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Discussione: Appello per Israele

  1. #21
    direttamente dall'Inferno
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    se questi sono uomini,io mi dimetto da uomo

  2. #22
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    FIERA LIBRO: LA MALFA, SOLIDARIETA' A NAPOLITANO DOPO TENTATIVO DI INTIMIDAZIONE

    Roma, Adnkronos, 6/5/2008 - "Solidarieta' al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo il tentativo di intimidazione subito da parte dello scrittore arabo Tariq Radamadan". A esprimerla e' il leader del Pri ed esponente parlamentare del Pdl, Giorgio La Malfa, nel corso di una conferenza congiunta di Pdl e Pd a Montecitorio sulla polemiche che stanno accompagnando l'inaugurazione della 'Fiera del Libro' a Torino, dedicata quest'anno a Israele nel 60° anniversario della nascita dello Stato ebraico. "Si e' trattato di un attacco veemente, cosi' virulento da giustificare e anzi richiedere la presenza di numerosi parlamentari a Torino -spiega ancora La Malfa- per testimoniare la nostra solidarieta' alla 'Fiera del Libro', al mondo della cultura israeliana, allo Stato di Israele e al Presidente della Repubblica italiana".

    tratto da http://www.giorgiolamalfa.it/

  3. #23
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    Shema' Israel Elokhai ...
    Shema' Israel Elokhai ... Ascolta Israele mio Signore

    ... Con questa canzone, quasi una preghiera, la bravissima Sarit Haddad ha dato inizio ai festeggiamenti di Yom Haazmaut, a Gerusalemme, immediatamente dopo il silenzio che concludeva la Giornata in memoria dei nostri 22.900 caduti in guerra e per terrorismo. E' una lacerazione straziante passare dal lutto per i nostri morti alla felicita' per il compleanno di Israele ma la decisione di far seguire la gioia al dolore e' un simbolismo che vuole caratterizzare l'immagine e il destino di Israele, sotto assedio dal giorno della sua fondazione, ci ammazzano ma non ci distruggono nell'anima, ci vogliono morti ma noi alziamo la testa con orgoglio ma anche con quel po' di cinismo che ci caratterizza e continuiamo a vivere come se ogni giorno fosse l'ultimo!.



    (Dalia Itzik, Presidente della Knesset)

    ...Il dolore e' grande e io non ho dove scappare...
    continuava la canzone di Sarit mentre decine e decine di bambini ballavano intorno a lei sul piazzale del Monte Herzel, davanti al mausoleo del Padre del Sionismo.
    Quest'anno la festa di Yom Haazmaut e' stata dedicata ai bambini, il futuro di Israele e i bambini sono stati i protagonisti della serata, bravissimi, hanno ballato, hanno saltato, hanno cantato, ci hanno emozionato.
    Hanno disegnato con bellissime figure coreografiche i tanti valori di Israele: la cultura, la musica, la scienza, la tecnologia, l'agricoltura, la difesa, hanno disegnato il logo di Zahal, il Maghen David, la Menorah simbolo dello Stato e per ultimo, hanno scritto con i loro corpi la parola SHALOM, che purtroppo resta ancora solo una speranza.
    Dodici bambini, accanto a dodici adulti, hanno rappresentato le tribu' di Israele.
    Uno dei bambini era di Sderot, una coppia era rappresentata da una ragazza beduina e da un ragazzo arabo di Haifa e per tutti e tre , quando a voce alta, quasi gridando, accendendo la torcia, hanno detto "le tif'eret Medinat Israel- Per lo splendore di Israele", l'applauso del pubblico si e' trasformato in un boato.

    "Non abbiamo ricevuto miracoli - un passo del bellissimo discorso di Dalia Itzik , Presidente della Knesset - lo abbiamo costruito noi con le nostre mani questo splendore. Non esiste paese al mondo come Israele."
    E' vero, non esiste paese al mondo come Israele con la sua storia di eroismo senza eroi perche' e' di tutto il popolo, una storia di sacrifici e di gloria, di paura e di creativita', di guerra e di democrazia e cultura.
    Non esiste popolo, come quello ebraico, che non abbia mai potuto smettere di soffrire per un solo giorno della sua storia millenaria.
    Non esiste paese tanto odiato ma anche tanto amato, ne' popolo accusato per piu' di 20 secoli di essere il male del mondo pur avendo dato tanto, persino il bene assoluto della propria vita senza chiedere mai un tornaconto ne' la vendetta.
    Eppur ci odiano!
    Eppure credono alle menzogne.
    Eppure il mondo ci boicotta, ci diffama , ci insulta, ci augura l'annientamento.

    Le bugie della propaganda palestinese vengono credute come verita' assoluta.
    In questi giorni a Torino i cretini bruciabandiere urlano alla nakba, cioe' alla sfiga degli arabi che nel 48 non hanno potuto distruggere Israele.
    Scusate?
    Dite che Naqba significa catastrofe, parola coniata nel 48 a causa della fondazione di Israele che scaccio' i poverini dalle loro case?
    No no no e no!
    Naqba e' un termine coniato nel 1920 dagli arabi siriani che vivevano in Palestina diventata mandato Britannico quando le grandi potenze, al disgregarsi dell'Impero Ottomano, si divisero il Medio Oriente.
    La Palestina, zona geografica poiche' non esisteva uno stato nazionale, se la prese l' Inghilterra e la Siria e Libano la Francia .
    il 1920 e' considerato nella storia araba "l'anno della Naqba - Am al-Naqba", nulla a che vedere con Israele e gli ebrei , e' soltanto la dimostrazione che i palestinesi, come diciamo sempre, non sono altro che arabi siriani e libanesi arrivati in Israele dai paesi circostanti per sfuggire alla fame e alla miseria.
    Sono stati poi trasformati in popolo per creare un antagonista agli ebrei e per intenerire i paesi dell'occidente colla storiella del povero popolo scacciato dalla sua terra.
    Fu un' idea geniale della Lega Araba e della Corte Suprema Islamica, comandata da Moussa al Sadr, grande odiatore di ebrei, sciita nato in Iran, un'idea diabolicamente cinica che doveva portare alla disperazione due popoli, gli ebrei e gli arabo-palestinesi.
    La fondazione di Israele poteva essere una benedizione per gli arabi, poteva aiutarli ad entrare nell'era moderna, poteva trasformare in un paradiso tutto il Medio Oriente: la genialita' ebraica e la ricchezza araba.
    Il loro rifiuto li ha portati sempre piu' indietro nel tempo, sempre piu' verso la barbarie e l'odio, la miseria e il degrado morale.

    Israele e' invece una benedizione per noi.
    E' il nostro orgoglio.

    Buon compleanno Israele e mille, mille mille di questi giorni.
    Le Tif'eret Medinat Israel.
    Per il tuo splendore, Israele.

    Deborah Fait

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4979

  4. #24
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    Torino: pochi, maledetti ed entusiasti

    di Andrea Bellantone

    Alle nove e trenta del mattino gli amici di Israele sono già di fronte al Lingotto. Un pugno: quando si dice pochi, ma buoni. Daniela Santus, determinata docente dell'ateneo torinese, capeggia il drappello. Le bandiere sono ancora avvolte, ma presto sventoleranno. In barba ai divieti pelosi di funzionari che tutelano il diritto di espressione solo se l'espressione arriva da sinistra.

    Quando arriva Fiamma Nirenstein, subito seguita da Giorgio La Malfa, Margherita Boniver, Luca Barbareschi, gli sguardi si fanno meno disperati. Per qualche decina di minuti si era temuto il peggio, il flop. Ma all'apertura delle bandiere israeliane l'entusiasmo arriva subito, tanta gente si avvicina, i giornalisti corrono a fiutare la notizia.

    Poi arrivano i rinforzi, da Roma e altre parti d'Italia, che non trasformano il picchetto in un’adunata, ma lo ingrassano quanto basta per sentirsi meno soli. Di fronte al Lingotto sventolano, splendide, le bandiere italiane con quelle israeliane: segno di un'amicizia che tocca in modo nuovo il cuore di tanti italiani, non solo ebrei, non solo di destra.

    Anita Friedman, di 'Appuntamento a Gerusalemme', scende di fretta da un taxi che l'aveva fatta ritardare e si avvolge anche lei nella bandiera, come tanti altri manifestanti. Gente coraggiosa, che si è trovata insieme quasi per caso, indifferente alle minacce della sinistra estrema torinese, aggressiva e abituata a praticare un'intolleranza impunita.

    Ma ormai il panorama dell'antisionismo, presidiato a Palazzo Nuovo da qualche residuo ancestrale di ideologia sessantottina, è solo deprimente. Ha perso la sua battaglia culturale. A dimostrarlo non sono tanto le decine di amici di Israele ammanatati con bandiere bianche e azzurre, ma le centinaia di persone che all'interno della Fiera applaudono l'ambasciatore israeliano e festeggiano spontaneamente Israele. Spettacolo inedito, che ormai sta diventando usuale in ogni parte d’Italia.

    In tarda mattinata arrivano, spelacchiati come dei reduci, i militanti di Free Palestine. Sembrano stravolti, assonnati. Come chi sia appena uscito da un'allucinazione o non si sia ancora risvegliato del tutto da un lungo sonno del meriggiare. Ma ormai il giorno è passato: il tramonto è alle porte. Israele trionfa, i boicotaggi no.
    No

    08 Maggio 2008 | fiera del libro | israele | Italia

    tratto da http://www.loccidentale.it/node/17212

  5. #25
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    Create i mostri. Una volta di piu' che fa?

    Leggendo gli articoli dei media italiani sui supposti roghi di vangeli in Israele la mia primissima reazione e' stata un forte mal di stomaco. Poi ho guardato Maariv e la seconda reazione e' stata un rabbia cieca ma non sapevo contro chi. Contro Maariv che a mio modo di vedere aveva fabbricato uno scoop su niente? Contro gli accusati? Non sapevo proprio come calmarmi, sapevo che non poteva essere vero ma sapevo anche che non aveva importanza, la smentita non sarebbe stata letta da nessuno.
    Non esiste che gli ebrei brucino i libri, non e' mai successo nella storia. Allora?
    Allora questa mattina ho preso il telefono e ho chiamato l'ufficio del sindaco di Or Yehuda, una cittadina vicino a Tel Aviv situata esattamente dove si trovava la citta' biblica di Kfar Ono.

    Mi ha risposto Yona , la segretaria , le ho spiegato la situazione e dopo 20 minuti ho ricevuto la telefonata del vice sindaco Uzi Aharon.E' stata una telefonata lunga e e molto chiarificatrice.

    D. Shalom Uzi, vorrei spiegarle cosa sta succedendo in Italia a causa di questa notizia diffusa da Maariv. Lei lo sa che tutto quello che succede in Israele viene ampliato e deformato dai media. Lei lo sa che ogni cosa che noi diciamo o facciamo viene vista subito in chiave antiisraeliana. Vorrei quindi che mi dicesse cosa e' successo.

    R. Tutto e' stato esagerato ed e' uscito di proporzione, adesso le spiego. Qui, nella nostra citta', noi siamo invasi da eserciti di missionari di tutte le specie, cristiani protestanti, cristiani cattolici, ebrei di Gesu' , messianici. Sono tantissimi. Vanno di casa in casa, soprattutto dove ci sono ragazzi molto giovani, li aspettano fuori di scuola, li sommergono di pubblicazioni, di giornaletti, di libretti. Sono instancabili e pressanti.
    Noi li abbiamo pregati piu' volte di lasciar perdere. per noi il proselitismo e' vietato, non cercheremmo mai di convertire all'ebraismo chi pratica un'altra religione ma non possiamo tollerare che altri lo facciano con noi prendendo di mira soprattutto i piu' deboli, i ragazzi, i piu' facili da convincere.

    D. Si, ho sentito anche di persone che si sono ribellate a questa situazione con una certa violenza.

    R. Purtroppo si ma sono terribili, li fai uscire dalla porta e rientrano dalla finestra. i loro figli vanno a scuola con i nostri e passano il loro tempo a leggergli la vita di Gesu', la verita' del Vangelo, gli parlano di miracoli.

    D. mi dica allora cosa e' successo l'altra sera.

    R. Me lo hanno spiegato i ragazzi perche' io non ero presente. Lei sa che da tutta la settimana si fanno i fuochi di Lag baOmer e i fuochi si alimentano con la carta. Ai ragazzi sono venuti in mente tutti i giornaletti dei missionari e sono andati dai loro amici a raccogliere carta, giornali, tra cui anche quelli del "fattaccio", libriccini, la maggior parte non sapeva nemmeno cosa fossero, e li hanno usati per accendere i falo' di Lag ba Omer prima di aggiungervi tronchi di alberi, legni di tutti i generi, cartoni ecc.

    D. Dunque tutto qui? Nessun disprezzo per i libri e pubblicazioni cristiane?

    R. Assolutamente no, queste cose non fanno parte della nostra cultura e lei lo sa. Lo dica.

    Dunque, come supponevo il fatto, realmente accaduto, e' stato completamente deformato e ingigantito facendo passare i ragazzi di Or Yehuda come dei mostri intolleranti.
    Maariv probabilmente lo ha fatto perche' ai giornali israeliani, quasi tutti di sinistra, non pare vero di dare addosso ai religiosi creando in Israele, dove la gente vive e lascia vivere, dove nessuno ti chiede di che religione sei, imbarazzo e rabbia, esattamente come era successo a me prima di avere delle spiegazioni.
    I giornali italiani hanno preso la palla al balzo per dipingere Israele come un paese razzista contro le altre fedi e tutti hanno scritto quasi le stesse cose, scopiazzando gli uni dagli altri.
    Israele fa sempre notizia, in Cina decine di migliaia di morti, in Birmania decine di migliaia di morti, a Gaza gettano bombe contro i negozi e le case dei cristiani ma i media italiani trovano il tempo per scrivere che in Israele "si bruciano i libri dei cristiani" con la solita analogia , soffiata quasi senza volere....come facevano i nazisti..., viene citato Heine...si parla addirittura di orrore.
    Come sempre, e ho detto anche questo al vicesindaco, siamo noi i principali accusatori di noi stessi. Sempre pronti a chiedere scusa prima ancora di sapere, sempre pronti a condannarci da soli, sempre pronti a prenderci a scudisciate per cose non fatte. Quando le cose vengono chiarite e smentite e' troppo tardi perche' togliere dalla testa della gente le accuse a Israele e' praticamente impossibile.
    Scrivono di giornaletti bruciati ma c'e' il silenzio stampa sulla morte taroccata di Mohamed al Durra, l'icona della sinistra mondiale, in nome della quale Israele e' stato maledetto. Ha vinto il processo Philippe Karsenty, il giornalista che aveva denunciato France 2 e il suo reporter per aver manipolato il video.
    Mohamed al Durra non e' stato ucciso dagli israeliani, e' stato colpito dai palestinesi e forse e' persino sopravvissuto ma per mesi, per anni, siamo stati messi in croce , insultati, accusati di ammazzare i bambini, demonizzati.
    I media adesso tacciono, hanno trovato altri mostri israeliani da sbattere in faccia alla gente pronta a odiare: i ragazzi ebrei che per fare la festa di Lag baOmer hanno bruciato dei giornali tra i quali anche quelli di missionari rompiscatole.
    Terribile colpa.
    Come sempre, come da copione, Israele deve discolparsi e spiegare. Che stanchezza!

    Bene, e' la serata di Lag ba Omer, vado a vedere i fuochi qui sotto casa e portero' anch'io qualche giornale da bruciare. Tranquilli, non possiedo nessuna pubblicazione messianica.

    Deborah Fait

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=5013

  6. #26
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    Israele non resterà a guardare l’Iran che colonizza il Libano

    20/5/2008 - Mai il fronte diplomatico israeliano è stato così arruffato, da una parte immerso in cerimoniali d’onore e dall’altra invece in preoccupazioni tempestose. Da Gaza seguitano a cadere missili che hanno ucciso due volte in una settimana, ieri è stata seppellita un’israeliana fatta a pezzi da un kassam sotto gli occhi del figlio; Omar Suleiman, plenipotenziario del rais egiziano Hosni Mubarak tratta, ospite di Olmert, una tregua con Hamas; è in arrivo George Bush insieme ad altri 13 capi di Stato per la Conferenza del presidente Shimon Peres in onore del 60° anniversario di Israele. Bush vuole vedere i risultati nella trattativa con Abu Mazen. Dall’altra parte, l’ombra del Libano incombe, e si ragiona sui possibili scenari futuri. Ci si prepara all’evenienza molto concreta che gli Hezbollah, smantellato il governo di Fuad Siniora prendano il potere per i loro programmi di recupero della Siria nel loro scenario nazionale e di belligeranza filoiraniana. Allora, come dice Bibi Netanyahu, Israele si troverà ad avere due autentici confini con l’Iran di Ahmadinejad compreso quello settentrionale col Libano, dove gli Hezbollah fanno dell’odio antisraeliano e dell’islamismo sciita il loro vessillo; per ora, si valuta però in Israele, il fronte interno li assorbe troppo ed è difficile a Nasrallah pensare a una guerra immediata. Ma presto accadrà necessariamente.

    Al sud, l’altro confine con l’Iran è ormai quello di Gaza. Hamas conduce una guerra d’odio integralista ed è proprio questo che preoccupa l’Egitto che non desidera affatto trovarsi in una situazione in cui uno scontro frontale fra Israele e Hamas porti l’Iran a espandere la sua influenza nel mondo arabo. L’Egitto e in generale i sunniti vogliono mantenere l’egemonia in tutto il mondo arabo, e per questo, molto preoccupata, una delegazione della lega araba sta recandosi alla volta di Beirut. Sempre per questo Suleiman in Israele si sforza tanto di arrivare a una Hudna, una tregua, ma le cose sono complicate dal rifiuto di Hamas di trattare la liberazione del soldato di leva Gilad Shalit rapito due anni fa, mentre richiede la liberazione di 450 prigionieri che hanno sulle mani il sangue di centinaia di israeliani uccisi in attentati terroristi. Israele spera negli egiziani e nei sauditi. Saud el Faisal, ministro degli Esteri saudita, l’ha detto chiaro: «Il sostegno iraniano agli Hezbollah colpisce tutto l’equilibrio del mondo arabo».

    Intanto l’ambasciatore saudita ha lasciato Beirut. Tuttavia, gli Stati moderati difficilmente metteranno in campo forze militari per aiutare Fuad Siniora. Israele dunque, che insieme alla riunione di gabinetto ha convocato sul tema «Libano» anche il capo del Mossad e degli altri servizi, fa varie ipotesi: se gli Hezbollah che sono riarmati dall’Iran e dalla Siria più di prima della guerra del 2006 (30mila missili) fanno del Libano un «Paese canaglia» in mano di un’organizzazione terrorista, allora, come ha detto Yair Peleg, ex generale dell’esercito, in caso di guerra le infrastrutture libanesi dovranno considerarsi obiettivi legittimi, e non come ai tempi della guerra del 2006, in cui coloro che avevano attaccato Israele, gli uomini di Nasrallah, non rappresentavano tutto il loro Paese.

    Sull’Unifil, il governo di Olmert che l’ha sempre presentata come un’acquisizione positiva anche di Israele, ma che aveva già giorni fa protestato per l’eccessivo riarmo degli Hezbollah, sembra ora ripensare alla 1701, la risoluzione che la istituisce e ne stabilisce gli scopi: il ministro Yzchak Cohen dice per esempio che bisogna rivolgersi al consiglio di sicurezza dell’Onu per rinnovare un discorso sulla risoluzione 1701 con una piena condanna degli Hezbollah. La risoluzione prometteva di garantire con la salvaguardia della pace e il disarmo degli Hezbollah, la sovranità del governo libanese e quindi la centralità del ruolo del suo esercito. Ma oggi dalla paura che domina le dichiarazioni di Walid Jumblatt e di Gemayel con gli scontri con gli Hezbollah, dal disastro di Saad Hariri, dal lassismo con cui si lascia che i posti di blocco, i media, i nodi nevralgici di tutta Beirut siano di fatto in mano a Nasrallah, sembra che l’esercito agli ordini di Michel Suleiman (l’omonimia è uno dei soliti scherzi della storia), generale che piacerebbe anche a Hezbollah come presidente, abbia prevedibilmente preferito di schierarsi, più o meno apertamente, con gli Hezbollah o di non difendere i loro nemici drusi o maroniti. La componente sciita dell’esercito e la paura degli scontri con le milizie di Nasrallah hanno prima lasciato compiere il riarmo e poi, lo si vede chiaramente, hanno preferito non difendere le altre componenti. Tutto questo era prevedibile, e l’abbiamo previsto. Tutto il mondo, adesso ha a che fare con una situazione mediorentale che non è stata mai così esplosiva. L’Iran gestisce due forze estremiste dislocate in punti strategici, e per ora il mondo intero è bloccato dalla risoluzione 1701. Si può solo sperare che i Paesi sunniti decidano di farsi sentire forte e chiaro, e che la Libia venga convinta a non bloccare nuove risoluzioni del consiglio di Sicurezza.

    Fiamma Nirenstein

    tratto dal sito della Fondazione Ugo La Malfa
    http://www.fulm.org/SchedaPubblicazi...blicazione=215

  7. #27
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    Appello per liberare Gilad Shalit

    Aggiungi la tua firma. Appello per liberare Gilad Shalit a due anni dal suo rapimento (clicca). 24 Giugno 2008. Il 25 giugno del 2006 il soldato oggi ventiduenne di Tzahal, Gilad Shalit, veniva rapito in territorio sovrano israeliano, al confine con la Striscia di Gaza, da terroristi di Hamas. Sono due anni che questo ragazzo è stato privato della sua libertà mentre compiva il suo dovere di servire lo Stato. Da allora non sono pervenute notizie accreditate circa il suo stato di salute e nemmeno la Croce Rossa Internazionale è mai stata autorizzata a visitarlo, così come nel caso di Eldad Reghev e Ehud Goldwasser, i due soldati rapiti sul fronte settentrionale da Hezbollah, 17 giorni dopo Ghilad Shalit.

    In questi giorni, il governo israeliano e quello egiziano – che funge da mediatore nelle trattative con Hamas – stanno intensificando i contatti per includere la liberazione di Shalit negli accordi di tregua. Tregua che è stata oggi violata con il lancio di 4 razzi Qassam sulle città israeliane del Neghev occidentale. Tra le richieste di Hamas, quella di rilasciare 450 detenuti palestinesi, molti dei quali con sangue sulle mani, oltre a rappresentare una contropartita sproporzionata per garantire la libertà di un soldato e cittadino israeliano, è un prezzo estremamente alto per la sicurezza stessa dello Stato d’Israele.

    In un’ultima lettera presumibilmente di pugno di Gilad Shalit, recapitata alla sua famiglia il 9 giugno scorso, il soldato esprimeva tutta la sofferenza e le difficoltà di salute, oltre che psicologiche, in cui si trova. Il momento è critico e auspichiamo che le trattative non vengano interrotte e che la mediazione egiziana possa portare ad esiti soddisfacenti. Ci rivolgiamo quindi al governo e alla società italiani affinché, in questa delicata situazione in cui le trattative su entrambi i fronti sembrano essere più che mai aperte, si mobilitino per rompere l’isolamento in cui si trovano Gilad Shalit nelle mani di Hamas e Golwasser e Reghev nelle mani di Hezbollah, a ormai due anni dal loro allontanamento forzato da casa.

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=5097

  8. #28
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    Solidarietà ad Israele.

 

 
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