



non c'e' nessun imperativo divino che affermi le cose enunciate da San Paolo da te riportate
per favore, non confondere San Paolo col Padreterno
il sillogismo di San Paolo e' , appunto, di San Paolo
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Ultima modifica di Anthos; 16-11-13 alle 22:07


dai , di che ti lamenti.. non e' il martirio- come e' stato detto- la piu' grande ambizione di un cristiano?
allora perche' lamentarsi delle persecuzioni se queste fanno guadagnare punti per l'aldila'?
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Questa frase dimostra la tua ignoranza, nel senso etimologico del termine.
Infatti le Sacre Scritture sono divinamente ispirate e quanto detto da San Paolo in quel passo è "parola di Dio".
Chi afferma il contrario non è e non può essere cattolico né tanto meno cristiano, giacché nessun cristiano può dirsi ed essere veramente tale senza essere e dirsi cattolico.
Ultima modifica di Giò; 16-11-13 alle 22:09
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


irrispettosa perche'?
non sta scritto in nessuna pagina del Vangelo che la storia dei cristiani sarebbe stata una marcia trionfale , tutto rose e fiori
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Ultima modifica di Anthos; 16-11-13 alle 22:11


come no... sei tu a deciderlo ?
quella e' parola di San Paolo
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Ultima modifica di Anthos; 16-11-13 alle 22:12


Evita di prendermi per il naso, per cortesia. Hai scritto una cosa offensiva verso i cattolici, sostenendo che "non devono lamentarsi" delle ingiustizie del mondo, adducendo come pretesto la consapevolezza delle difficoltà che l'affermazione della Fede ha incontrato e incontra. La Fede cristiana è affermazione della Verità e pertanto nessun "lamento", nessuna accusa, nessuna denuncia di ciò che contrasta con la Verità va risparmiata. Sempre che si voglia essere buoni cattolici.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


"Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)


Non lo decido, ma è 'oggettivamente' così.
Ce lo ricordano autorevolmente i decreti e le dichiarazioni del Concilio Ecumenico Tridentino.
SESSIONE IV (8 aprile 1546)
Primo decreto: Si ricevono i libri sacri e le tradizioni apostoliche.
Il sacrosanto, ecumenico e generale concilio tridentino, legittimamente riunito nello Spirito santo, sotto la presidenza dei medesimi tre legati della sede apostolica, ha sempre presente che, tolti di mezzo gli errori, si conservi nella chiesa la stessa purezza del Vangelo, quel Vangelo che, promesso un tempo attraverso i profeti nelle scritture sante, il signore nostro Gesù Cristo, figlio di Dio, prima promulgò con la sua bocca, poi comandò che venisse predicato ad ogni creatura per mezzo dei suoi apostoli, quale fonte di ogni verità salvifica e della disciplina dei costumi.
E poiché il sinodo sa che questa verità e disciplina è contenuta nei libri scritti e nelle tradizioni non scritte - che raccolte dagli apostoli dalla bocca dello stesso Cristo e dagli stessi apostoli, sotto l’ispirazione dello Spirito santo, tramandate quasi di mano in mano, sono giunte fino a noi, — seguendo l’esempio dei padri ortodossi, con uguale pietà e pari riverenza accoglie e venera tutti i libri, sia dell’antico che del nuovo Testamento, - Dio, infatti, è autore dell’uno e dell’altro ed anche le tradizioni stesse, che riguardano la fede e i costumi, poiché le ritiene dettate dallo stesso Cristo oralmente o dallo Spirito santo, e conservate con successione continua nella chiesa cattolica.
E perché nessuno possa dubitare quali siano i libri accettati dallo stesso sinodo come sacri, esso ha creduto opportuno aggiungere a questo decreto l’elenco.
Dell’antico Testamento: i cinque di Mosè, e cioè: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio; Giosuè, Giudici, Ruth; i quattro dei Re; i due dei Paralipomeni; il primo e il secondo di Esdra (che è detto di Neemia); Tobia, Giuditta, Ester, Giobbe; i Salmi di David; i Proverbi, l’Ecclesiaste, il Cantico dei cantici, la Sapienza, l’Ecclesiastico, Isaia, Geremia con Baruch, Ezechiele, Daniele; i dodici Profeti minori, cioè: Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia; i due dei Maccabei, primo e secondo.
Del nuovo Testamento: i quattro Evangeli: secondo Matteo, Marco, Luca, Giovanni; gli Atti degli apostoli, scritti dall’evangelista Luca; le quattordici Lettere dell’Apostolo Paolo: ai Romani, due ai Corinti, ai Galati, agli Efesini, ai Filippesi, ai Colossesi, due ai Tessalonicesi, due a Timoteo, a Tito, a Filemone, agli Ebrei; due dell’apostolo Pietro, tre dell’apostolo Giovanni, una dell’apostolo Giacomo, una dell’apostolo Giuda, e l’Apocalisse dell’apostolo Giovanni.
Se qualcuno, poi, non accetterà come sacri e canonici questi libri, interi con tutte le loro parti, come si è soliti leggerli nella chiesa cattolica e come si trovano nell’edizione antica della volgata latina e disprezzerà consapevolmente le predette tradizioni, sia anatema.
Sappiano quindi tutti, con quali argomenti lo stesso sinodo, posto il fondamento della confessione della fede, procederà, e soprattutto di quali testimonianze e difese si servirà nel confermare gli insegnamenti e nel riformare i costumi nella chiesa.
Fonte: Trento
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).