in Crimea erano quasi tutti terrons, ma Stalin li ha fatti sloggiare e sostituire con russi. nel Kavkaz ci sono ancora i Cecenz ma li hanno fatti calmare.


in Crimea erano quasi tutti terrons, ma Stalin li ha fatti sloggiare e sostituire con russi. nel Kavkaz ci sono ancora i Cecenz ma li hanno fatti calmare.


Un miliardo e duecento milioni di euro la cifra che la Francia dovrà pagare alla Russia per la mancata consegna delle due navi Mistral.
Un ottimo affare per ubbidire agli USA.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Intanto ieri gli Ukraini hanno bombardato una città del Donbas, e ad ascoltare i responsabili filo russi, sta per scatenarsi un attacco.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


In Ucraina, la vera Terra Dei Pazzi ormai sorprende sempre, con gli aneddoti più incredibili.
Lasciamo il meglio per ultimo e facciamo un po di pubblicità,
Michael Moore, il vulcanico e certamente non allineato giornalista, famoso per film-documentari come Sicko e il leggendario Bowling a Columbine, si lancia in un nuovo lungometraggio, secondo una teoria che non lo farà amare certo di più dal governo americano.
Secondo lui , anche durante il governo Obama, il presidente che prese addirittura il Nobel per la pace, le guerre sono generate apposta dal governo USA per finanziare l’industria degli armamenti, il vero motore economico del paese, a parte i trucchi della finanza creativa.
Personalmente ritengo che la situazione sia un filino più complessa, ma vi lascio pensare a questi due grafici.
Io noto una lievissima differenza nel 2015 ,e, se non fosse chiaro per la quasi totalità degli scontri e dei conflitti l’ingerenza americana è persino troppo evidente, vedi per esempio sotto la voce Libia, Ucraina, Siria, ISIS e “rivoluzioni colorate” (color merda, ovvio).
I Nobel si possono ritirare?
Detto questo arriviamo a Kiev.
In Ucraina cominciano ad esserci “lievi” problemi di approvvigionamento elettrico, con lo spegnimento di una centrale a carbone, quella di Dieper, che segue lo spegnimento della centrale di Smilviska.
Dovete sapere che , in epoca sovietica si pensò alla generazione di energia in Ucraina con le varie centrali nucleari e con immense centrali a carbone.
Centrali che però possono utilizzare solo l’antracite di ottima qualità prodotta dalle miniere russe e nel Donbass, proprio nelle zone occupate dai ribelli.
In passato si era cercato di provvedere grazie ad un simpatico mercato nero, enormi convogli di camion che passavano le frontiere sotto gli occhi dei soldati ucraini, pagati in contanti.
Il governo di Kiev ha pensato di bloccare tutto per non aiutare gli inesistenti “invasori russi”, cercando carbone in Polonia, Sudafrica e pesino Cina.
Purtroppo il carbone sudafricano non va bene, quello polacco pure, e il carbone cinese costa di più e deve essere pagato prima che parta la nave, con mesi di anticipo.
Le centrali nucleari vanno a tutto regime, e, dato che sono cassoni sovietici degli anni 80, questa non dovrebbe essere una buona notizia.
Intanto le società elettriche del paese Dei Pazzi hanno accumulato miliardi di dollari di debiti con chiunque, per acquistare carbone in giro per il mondo, e nessuno gli fa più credito.
Il governo di Kiev ci fa sapere che 1,7 miliardi di dollari in arrivo dal FMI verranno utilizzati per pagare l’arretrato degli stipendi degli statali, per i debiti contratti dalle aziende di gas, carbone e petrolio, per finanziare i debiti di guerra, per rimpinguare le casse vuote del fondo di garanzia, e per comprare due miliardi di dollari di carbone all’estero.
Qualcosa non quadra.
Ricordate la leggendaria scena del cappotto del film Miseria e Nobiltà?
Il problema è nato dal fatto che la popolazione non è in grado di pagare le bollette dell’energia elettrica, perfino adesso, che gli viene fornita ancora sottocosto.
Malgrado un aumento di 4 volte delle tariffe le compagnie dell’energia elettrica acquistano energia sottocosto, e lo stato si fa carico della differenza.
E l’inverno ancora non è arrivato, con i nuovi aumenti delle bollette del gas, che per il momento è cresciuto solo dell’800%, nell’ultimo anno.
Intanto la minoranza rumena del paese, segue l’esempio della Transcarpazia, dove la minoranza ungherese comincia a farsi sentire forte, spalleggiata dai carri armati di Orban al confine.
Già che c’erano i ragazzi hanno pensato che sarebbe carino dichiarare l’indipendenza e farsi annettere alla Romania, e così entrare direttamente nell’Unione Europea senza passare dal via.
Nella foto potete vedere i rappresentati delle Bucovina settentrionale che parlano nella conferenza annuale della minoranza rumena di “indipendenza” e di appartenenza “storica” del loro territorio alla Romania.
In un paese dove il governo ti bombarda le città per molto meno.
Credo sia un chiaro segnale della perdita di controllo delle periferie da parte del governo centrale.
Se tutto va bene, ma proprio tutto tutto altre due guerre civili sconvolgeranno la Terra Dei Pazzi, entro breve, magari con l’intervento di forze di “pace” ungheresi e rumene in territorio ucraino.
I preparativi di guerra nell’est fervono da ambo le parti, ormai in pochi mesi di “tregua” sono morte ufficialmente almeno seicento persone, da ambo le parti.
In realtà pare che il numero totale delle vittime della piccola e sporca guerra nel Dombass sia incredibilmente più elevato delle 2600 vittime “ufficiali”, dell’ordine anche di decine di volte.
E molte delle vittime sarebbero soldati dell’esercito regolare di Kiev.
Le due parti si stanno pesantemente armando e preparandosi per un nuovo riacutizzarsi degli scontri, dopo la “tregua”.
A Kiev il presidente cioccolataio finalmente fa qualcosa di giusto, e caccia via Valentin Nalaichenko, il fantasioso capo dei servizi segreti, quello che vedeva nella sua mente “migliaia di carri armati russi” che attraversavano il confine.
Giusto fino ad un certo punto, dato che lo hanno lasciato andare via vivo, senza piantargli una pallottola nella nuca, e le conseguenze si fanno sentire.
Intercettazioni audio parlano di un esponente della CIA, tal David L. Stern, che fingendo di essere un giornalista BBC stazionava proprio nella zona di Gorlovka, per controllare l’operati degli “addetti” all’abbattimento del volo MH 17, ovvero mercenari ingaggiati allo scopo.
Si parla anche di documenti che proverebbero il coinvolgimento dei massimi esponenti USA nella faccenda in caso gli succedesse qualcosa…
Cosa volete che vi dica, qui potete scaricare l’audio, per il resto aspettiamo e vediamo, ne ho già sentite di tutti i colori, sull’argomento.
La notizia non è questa, ma che le intercettazioni, vere o false che siano, sono state tirate fuori da membri dei servizi ucraini.
Forse Valentin si è accorto che, a guerra finita non avrà molte opzioni se non scappare e sta cercando di trattare con i russi.
Ah, la Terra Dei Pazzi…
Riepilogo dalla Terra Dei Pazzi, in Ucraina succede di tutto e fonti dei servizi ucraini parlano addirittura di complicità del governo USA nell'abbattimento del volo MH17...cosa? - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


CdT.ch - Svizzera - Prodotti svizzeri cari per i russiProdotti svizzeri cari per i russi
Dopo sei mesi di affari il crollo del rublo ha rovesciato il quadro e le esportazioni, come quelle di carne, sono scese a picco - Il fenomeno delle falsificazioni messe in atto nell'UE
BERNA - Un anno fa, i produttori svizzeri si fregavano le mani per il divieto russo di importare carne, latticini, frutta e verdura dall'Unione europea (Ue). Il crollo del rublo e la forza del franco hanno però messo presto fine al forte incremento degli affari.
Tutto era cominciato nel migliore dei modi per i produttori elvetici: le esportazioni di carne verso la Russia, fra il luglio 2014 e lo stesso mese di quest'anno, hanno raggiunto le 1722 tonnellate, aumentando di dieci volte, secondo cifre dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD). La tendenza è la stessa per gli altri prodotti agricoli.
Le vendite sono esplose per il fatto che la Svizzera è rimasta fuori dal bando russo verso l'Ue, deciso a causa della crisi in Ucraina. Tuttavia, la spinta è durata in realtà solo per i primi mesi. Da dicembre le esportazioni elvetiche sono drasticamente diminuite per il crollo del rublo. Un mese più tardi, il rafforzamento del franco ha peggiorato la situazione.
Improvvisamente, i prodotti svizzeri sono diventati troppo cari per gli importatori russi, hanno spiegato all'ats Ruedi Hadorn, direttore dell'Unione professionale svizzera della carne (UPSC), e Marc Wermelinger, direttore dell'Associazione svizzera del commercio di frutta, verdura e patate (Swisscofel). "Non era più possibile fare concorrenza a prodotti turchi, iraniani o cinesi", ha sottolineato quest'ultimo.
Ma non è tutto: lo scorso maggio le autorità russe hanno scoperto che tonnellate di carne in provenienza dall'Ue erano entrate nel loro Paese con un marchio svizzero falsificato per aggirare le restrizioni. Da quel momento, gli ostacoli amministrativi sono aumentati notevolmente, bloccando praticamente del tutto i prodotti provenienti dalla Confederazione.
Entrambi i direttori hanno comunque dichiarato che le esportazioni in Russia sono state un tentativo più che un progetto a lungo termine. La quantità dei prodotti elvetici ha raggiunto al massimo lo 0,2% del mercato, e la Svizzera non produce in ogni caso abbastanza per coprire il fabbisogno russo, rendendo impossibile un ruolo di primo piano.
Ultima modifica di Halberdier; 04-08-15 alle 21:23


Mosca sanziona la Svizzera? - TicinonewsMosca sanziona la Svizzera?
Anche la Confederazione sarebbe nella lista dei Paesi che la Russia intende colpire per la crisi ucraina
Mosca potrebbe presto ampliare la lista degli Stati colpiti dalle controsanzioni russe per la crisi ucraina. Secondo media on line, anche la Confederazione è presa di mira.
Il premier Dmitri Medvedev ha detto di aver ordinato al governo di studiare la situazione e di stilare a questo proposito un documento da sottoporre alla presidenza, mentre il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha sottolineato che è molto probabile che il presidente Vladimir Putin dia il suo consenso alle nuove sanzioni.
Il premier russo non ha precisato quali sono gli Stati finiti sotto il mirino di Mosca, ma a fine luglio hanno aderito al prolungamento delle sanzioni dell'Unione europea (Ue) fino al 31 gennaio 2016 Montenegro, Albania, Islanda, Liechtenstein, Ucraina e Norvegia (quest'ultima già sanzionata dalla Russia).
La Georgia ha invece adottato misure restrittive contro Mosca solo per l'annessione della Crimea. Mentre secondo Gazeta.ru anche la Svizzera potrebbe essere colpita dalle controsanzioni russe.
Un anno fa, la Russia ha bloccato le importazioni di prodotti agroalimentari dai Paesi membri dell'Ue, dagli Usa e da altri Stati che le hanno imposto delle sanzioni per la crisi ucraina. Mosca è accusata di sostenere militarmente i separatisti del Donbass.
Va beh, visto il rincaro del 100-120% dovuto al cambio, ormai cambierebbe poco.


Poroshemo continua a far bombardare il Donbass e poi ha anche la faccia da casso di andare in tv e dichiarare che i ribelli continuano l'offensiva.
Finchè la Nuland va... (parole e musica di Orietta Berti).
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Lo scemo vuole anche riconquistare la Crimea. Voglio vederlo.


E' uno scemo poreto!
Ma i più stupidi sono gli europei che si massacrano i coglioni coi martelli forniti loro dagli usraeliani.
Sulla Crimea sta facendo un sottile gioco sporco pure l'amico Erdogan.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Quando molleremo gli yenkee e compagni di merende sarà sempre troppo tardi.