Son già impegnato, faccio il portavoce di me stesso e ti ringrazio per i complimenti.Originally posted by Pieffebi
Bravo! Ottima esercitazione. Potresti fare il portavoce di qualche organizzazione palestinese: ti va bene il FDPL?
Bello quel "ma"...I diritti degli uni non vengono prima di quelli degli altri, ma
Tu e Assad Jr. dite così, invece i palestinesi dicono così:si da il caso che i cosiddetti palestinesi, ossia gli arabi di Palestina, come li chiama giustamente il presidente Assad jr.,
CHI SONO I PALESTINESI?
La propaganda sionista ha, da sempre, cercato di negare l'esistenza dei palestinesi, contestando addirittura che fosse mai esistita la Palestina. Facendo cio', non soltanto cercava di demolire il senso d'identita' e di appartenza di un intero popolo, ma cercava altresi' di rendere veritiero lo slogan di partenza del sionismo: Una Terra senza popolo per un popolo senza terra. Dopo essersi accorti, invece, che non soltanto la Palestina esisteva come entita', ma che essa non era una terra vuota, e dopo essersi riavuti dal trauma davanti al quale poteva infrangersi il loro sogno, I sionisti hanno dedicato le loro energie ad estirpare il sentimento nazionale dei palestinesi e le tracce della loro storia e della loro millenaria presenza in Palestina, cui faceva da contraltare una millenaria assenza dei sionisti dallo stesso territorio. Arrivati in Palestina a ridosso degli anni 40, gli ebrei erano eterogenei rispetto alla popolazione indigena in tutto e per tutto. Globalmente appartenevano al mondo europeo. Consapevoli essi stessi di essere alieni al territorio ed alla popolazione, si diedero da fare per mutare la storia a loro favore. Desiderando creare una sorta di legame ideale col territorio, che giustificasse in un certo senso la loro presenza in Palestina agli occhi degli occidentali, si fecero interpreti di una ricostruzione del passato che non aveva attinenze con la realta', ingigantendo a dismisura il periodo storico (peraltro molto limitato) in cui effettivamente tribu' ebraiche abitarono la Palestina e facendo della diaspora un evento centrale nella loro storia. Naturalmente i palestinesi erano esclusi dalla loro ricostruzione storica, essendo considerati, dalla propaganda sionista, discendenti degli arabi che conquistarono il paese nel VII secolo e quindi di molti secoli posteriori agli ebrei. "L' ignoranza - talvolta aiutata da una propaganda in malafede", scrive lo storico francese Maxime Rodinson, "ha diffuso a questo proposito molte concezioni errate". Infatti, in realta', I palestinesi sono I discendenti originari delle popolazioni semitiche autoctone della Palestina: Edumei, Cananei, Amorrei, Filistei (che, tra l'altro, hanno dato il nome al territorio), stanziatesi in Palestina nel 3000 a.C., quindi 1500 anni prima che le tribu' ebraiche provenienti dalla Mesopotamia si stabilissero li', ovviamente condividendo il territorio con gli altri popoli. Inoltre, a differenza delle popolazioni autoctone palestinesi che erano stanziali e sedentarie, le tribu' ebraiche erano nomadi, per cui si dispersero in varie zone del vicino oriente prima, in tutto il mondo poi, non lasciando dietro di se' alcun monumento, alcuna prova che dimostrasse la loro presenza stabile per un tempo accettabile in Palestina. Per 2000 anni sono vissuti in Europa, in Russia, in America, in Africa, diventando europei, russi, americani, africani, poiche' era implicito che essere ebrei significava condividere un credo religioso, non un'appartenenza etnica. Prova ne sia che i pochi ebrei rimasti in Palestina dopo la diaspora, erano ebrei palestinesi.
Deve essere chiaro, dunque, che gli arabi che conquistarono la Palestina nel VII secolo erano un ridotto contingente ed essi, a causa delle affinita' etniche con la popolazione palestinese, riuscirono ad arabizzare rapidamente la regione. La quale regione, ovviamente, all'arrivo dell'esercito arabo, non era vuota.
I palestinesi dunque sono "arabizzati" nella lingua e nella religione, e senza dubbio condividono lo stesso ceppo etnico degli arabi che conquistarono la Palestina, ma dire che essi hanno popolato il territorio a partire dal VII secolo equivale ad affermare una falsita' che non ha fondamento storico, dal momento che la Palestina non e' mai stata "vuota", in nessun momento della sua storia.
la Palestina non è mai stata monoetnica, monoculturale e monoreligiosa.
Esistevano tanti popoli, politeisti, gran parte al tempo di Gesù ellenizzati nell'attuale Israele-Palestina.
Ora se gli ebrei sono stati scacciati dai Romani, gli altri son rimasti.
Ci sei?
Quelli, insieme ai pochi ebrei rimasti, sono i palestinesi.
Poi certo, culturalmente, e in parte etnicamente, arabizzati.
Del resto il fatto che le comunità cristiane ci siano praticamente dal tempo di Cristo dovrebbe esserne una ulteriore conferma.
Io direi che è meglio basarsi sulle dichiarazioni, possibilmente ufficiali, sulle illazioni l'unico limite è la fantasia.ritengano che il loro diritto sia la costituzione di uno Stato palestinese, parte integrante della Umma arabo-islamica che si estenda dal Mediterraneo al Giordano. Il diritto dei palestinesi si eserciterebbe dunque a dscapito di quello degli israeliani, seppur magari mediante un temporaneo compromesso con il nemico, per ingannarlo, indebolirlo e poi sconfiggerlo (mai letto "l'estremismo" di Lenin? da ottime indicazioni sul compromesso e l'arte della rivoluzione).
Due popoli, due stati, due diritti, nei confini del 67.
Noto che sulla "Grande Israele" sorvoli.
E invece l'occupazione no?Il terrorismo e la cosiddetta intifada, sono un uso della violenza e della forza. E cosa sennò?
Solo dal 67.
Infauste decisioni senza dubbio.E' dal 1947 che gli arabi usano la forza contro una potenza militare superiore, piagnucolando ogni volta perchè le prendono poi di santa ragione. E' un problema tutto loro.
Il resto è incommentabile.
Ma non è che non si capiscano i motivi.
29 novembre 1947
In questa data gli ebrei costiuiscono il 32% della popolazione e possiedono il 5,6% del suolo: essi ricevono il 56% del territorio, con le terre più fertili.
Lui non ha peccati di ommissione a Sabra e Chatila?Ricordo solo che la lotta al terrorismo non è soltanto legittima, ma è doverosa. Riguardo a Jenin....ai suoi abitatnti (e la messa in scena di stragi di migliaia di arabi: meno di 60) e di morti che risorgono....fino alle contestazioni ad Arafat....la battutina è apprezzabile...ma solo da qualche militante di Hamas.
Circa Sharon.....ho capito...preferite il suo predecessore dell'ala dura del Likud, lui non ha peccati di omissione a Shabra e Chatila. A proposito come si chiamava qell'ebreo americano invalido assassinato sull'Achille Lauro dagli eroici combattenti palestinesi, della cui liberazione si interessarono tanti politici italiani con il presidente Arafat?
Io ricordo Fiumicino, ricordo le olimpiadi di Monaco, ricordo....
E come mai la commissione israeliana l'ha invitato ad uscire dal governo a suo tempo?
Ho apprezzato il tuo rimarcare la ingiusta prosecuzione della sciagurata politica degli insediamenti.
Che viva Israele, migliore è più giusto, nei confini del 67.W Israele!
Shalom!
Paxi.




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