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  1. #671
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    Addio al Pri dei “dissidenti”

    FORLI’ - La consociazione forlivese continua a vivere il tormento delle divisioni e rischia di fare subentrare anche l’incertezza del suo ruolo come forza di governo della città e della provincia. La scelta di espellere dall’Edera, su iniziativa del Collegio nazionale dei probiviri presieduto dal forlivese Virginio Pasini, l’ex-segretario Luigi Sansavini, assessore in Provincia e gli assessori comunali Bucci e Buffadini, ha aperto una nuova ferita anche fra altri repubblicani, che erano stati soltanto sospesi. Escono dal Pri, rifiutando di rinnovare la tessera anche Alessandro Michelacci, consigliere comunale insieme Umberto Siboni a Forlimpopoli; Mario Proli, consigliere comunale a Predappio, Franco Bonavita e William Sanzani, consiglieri comunali a Castrocaro, Davide Stefanelli e Paolo Baldoni, consiglieri comunali a Civitella di Romagna, Andrea Bernabei, consigliere comunale; Giovanni Farneti, consigliere circoscrizionale nel Comune di Forlì. “Noi sottoscritti, già aderenti al Partito Repubblicano Italiano, in merito all’esito del giudizio probivirale del 5 giugno scorso , del quale non ci è stato notificato ancora nulla, determinato dal noto dissenso politico da noi espresso all’epoca delle passate consultazioni politiche, teniamo a precisare che: “la conversione dell’onorevole Giorgio La Malfa e del ‘commissario’ Valbonesi alla causa del ‘no’ al referendum, in aperto contrasto con i deliberati dell’ultima Dn del Pri, rende evidente il grado di trasformismo e di superficialità che informa i vertici un tempo gloriosi del Partito. Non bisogna credere loro: noi siamo stati espulsi o colpiti proprio perché in aperto dissenso rispetto alla linea di destra. Ora, quegli stessi che alle elezioni erano con Forza Italia vorrebbero salire sul carro dei referendari. E’ ridicolo e grottesco”. E poi l’intenzione di questi esponenti repubblicani (senza più tessere del Pri) si palesa: “La scelta di ricostituire la Consociazione Romagnola, come luogo di socializzazione primaria, di aggregazione e di politicizzazione, dopo anni di vuota retorica scaricata da Roma in periferia, è per noi un obiettivo prioritario e irrinunciabile. I soci lo chiedono: vogliono tornare ad essere protagonisti del loro destino. Noi, questo destino lo ricostruiamo fin da ora, opponendoci all’ingiusta e folle riforma costituzionale della Destra, ribadendo, coralmente (e non da adesso), il nostro convinto No. Noi facciamo, faremo in pace, la nostra strada”.

    tratto da Corriere Ronagna 24 giugno 2006

  2. #672
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    Pri: “La maggioranza sia più decisa sulla E55”

    RAVENNA - Sulla E55 il Partito repubblicano chiede “posizioni più decise” al presidente della Provincia Francesco Giangrandi, “maggiore chiarezza” a “taluni settori della maggioranza” e annuncia che su questa “irrinunciabile infrastruttura” non è disposto a fare sconti.L’assessore provinciale repubblicano Eugenio Fusignani affida al sito web del suo partito la sua presa di posizione sulla grande arteria, oggetto dell’ultima seduta del consiglio provinciale. In quella sede, l’amministratore (che oggi ha la delega alla Protezione civile, ma nella passata legislatura si occupava proprio di Lavori pubblici e viabilità) afferma di non aver colto, nel dibattito, “una sufficiente dose di chiarezza da parte di alcuni esponenti della maggioranza”.Parla, in particolare, di “richiami pleonastici ai contenuti del Ptcp”, che essendo lo strumento di programmazione è già di per sè imprescindibile. Ragione per cui ritiene che mercoledì scorso “si sia persa un’occasione importante”.Il riferimento è probabilmente ai consiglieri di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, che hanno sollevato dubbi sulle possibili eccezioni sulla natura del sistema operativo - autostrada o superstrada - e sul percorso del tracciato. Perplessità che potrebbero aver messo in allarme i repubblicani, che hanno fatto dell’arteria uno dei loro cavalli di battaglia, dal momento che proprio il Pdci esprime oggi l’assessore ai Lavori pubblici e viabilità, Marino Fiorentini. E che temono che questa titubanza possa essere sintomo della volontà di mettere in discussione l’opera.Per Fusignani occorre invece “imprimere un’accelerazione facendo dei passi in avanti più decisi e convinti, poiché Ravenna ci guarda e aspetta risposte concrete per il suo sviluppo”. A maggior ragione oggi, con un governo “amico”, insiste l’assessore, “che ci pone nella condizione di non poter accampare nessun tipo di alibi”.Richiama quindi tutte le forze alleate a quello che è, a suo avviso, il nocciolo della questione: “Oggi siamo chiamati a esprimerci sull’opera nella sua globalità, ovviamente avendo la massima attenzione al tratto Ravenna-Venezia, a prescindere dalla natura del sistema operativo e da qualsiasi stucchevole dissertazione sul tracciato, peraltro già individuato, pur se in larga banda, dal Ptcp approvato nel marzo scorso”.Conclude quindi con un auspicio che suona quasi come una minaccia: “Per i repubblicani il tema dei collegamenti e della realizzazione dell’E55 restano i temi fondamentali sui quali imperniare l’azione amministrativa di questo mandato; speriamo che lo siano anche per tutte le componenti dell’alleanza, perché su questo tema non siamo disponibili a fare sconti a nessuno”.

    e.d.m.

    tratto da Coriere Romagna 2 luglio 2006

  3. #673
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    L’Edera: niente cariche di vertice nelle Circoscrizioni

    Ravenna - Mentre si stanno eleggendo i presidenti, i repubblicani hanno deciso di annunciare ufficialmente che non assumeranno, come preannunciato, cariche di vertice nelle Circoscrizioni.La decisione è stata resa nota ieri, con un comunicato stampa diramato dopo una riunione congiunta del comitato di segreteria dell’Unione comunale del Pri e degli eletti repubblicani. Obiettivo: analizzare appunto la situazione delle Circoscrizioni del Comune di Ravenna. Al termine del confronto, queste sono state le conclusioni.“Il Pri - recita la nota - deve rilevare che la metodologia per giungere all’individuazione dei presidenti e dei vicepresidenti delle Circoscrizioni non è stata ispirata al principio della collegialità ed i criteri di individuazione delle massime cariche circoscrizionali sono stati confusi ed approssimativi”.Tutto questo, secondo l’Edera, sarebbe accaduto “con maggiore e particolare evidenza nel caso della Circoscrizione di San Pietro in Vincoli”. Per questi motivi quindi, “la segreteria del Pri di Ravenna e gli eletti repubblicani hanno determinato di non assumere, in queste condizioni, alcun incarico di vertice”.Non solo. Proprio “per la già richiamata particolarità della situazione creatasi nella Circoscrizione di San Pietro in Vincoli, si è deciso che, in quel consiglio, gli eletti del Pri determineranno in piena autonomia il loro atteggiamento di voto in base alle proposte che verranno avanzate”.A questo punto nel parlamentino della storica roccaforte repubblicana che avrà l’unico presidente espresso dalla Margherita potrebbe anche verificarsi uno scenario dell’Edera che potrebbe anche schierarsi con l’opposizione.Nelle altre Circoscrizioni invece, “giacchè i repubblicani hanno partecipato e contribuito alla creazione dei programmi amministrativi del centrosinistra, i consiglieri del Pri esprimeranno, lealmente e con senso di responsabilità, un voto a favore dei candidati espressi dalla coalizione di maggioranza. I consiglieri repubblicani delle Circoscrizioni - conclude il comunicato stampa - svolgeranno, in ogni caso, all’interno dei singoli consigli, un’azione di proposta sui problemi delle diverse località e di stimolo per l’attuazione puntuale dei programmi del centrosinistra”.Intanto i consiglieri repubblicani delle Circoscrizioni hanno infine deciso di costituire la consulta repubblicana del decentramento ed hanno nominato, quale coordinatore, Ettore Laghi.

    tratto da Corriere Romagna 9 lugli 2006

  4. #674
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    “Uscire dalle logiche lobbistiche”

    CERVIA - Si ritorna a parlare di “lobby” nel mondo politico e la giunta anche questa volta non è estranea all’argomento. Quando infatti lo fece l’ex vicesindaco repubblicano Giovanni Lucchi, nella scorsa legislatura, si aprì immediatamente una crisi sfociata con le sue dimissioni. Ora è ancora il Partito Repubblicano a porre la questione, questa volta per voce del segretario Alessandro Carli.“Occorre uscire - afferma infatti - dalle logiche lobbistiche. L’Amministrazione comunale infatti deve lavorare per il bene della città, guardando agli interessi generali, non certo dei singoli”.Chi faccia parte di questa lobby però (Cooperativa bagnini o Ascom?) Carli non lo dice, come pure si era sempre guardato dal rivelarlo Lucchi, poi caduto in disgrazia dopo il suo avvicendamento con Gabriele Armuzzi.Certo, lo scossone dell’Ascom al mondo economico e politico, con il suo abbandono del Tavolo di concertazione, rimette in discussione certi equilibri tracciando scenari diversi. E c’è chi “insinua” un suo marciare in sinergia con l’Edera.“Le strategie delle associazioni - si affretta però a precisare Carli - sono autonome rispetto a quelle dei partiti. Il parallelismo fra repubblicani ed Ascom è del tutto fuori luogo o per lo meno non è costante. Noi non facciamo quello che dicono loro e viceversa. Ripeto, la nostra preoccupazione riguarda i problemi di tutta la città: ci interessano di più le sorti dell’Ipab, piuttosto che l’apertura serale della spiaggia”.A proposito di deroga però, gli amministratori repubblicani avevano minacciato la crisi di giunta causa il loro mancato coinvolgimento. Poi sulla vicenda è calato il silenzio. “Si è trattato solo - spiega ora il segretario - di un problema metodologico, del resto già chiarito. Lo stesso vice sindaco Armuzzi era d’accordo sull’ordinanza, che ha prolungato l’orario degli stabilimenti balneari in occasione delle ultime due partite degli azzurri ai mondiali. Non ci sono problemi di giunta quindi e gli amministratori del Pri rimangono al loro posto”. Anche l’Ascom però rimane fuori dal Tavolo, e deciderà nei prossimi giorni il da farsi, con un summit dei suoi operatori.Oggi però dovrebbe partecipare alla riunione fra il Comune ed i rappresentanti degli street bar, per firmare l’accordo anti - fracasso. L’attività notturna infatti verrà controllata da due nuove figure professionali, che avranno il compito di monitorare il volume dei decibel.

    Massimo Previato

    tratto da Corriere Romagna 14 luglio 2006

  5. #675
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    Appuntamenti Nucara

    Francesco Nucara è venerdì 28 luglio, ore 13,00, a Milano Marittima. Incontra tutti i dirigenti del Pri locale, ristorante "Locanda del mare". Alle 21,00 a Cesena, presso il Circolo Martorano, per la festa de "La Voce Repubblicana".



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  6. #676
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    Romagna, intervista al segretario Francesco Nucara/Necessario un lavoro costante per mantenere il Pri in buona salute
    "Uil, ricostruire un antico rapporto"

    Intervista apparsa su "La Voce di Romagna" di domenica 30 luglio.

    Si è dato parecchio da fare per mantenere in vita il Partito Repubblicano: il Pri esiste ancora, ma l'Edera è illuminata solo da un tenue lumicino e ancora non si capisce se il futuro va verso destra o verso sinistra. E il segretario Francesco Nucara, venerdì presente alla Festa della "Voce Repubblicana" di Martorano, affronta questo tema dicendo che "non ci sentiamo vincolati a nessuno, se non alla nostra coscienza".

    Nucara, non è una novità che la vicinanza a Forza Italia, in Romagna, provochi parecchi mal di pancia ai repubblicani …

    "Io non mi sento eletto da Forza Italia"

    Eppure era nella lista di Berlusconi …

    "Forza Italia non ci ha regalato niente. Da questo punto di vista il partito può considerarsi indipendente da Forza Italia: per ottenere due deputati e un senatore occorrono circa 100mila voti, cioè i voti del Pri. Non abbiamo la forza di eleggerci da soli, ma ribadisco che non mi sento condizionato da Forza Italia".

    Dalle elezioni politiche il Pri ne è uscito con le ossa rotte, da quelle amministrative decisamente rinfrancato. Che analisi fare?

    "Il partito non è fallito. Credo che ora più che mai ci debba essere amore verso l'Edera; le elezioni, alla fine, non durano che un giorno. Ci deve essere impegno continuativo. Il Pri vive da 110 anni ed è il più antico e moderno partito d'Italia, nonché migliore interprete del pensiero mazziniano".

    Va bene, ma intanto al vostro interno la frattura si amplia, sono stati sfiduciati degli amministratori repubblicani …

    "Le giunte passano, si rinnovano. Il problema è se riusciamo a trasmettere amore verso un'idea. Sbagliamo ad essere attaccati ad una poltrona. Io non mi sono nemmeno accorto di non essere più viceministro, perché ho svolto questo compito come servizio al mio paese. Se in giunta non si ha rilevanza politica non ha senso rimanerci, se non si incide sulle decisioni di un ente perché restare? Uno deve fare l'assessore perché altrimenti è disoccupato? Purtroppo è finito il tempo della selezione della classe politica".

    Nel frattempo il presidente Giorgio La Malfa si è dimesso. Non è un segno di instabilità interna al partito?

    "I rapporti con La Malfa sono molto buoni e personalmente sono molto dispiaciuto della sua scelta, mi auguro solo che questo sia un temporale estivo. Da parte mia, il mio migliore amico è il Pri e considero il Pri la mia famiglia e farò tutto il possibile per il bene del partito".

    In Romagna esistono le ultime Uil repubblicane d'Italia, ma il rapporto col sindacato non è molto buono.

    "Il rapporto col sindacato è stato lacerato anche in questi ultimi anni. Su certi punti da parte del partito ci sono state posizioni di rifiuto anche nei confronti di associazioni come Agci ed Endas.

    Non abbiamo saputo tenere un rapporto col sindacato, e ora stiamo cercando di riprendere il filo".

    (a cura di Maicol Mercuriali)



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  7. #677
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    “No alla moschea gratis”

    CESENA -“Caro Fausto, questa volta sbagli”. Mario Guidazzi, capogruppo del Pri, è critico con l’intervento del vicesindaco. Ieri è stato pubblicata una nota con la quale Fausto Aguzzoni interveniva sul tema dell’integrazione degli extracomunitari. C’era anche un’apertura alla realizzazione della moschea. “Ho letto e riletto l’intervento di Aguzzoni - dice Guidazzi - e ci ho trovato tante banalità. Il problema dell’immigrazione deve essere affrontato in modo meno superficiale”.L’esponente del Pri ritiene che per parlare di integrazione gli islamici debbano accettare i principi della convivenza civile dello Stato Italiano. Però pensa che gli esponenti islamici non abbiano intenzione di farlo. “Se partissimo da queste condizioni anch’io mi impegnerei per fare questa battaglia”.Poi interviene sulla moschea. “A Roma se la sono costruita, ma pagandosi il terreno e la costruzione. Devono fare altrettanto a Cesena. Su questo dobbiamo essere chiari. Il rapporto con l’Islam non è assimilabile a quello con altre religioni come, ad esempio, Testimoni di Geova e Avventisti”.

    tratto da
    http://www.corriereromagna.it/isapi/...SENA&id=426054

  8. #678
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  9. #679
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    “Una fontana pubblica nell’area San Pellegrino”

    CESENATICO - Una fontana pubblica da far nascere nell'area San Pellegrino a Villalta.Anche la toponomastica del nome suggerisce l'idea della fontanella d'acqua. Ciò per dissetare le tante persone che per gioco e sport, per passeggiare e andare in bicicletta, tra il verde della campagna circostante, vi si incamminano. E' quanto sollecita a fare il capogruppo dei repubblicani in consiglio comunale, Bruna Guglielma Righi. Il consigliere prende carta e penna e scriva al sindaco Panzavolta. Parla della zona artigianale di via San Pellegrino come di un'area dove alle strutture artigianali e alle strade si accompagnano alberi e verde pubblico. Si tratta di strade, che proprio per il fatto di essere poco trafficate, la sera sono meta di passeggiate di persone di ogni età: camminano, corrono, giocano, vanno in bici portano in giro cani al guinzaglio. L’invito di Bruna Righi riguarda proprio questa zona: "Considerato l'uso ludico serale, diffusosi nell'area San Pellegrino, che peraltro non pregiudica le attività artigianali del giorno, sarebbe bene che in questo naturale punto di aggregazione all'aperto fosse collocata una fontana d'acqua potabile".

    tratto da
    http://www.corriereromagna.it/

  10. #680
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    Polemiche più lunghe dei moli

    cervia - “Prima di coinvolgere persone o partiti, è bene che uno si consulti, così evita di dire inesattezze”. Replica così il capogruppo del Partito Repubblicano, nonché consigliere della Cooperativa bagnini, dirigente dell’Ascom, presidente Legacoop di Cervia e vicepresidente del Sib Giancarlo Cappelli, alle accuse di Cna, Confartigianato, Circolo nautico e Cooperativa pescatori.



    Secondo queste associazioni, avrebbe praticato il classico “doppiogiochismo”, approvando il progetto dell’Arpa sul prolungamento dei moli insieme alla Consulta del porto e bocciandolo subito dopo. “E’ vero - afferma lui -, in passato mi sono espresso contro il prolungamento dei moli, temendo per l’integrità della spiaggia; mi dà conforto lo studio dell’ingegner Mentino Preti, secondo cui il prolungamento di qualsiasi molo interrompe il flusso naturale della sabbia lungo la costa, determinando l’insorgere di processi erosivi. Però non posso accettare l’attacco che mi viene fatto, dove si sostiene che io dicevo il contrario”. Cappelli chiarisce poi di non far parte della Consulta del porto, e di non essere presidente della commissione consiliare che aveva convocato l’incontro sui problemi del suo insabbiamento nella sala del Consiglio comunale. “Ero solo presente come invitato, quale componente della Commissione - aggiunge - e in quell’occasione ho detto che la marineria e il diporto non possono convivere con una situazione del genere, causata dai bassi fondali; però bisogna usare cautela nel modificare i moli, perché non si può risolvere un problema creandone un altro. Ho condiviso dunque l’ipotesi del prolungamento parziale del molo di sinistra, sostenendo però come quella soluzione mi lasciasse delle perplessità, e quindi si dovesse intervenire, in via sperimentale, con strutture provvisorie; se avessero ingenerato degli episodi erosivi, si sarebbe intervenuti per eliminarli. In questi giorni ho criticato la Cooperativa bagnini, mia associazione, perché non ha mai preso posizione sul progetto; quindi c’è una grande differenza da quello che hanno affermato i miei contestatori. Ma se si vuole fare polemica e si vuole solo apparire, questa è la strada buona”.

    m.p.

    tratto da http://www.corriereromagna.it/

 

 
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