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  1. #321

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    Predefinito tratto dal sito web: http://www.pri.it

    Ravenna/Mingozzi scoprirà una lapide per Giordano Gamberini

    Sabato 29 novembre c.a. alle ore 11 la Casa Matha di Ravenna, millenaria istituzione romagnola, dedicherà l'aula Magna a Giordano Gamberini per il suo lungo impegno nell'istituzione. Il vice sindaco Mingozzi, nel quadro della cerimonia, scoprirà presso la casa Gamberini una lapide che ricorda con queste parole il prof. Giordano Gamberini "Commendatore al merito della Repubblica, uomo saggio e discreto, generoso e disponibile verso il prossimo, attivo nella comunità che non si risparmiò nella affermazione di ideali di fratellanza e di giustizia".

  3. #323

  4. #324

  5. #325
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE DI ROMAGNA 16 dicembre 2003

    Sei domande al centro sinistra

    CESENA - Nel centro sinistra i giochi sono ancora aperti. Al momento le possibilità maggiori sono quelle dell’ingresso di Rifondazione Comunista e dell’uscita dei Repubblicani. L’idea non entusiasma il sindaco che vorrebbe partire dall’attuale maggioranza. Il suo margine di manovra però sembra risicato in quanto la trattativa è condizionata dagli aspetti nazionali. E’ chiaro che ogni Comune fa storia a se, ma è difficile uscire da un binario già disegnato. I Ds e Giordano Conti ne sono consapevoli, ma nello stesso non vorrebbero perdere i repubblicani, uscita che potrebbe determinare un effetto domino.Attorno all’Edera (comunque non andrà a destra) potrebbe nascere una coalizione di centro composta da esponenti del centro sinistra scontenti per l’accordo con Rifondazione. Tra questi c’è Giuliano Pistocchi, capogruppo della Margherita, che in questo ultimo periodo mostra molta insofferenza. Potrebbe poi imitarlo anche il socialista Gilberto Gallone.Intanto anche il mondo sindacale guarda con interesse e preoccupazione l’evolversi di una trattativa sempre più intricata. Molto preoccupato è anche Giuliano Zignani, segretario della Uil.Come vede la situazione?“Siamo consapevoli delle difficoltà che ci sono, ma preferiremmo che il confronto si spostasse dalle segrete stanze dei partiti alla società civile che ha tutti i diritti di sapere quali soluzioni si propongono per i problemi della città e del territorio provinciale”.Cosa chiede?“In particolare la realizzazione di infrastrutture che diano soluzioni ai problemi della nostra economia così come altre problematiche riguardanti il consolidamento della rete commerciale ed altro”.Zignani poi invita i partiti della coalizione di centro sinistra a dire come la pensano su sei temi che lui ritiene fondamentali per lo sviluppo di Cesena: a quando e come la nuova via Emilia? A quando e come la E55 e la messa in sicurezza della E45? Come verrà gestito il nuovo Prg, soprattutto per risolvere il problema della casa e quello delle aree produttive? Cosa ne sarà del progetto del nuovo Foro Annonario? Come si completerà il piano parcheggi? Quale rapporto si stabilirà con il privato e su che base programmatica?

  6. #326
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 18 dicembre 2003

    I Ds fanno la corte al Pri

    CESENA - I Ds tentano di salvare il loro matrimonio con il Pri ma senza rinunciare alla propria poligamia. Le avvisaglie di divorzio che arrivano dall’Edera hanno creato dentro la Quercia lo stesso scompiglio emotivo che provocano certe lettere consegnate dagli avvocati divorzisti a coniugi ignari che le nozze stavano andando a rotoli: stupore, difficoltà a capire, un pizzico di rabbia ma tanta voglia di appianare i dissapori e lasciarseli alle spalle. Il segretario diessino Graziano Gozi non ci sta a perdere “quella che è stata una parte importante della solida esperienza di governo di questi anni a Cesena. Un partner - aggiunge - a cui va riconosciuta una fetta importante del merito per i positivi risultati raggiunti”. L’appello che segue è chiaro: “Non vediamo ragioni per cui i Repubblicani dovrebbero uscire dalla coalizione”. Addirittura, di fronte ad una domanda sui rapporti che il centrosinistra potrebbe allacciare con il Pri nel caso in cui si arrivi al secondo turno alle prossime elezioni, Gozi rifiuta di rispondere: “Non voglio neppure prendere in considerazione questo scenario, perché ci sono tutti i margini per una riconferma dell’alleanza con i Repubblicani fin dal primo turno. Il timoniere dei Ds, però, non è uno sprovveduto e si rende conto che le probabilità di una rottura restano molto alte. Perciò mette le mani avanti per allontanare lo spauracchio di separazioni troppo precoci e traumatiche, se non in occasione del prossimo bilancio subito dopo: “Abbiamo fatto un patto con i cittadini nel ’99 - ricorda - Va portato fino in fondo. Non si può scaricare sulla città la lacerazione nata da dibattiti politici interni, facendoli pagare ai cittadini”. Insomma, se anche la situazione precipitasse definitivamente, prima della contesa elettorale in primavera, la Quercia chiede con forza che l’attuale coalizione non si sfaldi.Tornando agli orizzonti futuri, Gozi è comunque fermo su un punto: “Il Pri non può dire “o noi o Rifondazione”: sarebbe un ricatto. D’altronde l’Edera ha sempre avuto una linea costante dichiarando che le alleanze vanno fatte sulla base dei programmi. La pregiudiziale anti-comunista non ha proprio senso: persino in passato, quando il peso delle ideologie era maggiore, il Pri ha stretto alleanze con il Pci”. A questo punto, non può mancare qualche riflessione sui programmi. “Quelle che sono state definite dal tavolo allargato del centrosinistra sono solo linee guida - spiega Gozi - Sono importanti ma non sono ancora il programma del sindaco. Per questo l’irrigidimento del Pri per noi è stato un fulmine a ciel sereno, anche perché il percorso fatto finora è stato deciso di comune accordo. Ci sono ancora ampi margini di manovra e da parte nostra c’è la massima disponibilità ad esaminare fino all’ultimo giorno le questioni programmatiche che il Pri, così come gli altri partiti che si sono seduti al tavolo, vorranno porre”. E certe posizioni vissute come ostacoli insormontabili dai Repubblicani, a cominciare dalle svolte paventate sul Foro annonario e sull’Emilia bis? “Per quel che riguarda la nuova arteria stradale, non capisco certe preoccupazioni - afferma Gozi, rispondendo anche alle richieste di chiarimento Uil alle forze politiche - Nelle linee d’indirizzo abbiamo scritto che, dopo il lotto zero, la via Emilia bis e la messa in sicurezza dell’attuale Emilia sono le priorità dei prossimi anni. Dunque non ci sono retromarce o cancellazioni rispetto a quanto già progettato. Per quel che riguarda il Foro, l’obiettivo che ci siamo dati di ristrutturare e riqualificare quello spazio resta fermo. Bisogna però essere aperti a ragionare sulla tipologia degli esercizi commerciali da collocare all’interno e sul parcheggio sotterraneo, anche alla luce di valutazioni di sostenibilità finanziaria dell’intervento”.

    gpc

  7. #327
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    Predefinito ha ragione gozi

    i comunisti mica sono quelli di rifondazione. Sono quelli come lui.

  8. #328
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 20 dicembre 2003

    Centrosinistra, è dilemma

    FORLI’ - La scelta del candidato a sindaco del Centrosinistra ha conquistato un piccolo tassello, l’altra sera. La discussione sul programma fra tutte le forze politiche di questo schieramento è riuscita a “chiudere” la bozza conclusiva. Non è ancora il programma elettorale che verrà presentato agli elettori, ma ci assomiglia parecchio. Lunedì sera si terranno, comunque, due incontri separati dei due principali partiti della coalizione. I Ds si fanno gli auguri al circolo Arci di Villanova, mentre la Margherita si riunisce all’Engel nella stessa data. I partiti rimangono fermi nelle loro posizioni con i candidati Nadia Masini e Antonio Branca. Finora, per fortuna, nè Ds, nè Margherita hanno smentito la bontà di un nome o dell’altro, ma l’incertezza che permane regala consensi ai candidati avversari e in “primis” a Marino Bartoletti, l’unico sfidante con possibilità (ancora da verificare) di tentare la via del ballottaggio contro il candidato del Centrosinistra. E se non bastassero i ritardi non va sottovalutato il nervosismo del Pri. Oggi, in un incontro regionale, l’Edera chiederà “garanzie” agli alleati anche sulla Romagna. E così spunterà la richiesta di una candidatura repubblicana addirittura alla guida della Provincia... un Pri dopo il Pri visto che il presidente uscente è il cesenate Piero Gallina e non potrà essere ripresentato. I repubblicani giocano le loro carte. Sanno perfettamente che una loro mancata partecipazione immediata alla coalizione di Centrosinistra, alza le probabilità di arrivare al ballottaggio. Perchè rimane sempre valida l’avvertenza dei giorni scorsi: l’unica possibilità di Bartoletti di acciuffare la vittoria è quella di non fare incassare, alla prima tornata, la maggioranza dei voti al candidato del Centrosinistra. Il disegno ideale per il Centrodestra e per la lista civica in “formazione” guidata da Bartoletti è proprio avere come sfidante Nadia Masini, ma indebolita da almeno altre tre liste concorrenti. La cronaca politica non può rimanere insensibile infine a quello che sta succedendo a Reggio Emilia, l’altra città che va osservata per comprendere l’equilibrio fra Ds e Margherita. Ieri sera si doveva tenere una riunione programmatica di tutta la coalizione...ma è saltata all’ultimo minuto, destando l’impressione che nella città emiliana c’è molta più confusione e contrasto che nella città romagnola. La Margherita su Graziano Delrio, già anticipato come candidato a sindaco, non è disposta a mollare. Mentre fra i Ds la candidatura dell’avvocato Romano Corsi non sembra ricoprire il gradimento di tutte le componenti interne al partito che ha la maggioranza relativa.

    Pietro Caruso

  9. #329
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    Predefinito ... riceviamo da Widmer Valbonesi ...

    UNA RISPOSTA DEFINITIVA AI REPUBBLICANI DI SINISTRA

    Siete ex Pri e rimarrete sempre repubblicani?
    Dove ? dentro ai DS o al nuovo partito riformista sintesi delle tradizioni riformatrici del nostro Paese? Non è possibile, perché o si è repubblicani o si è un ibrido (comunista,socialista,liberale,cattolico )non si può essere Repubblicani intransigenti e rivendicare la tradizione Risorgimentale essendo una macedonia di tradizioni alcune delle quali hanno combattuto il Risorgimento. E poi sarebbe anche un approccio sbagliato al nuovo partito se ognuno degli iscritti al partito riformista costituendo parlasse in virtù delle proprie origini e non del nuovo soggetto politico.
    Le tradizioni possono rimanere nel cuore degli uomini e delle donne che le sentono ma sopravvivono e si trasmettono se si è disposti anche ai sacrifici organizzativi e personali per tramandarle.
    Ed è un sacrificio condurre una battaglia di minoranza in un soggetto come il PRI che ha il titolo e l’eredità storica del repubblicanesimo italiano titolo dato anche dai personaggi che qualcuno intende rivendicare a simbolo della loro testimonianza politica.
    Mazzini, Saffi ,La Malfa Ugo, Spadolini hanno lottato e sono morti dentro al PRI consapevoli del ruolo che la storia aveva loro affidato non sono andati sotto la bandiera altrui per testimoniare la loro fede repubblicana.
    E lo hanno fatto col coraggio di far vivere una dialettica politica non di andarsene quando il loro punto di vista era minoritario , lottavano anche duramente ma dentro al Partito Repubblicano.
    La crisi della politica richiede un confronto delle idee alto e la tradizione repubblicana e liberal –democratica non può vivere come testimonianza individuale deve trovare espressione politica vera .
    Fino che uomini e donne rimarranno nel partito repubblicano voi non potrete rivendicare nessuna tradizione se non la viltà di non avere creduto in quella tradizione.
    E non è questione del Pri di Giorgio La Malfa, voi arrecate offesa a chi aderisce al Pri secondo coscienza , voi arrecate offesa a tutti repubblicani se pensate che possano scambiare il PRI con la fedeltà ad un uomo pur se prestigioso, voi arrecate offesa a chi dentro al Pri sta combattendo una battaglia politica che non è l’ alleanza col centro –destra, ma voi, caro Roberto Casadei e coloro che si fregiano dell’identità di repubblicani di sinistra, recate offesa a voi stessi prima di tutto e alla verità , perché voi siete andati via dal PRI quando il PRI era nel centro sinistra in tutta Italia .
    La frequenza materialista non dovrebbe far smarrire la coscienza storica.
    Quindi il vostro è stato ben altro voi avete pensato che non potesse esistere più una cultura repubblicana attraverso una forza repubblicana autonoma e avete confuso la dignità di una posizione politica che pur se in alleanza può essere garantita , coll’opportunismo che individualmente potevate ottenere.
    Quindi come potete parlare di rispetto dell’avversario se non avete rispetto delle vostre origini e di coloro che le coltivano, come potete avere rispetto di voi stessi se siete disposti ad imbrogliare persino i vostri percorsi personali per ragioni di polemica politica?
    Ormai siete imbarazzanti anche per coloro che vi hanno accolto perché loro considerano noi i repubblicani e voi diessini ,come è, e siete non quei cittadini fieri ed orgogliosi della propria identità, ricordate molto di più l’uomo del Guicciardini , scaltro e cinico che ha una capacità di adattamento, una pieghevolezza istintiva che lo salva sempre .
    Quello che lo storico della letteratura Francesco De Sanctis indicava come il soggetto da cambiare attraverso” la riforma morale risorgimentale” e che ai giorni nostri si è trasformato nel classico “ometto”che tira a campare, chiuso nel suo scetticismo, si chiude in un limitato orizzonte incapace di gesti generosi come l’orgoglio di lottare in minoranza.
    Quando si cita Ugo La Malfa ad esempio si sappia almeno che Egli, fu l’antitesi del freddo calcolatore e cinico o dell’ “ometto”, ed andò sempre controcorrente, perché ricco di quelle virtù morali che solo chi rimane coerente con se stesso può mantenere.

    Valbonesi Widmer Oliviero

  10. #330

 

 
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