Ha ragione il vicepremier Fini quando ieri invece di nascondersi dietro un dito ha commentato i risultati dei ballottaggi come una "brutta botta" per la coalizione di centrodestra. Non c'è nulla di cui vergognarsi abbiamo perso i ballottaggi, anche se questi andrebbero sommati ai risultati dei sindaci e presidenti eletti a primo turno per poter vedere il risultato reale delle amministrative che secondo me è una specie di parità o meglio una "macchia di leopardo". Comunque non si è trattato di un giudizio sul governo, come le sinistre dicono, questo è stato un voto amministrativo che però ci da anche delle indicazioni politiche.
La Cdl in questo voto amministrativo ha pagato le innumerevoli divisioni, gli errori e i troppi protagonismi dei quadri locali dei vari partiti dell'alleanza. E il voto è uno stupefacente riscontro, infatti dove la Cdl si organizza, ha capacità di ascolto, di paziente tessitura e mediazione, di tollerante confronto e soprattutto fa una sapiente selezione dei candidati, lì la Cdl vince. Al contrario dove la Cdl non fa tutto questo e per di più si candida l’amico non radicato sul territorio si perde, e di brutto.
Sicuramente la Cdl paga anche il ritardo nelle riforme. Il carisma e successi in politica estera del premier non bastano. Questo messaggio sale fortemente dalle città del nord dove un elettorato pragmatico chiede solamente che le promesse vengano mantenute. Il Governo sta lavorando, ma deve accelerare, deve produrre risultati tangibili e in fondo questo voto amministrativo può essere una scossa salutare che imponga al Governo di fare meglio, di fare di più e di fare presto sulla strada delle riforme.




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