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Discussione: L'ora di religione

  1. #11
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    Predefinito In linea con le ciniche battute berlussoliniane....

    Originally posted by Österreicher


    Guarda,, ho uno squarcio sul petto che manco ti immagini...

    Ho una fasciatura da una settimana e sette punti di sutura.
    Fa male di brutto...

    Ciao
    Gli ideali a destra? Appiccicare prima d'essere appiccicati. Politica = pagnotta. Chi l'ha più dura la metta per primo....per la perpetuazione della razza. Ovvero gli istinti cavernicoli ci bastano....

    Non appena arriverà nella mia città andrò a vedere il film, in omaggio alle squisite signore......

  2. #12
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    Predefinito Re: In linea con le ciniche battute berlussoliniane....

    Originally posted by sfatigato


    Gli ideali a destra? Appiccicare prima d'essere appiccicati. Politica = pagnotta. Chi l'ha più dura la metta per primo....per la perpetuazione della razza. Ovvero gli istinti cavernicoli ci bastano....

    Non appena arriverà nella mia città andrò a vedere il film, in omaggio alle squisite signore......


    Non sono di destra, non conosco il significato della parola appiccicare, politica attiva non ne faccio quando ho capito che, da destra a sinistra, tutti pensano solo alle pagnotte ed alle poltrone, non mi pare di averla messa per primo



  3. #13
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    Predefinito Re: Re: In linea con le ciniche battute berlussoliniane....

    Originally posted by Österreicher




    Non sono di destra, non conosco il significato della parola appiccicare, politica attiva non ne faccio quando ho capito che, da destra a sinistra, tutti pensano solo alle pagnotte ed alle poltrone, non mi pare di averla messa per primo


    Figurati che anch’io non faccio politica. Figurati che anch’io non sono di destra e nemmeno di sinistra e mai stato tesserato di alcun partito.
    Ma ho letto qualche tuo intervento in difesa del Berlussolini, e dei suoi emeriti neo onorevoli che stannno infangando una giustizia che se non perfetta aveva un grandissimo merito ai miei occhi: l’aver iniziato (e mai finito !) mani pulite e una lotta contro il cancro che, spina nel dito grosso del piede, ormai invade la gamba intera. O mi sbaglio ?

    Nel qual caso mille scuse !

    Ma dovresti ammettere che, almeno sui fora, coloro che si dicono di centrodestra hanno un comportamento in linea con il nuovo padrone d’Italia (se hai letto Verga mi fa pensare a Mazzarò) pieno di a scelta: prepotenza, superbia, altezzosità, alterigia, presunzione, sfrontatezza, boria, insolenza, tracotanza. Vuoi un esempio ? Mai si è difeso portando le prove della sua innocenza sulle gravissime accuse di collusione mafiosa evidentissima per il pianeta intero, ma ha bensì utilizzato tutti i codicilli inimmaginabili per non farsi mai giudicare denigrando e spregiando chi gli va contro, tacciandoli di comunisti. Ricordati il famoso: "Chi non salta è comunista!"
    A me, apolitico, mi basterebbe per disprezzarlo. E a te?
    E anche se non di destra, quali ideali vedi nel triunvirato che sta al governo se non quelli che ti ho metaforicamente enumerato sopra?


    Io invece posso constatare che a sinistra ci sono. Ideali di fratellanza uguaglianza e libertà. Forse male o malissimo applicati, e con molta ipocrisia, forse proferiti da gente che merita la forca, ma ci sono.

    E per ritornare al soggetto, questa mafio-destra al governo, più che in un becero edonismo si sta compiacendo in un affarismo da bottegaio, incapace d’avere sentimenti se non materialistici e profittevoli pecuniariamente. Come, in un certo senso, la tua reazione alla domanda della signora Afam.

    Uffa che fatica! Ciao, ti lascio, che ce n’è ho per un pezzo a rimettermi…..

  4. #14
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    Predefinito

    Leggiti un po' cosa dicono Ayala e Del Turco dei tuoi cari giustizialisti (una volta garantisti....), giusto per farti una bella idea di quali grandi magistrati appoggia la sinistra (belli i valori della sinistra, quelli dell'annullamento dell'individuo come essere umano diverso dagli altri e quello della pace cercata spaccando teste e vetrine)


    Oggi molti giornali ricordano la figura di
    Giovanni Falcone, con interviste e commenti. Nei giorni scorsi
    il capogruppo diessino Violante aveva alimentato la polemica
    dichiarando che 'Falcone e Borsellino saranno ricordati anche
    da chi non merita di farlo'. In verità questa polemica dell'ex
    presidente dell'Antimafia non sembra aver avuto molto successo:
    Violante, come è noto, è stato attaccato dal centrodestra (gli
    ha direttamente risposto l'attuale presidente della Commissione
    antimafia Centaro) e ciò era scontato. Ma l'ex presidente della
    Camera è stato attaccato anche da sinistra: in primo luogo da
    un amico e compagno di lavoro di Falcone, l'ex pm Ayala e da un
    altro ex presidente dell'Antimafia, Ottaviano Del Turco. E poi
    persino da colui che è stato l'ideologo dell'antimafia, Ennio
    Pintacuda, padre gesuita. Pintacuda in merito è stato
    chiarissimo, 'Violante ha torto: non si può dire chi sono
    quelli che possono parlare e chi sono quelli che non possono
    parlare'.

    Ayala: "Falcone non era Di Pietro. E neppure Caselli". Chi
    può commemorare Giovanni Falcone? Luciano Violante ha lanciato
    inquietanti avvertimenti - non si sa rivolti a chi -
    rivendicando il diritto di emettere una sorta di giudizio di
    legittimità su quanti si preparano a ricordare la straordinaria
    avventura umana e professionale del giudice assassinato dalla
    mafia. Quasi un'intimazione ad allinearsi alla vulgata che ha
    cercato di arruolare Falcone post mortem nella schiera di
    quanti hanno operato sulla base di teoremi supportati troppo
    spesso da dichiarazioni non verificate o verificabili di
    pentiti inattendibili. Il che spiega più di qualsiasi ipotesi
    dietrologica la ragione per la quale, tra l'altro, ancora è
    buio pesto sui mandanti occulti della strage di Capaci. Se
    mandanti occulti vi furono, oltre agli esecutori materiali che
    sono stati individuati e condannati all'ergastolo. Violante
    comunque non ha raccolto troppe adesioni, neppure nel
    centrosinistra. Non ha convinto per esempio Giuseppe Ayala, che
    in un'intervista alCorriere della Sera invita Violante, pur
    senza chiamarlo direttamente in causa, a lasciar perdere la
    voglia di "fare l'elenco di chi può permettersi di commemorare
    e chi no". Soprattutto, ricorda a chi ragiona come lui che se
    proprio si vuole ricordare Falcone per come era, si dovrebbe
    ricordare che "non era Di Pietro, con tutte le polemiche che a
    Milano s'è trascinato dietro (...) né altri". E qui il
    riferimento, ma senza citazione esplicita, è a Giancarlo
    Caselli: "Un processo Falcone non l'ha mai perso". Caselli
    invece il "processo del secolo", quello contro Giulio
    Andreotti, come noto l'ha perso. E l'ha perso perché non ha
    seguito il metodo di Falcone. Anche qui Ajala non cita
    direttamente l'ex procuratore capo di Palermo, ma a lui, e a
    quanti ne seguono l'esempio, si riferisce quando afferma
    perentorio che "Falcone quando non aveva acquisito la prova non mandava l'imputato davanti al giudice del dibattimento".

    VIOLANTE NON HA CONVINTO NEPPURE DEL TURCO. L'ex presidente
    della commissione Antimafia ricorda a Violante che Falcone
    diventò un eroe dopo la strage di Capaci, ma che prima era un
    uomo molto discusso a sinistra. Del Turco cita l'ostilità nei
    confronti di Falcone dell'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando
    o di quella parte del Csm che riversò contro di lui "una dose
    abbondante di ipocrisia, cinismo e ostilità". E si spinge,
    parlandone con l'Adn-kronos, anche oltre: "Violante avrebbe
    dovuto ricordare che quel qualcuno sta anche dentro i gruppi
    parlamentari del suo partito, e dentro le storie di cui
    Violante è stato protagonista". Un attacco frontale con una
    doppia conclusione. La prima: "Falcone fu delegittimato,
    isolato. E anche per questo diventò un obiettivo di chi
    organizzò la strage di Capaci, di Cosa nostra". La seconda: "Lo
    sciopero dei magistrati, per le motivazioni per cui nasce, è in
    buona misura e senza alcuna violenza alla storia, uno sciopero
    anche contro le idee di Falcone". Del Turco cita, per
    supportare questa affermazione, il favore con il quale Falcone
    guardava alla separazione di funzioni e di carriere tra settori
    della magistratura che operavano nello stesso campo: "Una
    posizione - chiarisce Del Turco - che non nasceva da pregiudizi
    di casta, ma dalla osservazione sul campo di fenomeni che
    avevano largamente danneggiato la lotta alla mafia. Falcone è
    un testimone, testimone della giustezza di questa impostazione,
    contro cui si sciopera in questi giorni...".

    QUESTI TEMI E QUESTE POLEMICHE verranno sicuramente ripresi
    mercoledì prossimo, nel dibattito "Se ci fosse Falcone..." che
    si svolgerà all'hotel de Russie, in occasione della
    presentazione del libro "Falcone dieci anni dopo", a cura di
    Roberto Martinelli, edito da Capital partners. Vi
    parteciperanno, oltre ad Ayala, la giornalista Marcelle
    Padovani, il giudice costituzionale Fernanda Contri, i
    magistrati Livia Pomodoro e Mario Almerighi: tutti costoro
    hanno firmato testimonianze e ricordi contenuti nel volume,
    insieme a Francesco Cossiga, Maria Falcone, Piero Grasso,
    Claudio Martelli, Franco Coppi, Vito D'Ambrosio e Francesco La
    Licata. Ha assicurato la partecipazione anche il presidente del
    Senato, Marcello Pera

  5. #15
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    Originally posted by Österreicher
    Leggiti un po' cosa dicono Ayala e Del Turco dei tuoi cari giustizialisti (una volta garantisti....), giusto per farti una bella idea di quali grandi magistrati appoggia la sinistra (belli i valori della sinistra, quelli dell'annullamento dell'individuo come essere umano diverso dagli altri e quello della pace cercata spaccando teste e vetrine)


    Oggi molti giornali ricordano la figura di
    Giovanni Falcone, con interviste e commenti. Nei giorni scorsi
    il capogruppo diessino Violante aveva alimentato la polemica
    dichiarando che 'Falcone e Borsellino saranno ricordati anche
    da chi non merita di farlo'. In verità questa polemica dell'ex
    presidente dell'Antimafia non sembra aver avuto molto successo:
    Violante, come è noto, è stato attaccato dal centrodestra (gli
    ha direttamente risposto l'attuale presidente della Commissione
    antimafia Centaro) e ciò era scontato. Ma l'ex presidente della
    Camera è stato attaccato anche da sinistra: in primo luogo da
    un amico e compagno di lavoro di Falcone, l'ex pm Ayala e da un
    altro ex presidente dell'Antimafia, Ottaviano Del Turco. E poi
    persino da colui che è stato l'ideologo dell'antimafia, Ennio
    Pintacuda, padre gesuita. Pintacuda in merito è stato
    chiarissimo, 'Violante ha torto: non si può dire chi sono
    quelli che possono parlare e chi sono quelli che non possono
    parlare'.

    Ayala: "Falcone non era Di Pietro. E neppure Caselli". Chi
    può commemorare Giovanni Falcone? Luciano Violante ha lanciato
    inquietanti avvertimenti - non si sa rivolti a chi -
    rivendicando il diritto di emettere una sorta di giudizio di
    legittimità su quanti si preparano a ricordare la straordinaria
    avventura umana e professionale del giudice assassinato dalla
    mafia. Quasi un'intimazione ad allinearsi alla vulgata che ha
    cercato di arruolare Falcone post mortem nella schiera di
    quanti hanno operato sulla base di teoremi supportati troppo
    spesso da dichiarazioni non verificate o verificabili di
    pentiti inattendibili. Il che spiega più di qualsiasi ipotesi
    dietrologica la ragione per la quale, tra l'altro, ancora è
    buio pesto sui mandanti occulti della strage di Capaci. Se
    mandanti occulti vi furono, oltre agli esecutori materiali che
    sono stati individuati e condannati all'ergastolo. Violante
    comunque non ha raccolto troppe adesioni, neppure nel
    centrosinistra. Non ha convinto per esempio Giuseppe Ayala, che
    in un'intervista alCorriere della Sera invita Violante, pur
    senza chiamarlo direttamente in causa, a lasciar perdere la
    voglia di "fare l'elenco di chi può permettersi di commemorare
    e chi no". Soprattutto, ricorda a chi ragiona come lui che se
    proprio si vuole ricordare Falcone per come era, si dovrebbe
    ricordare che "non era Di Pietro, con tutte le polemiche che a
    Milano s'è trascinato dietro (...) né altri". E qui il
    riferimento, ma senza citazione esplicita, è a Giancarlo
    Caselli: "Un processo Falcone non l'ha mai perso". Caselli
    invece il "processo del secolo", quello contro Giulio
    Andreotti, come noto l'ha perso. E l'ha perso perché non ha
    seguito il metodo di Falcone. Anche qui Ajala non cita
    direttamente l'ex procuratore capo di Palermo, ma a lui, e a
    quanti ne seguono l'esempio, si riferisce quando afferma
    perentorio che "Falcone quando non aveva acquisito la prova non mandava l'imputato davanti al giudice del dibattimento".

    VIOLANTE NON HA CONVINTO NEPPURE DEL TURCO. L'ex presidente
    della commissione Antimafia ricorda a Violante che Falcone
    diventò un eroe dopo la strage di Capaci, ma che prima era un
    uomo molto discusso a sinistra. Del Turco cita l'ostilità nei
    confronti di Falcone dell'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando
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    abbondante di ipocrisia, cinismo e ostilità". E si spinge,
    parlandone con l'Adn-kronos, anche oltre: "Violante avrebbe
    dovuto ricordare che quel qualcuno sta anche dentro i gruppi
    parlamentari del suo partito, e dentro le storie di cui
    Violante è stato protagonista". Un attacco frontale con una
    doppia conclusione. La prima: "Falcone fu delegittimato,
    isolato. E anche per questo diventò un obiettivo di chi
    organizzò la strage di Capaci, di Cosa nostra". La seconda: "Lo
    sciopero dei magistrati, per le motivazioni per cui nasce, è in
    buona misura e senza alcuna violenza alla storia, uno sciopero
    anche contro le idee di Falcone". Del Turco cita, per
    supportare questa affermazione, il favore con il quale Falcone
    guardava alla separazione di funzioni e di carriere tra settori
    della magistratura che operavano nello stesso campo: "Una
    posizione - chiarisce Del Turco - che non nasceva da pregiudizi
    di casta, ma dalla osservazione sul campo di fenomeni che
    avevano largamente danneggiato la lotta alla mafia. Falcone è
    un testimone, testimone della giustezza di questa impostazione,
    contro cui si sciopera in questi giorni...".

    QUESTI TEMI E QUESTE POLEMICHE verranno sicuramente ripresi
    mercoledì prossimo, nel dibattito "Se ci fosse Falcone..." che
    si svolgerà all'hotel de Russie, in occasione della
    presentazione del libro "Falcone dieci anni dopo", a cura di
    Roberto Martinelli, edito da Capital partners. Vi
    parteciperanno, oltre ad Ayala, la giornalista Marcelle
    Padovani, il giudice costituzionale Fernanda Contri, i
    magistrati Livia Pomodoro e Mario Almerighi: tutti costoro
    hanno firmato testimonianze e ricordi contenuti nel volume,
    insieme a Francesco Cossiga, Maria Falcone, Piero Grasso,
    Claudio Martelli, Franco Coppi, Vito D'Ambrosio e Francesco La
    Licata. Ha assicurato la partecipazione anche il presidente del
    Senato, Marcello Pera





    Nessuno di quelli che hai citato può dire di non avere, mai, avuto opinioni diverse da Falcone. Con Ayala litigarono di brutto. Ma questo non mi fa ritenere che Ayala non possa parlare di Falcone, perchè so che gli voleva bene.

    Nel tuo discorso uno che non c'entra nulla è Ottaviano Del Turco, che di mafia non si è mai interessato realmente e non sa nulla.

    Non può parlare di Falcone chi gli è stato sempre nemico, non perchè l'avesse in antipatia, ma perchè era pericoloso.

    Sto parlando di chi, connesso per mille ragioni (di potere e finanziarie), ad affari tinti di mafia, si attacca a tutto per continuare a delegittimarlo, cercando anche di togliergli il ricordo.

    Tutti, adesso, sono rispettosi di Falcone e parlano delle sue idee, come se lui, di fronte a cambiamenti attuali, sarebbe rimasto lo stesso.

    Il principio ispiratore di un magistrato come Falcone era che la legge è uguale per tutti, potenti o meno. E sapeva benissimo che i potenti sono difficilmente controllabili.

    E del livello più alto degli interessi mafiosi lui era perfettamente consapevole. Adesso si cerca di confondere le acque, ma io ricordo alcune sue dichiarazioni a Samarcanda, che collegate alla intervista Borsellino, mi hanno fatto capire tante cose.

    Se, poi, c'è chi non vuole vedere, non guardi.

  6. #16
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    Originally posted by Österreicher
    (belli i valori della sinistra, quelli dell'annullamento dell'individuo come essere umano diverso dagli altri e quello della pace cercata spaccando teste e vetrine)


    Se riassumo, di sicuro non ti dichiari di sinistra e questa volta non neghi le simpatie per la destra. Oddio non è che poi non sia un tuo sacrosanto diritto. Solamente prima di aprire ancora un soggetto allontanandoci ancor di più da quello aperto dal thread, parliamo almeno sulla natura degli ideali dei due campi che ho intromesso io, non prima d’aver chiesto scusa alle due signore.

    La controversia giustizia corrotta dai giudici e non dagli indagati, consentimi, è un altro paio di maniche, che guarda caso entra nella strategia del campo di destra che descrivevo: il capovolgimento dei valori verso una visione da bottegai. E ripeto non ho la pretesa che a sinistra, giudici compresi, ci siano solo santi. Può anche darsi che ci si trovi qualche diavolo come il Carnevale dopo tutto….

    No, aspettavo l’enumerazione degli ideali di destra. E continuando il solito astuto "saper fare", dispregi quelli del campo avverso.
    “belli i valori della sinistra, quelli dell'annullamento dell'individuo come essere umano diverso dagli altri” , dici.
    Dove l’hai letto, nel desiderio d’uguaglianza? Ma non è la stessa visione di tutte le religioni monoteiste, salvo forse il giudaismo riservato ad un solo popolo? E se rifiuti questo ideale vuol dire che ne vuoi raggiungere l’opposto: l’odio e la discriminazione entro individui? Sarebbe dunque questo il primo dei vostri ideali?

    Senza acrimonia alcuna.

    PS
    Seguirò con interesse il dibattito che noti e se vuoi ne riparleremo. Dopo aver chiuso questo, di soggetto. Se tuttavia ne hai il desiderio.

  7. #17
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    Originally posted by afam







    Nessuno di quelli che hai citato può dire di non avere, mai, avuto opinioni diverse da Falcone. Con Ayala litigarono di brutto. Ma questo non mi fa ritenere che Ayala non possa parlare di Falcone, perchè so che gli voleva bene.

    Nel tuo discorso uno che non c'entra nulla è Ottaviano Del Turco, che di mafia non si è mai interessato realmente e non sa nulla.

    .
    Afam, prima di parlare potresti quanto meno documentarti. Ottaviano Del Turco è stato presidente della commissione Antimafia. Dire che non si è mai occupato di mafia mi sembra quanto meno forzato!

  8. #18
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    Originally posted by sfatigato


    Se riassumo, di sicuro non ti dichiari di sinistra e questa volta non neghi le simpatie per la destra. Oddio non è che poi non sia un tuo sacrosanto diritto. Solamente prima di aprire ancora un soggetto allontanandoci ancor di più da quello aperto dal thread, parliamo almeno sulla natura degli ideali dei due campi che ho intromesso io, non prima d’aver chiesto scusa alle due signore.

    La controversia giustizia corrotta dai giudici e non dagli indagati, consentimi, è un altro paio di maniche, che guarda caso entra nella strategia del campo di destra che descrivevo: il capovolgimento dei valori verso una visione da bottegai. E ripeto non ho la pretesa che a sinistra, giudici compresi, ci siano solo santi. Può anche darsi che ci si trovi qualche diavolo come il Carnevale dopo tutto….

    No, aspettavo l’enumerazione degli ideali di destra. E continuando il solito astuto "saper fare", dispregi quelli del campo avverso.
    “belli i valori della sinistra, quelli dell'annullamento dell'individuo come essere umano diverso dagli altri” , dici.
    Dove l’hai letto, nel desiderio d’uguaglianza? Ma non è la stessa visione di tutte le religioni monoteiste, salvo forse il giudaismo riservato ad un solo popolo? E se rifiuti questo ideale vuol dire che ne vuoi raggiungere l’opposto: l’odio e la discriminazione entro individui? Sarebbe dunque questo il primo dei vostri ideali?

    Senza acrimonia alcuna.

    PS
    Seguirò con interesse il dibattito che noti e se vuoi ne riparleremo. Dopo aver chiuso questo, di soggetto. Se tuttavia ne hai il desiderio.
    per me il soggetto può tranquillamente chiudersi e aprirsene un altro. forse è un delitto che un film non sia piaciuto solo perché piace a qualche "sinistro"???

    La vita non è fatta solo di destra e di sinistra,, ma anche di alto e basso, superiori e inferiori..... non amo le etichette, ma credo di potermi definire un liberale.

    Saluti

  9. #19
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    Originally posted by Österreicher


    Afam, prima di parlare potresti quanto meno documentarti. Ottaviano Del Turco è stato presidente della commissione Antimafia. Dire che non si è mai occupato di mafia mi sembra quanto meno forzato!



    Pauler, come puoi pensare che io non sappia che Del Turco sia stato messo a capo della Commissione antimafia?

    A mio avviso è stato un errore dovuto solo ad equilibrismi della politica. Non era adatto.

    Confermo. Ne sa forse meno di me. E', forse un brav'uomo, non lo conosco, ma so che la mafia non è cosa da dilettanti. Come la pittura, peraltro.

  10. #20
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    Originally posted by afam





    Pauler, come puoi pensare che io non sappia che Del Turco sia stato messo a capo della Commissione antimafia?

    A mio avviso è stato un errore dovuto solo ad equilibrismi della politica. Non era adatto.

    Confermo. Ne sa forse meno di me. E', forse un brav'uomo, non lo conosco, ma so che la mafia non è cosa da dilettanti. Come la pittura, peraltro.
    Ci vorrebbero i Caselli forse.... ovvero gli incapaci.

 

 
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