avrebbe usato «il consolidato metodo di sostituzione in udienza».
L'indagine rischia di allargarsi perché, secondo il gip, i procedimenti «emersi potrebbero non essere gli unici. E' opportuno estendere le indagini ai fascicoli ancora esistenti presso il suo ufficio per i quali vi sia il sospetto che siano stati usati come strumento per avere favori».
il pm della procura di lecce, emilio arnesano, chiedeva prestazioni sessuali per ... - Cronache


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


TUTTO IL RESTO E’ TRUFFA! L’INCREDIBILE STORIA DEL FINTO “CALIFANO”, L'AUTISTA ASSENTEISTA CHE ATAC NON RIESCE A CACCIARE: IL "CALIFFO DE’ NOANTRI" E’ STATO PIZZICATO PIU’ VOLTE A CANTARE IN FRASCHETTA AI CASTELLI MENTRE AL LAVORO RISULTAVA ASSENTE – “SE CANTO MENTRE NON STO BENE AL MASSIMO POSSO FAR MALE A ME STESSO. SE GUIDO METTO A RISCHIO ALTRI”, LA SUA DIFESA- MA ORA E’ STATO RINVIATO A GIUDIZIO PER TRUFFA
Finora l'ha sempre sfangata. Ma alla fine Ezio Capri, l'autista-cantante di Atac, l'emulo del Califfo pizzicato più volte a cantare Tutto il resto è noia nei night dei Castelli mentre al lavoro risultava assente, si è ritrovato davanti al primo cartellino rosso di piazzale Clodio. Rinvio a giudizio per truffa. Non è una condanna, ma un passo avanti verso l'accertamento di un reato che all'apparenza potrebbe apparire scontato: cantare nei locali notturni nei giorni di malattia, preferibilmente festivi, Capodanno e Feste della donna, è un raggiro? Finora aveva vinto Il Califfo. E le vittorie andavano avanti di pari passo su due fronti: contro la Procura, certa della contestazione, e contro l'Atac, pronta a sbarazzarsene.
Davanti a due proscioglimenti da parte di altrettanti gip, che avevano ritenuto le assenze per malattia compatibili con le comparsate notturne, e non una truffa alla municipalizzata dei trasporti, come Ezio Capri ha sempre sostenuto, si era bloccata anche la richiesta di licenziamento presentata da Atac. E cosi' Il Califfo de noantri, un paio di anni fa, era tornato alla guida dei bus, cambiando solo stazione. Solamente alla terza richiesta di spedire a processo l'autista canterino, e due ricorsi in Cassazione, il pm Erminio Amelio, nei giorni scorsi, ha vinto la battaglia, giuridica e giudiziaria, di portare l'emulo di Califano in aula per truffa.
Il processo si aprirà il 20 marzo. E l'Atac, che di pari passo con la procura aveva presentato altrettanti ricorsi in Cassazione contro i primi proscioglimenti, è già pronta a presentare il conto costituendosi parte civile. Non tanto per le cinque serate in cui Capri nel 2013 ha incassato stipendio di Atac e gettoni nei night, quanto per il danno all'immagine. Posizione che di recente si è aggravata con un altro sospetto sull'autista. Capri, diventato una piccola star, con tanto di apparizioni in tv come all'Arena di Giletti, è finito di nuovo sotto procedimento disciplinare e con una nuova segnalazione in Procura a carico. Il suo nome compare nell'elenco dei sette dipendenti denunciati dalla partecipata dei trasporti per la truffa dei pedaggi delle strisce blu. Insieme ai colleghi, secondo l'azienda, avrebbe intascato i proventi del parcheggio dove è stato trasferito, appena riottenuto il posto. Biglietti della sosta incassati cash dai clienti, dopo l'apertura manuale della sbarra, senza pero' annotare l'operazione nella contabilità dell'Atac.
Le sue giustificazioni su questo punto non sono note. L'autista canterino, assistito dall'avvocato Roberto Porcaro, ha sempre respinto le accuse di truffa per le assenze: «Solo qualche giorno di malattia in due anni di servizio - sostiene - Se canto mentre non sto bene al massimo posso far male a me stesso. Se guido metto a rischio altri». Due gip alla fine gli hanno dato ragione. «Nessuno ha contestato la falsità dei certificati medici - erano state le conclusioni - La partecipazione all'evento canoro è compatibile con la malattia. Il dipendente in malattia, al di là di specifici orari, è libero di allontanarsi da casa». Il pm Amelio, invece, aveva ribadito, ottenendo per due volte il parere favorevole della Cassazione, «come una colica addominale e l'ipertensione nervosa lamentati mal si conciliavano con le esibizioni in pubblico visto che determinano sicuramente stress psico fisico sconsigliato a un soggetto debilitato».
tutto il resto e? truffa! la storia del finto 'califano', l'autista assenteista dell?atac - Cronache
Benzinaio fa il pieno all'auto e scopre che è la sua: coppia denunciata per ricettazione
VOLLA - Benzinaio fa il pieno a un'auto poi si accorge che è proprio la sua, furto denunciato alcune settimane prima. Denunciati per ricettazione la coppia a bordo della Fiat 500.
La vicenda è accaduta in mattinata, all'interno di un distributore di benzina lungo via Lufrano; una coppia, a bordo di una Fiat 500 ha svoltato nell'area di servizio per fare benzina, l'operaio in servizio in quel momento nel fare il pieno si è accorto che la vettura era proprio la sua - dal riscontro della targa - il cui furto lo aveva denunciato alcune settimane precedenti ai carabinieri.
Visibilmente sorpresa la vittima ha chiesto spiegazioni alla coppia, che avrebbe raccontato di aver acquistato l'auto usata di recente. E' scoppiata una querelle tra i tre, discussione che non è passata inosservata ad una pattuglia dei carabinieri dell'aliquota radiomobile della compagnia di Torre del Greco che stava in quel momento transitando la zona sovente oggetto di rapine e furti; la coppia alla vista dei militari dell'arma si è subito data alla fuga a piedi nel tentativo di sfuggire ai controlli. Una fuga breve terminata dopo qualche centinaio di metri.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-4187511.html
Famiglia russa atterra a Napoli e viene scippata dei soldi e documenti
Brutta avventura per la giovane Svetlana Tokarevskikh e i suoi genitori, che lanciano un appello: “Non sappiamo cosa fare. Restituiteci almeno i passaporti”
Ignazio Riccio
Erano arrivati a Napoli convinti di trascorrere un Capodanno all’insegna del divertimento, della buona cucina e della cultura e, invece, dopo aver messo piede nella città partenopea sono stati scippati.
Brutta avventura per la giovane russa Svetlana Tokarevskikh che, insieme ai genitori, si è imbattuta in un gruppo di rapinatori senza scrupoli.
La donna, residente a San Pietroburgo con la famiglia, ha raccontato a Napoli Today l’accaduto, lanciando un accorato appello. “Oggi – ha affermato Svetlana – siamo arrivati a Napoli. Eravamo in una delle strade vicine alla stazione di piazza Garibaldi, quando qualcuno si è avvicinato a mia madre, rubandole la borsa. Al suo interno c'era tutta la nostra vita: i passaporti russi, i soldi, le chiavi della nostra casa in Russia, i biglietti per l'aereo, la carta di credito e il telefonino”.
La ragazza russa, spaesata, si è rivolta alle forze dell’ordine, chiedendo aiuto. “Mia madre sta molto male. Siamo a Napoli senza nulla e non sappiamo cosa fare. Abbiamo trascorso tutto il tempo in commissariato per denunciare l'accaduto. Aiutateci per favore. Speriamo almeno di recuperare i nostri documenti”.
Famiglia russa atterra a Napoli e viene scippata dei soldi e documenti
Il finto maresciallo telefona, il finto avvocato bussa al campanello: arrestato truffatore napoletano
I carabinieri del comando provinciale di Modena, e in particolare quelli della compagnia di Pavullo, hanno eseguito a Napoli un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 33enne, che il 12 aprile proprio nella cittadina modenese ha truffato una 83enne. Insieme a un complice, ha fatto credere alla vittima che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente stradale, richiedendo per il suo rilascio una cauzione di quattromila euro. La truffa era avvenuta con una telefonata di un finto maresciallo, poi un altrettanto finto avvocato si era presentato a casa della pensionata, impossessandosi di diversi monili in oro. Il gip del tribunale di Modena Eleonora Pirillo ha quindi emesso l'ordinanza di misura cautelare a seguito delle indagini coordinate dal pm Maria Angela Sighicelli, dove si sottolinea il pericolo che il 33enne possa commettere altri reati simili.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4209178.html
Napoli, i bagni dello stadio sono rotti: i distinti si trasformano in wc a cielo aperto
I distinti trasformati in un grande bagno pubblico. Questo quanto accaduto ieri sera allo stadio San Paolo, in seguito ad alcuni guasti ai servizi igienici. Le file – tra il primo ed il secondo tempo – sono diventate interminabili all’ingresso dei bagni ancora utilizzabili. La maggioranza dei wc pero' risultava rotta o fuori servizi per guasti e tubazioni occluse. Questo è stato sufficiente a trasformare l’intero settore in un enorme gabinetto a cielo aperto. Centinaia di tifosi hanno urinato sulle mura (come si vede nella foto realizzata da Napoli Village), vicino ai cancelli e sulle scale. Uno scempio ed un degrado che per pochi minuti ha trasformato l’impianto di Fuorigrotta in uno stadio da terzo mondo.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4199562.html
Avvocati, è ressa per le liste a Napoli. E in tribunale arriva la polizia
Notte di attesa all'esterno del Consiglio dell'ordine degli avvocati, c'è chi non ha dormito per presentare la candidatura della propria lista. Palazzo di giustizia, l'alba che non ti aspetti, con decine di avvocati che si ritrovano all'esterno di un ufficio chiuso. Apre alle nove, c'è chi pensa di piazzare un foglio di prenotazioni a mo' di ufficio postale d'altri tempi. Ed è il foglio che fa scattare la ressa, quando ormai la stanchezza prende il sopravvento. Sono le nove dell'ultimo sabato dell'anno, c'è chi protesta, la situazione sembra precipitare. Tocca al presidente in carica Maurizio Bianco chiamare la polizia. Arrivano gli agenti, calma ripristinata, anche se la querelle interna al mondo degli avvocati è ancora aperta.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...a-4199937.html
Falsi incidenti, scoperto il giro:
53 persone indagate nel Nolano
Avvisi di conclusione indagine sono stati notificati dalla Guardia di Finanza di Nola nei confronti di 53 persone tra le quali numerosi giudici di pace, avvocati e consulenti tecnici del Distretto giudiziario del Tribunale di Nola, in particolare nelle sezioni di Nola, Sant'Anastasia e Marigliano.
Si tratta di un'indagine diretta e coordinata dalla Procura di Roma che ha consentito di ricostruire un quadro indiziario connotato da una sistematicità di condotte di corruzione in atti giudiziari perpetrate in relazione a contenziosi civili riguardanti falsi incidenti stradali.
Le Fiamme Gialle nolane hanno ricostruito numerosi episodi corruttivi relativi a inesistenti sinistri stradali, i cui rispettivi giudizi sono stati alterati nel loro regolare svolgimento, determinando azioni risarcitorie per episodi di danneggiamento mai verificatisi o non riconducibili ai fatti denunciati. Le indagini hanno permesso di accertare illeciti indennizzi sentenziati dai giudici di pace coinvolti per un ammontare pari a oltre 120mila euro.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...o-4195158.html
Lecce, allarme delfino spiaggiato: "Carcassa sfilettata e venduta come tonno"
Allarme a Torre Rinalda, in provincia di Lecce, dopo che sulla spiaggia è stata trovata la carcassa sfilettata del cetaceo
Franco Grilli
La carcassa di un delfino è stata rinvenuta la mattina del 6 gennaio sulla spiaggia leccese di Torre Rinalda e l'indomani il corpo del cetaceo – ancor prima che intervenisse la capitaneria di porto potesse intervenire per rimuoverlo – è stato trovato sfilettato a dovere.
Il rischio, dunque, è che qualcuno possa venderlo in qualche pescheria locale – spacciandolo per tonno –, con conseguenti eventuali rischi per la salute degli ignari consumatori.
A denunciare il tutto Carlo Mignone, assessore all’Ambiente di Lecce: "La capitaneria di porto non è arrivata in tempo per la rimozione della carcassa e questa mattina del delfino spiaggiato rimaneva solo la testa mentre il resto del corpo del cetaceo era stato nottetempo sapientemente tagliato e portato via da sconosciuti, con tutta evidenza per essere mangiato. Orbene, non voglio entrare nel merito della tempestività o meno delle autorità che avrebbero dovuto provvedere alla rimozione del povero delfino, ma solo puntare il dito contro chi senza scrupoli confonderà’ con ogni probabilità, sapientemente “sfilettato”, la carne del delfino vendendola come carne di tonno. Questo delinquente senza scrupoli conoscerà il pericolo sanitario di questa “carne”, visto che i delfini al vertice della catena alimentare, sono “carichi” di elementi tossici, come ad esempio il mercurio, e quindi pericolosi per la salute umana".
E ancora: "Spero che chi di competenza vorrà sporgere denuncia contro ignoti, nel caso contrario provvedero' io stesso in tal senso tramite una delle associazioni di protezione animali presenti sul territorio. Quanto accaduto a Torre Rinalda costituisce un fatto gravissimo e inaccettabile, un gesto di violenza cosi' efferata da far gelare il sangue. Adesso spero che l’allarme sulle conseguenze per la salute umana del consumo di carne di Delfino perché “tossica” spinga la Capitaneria di Porto ad effettuare controlli a tappeto in tutte le pescherie della zona. Per la normativa italiana i delfini non possono in alcun modo essere pescati, uccisi, commercializzati e destinati al consumo alimentare perche’ gli esemplari presentano un alto rischio di contaminazione da sostanze xenobiotiche e parassiti, altamente pericolosi per la salute umana. Che disgusto e amarezza".
Lecce, allarme delfino spiaggiato: "Carcassa sfilettata e venduta come tonno"
Giugliano, rubano i soldi delle offerte per i poveri in chiesa
di Cristina Liguori
Rubati i soldi delle offerte nella parrocchia Sant’Anna a Giugliano. La chiesetta del centro storico antico della città è stata depredata della cassetta nella quale i fedeli depositavano il denaro per i più poveri. A lanciare la notizia è stato lo stesso parroco che ha pubblicato un post su Facebook pieno di rammarico per quanto accaduto. Ed è la seconda volta che accade. Lo scorso anno lo stesso giorno un ladro si introdusse nella parrocchia rubando il denaro.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4202437.html
Napoli, bimbo neomelodico canta in un video impugnando una pistola
Il brano è intitolato “Senza libertà” ed è dedicato, come dice il minore prima di iniziare a cantare, a una persona che è stata privata della libertà, probabilmente un carcerato
Ignazio Riccio
Prima di essere rimosso dall’autore ha superato le 120mila visualizzazioni, destando scalpore e disapprovazione, il video postato su Facebook da un bambino napoletano di 10 anni.
Nel filmato il minorenne intona una canzone neomelodica impugnando una pistola, forse vera, con la quale alla fine esplode un colpo.
Il brano neomelodico è intitolato “Senza libertà” ed è dedicato, come dice il bambino prima di iniziare a cantare, a una persona che è stata privata della liberta, probabilmente un carcerato. La canzone è di un noto cantante neomelodico partenopeo, che ha migliaia e migliaia di fan non solo in Campania. Il bimbo, subito dopo avere finito di cantare, spara un colpo in aria e si allontana.
Napoli, bimbo neomelodico canta in un video impugnando una pistola
Bufera sullo spot Conad: "Vergognoso e retrogrado"
La pubblicità racconta la storia di un ragazzo che deve emigrare al Nord per lavoro: la mamma gli prepara la valigia coi prodotti della sua cucina
Francesca Bernasconi
Un ragazzo che viene assunto al Nord e deve partire proprio il giorno di Natale, la mamma che nella valigia gli mette i prodotti tipici della sua cucina, ma lui toglie anche il caciocavallo perché "quello mi impuzzonisce tutte le camicie".
E alla fine, a risolvere la situazione ci pensa il papà, che regala al figlio una carta per fare la spesa. E' la storia pensata per lo spot natalizio di quest'anno della Conad.
La pubblicità, annunciata con grande entusiasmo dall'amministratore delegato Francesco Pugliese, nel corso di una conferenza stampa, è stato lanciato il 20 dicembre, proprio in occasione del periodo natalizio. Ma la reazione del pubblico è stata tutt'altro che positiva: le critiche sono arrivate a pioggia, tra chi sostiene che lo spot sia una"stucchevole retorica dell'emigrante meridionale" e chi lo riconosce carico di "pregiudizi sul Meridione".
Su Twitter, Facebook e Youtub si è scatenata la bufera social contro il video che rappresenta"un'Italia stereotipata dove vengono messi in luce tutti i peggiori luoghi comuni". Uno spot definito "retrogrado" e razzista:"Si parla tanto di razzismo, poi guardi la pubblicità della Conad e vedi i più beceri pregiudizi sui meridionali. Questi spot non aiutano a cancellare l'ignoranza e il pregiudizio di tanti settentrionali".
Bufera sullo spot Conad: "Vergognoso e retrogrado"
Bidelli campani assunti al Nord con falsi diplomi, via ai licenziamenti
di Gianluca Sollazzo
Falsi diplomi per lavorare nelle scuole del nord, scattano i primi licenziamenti e le prime revoche delle supplenze. Su quattro bidelli salernitani piomba lo stop agli incarichi. E c'è il primo licenziamento di un bidello nel Veneto per aver presentato una falsa dichiarazione sui titoli. Dopo il blocco con risoluzione dei contratti scatterà, da parte delle scuole, la denuncia alle Procure di competenza territoriale per dichiarazioni mendaci e presentazione titoli falsi.
E' quanto trapela da fonti dell'amministrazione scolastica campana e da scuole pubbliche e paritarie del Salernitano che, prima di Natale, sono state raggiunte da richieste di accertamento titoli partite da scuole delle regioni del centro-nord Italia. Intanto ai bidelli furbetti si affiancano i docenti con titolo di sostegno fantasma, cioè non regolare ed emesso da enti di formazione privati: nei guai almeno tre docenti con titolo di abilitazione non conforme o regolare emesso da due enti di formazione privati del Salernitano.
https://www.ilmattino.it/salerno/lic...d-4208084.html
Napoli, rapinano giovane turista sputandogli addosso: due arresti
Gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno arrestato Moreno Abbruzzese, 22enne originario di Torre del Greco e un cittadino algerino 44enne per i reati di rapina impropria, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. in concorso tra loro.
I poliziotti, poco dopo le 13.00 di ieri, transitando in Corso Umberto I, durante un mirato controllo di prevenzione dei reati predatori, hanno intercettato e arrestato i due uomini; un extracomunitario e un italiano che erano stati segnalati quali autori di rapine nei confronti d’ignari turisti, di volta in volta con singolari strategie dapprima distraendo la vittima di turno per poi impossessarsi, con violenza, del bene adocchiato.
Gli agenti hanno notato i due che avevano appena puntato una donna intenta a usare il suo cellulare; dopo un cenno d’intesa i due si sono messi all’opera: il 22enne, senza che l’ignara vittima se ne accorgesse, le sputava sulla spalla e contestualmente la toccava sulla spalla indicandole lo sputo per cui la turista distratta si girava verso di lui e mentre osservava la macchia, il 44enne cercava di strappargli il cellulare che aveva tra le mani.
La donna reagiva innescando una colluttazione con i due rapinatori. Il 22enne riusciva a impossessarsi del telefonino e unitamente al complice cercavano di dileguarsi a piedi in direzione della stazione centrale. La vittima inseguiva i due unitamente ai poliziotti che avevano assistito alla scena, riuscendo a raggiungerli e a bloccarli dopo una breve ma intensa colluttazione al termine della quale li arrestavano. Durante la fuga il 22enne lanciava il cellullare, appena rapinato sotto un’autovettura, dove poi è stato rinvenuto, recuperato e restituito alla giovane.
La donna è stata medicata presso un ospedale cittadino con una prognosi di sette giorni per un trauma contusivo alla spalla e al polso. I due sono stati condotti al carcere di Poggioreale.
https://www.ilmattino.it/napoli/cron...i-4200948.html
Falso medico in una struttura ospedaliera irpina: arrestata
Svolgeva la professione di medico presso una struttura ospedaliera della provincia di Avellino senza mai aver conseguito la laurea. Ma è stata scoperta e arrestata. Questa mattina i militari del comando provinciale di Avellino della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip di Avellino, Paolo Cassano, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica. Il falso medico, residente in provincia di Caserta, era riuscita ad iscriversi all'Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Avellino, producendo documentazione contraffatta, allo scopo di indurre in errore la commissione dell’ordine professionale. L’indagata aveva aderito anche ad un'associazione medica privata di Napoli e a svolgere la professione presso una casa di cura convenzionata con il Servizio sanitario nazionale.
https://www.ilmattino.it/avellino/fa...a-4180933.html
Rapina finita male, camionista ucciso per un carico di finocchi
di Nello Ferrigno
Un autotrasportatore di Nocera Inferiore è stato stato ucciso mentre stava consegnando un carico di finocchi al mercato ortofrutticolo di Molfetta in provincia di Bari. E' successo la scorsa notte sulla statale 16 all'altezza di San Ferdinando di Puglia, direzione Bari. L'uomo, Luigi Bruno Battipaglia, 48 anni, era a bordo del suo automezzo quando sarebbe stato avvicinato da un'auto a bordo della quale vi erano alcune persone che hanno sparato un colpo di fucile caricato a pallettoni probabilmente nel tentativo di rapina. Battipaglia è stato colpito in pieno volto. Per lui non c'è stato niente da fare. Le indagini sono affidate ai carabinieri che hanno ascoltato alcune persone per cercare di ricostruire la dinamica dell'accaduto.
https://www.ilmattino.it/salerno/noc...i-4172181.html
Castellammare: un flop la marcia anticamorra nel rione del falo' contro i pentiti
E' fallita la marcia anticamorra che era stata organizzata a Castellammare di Stabia al rione Savorito, dove la notte dell'Immacolata brucio' il falo' «anti pentiti». Non c'era quasi nessuno, tranne il sindaco Gaetano Cimmino, alcuni rappresentanti politici, giornalisti e forze dell'ordine con una massiccia presenza.
Al Savorito, dove nella notte dell'Immacolata un falo' brucio' un manichino mentre uno striscione auspicava che i pentiti fossero bruciati, solo indifferenza per l'iniziativa organizzata da Nino Di Maio, un cittadino che si batte per i diritti dei disabili. In piazza nemmeno i residenti. Qualcuno ha seguito il presidio dalle finestre: il raduno si è sciolto dopo qualche ora. Il corteo previsto non c'è stato più.
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NON SI STA PIU' TRANQUILLI NEMMENO AL CAMPO SANTO – LO SCANDALO DEL “FONDO ZEVOLA” A NAPOLI: DOVEVA ESSERE UN NUOVO CIMITERO, CON MIGLIAIA DI NUOVE FOSSE ALL’APERTO E UN NUOVO FORNO CREMATORIO – E' FINITA COSI', CON UN’ENORME DISCARICA A CIELO APERTO DOVE SPUNTANO OSSA E AMIANTO – LA VIDEO INCHIESTA DE “LA STAMPA”
Santa Maria del Pianto, quartiere Poggioreale, Napoli. E' il principale cimitero della città e uno dei più estesi d’Europa. Qui sono sepolti il filosofo Benedetto Croce, il primo presidente della Repubblica Enrico De Nicola, Toto'. Ma il cimitero di Poggioreale ha anche un lato oscuro. E' il Fondo Zevola.
Nel 2006 il Comune delibero' un progetto da 14 milioni di euro per realizzare migliaia di fosse all’aperto, un forno crematorio cittadino e restaurare vecchie opere. Oggi appare cosi'. Una giungla in piena città. Negli Anni 90, prima che approvassero il progetto, la zona era una enorme discarica di rifiuti speciali cimiteriali.
Basta scavare di qualche centimetro per trovare stracci di indumenti in cui erano avvolte salme ormai senza nome, pezzi di legno, materiale di risulta, persino amianto. Prima di far nascere questo nuovo cimitero, il terreno su cui sorge non è stato bonificato, anche se andava fatto. Tre milioni di euro sono stati spesi per nulla.
Ma questo non è l’unico scandalo del cimitero di Poggioreale. Nei sotterranei di Palazzo Ferdinando, 500 fosse sono state realizzate e mai condonate. Sono state costruite di dimensioni più piccole rispetto alla norma: le bare non riescono ad entrarci. Due feretri, posti l’uno di fronte all’altro come da progetto, non possono essere interrati: manca lo spazio.
Costo dell’opera: 230 mila euro. C’è chi è stato sepolto e forse dimenticato. Come sono state dimenticate queste ossa di defunti. Lo smaltimento delle ossa umane è un altro problema. In una vecchia sala, adibita in passato a obitorio, sono ammassate in sacchi e vecchie bare. E pare che nessuno pensi più neppure a loro.
amianto, tombe e scheletri abbandonati: ecco com'e' ridotto il fondo zevola al cimitero di napoli - Cronache