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  1. #71
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 16 maggio 2003


    Tagliolini nuovo coordinatore del Pri pesarese

    PESARO — Luigi Tagliolini è il nuovo coordinatore del Pri di Pesaro. La nomina è arrivata a conclusione della convention regionale del partito, alla quale hanno partecipato tutti i quadri delle Marche.
    Per Tagliolini è un ritorno all'impegno politico dopo essersi dedicato alla sua professione (è consulente di alcune aziende pesaresi del distretto della meccanica). Aveva iniziato proprio nel Pri; poi dal 1990 al 1995 ha militato nel movimento dei Verdi, per il quale è stato consigliere provinciale e assessore all'ambiente. «Non ce l'ho fatta a restare fuori — ha dichiarato — soprattutto guardando come è amministrata oggi la nostra città. Tutto viaggia sotto traccia. La giunta di centro-sinistra si allontana sempre più dalle reali esigenze dei pesaresi, scambia il silenzio dei nostri concittadini per un apprezzamento dei programmi e dei progetti. Quel silenzio è invece rinuncia, distanza dal potere e delusione per una partecipazione attiva che viene preclusa. Ritorno per costruire un'alternativa ai programmi e non per fare promesse. Per mettere fine al saccheggio silenzioso di Pesaro i repubblicani sono pronti a portare un contributo serio e innovativo».

  2. #72
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 10 giugno 2003


    «Da sei mesi sono tornato nel Pri che guarda a destra, a anche l’opposizione sembra più attenta alle poltrone che ai contenuti»

    di FRANCO ELISEI

    Cementificazione sul San Bartolo, scarichi fognari direttamente sul Foglia, inquinamento di Baia Flaminia. Luigi Tagliolini, ex assessore provinciale all’ambiente riemerge dal silenzio e attacca il centrosinistra e i suoi stessi compagni di viaggio: i Verdi, colpevoli, a suo dire, di essere poco ambientalisti e sempre più uguali ad altri politici interessati alle poltrone.

    «Come fanno ad accettare la cementificazione sul San Bartolo e a sostenere nello stesso tempo una giunta che mette i divieti di balneazione a Baia Flaminia solo perchè non ha affrontato alla radice il problema inquinamento? Sono allibito - esclama - Mi meraviglio. Da un lato si parla di sviluppo ecosostenibile, dall’altro si continua a cementificare senza accorgimenti. Basta guardare al Pentagono dove sono stati costruiti colossi di cemento accanto alle casette a schiera. Un’umiliazione. Altro esempio: il traffico oggi è disastroso e anche volendo, in molti luoghi non c’è più spazio per realizzare le piste ciclabili. I Verdi si dichiarano pronti a sostenere un progetto ambientale che qualifichi la città e poi permettono questo? Va al di là di ogni logica politica».

    Ma lei era assessore all’ambiente dal ’90 al ’95, non troppo tempo fa....

    «E’ vero, ieri c’ero anch’io ma con obiettivi diversi. E mi sono dato da fare. In quel periodo, precisamente nel ’91, su mia richiesta chiesi ad esempio di controllare e censire tutti gli scarichi delle fognature comunali lungo il Foglia a Pesaro. Ho fatto stilare un elenco con gli scarichi. Ebbene, in dodici anni da quel documento la situazione è la stessa. La Provincia aveva il compito di vigilare. Lo ha ancora ma non riesce ad esercitarlo come ci si aspetterebbe. Ora non ha neppure il coraggio di sostenere la Sovrintendenza che ha detto no all’essicatoio. Io, da assessore all’ambiente ho istituito due parchi. Quello del San Bartolo e quello di Carpegna portano la mia firma. Come il simbolo dello stesso San Bartolo. Sono passati anni e quel parco ora è sempre più a rischio di cementificazione. Non mi scandalizzo se i Verdi cambiano idea ma non avrei mai pensato che ne facessero merce di scambio e di consenso politico».

    Critiche severe...

    «Ne racconto un’altra, per dire quanto questa amministrazione si dica sensibile ai problemi della globalizzazione: nel 1988 ho fatto piantare dal Wwf una quercia a fianco della statua del Mamiani in memoria di Chico Mendez, sindacalista morto per difendere la foresta amazzonica. E ho fatto affiggere una targa. E’ sparita. Forse quando è stata ristrutturata la statua. Probabilmente non interessa a nessuno. Ma torniamo ai problemi della città: guardate l’Aspes, occorrono grandissimi esperti per capire l’utilità di quelle scatole cinesi. Non si è pensato ad una città nella sua dimensione ideale. Non bastano interventi per singole emergenze, servono progetti complessivi».

    Non salva nulla...

    «Basta osservare cosa sta accadendo in provincia e nei Comuni. Esiste una regia politica. Sulle risorse, dall’acqua alle cave, fino ai rifiuti si è cercato di dare una risposta pubblico-privata di difficile comprensione e gestione. Pensate alla caccia. La Provincia non ha lesinato: esistono più cacciatori, più territorio disponibile e di conseguenza più danni. A parole tutti vogliono proteggere l’ambiente, ma nessuno lo fa concretamente. Nessuna risposta è stata data sulla caccia e sulla forestazione. Il territorio mi sembra sempre più utilizzato come merce di scambio e la politica sempre più attenta all’aspetto economico, affaristico e di poltrone. Una regia molto abile e astuta, che seppur non riesce a terminare neppure le piccole cose veramente utili, ha peso e riceve consenso dalle grande masse. Questo centrosinistra ha accontentato costruttori e cavatori. E non riesce più a trovare una strada più equilibrata. Per questo occorre ripensare ad un progetto complessivo per le grandi città con forze laico-moderate. Senza fare demagogia politica».

    Vuol dire che tornerà nella politica attiva in vista delle prossime amministrative?

    «Sono rientrato nel Pri da circa sei mesi. Senza ruoli, solo per riorganizzare il partito a livello cittadino. Senza alcun obiettivo personale. Unico scopo è quello di riportare un minimo di voce di fronte a questa regia politica.
    Spesso il silenzio non vuol dire assenso ma rassegnazione. I cittadini si stanno organizzando in Comitati perchè non hanno più fiducia nelle istituzioni. E sono anche sfiduciati dall’opposizione».

    Sta parlando del centrodestra locale?

    «Anche in questa opposizione mi sembra ci sia più attenzione alle posizioni, alle poltrone che ai contenuti. E’ avvilente. Alternanza significa avere due progetti alternativi, non due progetti simili perchè copiati ma presentati con nomi e colori diversi».

    Ma il suo Pri in che collocazione si ritrova...

    «La nostra collocazione è al centro guardando a destra, a forze laico moderate. Ripeto le parole di La Malfa: “Siamo costretti a sopravvivere in questo momento storico e cercare spazio altrove per ritrovare la nostra identità, perchè qualcuno ce l’ha tolta"».

    Da ex ambientalista ha dunque rotto definitivamente con il centrosinistra...

    «Credo che la mia situazione non sia molto diversa da quella di tanti altri. Non sono io che ho rotto con la sinistra, ma è la sinistra che ha lasciato me, che ha calpestato quei valori per cui mi sono battuto da sempre. E poi non sono un ex ambientalista, sono sempre iscritto al Wwf e la mia mentalità è ancora ambientalista, solo che non mi riconosco più in questi Verdi. Stanno facendo scelte sbagliate. Non basta un convegno sul Furlo per dire: siamo ambientalisti».

  3. #73
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 18 giugno 2003


    Sotto accusa la Giunta provinciale responsabile del degrado ambientale

    Nella nostra Provincia, se la qualità dei servizi avesse una corrispondenza con il numero delle aziende che sono nate in questi ultimi anni, avremmo fiumi e mare tra i più limpidi d'Italia. Purtroppo non è così, con Aspes, Megas, Aset, Natura, Acquagest, e altre società satellite, forse abbiamo il primato dello sperpero del denaro pubblico, poiché l'apparato dirigenziale e burocratico di queste aziende non è trascurabile.
    Una politica attenta più a far tornare i conti della propria azienda, piuttosto che intervenire nell'ottica di migliorare l'habitat (il sequestro della discarica della Comunità del Catria e del Nerone ne è un esempio). Con queste aziende si è riusciti a far pagare ai cittadini la bolletta dell'acqua e della depurazione in tempi reali ma non si è fatto nulla per adeguare quei depuratori non più idonei o riparare quei collettori fognari rotti o, ancor più grave, si continua ad ignorare colpevolmente quegli scarichi liberi nei corsi d'acqua. Il disagio che si registra a Pesaro, presso Baia Flaminia nasce dal fatto che sul fiume Foglia non c'è alcun rispetto delle norme per quanto riguarda gli scarichi, il loro collettamento e la depurazione depurazione.
    La responsabilità di questo degrado è imputabile alla amministrazione provinciale la quale è chiamata a controllare e gestire il proprio territorio. Una provincia che propaganda lo sviluppo ecosostenibile, ma nei fatti è la giunta dei cacciatori e dei cavatori. Una giunta in cui l'assessore all'ambiente non ha alcun peso al punto che i cittadini ignorano chi ricopre questo importante incarico. Il Pri, avendo da sempre affrontato le problematiche ambientali con spirito laico e pragmatico, cercherà di colmare questo vuoto colpevole che si è insinuato nella nostra provincia. Il rispetto dell'ambiente e la qualità della vita non possono essere merce di scambio per un posto di potere, cosa che in questo centro sinistra è avvenuto.

    Giuseppe Gambioli

    segretario provinciale Pri

  4. #74

  5. #75
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    Predefinito resto del Carlino cronaca di Fano 2 luglio.

    FANO — Se per il segretario del Pri Gabriele Gerboni «desta impressione la posizione del sindaco sulle centinaia di lenzuola appese alle finestre in segno di protesta contro il Put», per il consigliere di An Simone Antognozzi, per quello che giudica un chiaro fallimento del Put, ci può essere una sola conclusione: le dimissioni dell'assessore alla Mobilità Urbana Simonetta Alfassio Grimaldi. Per Gerboni sotto accusa è il sindaco, che non solo non tiene conto delle critiche sul Put venute anche da partiti della maggioranza (Margherita e Sdi) ma «… si permette di dare giudizi non rispettosi verso i fanesi, che forse l'avranno anche votato in passato, ma ora ritengono che questa amministrazione abbia fatto il suo tempo, anzi abbia fallito anzitempo. Il sindaco per la sua posizione istituzionale è a capo di tutti, specialmente dei cittadini che si impegnano a far rilevare delle incongruenze dell' amministrazione». Conclude Gerboni «Se non si tengono in conto queste posizioni e si irride alle manifestazioni di protesta, è evidente che per Carnaroli la democrazia è un bluff». Sottolinea invece Antognozzi: «Oramai non sono più isolate proteste, ma la dimostrazione evidente di una città intera che si ribella alle sciagurate decisioni di una Giunt sempre più confusionaria e incapace». Ricordato che le avvisaglie del fallimento attuale si ebbero 11 anni fa quando via Aporti fu trasformata da strada residenziale in "autostrada", Antognozzi conclude: «Questo è il risultato di una politica sciagurata tenuta in piedi dal Sindaco Carnaroli, consolidata e condivisa da un manipolo di Assessori chiamati, per la maggior parte, solamente a far numero, la cui totale subordinazione ne ha determinato la scelta prevaricando quei criteri di competenza che dovrebbero invece caratterizzare un amministratore. E' ora che questo Comune si adegui alla logica di "chi sbaglia paghi", non è ammissibile, ad esempio, che l'assessore al traffico della nostra città continui ad occupare la poltrona».

  6. #76
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 10 luglio 2003

    «Questo piano è figlio...»

    di LUIGI TAGLIOLINI - Coordinatore comunale del P.R.I.

    PESARO - Aumenterà la congestione delle città con la svendita all’asta dei beni demaniali “ex carceri, ex caserme militari, aree industriali dismesse...” proseguendo con l’insensata cementificazione dei corsi d’acqua (Cecina, Foglia). Dunque chi proteggerà l’ambiente da “Vigna Rossa (Residence in costruzione a Pozzo Alto)” oppure le colline di Novilara, Candelara, Fiorenzuola, Villa Fastiggi, Villa Ceccolini, Ardizio, San Bartolo, la piana agricola del lungo foglia. “Cementificazione” all’infinito. Per noi Repubblicani di Pesaro “Vigna Rossa” è uguale a “forza cemento” come amava definirlo Antonio Cederna. Sarà dunque il caso, per capire quale deve essere la strada per garantire occupazione e insieme rigorosa tutela del territorio, accennare alle prospettive indicate e illustrate dagli ambientalisti e da quei partiti come il Pri che hanno dato al paese le uniche leggi per la tutela dell’ambiente la Legge Merli sulle Acque, il decreto Galasso sul territorio. Si possono così creare posti di lavoro in interventi estremamente necessari quanto urgenti, come la prevezione di frane, incendi, alluvioni, disinquinamento delle acque, un’oculata gestione delle risorse, riforestazione, riqualificazione del patrimonio abitativo nei centri storici, viabilità e trasporto pubblico, recupero e rinatularizzazione dei corsi d’acqua, creazione di un sistema di aree verdi capace di riequilibrare il microclima anche localmente, uno sviluppo industriale-urbanistico gestito e non d’assalto che proceda per bisogni e non per speculazioni. Per porre fine al saccheggio della città di Pesaro e del suo territorio i Repubblicani sono pronti a portare un contributo serio per un’alternativa di governo futuro, su programmi dai contenuti reali, per restituire alla città dignità, sviluppo, tutela dell’ambiente e qualità della vita.

    Luigi Tagliolini - Coordinatore comunale del Pri

  7. #77
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    Fano/Riunione del direttivo della sezione

    FANO - La riunione aperta dal segretario Gabriele Gerboni è stata dedicata all’esame della situazione politica e alla elezioni amministrative del prossimo anno.

    Negativo il giudizio dei repubblicani di Fano sulla situazione amministrativa, per l’impatto negativo del Put sulla circolazione. Particolare attenzione è stata dedicata all’esame del nuovo Piano regolatore e alle ripercussioni che questo strumento avrà sul futuro della cittadina.

    Pesante la valutazione sull’amministrazione provinciale guidata da un presidente diessino che si è distinta per le" consulenze esterne" e per l’attività culturale giudicata eccessivamente dispendiosa.

    A conclusione dei lavori è stata creata una delegazione della sezione che incontrerà i rappresentanti delle forze politiche e sociali di Fano e del comprensorio.

    tratto da http://www.pri.it/html/Home%20pri.html

  8. #78
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 30 luglio 2003


    Il Pri è solidale con Serrini

    JESI (Ancona) — Pieno appoggio all'operato di Cesare Serrini da parte del Partito Repubblicano; l'Edera della sezione “X Marzo”, in una nota inviata alla stampa, denuncia lo scadimento del dibattito politico. L'intervento repubblicano è riferito ai fatti connessi alla costruzione del manufatto in legno destinato ad accogliere alcune sezioni di scuola materna ed asilo nido. «Con sconcerto e meraviglia — si legge nella nota — abbiamo appreso l'ipotesi di un'azione legale nei confronti del consigliere Cesare Serrini da parte del Sindaco di Jesi; sconcerto e meraviglia perché il consiglio comunale è il luogo deputato per antonomasia al confronto e al dibattito di posizioni diverse e non luogo di produzione di carte bollate. Senza entrare nel vivo della vicenda – prosegue il comunicato del Pri – si osserva un continuo impoverimento della vita politica cittadina, derivante dall'atteggiamento arrogante e dalla protervia delle forze politiche della maggioranza; ulteriore conseguenza è lo scadimento delle cultura politica della città che in un passato, ormai purtroppo non recente, ha toccato ben altri livelli”. Dopo aver toccato il problema locale, il Pri jesino scende sul piano strettamente politico con un invito: “sarebbe ora – conclude la nota – che i nostalgici dell'uso politico della magistratura si convincessero che una fase storica è finita, una fase che ha prodotto e sta producendo ancora guasti colossali al nostro Paese, Marche comprese (vedi ad esempio vicenda Interporto). Con l'occasione i Repubblicani jesini riaffermano il convinto appoggio all'attenta ed efficace attività amministrativa dell'amico consigliere Cesare Serrini».

  9. #79
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 6 agosto 2003

    Il Messaggero
    Elezioni Il Pri: «In lista anche i comitati contro il Put»

    FANO - La prima risposta alle richieste avanzate dal Comitato contro il Put ai segretari dei partiti è venuta da Gabriele Gerboni del Pri che assume «impegno formale per la sua abolizione».
    «Giustamente i cittadini in lotta contro il Piano urbano del traffico chiedono che i partiti e le forze politiche si esprimano prima delle prossime elezioni e prendano impegni. Noi diciamo subito forte e chiaro che siamo contro il Put e che ci impegneremo a fondo per la sua abolizione e per aprire nuove strade, per far finalmente le rotatorie ed elininare i semafori in maniera che il traffico scorra sempre anche se lentamente e per far piste ciclabili e marciapiedi ovunque possibile. Il Pri si batterà per incrementare con corse più frequenti e con biglietti ridotti al minimo il servizio urbano e a chi chiede dove trovare i soldi diciamo che basterà abolire gli stratosferici compensi per gli amministratori designati dai
    partiti per trovarli. Infine ci impegniamo fin da ora a lasciare nella sua lista per le elezioni gli spazi per i rappresentanti dei Comitati spontanei nati a Fano contro il Put».

    M.G.

  10. #80
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 23 agosto 2003

    Dubbi del Partito Repubblicano Italiano
    «Fondi per i minori Necessario fare chiarezza»

    FANO (Pesaro e Urbino) - Anche gli esponenti del partito Repubblicano di Fano intervengono in merito alla «considerevolissima cifra – circa un milione di euro - che il Comune impiegherebbe per assistere i minori abbandonati». Il partito «intende fare chiarezza sulla questione» e chiede all’assessore competente «quanti e di che nazionalità siano i minori da assistere, quanti siano stati affidati dal Tribunale dei minori al Comune, a quali e a quante istituzioni pubbliche e private siano stati affidati e, infine, se corrisponda al vero che per alcuni istituti venga pagata una retta giornaliera di quasi 100 euro».

    M.G.

 

 
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