Dal principale quotidiano italiano
" Corriere della Sera del 24/05/2004
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Non possiamo ignorare le riflessioni fatte da Giovanni Falcone nel 1992
Pera attacca i magistrati, l'Ulivo li difende
Il presidente del Senato: autonomia a rischio anche per colpa delle toghe. Rutelli: parla da uomo di parte. Domani lo sciopero
Dino Martirano
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ROMA - Dopo un periodo di calma sul fronte della giustizia, il primo colpo alla fragile tregua tra toghe e politica lo aveva assestato due giorni fa il ministro Roberto Castelli: «Ho chiesto i nomi dei magistrati che scioperano». Poi, sabato, il vicepremier Gianfranco Fini ha attaccato i pm di Genova e in seguito se l'è presa con un «sciopero immotivato» promosso da «magistrati iperpoliticizzati». Infine, è toccato al presidente del Senato che alla commemorazione di Giovanni Falcone ha affrontato il tema con un discorso articolato su un trinomio - «Autonomia, indipendenza ed efficienza della magistratura» - ma non per questo l'impatto è stato meno cruento.
Marcello Pera ha attualizzato le «riflessioni fatte dallo studioso Giovanni Falcone l'8 maggio del '92» e ha lanciato un richiamo in due tempi ai magistrati che domani sciopereranno contro la riforma dell'ordinamento giudiziario. Il primo monito: «Autonomia e indipendenza costituiscono il presidio, l'efficienza e la guarnigione per tutelare l'ordinamento giudiziario non solo dall'esterno ma anche dall'interno». Il secondo messaggio, invece, ha un tono diverso: «Perché l'autonomia e l'indipendenza non rischiano di cadere solo sotto le spinte che vengono da fuori ma anche a causa di comportamenti, individuali o di gruppo, assunti dentro il corpo stesso della magistratura». In altre parole: magistrati, imparate da Falcone, fate attenzione a non farvi male da soli sottovalutando l'efficienza della macchina giustizia.
E visto che tutto questo viene detto dalla seconda carica dello Stato, è scattata immediata la reazione dei leader dell'Ulivo. Tace, invece, il presidente dell'Associazione nazionale, Edmondo Bruti Liberati: «Ho detto a tutti di tapparsi la bocca fino martedì. Non vogliamo alimentare polemiche anche perché le parole del presidente del Senato sono state enfatizzate».
Ma la polemica politica si è subito messa in moto. Francesco Rutelli attacca lo «spirito gladiatorio di un governo che divide» e poi si occupa di Pera: «Al presidente del Senato, che non dovrebbe dimenticare di essere la seconda carica della Repubblica e non un uomo di parte, dico che converrebbe affrontare temi come quello della giustizia con equilibrio». Sulla stessa lunghezza d'onda Piero Fassino: «Fini e Castelli, anziché portare sul banco degli imputati i magistrati, dovrebbero porsi l'obiettivo dell'efficienza mettendo a disposizione dei magistrati risorse e strumenti di cui hanno bisogno». Anna Finocchiaro, responsabile giustizia dei Ds, definisce «allarmanti» le parole di Pera e vede un'escalation elettorale sui temi della giustizia.
La Cdl si schiera con Pera: «La sinistra è ancora contro Giovanni Falcone, 12 anni dopo la sua tragica morte», è l'affondo del portavoce di FI Sandro Bondi. L'unico ad avere dubbi è il ministro Giovanni Alemanno (An): «Non rinunciamo al dialogo con i magistrati». Ma ormai è tardi. Domani le toghe scioperano: è la 13a volta negli ultimi 30 anni, la seconda per questo governo. "
Saluti liberali




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