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  1. #101
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 3 gennaio 2004

    «Il Santa Croce è di Fano non di Pesaro»

    di ALBERTO BERARDI*
    (*Partito repubblicano italiano )

    A dir poco preoccupanti le dichiarazioni del direttore generale del San Salvatore di Pesaro sull’ospedale Santa Croce di Fano. Il dottor Porfido dopo aver spostato al 3000 la realizzazione di un unico ospedale fra le due città parla di integrazione fra le due strutture e spiega che dovranno essere evitate le “duplicazioni” e per chi non avesse capito precisa: ”Duplicazioni amministrative e poi cliniche” nella ”prospettiva di un’azienda unica su più presidi”. Ma ancora più inquietante è il fatto che parla già da ”governatore” anche se ”i contatti con Aldo Ricci sono iniziati da tempo” e che i suoi colleghi lo definiscono “il fanese” allo stesso modo in cui venivano appellati una volta i generali vittoriosi sui barbari. A Fossombrone, a Cagli, a Pergola, ogni volta che si toccano i presidi sanitari scoppia la rivoluzione, a Fano tutti zitti, nessuno parla di ospedale. Un silenzio assordante. Nessuno dice “a” neppure per il fatto che i nuovi padiglioni inaugurati fra fiumi di champagne sono ancora desolatamente vuoti. Polemica su tutto ma l’ospedale è tabu. Ora però di fronte alla cannibalizzazione dei nostri reparti e all’estrazione dei medici migliori del nostro ospedale qualcuno sta cominciando a reagire. La vallata del Metauro ha il suo sbocco a Fano e non a Pesaro. Vergognoso per Pesaro è, se mai, il fatto che il San Salvatore disponga di 60 metri quadrati per posto letto quando i testi sanitari di riferimento ne prevedono 110.

    di ALBERTO BERARDI*
    (*Partito repubblicano italiano )

  2. #102
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 29 gennaio 2004

    Priorità, il Pri suggerisce: «Prima la Rotonda Giorgini»

    SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Condivisione del antenimento della linea di risanamento annunciata dall’assessore Vignoli, no al cantiere di via Mentana ed all’inizio dei lavori sul lungomare senza aver completato gli interventi di arredo sulla Rotonda Giorgini. E’ questa la posizione del Partito Repubblicano che, con il segretario Merlini, delinea anche la necessità di un confronto più ampio sul bilancio. «Blocco degli oneri derivanti dal pesante costo della macchina comunale,con lo stop alle assunzioni. Nessun ricorso ad altri indebitamenti con nuovi mutui,tranne che per investimenti eccezionali.
    Avvio della vendita dell’Azienda più appesantita dai debiti:Agro-Alimentare. Ricorso al finanziamento privato per alcune significative opere pubbliche.», queste alcune delle ricette individuate dai repubblicani.
    Ciò premesso, il PRI ritiene utile un confronto più approfondito sul «Reperimento di risorse aggiuntive, sulla verifica del mantenimento delle altre Partecipate in relazione all’interesse dei contribuenti, approfondimento sull’utilizzo di immobili comunali da ristrutturare o in fase di ristrutturazione, con l’analisi delle convenzioni per una valutazione costi- benefici in relazione alle nostre risorse.»
    Il Pri lamenta l’incertezza sulla volontà di scoraggiare un fenomeno di palese espropriazione culturale da parte di forze estranee alla comunità locale.
    «S.Benedetto continua ad essere un mercato ricco di opportunità per la vendita di” prodotti” reclamizzati come straordinari- afferma il segretario Merlini- e che alla resa dei conti si rivelano degli ottimi affari solo per chi li ha proposti: basta pensare all’ultima iniziativa promozionale estiva!»
    Il PRI è per privilegiare le risorse locali,come i musei,i lasciti privati e la nostra tradizione.
    Bocciata l’ipotesi della «partenza da sud» del nuovo lungomare e via Mentana, ma iniziare dalle pinete del centro. «E pensare- sostiene il segretario del Pri- che ricorrevano tutte le motivazioni per completare questa opera: le funzioni di questo ambito urbano sono già consolidate e non interferiscono con strumenti di programmazione ancora in itinere: PRG, PUT, Piano di Spiaggia. La zona ha connotati di arredo ben definiti: non c’è molto da discutere sulla tipologia dell’intervento. Si tratta di completare un intervento su un’area abbandonata da decenni, fruibile non solo nel periodo estivo e che viene considerata da tutti “ il biglietto da visita della nostra città “.

  3. #103
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    Predefinito

    ... domani, Lunedi 23 febbraio, Giorgio La Malfa, Presidente della Commissione finanze, interverra' a Pesaro, su invito dell'Assindustria, ad un convegno per parlare di Moneta Unica.

  4. #104
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 24 febbraio 2004

    ELEZIONI/PARTITI IN MOVIMENTO

    Si ricostituisce il Pri «Uniti alle civiche»

    ASCOLI PICENO - Guarda chi si rivedono, i repubblicani, quelli del vecchio Pri. Ma la
    ricostituzione di questo storico partito in Ascoli si annuncia al di fuori
    degli schemi nazionali. Non si colloca, cioè, come appunto a livello
    nazionale e anche provinciale, all’interno della Casa delle Libertà. Ma si
    pone equidistante sia dal centrodestra sia dal centrosinistra. «Guarderemo
    solo alla qualità dei programmi e dei candidati», dice Domenico
    Buonvecchi, nominato segretario politico, ex assessore provinciale e
    fuoriuscito da Forza Italia. Buonvecchi fa capire che alle prossime
    elezioni il Pri molto probabilmente
    si aggregherà con una lista civica,
    forse «Ascoli per Ascoli». L’assemblea degli iscritti della ricostituita
    sezione del Pri di Ascoli
    ha indicato presidente Mario D’Emidio. Del
    direttivo fanno parte anche Ofelia Di Odoardo, Ercole Collazzoni, Dino
    Leone e Luigi Baiocchi. All’assemblea hanno partecipato anche Sestilio
    Meloni del “Patto per Ascoli”, Romolo Baroni, Giuseppe Pacetti, Adriana
    Alessandrini e Dino Ferri del “Circolo dei democratici laici e socialisti”
    e Giampiero Giorgi consigliere comunale di Acquasanta. «Tra questi
    soggetti afferma Buonvecchi si svilupperà una decisa collaborazione
    politica. Il Pri di Ascoli auspica la presenza di una propria autonoma
    lista per il prossimo rinnovo dell’Amministrazione provinciale. A livello
    comunale ci collochiamo al centro, senza vincoli di sudditanza di alcun
    tipo. Attiveremo tutte le iniziative che riterremo opportune ed utili ad
    evitare candidature che siano il riflesso della insoddisfazione degli
    ascolani. Il Pri incoraggerà e supporterà soluzioni propositive di
    programmi che vedano prevalere interessi di governo cittadino rispetto
    agli schieramenti politici precostituiti». «Nella nostra città conclude
    Buonvecchi il Pri intende riproporsi come la coscienza politica laica di
    centro nel solco delle tradizioni repubblicane». ..

  5. #105
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Ascoli Piceno: ricostituita la sezione repubblicana/Eletti i nuovi organismi: il presidente, il segretario politico e la direzione

    Lista dell'Edera per le elezioni provinciali

    Con la ricostituzione della sezione di Ascoli Piceno, si è riorganizzato il Partito Repubblicano Italiano nel capoluogo di provincia.

    Anche nella nostra città il PRI intende riproporsi con la "coscienza politica laica di centro" nel solco delle tradizioni Repubblicane.

    Pur nelle difficoltà che il sistema maggioritario provoca alle formazioni politiche meno numerose, il PRI è consapevole della necessità di un impegno civile che ribadisca il primato della politica "con la P maiuscola" cioè quella che fa prevalere l'interesse comune sugli interessi personali e di bottega.

    Anche ad Ascoli e nella provincia è l'ora di dare un forte segnale in tal senso.

    L'assemblea degli iscritti ha indicato Mario D'Emidio come Presidente e Domenico Buonvecchi come nuovo segretario politico di sezione.

    Il comitato direttivo è composto, oltre che dal presidente e dal segretario, da Ofelia Di Odoardo, Ercole Collazzoni, Dino Leone e Luigi Baiocchi.

    All'Assemblea del PRI è stato portato il sostegno di Sestilio Meloni del gruppo consiliare del "Patto per Ascoli, di Romolo Baroni , Giuseppe Pacetti, Adriana Alessandrini e Dino Ferri del "Circolo dei democratici laici e socialisti, nonché di Gianpietro Giorgi consigliere comunale di Acquasanta Terme. Tra questi soggetti si svilupperà una decisa collaborazione politica.

    Il PRI di Ascoli auspica la presenza di una propria autonoma lista per il prossimo rinnovo dell'Amministrazione provinciale di Ascoli P.

    A livello comunale il PRI si colloca al centro, senza vincoli di sudditanza di alcun tipo; attiverà tutte le iniziative che riterrà opportune ed utili ad evitare candidature che siano il riflesso della insoddisfazione degli Ascolani. Incoraggerà e supporterà soluzioni propositive di programmi che vedano prevalere interessi di governo cittadino rispetto agli schieramenti politici precostituiti.

    Domenico Buonvecchi Segretario Politico

  6. #106
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 13 marzo 2004

    Manovre elettorali

    Aliberti. «Pronto a candidarmi sindaco» Prende consistenza il cartello degli scontenti

    ASCOLI PICENO - «Se me lo chiedono tutti, mi candido a sindaco». L’avv. Davide Aliberti, consigliere comunale uscente, ex Crescita, leader dell’associazione “Ascoli per Ascoli”, dopo le titubanze iniziali, si dichiara disponibile a scendere in campo con un cartello eterogeneo ma animato da un obiettivo che conferma lo stesso avvocato: «Contro il sindaco Celani». A chiedere ad Aliberti di candidarsi a sindaco è anche il segretario del Pri Domenico Buonvecchi il quale, «verificata la convergenza sugli essenziali punti programmatici», annuncia che parteciperà «con uomini, e con lo storico simbolo dell’edera, alla lista civica che è in via di organizzazione ritenendo che il candidato sindaco naturale sia l’avv. Davide Aliberti anche in quanto leader dell’associazionismo di maggior rilievo numerico». Il Pri invita inoltre gli esponenti delle altre liste civiche «a volersi schierare attorno al nucleo centrale che si viene determinando in modo da produrre uno sforzo comune nell’interesse superiore della città di Ascoli». Del cartello degli scontenti sia del sindaco Celani sia del tandem del centrosinistra Rocchi-Firmani fa parte anche il movimento “Per una città normale” guidato da Luciano Speranza che proporrà come candidato sindaco una donna. Riusciranno poi questi movimenti civici a trovare l’accordo su una lista unica e su un candidato sindaco unico? Ad “Ascoli per Ascoli” stanno guardando con molto interesse anche un partito “normale” come Alleanza Popolare Udeur ed altri movimenti cittadini. L’opera di coagulamento va avanti.

  7. #107
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Un grande esempio di follia politica

    C'è voluta la grande paura, la grande paura della lista civica, una paura che monta ormai in tutta la provincia per dare una smossa ai DS di Pesaro sul problema della salute e della sanità. Purtroppo per noi cittadini lo hanno fatto dopo che loro stessi avevano fatto fuggire tutti i buoi. Aver rifiutato l'IRCCS è stato il più grande esempio di follia politica del dopoguerra, la prova che la classe dirigente pesarese DS è ormai obsoleta e che i partiti alleati sono solo servi. Aver perduto Talassemia che il Sindaco aveva definito: "Patrimonio della città" , significa aver perduto il futuro oltre che per il presente con il conseguente rifiuto del "dono" governativo della Caserma. Significa detto in altre parole aver perduto non solo tutto ma anche l'onore. Per questo si inventa una montagna (il convegno) e gli si fa partorire un topolino (l'unificazione progressiva degli ospedali di Pesaro e Fano e persino, udite, udite, un solo ospedale tra le due città a Fosso Seiore). Idee vecchie come il cucco che quando, venti anni or sono, furono avanzate dal PRI furono accolte con sorrisi ironici dai dirigenti dell'allora PCI che si impegnarono invece nella costosa progettazione, poi abortita vergognosamente, di un nuovo Ospedale in area politicamente amica. Nessuno pagò allora per questo errore, la Pesaro civile incassò. Ma fu l'ultima volta. Propria dalla sanità qualche anno dopo inizierà il crollo. Quello fu infatti il primo segnale che la buona amministrazione era finita, che il cambio generazionale non aveva prodotto gli effetti sperati . Nei lombi del PCI non c'era più forza vitale , non c'era più la lotta ma il languore. I figli del popolo nascevano emofilitici come quelli dello Zar . Non c'era più la rude ma bella progettualità collettiva del PCI. I giorni radiosi erano finiti per sempre. La cultura non era più lacrime, sudore e sangue per tutti i compagni ma ricevimenti, conversazioni salottiere, vernici e buffet dei dirigenti nelle case dei "padroni". Il ROF fu la svolta. Pochi lo compresero. Tra i pochi Francesco Maria Cecchini. Dopo anni ed anni di prediche ugualitaristiche era tornata l'odiosa discriminazione sociale. Chi ha i soldi dentro, chi è povero fuori. Un risultato deplorevole per una città sempre amministrata dai comunisti. Furono gli anni della speculazione edilizia, dello scempio delle colline, dell'urbanistica contrattata. Si provò allora a mantenere il consenso concedendo anche quello che non doveva essere concesso. Ma il problema dell'Ospedale nascosto sotto il tappeto è riemerso in tutta la sua carica dirompente risvegliando la città. Veniva clamorosamente alla luce che non c'era più un gruppo dirigente coeso ma un gruppi di potere in lotta tra loro e disposti a fare scelte autolesionistiche pur di mantenersi a galla un giorno di più. Sono i prodromi classici di una crisi politica irreversibile che l'arruolamento ambiguo di socialisti spersi e sparsi e la scelta del classico uomo in grigio non sarà capace di arginare. Bologna è vicina.

    Alberto Berardi

  8. #108
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    Predefinito tratto da IOL MESSAGGERO 20 marzo 2004

    Blocchi di Torrette, Sturani dal prefetto Coppieri: «Prepariamo la lista
    civica»

    di CLAUDIA PASQUINI

    TORRETTE (Ancona) - All'ennesimo blocco stradale a Torrette, il sindaco
    di Ancona Fabio Sturani risponde chiedendo l'intervento del Prefetto. Eliseo Coppieri da parte sua rilancia proponendo una lista civica per le prossime elezioni amministrative.
    Il Comitato di quartiere di Torrette ha annunciato che oggi pomeriggio dalle 14 alle 18 in via Conca sarà impedito il traffico a chiunque, esclusi i mezzi di emergenza. Come tutte le altre volte le forze dell'ordine hanno accordato il permesso, ma nell'immediato futuro le cose potrebbero cambiare. Il primo cittadino nei giorni scorsi ha parlato sia con il questore che con il prefetto ed ha chiesto un incontro ufficiale per trovare una soluzione. L'amministrazione comunale infatti si trova in
    difficoltà, pressata dalle lamentele dei cittadini. Più volte nel corso dei blocchi effettuati da qualche decina di persone ci sono state tensioni tra i manifestanti pronti a buttarsi sui cofani delle auto pur di non farle passare e chi, per un motivo o un altro, aveva necessità e a volte urgenza, di raggiungere l'ospedale di Torrette. «Lunedì - ha spiegato Sturani - in consiglio comunale abbiamo firmato un ordine del giorno sulla realizzazione del nuovo collegamento tra il porto e l'autostrada. Le scelte per il futuro sono state fatte e vanno verso ovest. Per quanto
    riguarda poi la gestione ordinaria del traffico in quella zona siamo pronti ad affrontarlo e a discuterne». Parole che scivolano come acqua sulle spalle di Coppieri. «La mobilitazione è nell'interesse della nostra comunità di cui nessuno si preoccupa - spiega - contro le chiacchiere inconcludenti sulla viabilità, lo smog, le polveri sottili, con cui ogni giorno siamo obbligati a convivere. Nella nostra zona non funzionano neanche i provvedimenti antismog, non c'è stato alcun beneficio. Noi vogliamo una città migliore guidata da persone che conoscano i reali problemi della città. Ora invece ci sono alcuni consiglieri comunali, imposti dai partiti, che non sanno nulla del territorio che amministrano e
    che di conseguenza non fanno nulla». Coppieri annuncia quindi la sua intenzione per le prossime elezioni amministrative di organizzare una lista civica fatta di persone «che hanno a cuore la nostra città» e afferma di avere in mente anche un nome per il candidato a sindaco: «Una donna, molto conosciuta e in gamba, in grado di rilanciare il capoluogo marchigiano a livello nazionale». Non solo. A dimostrazione della serietà delle sue intenzioni, il rappresentante del Comitato di Torrette che è anche segretario regionale dei Repubblicani di La Malfa, fa sapere che sta completando una lista anche per le elezioni europee. «Con noi - racconta - ci sarà quasi sicuramente il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi e sono in contatto anche con l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Chi ci sottovaluta sbaglia».

  9. #109
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 26 marzo 2004

    Il segretario del Pri Gambioli polemizza

    «Drudi non si è ancora dimesso E’ un monopolio del centrosinistra»

    PESARO - “Il pluripresidente Drudi - scrive Giuseppe Gambioli del Partito Repubblicano Italiano - continua a procrastinare le sue dimissioni dal vertice della Camera di Commercio benché le abbia solennemente promesse. Il perpetrarsi dell’esclusione di Assindustria dagli organismi camerali è il risultato della persistenza di un clima antidemocratico. E’ sufficiente questo fatto per comprendere che la gestione Drudi non è riuscita a compiere quel salto di qualità che le associazioni di categoria si aspettano da anni. Un comportamento ingessato e condizionato dallo strapotere del Centro sinistra al punto di condizionare i rinnovi ed i tempi dell’avvicendamento degli organismi camerali. L’annuncio fatto da Drudi sul nominativo del suo successore, il dott. Pedinotti, personaggio di cui non abbiamo nulla da eccepire, avrebbe dovuto avere il suo normale corso, in un confronto sereno e costruttivo tra favorevoli o contrari. La volontà di Drudi e del Centro sinistra sono chiare e spregiudicate. Spostando le nomine a ridosso delle votazioni elettorali si è voluto condizionare le categorie e gli uomini che dovrebbero comporre il futuro organismo camerale sulle scelte di campo che un cittadino libero dovrebbe effettuare in clima elettorale. Con la stessa logica il futuro Presidente della Camera di Commercio sarà quella persona che, per le prossime votazioni, si omologerà alle logiche di gestione di potere del Centro sinistra”.

  10. #110
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    Predefinito tratto da IL MESSAGGERO 6 aprile 2004

    «La lista Pri-Sgarbi sfida Ucchielli»

    PESARO - Alberto Berardi candidato alla presidenza della Provincia per la lista
    Pri-Liberal Sgarbi
    sfida Palmiro Ucchielli a un volo sul territorio
    provincia «per vedere costa sta accadendo nella disattenzione e spesso con
    il consenso dell’Amministrazione provinciale. Con la speranza, da
    candidato a candidato, che Palmiro non abbia paura di volare e soprattutto
    di vedere cosa è accaduto nei cinque anni della sua presidenza».

 

 
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