Il mio è Arthur Schopenhauer
L'essenza dell'universo è volontà, radice unica che si realizza nell'uomo e nelle cose, colta non già attraverso un sapere razionale ma attraverso un'intuizione immediata.
La volontà si rivela come irrazionale e come bisogno, deficienza, quindi infelicità e dolore. Di questa infelicità cosmica l'uomo è drammatico centro: al suo dolore la natura resta indifferente.
Il dolore è nota costante dell'esistenza; e tuttavia, Shopenhauer ravvisa una possibilità di liberazione nella contemplazione estetica: in essa l'uomo diviene puro, disinteressato soggetto conoscente che, intuendo l'idea, si sottrae, sia pure soltanto per alcuni istanti privilegiati, al dolore dell'esistenza.
L'intuizione come strumento di conoscenza dell'essere, l'irrazionalità del tutto, l'indifferenza della natura al travaglio umano, l'arte come conoscenza e come liberazione dal dolore sono motivi che entreranno nella sensibilità e nella poetica del decadentismo.




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