vediamola da questo punto di vista. Io ritengo che essere liberi non sia una condizione cui TUTTI abbiano diritto. Bisogna dimostrare di meritarla, sia esibendo caratteristiche innate, sia mediante azioni e sforzi adeguati.Originally posted by mariarita
Naturalmente tra i candidati, i tuoi figli non ce li metti.
E' molto in voga un certo libro in questi ultimi tempi, scritto, mi pare, da un filosofo francese. Devo informarmi perchè desidero leggerlo.
Dice in sostanza che l'operazione culturale che il governo attuale tenterebbe di realizzare consiste nel formare, attraverso una campagna martellante da parte di tutti i media, una società di schiavi felici, cioè di uomini asserviti e contenti della loro condizione di schiavi. Naturalmente con ogni prodotto di consumo a disposizione, ma privati di ogni velleità di essere gli arbitri del proprio destino e delle decisioni inerenti al proprio futuro, perchè a quelli ci pensa una specie di gigante buono che porta loro puntualmente la merendina dolce.
Tu stai parlando di una versione tua personalissima di questo sogno a cui stanno già pensando altri più importanti di te.
Si tratta di vedere se gli schiavi felici possano esistere. Oppure se ci troviamo di fronte all'ennesimo ossimoro.
La società si dovrebbe comporre allora di: LIBERI, e NON-IJBERI. Aristotele docet: ci sono molte persone che non sono destinate ad essere pienamente libere, e chiamali pure 'schiavi' tanto per porre un nome.
Ora, la propaganda cristiano-liberal-masson-socialcomunista ci ha abituati sin dal XIX secolo ad aborrire la parola 'schiavo' sotto qualsiasi forma. Eppure la storia è piena di esempi di schiavi pienamente felici della loro condizione. Qualora sia ben trattato uno schiavo non ha necessariamente motivo alcuno per detestare la propria condizione. Compie la sua funzione sociale subordinata e vi trova elementi di soddisfazione. Il problema sorge quando: 1) si schiavizzano persone che sono in realtà destinate ad essere 'libere' e 2) appaiono movimenti antischiavisti egalitari che sconvolgono il sistema servile osannando la libertà assoluta per tutti. Lo schiavo si beve la propaganda e comincia ad odiare la propria condizione.
Espongo francamente la mia opinione. A differenza di Dragonball & soci, che vorrebbero introdurre una forma di schiavitù con altro nome, asservendo gli allogeni per farli lavorare in condizioni sub-umane di apartheid, io propongo una schiavitù aperta INTERNA, cioè auto-generata da ciascuna società, senza ricorrere all'importazione di schiavi stranieri. Semplicemente, ciascuna società seleziona al suo interno gli elementi non-liberi, e li inserisce nella divisione sociale del lavoro per svolgere mansioni umili e subordinate. Se fa paura la parola 'schiavitù', troviamone pure un'altra ad hoc.
saluti




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