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Discussione: Il thread dei tributi

  1. #21
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    Originally posted by Pentothal
    Letto. E con piacere. Thanks.
    Originally posted by demian
    bella la tua biografia su syd....

    complimenti....
    Grazie ragazzi, ero sicurissimo che non l'avrebbe letta un forumista che fosse uno e invece un po' mi sbagliavo.

  2. #22
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    Originally posted by Beli Mawyr
    Beh, non poteva certo mancare quest'altro Sid ...

    Sly, aka John Simon Ritchie, Sid Vicious

    ...
    Giustissimo, oltretutto i Sex Pistols avevano chiesto a Barrett di fargli da produttore, ma quest'ultimo era troppo fuso ormai.
    Comunque spero abbiate sentito tutti il rifacimento fatto da Vicious di My Way di Sinatra (anche nella sigla di coda di "Quei Bravi Ragazzi" di Scorsese), un vero capolavoro

  3. #23
    Omo de Panza
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    Originally posted by Hicks

    Grazie ragazzi, ero sicurissimo che non l'avrebbe letta un forumista che fosse uno e invece un po' mi sbagliavo.
    Ma perchè l'avevi scritta tu: i taglia-incolla, se devo essere sincero, non hanno avuto lo stesso onore... ahahaah

  4. #24
    † 24/2/1979 - 4/5/2002 †
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    Originally posted by Pentothal


    Ma perchè l'avevi scritta tu: i taglia-incolla, se devo essere sincero, non hanno avuto lo stesso onore... ahahaah
    Lo so, è per quello che metto anche qualche foto

  5. #25
    † 24/2/1979 - 4/5/2002 †
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    Predefinito Per chi non mastichi l'inglese...

    ...ecco ciò che denunciava qualche post più su Beli Mawyr, un altra dimostrazione del fatto che le disgrazie possono far spettacolo.


    In vendita la casa di Ian Curtis

    22 anni dopo la morte di Ian Curtis viene messa in vendita la casa dove il leader dei Joy Division ha vissuto ed è morto.
    Era il 18 Maggio del 1980 quando la polizia trovò il cantante impiccato nella sua stanza, sul giradischi stava ancora girando "The Idiot" di Iggy Pop.
    Ian Curtis è stato l'anima dei Joy Division, è colui che è riuscito ad elevare una semplice band di Manchester tanto da farla entrare nel gotha del rock grazie anche ai suoi testi inquietanti.
    Dopo la morte del leader la band continua sotto il nome di New Order a testimonianza dell'importanza artistica di Curtis.
    Oggi al numero 77 di Banton Street di Macclesfield, periferia di Manchester, c'è una fila di persone che desiderano acquistare la casa, ma nessuno di loro ha mai sentito parlare di Curtis o dei Joy Division: "Ci sono molte persone che hanno preso un appuntamento" spiega un portavoce dell'agenzia immobiliare "Ma nessuno si loro si è dichiarato fan dei Joy Division".
    La casa è in vendita per 109.000 €


    <center></center>

  6. #26
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    Predefinito

    <center>Freddy Mercury

    </center>

    Frederick Bulsara, in arte Freddie Mercury,nacque il 5 settembre del 1946 in Zanzibar. Suo
    padre, Bomi Bulsara, era un diplomatico inglese di discendenza persiana. Freddie e sua sorella
    Kashmira trascorsero la loro prima giovinezza nella tenuta di Famiglia, a Bombay, in India,
    Durante gli ultimi giorni del dominio britannico. Come egli crebbe, iniziò a Frequentare il collegio
    di st. Peter a Bombay. Questi erano giorni calmi e felici. La sua famiglia godeva di ottima salute e dei
    privilegi reali. Comunque, questa serenità svanì nel momento in cui Bomi fu trasferito in Inghilterra
    e la sua famiglia fu costretta a vivere in un condominio vicino all'aeroporto di Heathrow a Feltham
    nel Middlesex. L'arrivo per la prima volta in Inghilterra all'età di 14 anni Fu un incubo per Freddie. Agli inizi si sentì come un estraneo7 molestato malignamente dagli altri bambini per via del suo accento coloniale, e il suo aspetto da straniero. Questo traumatico impatto non ebbe comunque nessun effetto sulla sua educazione ed anzi, concluse la scuola con delle ottime votazioni finali ma l'esperienza che egli aveva vissuto lo rese più forte
    nell'affrontare la vita di tutti i giorni e non dover più subire delle umiliazioni.
    Ed è proprio in quel periodo che crebbe un irrefrenabile desiderio di diventare una
    Star e combattendo contro il disappunto della sua famiglia si iscrisse all'istituto d'Arte
    di Londra; e proprio in quest'ambiente egli conobbe alcuni personaggi, come Pete
    Townshend e Ron Wood,che sarebbero divenuti,al suo pari, protagonisti della scena Rock inglese dei
    anni Settanta. Freddie, pur continuando a studiare Grafica, fece il suo debutto canoro con il complesso
    dell'Istituto cercando di sviluppare le sue doti di scrittore nell' elaborazione dei testi
    e delle canzoni e di migliorare la sua presenza durante gli spettacoli dal vivo; addirittura si
    ribattezzò Mercury in onore del Dio greco con la non celata speranza scaramantica che nei successivi
    20 anni potesse essere lui stesso portatore di saggi (naturalmente musicali) a milioni
    nel mondo. E' proprio in questo periodo Freddie conobbe Brian May e Roger Taylor che erano venuti a sen-
    tirlo cantare. Dopo questo incontro Freddie cominciò ad elaborare una sua idea originale per
    poter giungere al successo. Il gruppo avrebbe dovuto incarnare quelle caratteristiche provocato-
    rie dei Rolling Stones in una veste scenica più marcata e una miscela di sonorità tipiche
    dell''Hard Rock e della Pop Musicn sostanza l'equazione Rock+Melodia Pop = Successo.
    Perché no?. A questo punto mancava soltanto un nome adeguato dare al gruppo.
    E la fervida fantasia di FREDDIE non tardò a manifestarsi nella scelta della denominazione
    più appropriate : "Queen" suonava come una parola magica, dai mille risvolti e significati, una
    sorta di marchio che li avrebbe contraddistinti in futuro, la chiave per aprire le porte del successo.
    Freddie spiegando i motivi della sua scelta disse:
    "Anni fa riflettevo sulla parola "Queen"...è solo un nome, ovviamente molto regale e dal suono splendido.E' una parola forte, molto immediata e universale .
    Secondo me ha un sacco di potenzialità visive ed è aperta ad ogni sorta di
    interpretazione. Io ero certamente consapevole delle connotazioni gay che il termine poteva
    richiamare, ma quello era soltanto un aspetto del problema". Ma il gruppo doveva ancora essere
    ultimato ,infatti l'esigenza di un bassista portò John Deacon a completare la formazione. John disse
    in seguito : "Io ero probabilmente l'unica persona del gruppo che poteva giudicarlo da
    esterno in quanto ultimo arrivato. Sapevo che la band aveva delle potenzialità ma non ne ero completamente convinto...Finche' ci fu la possibilità di incidere un album (Sheer Heart Attack)".
    Era il 1970 ed aveva inizio L' esaltante e gloriosa avventura di una delle band più prolifiche e durature nel tempo di questi ultimi anni. Ma come spesso succede uno strepitoso successo di vendita e di pubblico a volte non corrispondeva ad analoga critica. Freddie nel palco si manifestava un interprete pieno di drammatiche gestualità. Ma il costante rifiuto da parte della critica musicale per il suo atteggiamento si manifestava anche per tutto ciò che veniva prodotto da loro. Le critiche da ogni loro nuovo album erano pressoché unanimi. Dicevano:"Un suono rozzo e discontinuo uno stile ed un immagine troppo decadenti e mai accattivanti...."; "migliaia di testi di una banalità estrema"; erano questi in sintesi i giudizi che venivano formulati da un po' tutta la stampa specializzata, la quale spiegava il fenomeno "Queen" sostenendo che l'alone di banalità e mediocrità che li attorniava era al contempo la chiave del successo. E l'anima di questa medriocrita' vincente era rappresentata proprio da lui.. : Freddie Mercury, dotato di una grandissima voce e di una carica umana fuori dal comune.
    Sul palco poi, Mercury era uno straordinario interprete pieno di drammatiche gestualità; e que-
    sto suo atteggiamento si manifestava anche nella vita ai tutti i giorni. Uno tra i pochi che poteva realmente illuminare uno stadio e catturare l'attenzione di migliaia di spettatori nel palmo della sua mano. La morte di Freddie Mercury è la fine di un'era.
    Comunque,attraverso la sua musica, il suo enorme talento, la sua unica personalità e il suo strano senso dell'humour, egli continuerà a vivere nel cuore di milioni di persone! (preso da QUI)

    <center>

    </center>
    <center>In una foto artistica con i Queen</center>

  7. #27
    hussita
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    Predefinito

    Originally posted by Hicks

    Giustissimo, oltretutto i Sex Pistols avevano chiesto a Barrett di fargli da produttore, ma quest'ultimo era troppo fuso ormai.
    Comunque spero abbiate sentito tutti il rifacimento fatto da Vicious di My Way di Sinatra (anche nella sigla di coda di "Quei Bravi Ragazzi" di Scorsese), un vero capolavoro
    anche il filmato è un capolavoro

  8. #28
    hussita
    Ospite

    Predefinito Re: Matthew Ashman (1962-1995)

    Originally posted by Beli Mawyr
    Probabilmente questo talento musicale sarà sconosciuto ai più:



    ma si tratta del chitarrista della original line-up di Adam & the Ants
    Adam and the Ants! ho recentemente sentito un singolo di adam ant che fa il verso ai duran duran di "oridnary world"
    sic transit

    e successivamente con i Bow Wow Wow, mitica band londinese post-punk, seconda creatura - i primi come noto furono i Sex Pistols - di Malcom Mc Laren.

    sí e il cantante dei BWW george o'doyd in arte boy george , dove lo mettiamo?


    Curioso (e triste nello stesso tempo) apprendere tramite un "search" che il povero Matthew è stato inserito nel sito "Famous Diabetics" http://www.angelarose.com/FamousDiabetics/Fam-Music.htm , naturalmente, nella sezione "Musicians"

    "Matthew Ashman
    Born:1962 Died:November 21,1995 Of Diabetes Complications.He was a Guitarist For The groups: The Cameras ,Adam and the Ants, & Bow Wow Wow"




  9. #29
    † 24/2/1979 - 4/5/2002 †
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    Predefinito A proposito di punk...

    <center>JOEY RAMONE</center>
    <center>E i Ramones ovviamente</center>

    <center></center>

    Quando scompare qualche mostro sacro del rock ci si trova sempre a dover fare i conti con l'imbarazzo di doverne parlare e di non averlo fatto prima, quando era in vita. Ci sente un po' come gli sciacalli che non li considerano per anni e che poi fanno uscire un'antologia postuma per sfruttare l'effetto valanga che la dipartita di qualche cantante provoca sulle vendite dei dischi. E' esattamente la sensazione che proviamo adesso che ci troviamo a ricordare Jeffrey Hilman, meglio conosciuto come Joey Ramone, a un paio di giorni dalla sua scomparsa. Già... il padre del punk è morto nel giorno di Pasqua a New York all'età di 49 anni. Pare che sia morto mentre ascoltava "In a little while" degli U2, ma in questo caso ci sentiamo di poter assolvere Bono e soci. Questa volta i discografici non dovranno neanche scervellarsi alla ricerca di un disco da ristampare o di un'antologia da pubblicare. Il disco postumo è già pronto: Joey Ramone aveva appena finito di registrare un CD solista e l'uscita era già in programma per fine anno. La prima cosa che probailmente è venuta in mente a tanti, quando si è appresa la notizia della scomparsa di Joey, è uno degli slogan che hanno reso celebri i Ramones: "Too young to die, too tough to live". Sembrava un epitaffio già quando è stato coniato nell'ormai lontano 1984. A molti probabilmente il nome Joey Ramone non dirà nulla. Quindi per cercare di far comprendere l'importanza del personaggio proviamo a fare un esperimento: prendete un disco dei Green Day o degli Offspring, togliete un po' di pop e avrete la musica dei Ramones. Gli stessi Blink 182, pur suonando musica che ricorda i Take That con in più qualche chitarra distorta, si ispiravano a Joey e soci. La differenza sta tutta nella data: senza voler togliere nulla ai due gruppi citati, i Ramones facevano le stesse cose con più di venti anni di anticipo.
    Era il maggio del 1976 quando il mondo della musica veniva investito da un terremoto chiamato "Ramones" che avrebbe dato il via al fenomeno punk. In realtà nell'aspetto non ricalcavano affatto lo stereotipo del punk tipo Sex Pistols o Clash che sarebbe venuto negli anni seguenti. Sembravano più dei metallari che suonavano canzoni abbastanza orecchiabili col distorsore a manetta. Ovviamente la storia ha rivelato che erano ben più di questo e lo dimostra il fatto che molti gruppi dei giorni nostri continuano ad attingere a piene mani dalla loro musica. Ascoltate oggi, le canzoni dei Ramones rivelano sonorità più attuali che mai. E' musica che non invecchia. Pur non avendo mai scalato fino in cima le classifiche, i Ramones hanno goduto di una notevole popolarità, ma sicuramente non quanto avrebbero meritato. In tempi in cui il massimo della trasgressione è rappresentato dalle acrobazie commerciali e puerili di Marilyn Manson o Eminem, ricordiamo con nostalgia i Ramones, che rimanendo nell'ombra riuscivano a fare molto più rumore e con la loro musica arrivavano dritti allo stomaco.
    I Ramones in realtà si erano sciolti già nel 1996, ma in fondo in fondo tutti avevano la speranza che un giorno o l'altro tornassero a far gridare "Gabba Gabba Hey!" durante i loro concerti. In altre parole il distacco si percepiva, ma non in modo assoluto. Anche l'illusione che fino a qualche giorno fa teneva accese le speranze dei fan ora è ovviamente svanita.
    Come cacchio si fa a chiudere un articolo su Joey Ramone? Potremmo usare uno dei loro titoli e scrivere "Adios amigos" o "Life goes on", ma visto il momento sarebbe decisamente retorico. Non si può chiudere un articolo su Joey Ramone in modo banale, e non è il caso di usare frasi ad effetto o strappalacrime.
    Facciamo così: mettete su un disco e lasciate che finisca lui.

    <center>
    </center>

    <center></center>

  10. #30
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    Un paio di precisazioni sul mio post su J.Ramone, innanzitutto è preso da www.clarence.com poi dove dice che è morto il giorno di Pasqua si intende quella del 2001.
    Cheers

 

 
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