Ma infatti è meglio se ve la cantate e ve la suonate tra di voi, poveri cristi.


Ma infatti è meglio se ve la cantate e ve la suonate tra di voi, poveri cristi.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)


In realtà l'Italia pre Ciampi, ma diciamo la Prima Repubblica, era un paese estremamente libertario, ma stavo per dire addirittura agorista, dove uno stato sociale poderoso si associava comunque alla notevole libertà del lavoro in nero.
Certo a discapito del capitalismo più rognoso e radical-chic, che invocando "regole e trasparenza" mirava a concentrare i profitti nelle mani di minoranze "illuminate" (quelle le cui pretese pedagogiche dovrebbero stare antipatiche anche e soprattutto agli anarcocapitalisti o libertarians che dir si voglia) scavalcando l'indubbio nesso tra partiti di massa e benessere diffuso.
Ovviamente gli inevitabili punti critici di questo equilibrio furono abilmente sfruttati.
Ultima modifica di amerigodumini; 21-09-13 alle 19:28


Monsieur vogliamo ragionare un po' anche se sono una mente semplice, guardiamo agli anni del boom, gli anni più regolamentati dici te: allora non c'era lo statuto dei lavoratori, non c'era il SSN, non c'erano regolamenti edilizi e quelli che c'erano erano aggirati a suon di mazzette e condoni, le tasse non solo erano basse ma anche evase (l'ige non la pagava nessuno). Mi spieghi dov'era tutto questo socialismo e welfare?
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Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.




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Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.


Monsieur stavolta non si sbaglia anche se temo non si accorga del fatto che più che una questione di regole in quanto tali era in gioco un principio pratico di temperanza sostanziale che comunque considerato nella sua nuda sostanza farebbe a botte con la sua ingenua visione formalistico-legalitaria delle cose.


Gli anni più regolamentati a livello globale e finanziario, intendo. E' evidente che se ricostruisci dal nulla cresce il PIL, statuto dei lavoratori e SSN o meno. Vuoi abolire i regolamenti edilizi? Ti pare ci sia un po' di carenza di cemento? E' questa la via della crescita? Via giù, sembrerà ridicolo anche a te, che sei moderato e intelligente.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)




certamente ma interessa vedere come nel complesso siano andate le cose prima durante e dopo il boom.
gli anni 70 per esempio sono un misto di reindustrializzazione, occupazione di massa e crisi intesa come passaggio e nel caso di specie come passaggio a forme di iniziativa privata.
al nord nascono su quella spinta le piccole imprese fondate spesso da operai il cui know how è nato da esperienze di fabbrica.
al sud, sempre con processi di industrializzazione anche problematici (tipo italsider) il lavoro nero e il contrabbando sono tollerati e comportano e incarnano un benessere e una funzione di ammortizzazione sociale altrimenti assai problematica.
e sono gli anni del boom del welfare.
Ultima modifica di amerigodumini; 21-09-13 alle 19:45


Sono gli anni del boom del welfare per la crescente pressione sociale e politica e per la sinistrizzazione della dialettica politica. Ma più che del welfare, sono anni di spesa clientelare e improduttiva, diretta dai partiti di governo per mantenere il loro potere.
Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)