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Risultati da 131 a 140 di 317
  1. #131
    Free
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    Il 1943 fu l’anno della svolta nella Seconda guerra mondiale. Se sul fronte orientale, dopo la vittoriosa battaglia di Stalingrado del novembre 1942, iniziò la controffensiva dell’Armata rossa, anche la situazione nello scacchiere meridionale volse a sfavore delle forze dell’Asse: nel maggio ci fu la capitolazione definitiva delle truppe italo-tedesche in Africa e il 10 luglio lo sbarco degli Alleati in Sicilia. Si acuì così la crisi politica e militare del fascismo, che era già stato scosso dagli scioperi del marzo 1943 nelle fabbriche del Nord Italia.

    Nella notte tra il 24 e il 25 luglio il Gran Consiglio del Fascismo approvò (19 sì, 8 no, 1 astenuto) l’ordine del giorno Grandi che chiedeva il ristabilimento dello Statuto. Il 25 luglio il re Vittorio Emanuele III destituì Mussolini e lo fece arrestare. Il governo venne affidato al maresciallo Pietro Badoglio, il quale annunciò che "la guerra continua". Si intensificavano intanto i contatti tra governo italiano e Alleati per giungere ad una uscita dell’Italia dalla guerra.
    Il 3 settembre a Cassibile in Sicilia, Italia e Alleati anglo-americani firmarono un armistizio che prevedeva un annuncio contemporaneo da parte italiana e alleata e l’immediata occupazione con truppe aviotrasportate degli aeroporti di Roma. Tutto ciò non avvenne e il governo italiano continuò a prendere tempo.
    L’armistizio venne improvvisamente annunciato l’8 settembre da un messaggio radio registrato di Badoglio, in quel momento in fuga con la famiglia reale verso Pescara. I tedeschi ebbero così modo di occupare quasi tutta l’Italia nel giro di pochi giorni. Per l’esercito italiano, abbandonato dai suoi comandanti supremi e lasciato senza ordini, iniziò lo sbandamento. Ma molte migliaia di militari italiani all’estero scelsero di resistere ai tedeschi, sia in tutte le zone dove si trovavano ad operare (Corsica, Provenza, Iugoslavia, Albania, Grecia, Dodecaneso e Cefalonia) sia successivamente, nei campi di prigionia in Germania. Alla resistenza parteciparono anche unità della Marina e della Aeronautica.

    Fin dal colpo di Stato del 25 luglio la principale preoccupazione del gruppo dirigente che aveva governato i 45 giorni intercorsi fino all’8 settembre fu quella di assicurare la continuità istituzionale e il proprio controllo sullo Stato, ignorando ogni altro impegno e responsabilità. La firma dell’armistizio rappresentava il prezzo politico pagato per ottenere dagli anglo-americani il riconoscimento di rappresentare l’unico potere politico legale in Italia. Il problema era ora quello di mantenere il ruolo conquistato, ciò significava soprattutto evitare la cattura da parte dei tedeschi e quindi l’esautoramento. Le sorti dei reparti militari distribuiti tra la Francia e il mare greco e quello dei milioni di civili italiani non rientravano nel disegno strategico della monarchia sabauda e potevano quindi essere abbandonati al gioco degli eventi: la stessa ipotesi di una resistenza antitedesca sostenuta dalla partecipazione popolare era molto lontana dalle concezioni politiche e ideali di Vittorio Emanuele III e di Badoglio.

    La sera dell’8 settembre, dopo il consiglio della corona e la diffusione del comunicato radio, la famiglia reale e il capo del governo si chiusero nel superprotetto ministero della Guerra, in attesa delle mosse tedesche.

    Le incertezze dei tedeschi erano dovute al timore di un’azione congiunta tra italiani e anglo-americani o di uno sbarco alleato non lontano dalla capitale. I loro dubbi furono risolti dai comandanti delle forze armate italiane. Ai reparti non perveniva alcun ordine e in molte caserme i soldati non erano neppure allertati: il re, Badoglio e i massimi responsabili militari erano infatti riuniti per discutere se confermare l’armistizio o ricusarlo.

    Nella notte tra l’8 e il 9 settembre il re decise per la fuga verso Pescara, dove la marina militare aveva provveduto nel frattempo a far giungere la corvetta Baionetta. Con il re, il capo del governo, il comandante supremo e il capo di stato maggiore dell’esercito con tutti i massimi responsabili delle forze armate, ognuno con un corteo di collaboratori, segretari, accompagnatori a vario titolo. Una fiumana di generali si rovesciò sulla strada per Pescara e la sera del 9 settembre affollò il piccolo porto adriatico in un clima frenetico e isterico, tanto che l’imbarco del re avvenne sotto la protezione di un cordone di carabinieri, che cercavano di mettere ordine nella ressa provocata da chi desiderava a tutti i costi scappare e imbarcarsi. La monarchia e Badoglio realizzavano così l’obiettivo di fondo della politica avviata il 25 luglio: salvare se stessi e la continuità dello Stato che incarnavano, abbandonando il paese reale, destinato a sostenere un costo umano e materiale altissimo

  2. #132
    agaragar
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    Originally posted by nobodyzero
    Occupare cosa? fino all' otto settembre 1943 i tedeschi erano nostri alleati e quindi in Italia ci stavano per combattere gli anglo-americani...
    La cosa migliore sarebbe stata aspettare la fine di una guerra che comunque non avrebbe tardato un giorno di più...senza guerra civile...
    Non senza lutti e rovine perchè a quelli ci hanno pensato i bombardamenti...
    le armate tedesche in italia erano,fino all'8 settembre,subordinate al comando italiano....anche Rommel in Libia,sebbene facesse solo finta di esserlo.
    la fine della guerre non si aspetta, si combatte,
    la guerra civile ci sarebbe stata lo stesso,la maggior parte dell'italia si sarebbe ribellata,e il re sarebbe stato fucilato come mussolini.

    si racconta che durante l'invasione della sicilia,
    un soldato italiano ebbe a raccogliere un pacchetto di sigarette americane con carta stagnola e cellophane,sconosciuti in italia, e commentò
    "ma guarda contro chi ci siamo andati a mettere"....

  3. #133
    agaragar
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    >"Fin dal colpo di Stato del 25 luglio..."

    -il 25 luglio, che errore!!!
    in gergo pugilistico si chiama "colpo telefonato"

  4. #134
    estoy de puta madre aquì
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    Originally posted by agaragar

    pillimo scusa....
    cerca di accorgerti quando è presente dell'ironia,
    altrimenti che figura ci fai?

    Touché
    Scusa, non avevo seguito la discussione.
    Ho risposto al post di ferruccio e dop ho notato il post di antoninus.
    cercherò di non distrarmi più

    PS: continuo a sostenere che cesare è superiore ad augusto come statista.

  5. #135
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    Originally posted by agaragar

    Avevano molti difetti...quello di essere dei vigliacchi ...era il primo....subito dopo quello di rubare

    in effeti l'unico freno alle fughe fu il peso di ori e suppellettili da "salvare"
    vedi il fratello della petacci, noto contrabbandiere di oro anche lui accodatosi alla "processione" di mussolini
    Assolutamente no...Marcello Petacci non era un gerarca tant'è che gli altri non lo volevano a morire insieme con loro...
    Pavolini è morto praticamente con le armi in pugno, Barracu (medaglia d'oro al valor militare) ha reclamato il suo diritto di essere fucilato al petto....sono morti gridando viva l'Italia! tranne Bombacci che è morto gridando viva il Socialismo...
    Farinacci invece di scappare ha tentato di raggiungere gli altri in Valtellina ed è morto litigando con il plotone di esecuzione...Starace (ormai emarginato) è morto in Piazzzale Loreto dopo essersi rifiutato di abiurare...
    Senza contare i "maggiorenti" che ben lungi dall'imboscarsi sono partiti volontari (vedi Niccolò Giani e Bernardo Barbellini Amidei morti entrambi)...è partito volontario perfino Marinetti a sessant'anni in Russia...
    Invece il difetto che hai tu è quello di palare di cose ddi cui hai una conoscenza scarsa...
    Se ti limitassi a quelle che sai faresti una miglior figura...

  6. #136
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    Originally posted by agaragar

    le armate tedesche in italia erano,fino all'8 settembre,subordinate al comando italiano....anche Rommel in Libia,sebbene facesse solo finta di esserlo.
    la fine della guerre non si aspetta, si combatte,
    la guerra civile ci sarebbe stata lo stesso,la maggior parte dell'italia si sarebbe ribellata,e il re sarebbe stato fucilato come mussolini.

    si racconta che durante l'invasione della sicilia,
    un soldato italiano ebbe a raccogliere un pacchetto di sigarette americane con carta stagnola e cellophane,sconosciuti in italia, e commentò
    "ma guarda contro chi ci siamo andati a mettere"....
    Si racconta...mio padre mentre il convoglio di prigionieri attraversava gli States ha visto una fabbrica di aerei lunga venti chilometri ed ha pensato: non si poteva vincere...
    La maggior parte dell'italia non si sognava nemmeno di ribellarsi voleva solo che la guerra finisse...
    Un vecchio proverbio dice: a nemico che fugge...ponti d'oro...
    Ponti d'oro...non fucilate alle spalle che si sapeva benissimo cosa avrebbero provocato...
    No...credimi...la guerra dcivile è stata una sporca faccenda non un'epopea (fatto salvo il rispetto per i combattenti autentici e l'assoluto disprezzo per quelli che il popolo dalle mie parti chiama "partigiani del venticinque aprile")...

  7. #137
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    Originally posted by gdr
    Ecco una sintesi del libro The New Dealer's War del storico americano (e il mio professore di storia vent'anni fa) Thomas Fleming:

    Solidly challenging the idea that World War II was a "good
    war", The New Dealer's War offers a drastically new look at the
    conflict that has dominated the history of the twentieth century.
    For many Americans, Franklin Delano Roosevelt's role in leading
    the United States throughout most of World War II has made him
    one of America's most venerated presidents. Biographers have
    all but lionized FDR for his war leadership, a tendency that has
    been reinforced lately as Americans celebrate the riches of memory by saluting the generation that won the titanic global
    conflict with blockbuster movies and best selling books. But, as
    Thomas Fleming reminds us, memory is not history, and in The
    New Dealer's War, he reveals an entirely different Roosevelt from the one that people like to remember.

    Starting with the leak to the press of Roosevelt's famous Rainbow Plan as FDR's way of manipulating Hitler and Mussolini
    into a declaration of war against the US-- then spiraling back to
    FDR's inept prewar diplomacy with Japan and his various duplicities in luring Japan into an attack on the US Fleet in
    the Pacific, Fleming takes us on a journey through the incredibly
    fractious struggles and debates that went on in Washington, the nation, and the world as FDR and his fellow New Dealers strove
    to impose their will on the conduct of the War. At the center,
    however, is Roosevelt, a president waging a global war, a leader
    in remorseless decline, battered by ideological forces and primitive
    hatreds which he frequently failed to understand, often leading to
    disastrous consequences. Among these was his insistence
    on "unconditional surrender" for Germany, Italy and Japan, which he announced at the 1943 Casablanca summit conference.
    Winston Churchill was "dumbfounded" and Dwight Eisenhower,
    George Marshall and virtually every other high-ranking officer
    in the British and American high command were appalled. The
    policy doomed the hopes of the German Resistance for a coup
    d'etat that would have ended the war in 1943, saving millions
    of lives. No one in England or America was even dimly aware of
    this "Front of Decent People" because FDR had forbidden any
    mention of them in the media. Equally unpublicized was the
    awful fate of Europe's Jews, about which the New Dealers did
    little but wring their hands. Meanwhile, Roosevelt and his inner
    circle embraced Soviet Russia's dictator, Josef Stalin, not merely
    as a badly needed wartime ally, but as a benevolent partner
    in the postwar world. In doing so, they suppressed the story of
    the Katyn Massacre and ignored evidence that Stalin had Soviet
    agents at the highest levels of the American government.

    FDR's attempts to pack the Supreme Court were the most dangerous threat ever to that body's independence and the
    integrity of the Constitution-- as dangerous as Watergate but
    without the publicity.

    When will FDR's free ride into history end?

  8. #138
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    Originally posted by nobodyzero



    La storia della fuga di Mussolini è tutt'altro che accertata...
    Anche la morte è piuttosto oscura così come la moria di partigiani che ne è seguita...
    Comunque non mi pare che si possa dire che i gerarchi fascisti in genere abbiano fatto molto per fuggire...
    Avevano molti difetti...quello di essere dei vigliacchi no...



    Un fuggi fuggi generale, mio caro. Fra i pochi che rimasero fino alla fine Pavolini. Anzi adesso mi viene in mente, perchè Mussolini non ha fatto come lui?

  9. #139
    agaragar
    Ospite

    Predefinito Sono un esperto di storia e sociologia italoamericana?

    Originally posted by antoninus
    Sei un esperto di storia e sociologia italoamericana?
    Ecco una sintesi del libro The New Dealer's War del storico americano (e il mio professore di storia vent'anni fa) Thomas Fleming:
    Starting with the leak to the press of Roosevelt's famous Rainbow Plan as FDR's way of manipulating Hitler and Mussolini into a declaration of war against the US-- then spiraling back to FDR's inept prewar diplomacy with Japan and his various duplicities in luring Japan into an attack on the US Fleet in the Pacific,
    Ecco guarda che il fatto che un saggio sia scritto in inglese non significa che dica la verità.
    Così FDR manipolò hitler, che bravo!
    La storiella del giappone imbrogliato da FDR è una mistificazione,
    la politica del nodo scorsoio verso il giappone cominciò nel 38(ne 37 FDR spinse il giappone a invadere la cina...) e fu sempre pubblicamente discussa in parlamento,
    la guerra contro l'espansionismo nipponico fu sempre molto popolare in america,
    essa non comportava AUTOMATICAMENTE la guerra con la germania e fu infatti hitler a dichiararla dopo PH

    as FDR and his fellow New Dealers strove to impose their will on the conduct of the War. At the center,however, is Roosevelt, a president waging a global war, a leader in remorseless decline, battered by ideological forces and primitive hatreds which he frequently failed to understand, often leading to disastrous consequences. Among these was his insistence on "unconditional surrender" for Germany, Italy and Japan, which he announced at the 1943 Casablanca summit conference.
    Winston Churchill was "dumbfounded" and Dwight Eisenhower,
    George Marshall and virtually every other high-ranking officer
    in the British and American high command were appalled. The
    policy doomed the hopes of the German Resistance for a coup
    d'etat that would have ended the war in 1943, saving millions
    of lives. No one in England or America was even dimly aware of
    this "Front of Decent People" because FDR had forbidden any
    mention of them in the media.

    che doveva fare FDR,imporre la volontà dei suoi avversari?
    "unconditional surrender" è una normale formula diplomatica,fu la formula usata nella guerra civile americana(! cioè la germania trattata come i compatrioti del sud)
    essa in realtà significa il non riconoscere il regime nazista come controparte diplomatica.
    il "coup d'etat that would have ended the war in 1943" è un altra barzelletta,a parte che potevano prima farlo e poi ridiscutere la "resa incondizionata",ma la germania sarebbe sempre stata una nazione sconfitta.
    Vedi, non è un caso che Roosevelt fosse presidente degli stati uniti e tu no(e nemmeno Fleming)
    Hitler sarebbe rimasto comunque saldamente al potere,infatti egli si rafforzo dopo "l'attentato" del 44,eliminando le ultime resistenze dentro la wermacht,
    Il fatto è che questo "Front of Decent People"(notare il nome buffo: fronte del popolo decente)ERA SEGRETAMENTE DIRETTO DAGLI STESSI NAZISTI, l'attentato contro hitler fu organizzato da agenti provocatori nazisti per far uscire i dissidenti allo scoperto e fucilarli(sono esperto anche di sogiologia tedesca?)
    fortunatamente alla testa degli stati uniti c'era Roosevelt,e non un imbecille come fleming.

    Equally unpublicized was the
    awful fate of Europe's Jews, about which the New Dealers did
    little but wring their hands.

    e cosa potevano fare di più oltre che dichiarare guerra alla germania?
    siamo alle contraddizioni più scatenate,
    dovevano aiutare gli ebrei / fecero la guerra imbrogliando e dovevano evitarla.

    Meanwhile, Roosevelt and his inner
    circle embraced Soviet Russia's dictator, Josef Stalin, not merely as a badly needed wartime ally, but as a benevolent partner in the postwar world. In doing so, they suppressed the story of the Katyn Massacre and ignored evidence that Stalin had Soviet agents at the highest levels of the American government.

    leggasi nazioni unite e possibilità di pace...
    fu però con i successori di Stalin e di Roosevelt(entrambi neganti la politica dei predecessori) che Castro andò al potere in piena guerra fredda(strano vero) e che gli stati uniti combinarono la finta guerra del Vietnam d'accordo con i capi russi antistalinisti(sono esperto di sociologia russa?),e mettiamoci anche le twin towers và
    con Stalin e Roosevelt queste cose non sarebbero successe

    FDR's attempts to pack the Supreme Court were the most dangerous threat ever to that body's independence and the
    integrity of the Constitution-- as dangerous as Watergate but
    without the publicity.

    il watergate fu una trappola preparata dalla magistratura americana(magistrati alla Borrelli,non abbiamo inventato nulla qui)contro Nixon regolarmente eletto
    ecco chi attacca veramente le istituzioni!

  10. #140
    Ospite

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    Originally posted by pillimo

    Oscure? La grecia in poco tempo quasi ci cacciava in mare!!! Motivo? Perchè l'esercito greco combatteva per la propria libertà, e non aveva passato i precedenti 20 anni a preparare parate militari di propaganda buone solo per far innamorare qualche ingenua fanciulla. Gli osservatori militari si sganasciavano dal ridere al vadere sfilare le nostre "scatole di sardine" in cotal pompa.
    E come li si può dare torto!
    L'attrezzamento moderno previsto dal programma di riarmo non era ancora disponibile per il 90%: avevamo pronte 20 divisione preparate al 70%, altre 20 al 50%, 1500 "scatole di sardine" ovvero carri armati leggeri dei primi anni '20; 70 carri armati medi, carri pesanti ZERO; tra automezzi e motomezzi 61.000 (nella 1 GM, guerra di posizione, erano 36.000 verso il '18); 3000 aerei la maggior parte dei quali sarebbe stata meglio in un museo che in un aeroporto. 11.000.000 di baionette TEORICHE, visto che pronte erano solamente 1.500.000. Materie prime poche, scorte assenti.

    Mussolini entro' in guerra su invito scritto di Daladier Ministro degli esteri francese.La lettera secondo Degli Espinosa e anche secondo ma principessa Maria Gabriella ( lo dissero pubblicamente in TV ) e' conservata in Vaticano.

    Comunque Mussolini fu spinto con una serie infnita di provocazioni sopratutto inglesi in guerra e cadde nella trappola.Questa e' la Sua colpa.mA NON DIMENTYICHIAMO CHE SENZA L'INTERVENTO ITALIANO CI SAREMMO TROVATI CONTEMPORANEAMENTE I TEDESCXHI AL BRENNERO ED AL
    CONFINE FRANCESE.UNA MORSA !

    La parte affidata a noi dagli alleati era quella di incasinare tutto ed indebolire la Germania come poi accadde.Avevano ben imparata la lezione di Caporetto quandoi noi da forza che impegnava tre milioni di austro-tedeschi sottrendoli al fronte francese diventiamo invece una debolezza per loro ed ancora un po' i tedeschi arrivavano al Mincio e magari a Milano.

    Del resto Mussolini aveva sempre fatto presente a Hitler che noi non potevamo essere pronti per una guerra prima del 1943
    e caso mai il tuo elenco delle defiocienze italiane in materia di armamanti sono una conferma che l'Italia non aveva preparata le guerrra ma al contrario aveva sempre perorata la pace in Europa ed operato concretamente ( Monaco 1938 ad esempio) in questo senso.

    DIO STRAMALEDICA GLI INGLESI !


    Mettiamoci bene in mente che la seconda guerra mondiale e' stata voluta dagli anglo-americani in funzione dei grandi interessi mondiali ed e' stato il secondo tempo della prima guerra mondiale
    conclusasi con un armistizio per non dare alla Francia il predominio in Europa e cioe' qualche cosa contrario da sempre agli intreressi inglesi e della grande finanza.Trecento anni di storia lo provano !














    L'arma migliore era la marina che però peccava sia di portaerei che di comandanti decenti (vi ricordate di persano?)

    In condizioni del genere solamente per scommessa si poteva entrare in guerra e per di più sfidare il miglior esercito dei balcani!

 

 
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