



"Siamo invasi da vili mercanti, da un popolo senza storia.. con la loro cultura e le armi, han distrutto la nostra europa"


Dipende: il meccanismo di formazione delle entità politiche che inglobano 'costituzioni' e 'soggetti' più piccoli, non è mai (quasi mai) incruento. Per cui può apparire senz'altro ingiusto a coloro che subiscano questa dinamica aggregatrice come vittime passive. Ovviamente esistono delle sfumature, per cui si può dare un grado maggiore o minore di conservazione delle identità che si fondono in tale 'progetto politico più ampio'; questo è un altro parametro di valutazione della "giustezza" di queste operazioni (probabilmente è questo, quello a cui alludi tu).
Per me il grado di 'giustezza' è da valutare a posteriori, in base al concreto successo storico di tali formazioni.
Molto probabilmente si può schematizzare così (le obiezioni - con riferimento storico allegato - sono benvenute): maggiore è l'eterogeneità etnica o religiosa dell'organismo politico costituito, maggiore sarà il livello di conflittualità e dunque di violenza necessaria a creare le condizioni per il costituirsi di una legalità riconosciuta e per il pieno dispiegarsi dell'autorità.


"Siamo invasi da vili mercanti, da un popolo senza storia.. con la loro cultura e le armi, han distrutto la nostra europa"


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Quanta carne al fuoco, la Patria, questa sconosciuta.
Vengono citati l'impero romano, il rinascimento, la cristianità, il risorgimento, ma qualcuno che si ponga la domanda cosa abbiano a che fare l'Italia e gli italioti moderni con quei grandi periodi passati nessuno se la pone.
Cosa ha a che fare l'italietta americanizzata e mondializzata con l'impero romano? Boh?
Cosa hanno a che fare gli italioti innamorati del Superenalotto e del Grande Fratello con il rinascimento? Boh?
Cosa hanno a che fare i giovani e le giovani italiote dedite ad alcol e sesso sfrenato con la cristianità? Boh?
Cosa hanno a che fare gli italioti contemporanei con tutto il glorioso passato della Penisola? Boh?
L'Italia è esistita come Patria e come Nazione unicamente nel ventennio fascista. Prima (dal 1861) e dopo è solamente un merdaio.
Sarà anche la vostra patria, la mia è dove brilla lo spirito della Tradizione, dove è il richiamo del Sangue e della Razza, dove è puro il mito degli Eroi!
Lì è la mia Patria!


Questo è uno de dilemmi ultimi del "nazionalismo italiano".
Sono ANNI che ascolto certi discorsi senza mai rispondere, perchè le risposte sarebbero troppo vaste per esprimere il dovuto.
Ogni volta che si parla di nazionalismo Italiano e di Italia.............si ocmincia tirar fuori l'Impero romano.......la cristianià..........il rinascimento........i comuni ( a turno).
E' una cosa che sfiora la follia collettiva. C'è gente che basa l'identità nazionale su QUESTE cose.
Tutti gli eventi storici sopracitati sono (per carità), parte della storia mondiale. Fenomeni unici e irripetibili ne loro genere. Solo che non hanno (ad un analisi rigorosa) nessuna attinenza obbligatoria con l'identità nazinale.
NON esiste da nessuna parte al mondo che l'Identità nazionale si basi su un qualcosa avvenuto MIGLIAIA di anni orsono !
La continua ripresa dell''impero romano da parte dei nazionalisti "classici" (cosa che obbliga per reazione difensiva l'analogorecupero dei Celti da parte avversaria) è una follia. Come sel'Egitto attuale basasse la propria identità sull'Egitto dei faraoni. Ma vi rendete conto ?
L'impero romano è stato un evento storico di 2000 anni orsono. Tutto l'occidente europeo ne è stato coinvolto in misura variabile. Ha lasciato tracce indelebili nella cultura di una decina di nazioni diverse. Detto questo..........non può essere la base (nemmeno mistica, perchè anche al misticismo si deve dare un limite. Tenere a mente questa regola....), di alcuna idea nazionale moderna. Come può certa gente non capire ? No si può misticamente fondere la storia moderna con quella antica.
Ora mi rivolgo proprio a tutti ("unitari", "eretici" etc.) : alcuni sanno che studio per diventare ricercatore, altri no. Altri ancora non ci credono (fatti loro). Non sta a me fare un trattato di metodoogia della ricerca storica ed interpretazione delle fonti, ma lasciate che vi dica UNA cosa sola : la storia è fatta di cesure : è uno dei criteri più cruciali (benchè imperfetti) per periodizzare ed organizzare una successione di eventi su un arco di tempo che copre secoli e millenni.
Queste cesure per quanto imprecise (tagliare con l'accetta non si può), rappresentano comunque degli SPARTIACQUE cronologici. Ogni età dell'uomo è a sè stante è non può essere confusa con le altre : ci sono è veo delle linee di continuità, ma esse convivono con grandi elementi di cesura, che rendono impossibile alla lunga alcuna analisi comparativa. NON si può paragonare (nemmeno indirettamente) un'entità storica con un'altra che è esistita 10 secoli prima. Soprattutto non si può fare questa operazione quando di mezzo ci sono state MOLTE "sotto-cesure" costituite da invasioni straniere, modifiche istituzionli , territoriali, religiose e culturali tali da annebbiare ogni elemento di continuità precedente.
Ora.......i costituenti dello stto italiano hanno dovuto riprendere l'Impero romano perchè non avevano niente altro sottomano per giustificare un'Italia unita. Essi sapevano che l'Italia NON aveva una storia unitaria. Da MAI. Ergo, si sono serviti arbitrariament di un qualcosa di antichissimo (l'età romana) per giustificare qualcosa di modernissimo (la neo-unità). Questo significa (con tutto il rispetto per chi SENTE queste cose......stiracchiare all'inverosimile il senso stesso della storia.
Ragazzi, tentiamo almeno di capire COSA si intenda per "storia nazionale" (seguitemi TUTTI)
: si intende "storia nazionale" l'insieme di vicissitudini storiche che una determinata entità istituzionale unitaria (republicana o monarchica che sia in teoria), vive nel corso del tempo. La nazione come entità legale ha una sua storia specifica che può essere narrata a parte rispetto alla storia generale degli eventi che avvengono in quel determinato spazio geografico. La Francia ad esempio........ha una storia nazionale che comincia con Carlo Magno : uno "stato francese unitario" può partire (diciamo) dalla notte di natale dell'800 D.C. ; questo stato unitario ha affrontato nel corso degli oltre 1000 anni successivi ogni sorta di intemperie (guerre politiche eresie religiose etc.) che un segmento di umanità può sopportare in uno spazio cronologico di oltre 1000 anni. L'ha fatto in maniera unitaria : con soluzione di continuità. La nazione francese è sempre esistita seguendo una line di continuità ininterrotta tale da resistere a molte delle "sotto-cesure" che ho citato in precedenza.
Attenzione : non sto parlando della Francia. Sto parlando della nazione francese
E l'Italia ? Comparativamente la "storia nazionale italiana" ha 150 anni . Vale a dire dall'unificazione territoriale da cui nasce un'entità politico-istituzionale unitaria. Solo da quel momento.
A questo punto "GIO'91" potrebbe partire con una retrospettiva rapida di decine di avvenimenti storici piccoli, grandi e grandissimi che avrebbero caratterizzato la storia d'Italia ben PRIMA del 1861 (andando indietro di 1000 anni). Ma tutti questi fatti ed avvenimenti.........NON costituiscono una "storia nazionale" (nel senso corretto della definizione in questione) : sono semplicemente eventi (per quanto di enorme portata) della storia generale susseguitasi nella penisola. Si tratta di eventi storici che NON sono stati affrontati da un'etità politico-istituzionale unitaria.......ma da ogni regno esistente nella penisola a modo suo.
Ergo : l'Italia ha una storia ? CERTAMENTE. Ma non una storia unitaria. non una storia nazionale. L'Italia come nazione ha solo 150 anni e non di più. Gli eventi precedenti......sono eventi di storia non-nazionale (vale a dire eventi accaduti in Italia, la quale però NON era una nazione quanto un semplice spazio geografico). La differenza è enorme.
Perchè l'equivoco allora ? Semplice : perchè i vertici risorgimentali, non avendo una "storia nazionale" da far studiare sui banchi di scuola, diedero spazio a cose come l'impero romano (!) ed inoltre..........ripresero TUTTA la storia italiana dalla caduta dell'Impero in poi (dal 476 d.c. al 1861) e la elevarono a "storia nazionale" come se fossero vicende accadute ad una sola entità. In altre parole........la storia d'Italia (che non era una "storia nazionale" quanto una storia di eventi su uno spazo geografico) venne trattata sui libri come se fosse una "storia nazionale". Eslatando tutti i tratti che potssero sembrare accomunanti.
Questo è il grado più alto di manipolazione storiografica che si possa credere (e non uso la parola manipolazione a cuor leggero come molti leghisti fanno. La uso da ricercatore di storia)
concludo con un piccolo quadro comparativo pr chi non avesse capito (e poi dire che le mie idee sono confuse).
Storia di Francia : migliaia di anni. Storia della nazione francese : 1200 anni
Storia di Spagna : migliaia di anni. Storia della nazione spagnola : 520 anni
Storia d'Italia : migliaia di anni. Storia della nazione italiana : 150 anni.