Il segretario del Partito RepubblicanoItaliano, Gambioli
«L’unica vera soluzione è un nuovo acquedotto»
PESARO (Pesaro e Urbino) - “Non è possibile - scrive segretario provinciale del P.R.I. Giuseppe Gambioli - pensare di risolvere la questione dell’appprovigionamento idrico se le nostre riflessioni sono condizionate all’appartenenza politica ed evitiamo di fare autocritica e un’analisi rigorosa dei veri problemi.
Mi riferisco ad esempio all’ultimo intervento del consigliere provinciale Mari che avanza delle proposte interessanti, come quella della creazione di piccoli invasi collinari o incentivi economici per chi consuma poca acqua, ma quando affronta le cause che hanno messo in ginocchio la nostra provincia, si limita a criticare l’operato del Consorzio di Bonifica, ente definito giustamente inutile, ma inspiegabilmente tralascia i maggiori responsabili che sono la Provincia, l’Aspes, il Megas, l’Aset, la Natura e ultimamente l’Ato. Ad esempio, ci si dovrebbe preoccupare di quel sistema impazzito delle numerose concessioni, date dalla Provincia, 265 solo nel bacino del Metauro, e dei 30.000 pozzi privati censiti che sfuggono ad ogni controllo per il semplice fatto che non sono stati installati i contatori. Cosa pensare del grande chiacchiericcio che si è fatto intorno alla diga del Furlo, con Ucchielli in prima persona, senza essere riusciti a fare nulla per lo sfangamento dell’invaso? Gli enti principali nella gestione del territorio, la Provincia e l’Ato in testa, oltre a promuovere una programmazione, che non c’è, dovrebbero sensibilizzare, controllare e al limite richiedere un risarcimento danni a quei gestori, come l’Aspes, l’Aset e il Megas, quest’ultimo a maggioranza della Provincia, che per imperizia o mancata manutenzione danno un cattivo servizio o sprecano l’acqua. L’inefficienza, le perdite croniche dalle tubature (compreso l’acquedotto che dal Nerone arriva a Urbino) e le numerose rotture dell’acquedotto di Pesaro non possono essere attribuite a fatti imprevedibili ma piuttosto sono il risultato di una cattiva gestione e
quindi riconducibili a dei responsabili. I manager di queste aziende sono super pagati e quindi dovrebbero essere responsabili direttamente delle proprie azioni. I dirigenti di un’azienda quotata in borsa come l’Aspes, che si cimentano nei settori più svariati, avrebbero dovuto risolvere già da tempo e in modo definitivo il problema della rete idrica. La costruzione di un acquedotto ex novo a Pesaro inciderebbe davvero poco sul bilancio dell’azienda, darebbe finalmente un servizio adeguato ai cittadini e creerebbe la possibilità di utilizzare la vecchia rete per la distribuzione di acqua riciclata, non potabile, per attività industriali, autolavaggi, ecc. Il Pri chiede pertanto agli amministratori di questo centro sinistra che la smettano di fare demagogia e che si affronti la questione idrica con serietà in modo da risolvere veramente questo annoso problema, si faccia autocritica, si lasci perdere il Consorzio di Bonifica
e la diga di Rio Salso o altri fantasmi, e ci si rimbocchi le maniche per risolvere almeno le urgenze”.
Giuseppe Gambioli
Segretario Prov.le PRI di Pesaro e Urbino




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