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Discussione: Putìn

  1. #2191
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    Predefinito Re: Putìn

    Appunto, "si dice...." :-) . . Putin aggiunge 40 missili ad arsenaleIn grado di superare i sistemi di difesa più sofisticati © EPA© ANSA/EPA+CLICCA PER INGRANDIRERedazione ANSAMOSCA16 giugno 201519:02NEWSLa Russia aggiungerà quest'anno più di 40 nuovi missili balistici al suo arsenale nucleare. Lo ha annunciato il presidente russo Vladimir Putin precisando che i nuovi missili Icbm "saranno in grado di superare anche il più tecnicamente sofisticato sistema di difesa missilistico". RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA Putin aggiunge 40 missili ad arsenale - Europa - ANSA.it
    Ultima modifica di Scarpon; 16-06-15 alle 21:32
    sklöpp & kanù

  2. #2192
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2193
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2194
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    Predefinito Re: Putìn

    Ue estende sanzioni a Russia per 6 mesi - Ultima Ora - ANSA.it

    Sisgnor si, signor negher!
    Per USA noi taghliare nostri koglionen!
    Ultima modifica di ventunsettembre; 17-06-15 alle 15:37
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #2195
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    Predefinito Re: Putìn

    ho l'impressione che le sanzioni, siano
    una specie di comparsata, dove i servi fanno
    finta di obbedire, e i capataz che le impongono,
    fanno finta di non vedere.

    alla fine, credo che tutti i prodotti che
    la russia importa ed esporta, arriveranno
    nei rispettivi siti, previo naturalmente
    il pagamento delle mediazioni,
    per le opportune triangolazioni.

  6. #2196
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    ho l'impressione che le sanzioni, siano
    una specie di comparsata, dove i servi fanno
    finta di obbedire, e i capataz che le impongono,
    fanno finta di non vedere.

    alla fine, credo che tutti i prodotti che
    la russia importa ed esporta, arriveranno
    nei rispettivi siti, previo naturalmente
    il pagamento delle mediazioni,
    per le opportune triangolazioni.
    Sanno che se un paese riscopre l'autarchia la globalizzazione cade e gli necessita che tutti gli stati siano interconnessi per questo lasciano correre , per ora .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #2197
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    Predefinito Re: Putìn

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio


    Sanno che se un paese riscopre l'autarchia la globalizzazione
    cade e gli necessita che tutti gli stati siano interconnessi per
    questo lasciano correre , per ora .

    non vedo come potrebbero opporsi,
    a una vendita di prodotti verso paesi che
    non aderiscono alle sanzioni.

  8. #2198
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    Predefinito Re: Putìn

    Tallinn – Parigi: lunedì la mossa antirussa più aggressiva dei tempi dalla “Guerra Fredda”: chi attaccherà chi?

    Questo articolo, per scrivere il quale la giornalista Gianna Finardi ha preso le mosse da notizie pubblicate su Pandora TV e Repubblica, è manifestamente filo-russo, e ciò potrebbe suscitare obiezioni. Tuttavia, la massa informativa e propagandistica filo-americana, filo-UE e anti-russa che i media “politicamente corretti” riversano sul loro infelice pubblico (tra i quali ci troviamo, sofferenti, noi stessi) è così soverchiante e assillante… che un modesto “contrappeso” non ci sembra del tutto fuori luogo.

    La Nato non si ferma nella sua corsa agli armamenti tanto che ieri in Estonia, a Tallinn, l’alleanza atlantica ha inaugurato un nuovo comando di pronto intervento allestito per fornire una risposta immediata ed efficace contro le eventuali intrusioni russe in Ucraina. In contemporanea a Parigi, dal Salone internazionale dell’aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget, la segretaria dell’Aeronautica Militare degli USA, Deborah Lee James, ha dichiarato alla Reuters di essere in Europa perché molto preoccupata per le attività della Russia e ha esortato l’Italia ad aumentare la spesa militare in funzione di una strategia antirussa comune, acquistando i famosi super caccia F22, una tipologia di velivoli invisibili ai radar, ideati ai tempi della Guerra Fredda che, rimasti negli hangar del Pentagono per 30 anni di sperimentazioni, sono stati riutilizzati pochi mesi fa contro l’Isis in Siria.
    Mosca ha subito risposto con il suo portavoce, il Ministro degli esteri Sergej Viktorovič Lavrov, mettendo in guardia sulla pericolosità di tali atteggiamenti: una pressione militare sui confini russi potrebbe avere gravi conseguenze, mentre i vertici dell’esercito russo si sono detti pronti a una risposta equivalente a quella di Nato e USA, di fronte a quella che hanno definito, la mossa più aggressiva dai tempi della Guerra Fredda.
    L’Europa tace davanti all’aggressività degli USA che alimentano la dilagante isteria antirussa, uno strumento nelle mani di Obama al fine di generare caos politico, aumentare l’attività e le spese militari, indebolire l’assetto geopolitico dell’avversario.
    Il Pentagono è pronto a mandare artiglieria pesante e veicoli d’attacco verso l’Est Europa per combattere l’invasione russa.

    Ma siamo sicuri che sia tutto così casuale?

    Alcuni giorni fa il Premier ucraino Arsenij Jarcenjuk era in visita negli USA in compagnia del suo Ministro delle Finanze Natalie Jaresko e ha chiesto al congresso e al fondo monetario internazionale ulteriori finanziamenti per l’acquisto di armi.
    Per capire se la richiesta del Premier ucraino ha veramente a che vedere con la presunta aggressività di Putin, bisogna far mente locale su un fatto che a molti è sfuggito. La Signora Jaresko, che si potrebbe definire anche un’importante banchiera d’affari americana, fu nominata ministro delle finanze di Kiev lo scorso dicembre 2014 ma nella sua precedente attività svolgeva un ruolo di funzionaria del Dipartimento di Stato Americano, di nazionalità americana. Con un provvedimento governativo lampo è divenuta cittadina ucraina.
    La Russia attaccherà davvero l’Ucraina o ci sono sempre situazioni generate ad arte per fa si che la corda si spezza a furia di tirare?
    Per avere la risposta, bisogna comprendere la strategia oculata che Putin ha sempre messo in atto in politica estera. Moldavia, Ucraina e tutte le zone della Ex Repubblica sovietica che sono ormai indipendenti, erano e sono inevitabilmente di lingua russa. Dire filorussi ha poco senso, si tratta piuttosto di una larga percentuale di persone con passaporto russo, hanno relazioni socio-economiche o di appartenenza tali, da non poter essere troncate con uno schiocco di mano di qualche potente della terra. Gli scambi commerciali ed economici tra la Russia di Putin e le repubbliche indipendenti, sono inevitabili a priori così come il legame che le popolazioni di questi stati hanno tra loro.
    La Russia dall’epoca del Patto di Varsavia, si è ritirata man mano dalle aree conquistate nella seconda Guerra Mondiale e invece la Nato continua a portare soldati americani in Ucraina. Le armate russe non sono state spostate verso il Baltico e non stanno minacciando nessuno mentre dal Summit di Bruxel della scorsa settimana, si sta attendendo un’evoluzione negativa sulla questione “sanzioni per la Russia” che vedrebbe un ulteriore inasprimento.

    Putin e il suo non colonialismo

    La Prednestovia è situata tra Ucraina e Moldavia, lunga 420 Km e larga 25 Km. È un pezzo della precedente Moldavia e non esisteva come entità a sé stante; apparteneva semplicemente all’ Urss. Questa striscia di territorio è abitata da Moldavi, Ucraini e, al centro, Russi per un totale di 150000 persone, che hanno cittadinanza e documenti russi. Nel 1991-92 in Prednestovia scoppiò una guerriglia che causò di diverse migliaia di morti. Per ragioni storiche i russi hanno sempre investito nel paese, facendo sorgere grandi fabbriche di cemento, stabilimenti metallurgici e centrali termiche.
    Tuttavia Putin, nonostante gli importanti aiuti dati alla Prednestovia, ha deciso, saggiamente, di non riconoscerla come facente parte della sua Russia, in tal modo prevenendo tensioni internazionali. Questa è la prova del fatto che Putin non è uno Zar colonizzatore e non ha mai tentato di colonizzare aree come l’Abcasia o l’Ossezia del Sud. Infatti queste due repubbliche ribelli della Georgia, dal 1991 al 2008 sono sempre state aiutate dai russi e solo nel 2008, dopo un massacro sanguinoso, per tutelare la popolazione, Putin riconosce l’indipendenza di Abcasia e Ossezia del Sud.

    Il possibile casus belli è già confezionato ad arte, chi spezzerà la corda?

    Il 21 maggio la Rada (parlamento) ucraina ha azzerato tutti gli accordi militari con la Russia e tra questi decade quello che prevede il diritto di passaggio di truppe russe dalla Prednestovia alla Russia, transitando su territorio ucraino. Il risultato è preoccupante se si pensa che in quel lembo di terra resteranno isolate mezzo milione di persone autoctone: ferme le fabbriche, immobilizzate le importazioni e bloccati 1500 uomini delle milizie russe che non possono più rimpatriare. Si tenga presente che questi militari non erano stati portati lì per un capriccio di Putin, ma a seguito di una decisione dell’ONU, che aveva assegnato alla Russia il ruolo di pacificatore dell’area dell’Oltrenjest.
    Chiudere il passaggio significa generare una situazione assurda che blocca le importazioni-esportazioni di beni e spegne l’economia. Ma soprattutto significa provocare Mosca, che quasi certamente non resterà con le mani in mani davanti a una popolazione relagata e costretti a un triste destino.
    Comunque vadano le cose, la risposta di Mosca non sarà frutto – come dipingeranno gli avversari – della politica “aggressiva” praticata da Putin, ma una mossa obbligata e, soprattutto, umanitaria.

    Gianna Finardi
    Tallinn - Parigi: lunedì la mossa antirussa più aggressiva dei tempi dalla "Guerra Fredda": chi attaccherà chi? - Ticinolive

  9. #2199
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #2200
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    Predefinito Re: Putìn

    Putin. Ossia, “vivere senza menzogna”
    Maurizio Blondet
    Un lettore mi ha girato questo video. Non è recentissimo. E’ un breve discorso che Vladimir Putin ha pronunciato il 13 giugno 2013 davanti ad una grossa delegazione di ebrei (per lo più americani) della potente setta Lubavitcher, la quale pretende da anni di prendersi, e portare a New York, i 4500 volumi della “Biblioteca Schneerson”, raccolta dal fondatore della setta (primo “Messia” di questi fanatici e capostipite di altri “messia”), rabbi Yosef Yitzhak Schneerson, vissuto nell’impero zarista alla fine del 19mo secolo. Nel 1917 la preziosa raccolta fu sequestrata dai bolscevichi che la conferirono alla Biblioteca di Stato, allora “Biblioteca Lenin”. Putin ha opposto un rifiuto alla cessione della collezione, motivata fra l’altro dal fatto che sette volumi di essa, prestati alla Congress Library nel quadro di uno scambio fra musei, non sono stati più restituiti (more judaico). La causa intentata dalle autorità russe per riavere i volumi s’è conclusa con una sentenza more amerikano: nel 2010 un giudice di Washington sancì che i Lubavitcher avevano comprovato di essere i legitimi proprietari dei libri, e nel gennaio 2013 un altro giudice di Washington ha condannato il governo russo a pagare una multa di 50 mila dollari al giorno fino al giorno in cui avesse “ridato” ai messianici Habad – Lubavitcher la collezione.
    Alla fine, Putin ha proposto un compromesso: disporre la Biblioteca Scheerson a Mosca in un museo appositamente costituito il Museo Ebraico e della Tolleranza (sic), sotto il controllo dei Lubavitcher e costruito con 50 milioni di dollari di donazioni di noti “oligarchi”, a condizione che fosse aperta agli studiosi che volessero consultarla: la collezione comprende edizioni del 16 secolo della Hagaddah, un Talmud di Babilonia del 17mo, i “preziosi” responsi (fatwa, diremmmo) del terzo rebbe quasi-messia, copie antiche dello Zohar…
    E veniamo al breve video:



    Putin dice: “La decisione di nazionalizzare la biblioteca Schneerson è stata presa dal primo governo dell’Unione Sovietica. E l’80-85 per cento dei membri del primo governo dell’Unione Sovietica erano ebrei. E questi ebrei, guidati da falsi principii ideologici, hanno arrestato e represso membri del cristianesimo, dell’Islam e delle altre religioni. Non hanno fatto differenza. Grazie a Dio questi paraocchi ideologici e falsi pensieri sono crollati”.
    Asciutto, senza polemica, col tono realista di chi riporta un fatto comprovato e noto.
    “L’80-85% per cento dei membri del primo governo bolscevico erano ebrei”, e sono stati loro gli autori delle persecuzioni anti-religiose, è una verità che non siamo abituati a sentire da nessun personaggio ufficiale del nostro mondo “libero”. Vien da pensare che Vladimir Putin, il vecchio agente del Kgb, abbia non solo letto – questo è certo – ma adottato l’esortazione che nel ’74 Solgenitsin rivolse a ai suoi concittadini sovietici timorosi:
    “Vivere senza menzogna”
    “Ognuno di noi dunque, superando la pusillanimità, faccia la propria scelta: o rimanere servo cosciente della menzogna (certo non per inclinazione, ma per sfamare la famiglia, per educare i figli nello spirito della menzogna!), o convincersi che è venuto il momento di scuotersi, di diventare una persona onesta, degna del rispetto tanto dei figli quanto dei contemporanei.
    (…):
    Per chi voglia essere onesto non c’è scappatoia: mai si può evitare l’uno o l’altro dei passi che si son descritti, dalla parte della verità o dalla parte della menzogna: dalla parte dell’indipendenza spirituale o dalla parte della servitù dell’anima. E chi non avrà avuto neppure il coraggio di difendere la propria anima non ostenti le sue vedute d’avanguardia, (…): si dica invece, semplicemente: sono una bestia da soma”.
    Questo rude richiamo pubblico costò a Solgenitsyn l’espulsione dall’URSS e l’esilio. E’ impressionante come ora il suo monito rimproveri – ancor più tagliente – la nostra “civiltà occidentale”. Siamo noi che viviamo nella menzogna ormai, schiere di giornalisti pusillanimi e di politici opportunisti che per la carriera, ripetono, diffondono e rendono ufficiale la menzogna. Magari, solo per scongiurare di essere chiamati “complottisti” o “antisemiti” da mezze cartucce spregevoli che “ostentano vedute di avanguardia”.
    Sull’orribile oppressione, sul vero sterminio che il regime ebraico bolscevico esercitò contro il popolo russo, Solgenitsyn ha scritto un’opera monumentale e assolutamente documentata, Due Secoli Insieme, che la viltà della grandi case editrici non ha voluto pubblicare. Ci basti qui riportare una sua frase, rivolta agli americani durante una conferenza:
    “Voi dovete capire: i capi bolscevichi che si sono impadroniti della Russia non erano russi. Odiavano i russi. Odiavano i cristiani. Spinti dall’odio hanno torturato e macellato milioni di russi senza un briciolo di rimorso umano. La Rivoluzione di Ottobre non fu quella che voi in America chiamate “la rivoluzione russa”. Fu un’invasione e una conquista del popolo russo. Dei miei compatrioti, un numero più grande ha subito orrendi crimini da quelle mani insanguinate, di quanto qualunque popolo o nazione abbia sofferto nella storia umana. Non si deve sottovalutare questo. Il bolscevismo è stato il più grande macello umano di tutti i tempi. Il fatto che il mondo sia ignorante di questa realtà è prova che i media globali stessi sono nelle mani dei perpetratori”.
    Putin sembra aver adottato questa regola. Ai Lubavitcher, ha detto la verità. E non solo: sappiamo chi siete, ha sottinteso.
    In un incontro con esponenti dei BRICS, fra cui i cinesi, con pari franchezza Putin ha detto che sono gli interventi – illegali – dell’Occidente in Medio Oriente ad aver fatto nascere lo Stato Islamico: “Sappiamo quello che sta accadendo in Medio Oriente e Nord Africa. Vediamo problemi causati da una organizzazione terrorista che si autonomica lo Stato Islamico. Non c’era terrorismo in quei paesi prima che l’inaccettabile interferenza dall’esterno avesse luogo senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza Onu. E’ ovvio che le conseguenze sono dure. Tutto ciò che è avvenuto nell’arena internazionale l’ulltimo biennio deve essere riaggiustato. E’ ovvio che le nostre nazioni sono minacciate, e questo è dovuto al fatto che il diritto internazionale è stato violato insieme alla violazione della sovranità di diversi stati e delle loro sfere d’influenza”.
    Il quotidiano preferito dal Papa, La Repubblica, ha pubblicato uno stralcio del discorso di Solgenitsin “Vivere senza menzogna”, che fa parte di una raccolta di un libro appena pubblicato da Jaca Book, annunciandolo trionfalmente come “un inedito”. Invece “Vivere senza Menzogna” è già stato pubblicato in Italia nel 1974. Come nota giustamente Antonio Socci, quello scritto famosissimo dello scrittore sarà “inedito” per quelli di Repubblica, perché all’epoca i progressisti illuminati italioti – come i comunisti – “non” leggevano Solgenitsin. Se ne vantavano perfino: un reazionario, un fanatico della religione ortodossa, un ammiratore di Pinochet…”Ostentando le loro vedute d’avanguardia”, avevano paura di farsi contagiare dalla verità che sull’inferno sovietico raccontava Solgenitsyn.
    Naturalmente, al giornale preferito dal Papa restano gli stessi vili di allora, la stessa gente serva della menzogna. Un amico mi ha rimandato una foto della dell’interno della navicella spaziale Soyuz, che nel 2014 mostrava la nostra Samantha Cristofoletti insieme a due colleghi astronauti, Anton Shkaplerov e Terry Virts, mentre mangiano.



    Come nelle vecchie case russe, gli astronauti moscoviti hanno creato neel modulo spaziale l’angolo delle icone, crocifissi e immagini. L’immagine è parte di un video girato dalla NASA: tutto il mondo ha visto quelle icone e ne ha colto, con commozione, il significato spirituale. La Santa Russia uscita dalla menzogna.
    Ed ecco come Repubblica pubblicò la foto:



    Miserabili codardi, hanno paura della verità, e devono nasconderla.
    Putin. Ossia, ?vivere senza menzogna? - Blondet & Friends


 

 
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