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  1. #141
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    Originally posted by afam





    Un fuggi fuggi generale, mio caro. Fra i pochi che rimasero fino alla fine Pavolini. Anzi adesso mi viene in mente, perchè Mussolini non ha fatto come lui?

    Più sopra ne ho citato alcuni...potrei aggiungere Ferdinando Mezzasoma che è partito da Milano dicendo: "sono un ministro di Mussolini, vado a morire con Mussolini"...
    Non mi paiono (questa e le poche che ho riportato) manifestazioni di vigliaccheria...
    Invece alla tua domanda ho una sola risposta: non lo so...
    Ma sono in buona compagnia...anni fà il Comandante Costa mi aveva detto che molti (lui tra questi) avevano cercato di convincerlo a rimanere a Como per arrendersi agli anglo-americani ma non erano stati ascoltati...

  2. #142
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    Originally posted by nobodyzero



    Più sopra ne ho citato alcuni...potrei aggiungere Ferdinando Mezzasoma che è partito da Milano dicendo: "sono un ministro di Mussolini, vado a morire con Mussolini"...
    Non mi paiono (questa e le poche che ho riportato) manifestazioni di vigliaccheria...
    Invece alla tua domanda ho una sola risposta: non lo so...
    Ma sono in buona compagnia...anni fà il Comandante Costa mi aveva detto che molti (lui tra questi) avevano cercato di convincerlo a rimanere a Como per arrendersi agli anglo-americani ma non erano stati ascoltati...




    Ecco hai detto "alcuni". Ma i gerarchi erano molti e conosciuti. La gran parte si è riciclata nella D.C. Quanti ne abbiamo visti io e mio padre ai primi comizi della D.C.!

    Di Pavolini giunse notizia anche a Roma. Però, vedi, a quell'epoca agli italiani non gliene poteva imortare di meno di quello che succedeva ai gerarchi. Eravamo pieni di guai, senza soldi (titoli di Stato inesigibili) e senza mangiare, a meno di avere soldi per comprare a "borsa nera". Dovevamo pensare alla sopravvivenza ed al ritorno dei militari di cui non si sapeva niente, ed erano tanti.

    Forse non è facile capire, senza esserci vissuti.

  3. #143
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    Originally posted by afam






    Ecco hai detto "alcuni". Ma i gerarchi erano molti e conosciuti. La gran parte si è riciclata nella D.C. Quanti ne abbiamo visti io e mio padre ai primi comizi della D.C.!

    Di Pavolini giunse notizia anche a Roma. Però, vedi, a quell'epoca agli italiani non gliene poteva imortare di meno di quello che succedeva ai gerarchi. Eravamo pieni di guai, senza soldi (titoli di Stato inesigibili) e senza mangiare, a meno di avere soldi per comprare a "borsa nera". Dovevamo pensare alla sopravvivenza ed al ritorno dei militari di cui non si sapeva niente, ed erano tanti.

    Forse non è facile capire, senza esserci vissuti.
    Buon giorno,

    uno di quei gerarchi, intendo quelli fucilati a Dongo, era un mio parente. Si figuri che pur essendo fascista (come la maggior parte degli Italiani) mai ricoprì cariche ufficiali. Il suo unico impegno, comune a molti, fu quello di partire volontario per l'Albania. Ritornò. Ma non fu mai più lo stesso. L'8 settembre, però, stante il caos che regnava, si rese disponibile a ricoprire la carica di Federale: la città aveva comunque bisogno di un governo. Credeva nell'ordine e non risultano eccessi di alcun tipo a lui ascrivibili. Fatto sta, però, che nonostante alcuni amici lo scongiurassero di restare in città, dove l'avrebbero aiutato, egli fedele alla sua decisione, decise di seguire il suo destino, per cercare di raggiungere insieme alla colonna del Duce, la "Ridotta Valtellina". Così non fu e lui finì i suoi giorni sul molo del porticciolo di Dongo.

    Quanto al sentire della popolazione, i racconti che mi hanno fatto, concordano con i suoi afam: non c'era più nulla e l'interesse comune era quello di mettere insieme il pranzo non con la cena ma almeno con il pranzo del giorno appresso. Il tutto aggravato, a differenza di altre zone d'Italia, di essere stati zona di guerra fino alla fine, fin proprio all'ultimo giorno. Anche lo spostarsi in bicicletta era pericoloso. I liberatori, gli anglo americani, avevano infatti sempre per aria uno di quei loro tristemente famosi aerei, che vennero soprannominati "Pippo"." Via che gh'è scià il Pippo" (via che arriva il Pippo) era un grido di allarme quotidiano in quei mesi. Non si creda che gli obiettivi fossero militari, tutt'altro. Erano i civili gli obiettivi più usuali. Come sempre. Ed in mezzo a due, anzi tre, fuochi oltrettutto!

    I partigiani che arrivavano e facevano la "spesa proletaria". Chi avrebbe sfamato poi la famiglia? la "libertà"? No davvero.

    Gli alleati che ti sparavano dall'aria. Guerra psicologica, dicono, per fomentare ribellione al regime ma intanto...

    I repubblichini che a caccia di partigiani i loro guai li combinavano pure loro...

    Povera gente. Se ripenso a quello che hanno passato i miei nonni, e faccio un confronto con quello di cui siamo soliti lamentarci oggi... bhé... confesso che un po' mi vergogno.

    Cordiali saluti

  4. #144
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    Caro Agragar:
    Che ti posso dire? Sei cosi` convinto delle tue idea ma non hai
    mai letto i libri di Fleming, Stinnett, Brookhiser e altri che stanno
    pian piano smantellando il mito di FDR. Fleming un imbecille?
    Non credo-- ha vinto tanti premi, per esempio The National Historian's Prize.

    Quello che ho citato era un sintesi-- bisogna leggere il libro
    (fra poco viene pubblicato in italiano) per apprezzare i dettagli
    e fondamenti degli argomenti di Fleming.

    Gli americani degli anni 1930-1941 "sempre favorevole" ad
    una guerra contro i giapponesi? Ma dai-- di guerra, non volevano sapere niente, regnava l'isolazionismo ed erano troppo concentrati a trovare il pane quotidiano, visto che la Grande Depressione era in corso.

  5. #145
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    Originally posted by antoninus
    Caro Agragar:
    Che ti posso dire? Sei cosi` convinto delle tue idea ma non hai
    mai letto i libri di Fleming, Stinnett, Brookhiser e altri che stanno
    pian piano smantellando il mito di FDR. Fleming un imbecille?
    Non credo-- ha vinto tanti premi, per esempio The National Historian's Prize.

    Quello che ho citato era un sintesi-- bisogna leggere il libro
    (fra poco viene pubblicato in italiano) per apprezzare i dettagli
    e fondamenti degli argomenti di Fleming.

    Gli americani degli anni 1930-1941 "sempre favorevole" ad
    una guerra contro i giapponesi? Ma dai-- di guerra, non volevano sapere niente, regnava l'isolazionismo ed erano troppo concentrati a trovare il pane quotidiano, visto che la Grande Depressione era in corso.

    Molto bene Antoninus.Poi fammi per piacere la cortesia di indicarmi il titolo esatto del libro di Fleming anche in italiano se lo conosci e l'editore cosi' appena esce me lo compro.

    Per Agradar: pure nel 1915 gli americani erano isolazionisti.Per
    fare loro accettare l'intervento in guerra fu organizzato l'affondamento del transatlantico LUSITANIA e cioe' , caricato dei piu' diversi esplosivi,malgrado un pubblico ammonimento tedesco
    anche a mezzo stampa pèerche' il pubblico civi,e non vi si imbarcasse , fu mandato lo stesso in zona di guerra e fatto andare avanti ed indietro con diverse scuse nel canale d'Irlanda finche' non incappo' in un sommergibile tedesco che stava in attesa del MAURITANIA transatlatico gemello de LUSITANIA che
    partiva da LIVERPOOL con truppe inglesi dirette a Gallipoli.

    Tutto cio' e' ben documentato nel libro di COLIN SIMPSON " il lusitania ".

    Un saluto

  6. #146
    agaragar
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    Originally posted by antoninus
    Caro Agragar:
    Che ti posso dire? Sei cosi` convinto delle tue idea ma non hai
    mai letto i libri di Fleming, Stinnett, Brookhiser e altri che stanno
    pian piano smantellando il mito di FDR. Fleming un imbecille?
    Non credo-- ha vinto tanti premi, per esempio The National Historian's Prize.
    Guarda....hanno anche dato il Nobel a Dario Fò.....

  7. #147
    agaragar
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    Originally posted by ferruccio
    Per Agradar: pure nel 1915 gli americani erano isolazionisti.
    c'è poco da essere isolazionisti quando hitler ti dichiara guerra...

    comunque,
    per quanto riguarda l'isolazionismo, io direi
    30% per l'intervento (non dimenticare che Roosevelt aveva il 60% dei voti...)
    60% per non entrare in guerra
    10% per l'intervento A FAVORE di hitler

    per il giappone:
    60% per fare la guerra
    40% per non farla
    0% a favore del giappone

    magari anche per motivi razzisti.

  8. #148
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    Originally posted by F.B.


    Buon giorno,

    uno di quei gerarchi, intendo quelli fucilati a Dongo, era un mio parente. Si figuri che pur essendo fascista (come la maggior parte degli Italiani) mai ricoprì cariche ufficiali. Il suo unico impegno, comune a molti, fu quello di partire volontario per l'Albania. Ritornò. Ma non fu mai più lo stesso. L'8 settembre, però, stante il caos che regnava, si rese disponibile a ricoprire la carica di Federale: la città aveva comunque bisogno di un governo. Credeva nell'ordine e non risultano eccessi di alcun tipo a lui ascrivibili. Fatto sta, però, che nonostante alcuni amici lo scongiurassero di restare in città, dove l'avrebbero aiutato, egli fedele alla sua decisione, decise di seguire il suo destino, per cercare di raggiungere insieme alla colonna del Duce, la "Ridotta Valtellina". Così non fu e lui finì i suoi giorni sul molo del porticciolo di Dongo.

    Quanto al sentire della popolazione, i racconti che mi hanno fatto, concordano con i suoi afam: non c'era più nulla e l'interesse comune era quello di mettere insieme il pranzo non con la cena ma almeno con il pranzo del giorno appresso. Il tutto aggravato, a differenza di altre zone d'Italia, di essere stati zona di guerra fino alla fine, fin proprio all'ultimo giorno. Anche lo spostarsi in bicicletta era pericoloso. I liberatori, gli anglo americani, avevano infatti sempre per aria uno di quei loro tristemente famosi aerei, che vennero soprannominati "Pippo"." Via che gh'è scià il Pippo" (via che arriva il Pippo) era un grido di allarme quotidiano in quei mesi. Non si creda che gli obiettivi fossero militari, tutt'altro. Erano i civili gli obiettivi più usuali. Come sempre. Ed in mezzo a due, anzi tre, fuochi oltrettutto!

    I partigiani che arrivavano e facevano la "spesa proletaria". Chi avrebbe sfamato poi la famiglia? la "libertà"? No davvero.

    Gli alleati che ti sparavano dall'aria. Guerra psicologica, dicono, per fomentare ribellione al regime ma intanto...

    I repubblichini che a caccia di partigiani i loro guai li combinavano pure loro...

    Povera gente. Se ripenso a quello che hanno passato i miei nonni, e faccio un confronto con quello di cui siamo soliti lamentarci oggi... bhé... confesso che un po' mi vergogno.

    Cordiali saluti



    Hai ben descritto quello che è un paese occupato da truppe nemiche e che è attaccato da altre truppe a loro volta nemiche delle prime.

    Una situazione insostenibile per la gente comune.

    Potrei darti molti nomi di fascisti che hanno preferito defilarsi al contrario del tuo parente, ma sarebbe sconveniente nei confronti di parenti ancora vivi. Ne conosco parecchi. Per me sono "povera" gente appartenente a quel tipo di persone che meno apprezzo.

    Forse sarebbe auspicabile un pò di silenzio.

    Vorrei che chi ha commesso degli errori, sia pure in buona fede, pensi e taccia.

  9. #149
    agaragar
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    Originally posted by F.B.
    Povera gente. Se ripenso a quello che hanno passato i miei nonni, e faccio un confronto con quello di cui siamo soliti lamentarci oggi... bhé... confesso che un po' mi vergogno.
    un pò di pazienza che avremo anche noi la nostra razione....

  10. #150
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    LE IDEE GENIALI SUL RISANAMENTO DELLO STATO IN CAMPO ECONOMICO E SOCIALE, E QUELLE PER TENERE GLI OBBIETTIVI RAGGIUNTI NEL CORSO DEGLI ANNI, E CONSIDERANDO CHE LE HA MESSE IN PRATICON SUCCESSO, FANNO DI BENITO MUSSOLINI IL PIU' GRANDE STATISTA.

 

 
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