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Discussione: E ora...?

  1. #21
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    Predefinito Re: E ora...?

    Posso ecco in questa storia di taticismo politico che fine avrebbe?

    Perdonami il pragmatismo tradotto in soldoni qual'è il fine,dire "o che cattivo politico".

    "O che cattivo politico" dunque? La disocupazione è comunque in crescita,"o che cattivo politico" le imprese stanno chiudendo comunque,"o che cattivo politico" l'anziono stà mendicando al supermercato,"o che cattivo politico" i giovani stanno comunque emigrando ecc.

    Risposta A "alla forca", Risposta B "nuovi politici" poi inerentemente al nuovo.. "O che cattivo politico" dunque?Risposta A alla forca B Nuovo politico...+infinito.

    "Nuovo politico o che cattivo politico, sono tutti uguali" risultato paralisi di tutta la nazione:disocupazione giovanile al 40%.

    Mi sfugge la storia dell'eterno ritorno.
    Ultima modifica di Sun Tzu; 07-10-13 alle 16:31
    Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio.(Sun Tzu)

    La guerra è l'essenza dell'economia,l'economia è l'essenza della guerra.


  2. #22
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    Predefinito Re: E ora...?

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    Sai, è che se metti in secondo piano la riforma della giustizia quelli ti arrestano anche il prossimo lider.
    Poi ne nomini un'altro e ti arrestano anche quello e così via.
    Quindi o riformiamo la giustizia o decentralizziamo e gli diciamo " adesso arrestateci tutti " .
    La riforma della giustizia bisogna essere in tanti a volerla.
    La sinistra non ci sta a farla ,visto che é una sua creatura questo sistema di giustizia e il PDL non ha la forza numerica per poterla fare.

  3. #23
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    Predefinito Re: E ora...?

    Citazione Originariamente Scritto da Sun Tzu Visualizza Messaggio
    Posso ecco in questa storia di taticismo politico che fine avrebbe?

    Perdonami il pragmatismo tradotto in soldoni qual'è il fine,dire "o che cattivo politico".

    "O che cattivo politico" dunque? La disocupazione è comunque in crescita,"o che cattivo politico" le imprese stanno chiudendo comunque,"o che cattivo politico" l'anziono stà mendicando al supermercato,"o che cattivo politico" i giovani stanno comunque emigrando ecc.

    Risposta A "alla forca", Risposta B "nuovi politici" poi inerentemente al nuovo.. "O che cattivo politico" dunque?Risposta A alla forca B Nuovo politico...+infinito.

    "Nuovo politico o che cattivo politico, sono tutti uguali" risultato paralisi di tutta la nazione:disocupazione giovanile al 40%.

    Mi sfugge la storia dell'eterno ritorno.
    Il buon politico? Come lo si sceglie? La gente ha la capacità di valutare chi sia un buon politico?

    La gente, coloro che vanno a votare mica sanno scegliersi un politico valido;
    prendi i sinistri in 20 anni ne hanno cambiato almeno venti di politici.
    Quale il migliore?

  4. #24
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    Predefinito Re: E ora...?

    Citazione Originariamente Scritto da Perseo Visualizza Messaggio
    A me piacerebbe che il capo assoluto fosse la base votante, ma capisco l'illusione.
    Ma nel PDL/FI la base votante non ha mai e dico mai contato una sega, è sempre stato un partito leaderistico, prima di ieri nemmeno i parlamentari contavano figuriamoci. Dovresti diventare piddino, almeno lì la base votante conta qualcosa

    Ma poi, Qassim, forse te lo avevo già detto. Dici che Berlusconi è stato succube della UE, è discutibile, ma mettiamo che sia vero.
    E allora ?

    Sciogliamo il partito e diventiamo tutti Montiani perchè Silvio ha fatto questo o quello ?
    Per me il fatto che la UE abbia avuto influenza sull'Italia non è un fatto grave, rispondevo solo a qualcuno che elogiava silvio contro il prono alfano quando invece sono stati abbastanza proni tutti e due. Però non troppo, il che è una disgrazia per certi versi visto che le ricette della UE prese da un gruppo di tecnici impersonali sono molto migliori per uscire dalla crisi di quelle inventate dal populista Berlusconi e dal suo saltimbanco Brunetta che è stato capace di dire che la restituzione dell'IMU avrebbe ingenerato crescita economica e la ripartenza del settore immobiliare. E' ridicolo. La critica più forte che si deve fare a Berlusconi è di essere stato capace di vincere le elezioni ma non di governare con efficienza, di aver fatto impennare corruzione e malaffare, di aver portato mafiosi a fare i ministri, di aver legiferato pensando ai suoi interessi personali.

    Però capisco il dramma di chi, privo di Silvio, si ritrova quei buffoni di Alfano e della sua cricca democrista. E' che la classe dirigente del pdl è incredibilmente mediocre ed è mediocre perché con un leader assoluto come B chi era capace non poteva salire, avrebbe rischiato di mettere in ombra il capo. Se Alfano c'è riuscito è solo perché Silvio è stato piegato dalla vecchiaia e dalle inchieste. Una destra sana andrebbe rigenerata, poi bisogna vedere come la intendi te, ma se davvero Monti assorbisse i voti pdl non sarebbe poi così male, anche se dubito perché chi vota qualcuno perché gli toglie l'imu o perché se Berlusconi è ricco arricchisce pure me non può capire un'offerta politica più sofisticata, al massimo gli imprenditori possono cambiare bandiera, come hanno fatto d'altronde. Chi credeva nel Berlusconi leader efficiente e/o liberalconservatore e ha incredibilmente continuato a crederci fino al 2008 l'ha piantato alle ultime elezioni e sono stati sei milioni. Gli altri sono probabilmente irrecuperabili e voteranno tutti i populisti deleteri che spunteranno dopo Berlusconi (e già Grillo è un grosso candidato).
    "la Le Pen col 40% avrà incassato una grande vittoria" (Candido)


  5. #25
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    Predefinito Re: E ora...?

    Se la conclusione è " e ora votate Monti " non avrai molto successo, come non lo avrà Alfano.

    Se per destra si intende la BCE, le privatizzazioni e la perdita della sovranità nazionale ho idea che di votanti di destra nel PdL ce ne siano pochi. Ed è proprio questo il dramma; una classe dirigente fatta di politici professionisti di destra democristobancaria che ha speso i voti di gente che voleva tutt'altro.
    Ultima modifica di Perseo; 07-10-13 alle 18:57
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  6. #26
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    Predefinito Re: E ora...?

    Citazione Originariamente Scritto da Sun Tzu Visualizza Messaggio
    Perchè non esiste l'U.E e i tedeschi fanno i propri interessi,il fatto che hanno studiato non dovrebbe portare:

    1)A non farli emigrare proprio altrimenti sarebbe come dire che l'italia è totalmente incapace di creare un futuro ai propri figli,il che è inamissibile e intollerabile.
    2)A fare i "lustrascarpe",perchè non ci siano illusioni,ciascuno nella propria nazione fa i propri interessi prima di quello degli altri.
    3)Onestamente significa dichiarato fallimento e incapacità di saper generare lavoro.
    4)Sai che nel 900 fra i migliori fisici nucleari c'erano quelli italiani ,e che si è avuta la grotesca capacità di essere incapaci di sfruttare il loro genio solo per retorica.

    Tutti sono arrabiati chi più chi meno,ma questa rabbia deve tradirsi in orgoglio per costruire qualcosa non in una critica solo e costantemente al politico e basta ,non in resa.Quante persone vedi che distruggendo stanno costruendo,e quando mai secondo te qualcuno che ha sol odistrutto a poi portato un benessere maggiore per tutti?
    continuo a non condiviere il tuo modo o pensare

    a parte il fatto che nessuno è profeta in patria e che molto spesso (si puo' dire sempre) uno che non è guardato manco di striscio in Italia fa successo all'estero

    a parte che tedeschi, francesi e altri popoli non sono dei beceri razzisti pieni di pregiudizi e che se un italiano di nuova generazione, coi suoi diplomi sbarca in Germania, Francia ec, non sarà guardato con sufficienza ma anzi molto spesso consierato un valore aggiunto e una persona motivata

    A parte che non si possono bruciare le generazioni di giovani qualificati in attesa di una ripresa che in Italia non c'è e ifficilmente ci sarà a breve termine, quindi la scelta dell'emigrazione è una giusta scelta di chi non vuole attendere magari 20 anni per avere una situazione di lavoro stabile e un tetto sotto cui vivere

    Secondo me hai viaggiato pochissimo fuori dall'Italia e vedi gli altri europei come negrieri con la frusta in mano pronti a sfruttare i "poveri" italiani, come nei film degli anni 60

  7. #27
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    Predefinito Re: E ora...?

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    continuo a non condiviere il tuo modo o pensare

    a parte il fatto che nessuno è profeta in patria e che molto spesso (si puo' dire sempre) uno che non è guardato manco di striscio in Italia fa successo all'estero


    a parte che tedeschi, francesi e altri popoli non sono dei beceri razzisti pieni di pregiudizi e che se un italiano di nuova generazione, coi suoi diplomi sbarca in Germania, Francia ec, non sarà guardato con sufficienza ma anzi molto spesso consierato un valore aggiunto e una persona motivata

    A parte che non si possono bruciare le generazioni di giovani qualificati in attesa di una ripresa che in Italia non c'è e ifficilmente ci sarà a breve termine, quindi la scelta dell'emigrazione è una giusta scelta di chi non vuole attendere magari 20 anni per avere una situazione di lavoro stabile e un tetto sotto cui vivere

    Secondo me hai viaggiato pochissimo fuori dall'Italia e vedi gli altri europei come negrieri con la frusta in mano pronti a sfruttare i "poveri" italiani, come nei film degli anni 60
    a parte il fatto che nessuno è profeta in patria e che molto spesso (si puo' dire sempre) uno che non è guardato manco di striscio in Italia fa successo all'estero
    Lascerei stare la precisa affermazione pseudo/evangelica per le quale in inerenza alla tematica del "lavoro in Italia o estero" non trovo nesso.In particolare non mi dice nulla su come incrementare la mia produtività aziendale tagliare i C.V o trovare nuove fette di mercato in grado di farmi assumere di più.

    Sono altamente perplesso che la soluzione da proporre ai disocupati italiani sia quella di dirli "emigra",non è che qui entri in seno un discorso libertario o socialista,il problema è alla domanda,appurati i problemi nel mondo del lavoro che indubbiamente sussistono,quali sono strumenti progetti risorse per risolvere il problema?Mi richiamo allora più che a una sorta di lamentela continua,a trasformare questa lamentela in idee per risolvere il problema constatato,non a perseguitare a constatarlo all'infinito.

    Che dice se al parlamento anziche studiare nuovi modi su come aiutare l'economia,le imprese,e i vari settori in inerenza al termine:La risposta fosse una legge che incentiva all'emigrazione all'estero.Significherebbe nelle sue co-implicazioni logiche

    1) la Costituzione stessa viene violata dalla fondamenta.In particolare il 1 art suonerebbe così: "L'italia è una Reppublica democratica fondata sull'emigrazione."
    2)Lo Stato Italiano non avrebbe ragion d'essere insieme a tutta la politica.


    Emigrare significa trovare un posto di lavoro all'estero,ciò significa PERDERE introiti sia per lo Stato Italiano a beneficio di quello dove è emigrato sotto forma di tasse,ciò implica avere meno risorse per far ripartire l'economia e i settori produttivi.Ciò non implica che il giovane che emigra è condannabile,implica che chi è preposto-inclusa la colletività- ha generare posti di lavoro qua non è stato capace;il che non si traduce in un al rogo i tedeschi francesi come da lei affermato non da me implicato.

    Come si trovano nuove soluzioni per generare posto di lavoro?
    Lei pensa che la risposta possibile sia "emigrando",ma si emigra solo quando in loco la soluzione non c'è, ergo non c'è implicazione con la domanda "come si creano posti di lavoro o che progetti per il lavoro?" tali che possano consentirmi di non farli emigrare. Perchè a parere suo gli italiani all'estero sono tutti allegri,felici, e senza problemi,trovo sia quantomeno discutibile,e dubito fortemente che anche un giovane laureato faccia rientrare tra le sue possibilità primarie quella di emigrare all'estero qualora si riuscisse a fare una politica del lavoro coerente e congruente,quindi se tra i suoi progetti ci sono quello di emigrare ci sono solo perchè qui non esiste una politica del lavoro coerente,con la quale tale giovane difficilmente sarebbe emigrato. Perchè se sono allegri,felici e senza problemi avrebbero preferito comunque trovare un posto di lavoro in italia?Il che non coimplica che stò affermando che sono negrieri in tal senso è fallace avermi attribuito una affermazione che non è implicativa all'asserto,stò affermando che quando un ricercatore italiano va all'estero non è che viene assunto per una sorta di pietismo lo si fà perchè l'economia di quella nazione ha interesse a sfruttarlo come risorsa,non perchè sono buono cattivo o più pietista,ma perchè ha delle potenziali doti che possono apportare più benessere alla MIA colletività non alla TUA società Italiana.

    2)In secondo luogo ho forse detto che francesi,tedeschi ecc sono pieni di pregiudizi?No quindi non la metterei su un'affermazione che ha frainteso e che in ogni caso non ho fatto.Ho detto infatti che intollerabile è inamissibile che la soluzione razionale rispetto al problema "generare posti di lavoro "sia quella di emigrare,in quanto la domanda e la risposta sono logicamente contraddittorie in proiezione dei doveri delle istituzioni.Ho affermato precisamente:

    "Nella propria nazione ciascuno fa i propri interessi"

    Che non è che una estrapolazione della teoria economica di Nash.

    3)Ho fatto l' Erasmus in Svezia.La ripresa non esisterà infatti mai se la soluzione è quella di emigrare o dire tanto emigrano.Come fa a esserci una ripresa qui in italia se si incentiva l'emigrazione all'estero.Infatti per non BRUCIARLI bisogna creare prospettive per le quali possano lavorare qua e contribuire anche loro a una ripresa produttiva,in modo tale che siano poste le basi per non emigrare.

    4)Non sarà guardato con suficenza ma non è che li esista il paradiso,non è che anche li non viga la legge "prima i miei dopo i tuoi". Chieda alla Germania di aiutare l'italia a gestire gli emigrati a Lampedusa,sicuramente (è ironica saranno ben disposti).

    Spero quindi avrà chiaro quanto stò affermando.
    Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio.(Sun Tzu)

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  8. #28
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    Predefinito Re: E ora...?

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Il buon politico? Come lo si sceglie? La gente ha la capacità di valutare chi sia un buon politico?

    La gente, coloro che vanno a votare mica sanno scegliersi un politico valido;
    prendi i sinistri in 20 anni ne hanno cambiato almeno venti di politici.
    Quale il migliore?
    Allora anzitutto proverò a rispondere:

    1)In teoria degli insiemi parole come grande,buono,cattivo,alto,basso devono essere condivise nella loro definizione o travarne una più reale possibile,in particolare "buono" equivale a un'incognita,quindi la domanda è come si deffinisce la boantà in inerenza a un generico politico.

    Quindi per dare una risposta coerente che tuttavia visto l'agettivo non lo sarà mai, bisogna sapere quale sia una coerente deffinizione di buono o di bontà, per le persone maggiormente condivisa.Buono per deffinizione implica onesto,giusto,virtuoso a loro volta da deffinire.

    Una persone è buona se è onesta un politico è un buon politico se è onesto dal punto di vista etico.L'onestà è un comportamento ligio al dovere,ed è un dovere di qualsiasi politico realizzare il benessere della colletività la quale lo ha chiamato,non è populismo è una missione.Questo non implichera mai una perfezione utopica,una persona può anche sbagliarsi anche onestamente,può incontrare dificolta,ma il cruccio che mi sembra di constatare è che tale onesta non dipenda dalle parole,vaghe e sfuggenti ma besni dai fatti.L'onesta quindi non è una definizione,non è un fatto,è un'aspirazione non un possesso.Un politico che non solo parla ma realizza concretamente, quanto esprime è un buonpolitico.Non può pensare solo a qui e ora,deve ricavare dai problemi soluzioni,e trovate le soluzione riportarle nella realtà.

    Il marketing personale durà fin quando può poi cade.Le persone non si lamentano del politico o del non politico su quanto è buono e cattivo a priori,ma su quello che ha realizzato per il bene per la colletività e per quello che non ha realizzato rispetto ai sui obiettivi

    Ci sono molti che nella politica fanno solo una piccola escursione, come dilettanti, ed altri che la considerano e tale è per loro, come un accessorio di secondarissima importanza. Ma per me, fin da ragazzo, era la mia carriera, la mia missione.


    Non esiste uno migliore in assoluto,esiste quello migliore per un dato compito.Quindi migliore su quale inerenza?

    Tuttavia i citadini non possono pensare che basti un politico o un gruppo di politici per fare una nazione,come se esso fosse un rimando che togli a me ogni responsabilità ( certamente minori rispetto al compito dell'istituzione),Una nazione è una società nemmeno un politico può fare molto da solo avesse pure tutta la buona volontà di questo mondo.

    Non sono di Sinistra per sentenziare sulle singole persone andando a fare la solita retorica ad hominem,inq questo senso non applico lo stesso moralismo,usando le classiche locuzioni da dialetica eristica retorica dell'altra parte,eletoralmente frutuosa come quella usata da grillo ma logicamente inusisssistente e troppo sepesso disonesta.

    Logicamente in questo senso:

    http://www.eugenioiorio.it/wiki2.0/i...um_ad_hominem/
    http://www.eugenioiorio.it/wiki2.0/i...nem_tu_quoque/
    http://www.eugenioiorio.it/wiki2.0/i...am_ad_hominem/
    http://www.eugenioiorio.it/wiki2.0/i...em_ingiurioso/
    http://www.eugenioiorio.it/wiki2.0/i...%B4avversario/

    Quindi manco della retorica tipicamente grillina e tipicamente dell'area di estrema sinistra,trovo disonesta la retorica ad hominem su chiunque.
    Ultima modifica di Sun Tzu; 08-10-13 alle 14:17
    Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio.(Sun Tzu)

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  9. #29
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    Predefinito Re: E ora...?

    Citazione Originariamente Scritto da Sun Tzu Visualizza Messaggio
    Lascerei stare la precisa affermazione pseudo/evangelica per le quale in inerenza alla tematica del "lavoro in Italia o estero" non trovo nesso.In particolare non mi dice nulla su come incrementare la mia produtività aziendale tagliare i C.V o trovare nuove fette di mercato in grado di farmi assumere di più.

    Sono altamente perplesso che la soluzione da proporre ai disocupati italiani sia quella di dirli "emigra",non è che qui entri in seno un discorso libertario o socialista,il problema è alla domanda,appurati i problemi nel mondo del lavoro che indubbiamente sussistono,quali sono strumenti progetti risorse per risolvere il problema?Mi richiamo allora più che a una sorta di lamentela continua,a trasformare questa lamentela in idee per risolvere il problema constatato,non a perseguitare a constatarlo all'infinito.

    Che dice se al parlamento anziche studiare nuovi modi su come aiutare l'economia,le imprese,e i vari settori in inerenza al termine:La risposta fosse una legge che incentiva all'emigrazione all'estero.Significherebbe nelle sue co-implicazioni logiche

    1) la Costituzione stessa viene violata dalla fondamenta.In particolare il 1 art suonerebbe così: "L'italia è una Reppublica democratica fondata sull'emigrazione."
    2)Lo Stato Italiano non avrebbe ragion d'essere insieme a tutta la politica.


    Emigrare significa trovare un posto di lavoro all'estero,ciò significa PERDERE introiti sia per lo Stato Italiano a beneficio di quello dove è emigrato sotto forma di tasse,ciò implica avere meno risorse per far ripartire l'economia e i settori produttivi.Ciò non implica che il giovane che emigra è condannabile,implica che chi è preposto-inclusa la colletività- ha generare posti di lavoro qua non è stato capace;il che non si traduce in un al rogo i tedeschi francesi come da lei affermato non da me implicato.

    Come si trovano nuove soluzioni per generare posto di lavoro?
    Lei pensa che la risposta possibile sia "emigrando",ma si emigra solo quando in loco la soluzione non c'è, ergo non c'è implicazione con la domanda "come si creano posti di lavoro o che progetti per il lavoro?" tali che possano consentirmi di non farli emigrare. Perchè a parere suo gli italiani all'estero sono tutti allegri,felici, e senza problemi,trovo sia quantomeno discutibile,e dubito fortemente che anche un giovane laureato faccia rientrare tra le sue possibilità primarie quella di emigrare all'estero qualora si riuscisse a fare una politica del lavoro coerente e congruente,quindi se tra i suoi progetti ci sono quello di emigrare ci sono solo perchè qui non esiste una politica del lavoro coerente,con la quale tale giovane difficilmente sarebbe emigrato. Perchè se sono allegri,felici e senza problemi avrebbero preferito comunque trovare un posto di lavoro in italia?Il che non coimplica che stò affermando che sono negrieri in tal senso è fallace avermi attribuito una affermazione che non è implicativa all'asserto,stò affermando che quando un ricercatore italiano va all'estero non è che viene assunto per una sorta di pietismo lo si fà perchè l'economia di quella nazione ha interesse a sfruttarlo come risorsa,non perchè sono buono cattivo o più pietista,ma perchè ha delle potenziali doti che possono apportare più benessere alla MIA colletività non alla TUA società Italiana.

    2)In secondo luogo ho forse detto che francesi,tedeschi ecc sono pieni di pregiudizi?No quindi non la metterei su un'affermazione che ha frainteso e che in ogni caso non ho fatto.Ho detto infatti che intollerabile è inamissibile che la soluzione razionale rispetto al problema "generare posti di lavoro "sia quella di emigrare,in quanto la domanda e la risposta sono logicamente contraddittorie in proiezione dei doveri delle istituzioni.Ho affermato precisamente:

    "Nella propria nazione ciascuno fa i propri interessi"

    Che non è che una estrapolazione della teoria economica di Nash.

    3)Ho fatto l' Erasmus in Svezia.La ripresa non esisterà infatti mai se la soluzione è quella di emigrare o dire tanto emigrano.Come fa a esserci una ripresa qui in italia se si incentiva l'emigrazione all'estero.Infatti per non BRUCIARLI bisogna creare prospettive per le quali possano lavorare qua e contribuire anche loro a una ripresa produttiva,in modo tale che siano poste le basi per non emigrare.

    4)Non sarà guardato con suficenza ma non è che li esista il paradiso,non è che anche li non viga la legge "prima i miei dopo i tuoi". Chieda alla Germania di aiutare l'italia a gestire gli emigrati a Lampedusa,sicuramente (è ironica saranno ben disposti).

    Spero quindi avrà chiaro quanto stò affermando.
    ma tu li vedi i vari programmi Report e Presa Diretta dove il miglior ricercatore deve rinunciare a presentarsi al concorso per far posto al figlio del rettore, e dove nelle università sembra di stare a parentopoli, con padri, figli, mogli, cognati e cugini?

    ma tu conosci certe situazioni in Italia soprattutto al sud dove ancora oggi bisogna pagare il Don Ciccio locale per ottenere un lavoro, oppure entrare in una logica perversa di raccomandazioni?

    Io oggi in queste situazioni non ci sto e preferisco emigrare all'estero.

    Quando la situazione migliorerà e l'Italia sarà uscita dal suo torpore fatto di omertà e di privilegiati se ne potrà riparlare ma per ora che devono fare i giovani se non emigrare?

    Che mi importa se la Germania o la Francia sfruttano gli emigrati italiani, io non mi pongo domande di strategia politico-economica ma solo:

    " coi salari che ricevo all'estero riesco ad avere una vita decente che non avrei in Italia?"
    " qui all'estero riesco a ottenere un mutuo che le banche italiane mi negano e quindi a comprarmi una casa?"
    "qui all'estero riesco ad avere una situazione che mi permette a guardare al futuro con fiducia?"

    Se la risposta è SI io non esiterei un'attimo ( e infatti vivo all'estero e non me ne pento, anche se penso all'Italia ogni minuto della mia giornata)

    Poi ovviamente se un giorno ci saranno le condizioni, tornerei con grandissimo piacere in Italia, nel frattempo ci vengo a spendere i soldi delle vacanze ed esigo sempre lo scontrino quando vado in bar o ritoranti, meccanici, alberghi ecc
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 08-10-13 alle 14:28

  10. #30
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    Predefinito Re: E ora...?

    Vedo che hai fatto giustamente molto per te stesso,ma chi invece rimane per consentire a te di ritornare non può ragionare alla stessa maniera.Quindi dico anche che io che le possibilità le ho non perchè siamo tutti raccomandati ma perchè me lo sono costruite,onestamente non è afatto vero che tutti i ricercatori italiani che ricoprano un posto di lavoro siano tutti raccomandati,i raccomandati sono una minoranza che trovi ovunque.Temo che prima di chiedere un qualsiasi mutuo bisogni avere un lavoro,posso chiederti come hai fatto a pensare che una banca ti concedesse il mutuo se dici che non c'era un lavoro?Il futuro ho imparato ha costruirmelo da solo non a delegarlo sempre e solo a altri.

    ma tu li vedi i vari programmi Report e Presa Diretta dove il miglior ricercatore deve rinunciare a presentarsi al concorso per far posto al figlio del rettore, e dove nelle università sembra di stare a parentopoli, con padri, figli, mogli, cognati e cugini?

    Lo so ma un singolo caso non fa la somma tutte le università italiane.

    E quindi non ti dispiacerà se mi ripendo la mia nazione e lo consiglio a tutti igiovani.

    Certo infatti l'italia non è report o presa diretta.
    Ultima modifica di Sun Tzu; 08-10-13 alle 15:06
    Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio.(Sun Tzu)

    La guerra è l'essenza dell'economia,l'economia è l'essenza della guerra.


 

 
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