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  1. #891
    Repubblicano nel Partito
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    Non è mia abitudine intervenire sulle pagine di Repubblicanesimo (l'ho fatto per un lungo periodo, ma ora mi limito più che altro alla lettura), ma mi vedo, con Gizzi, chiamato in causa.

    Mi spiace che persone interessanti come Nullo si sentano a disagio nel forum Unità dei Repubblicani. Ciò dipende senz'altro da una moderazione "a briglie sciolte" quale sono da sempre abituato a fare.
    Chiamatelo lassismo, chiamatelo spirito liberale, chiamatelo come volete, ma a me non piace né la censura, né la rigida costrizione. E credo che un dibattito frizzante e magari virulento, a volte sia anche utile e divertente.
    Ciò detto, devo dare ragione a Nullo, e mi scuso con lui. Perché questa filosofia non esime il moderatore dall'intervento, in certune situazioni (cosa che per altro in passato è avvenuta in diversi casi).
    Purtroppo la mia presenza sul forum non può essere assidua come un tempo, e questo rende più difficile la gestione del dibattito, nonché l'intervento puntuale quando occorre.
    Mi premurerò dunque di farmi affiancare presto da un altro moderatore, dal momento che l'amico Lucifero è latitante da tempo.

    Invito comunque Nullo e gli altri a scrivere sulle nostre pagine e consiglio, in caso di intempestività della moderazione, di segnalare i post offensivi.
    Caro Arsena, terrò conto dell'invito a scrivere non di quello alla "delazione" anche perchè il problema non è personale ma generale: io non mi offendo se vengo trattato male (più o meno immotivatamente), mi preoccupo però quando vedo serpeggiare l'intolleranza, e in alcuni personaggi che si stanno impadronendo del tuo forum l'intolleranza trasuda da ogni parola.
    A proposito: tu non dovresti dialogare con me, io sono un iscritto al PRI, qualche tuo 'amico' potrebbe aversene a male ...
    Un abbraccio fraterno.

  2. #892
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    Io sono un iscritto PRI , " nonostante ciò" mi sento repubblicano e mi sento in diritto di intervenire sui forum dove vedo discutere i repubblicani, senza altri commenti o...balle. Un abbraccio a tutti i repubblicani.

  3. #893
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    Proposta shock: "Eluana Englaro venga a morire a Forlì"

    19 novembre 2008 - Eluana Englaro venga a morire a Forlì. E' la sconvolgente proposta avanzata in commissione consiliare in Comune dall'esponente del Partito repubblicano, Lauro Biondi, all'opposizione da metà legislatura. "Chiedo all'assessore comunale Loretta Bertozzi - ha detto Biondi - di avanzare una richiesta formale al presidente della Regione, Vasco Errani affinche' dia assistenza ad Eluana Englaro per dare corso alla sentenza che la riguarda in una struttura sanitaria di Forli'".

    Il partito dell'edera a Forli' e' all'opposizione, dopo la fuoriuscita di un altro consigliere e due assessori nelle fila del Pd, ma la richiesta ha atto breccia nello schieramento di maggioranza, con il consigliere Giulio Marabini (Pd) per il quale "l'argomento merita un dibattito approfondito, anche nel primo Consiglio comunale utile".

    Insomma, Eluana Englaro questo pomeriggio e' stata "invitata", se cosi' si puo' dire, a concludere i suoi giorni a Forli'. La richiesta di Biondi inevitabilmente ha scatenato una pioggia di reazioni, sebbene lo stesso consigliere repubblicano avesse premesso "di parlare senza spirito polemico nei confronti dei cattolici".

    E subito dal partito trasversale dei cattolici si e' alzata una netta opposizione. Il primo intervento, pero'. È stato di Alessandro Ronchi capogruppo dei Verdi (all'opposizione): "Se la proposta diventa un ordine del giorno noi Verdi siamo pronti a sostenerlo". Altrettanto netto il commento del cattolico Giovanni Tavoletti (lista Romagna Riformista Popolare, in maggioranza): "Il mio gruppo non e' disponibile a discutere di questa forma di eutanasia, per noi questo e' un vero e proprio omicidio".

    La parola "omicidio" e' stata contestata dal consigliere Pd e presidente del Consiglio comunale, Luciano Minghini. Quindi l'apertura del partito di maggioranza: "E' un tema che merita un'approfondita discussione, invito il presidente Minghini a discuterne coi capigruppo per inserirlo nell'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale".

    Ma subito e' arrivato l'altola' del consigliere Pd (ex Margherita) Daniele Tappari: "Una discussione creerebbe ulteriore confusione in una storia che gia' non e' lineare, questo non e' un argomento di stretta pertinenza del Consiglio Comunale". Ma ora la proposta e' formalizzata: mettere a disposizione l'ospedale dell'Ausl di Forli' per la sentenza di Eluana

    tratto da http://www.romagnaoggi.it/forli/2008/11/19/108557/

  4. #894
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    Ci vuole una innata prediosposizione al cattivo gusto nel volersi distinguere demagogicamente,su un tema eticamente sensibile e nel quale la sofferenza dei familiari meriterebbe una certa forma di rispetto di cui il silenzio,è forse la migliore espressione.
    omar proietti

  5. #895
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    Lucchi (Pri Forlì-Cesena) interrogazione sui lavori in corso sulla strada provinciale 33

    (Sesto Potere) - Cesena - 22 novembre 2008 -Giovanni Lucchi , capogruppo provinciale del partito repubblicano di Forlì-Cesena , ha presentato un' interrogazione al Presidente della Provincia di Forli Cesena Massimo Bulbi, che prende spunto da lavori in corso sulla strada provinciale 33, e riguarda l'esecuzione di opere pubbliche sulle strade.

    "I Comuni e le Provincie hanno la gestione delle strade di loro competenza, ed eseguono continuamente delle opere di manutenzione al fondo stradale, opere di miglioria che consistono nell'allargamento della sede stradale, messa in sicurezza di incroci e intersezioni. Tali opere - afferma Lucchi - sono sempre programmate nei bilanci di previsione degli enti. Puntroppo assistiamo in modo ormai sistematico dopo l'esecuzione delle opere a successivi nuovi lavori per posa di cablaggi o condotte interrate in una rincorsa continua a distruggere ciò che si è costruito prima.

    La Provincia ha realizzato opere sulla strada provinciale 33 che collega Gatteo a Cesenatico, in località Sala all'incrocio con la Comunale via Vetreto che hanno riguardato il tomibamento di un grosso scolo consorziale per l'allargamento dell'incorcio ove il Comune di Cesenatico ha poi realizzato una rotonda mettendo in sicurezza l'intersezione. Oggi Hera s.p.a. nell'incrocio ha intrapreso lavori per la creazione di un collettore fognario con profondi scavi creando disagio alla circolazione. Un altro caso ove non si è creata una sinergia fra enti al fine di eseguire i lavori contestualmente, limitando i disagi ai cittadini, ma soprattutto non sprecando denaro pubblico.": afferma Giovanni Lucchi

    tratto da http://www.quotidianodelnord.it/inde...110&Rid=187605

  6. #896
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    Il segretario regionale del Pri dell'Emilia Romagna, Widmer Valbonesi, sul futuro dell'Edera

    (Sesto Potere) - Forlì - 24 novembre 2008 - Il segretario regionale del Pri dell'Emilia Romagna, Widmer Valbonesi, interviene nel dibattito sulle prospettive del Pri e la possibilità di rimanere repubblicani o sciogliersi in altri schieramenti:

    "Può sopravvivere il Pri nella contingenza politica attuale in cui il sistema politico sembra incardinarsi in un bipolarismo che tende al bipartitismo? La nascita del Pd e del Pdl rispondono alle tradizioni ideali, storiche e politiche, di quella cultura laica, repubblicana, liberaldemocratica che affonda le sue radici nel Risorgimento italiano? Se si risponde a quest'ultima domanda in modo negativo, come tutti i comportamenti lasciano capire, essendo Pd e Pdl due partiti costruiti per la conquista del potere e non certo partiti con una cultura di governo fondata sull'interesse generale, allora è semplice anche la risposta alla prima domanda: il Pri deve sopravvivere per la prosecuzione di un'idea, ma anche perché quell'idea serve l'interesse generale del paese. Qualcuno - afferma Widmer Valbonesi - pensa che si possa fare del Pri una Fondazione e poi sciogliersi nel Pdl; altri che occorra farlo verso il Pd. Dico subito che si può andare nel Pdl o nel Pd individualmente, ma nessuno si illuda che si possa liquidare il Pri, almeno fino a quando ci sono repubblicani che vogliono rimanere tali. Se qualcuno non se la sente più di combattere se ne vada, le porte sono aperte, ma nessuno può pensare di portarsi appresso la casa. E si può rimanere repubblicani anche dentro i due partiti? Si illudono coloro che pensano di essere ex Pri e rimanere repubblicani. Dove? Dentro il Pd, che vorrebbe essere il nuovo partito riformista sintesi delle tradizioni riformatrici del nostro Paese? Non è possibile, perché o si è repubblicani o si è un ibrido (comunista, socialista, liberale, cattolico). Non si può essere repubblicani e rivendicare la tradizione risorgimentale e poi essere una macedonia di tradizioni, alcune delle quali hanno addirittura combattuto il Risorgimento. E poi sarebbe anche un approccio sbagliato al nuovo partito, se ognuno degli iscritti al costituendo soggetto riformista parlasse in virtù delle proprie origini e non della nuova casa politica. Dove? Dentro il Pdl, in cui permangono posizioni nazionaliste, localiste, populiste e clericali? Le tradizioni possono rimanere nel cuore degli uomini e delle donne che le sentono; ma sopravvivono e si trasmettono solo se si è disposti anche ai sacrifici organizzativi e personali per tramandarle. Ed è un sacrificio condurre una battaglia di minoranza in un soggetto come il Pri che ha il titolo e l'eredità storica del repubblicanesimo italiano, titolo dato anche da personaggi che qualcuno intende rivendicare a simbolo della propria testimonianza politica".

    "Mazzini, Saffi, Ugo La Malfa e Spadolini - ricorda Valbonesi - hanno operato e sono morti dentro il Pri consapevoli del ruolo che la storia aveva loro affidato. Non sono andati sotto la bandiera altrui per testimoniare la loro fede repubblicana. E lo hanno fatto col coraggio di far vivere una dialettica politica, non di andarsene quando il loro punto di vista era minoritario: lottavano anche duramente, ma dentro il Partito repubblicano. La crisi della politica richiede un confronto alto delle idee; la tradizione repubblicana e liberaldemocratica non può vivere come testimonianza individuale: deve trovare espressione politica vera. Fino a che uomini e donne rimarranno nel Partito repubblicano, nessuno di coloro che andrà altrove si illuda di poter rivendicare la nostra gloriosa tradizione. Quindi, se qualcuno pensa che non possa esistere più una cultura repubblicana attraverso una forza repubblicana autonoma, e confondesse la dignità di una posizione politica - che pur se in alleanza può essere garantita - con l'opportunismo individuale, si sbaglia. Come si può parlare di rispetto dell'avversario se non si ha rispetto delle proprie origini e di coloro che le coltivano?Quello che lo storico della letteratura Francesco De Sanctis indicava come il soggetto da cambiare attraverso "la riforma morale risorgimentale", ai giorni nostri si è trasformato nel classico "ometto" che tira a campare, chiuso nel suo scetticismo, che si ritira in un limitato orizzonte incapace di gesti generosi come l'orgoglio di lottare in minoranza.Quando si cita Ugo La Malfa, ad esempio, si sappia almeno che andò sempre controcorrente, perché ricco di quelle virtù morali che solo chi rimane coerente con se stesso può mantenere. Per fortuna ci sono ancora repubblicani che, pur divisi sullo schieramento, sono ancora capaci di serrare le file sull'appartenenza, pronti a riprendere il cammino per la costruzione di quel polo laico liberaldemocratico che prima il congresso e poi il convegno di Milano avevano individuato. E che occorre portare avanti con determinazione. E chi non ci sta si collochi dove vuole, ma lasci il testimone a chi vuole tenerlo alto": conclude il segretario regionale del Pri dell'Emilia Romagna, Widmer Valbonesi.

    tratto da http://www.quotidianodelnord.it/inde...110&Rid=187794

  7. #897
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    L'Università del futuro: le proposte dei Giovani Repubblicani della Romagna

    1. IL BASTONE E LA CAROTA. D'ORA IN POI L'ASINO FARA' LA FAME…
    A Fronte degli obbligati tagli cerchiamo di non fare di tutta un erba
    un fascio. Cerchiamo quali sono state le facoltà che hanno ben
    gestito le proprie economie e differenziamole da quelle che invece
    hanno scelleratamente mal gestito le risorse. Questo per dare subito
    un chiaro segnale!!! NOI vogliamo un SISTEMA di INCENTIVI E
    DISINCENTIVI ADEGUATI, per cui sia di interesse degli individui fare
    buona ricerca e quindi buona didattica, e sia svantaggioso perpetrare
    comportamenti clientelari. Introdurre la cultura della valutazione e
    dell'assegnazione dei fondi pubblici per meriti scientifici, secondo
    criteri chiari, trasparenti e comparabili.

    2. ATENEI MAGGIORENNI… (Siate Responsabili!!!)
    AUTONOMIA AGLI ATENEI soprattutto nella gestione amministrativa e nel
    reclutamento dei professori. Gli atenei devono subire le conseguenze
    negative delle loro decisioni sbagliate (clientelismo e baronati) e
    beneficiare delle conseguenze positive efficienti ( assunzione dei
    professori meritevoli per innalzare il livello della didattica e dei
    migliori ricercatori e dottorati per la ricerca).

    3. HO VINTO LA LOTTERIA DEL CONCORSO… MA SONO UN SOMARO!!!
    ABOLIZIONE DEL VALORE LEGALE DEL TITOLO DI STUDIO perno della nostra
    idea di riforma per l'università, attorno al quale ruota l'aspetto
    finanziario, la possibilità di reclutamento dei meritevoli, e infine
    l'efficienza complessiva del sistema. Nel pubblico come nel privato
    deve essere giudicata la conoscenza e la competenza, che non può
    essere forzatamente parificata per tutti i laureati. Tuttavia,
    all'abolizione dei concorsi e del valore legale si deve giungere
    solamente dopo aver riformato gli incentivi.

    4. DALLO SCERIFFO DI NOTTINGHAM A ROBIN HOOD
    L'UNIVERSITÀ GRATUITA SERVE SOLO AI RICCHI. Il 24% degli studenti
    proviene dal 20% più ricco della società (1° quintile), l'8% proviene
    dal 20% più povero della popolazione (5° quintile). L'università
    quasi gratuita in Italia "costa troppo poco agli utenti", permettendo
    a molti ricchi di accedervi senza pagare il costo dell'istruzione
    anche se potrebbero accollarsi benissimo il servizio, mentre la
    maggioranza dei molti poveri non accedono all'istruzione terziaria,
    pagando seppur poco attraverso l'imposizione fiscale anche
    l'istruzione dei ricchi, con gravi ripercussioni sulla mobilità
    sociale, che in Italia è praticamente pari allo zero. Fare pagare
    parte dei costi di istruzione universitarie è equo, efficiente e
    libererebbe risorse che andrebbero a finanziare le borse di studio
    per i meno abbienti. Le risorse liberate da un aumento delle rette
    andrebbe re-investito in un sistema di borse di studio; per favorire
    la mobilità degli studenti; nella costruzione dei campus
    universitari, degli studentati o per i sussidi agli alloggi; nella
    crescita del livello di ricerca e didattica pagando di più i
    professori e ricercatori migliori.

    5. TE LA DO' IO L'AMERICA!!!
    INTERNAZIONALIZZARE l'Università in ricerca e didattica. Favorire
    l'assegnazione di quote tramite un fondo nazionale le esperienze
    degli studenti per periodi di ricerca all'estero, privilegiando gli
    atenei progrediscono in questo obiettivo assumendo docenti stranieri
    e che aumentando la presenza di studenti stranieri.

    6. QUESTA UNIVERSITÀ NON È UN ALBERGO!!!
    COMBATTERE L'ABBANDONO STUDENTESCO ALL'UNIVERSITA'. Per permettere a
    più studenti di raggiungere la laurea occorre affrontare il problema
    gravissimo dell'abbandono (che riguarda quasi il 55% degli studenti).
    Studi internazionali, dimostrano che le cause dell'abbandono maturano
    in buona parte durante il percorso formativo. Una migliore
    preparazione alle scuole primarie assicurerebbe una maggiore
    probabilità di raggiungere la laurea. Chiediamo che le risorse che
    saranno liberate dall'Università vadano immediatamente vincolate e
    reinvestite nella didattica per gli asili nido e nelle scuole
    primarie.

    7. DIVERSO E' BELLO!!!
    L'EGUALITARISMO GENERA INEFFICIENZA E LIVELLA VERSO IL BASSO LA
    QUALITÀ DEL SISTEMA UNIVERSITARIO. La pretesa dirigista e il tabù che
    tutti gli atenei siano uguali per offerta formativa e finanziamento è
    gravemente inefficiente, non premia le eccellenze e la didattica, non
    garantisce il diritto allo studio (senza una reale mobilità degli
    studenti), e soprattutto crea meccanismi che incentivano il
    livellamento generale verso il basso della qualità didattica e della
    ricerca, e non premia la concorrenza basata sulla qualità.

    8. SOLDI ALL'UNIVERSITA': POCHI, MALEDETTI E SUBITO
    DEFISCALIZZARE I CONTRIBUTI E LE SPESE PUBBLICHE E PRIVATE PER LA
    RICERCA E L'UNIVERSITÀ. Oggi siamo allo 0,9% contro media OCSE 1,4%.
    Porre le basi per un cammino che lo veda in crescita .Diventa
    fondamentale quindi la presenza di un meccanismo di valutazione da
    parte di esperti nazionali ed internazionali per procedere alla
    assegnazione dei fondi pubblici alla università. Dovremmo già partire
    sulla base dello studio già effettuato dal CIVR relativo al 2001-03
    sempre per iniziare a dare un orientamento da subito.

    9. QUANDO CI SONO DEI SOLDI, C'È SEMPRE QUALCHE POLITICO IN GIRO!!!
    FUORI LA POLITICA DALLE UNIVERSITÀ'. Le risorse pubbliche devono
    premiare solamente gli atenei e/o i dipartimenti eccellenti e che le
    stesse risorse siano sottratte e mai assegnate a quelli peggiori, i
    criteri devono essere assolutamente chiari, trasparenti e
    comparabili, e la loro allocazione deve essere assolutamente
    selettiva e non sottoposta all'influenza della politica.

    10. TORNA A CASA RICERCA !!! PASSA DAL PROGRESSO!!!
    CAMBIARE LA GOVERNANCE. In un sistema universitario rinnovato, in cui
    gli incentivi permetteranno una vera competizione, non sarà la
    didattica (Facoltà) a governare sulla ricerca (Dipartimenti), ma
    dovranno esserci rappresentanze che riflettano il forte raccordo,
    legame paritario tra ricerca e formazione, considerate come funzioni
    insieme specifiche e inscindibili, l'una a garanzia del buon esito e
    dei risultati dell'altra. Occorre riportare al centro dell'università
    italiana la Ricerca. Liberalizzare il reclutamento dei docenti,
    permetterebbe la valorizzazione di chi ha fatto della ricerca
    scientifica il proprio valore.

    11. MUOVITI, IL TRENO DEL TUO FUTURO NON ASPETTA!!!
    FAVORIRE LA MOBILITÀ DEGLI STUDENTI. In Italia significa concedere la
    possibilità agli studenti di muoversi se l'ateneo sotto casa è
    scadente e se intendono investire per un'istruzione di qualità
    superiore. Deve essere favorita attraverso sussidi degli affitti e la
    costruzione degli alloggi per studenti, ed è condizione sine qua non
    per valorizzare: la concorrenza tra atenei, la possibilità di
    selezionare e concentrate gli studenti più meritevoli negli atenei di
    eccellenza.

    12. DIVENTIAMO BAMBOCCIONI PERCHE' IN ITALIA CI VOGLIONO COSI'…
    SPERIMENTARE NUOVI MODELLI DIDATTICI. Significa liberalizzare la
    didattica, e favorire la specializzazione (riformare la formula
    attuale degli appelli d'esame che non dà nessun vantaggio agli
    studenti più meritevoli e in corso, rendere obbligatoria la
    frequenza, estendere il numero chiuso nelle facoltà, offriamo i
    campus e le università aperte 24 ore su 24, sperimentare l'abolizione
    del quinto anno delle superiori, introdurre la valutazione esterna
    per i programmi di dottorato).

    IL SISTEMA CATENA SU FACEBOOK FUNZIONA SOLO se ognuno degli
    interessati fa girare l'invito a tutti i suoi contatti..se l'idea vi
    è piaciuta VI CHIEDO di partecipare con i vostri contatti!!!
    GRAZIEEEEEEE

    Se fino a qui sei d'accordo con noi... approfondisci gli argomenti:
    http://www.fgr-fc.it/proponifestazione.htm

    tratto da http://it.groups.yahoo.com/group/Rep.../message/17468

  8. #898
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    Amministrative 2009, a Forlì patto Lega Nord, Viva Forlì e Pri

    (Sesto Potere) - Forlì - 29 novembre 2008 - Convocata in mattinata una conferenza stampa alla quale partecipano Francesco Casadei Gardini, Consigliere Comunale di Viva Forlì; Lauro Biondi , capogruppo del Pri, e Gianluca Pini, deputato e leader della Lega Nord Romagna, per la presentazione di un'intesa sulla sicurezza che di fatto costituisce anche una sorta di pre-accordo di coalizione alle prossime amministrative 2009.

    L'accordo Pri e Lega è già in fase di collaudo a Cesena. Pare dunque che a Forlì su questa strada si sia inoltrato anche il movimento fondato da Marino Bartoletti.

    Ma per adesso si tratta di un pre- accordo tematico sulla sicurezza, la difesa della legalità e dell'ordine pubblico nel territorio - è stata lanciata la proposta di costruire una sorta di villaggio della sicurezza - , non senza che da parte del Carroccio siano state lanciate critiche a Questore e Prefetto di Forlì , per altro, quest'ultimo, nominato direttamente dal ministro della Lega Maroni (!).

    Non siamo ancora all'intesa programmatica ed elettorale e non sono stati nemmeno citati in conferenza stampa gli (ex?) alleati di Fi e An.

    Ma l'accordo a tre - se nel corso del tempo troverà sostanza e si concretizzerà su una candidatura a sindaco unica - di fatto divide già le forze del centrodestra e allontana l'ipotesi di "grande coalizione" alla quale potrebbero partecipare anche Forza Italia, An e Udc.

    Senza contare che pochi giorni fa Minutillo de 'La Destra' aveva lanciato un accorato appello all'unità di coalizione di tutte le forze politiche ed i movimenti del centrodestra.

    Appello , come abbiamo visto, ampiamente inascoltato.

    Con evidente soddisfazione del centrosinistra , che ringrazia. E prenota con un certo anticipo il reingresso a Palazzo Municipale e a Palazzo della Missione.

    tratto da http://www.quotidianodelnord.it/inde...110&Rid=188535

  9. #899
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    Elezioni: Centrodestra in fermento. Il sondaggio della Lega ed il 'giallo' Biondi

    FORLI' - Continuano i confronti all'interno del Centrodestra in vista delle elezioni comunali 2009, ma sui candidati a sindaco ancora nulla è definito. La parola d'ordine delle forze di opposizione sembra essere 'unità', anche se si fatica a trovare un accordo sul candidato. In particolare sul nome di Lauro Biondi, segretario del Pri, l'interessato smentisce: "Non mi sono autocandidato, ma la disponibilità c'è". La Lega svela un sondaggio: possiamo vincere, ma senza Rondoni.

    Il caso Biondi. "Durante un incontro tra Pdl e Pri - sottolinea Antonio Nervegna, consigliere regionale Pdl e Marcello Rivizzigno, ora membro della direzione nazionale del Pri, conferma - Lauro Biondi si è auto proposto come candidato e l'ex segretario Rivizzigno ha accettato la candidatura per il partito".

    Ma Biondi davanti alla possibilità del suo nome tra quelli papabili per il Centrodestra, cade dalle nuvole: "Non mi sono mai proposto come candidato, come partito guardiamo molto di più ai contenuti piuttosto che ai personalismi, chiaramente come politico non nego la mia disponibilità ad una candidatura di servizio". A parte questo 'giallo', la rosa di proposte del Pdl si è ristretta su Alessandro Rondoni, direttore del settimane cattolico "Il Momento".

    Il sondaggio della Lega. "Abbiamo svolto un sondaggio interno - sottolinea il deputato e leader locale di Lega Nord, Gianluca Pini - dal quale è risultato che c'è la possibilità di vincere le le elezioni, ma non con il nome di Rondoni. La mia proposta, all'ultima riunione del tavolo provinciale, è stata quella di svolgere un sondaggio serio, tra le candidature proposte da ogni movimento politico e poi di fare le valutazioni. Nessuno mette pregiudiziali e nessuno vuole arrivare alla rottura, come è accaduto a Cesena, dove la Bianconi ha imposto un candidato. Aspetto una risposta entro qualche giorno, altrimenti decideremo come muoverci".

    'Dulcis in fundo' Pini svela qualche particolare rilevante del sondaggio condotto dalla Lega: "Sono due i candidati che risultano vincenti contro Nadia Masini, uno dei quali nostro, mentre nella corsa con Roberto Balzani, più interessante, solo un nome potrebbe vincere". Tuttavi su questi due soggetti il Carroccio mantiene il massimo riserbo.

    L'Udc vuole visibilità. E pare che l'alternativa unitaria all'amministrazione attuale sia l'intento anche dell'Udc. "Auspichiamo un'ampia coesione delle forze di opposizione per il bene della città - sottolinea il segretario provinciale, Andrea Pasini - Alessandro Rondoni, se fosse disponibile, sarebbe un'ottima candidatura per fare breccia nella società civile. Certamente come partito abbiamo l'esigenza di una nostra visibilità e stiamo ancora dialogando con le altre forze politiche. Faremo tutti gli sforzi e valuteremo tutte le proposte, ma se sarà necessario, non avremo problemi a correre da soli".

    Per il Pri è presto. "Non stiamo con le mani in mano - sottolinea invece il leader del Pri forlivese, Lauro Biondi - come repubblicani continuiamo a fare proposte ed il tempo per presentare candidati e programmi c'è. L'intenzione è quella di proporre un'alternativa al governo di centrosinistra, ma questo 'campionato' si deciderà in primavera. Il Pdl sta ancora chiarendo chi è, per cui la candidatura di Rondoni mi sembra una proposta affrettata da noi non condivisibile, solo dal punto di vista politico, per ciò che rappresenta sul versante culturale".

    Nessuna imposizione dal Pdl. Dal Pdl arriva un messaggio rassicurante: "Non vogliamo né forzature, né imposizioni - sottolinea Nervegna - ma un ragionamento sulle proposte. Non abbiamo fatto le primarie perchè la nostra struttura non è 'militarizzata' come quella del Pd, che ha coinvolto tutti gli organismi collaterali". Ma che dal 15 dicembre, dopo le primarie, avrà un proprio candidato sindaco.

    Chiara Fabbri

    tratto da http://www.romagnaoggi.it/forli/2008/12/2/109742/

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    In altri tempi una sfida tra Roberto Balzani e Lauro Biondi sarebbe apparsa come una battaglia congressuale interna al PRI. Qualcuno può dirmi da quando il buon Roberto (nel senso letterale, io credo sia un'ottima persona) che io ricordo come fine articolista della pacciardiana "Lettera repubblicana" è finito nel PD?

 

 
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