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  1. #81
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 26 agosto 2003

    Il segretario del Partito RepubblicanoItaliano, Gambioli

    «L’unica vera soluzione è un nuovo acquedotto»

    PESARO (Pesaro e Urbino) - “Non è possibile - scrive segretario provinciale del P.R.I. Giuseppe Gambioli - pensare di risolvere la questione dell’appprovigionamento idrico se le nostre riflessioni sono condizionate all’appartenenza politica ed evitiamo di fare autocritica e un’analisi rigorosa dei veri problemi.
    Mi riferisco ad esempio all’ultimo intervento del consigliere provinciale Mari che avanza delle proposte interessanti, come quella della creazione di piccoli invasi collinari o incentivi economici per chi consuma poca acqua, ma quando affronta le cause che hanno messo in ginocchio la nostra provincia, si limita a criticare l’operato del Consorzio di Bonifica, ente definito giustamente inutile, ma inspiegabilmente tralascia i maggiori responsabili che sono la Provincia, l’Aspes, il Megas, l’Aset, la Natura e ultimamente l’Ato. Ad esempio, ci si dovrebbe preoccupare di quel sistema impazzito delle numerose concessioni, date dalla Provincia, 265 solo nel bacino del Metauro, e dei 30.000 pozzi privati censiti che sfuggono ad ogni controllo per il semplice fatto che non sono stati installati i contatori. Cosa pensare del grande chiacchiericcio che si è fatto intorno alla diga del Furlo, con Ucchielli in prima persona, senza essere riusciti a fare nulla per lo sfangamento dell’invaso? Gli enti principali nella gestione del territorio, la Provincia e l’Ato in testa, oltre a promuovere una programmazione, che non c’è, dovrebbero sensibilizzare, controllare e al limite richiedere un risarcimento danni a quei gestori, come l’Aspes, l’Aset e il Megas, quest’ultimo a maggioranza della Provincia, che per imperizia o mancata manutenzione danno un cattivo servizio o sprecano l’acqua. L’inefficienza, le perdite croniche dalle tubature (compreso l’acquedotto che dal Nerone arriva a Urbino) e le numerose rotture dell’acquedotto di Pesaro non possono essere attribuite a fatti imprevedibili ma piuttosto sono il risultato di una cattiva gestione e
    quindi riconducibili a dei responsabili. I manager di queste aziende sono super pagati e quindi dovrebbero essere responsabili direttamente delle proprie azioni. I dirigenti di un’azienda quotata in borsa come l’Aspes, che si cimentano nei settori più svariati, avrebbero dovuto risolvere già da tempo e in modo definitivo il problema della rete idrica. La costruzione di un acquedotto ex novo a Pesaro inciderebbe davvero poco sul bilancio dell’azienda, darebbe finalmente un servizio adeguato ai cittadini e creerebbe la possibilità di utilizzare la vecchia rete per la distribuzione di acqua riciclata, non potabile, per attività industriali, autolavaggi, ecc. Il Pri chiede pertanto agli amministratori di questo centro sinistra che la smettano di fare demagogia e che si affronti la questione idrica con serietà in modo da risolvere veramente questo annoso problema, si faccia autocritica, si lasci perdere il Consorzio di Bonifica
    e la diga di Rio Salso o altri fantasmi, e ci si rimbocchi le maniche per risolvere almeno le urgenze”.

    Giuseppe Gambioli
    Segretario Prov.le PRI di Pesaro e Urbino

  2. #82
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 28 agosto 2003

    Intervento del Partito Repubblicano Italiano
    Pri: «L'affidamento di ogni minore costa cento euro al giorno?»

    FANO (Pesaro e Urbino) — I repubblicani di Fano intervengono sullo stesso tema affrontato dal consigliere di FI Gianluca Lomartire in un'interrogazione, il capitolo di spesa per «Interventi socio-assistenziali a favore dei minori», circa un milione di euri. Secondo il Pri l'amministrazione comunale dovrebbe fare chiarezza: « Quanti sono questi minori? Quanti stranieri? Quanti affidati dal Tribunale dei Minori al Comune di Fano? A quali e quante istituzioni pubbliche e private sono affidati? E' vero che per il loro affidamento ad alcuni Istituti si paga una retta giornaliera che tocca i cento euro? Con la dovuta discrezione per i minori interessati è opportuno che i dati richiesti vengano resi pubblici. Sono troppe le famiglie fanesi con figli che vivono con mille euro al mese che vogliono sapere come vengono spesi i loro denari e che non sarebbero contente di apprendere che per mantenere un solo bambino il Comune spende tremila euro al mese».
    Intanto Lomartire ha presentato una nuova interrogazione, questa sulle «Attività assistenziali a favore di indigenti».
    Sottolinea che in questo capitolo di bilancio, per l'anno 2003, risultavano iscritti 120mila euro per interventi a favore di adulti/anziani e 80mila euro (poi se ne sono spesi 223mila) per interventi a favore di famiglie indigenti con minori a carico mentre già nel primo semestre 2003 si sono spesi 145mila euro, facendo temere un aumento esponenziale della cifra per la fine dell'anno solare.
    Lomartire chiede di sapere: «Se il Comune di Fano, in controtendenza con quanto avviene ormai in ogni altra amministrazione, abbia deciso che il ritorno alle semplici elargizioni economiche sia più efficace rispetto a progetti finalizzati al superamento della condizione di indigenza; se il sindaco non ritenga che un aumento nel capitolo di spesa “Attività assistenziali a favore di indigenti”, che è possibile stimare nel 50% rispetto al bilancio di previsione 2003, possa essere interpretato quale intervento propedeutico alle prossime elezioni amministrative; se anche in questo caso la mancanza di programmazione testimoni come la Giunta trascuri il conseguimento di obiettivi pubblici e sia disinteressata alla buona amministrazione».

  3. #83
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 9 settembre 2003

    Il Pri: «Restauriamo i monumenti ma non li valorizziamo»

    FANO (Pesaro e Urbino) — «Il Comune ha investito molti soldi per il restauro dei monumenti senza pensare al riuso e valorizzazione degli stessi».
    L'osservazione arriva dal segretario provinciale del Pri Gabriele Gerboni che nel suo intervento non lesina frecciate all'assessore Renato Claudio Minardi.
    «Prendiamo atto che la nostra città ha dato il via ad un grande impegno finanziario nel recupero dei beni monumentali — dice Gerboni — ma come abbiamo molte volte detto e scritto, non ha impegnato in esso altrettanta intelligenza, perché spendere miliardi per restaurare monumenti senza pensare alla loro valorizzazione equivale a gettare i soldi dalla finestra. Che fare del bastione Sangallo restaurato? E delle Mura Romane già scoperte? Chi sa come utilizzare la Torre Sant'Elena o la Fortezza Malatestiana. Il consiglio comunale impiega tempo e denaro a discutere se Fidel Castro è un dittatore democratico o un pericoloso criminale da far processare da un tribunale internazionale, ma neanche un minuto per discutere dei nostri beni culutrali». Sul banco degli imputati il vice segretario provinciale del Pri mette anche l'assessore Renato Claudio Minardi.
    «Si procede così — riprende Gerboni — tra l'indifferenza di molti è le amenità dell'assessore Minardi che un girono solleva problemi sull'acquisto strategico della Pinacoteca ed il Museo cittadino di Palazzo De Cuppis ed il giorno dopo comicamente vuole 'restituire alla città il suo teatro' comprando, miliardi alla mano, le nude costruzioni già portate alla luce e tutelate per legge, incongruamente 'scoperte' (ma chi ha dato la concessione edilizia?) senza che nessuno abbia finora avanzato un progetto o almeno un'idea. Così, contemporaneamente, dalla parte giusta si piange a denari, per la parte discutibile si procede invece allegramente. Vincerà in premio una riproduzione in argento dell'Arco d'Augusto chi indovinerà il perché? Pensa davvero qualcuno che i fanesi siano sciocchi?».

  4. #84
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    Predefinito xxxxxx

    Il Pri attacca il comune di Fano:
    quante sono le richieste di condono?

    FANO — Il pianto greco dei sindaci di sinistra della provincia contro il condono edilizio governativo non piace al Pri. «Quello che irrita è l'ipocrisia. Ci riferiamo — scrive il vicesegretario provinciale del Pri Gabriele Gerboni — alla polemica contro il preannunciato condono edilizio per gli abusi minori montata dal centro sinistra. In particolare, Fano compresa, dove ha sempre governato e dove evidentemente non è riuscito quanto meno a controllare il territorio e l'ambiente. La stampa ha correttamente ricordato come negli ultimi 15 anni ci siano stati ben 17 condoni edilizi. Chi ha governato in questi anni? Non è vergognoso strapparsi le vesti solo ora?» si domanda il Pri, che scende anche sul terreno locale. «Quanti condoni sono stati chiesti a Fano in questo periodo di tempo? Probabilmente lo hanno chiesto migliaia di famiglie. Si renda pubblico il loro numero invece delle solite interviste assessorili autolaudative e se ne scopriranno delle belle. Non è questa la dimostrazione più clamorosa che gli enti locali non riescono preservare l'ambiente attraverso il controllo degli abusi edilizi? Che gli uffici tecnici e di controllo sono assolutamente inadeguati? Che mai o quasi mai gli abusi vengono sanati e le case abusive abbattute? A memoria d'uomo a Fano si ricorda solo una villa — prosegue Gabriele Gerboni — che era stata edificata addirittura sena concessione edilizia. Questa è la realtà, inutile chiudere gli occhi: il resto è propaganda ipocrita. A questo punto non resta che far pagare una penale salata ai trasgressori che risarcisca almeno un po' i cittadini onesti, evitando loro cioè di pagare ulteriori tasse. Quindi avanti con il condono per gli abusi minori in edilizia e per favore niente propaganda». L'urbanistica che fornisce alla stampa locale le riunioni della commissione edilizia, potrebbe fornire anche gli interventi della polizia urbana in materia di abusi edilizi. O ci sono segreti?

  5. #85
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 10 ottobre 2003

    Centro sinistra con rivendicazioni Pri e Psi fanno il Polo Laico-Riformista

    CAGLI (Pesaro) — Mentre è imminente nel centro sinistra (venerdi sera?) l'incontro tra Ds, Sdi, Margherita, Rifondazione, in vista delle prossime amministrative, è nato mercoledì scorso anche il Polo Laico Riformista. Nel centrosinistra si tratta di un primo approccio e forse richieste di pari dignità ai Ds, da parte dei partiti minori. Non è escluso che possa essere rivendicata l'alternanza alla guida della città. Ma dal dopoguerra Pci ed i Ds poi, non hanno mai ceduto la carica di sindaco. Quindi, impresa impossibile subentrare a Papi nel centrosinistra? Nel versante opposto, Pri e Nuovo Psi, alla presenza dei segretari provinciali si sono aggregati nel Polo Laico Riformista. Avrà il compito di preparare un programma tra tutte le forze socialiste, liberali, socialdemocratiche, repubblicane e radicali sotto il coordinamento di Loretta Blasi.

    Mario Carnali

  6. #86
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 12 ottobre 2003


    Bronzi, Sgarbi invita alla rivolta

    PERGOLA (Pesaro) — Un invito alla rivolta quello che ha lanciato ieri ai pergolesi Vittorio Sgarbi durante una visita a Pesaro. L'ex sottosegretario si è detto anche pronto a scendere in piazza con loro tanto da affermare:«Sono disposto anche a farmi incatenare davanti alla porta del museo affinchè i Bronzi restino a Pergola.
    Intanto sull'argomento interviene il segretario provinciale del Pri, Giuseppe Gambioli.
    «Il Decreto Ronchey, garantendo i Bronzi alla città, suggellava le speranze che si erano create con il Progetto Flaminia. Pergola rientrava in questo ambizioso progetto e il magnifico gruppo bronzeo, tra i più apprezzati al mondo, avrebbe dovuto svolgere la funzione di volano per tutte le altre iniziative che stavano prendendo corpo, come l'area di San Lorenzo, di Fossombrone, di Acqualagna, di Cagli e di Cantiano. Questa Provincia — continua Gambioli — non ha compreso l'importanza strategica che hanno i Bronzi e al posto di difendere tenacemente la loro legittima collocazione si è resa complice di un progetto sciagurato sia dal punto di vista scientifico che economico: quello di alternare il gruppo scultoreo nelle sedi di Ancona e Pergola, la cosiddetta soluzione dei "Bronzi itineranti". Qualsiasi persona comprende che accettare questa proposta, oltre a creare seri problemi per la conservazione dei reperti, ha legittimato il primo riconoscimento dei Bronzi alla città di Ancona. Inoltre, significa abbandonare il Progetto Flaminia, nato con Albero Berardi, allora assessore provinciale, e con il professor Lumi dell'Università d'Urbino. Ancora una volta i cittadini si vedono privare della loro storia e dei loro beni più cari».
    «Questo è il risultato di una politica culturale effimera e poco lungimirante: è la cultura che ha prodotto "Sipario Ducale", i cui balletti e musiche già nel 2000 sperperavano la bellezza di un miliardo e duecento milioni di lire. Il Pri — conclude il segretario provinciale — sarà accanto a quei cittadini pergolesi che vorranno opporsi alla sentenza del Tar, poiché la loro battaglia di mantenere i Bronzi nella propria città, oltre a essere un fatto di giustizia, contribuisce a quella crescita civile e rispettosa dell'habitat che tenga conto nella stessa misura delle popolazioni e contribuisca ad uno sviluppo armonioso nel territorio».

  7. #87
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    Predefinito tratto dal sito web: http://ww.pri.it

    Pesaro-Urbino, è indispensabile creare nuove occasioni di mercato/Per Giuseppe Gambioli la Fiera del mobile non è riuscita a favorire l'imprenditoria locale

    Occorrono managerialità e innovazione

    Le reazioni arroganti e furiose di Drudi e Ucchielli alle critiche sopraggiunte dal settore del mobile, sono la dimostrazione che anche questo ultimo Samp (Fiera del Mobile), benché il bilancio abbia chiuso in attivo, non è riuscito nell'intento primario di favorire l'imprenditoria locale. E a mio avviso, con questi personaggi, non avremo la minima speranza di migliorare la situazione.

    Drudi dichiara provocatoriamente sulla stampa che con o senza i grandi cucinieri (Scavolini, Berloni e Febal) il Samp (Fiera del Mobile) si farà anche il prossimo anno, ignorando tranquillamente il ruolo fondamentale che questi imprenditori storici svolgono per il settore. Ucchielli rincara la dose e fa minacce dicendo "potrei mettermi di traverso. Io non vendo mobili". Credo sia difficile fare un qualsiasi ragionamento razionale e pragmatico con personaggi di questa specie che abusano del ruolo istituzionale e si permettono di gestire la cosa pubblica ignorando, con atteggiamenti faziosi, le esigenze che la comunità imprenditoriale sollecita.

    Il Pri concorda con chi pensa che andare avanti così sarebbe suicida e che l'unica soluzione sia quella di trovare persone all'altezza del compito, aldilà dei giochi di potere all'interno dei diessini.

    Gli obiettivi principali di una fiera sono quelli di favorire lo sviluppo economico e occupazionale delle imprese locali, creando occasioni di mercato attraverso nuovi contatti e curando l'immagine made in Pesaro e Urbino con prodotti di alta qualità. Questi due aspetti sono stati completamente disattesi poiché la partecipazione delle aziende pesaresi è stata scarsissima e per quanto riguarda il messaggio promozionale è da considerarsi fallimentare poiché, come sostenuto da più esperti del settore, ha fatto più danni che altro.

    Del resto pensare di fare a meno dei big locali, che con grande professionalità e imprenditorialità sono riusciti a imporre i loro prodotti già da diversi decenni in tutto il mondo, è veramente pura follia. Un contributo di esperienza, managerialità, ricerca, innovazione e attualità a cui i nostri imprenditori più piccoli non possono e non vogliono rinunciare, al di là dei deliri di prepotenza del presidente di turno.

    Giuseppe Gambioli

    Segretario provinciale Pri
    Pesaro e Urbino

  8. #88
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 25 ottobre 2003

    " I sindaci rinunciano alle loro indennità? "

    PESARO - C'è anche chi dice no, chi afferma che questo sciopero non serve a niente ed è uno «stanco rito a valenza unicamente politica». Sono i rappresentanti del partito repubblicano, sezione di Fano, i quali scrivono: «Ci chiediamo e chiediamo agli interessati se il presidente della Regione, i presidenti delle Province, i sindaci delle Marche e tutti i loro assessori che hanno partecipato con i gonfaloni in testa ai cortei degli scioperanti rinunceranno ad un giorno delle loro indennità come i lavoratori scioperanti rinunciano al loro salario di un giorno. Siamo convinti che un simile problema questi privilegiati della nostra società non se lo sono posto neppure ma saremo contenti di saperlo lo stesso. A noi appare singolare che chi prenderà una bella pensione per tutta la vita solo per essere stato per cinque anni in consiglio regionale marci fianco a fianco con coloro ai quali sarà difficile assicurare una pensione decente dopo quarant'anni di lavoro. E' per questo che noi repubblicani non abbiamo partecipato allo sciopero generale.
    Uno stanco rito fuori dalla realtà».

  9. #89
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 30 ottobre 2003

    JESI — Il Pri jesino ha un nuovo

    JESI (Ancona) —Il Pri jesino ha un nuovo vertice. Nel corso dell'assemblea degli iscritti è stata eletta la nuova segreteria che subentra a Enrico Filonzi e Daniele Moschini, coordinatori del partito. Debuttante nella politica sia il neo segretario Giancarlo Rotatori, molto attivo nei mesi scorsi nel comitato del quartiere Granmercato, sia il suo vice Michele Casali, procuratore legale, in lista con il Pri alle comunali del 2002 come indipendente. Completano la segreteria Paola Belardinelli, Mario Fabbi eAlberto Pacenti. Iniziando il proprio mandato, i neo dirigenti del Pri jesino hanno invitato i repubblicani di base che hanno lasciato il partito a rientrare nell'Edera per affrontare le battaglie politiche che da sempre appartengono alla tradizione repubblicana. Enrico Filonzi, coordinatore uscente, è soddisfatto di questa ventata nuova: «Il costante aumento degli iscritti, il recupero di molti amici che si erano allontanati dalla politica hanno consentito il termine del nostro mandato».

  10. #90
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 31 ottobre 2003

    RISCALDAMENTO NELLE AULE

    Si alzano i termosifoni, si abbassa la protesta

    FANO (Pesaro e Urbino) - Si è abbassata la temperatura della protesta e si è alzata quella dei termosifoni nelle scuole comunali di Fano, teatro di una diffusa protesta da parte di insegnanti e genitori degli alunni a causa della mancata programmazione per la manutenzione delle caldaie e il rifornimento di gasolio che ha impedito di riscaldare gli ambienti.
    Alcuni dirigenti scolastici sono addirittura stati sul punto di sospendere le lezioni e mandare a casa sia i ragazzi che il personale. Ieri mattina, comunque, tutti gli impianti di ricaldamento erano a regime, con l'eccezione di una disfunzione tecnica alla scuola di Centinarola.
    La preoccupazione maggiore è stata per i bambini più piccoli, meno preparati a difendersi dalle basse temperature e più facilmente soggetti a contrarre malattie da raffreddamento.
    Nel frattempo la ditta incaricata della manutenzione sta completando proprio in questi giorni l'attivazione di tutti gli impianti degli edifici comunali.
    Sulla vicenda interviene anche il vicesegretario provinciale del Partito Repubblicano Italiano, Gabriele Gerboni, che parla di "gravi errori che in un paese serio si pagherebbero con le dimissioni dei responsabili".

    M.G.

 

 
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