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  1. #31
    Fede speranza amore
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    Predefinito Re: ma di che si lamentano?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    no, Paolo era anche lui un uomo del suo tempo
    Il Magistero, invece, è prodotto anche del nostro tempo. Sei cattolico? allora ti riconosci negli insegnamenti magisteriali. Non lo sei? allora togli il disturbo e la smetti di fare il cialtrone!
    Ultima modifica di AgnusDei; 17-11-13 alle 16:09
    "Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)

  2. #32
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    Predefinito ma di che si lamentano?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    No un corno.
    Questo è quello che insegna la dottrina.
    Se sostieni il contrario non sei cattolico.
    Punto.
    E non perché lo dico io.
    la fede e' in Gesu' Cristo , non in San Paolo
    giusto per mettere le cose in chiaro contro derive che col cristanesimo nulla hanno a che fare
    Anche perche' , con tutto il rispetto, non si capisce donde derivi questo status particolare di Paolo rispetto ad altri , che gli son succeduti e che pure hanno affermato di aver avuto rivelazioni dirette da Nostro Signore.
    L'immagine dei rapporti tra gli sposi che Paolo aveva davanti a sé, era quella del suo tempo, con la posizione di inferiorità di solito assegnata dal mondo antico alla donna. Proprio allora, cominciava appena a farsi strada una valutazione diversa della donna, che almeno nei principi la equiparava all'uomo. Nel pensiero di Gesù le cose si presentavano chiare: già dal tempo della creazione uomo e donna sono perfettamente uguali nella loro essenza e nel loro valore; ma il suo insegnamento non era ancora penetrato nella vita pratica al tempo degli apostoli.
    Paolo raccomanda al marito di “amare” la propria moglie (e questo ci sta bene), ma poi raccomanda alla moglie di essere “sottomessa” al marito e questo, in una società fortemente (e giustamente) consapevole della parità dei sessi, sembra inaccettabile. Infatti è vero. Su questo punto san Paolo è, in parte almeno, condizionato dalla mentalità del suo tempo. Tuttavia la soluzione non sta nell'eliminare dai rapporta tra marito e moglie la parola “sottomissione”, ma semmai nel renderla reciproca, come reciproco deve essere anche l'amore. In altre parole, non solo il marito deve amare la moglie, ma anche la moglie il marito; non solo la moglie deve essere sottomessa al marito, ma anche il marito alla moglie. Amore reciproco e sottomissione reciproca. Ma, a guardare bene, è proprio l'esortazione con cui comincia il nostro testo: “Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo”. La sottomissione non è allora che un aspetto e un'esigenza dell'amore

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    Ultima modifica di Anthos; 17-11-13 alle 22:05

  3. #33
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    Predefinito ma di che si lamentano?

    http://www.amicidomenicani.it/leggi_...te.php?id=1145
    mi aspetto che consideriate eretici i domenicani e non solo loro


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  4. #34
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    Predefinito Re: ma di che si lamentano?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    la fede e' in Gesu' Cristo , non in San Paolo
    La Fede è in Gesù Cristo ed è quindi la Fede cattolica. San Paolo espone la dottrina della Fede e della morale cattolica. Quindi chi non si riconosce nelle parole di San Paolo non è cattolico.

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    giusto per mettere le cose in chiaro contro derive che col cristanesimo nulla hanno a che fare
    Non hai chiarito nulla, anzi, sei ricorso ad un sofisma per eludere il fatto che quel che dice San Paolo fa parte della Divina Rivelazione e del messaggio cristiano.

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    Anche perche' , con tutto il rispetto, non si capisce donde derivi questo status particolare di Paolo rispetto ad altri , che gli son succeduti e che pure hanno affermato di aver avuto rivelazioni dirette da Nostro Signore.
    San Paolo era l'Apostolo delle Genti ed è stato l'autore di diverse lettere che fanno parte delle Sacre Scritture, che, come ho avuto modo di ricordare, fanno parte della Divina Rivelazione. Pertanto, la predicazione di San Paolo è parte integrante del "depositum Fidei", che ci è stato trasmesso infallibilmente dal Magistero della Chiesa Cattolica e dei Papi.

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    L'immagine dei rapporti tra gli sposi che Paolo aveva davanti a sé, era quella del suo tempo, con la posizione di inferiorità di solito assegnata dal mondo antico alla donna. Proprio allora, cominciava appena a farsi strada una valutazione diversa della donna, che almeno nei principi la equiparava all'uomo. Nel pensiero di Gesù le cose si presentavano chiare: già dal tempo della creazione uomo e donna sono perfettamente uguali nella loro essenza e nel loro valore; ma il suo insegnamento non era ancora penetrato nella vita pratica al tempo degli apostoli.
    Paolo raccomanda al marito di “amare” la propria moglie (e questo ci sta bene), ma poi raccomanda alla moglie di essere “sottomessa” al marito e questo, in una società fortemente (e giustamente) consapevole della parità dei sessi, sembra inaccettabile. Infatti è vero. Su questo punto san Paolo è, in parte almeno, condizionato dalla mentalità del suo tempo. Tuttavia la soluzione non sta nell'eliminare dai rapporta tra marito e moglie la parola “sottomissione”, ma semmai nel renderla reciproca, come reciproco deve essere anche l'amore. In altre parole, non solo il marito deve amare la moglie, ma anche la moglie il marito; non solo la moglie deve essere sottomessa al marito, ma anche il marito alla moglie. Amore reciproco e sottomissione reciproca. Ma, a guardare bene, è proprio l'esortazione con cui comincia il nostro testo: “Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo”. La sottomissione non è allora che un aspetto e un'esigenza dell'amore
    Questo è il tipico ragionamento dei modernisti, secondo cui la Divina Rivelazione, di cui, ripeto, le parole di San Paolo fanno parte, sarebbe condizionata dai tempi in cui è stata annunciata. La Divina Rivelazione e i suoi contenuti sarebbero quindi qualcosa di contingente e non di "atemporale", come invece la Chiesa Cattolica ci ha sempre insegnato. San Pio X, Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica, così additava i modernisti: "Similmente dal principio che la scienza non ha dipendenza alcuna dalla fede, quando trattano di filosofia, di storia, di critica, non avendo orrore di premere le orme di Lutero (Prop. 29, condannata da Leone X, Bolla. "Exsurge Domine", 15 maggio 1520: "Ci si è aperta la strada per isnervare l'autorità dei Concilî e contraddire liberamente alle loro deliberazioni, e giudicare i lor decreti e confessare arditamente tutto ciò che ci sembra vero, sia approvato o condannato da qualunque Concilio"), fanno pompa di un certo disprezzo delle dottrine cattoliche, dei santi Padri, dei sinodi ecumenici, del magistero ecclesiastico: e se vengono di ciò ripresi, gridano alla manomissione della libertà. Da ultimo, posto l'aforisma che la fede deve soggettarsi alla scienza, criticano di continuo e all'aperto la Chiesa, perché con somma ostinatezza rifiuta di sottoporre ed accomodare i suoi dogmi alle opinioni della filosofia: ed essi, da parte loro, messa fra i ciarpami la vecchia teologia, si adoperano di porne in voga una nuova, tutta ligia ai deliramenti dei filosofi" (Enc. Pascendi Dominici Gregi). Il tuo comportamento è tale e quale al loro: "storicizzate" i contenuti morali e dogmatici delle Sacre Scritture, utilizzando sofismi e ricorrendo a distinguo tanto capziosi quanto falsi, senza tenere in minimo conto l'esegesi scritturale e l'interpretazione fatta dai Santi Padri e dai Santi Dottori della Chiesa, senza considerare affatto gli atti del Magistero pontificio ed ecclesiastico, tra cui i decreti e le dichiarazioni dei Concilii ecumenici. E questo è il risultato: dire che San Paolo era "condizionato dal tempo in cui viveva" e presupporre quindi che quanto da lui detto sia caduco e privo di valore per quel che concerne l'oggi.
    Nulla di più falso.
    Sicuramente è vero che la Rivelazione cristiana introduce nei rapporti tra uomo e donna un elemento di novità rispetto al mondo antico, sia ebraico che pagano. Se prima dominava la legge del timore, frutto e conseguenza del peccato originale, ora domina la legge dell'amore di Cristo, che rivela ed impone a tutti gli esseri umani, senza distinzioni, un comportamento diverso ed un approccio nuovo alla realtà e ai rapporti fra gli individui. Ma quest'elemento "rivoluzionario" s'innesta su un elemento "conservatore". Ovverosia il Cristianesimo "addolcisce" il rapporto tra uomo e donna, tra marito e moglie, alla luce della verità che gli esseri umani sono tutti ugualmente figli di Dio, fatti a sua immagine e somiglianza, dotati di intelletto e volontà e quindi, sotto questa luce, di pari dignità, ma al tempo stesso afferma che, a quest'uguaglianza sostanziale, si affianca una naturale ed equa disuguglianza accidentale, dettata appunto dalla diversità tra uomo e donna. Pertanto, il rapporto tra il marito e la moglie è un rapporto di superiorità ed inferiorità ma nella complementarietà, cioè l'uno completa l'altra e viceversa.
    Insegna Pio XI nell'Enciclica "Casti Connubii": "Rassodata finalmente col vincolo di questa carità la società domestica, in essa fiorirà necessariamente quello che è chiamato da Sant’Agostino ordine dell’amore. Il quale ordine richiede da una parte la superiorità del marito sopra la moglie e i figli, e dall’altra la pronta soggezione e ubbidienza della moglie, non per forza, ma quale è raccomandata dall’Apostolo in queste parole: "Le donne siano soggette ai loro mariti, come al Signore, perché l’uomo è capo della donna, come Cristo è capo della Chiesa" (Ephes. V, 22-23). Una tale soggezione però non nega né toglie la libertà che compete di pieno diritto alla donna, sia per la nobiltà della personalità umana, sia per il compito nobilissimo di sposa, di madre e di compagna; né l’obbliga ad accondiscendere a tutti i capricci dell’uomo, se poco conformi alla ragione stessa o alla dignità della sposa; né vuole infine che la moglie sia equiparata alle persone che nel diritto si chiamano minorenni, alle quali per mancanza della maturità di giudizio o per inesperienza delle cose umane non si suole concedere il libero esercizio dei loro diritti; ma vieta quella licenza esagerata che non cura il bene della famiglia, vieta che nel corpo di questa famiglia sia separato il cuore dal capo, con danno sommo del corpo intiero e con pericolo prossimo di rovina. Se l’uomo infatti è il capo, la donna è il cuore; e come l’uno tiene il primato del governo, così l’altra può e deve attribuirsi come suo proprio il primato dell’amore.
    Quanto poi al grado ed al modo di questa soggezione della moglie al marito, essa può essere diversa secondo la varietà delle persone, dei luoghi e dei tempi; anzi, se l’uomo viene meno al suo dovere, appartiene alla moglie supplirvi nella direzione della famiglia. Ma in nessun tempo e luogo è lecito sovvertire o ledere la struttura essenziale della famiglia stessa e la sua legge da Dio fermamente stabilita. Dell’osservanza di questo ordine tra marito e moglie così parlò già con molta sapienza il predecessore Nostro Leone XIII di f. m. nell’Enciclica, che abbiamo ricordato, del matrimonio cristiano: "Il marito è il principe della famiglia e il capo della moglie la quale pertanto, perché è carne della carne di lui ed ossa delle sue ossa, non dev’essere soggetta ed obbediente al marito a guisa di ancella, bensì di compagna; cioè in tal modo che la soggezione che ella rende a lui non sia disgiunta dal decoro né dalla dignità. In lui poi che governa ed in lei che ubbidisce, rendendo entrambi l’immagine l’uno di Cristo, l’altro della Chiesa, sia la carità divina la perpetua moderatrice dei loro doveri" (Litt. Encycl. Arcanum, 10 Febr. 1880). Queste sono dunque le virtù che vanno comprese nel bene della fede: unità, castità, carità, nobile e dignitosa ubbidienza; le quali riescono poi altrettanti vantaggi dei coniugi e del loro coniugio, in quanto, assicurano o promuovono la pace, la dignità e la felicità del matrimonio. Non fa quindi meraviglia che questa fede sia stata sempre annoverata tra i benefìci insigni e proprî del matrimonio".
    Questo è ciò che ci comunica la Divina Rivelazione, questo è ciò che ci ha sempre insegnato la Chiesa, queste sono le uniche verità in materia a cui dobbiamo credere e di fronte alle quali è giusto inchinarci senza discutere.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #35
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    Predefinito Re: ma di che si lamentano?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    Amici Domenicani - Precisazioni sulla sottomissione delle moglie ai mariti
    mi aspetto che consideriate eretici i domenicani e non solo loro


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    Gli "Amici domenicani" non sono il Magistero della Chiesa.
    Tu comunque sei un modernista, come ho avuto di dimostrare.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  6. #36
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Re: ma di che si lamentano?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    no, Paolo era anche lui un uomo del suo tempo




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    Notoriamente S.Paolo , visto che viveva tra i romani, legittimava incularelle, infanticidi, orge assortite perché "eh ma era un uomo di quel tempo"...
    Preferisco di no.

  7. #37
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Re: ma di che si lamentano?

    Ma francamente, piuttosto di farsi una pippa invereconda su un libro che non si è letto e tentando esegesi fantasmagoriche su S. Paolo, leggere una recensione decente ed esplicativa dello stesso (non dico di spendere una quindicina di euri ) costa troppa fatica?

    L’immaturità
    delle femministe spagnole (e italiane)


    17
    novembre, 2013


    In Italia è diventato un bestseller nel
    2011, addirittura il “caso letterario” dell’anno nella saggistica, ora lo stesso
    sta accadendo in Spagna dove è arrivato soltanto da qualche
    settimana. Si tratta di “Sposati e sii
    sottomessa”
    della scrittrice Costanza Miriano,
    attualmente all’ottavo posto nella
    classifica dei libri venduti su “Amazon”.
    Questo enorme successo è anche dovuto alla
    sterile critica di qualche femminista-zitella italiana e della grande
    sollevazione mediatica e politica che invece si sta verificando in Spagna, dove
    addirittura i maggiori partiti politici hanno annunciato
    provvedimenti per il ritiro dal commercio del libro (“Casate y sé
    sumisa”,
    tradotto) e le femministe lo hanno denunciato alla Procura con
    l’accusa di apologia della violenza sulle donne. Nel Paese
    zapaterista è impossibile criticare il movimento femminista -come fa la Miriano
    nel suo libro- e proporre una visione cristiana del matrimonio
    che al posto dell’omologazione, preveda la naturale differenziazione e
    l’equilibrio dei ruoli familiari.
    Si può non essere d’accordo, non leggere il
    libro, non consigliarlo, si può discuterne…eppure il femminismo non ne è
    capace
    , ma parla solo attraverso il linguaggio della violenza, della
    censura. In nome della libertà, viene tolta la libertà. Oltretutto nella
    maggioranza dei casi senza neppure leggere il libro, ma fermandosi al titolo,
    cioè un’affermazione di San Paolo dove la parola “sottomessa”
    non ha alcun legame con l’interpretazione moderna. La Miriano
    invita, da donna alle donne, a non voler controllare tutto: «fidati di tuo
    marito, obbediscigli, fai uno sforzo di vedere il bello di quello che lui dice e
    fa»
    . «La parità di diritti e di dignità tra uomini e donne non è
    in discussione
    »
    , ha spiegato ancora. «La Chiesa ha sempre
    sostenuto questo»
    .
    Il “matrimonio cristiano” non ha alcun
    legame
    con la donna chiusa in casa dedita alle faccende domestiche, la
    Chiesa non ha mai promosso tale visione, ha spiegato Feli Merino,
    membro del consiglio direttivo della casa editrice Nuevo Inicio che ha
    pubblicato il libro. D’altra parte la stessa Miriano è madre ma anche donna in
    carriera come giornalista della Rai. «Solo in un Paese estremamente
    ideologizzato
    può accadere che un giornalista di un’agenzia nazionale
    scriva una notizia su un libro conoscendone solo il titolo. Questo libro, che
    sembra sollevare un polverone, ha venduto migliaia di copie in Italia, dov’è
    stato accolto come uno dei grandi successi dell’ultimo anno. Perché? Le italiane
    vogliono restare recluse in casa aspettando il marito con il brandy già in mano
    per servirglielo con premura? No. La questione è che è un libro interessante,
    indipendentemente dal fatto che si sia d’accordo in tutto o in parte con quanto
    dice»
    .
    Sul “Fatto Quotidiano” la femminista
    Silvia Ragusa non ha creduto di poter tornare a bastonare la
    collega in difficoltà, esultando perché le sue amiche spagnole sono riuscite a
    censurare laddove lei ha fallito in Italia. Oltretutto
    diffamando anche il proprietario della casa editrice,
    Javier Martínez, arcivescovo di Granada, accusandolo di aver
    affermato (mettendolo tra virgolette): “Se la donna abortisce, il maschio può
    abusare di lei”
    , quando in verità ha detto un’altra cosa, una verità scomoda:
    l’interruzione di gravidanza «facilita anche
    l’irresponsabilità di uomini e donne nelle proprie relazioni, e
    -per estensione- gli abusi verso le donne»
    .
    Lo stesso arcivescovo in un comunicato ha ricordato che «Costanza Miriano è
    stata recentemente invitata a partecipare al seminario sulla dignità della
    donna, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici»
    , incontrando
    Papa Francesco e che «la posizione della casa editrice su
    questi due libri è in accordo con l’insegnamento della
    Chiesa»
    . Oltretutto rilevando che «gli scaffali delle librerie, sono
    pieni di libri che, talvolta in modo ironico, talaltra con la massima serietà,
    insultano o si prendono gioco di sacre verità, dal matrimonio
    alla maternità, dalla libertà di educare a un significato profondo del vivere
    alla realtà della fede che professa gran parte del nostro popolo. Per di più,
    questi insulti e prese in giro godono della protezione della libertà di
    espressione»
    . E si vuole censurare questo libro? In realtà il vero
    obiettivo
    di tutta la polemica, ha spiegato ancora la Miriano, è la
    Chiesa cattolica spagnola.
    «Il mio sarebbe il primo libro
    censurato
    in Spagna dopo la fine del regime di Franco»
    , ha
    commentato. «Mi dispiacerebbe perché parla a donne indurite e uomini egoisti,
    si potrebbe provare a dargli un’occhiata. La maggior parte della gente si è
    fatta un sacco di risate (in molte librerie sta nel settore umorismo). Oppure si
    può sempre non comprarlo»
    .

    L?immaturità delle femministe spagnole (e italiane) | UCCR
    Preferisco di no.

  8. #38
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    Predefinito ma di che si lamentano?

    vabbeh , senti
    ho voluto omettere l'autore della seconda parte del mio intervento perche' non e' un domenicano ma un francescano.
    si chiama padre Raniero Cantalamessa

    aldila' di quelle che potrebbero essere le intenzioni della Miriano il termone sottomissione ha un significato definito:

    Sottomissione: (dal dizionario) riduzione a uno stato di dipendenza, di soggezione al dominio altrui. Sottomesso: soggetto al dominio, all’autorità di qlcu., privo di autonomia.



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    Ultima modifica di Anthos; 17-11-13 alle 23:26

  9. #39
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    Predefinito Re: ma di che si lamentano?

    Citazione Originariamente Scritto da Anthos Visualizza Messaggio
    vabbeh , senti
    ho voluto omettere l'autore della seconda parte del mio intervento perche' non e' un domenicano ma un francescano.
    si chiama padre Raniero Cantalamessa

    aldila' di quelle che potrebbero essere le intenzioni della Miriano il termone sottomissione ha un significato definito:

    Sottomissione: (dal dizionario) riduzione a uno stato di dipendenza, di soggezione al dominio altrui. Sottomesso: soggetto al dominio, all’autorità di qlcu., privo di autonomia.



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    Se San Paolo lo usava senza problemi, così come lo hanno usato miriadi di Padri e Dottori della Chiesa, mi chiedo perché non ti poni la fatica domanda: "Non è che magari sono io a sbagliare?".
    Ultima modifica di Giò; 17-11-13 alle 23:29
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  10. #40
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    Predefinito Re: ma di che si lamentano?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se San Paolo lo usava senza problemi, così come lo hanno usato miriadi di Padri e Dottori della Chiesa, mi chiedo perché non ti poni la fatica domanda: "Non è che magari sono io a sbagliare?".
    te lo ha spiegato padre Cantalamessa.



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