Siamo d'accordo su questo punto.
L'Italianità è un concetto molto più relativo di quello che i "camerati unitari" vorrebbero credere.
L'"italianità" imposta 150 anni fà è un'Italianità che NON è quella romana/imperiale (della cui tradizione vorrebbero ammantarsi idealmente i classici nazionalisti italiani sin dall'unità d'Italia).
L"Italianità" imposta 150 anni fa venne dal Regno Sabaudo.
Uno spirito nato negli spazi "padani" (qualcuno potrebbe dire), alla base dell'unità politica del 1861.
Lo stato italianio unitario (che sopravvive tutt'oggi) è stato creato da NON-italiani, se vogliamo condensare in poche parole lunghissimi discorsi. Una terribile sintesi per i più patriottici forse.
Siccome non sono un etnonazionalista e credo che un emblema debba rappresentare la storia del Paese, non degli ultimi (infausti - salvo il ventennio fascista) 150 anni, credo che l'aquila romana e la croce, siano molto più significativi di tre colori massonici. Ricapitolando, la mia Patria non è nata nel 1861, così come ad esempio, i russi hanno eliminato la bandiera sovietica per ripristinare l'emblema imperiale.
Questo è il pezzo più duro da accettare amico. Ora segui il mio di ragionamento (tienti forte).
Ricapitoliamo bene : ogni invasore quando unifica uno stato (che siano i mancesi in Cina o i Mogul in India o quello che vuoi), e pertanto creano una nuova nazione, si affrettano a consolidare la conquista. E' un passaggio fondamentale per rendere stabile la nuova entità statale. Queso avviene in molti modi, ma soprattutto con l'assetto organizzativo e la.............cultura (seguimi).
Che significa "cultura" ? Significa che il dominatore che ha unificato il proprio stato NON potendo mantenere lo stats quo con la forza (altrimenti sarebbe uno stato di conflitto continuo) , deve allora ottenere forme di consenso da parte delle popolazioni conquistate. Maggiore è il consenso che riesce ad ottenere.....maggiore sarà l'accettazione dello status quo delle cose da parte dei sudditi appena acquisiti. Bisogna fare in modo che essi non si sentano "dominati" bensì cittadini fedeli al proprio stato.
Il dominatore pertanto, deve puntare a rieducare le genti appena conquistate : uniformare la lingua, le istituzioni, le leggi, etc. etc........insomma deve farli sentire come se fossero TUTTI un'unico popolo (altrimenti ci sarbbero continue spinte separatiste da parte di gente che non si sente parte del nuovo stato).
Chiaramente però.......per essere sicuri fino in fondo, bisogna fare ancora un altro passo : bisogna fare in modo che questà nuova unità diventi una vera e propria identità. Un'identità profonda e sentita. Soprattutto un'identità che sia in grado di trascendere il contesto stesso in cui si è verificata l'unità : qualcosa di talmente ben costruito da acquisire vita propria.
Questo è un passaggio psicosociologio di cruciale importanza : per far sì che tutti quanti i neo-sudditi credano profondamente nell'identità nazionale appena formatasi.........è necessario che costoro credano che essa esistesse anche PRIMA dell'evento unitario in sè (che in sè non è altro che un mero atto politico) ; è necessario che si induca nella coscienza collettiva l'idea che la "patria" in fondo è sempre esistita.
.............in questo modo se uno studente dispettoso dice all'insegnante :"Signora maestra, ma il nostro paese si è unito solo per via di un'invasione militare......" allora la buona maestra risponderà :"No Pierino, devi sapere che questo paese godeva di una unità culturale e spirituale da molto prima che fosse unificata.......l'unificazione ha reso legale ciò che era GIA' culturalmente. Unito....."
La morale è semplice : l'invasore che unifica il nuovo stato si fa in quattro perchè i suoi intellettuali elaborino una nuova cultura unitaria che si adatti allo stato in questione ; una cultura profonda, un sofisticato e possente edificio concettuale che si regga su numerose branche disciplinari adeguatamente interpretate ed adattate (nei limiti del possibile) allo scopo ; i punti a sostegno dell'unità vengono esaltati e sottolineati. I punti che remano contro l'unità vengono ignorati, o minimizzati o addirittura travisati. La finalità del tutto è convincere il neo-suddito che l'unità che si ritrova davanti agli occhi è pienamente giustificata e in linea con un inevitabile cursus storico (definito anche "destino" dai più mistici), che avrebbe portato al risultato presente.
Insomma : la costruzione ideologica (di ampio respiro) è finalizzata a creare una coscienza collettiva il più possibile propensa ad accettare il fatto compiuto. E' a questo che si riduce tutto : elaborare una costruzione profonda (con riferimenti storici che vengono da un passato lontanissmo) con tanto di alone mistico, per un fine abbastanza materiale : far accettare ai neo-sudditi il fatto compiuto.
Soprattutto......FAR DIMENTICARE ai neo-sudditi che il fatto compiuto (l'unità) è avvenuto per via di un'azione militare (invasione).
Da questo punto di vista la MASSIMA vittoria morale che l'invasore può ottenere, è sentir dire dai neo-sudditi :" Beh, l'invasione non ha significato nulla : noi eravamo uniti anche PRIMA che l'unità politica avvenisse. L'unità c'è sempre stata. Anzi : l'invasione è stata un bene, in quanto ha formalizzato ciò che era già presente da sempre........e se c' stato qualche morto, vuol dire che era necessario....."
Ci siamo fin quì Ioseb ?
Ora.....prendendo il caso italiano : i vertici risorgimentali CHIARAMENTE hanno giustificato l'invasione/annessione piemontese sotto il più alto profilo morale, affermando che l'unità d'ITALIA c'è SEMPRE stata. E che in un qualche modo era destinata ad avvenire (Modo facile di giustificare ciò che si fa : dire che in ogni caso sarebbe avvenuto comunque. Come se ammazzasi qualcuno e poi dicessi "Beh, tanto era destinato a morire". Solo che lo sto dicendo io).
Dato che l'Italia non era più unita da quasi 15 secoli (un tempo assi più lungo che non l'impero romano stesso)....sono dovuti ritornare all'età ANTICA. E basare su di essa il fondamento spirituale dello stato appena fatto. Fondamenti di quasi 2 millenni prima !..............cosa che tra l'altro (come il fascismo mostrerà dopo) si adattava pure alle più mistiche e sognanti forme di propaganda ed identificazione. Rifarsi al passato romano per coprire le proprie miserie di uno stato che non esisteva.
Eppur hanno convinto tutti. Hanno convinto che un'Italia c'è sempre stata. I vertici risorgimentali sabaudi sono riusciti nell'impresa di rieducare gli italiani (che nemmeno parlavano l'Italiano) portandoli a credere che la conquista militare appena fatta fosse la semplice formalizzazione di qualcosa di antico. QUESTO è quello che volevano far credere. E vi sono riusciti.
Instillando questo nella coscienza collettiva.......hanno consacrato la loro conquista evitando il rischioche gli invasi neo-sudditi potessero maturare identità alternative con l'idea di ribellarsi un giorno.
E ora io QUI' ti chiedo (scusa lo stile "Matrix") : sei sicuro di te stesso ? TU dici di odiare la costruzione massonica che ha fatto l'Italia del tricolore. Dici di amare invece l'Italia più antica , vera fonte della tua identità. Ma caro ragazzo.........sei SICURO che questo tuo attaccamento ad una fantomatica (scusa la rudezza) Italia antica "dell'aquila e della croce" non sia anch'esso un sentimento accuratamente costruito (per mezzo di un elevatissimo lavoro di interpretazione storica) dello stato Sabaudo/massonico, al fine di tenere attaccati a sè anche tutti coloro abbastanza intelligenti da accorgersi che l'Italia unita del tricolore E' effetivamente una creazione Sabaudo/massonica ? Col risultato di farli combattere comunque al suo fianco, portandoli a dire "No ! Noi non combattiamo per l'Italia Sabaudo/massonica, ma per un'altra ! Quella dell'Aquile e della croce !".
In questo modo.......si configura il più grande PARADOSSO di tutti i tempi : LORO (l'Italia Massonico/Sabauda), si servono comunque di te ; convicendoti che non lo stai facendo "per loro", ma per qualcosa di più grade (........solo che l'idea di questo "qualcosa di più grande" sono stati proprio LORO ad inculcartela !) Capisci cosa voglio dire ?
......non è forse QUESTO tuo modo di pensare, la massima vittoria delle costruzioni ideologiche post-risorgimentali massoniche/sabaude ?





..............cosa che tra l'altro (come il fascismo mostrerà dopo) si adattava pure alle più mistiche e sognanti forme di propaganda ed identificazione. Rifarsi al passato romano per coprire le proprie miserie di uno stato che non esisteva.
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