Cinzia Dal Maso
STONEHENGE, L'ULTIMO MISTERO:
"ERA IL PANTHEON DELLA PREISTORIA"

Non era un osservatorio astronomico, né un tempio per culti della fertilità e neppure un luogo di guarigione. Per l´archeologo Mike Parker-Pearson dell´Università di Sheffield, Stonehenge era un cimitero e il cerchio di pietre era un tempio per il culto di defunti. La prova sono tre sepolture di individui cremati, trovate negli anni ´50 del secolo scorso vicino al terrapieno e al fossato di Stonehenge, che solo ora Parker-Pearson ha datato con precisione. Le prime due furono deposte attorno al 2900 a.C. cioè alle origini di Stonehenge quando si costruirono il terrapieno e il fossato circolari, mentre la terza risale agli anni 2570-2340 a.C. quando fu eretto il monumentale cerchio di pietre. E siamo a conoscenza di altre 49 tombe scavate negli anni ´20 ma poi riseppellite, trovate in parte in livelli di terreno analoghi a quelli delle due sepolture più antiche, e in parte nei livelli più recenti. Ciò significa che "Stonehenge è stato luogo di sepoltura dall´inizio alla fine", scrive Parker-Pearson nella relazione pubblicata sul sito internet dell´università. "Anche quando si costruì il cerchio di pietre, Stonehenge continuò a essere il regno dei morti".
Finora si credeva che Stonehenge fosse stato usato come luogo di sepoltura solo nei suoi primi secoli di vita, quando aveva solo terrapieni e strutture lignee, e che la costruzione del tempio di pietra avesse fatto dirottare le sepolture altrove. Ora invece scopriamo che si è continuato a portare lì i defunti almeno per 500 anni. "Però non gente comune, perché Stonehenge era un posto speciale", afferma Parker-Pearson. "Abbiamo calcolato che in 500 anni vi si portarono circa 240 defunti". Dunque un´élite, dei capi, una sorta di dinastia al potere. Stonehenge fu forse il Pantheon della preistoria britannica.
È questa una prova importante per l´ipotesi che ha spinto Parker-Pearson a indagare Stonehenge. Ipotesi ispirata dalle sue ricerche in Madagascar dove la gente associa il legno alla transitorietà della vita e alla donna, mentre la dura pietra alla morte perenne e all´uomo. Parker-Pearson ha pensato che anche Stonehenge funzionasse in modo analogo. Qualche chilometro più a nord del famoso circolo, nel sito dell´enorme terrapieno circolare di Durrington Walls, ci sono infatti altri circoli di pali di legno dove, sostiene Parker-Pearson, si svolgevano banchetti e cerimonie di passaggio tra la vita e la morte. Poi i defunti venivano portati in barca lungo il fiume Avon e raggiungevano Stonehenge, la casa di pietra garante della vita eterna. Le indagini sono cominciate nel 2003. Ed è stato subito identificato un viale che conduce da Durrington Walls al fiume Avon, molto simile alla via che collega Stonehenge con lo stesso fiume. L´ipotizzato percorso rituale tra i due complessi, incentrato sul fiume come via per l´oltretomba, era dunque una realtà.
A Durrington Walls gli archeologi hanno poi trovato i resti di diverse case di graticcio e fango, il "villaggio dei costruttori di Stonehenge" come ha annunciato Parker-Pearson un anno fa. Ora ha stimato che le case fossero circa 300, sistemate attorno a edifici di culto: il villaggio preistorico più grande di tutta l´Europa nord-occidentale. Abitato però solo stagionalmente, come rivelano le analisi ambientali. Solo per le cerimonie, come i villaggi delle novene in Sardegna. Ma non molti archeologi condividono le teorie di Parker-Pearson. Se plaudono alla sua idea di considerare Stonehenge come parte di un insieme di monumenti, attendono però prove più stringenti per accettare che fosse un complesso funebre. E in questi giorni un´altra tesi suggestiva è proposta dall´archeologo di Oxford Anthony Johnson nel libro "Solving Stonehenge". Convinto che Stonehenge fu costruita usando avanzatissimi principi di geometria. I suoi costruttori conoscevano geometria e simmetria già duemila anni prima di Pitagora.
Cinzia Dal Maso - da Il Tirreno (martedì 27 maggio 2008, pag. 42)