La guerra non è bella, ma, estremizzando, a un certo punto: o me o loro.


La guerra non è bella, ma, estremizzando, a un certo punto: o me o loro.






La nota stonata di quest'ultimo Fini è la concezione della guerra come evento catastrofico necessario o utile per far riscoprire ai sopravvissuti i piaceri esistenziali della vita bucolica. Tant'è che, in assenza, si accontenta di una vera crisi economica.
Potremmo aggiungerci anche una pestilenza a questo punto.
La guerra non è più atto utile o necessario collettivamente o individualmente; ma, solo, evento da subire sperando che, sopravvivendo si superi - quasi divinamente - l'attuale concezione della vita e si instauri una società "migliore".
A sto punto, se posso scegliere, mi ritiro direttamente in campagna.











