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    Intervista della Voce Repubblicana a Giannantonio Mingozzi/Bilancio positivo per Ravenna e per l'Edera
    Porto e Università, le carte vincenti del vicesindaco

    di Chiara Capotondi

    Abbiamo intervistato il vicesindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi, al suo secondo mandato nelle liste del Pri che, in Emilia Romagna, corre con l'Unione. Mingozzi ha la delega per il Porto ed è incaricato per l'Università e la Cultura.

    Vicesindaco, qual è il bilancio della sua attività di questi anni?

    "Molto positivo, lo dico non per me ma per quello che abbiamo fatto e che stiamo portando a termine, e soprattutto per il mio partito, che è la cosa a cui più tengo in assoluto".

    Come gestisce la delega al Porto? E quella per l'Università?

    "Porto e Università sono due deleghe affascinanti e impegnative: per la prima conto sulla collaborazione di oltre 100 imprese e operatori portuali tra i più qualificati d'Italia. Per la seconda, in cinque anni le sei facoltà ravennati hanno raggiunto i 4000 iscritti, oggi spero di poter aiutare i nuovi laureati a trovare le migliori occasioni nel territorio di Ravenna".

    Trend positivo relativo alla crescita del turismo nell'Emilia Romagna. Si parla di un 5% in più di affluenza di stranieri rispetto allo scorso anno. Come intendete mantenere un risultato del genere?

    "Diversificare l'offerta e mantenere prezzi accessibili".

    Contrariamente a quanto accade in Sardegna con l'amministrazione Soru.

    "Esatto, bisogna lavorare sui prezzi. Questa è la chiave. Non si può pensare di aumentare a dismisura prezzi di lettini e ombrelloni da una stagione all'altra, offendo sempre lo stesso prodotto, né si può credere che basti il mare. La gente chiede sempre di più. Qui in Romagna abbiamo molte discoteche, molti intrattenimenti, non solo per ragazzi, ma anche per famiglie, e stiamo puntando anche sulle risorse culturali".

    A proposito di discoteche, cosa pensa della prova del "palloncino", voluta dal governo Berlusconi per testare il tasso alcolico di chi è alla guida? Come cercate di arginare la situazione di ragazzi che alzano troppo il gomito?

    "Quello che davvero funziona è l'intervento delle forze di polizia con tanto di etilometro sulle strade principali".

    Il Pri in Emilia sta con L'Unione. In cosa si differenzia, se si differenzia, il vostro programma da quello del centrosinistra?

    "Una maggiore attenzione alle infrastrutture. In particolare, per quanto ci riguarda, una decisa opzione verso la nuova autostrada e55 ‘Orte - Venezia', che dovrà recuperare il rischio dell'isolamento di Ravenna da un punto di vista stradale e ferroviario; una decisa sterzata per il rilancio del porto, per costruire maggiori servizi nel forese, per un rapporto con l'imprenditoria franco e meno burocratico".

    Politicamente quali crede siano i maggiori pregi del Sindaco Matteucci, rispetto all'ex sindaco Mercatali?

    "Matteucci ha un forte senso della coalizione, il carissimo amico Mercatali era più impulsivo e a volte decideva e poi informava: sono due personalità diverse ma entrambe consapevoli che a Ravenna il rapporto con i Repubblicani è fondamentale. Con il Pri, pertanto, è sempre bene anticipare i problemi, prima di affrontarli pubblicamente".

    Venite considerati "l'altra sinistra"?

    "Sicuramente".

    Per quali motivi venite visti come "l'altra sinistra"? Quali sono i punti salienti che vi distanziano dal centrosinistra?

    "La sinistra storica, a Ravenna e in gran parte d'Italia, quella laica composta di operai, braccianti ed una popolazione espressione di una società laica, anticomunista e per certi aspetti anticlericale, quella che ha fatto la Resistenza e ha lottato contro il fascismo, è stata ed è repubblicana: noi siamo quell'altra idea della sinistra. Per esempio, in politica estera, qualche frizione a Ravenna con Rifondazione c'è, così come con la Margherita e con parte dei Ds sul tema della scuola pubblica e privata, e anche sul Museo del Risorgimento".

    E' stato semplice ottenere il simbolo del Pri per le elezioni?

    "Quando di fronte ci sono persone e responsabili di partito - a Roma come a Ravenna - che mantengono gli impegni e si comportano con reciproco rispetto, il simbolo non deve essere un problema, semmai un reciproco interesse ed una comune opportunità: così è stato per Ravenna ed abbiamo avuto modo di renderne merito pubblicamente al segretario Nucara, come egli ha fatto con noi, complimentandosi per l'ottimo risultato elettorale".

    Che conseguenze pensa possa avere la situazione di Forlì?

    "Ho già detto in un'intervista al ‘Resto del Carlino' che chi sta nelle giunte rappresenta il Pri e non altri; il problema va posto anche agli alleati del centrosinistra, in particolare ai Ds, e va posto come partito romagnolo. Mi auguro una ricomposizione e, soprattutto, che l'espressione dei repubblicani romagnoli ritrovi un proprio minimo comune denominatore in vista del Congresso Nazionale. Quanti vogliono rientrare nel Pri debbono trovare la porta aperta, quanti ritengono che, uscendo dal partito, abbiano gratifiche e ponti d'oro, si sbagliano, perché si troveranno tra qualche anno abbandonati in balia di se stessi, come già successo più volte in Romagna".

    Crede sia reale l'idea del Pri economicamente più in linea con la destra e politicamente più con la sinistra?

    "Assolutamente d'accordo con questo assunto".

    A questo punto, come vive l'idea del governo Prodi di tassare con aliquota massima al 43% coloro che raggiungono i settantamila euro annui, contrariamente al tetto di centomila previsto dal governo Berlusconi?

    "Mi sembra incredibile che in un Paese dove ci sono centinaia e migliaia di evasori, che magari hanno il panfilo attraccato in Costa Azzurra o in Sardegna, siamo ancora a parlare di fasce di ricchezza: il vero problema non è 70 o 100 mila euro ma un sistema fiscale che coinvolga i cittadini ricchi o meno, e li renda disponibili a farsi parte in causa delle sorti del Paese, ovviamente con equilibrio e con la consapevolezza che, senza l'impegno dei singoli, ogni sistema di tassazione è destinato a fallire".

    Cosa pensa del Decreto Bersani rispetto alle autonomie locali?

    "Bersani è un ottimo ministro, uno dei migliori di questo governo. Spero che, oltre ai decreti, pensi soprattutto a come rendere effettiva una maggiore autonomia di tributi e di opportunità fiscali dal centro agli enti locali. Questa è la vera riforma che ci si aspetta dal governo Prodi, affinché ogni ente risponda delle tasse che percepisce dai cittadini".

    Licenze dei taxi e farmaci "da banco" nei supermercati?

    "Sono personalmente favorevole. Non mi dispiace l'idea di poter trovare dei medicinali nei supermercati, così come credo ci sia bisogno di un maggior numero di licenze".

    Parentesi privacy, parliamo delle proposta veltroniana di combattere la prostituzione capitolina con l'ausilio di telecamere. Che ne pensa?

    "Può essere uno strumento in più ma non risolve il problema. Bisogna coinvolgere le forze dell'ordine che devono fisicamente fermare il cliente. Solo così sarà possibile porre un freno al fenomeno".

    Passiamo ai "grandi temi" di questi giorni. Cosa pensa del caso Telecom?

    "Non sono affatto d'accordo che si stenda una pietosa pietra sopra uno scandalo di cui ancora non si sa né il mandante né le finalità: a Ravenna, per istituire la video sorveglianza con telecamere, siamo impazziti, alla ricerca di tutti i permessi per la tutela della privacy. E poi ci ritroviamo con migliaia di cittadini spiati non si sa bene da che e per che cosa: sono due facce della medaglia che un paese ed una civiltà avanzata non possono tollerare".

    Eutanasia. Per il Pri e il segretario Nucara rappresenta un diritto inviolabile.

    "Io sono personalmente contrario, ma è una mia posizione. Credo la vita appartenga all'imponderabile. Ammetto una visione meno laica del solito".

    E il testamento biologico?

    "Ci si può pensare. Mi sembra più ragionevole".

    Certo è che bisognerebbe portare in Parlamento quanto prima il problema dell'accanimento terapeutico.

    "Questo è sicuro. Ho vissuto esperienze personali che mi spingono a parlare di urgenza per quanto riguarda questo aspetto".



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  2. #692
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    Pri fuori dal Municipio “Verifica necessaria”

    FORLI' - Il Comitato esecutivo di Romagna riformista popolare, compagine rappresentata in consiglio comunale da Giovanni Tavoletti - e che conta sull’assessore Tiziano Marchi in giunta - dopo la recente uscita del Partito repubblicano dalla maggioranza guidata da Nadia Masini “ritiene doverosa e urgente la convocazione di una riunione di tutti i partiti che nelle elezioni del 2004 hanno sostenuto gli attuali vertici di Comune e Provincia”. Anche all’indirizzo della squadra di Massimo Bulbi, infatti, si sono levate voci sul ruolo di Luigi Sansavini che, insieme agli assessori comunali Lodovico Buffadini e Giovanni Bucci, è stato espulso dall’Edera a livello nazionale per fondare, pochi giorni fa, il nuovo gruppo autonomo battezzato Repubblicani per il partito democratico. “Occorre fare chiarezza - chiede Romagna riformista popolare - sulla presenza e il ruolo delle forze politiche nelle istituzioni. Tale verifica deve anche essere protesa a fare il punto sulla realizzazione dei programmi amministrativi tenendo conto delle difficoltà finanziarie dello Stato e degli enti locali”.

    tratto da http://www.corriereromagna.it/

  3. #693
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    Riunione del P.R.I. Prov.le di Ravenna

    Il Comitato Esecutivo della Federazione Provinciale del PRI di Ravenna, riunitosi in data 7.11.2006, per compiere una verifica delle politiche di alleanza in ambito provinciale, ha riconfermato, all’unanimità, la linea politica uscita dal Congresso Provinciale del 2005, poi riproposta nelle recenti elezioni amministrative, di collocazione all’interno delle coalizioni di centro-sinistra, a cominciare dal sostegno alla attuale maggioranza nell’ente Provincia e nel Comune capoluogo.

    Tutto ciò viene riconfermato anche in presenza di scelte diverse in alcune realtà territoriali della nostra Provincia, scelte effettuate nell’ambito delle autonomie locali di Partito e riferite a contesti di natura programmatica particolari di quel territorio.

    L’azione politica dei repubblicani sarà, comunque, caratterizzata da un contributo autonomo, sia programmatico che politico, pur nella consapevolezza della responsabilità che ogni forza politica assume con la sottoscrizione di patti di coalizione.

    P.R.I. Provinciale di Ravenna

    tratto da http://www.racine.ra.it/partiti/pri-ravenna/sede.htm

  4. #694
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    Crisi Giunta Il Pri presenta il conto:"Reazione esagerata per una semplice astensione"
    "Tagliati fuori dalla maggioranza"
    Adesso l'Edera cambia registro: "Non c'è stato rispetto"

    CERVIA - (Mi.Pi .) "Noi non abbiamo mai detto di voler uscire dalla maggioranza, sono stati gli stessi partiti a tagliarci fuori dopo la nostra astensione sulla riconversione dell'Ipab Busignani in un'Asp distrettuale '
    Dopo lé frasi compassate dei giorni scorsi, ecco l'outing tonante d i Alessandro Carli, segretario del Pri di Cervia, che commenta così la "risoluzione" della crisi di Giunta che aveva portato alle dimissioni dei due assessori dell'Edera, Armuzzi ed Amaducci.
    Durante una conferenza stampa chiarificatrice, ieri mattina il direttivo del Pri ha parlato chiaro : "La nostra posizione sulla Busignani era quella più in sintonia con il programma di Legislatura, in perfetta coerenza con quanto fatto finora a favore dei cittadini - ha detto Carli - a questo punto, ci comporteremo come "forza libera", valutando di volta in volta i progett i che ci sottoporranno e, se saranno in linea con gli obiettivi preposti , allora li appoggeremo, altrimenti no". Rispetto a ciò che accade sul fronte nazionale tra i vari partiti politici, secondo il Pii, quello che è successo a Cervia è ben poca cosa per far uscire l'Edera dalla maggioranza.
    "Abbiamo apprezzato l e dichiarazioni dei Diesse - dichiara Moraldo Fantini, consigliere provinciale del Pri - ma la nostra astensione rappresentava solo una richiesta di maggiori garanzie per la città. Ci vorrebbe maggiore tolleranza tra i partiti di maggioranza, perché questa reazione ci sembra veramente eccessiva':
    Secondo l'assessore dimissionario , Roberto Amaducci, "la nostra uscita avrà delle ripercussioni, visto che viene meno una parte politica importante à Cervia. Un semplice voto di astensione non può portare ad una frattura insanabile':
    Anche se, a dire il vero, il Pri ha apprezzato l'atteggiamento del sindaco Zoffoli che, proprio i l giorno in cui ha presentato i nuovi assessori, ha teso una mano all'Edera, parlando di un percorso che li potrebbe riportare in maggioranza . "In questo momento - risponde Carli al sindaco - non pos-, sono essere definite scadenze per il nostro rientro. A giugno 2007 valuteremo il progetto dell'Asp distrettuale e siamo pronti a rivedere le nostre posizioni facendo, se necessario, un mea culpa ed un passo indietro. Ma finché non ci sarà rispetto per le nostre posizioni, non si potrà parlare di rientro in maggioranza". La situazione, ora, si è irrigidita e non pochi pensano che l'allontanamento del Pri , in maniera quasi fulminea ed indolore, sia dovuta ai tratti "poco accomodanti" di un partito che, in seno alla maggioranza, sarebbe stato forse ún partner troppo "scomodo".

    tratto da La Voce Repubblicana 11 novembre 2006
    http://www.racine.ra.it/partiti/pri-...gna_stampa.htm

  5. #695
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    TRAFFICO E CENTRO STORICO

    RAVENNA - Il PRI di Ravenna ritiene che le prossime misure sul traffico e la mobilità urbana debbano essere l’occasione per rilanciare la politica dell’Amministrazione Comunale nei confronti del centro storico che, per i repubblicani, resta una priorità programmatica.

    Si ritiene, in particolare, che le politiche da definire dovranno puntare ad una maggiore fruibilità del centro storico affinché il tessuto imprenditoriale esistente possa rafforzarsi e crescere.

    D’altra parte questo corrisponde ad un interesse più generale che è rappresentato dalla opportunità di puntare ad un centro storico vivo e fruibile anche per garantirne e migliorane la sicurezza.

    Partendo da questo punto di vista, a giudizio del PRI, occorre prevedere:

    l’individuazione di nuovi parcheggi a ridosso del centro storico e la realizzazione di parcheggi strutturati su più piani a cominciare da via Renato Serra;
    la liberalizzazione dei parcheggi a pagamento dalle ore 17,00 nei giorni feriali e per tutta la durata dei giorni festivi e pre-festivi.
    Queste misure – a giudizio del PRI – dovranno avere carattere di precedenza rispetto alla predisposizione di nuove misure volte all’allargamento delle attuali zone a traffico limitato.

    In quest’ottica di interventi strutturali e di rilancio della funzione e dell’uso del centro storico, potrà e dovrà essere avviato un confronto con gli operatori commerciali ed artigianali che affronti, accanto alle misure sopra indicate, anche il tema degli orari.

    Segreteria dell’Unione Comunale del PRI -Ravenna

    tratto da http://www.racine.ra.it/partiti/pri-...ima_pagina.htm

  6. #696
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    [mid]http://xoomer.virgilio.it/francesco.rinaldi29/KAR_ITALIANE/Cugini di Campagna/Cugini_Di_Campagna_-_Anima_mia.mid[/mid]

    Ravenna: dibattito sulla Finanziaria. Interventi di Nucara e Polillo/I lavori preparatori sono stati coordinati da UnionLavoro presieduta da Diego Moscheni
    Se anche Rifondazione si astiene sulla manovra

    Organizzata dall'Unione Centri Elaborazione Dati, Piccoli e Medi Imprenditori, Artigiani e lavoratori autonomi e dallo studio Roberto Garavini, si è svolto lunedì 20 novembre a Ravenna presso l'Hotel Romea, l'annunciato dibattito sulla legge Finanziaria appena approvata alla Camera dei Deputati, dopo il voto di fiducia di sabato 18 novembre al maxiemendamento del governo composto da 826 commi e di un unico articolo.

    I lavori sono stati avviati dal presidente UNIONLAVORO, dr. Diego Moscheni, la cui organizzazione dallo stesso presieduta aveva coordinato i lavori preparatori al dibattito.

    Nel suo saluto di avvio ai lavori il presidente Moscheni aveva sollevato i problemi che coinvolgono i piccoli imprenditori e i professionisti ad essi collegati, con una Finanziaria tesa a penalizzare il lavoro autonomo. Subito dopo è intervenuto Francesco Nucara (deputato eletto nel collegio emiliano-romagnolo). Nel suo intervento Nucara ha tracciato come previsto un'analisi dell'impostazione politica della Finanziaria, sostenendo che una legge, se è sgradita a tutte le forze produttive e a gran parte delle forze politiche - comprese quelle della maggioranza di governo - è "per tabulas" una legge sbagliata.

    Rifondazione: un deputato si astiene

    In proposito Nucara ha citato l'astensione del deputato di Rifondazione comunista Cannavò, che ha negato la fiducia al governo con la non partecipazione al voto, motivando con un intervento in Aula il suo atteggiamento negativo.

    Infatti Nucara, leggendo il resoconto stenografico dell'intervento di Cannavò dimostra quanto affermato. Sostiene il deputato di Rifondazione: "La Finanziaria si distingue per un ingente trasferimento di risorse alle imprese in ossequio ad una consolidata logica liberista. (…) il riequilibrio fiscale viene vanificato da misure come l'addizionale IRPEF, l'aumento dei contributi, l'introduzione di ticket e tagli ai Comuni (sembra di ascoltare la dichiarazione di Giulio Tremonti, ndr)"; e più avanti: "Non voterò a favore di questo disegno di legge Finanziaria e non voterò la fiducia, non partecipando alla votazione".

    Nucara ha svolto un'elencazione di quanti sgradiscono questa Finanziaria, citando anche alcuni ministri. A questi problemi si aggiunge il dilettantismo o il pressappochismo o la confusione del governo, tanto da indurre il sottosegretario Enrico Letta ad affermare, sempre in Aula, a proposito dei fondi sottratti al Mezzogiorno con il trasferimento di risorse al FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate): "hanno visto da parte del governo, nell'ambito della transitorietà di cui parlava il relatore, l'utilizzo del FAS come fondo di copertura (….) essa si è resa necessaria in quanto alcuni passaggi hanno implicato scelte immediate". Ecco una maggioranza che arriva in Aula come una legge fondamentale come la Finanziaria ed è costretta a cambiarla minuto per minuto: il guaio è che non siamo in una radiocronaca calcistica.

    Nucara, dopo aver citato e criticato aspramente la manifestazione del Pdci nel corso della quale si sono bruciati i manichini di soldati italiani, ha concluso ricordando l'intervento di Tremonti, e affermando che la Costituzione dice che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Questa maggioranza la vuole modificare aggiungendo, all'ultima parola, "dipendente". Secondo il segretario di Rifondazione Comunista, onorevole Giordano, l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro dipendente. E chi se ne importa del lavoro autonomo.

    Imbroglio

    E' seguita la relazione di Gianfranco Polillo, che ha illustrato, numeri e grafici alla mano, l'imbroglio su cui è stata impostata la legge Finanziaria che contraddice il DPEF approvato alla fine di luglio. Egli si è soffermato sul deficit pubblico e sul valore del PIL con numeri e tabelle ricavati da documenti governativi e quindi non sospettabili di manipolazione, passando poi, sempre sulla base di questi documenti governativi, all'analisi dell'andamento dell'economia reale e dell'andamento effettivo dei conti pubblici.

    Naturalmente questi ultimi due temi sono stati sezionati, analizzati, ricomposti sulla base di dati reali che portano all'amara conclusione di trovarsi davanti ad una legge Finanziaria bugiarda.

    Bugiarda per volontà o per incapacità. Di seguito Polillo ha affrontato il problema della Finanza Pubblica parlando del fabbisogno dello Stato, delle spese e delle entrate complessive e del deficit sul PIL, spiegando poi errori e incongruenze della manovra, il cui progetto non ha tenuto conto delle migliori entrate tributarie che, su base annua, sono di circa il 10% in più rispetto al 2005.

    Le maggiori entrate ormai certe e non più prevedibili sono dovute – ha continuato il relatore - a questi fattori: andamento del ciclo economico, maggiore occupazione, attuazione della legge Finanziaria 2006, conseguenze dei condoni fiscali, una diversa concezione dei rapporti tra fisco e cittadino. Questi dati positivi sulle entrate avrebbero consentito l'attuazione di una manovra meno pesante, e cambiando radicalmente la struttura della manovra stessa, riducendo l'effetto recessivo sull'economia.

    Concludendo, il professor Polillo ha affermato: "Esiste un'incertezza oggettiva derivante da una svolta negli andamenti ciclici dell'economia e dall'imprevista crescita delle entrate; sarebbe stato saggio non anticipare troppe decisioni di politica economica che hanno, comunque, un effetto depressivo sull'economia; bisognava ricercare i due tempi della politica economica (la seconda fase tanto avversata dalla sinistra antagonista, ndr)".

    La bontà di questa relazione è stata sottolineata da un lungo e caloroso applauso. Dopo una serie di interventi-chiarimenti del pubblico, il confronto si è concluso. Il nostro viaggio per l'Italia continua. Prossimo appuntamento giovedì a Fiuggi tra i giovani repubblicani.

    v. r.

    tratto da http://www.pri.it

  7. #697
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    «Nessun pentimento sull'uso del simbolo »
    Il segretario del Pri critica la manovra del governo ed è scettico sul Partito democratico

    RAVENNA - Francesco Nucara, segretario nazionale del Pri, non aveva più fatto visita a Ravenna dopo il successo elettorale del Partito repubblicano alle amministrative, Lo ha fatto ieri per parlare di Finanziaria all'hotel Romea, nel convegno "Ma non era il governo che doveva pensare allo sviluppo?", e l'accoglienza del popolo dell'Edera è stata calorosa.

    Lo schieramento politico del Pri a Ravenna è opposto rispetto a quello nazionale, ma lei ha concesso ugualmente l'utilizzo del simbolo in occasione delle elezioni amministrative. Come giudica questa sua scelta, anche nell'ottica di quanto accaduto a Cervia, dove i Repubblicani sono usciti dalla giunta?

    «Sei mesi sono pochi per fare un bilancio. Ho concesso l'uso del nostro simbolo con profonda convinzione e non ne sono pentito. Gli amici di Ravenna hanno fatto il loro programma, con cui eravamo d'accordo, che li ha portati al successo.'
    Ora dovranno insistere sui punti fondamentali del loro progetto politico: il porto e la E55 . Non abbiamo remore di natura ideologica : se ci sono le condizioni per rimanere al governo lo faremo, Altrimenti succederà quello che è accaduto a Cervia e Forlì».

    Lei ha criticato la Finanziaria affermando come sia frutto più dell'ala dell'estrema sinistra della maggioranza che dei riformisti. Ma ha anche detto che vedrebbe positivamente uno spostamento del baricentro verso le posizioni dell'Udeur e di buona parte dei Ds .
    Sta forse guardando con interesse al futuro partito democratico?

    «Premetto che non credo che si farà, così come non credo che si farà il partito moderato di Berlusconi . E questo per un motivo molto semplice: entrambi sono privi di radici. Una struttura che sarebbe una somma delle parti non starebbe in piedi. Detto questo, noi comunque. non siamo interessati a diventare parte di un "partito contenitore", ma valutiamo l'opportunità di alleanze».

    Quindi potrebbe profilarsi un appoggio esterno ' al governo di centrosinistra qualora le posizioni riformiste acquistassero maggior peso?

    «Non abbiamo i numeri per appoggiare nessuno , ma possiamo votare "sì" o "no" alle leggi che troviamo concordi con la nostra filosofia liberale : Il fatto è che "sinistra" e "destra" sono delle etichette, mentre i Repubblicani devono sempre esprimere il loro pensiero . Se , parliamo di attenzione al sociale, mi ritengo più di sinistra io che tanti comunisti . Per quanto riguarda l'occupazione , sono d'accordo con quello che dice la Costituzione, e cioè che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma per lavoro non si può intendere quasi esclusivamente il rapporto di dipendenza nel settore pubblico.
    C'è anche una folta realtà di lavoratori autonomi che ogni giorno investe e rischia» .

    Tornando all'oggetto dell'incontro di oggi , qual è l'aspetto secondo lei più criticabile dalla manovra finanziaria del Governo?

    «11 fatto che dica tutto e il contrario di tutto . Aumenta l'Iva sul gasolio, dà la possibilità ai comuni di aumentare l'addizionale Irpef, ma non taglia nessuna spesa . Le attività commerciali delle chiese non pagheranno l'Ici, mentre continueranno a pagarlo gli imprenditori "normali" . E , poi, si parla di una redistribuzione del reddito che va bene per un paese comunista, perché scompare il concetto di libero mercato, di competizione, di meritocrazia. Si dimentica che compito , dello Stato è garantire pari opportunità »

    Vania Rivalta

    tratto da Corriere Romagna 21 novembre 2006

  8. #698
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    Nucara: la presa di posizione del Pri di Cervia avrà delle conseguenze/E i Ds non ci ascoltano a sufficienza. A Ravenna l'Edera si impegni per realizzare il programma
    "Farsi rispettare, qualunque sia il nostro alleato"

    "Sono d'accordo con Giorgio La Malfa: lo ‘strappo' di Cervia è un bel segnale per il Pri. E sono sicuro che, per spirito di emulazione, scatenerà una reazione a catena".

    Il segretario nazionale del Pri, Francesco Nucara, ieri era a Ravenna per un convegno sulla Finanziaria organizzato all'Hotel Romea da Unionlavoro. Con lui c'erano anche il presidente di Unionlavoro, Diego Moscheni, e l'economista Gianfranco Polillo. Nucara ne ha approfittato per fare il punto sulla situazione locale e nazionale del partito.

    "I repubblicani – spiega Nucara – devono farsi rispettare sia quando sono alleati con il centrodestra che quando sono alleati con il centrosinistra. A Forlì il sindaco Nadia Masini non ha tenuto conto del Pri nella scelta degli assessori, a Cervia l'Edera non è stata ascoltata su un tema delicato e di grande importanza come quello della casa di riposo. I repubblicani cervesi hanno fatto bene a dimostrare di avere gli attributi. E questo scatenerà reazioni a catena.

    Per quale motivo?

    "Perché anche altri dovranno comportarsi di conseguenza: Esiste infatti un problema politico ben preciso: i Ds non ci ascoltano a sufficienza".

    Lei ritiene che a Ravenna il Pri non abbia mostrato a sufficienza gli ‘attributi'?

    "Ha gestito bene l'accordo con il centrosinistra ed anche per questo motivo non ho avuto problemi a concedere il simbolo. L'Edera ravennate è stata brava ad inserire nel programma del centrosinistra temi cruciali come il rilancio del porto e l'E55. Però…".

    Però?

    "Non basta candidarsi al ruolo di garanti di questi punti del programma. Bisogna anche realizzarli. Controllando, ad esempio, se nella Finanziaria ci sono i fondi necessari per quegli investimenti che per noi sono indispensabili".

    A livello nazionale sabato scorso avete confermato la vostra fedeltà a Silvio Berlusconi, regalandogli addirittura un'edera d'oro.

    "Credo che Berlusconi sia un repubblicano, anche se lui non lo sa. Su molti temi, specie in politica estera, è in sintonia con il pensiero di Ugo La Malfa. Gli riconosciamo il grande sforzo che sta facendo per la salvezza del Paese. Attenzione però: siamo fedeli a lui, ma non a Forza Italia e alla Casa delle libertà. Ed è anche questo il motivo per cui non scenderemo in piazza per la manifestazione in programma il 2 dicembre contro la Finanziaria".

    A molti repubblicani, però, Berlusconi non piace.

    "E' vero, forse perché i repubblicani non amano le persone troppo ricche o, meglio, quelle che fanno un'eccessiva ostentazione di ricchezza. Però Berlusconi non è di certo il tipo che ostenta la propria ricchezza".


    ("Il Resto del Carlino", 21 novembre 2006)

    Mingozzi: messi in discussione i rapporti col centrosinistra?

    Passi per le critiche di Giorgio La Malfa, a cui è ormai abituato. Ma a Giannantonio Mingozzi, vicesindaco repubblicano di Ravenna, le dichiarazioni del segretario nazionale Francesco Nucara sullo "strappo" di Cervia proprio non sono andate giù.

    "Nucara ha parlato di un Pri che deve mostrare gli attributi. Io penso che nessuno lo abbia fatto come i repubblicani di Ravenna che, in un'alleanza col centrosinistra, alle ultime elezioni amministrative hanno fatto riemergere il partito al 7 per cento. Nel rispetto delle reciproche autonomie, è un esempio che vale".

    Giannantonio Mingozzi, stavolta, è un fiume in piena. "Anche a me- prosegue- è stato chiesto di andare a Roma alla cena con Berlusconi, ma non ho accettato i molti inviti che mi sono stati rivolti.

    Per un motivo molto semplice: non credo che Berlusconi sia un repubblicano. Se lo è lui non lo sono io. Il mio essere repubblicano mi ha portato a svolgere un'attività amministrativa nel centrosinistra che ha portato voti al partito. Tutto questo con Berlusconi non ha nulla a che fare".

    Ed in ogni caso, sempre secondo Mingozzi, non basta una sintonia in politica estera per dire che Berlusconi è repubblicano e lamalfiano. "Il suo rapporto con la chiesa, la sua collocazione europea ed il controllo che esercita sui mass- media sono molto lontani dai valori e dalla tradizione dei repubblicani".

    A preoccupare Mingozzi, però, è soprattutto l'identità di vedute che si è creata tra La Malfa e Nucara. "Con il segretario - spiega - si è consolidato nel tempo un rapporto più sereno. Da parte sua c'è sempre stata grande attenzione per quella diversità che fa parte della storia del Pri. Non vorrei invece che, in vista del congresso, fosse messa in discussione la legittimità dell'alleanza di centrosinistra. Avevamo chiesto un segno di novità a Roma e ci è stata proposta la fedeltà a Silvio Berlusconi. Bisogna stare attenti a tirare troppo la corda: il rischio è di spezzarla".

    Mingozzi accetta di buon grado la sfida di Nucara sul fronte amministrativo. "Ci siamo battuti e ci batteremo sempre per i temi più cari al Pri. E' vero che questa è una Finanziaria difficile, ma è anche vero che Bersani ha portato tanti soldi per il porto. Qui, poi, il partito è unito: Paolo Gambi fa il consigliere comunale garantendo un contributo prezioso alle nostre battaglie. Questi sforzi, a Roma, non dovrebbero dimenticarli".

    ("Il Resto del Carlino", 22 novembre 2006)

    "Ho concesso il simbolo e non ne sono pentito"

    Francesco Nucara, segretario nazionale del Pri, non aveva più fatto visita a Ravenna dopo il successo elettorale del Partito repubblicano alle amministrative. Lo ha fatto ieri per parlare di Finanziaria all'hotel Romea, nel convegno "Ma non era il governo che dovevo pensare allo sviluppo?", e l'accoglienza del popolo dell'Edera è stata calorosa.

    Lo schieramento politico del Pri a Ravenna è opposto rispetto a quello nazionale, ma lei ha concesso ugualmente l'utilizzo del simbolo in occasione delle elezioni amministrative. Come giudica questa sua scelta, anche nell'ottica di quanto accaduto a Cervia, dove i Repubblicani sono usciti dalla giunta?

    "Sei mesi sono pochi per fare un bilancio. Ho concesso l'uso del nostro simbolo con profonda convinzione e non me ne sono pentito. Gli amici di Ravenna hanno fatto il loro programma con cui eravamo d'accordo, che li ha portati al successo. Ora dovranno insistere sui punti fondamentali del loro progetto politico: il porto e la E55. Non abbiamo remore di natura ideologica: se ci sono le condizioni per rimanere al governo lo faremo, altrimenti succederà quello che è accaduto a Cervia e Forlì".

    Lei ha criticato la Finanziaria affermando come sia frutto più dell'ala dell'estrema sinistra della maggioranza che dei riformisti. Ma ha anche detto che vedrebbe positivamente uno spostamento del baricentro verso le posizioni dell'Udeur e di buona parte dei Ds. Sta forse guardando con interesse al futuro partito democratico?

    "Premetto che non credo che si farà, così come credo che non si farà il partito moderato di Berlusconi. E questo per un motivo molto semplice: entrambi sono privi di radici. Una struttura che sarebbe una somma delle parti e che non starebbe in piedi. Detto questo, noi comunque non siamo interessati a diventare parte di un "partito contenitore" ma valutiamo l'opportunità di alleanze".

    Quindi potrebbe profilarsi un appoggio esterno al governo di centrosinistra qualora le posizioni riformiste acquistassero maggior peso?

    "Non abbiamo i numeri per appoggiare nessuno, ma possiamo votare "sì" o "no" alle leggi che troviamo concordi con la nostra filosofia liberale. Il fatto è che "sinistra" e "destra" sono delle etichette, mentre i repubblicani devono sempre esprimere il loro pensiero. Se parliamo di attenzione al sociale, mi ritengo più di sinistra io che tanti comunisti. Per quanto riguarda l'occupazione, sono d'accordo con quello che dice la Costituzione, e cioè che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ma per lavoro non si può intendere quasi esclusivamente il rapporto di dipendenza nel settore pubblico. C'è anche una folta realtà di lavoratori autonomi che ogni giorno investe e rischia".

    Tornando all'oggetto dell'incontro di oggi, qual è l'aspetto secondo lei più criticabile della manovra Finanziaria del Governo?

    "Il fatto che dica tutto e il contrario di tutto. Aumenta l'Iva sul gasolio, dà la possibilità ai Comuni di aumentare l'addizionale Irpef, ma non taglia nessuna spesa. Le attività commerciali delle chiese non pagheranno l'Ici, mentre continueranno a pagarla gli imprenditori 'normali'. E poi si parla di una ridistribuzione del reddito che va bene per un Paese comunista, perché scompare il concetto di libero mercato, di competizione, di meritocrazia. Si dimentica che compito dello Stato è garantire pari opportunità".

    tratto da http://www.pri.it

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    Forlì venerdì 1 dicembre h. 15,00
    Sala Zambelli-Camera di Commercio
    Corso della Repubblica, 5

    Convegno organizzato da Res Pubblica e il Pensiero repubblicano romagnolo
    "Mazzinianesimo, Repubblicanesimo, Liberalismo. La terza via nella prospettiva europea"

    Introduce Widmer Valbonesi

    Partecipano Enrico Cisnetto, Gianfranco Pasquino, Massimo Scioscioli, Luca Ostellino

    Conclude Francesco Nucara
    tratto da http://www.pri.it

  10. #700
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